mercoledì
22 Aprile 2026

Un’alternativa di sinistra al Pd: prove generali per l’Alleanza popolare

Manzoli, consigliere di Ravenna in Comune, alla vigilia della presentazione pubblica del progetto lanciato a Roma da Anna Falcone e Tomaso Montanari

Il 30 settembre alla sala D’Attorre di Ravenna alle 15.30 è convocata la prima riunione di presentazione (aperta a tutti) dell’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza, ossia, si legge nel volantino, «un percorso partecipato fra cittadini, forze civiche e soggetti politici in adesione all’appello lanciato il 18 giugno al teatro Brancaccio da Anna Falcone e Tomaso Montanari per costruire sui territori una politica dal basso». Punti di riferimento, la Costituzione, temi sul tavolo: ambiente, lavoro e povertà. Nessun nome, nessun ordine dei lavori.

Manzoli
Massimo Manzoli (al centro) al presidio dei lavoratori Ferrari davanti allo stabilimento Marcegaglia a fine agosto

Ma ad aprire il pomeriggio ravennate sarà Massimo Manzoli, ingegnere, attivo nell’associazionismo per la lotta alla mafia, consigliere comunale con Ravenna in Comune, lista nata dall’unione di numerose forze a sinistra del Pd che candidò Raffaella Sutter a sindaco (Manzoli le è subentrato lo scorso giugno a palazzo Merlato come consigliere). Da lui quindi cerchiamo di capire di più di questa nuova realtà di sinistra che sta cercando di nascere.

Che cosa è Alleanza popolare? Un nuovo soggetto nato per unire la sinistra che finirà per dividerla ulteriormente?
«Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza è l’idea di una grande coalizione civica che possa unire (e non dividere) le varie anime della sinistra a tutte quelle realtà civiche che vivono nel nostro Paese. Il punto di partenza, se vogliamo, è il più semplice: attuare quanto scritto nella Costituzione e da lì ripartire per affrontare varie tematiche, anche quelle che difficilmente entrano nella discussione politica attuale».
Chi aderisce a questa Alleanza allo stato attuale?
«L’idea di Falcone e Montanari nasce come un tentativo nuovo di intendere la politica. Entrambi hanno più volte chiarito che l’obiettivo non è creare una lista elettorale, ma tentare di riunire tutte quelle voci che non trovano più rappresentanza nei vari partiti o movimenti a sinistra. E da questa base nasce anche a Ravenna la giornata del 30. Sarà la prima chiamata pubblica per ragionare di questa idea di politica. A livello nazionale è stata data ampia importanza alla rete delle città in Comune, cioè la rete di liste civiche di sinistra sorte in tutta Italia nell’ultimo anno. È una rete di cui RiC fa parte fin dall’inizio. Ma come noi ci sono altre realtà civiche, come quella faentina, che sono attive nell’organizzazione dell’incontro, che avrà un respiro provinciale».
Ma c’è l’idea di costruire qualcosa in vista delle elezioni del 2018? O quando tutte queste realtà andranno al voto politico saranno in ordine sparso?
«È una domanda che andrebbe fatta a ogni referente provinciale di ogni partito. Io seguo quello che accade a livello nazionale, e mi occupo della mia realtà comunale. Non ho mai avuto tessere di partito quindi difficilmente posso dare un parere sulle logiche che si creano all’interno in vista delle elezioni. Ovviamente non mi dispiacerebbe che questo progetto potesse avere una rappresentanza parlamentare nell’immediato futuro. Da “civico” trovo sia un bel tentativo e che sia giusto provarci. Tra qualche mese si tireranno le somme».
Cosa ci dovrebbe essere questa volta di diverso rispetto agli altri tentativi (fallimentari) di unire la sinistra?
«A mio avviso, la vera differenza è la non esasperata necessita di costruire nell’immediato una lista elettorale. Se il primo obiettivo fosse stato quello non sarei qui, quando il primo obiettivo diventerà quello probabilmente farò un passo indietro dedicandomi “solo” al mio comune. Ma sono convinto che per creare qualcosa di nuovo, che sia diverso dal passato, perché sappiamo tutti che quelle esperienze non hanno funzionato, potrebbe servire tempo. Poi se ci sarà l’occasione di presentarsi alle elezioni con un movimento orizzontale, il più ampio possibile, ben venga».
Si tratta di un movimento che si presenta come alternativo al Pd. Ma c’è uno spazio concreto per una sinistra senza i dem? O si rischia di restare mera testimonianza?
«Se non fossimo convinti che c’è lo spazio, anzi, che è necessario uno spazio alternativo e a sinistra del Pd, non staremmo mettendo in campo questa iniziativa. La dimostrazione è evidente anche nei pochissimi mesi in cui sono in consiglio a ravenna. Ci sono temi, legati al lavoro, che solo una lista a sinistra e alternativa al Pd ha sollevato e sostenuto. Parlo, ma sono solo due esempi, della situazione dei dipendenti Euro&Promos e della vertenza Ferrari».
Ma perché secondo lei in Italia non si è riusciti a fare un’operazione alla Corbyn? In Gran Bretagna molti giovani si sono iscritti allo storico partito dei Labour per poi eleggere un leader di sinistra…  
«È un’ottima domanda, molto complessa. Siamo in un periodo in cui la politica non è attrattiva, da anni c’è una totale disaffezione alla politica e ai partiti. Non serve ricordare le percentuali andate al voto alle ultime regionali. In questo contesto è molto più probabile che le persone fuggano e si allontino invece che avvicinarsi per cambiare le cose. E la fuga dal Pd degli ultimi 4-5 anni ne è un esempio».
Andrà a sentire Pisapia, Bersani ed Errani a Ravenna? Le interessa il progetto?
«Se l’idea è quella di costruire un centro-sinistra, stringendo alleanze col Pd, come sembra dalle dichiarazioni nazionali recenti, direi proprio di no. Mi stupisce anche la domanda, visto che viene fatta a un consigliere di lista di sinistra alternativa al Pd. È semplice coerenza».
Dentro RiC perà c’è chi sta lavorando a questo progetto…
«Ravenna In Comune per la pluralità di partiti e movimenti che tiene dentro è una realtà rara in Italia. Ci sono partiti con sensibilità molto vicini al Pd a livello nazionale che, però, hanno iniziato questo progetto con tutti noi. Non è né un segreto né una provocazione. E credo di avere e aver avuto con loro un rapporto sempre molto schietto e trasparente. In entrambe le direzioni intendo».

Una settimana di scambio culturale tra studenti con l’inclusione come tema portante

Gli studenti ospiti provenivano da Grecia, Lituania e Paesi Bassi: sono stati osptitati dalle famiglie ravennati. Alla fine concerto di saluto in Darsena

Erasmus+Per sette giorni, l’inclusione è stata al centro dell’incontro tra i ragazzi di diversi paesi d’Europa con Ravenna capitale. Merito del progetto Erasmus+ Include coordinato dal Liceo Classico Alighieri. Grecia, Lituania e Paesi Bassi: questi i paesi di provenienza di venti studenti e otto insegnanti che sono stati ospiti delle famiglie ravennati. Con i coetanei ravennati, i ragazzi hanno messo al centro il tema dell’inclusione e hanno fatto visita a diverse realtà sociali della città: dal Villaggio del Fanciullo, storica fondazione di Ponte Nuovo, a Marinando, associazione che porta la passione per il mare anche alle persone con disabilità.

Molto dibattuto l’incontro con l’assessore all’Istruzione, Ouidad Bakkali. Non sono mancate ovviamente le visite ai monumenti della città e un excursus a Venezia. La visita si è conclusa con un concerto in Darsena Pop Up: quello di Jack Guitar Manzoni e della sua Band. Il coro che accompagna il chitarrista era per l’occasione composto da soli ragazzi africani provenienti dai campi di rifugiati della zona. Un altro buon esempio – spiegano gli organizzatori – di uno strumento universale come la musica per includere, aprire nuovi orizzonti, interrogarsi e capire qualcosa di questo mondo. In totale, tra italiani e stranieri, una cinquantina le persone coinvolte. Il percorso non si ferma qui: come da tradizione per l’Erasmus ci saranno altre occasioni di scambio culturale per un progetto destinato a coprire l’intero anno scolastico e a rimanere nel cuore degli studenti.

Elenoire Casalegno nuda su Playboy due volte, da Instagram un saluto a Hugh Hefner

La ravennate sulla copertina della celebre rivista nel 1996 e 2011: «Non è mai stato un giornale volgare, ha trasformato i costumi bigotti degli anni Cinquanta». Ecco le foto in tacchi e calze a rete. Tra le conigliette bizantine anche la faentina Veronica Graf, concorrente del Gf nel 2014

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Elenoire Casalegno da Instagram ricorda Hugh Hefner: la ravennate è stata sulla copertina di Playboy due volte

Si è spogliata per Playboy due volte, la prima nel 1996 quando aveva vent’anni e la seconda nel 2011 a 35 anni. La conduttrice televisiva ed ex modella Elenoire Casalegno, ravennate di adozione, è una delle conigliette italiane della celebre rivista nata negli anni cinquanta in America e dal suo profilo Instagram (@elenoirec) ha ricordato proprio il fondatore del magazine Hugh Hefner morto all’età di 91 anni. Ha pubblicato la copertina del numero di marzo 2011 con poche parole: “C’era una volta Hugh Hefner”.

La ravennate non ha mai conosciuto l’eccentrico editore americano, come racconta lei stessa, ma apprezza il ruolo della rivista: «Il suo Playboy non è mai stato per me un giornale volgare – si legge sulle pagine della Gazzetta di Parma che riprende alcune dichiarazioni rilasciate all’Ansa –. Hefner lo ha usato per trasformare il costume dei bigotti anni Cinquanta, periodo in cui la sessualità era vissuta solo come peccato, oscenità, e non con la libertà che abbiamo oggi. Non dimentichiamo che ha intervistato Fidel Castro e Marlon Brando e tra le prime conigliette c’era Marilyn Monroe. Ma si è anche divertito molto, infatti è morto a 91 anni».

Tra le conigliette ravennati va citata anche Veronica Graf, concorrente nel 2014 del Grande Fratello in versione non vip, a differenza di quello in cui ha partecipato Casalegno l’anno scorso. Anche la 28enne modella faentina – che oggi vive tra Miami, Los Angeles e Ibiza e torna in Romagna solo saltuariamente – ha usato il suo profilo Instagram per salutare Hefner. Una foto in bianco e nero con tanto di orecchie in testa da coniglietta e questo messaggio: «From one of your Playmates, Rip Hugh Hefner».

Alla scoperta dei fantasmi della Romagna con Eraldo Baldini

Fantasmi

Venerdì 29 settembre, alle 18.30 alla Libreria Liberamente di Ravenna (via Alberti 38) Eraldo Baldini presenta il suo ultimo volume Fantasmi e luoghi stregati di Romagna (Il Ponte Vecchio).

L’incontro fa parte della rassegna “Aspettando GialloLuna”, il festival letterario in programma a Ravenna dal 28 ottobre al 5 novembre dedicato alla letteratura di genere.

Il volume, fresco di stampa, va ad arricchire l’imponente opera di saggistica di Baldini, che come noto è anche un narratore di fama internazionale, in veste di antropologo e studioso delle tradizioni e del folklore locale. Lo scrittore in questo libro, frutto come sempre di una paziente e puntuale ricerca, raccoglie e analizza testimonianze, leggende, dicerie, i frutti – vecchi o recenti – dell’immaginario o di livelli inusuali di esperienza svelando come anche la Romagna abbia le sue storie di fantasmi e apparizioni, la sua geografia di luoghi «stregati» e «infestati», la sua galleria di personaggi noti o sconosciuti che dall’aldilà tornerebbero a manifestarsi e a inquietare i vivi.

Una lunga e sorprendente carrellata sul lato oscuro di una terra che non è, dunque, sempre e solo «solatìa» come viene spesso rappresentata in un cliché poco realistico.

Ultime escursioni in canoa e barca elettrica tra foce Bevano e Ortazzino

EscursioneAvvicinandosi alla chiusura della stagione, il Centro Visite Cubo Magico Bevanella propone le ultime visite dell’anno. Sabato 30 settembre alle 15 suggestiva escursione in canoa per scoprire un ambiente naturale di grande pregio e domenica 1 ottobre alle 10 speciale escursione in barca elettrica verso la foce del torrente Bevano per ammirare l’area protetta dell’Ortazzino, gli antichi meandri del Bevano e scoprire la natura delle dune e delle spiagge naturali. Durante il tragitto si farà attività di birdwatching con una guida.

Tutte le attività sono condotte da personale esperto di Atlantide ed è necessaria la prenotazione entro il giorno precedente al tel 0544 528710 o via mail bevanella@atlantide.net.

Per gruppi superiori alle 10 unità, le escursioni e le visite sono possibili tutto l’anno su prenotazione.

La Cgil in piazza contro la violenza sulle donne: «È necessario reagire»

Il sindacato lancia la mobilitazione «per creare strumenti di prevenzione e sicurezza sempre più efficaci»

Presidio Ravenna 30settembre
L’immagine utilizzata dalla Cgil per promuovere il presidio di sabato 30 settembre a Ravenna

“Riprendiamoci la libertà!”. Con questo slogan la Cgil della provincia di Ravenna invita i cittadini in piazza del Popolo a Ravenna, sabato 30 settembre alle 10,30, per manifestare contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, «la narrativa – si legge in un comunicato del sindacato – con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime».

Con l’appello, dal titolo “Avete tolto senso alle parole”, la Cgil lancia una mobilitazione nazionale «per chiedere agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell’ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità di questo dramma».

«Anche nelle ultime settimane abbiamo assistito a un aumento continuo di episodi di violenza perpetrati nei confronti delle donne, femminicidi e brutali stupri, che non possono e non devono lasciare indifferenti – commenta Maura Masotti, segretaria di organizzazione della Cgil di Ravenna -; è necessario reagire e prendere pubblicamente le distanze, stigmatizzando tutti quei comportamenti che feriscono non solo le donne, prime vittime, ma che sono da considerarsi un vero e proprio retaggio di inciviltà e una vergogna sociale».

Il segretario generale della Cgil di Ravenna, Costantino Ricci, annuncia l’intenzione della Camera del lavoro di organizzare una serie di incontri con i responsabili dei centri antiviolenza del territorio, con gli altri sindacati e con le associazioni femminili affinché venga aperto un tavolo istituzionale in Prefettura – a cui partecipino i soggetti preposti alla vigilanza e alla prevenzione e sicurezza, oltre all’Ausl e al Comune – atto a prevenire i fenomeni di violenza. «Serve un’azione forte per contrastare una violenza intollerabile nei confronti delle donne – dice il segretario – e come Cgil intendiamo mobilitarci per creare strumenti di prevenzione e sicurezza sempre più efficaci».

Torna a Ravenna la festa a tutto rock’n’roll di Moondogs tra centro e Darsena

Concerti, lezioni di ballo, stand gastronomici: due giorni all’insegna anche del divertimento

The Stargazers
The Stargazers

Torna a Ravenna il Moondogs Festival. Due giorni a base di rock and roll, blues e swing, con appassionati provenienti da ogni parte d’Italia ed Europa, in un’atmosfera di festa in stile anni cinquanta.

La serata di oggi, venerdì 29 settembre, sarà una sorta di anteprima per il centro con dj e scuola di ballo in piazza Kennedy dalle 17 alle 18.30, a cui seguirà il doppio dj-set di Mauro Ciancone e Mr. Lucky al Fargo di via Girolamo Rossi. Alle 20.30 il primo live dell’edizione 2017 si terrà all’Alighieri Cafè di via Gordini, con i ravennati Knolls97. Dalle 22.30 si passa all’osteria del Mariani di via Ponte Marino per concludere la serata con l’orchestra swing dei milanesi The Blind Rats.

Sabato 30 settembre il festival entra nel vivo nella sede storica della darsena di città, tra l’Almagià e l’adiacente Darsena Pop Up. Qui (in due diversi set alle 16.45 e 18.15) salirà sul palco il lombardo Cris Mantello con il suo Trio, che fonda le sue radici nella musica tradizionale americana e lo swing italiano degli anni ’50. All’Almagià sarà aperto per pranzo lo stand gastronomico e dalle 16 inizieranno le lezioni di ballo, prima dei concerti della sera con due band inglesi. Dalle 22 (dopo il dj-set) The Hot House Four, alfieri della vera roots music americana, e a seguire The Stargazers, storica band nata sulla scia dello swing revival degli anni ’80 e divenuta nel tempo una delle formazioni britanniche più influenti.

Il progetto Moondogs esiste grazie all’Associazione Norma e Yeob Records con il sostegno di Comune di Ravenna e del main sponsor America Graffiti.

Visite guidate, letture e anche cocktail e “ristoranti” sotto Porta Adriana

Due serate di iniziative in centro a Ravenna grazie ai locali della zona

Porta AdrianaDue serate da vivere a Porta Adriana, in centro a Ravenna, con iniziative dalle 18 a mezzanotte. I locali della zona hanno infatti organizzato per venerdì 29 e sabato 30 settembre l’evento “#diportainporta” con visite guidate alla scoperta della Porta e del momunento dedicato a Pier Paolo D’Attorre nell’adiacente piazzetta Gandhi, dove sarà presente anche la Libreria Dante di Longo con letture per bambini e non solo.

Partecipano con uno stand gastronomico anche i ristoranti L’Acciuga e Al Cairoli che proporranno una scelta di piatti pensati proprio per l’evento, accompagnati da birra, vino, cocktail e grappe dei locali Fricandò e I Fanti.

 

 

Tra i nati nel 2015 in provincia cresce la copertura per i 4 vaccini obbligatori

La Regione diffonde i dati del confronto tra 30 giugno 2017 e 31 dicembre 2016: percentuale di nuovo sopra la soglia di sicurezza

VaccinzCresce la copertura per la vaccinazione contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B tra i bambini nati nel 2015 in provincia di Ravenna. Al 30 giugno scorso, secondo i dati diffusi dalla Regione Emilia-Romagna, si è arrivati al 98,6 percento mentre sei mesi prima era al 97,8. Il dato riguarda i quattro vaccini per cui a novembre 2016 una legge regionale ha introdotto l’obbligatorietà per l’iscrizione al nido: i nati nel 2015

sono i primi bambini a essere stati pienamente coinvolti nell’applicazione dell’obbligo.

Quella attuale è quindi una situazione molto diversa rispetto al 2015 quando in provincia si toccò il minimo storico del 94,3 di bimbi vaccinati al 24esimo mese, per la prima sotto alla soglia di sicurezza del 95 percento indicata dall’Oms.

I dati provinciali registrano una crescita nello stesso intervallo di tempo anche per quanto riguarda l’antipertosse (da 98,1 a 99) e l’antiemofilo B (da 97,8 a 98,5) per cui è prevista l’obbligatorietà dalla legge nazionale e per l’antipneumococco (da 97,1 a 97,6) tra quelli fortemente raccomandati.

Il trend è in crescita anche per l’intera regione: 95,8 al 31 dicembre e 96,6 percento al 30 giugno per i quattro obbligatori, antipertosse da 96,2 a 97,1, antiemofilo B da 95,8 a 96,3 e antipneumococco da 94,8 a 95,5.

«Sono dati di cui siamo orgogliosi, perché confermano che la nostra era ed è una battaglia giusta, fatta per la collettività, per la tutela della salute di tutti, a partire dai bambini più fragili e indifesi – sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –. Esserci mossi con largo anticipo ci ha sicuramente avvantaggiato: siamo stati i primi in Italia a varare un provvedimento sui vaccini obbligatori, che ha fatto da apripista alla legge nazionale. E proprio la nostra legge, già prima dell’entrata in vigore, è stata determinante per aumentare la copertura vaccinale, perché abbiamo fatto discutere, dibattere, e anche informare. Ora non abbassiamo la guardia, perché questi numeri vanno mantenuti e consolidati nel tempo».

Burger, street food romagnolo, pizza e drogheria di pesce: nuove aperture in centro

Quattro locali verso l’inaugurazione nella zona di via Cavour, a Ravenna. Ecco cosa propongono

Burger
Gli ultimi lavori prima dell’apertura di Burger Bros in via Mura di San Vitale

Inaugura domenica, 1 ottobre, a pochi passi da Porta Adriana, in pieno centro a Ravenna, Burger Bros, ristorantino di hamburger gourmet gestito da due giovani ravennati, Nicola Ventrucci e Carlo Sabbatani. Panini di qualità, assicurano, con prodotti stagionali e particolari, oltre alla possibilità per i clienti anche di poter realizzare da soli il proprio hamburger, il tutto in una casa storica, su due piani (per una ventina di coperti, oltre ai tavolini che saranno allestiti in strada) di via Mura di San Vitale, vicino ad altri due locali già presenti: il ristorante vegano Amaranto e il bistrot con prodotti a base di frutta e di verdura fresca La Reverie.

Feel
La vetrina di via Fanti dove sorgerà “Cs’a vut?”

Novità sono in arrivo anche nella parallela (altra traversa di via Cavour) via Fanti, dove la famiglia Monti, che già gestisce il negozio di abbigliamento Feel, sta per aprire (i tempi non sono ancora certi ma l’inaugurazione potrebbe avvenire entro ottobre) un locale di «street food romagnolo». Un piccolo locale, ci dicono al telefono, che offrirà prodotti tipici romagnoli più o meno rivisitati ma senza veri e propri coperti, con la possibilità di consumare sul posto al bancone o nei tavolini che verranno allestiti all’esterno. Seguendo, appunto, le regole dello street food. Anche il nome del locale è in romagnolo (oltre che ironico): Cs’a vut?, ossia cosa vuoi, in dialetto, con tanto di logo disegnato appositamente dal pittore Enzo Marino.

Drogheria Pesce
Le vetrine nel muro arancione ospiteranno la nuova “drogheria di pesce” di via Cattaneo

Altri pochi metri in direzione piazza del Popolo e, in via Cattaneo (a due passi da via Cavour), fervono i preparativi per l’apertura (entro il mese di ottobre, anche se non c’è ancora una data certa) di Bilancino, drogheria di pesce, locale che proporrà solo pesce, dal fritto al cartoccio alle insalate di mare, take away, ma con possibilità di consumare anche qui sul posto. A fare l’investimento tre amiche con alle spalle esperienza nel settore, tra cui anche una lunga gestione familiare in un ristorante di Cesenatico.

Pizza
I lavori per aprire la pizzeria al taglio vicino a Fricandò

E risalendo via Cavour fino a Porta Adriana (dove tra l’altro resta il progetto di realizzarvi un locale con terrazza panoramica), ecco il quarto locale di gastronomia in procinto di aprire in così pochi metri quadrati di centro storico: si tratta di Pizza & Food, di fianco a Fricandò, con la promessa, stando al cartello, di proporre pizza al taglio e “stuzzicheria”.

Il tutto mentre solo pochi mesi fa, in aprile, anche in via Argentario ha inaugurato un locale dalle caratteristiche simili, Amor di Pizza, aperto per pranzo, merenda e cena con pizza in teglia gourmet, friggitoria e insalate, a due passi dalla basilica di San Vitale.

Nessun processo per i sei ex dirigenti pubblici accusati di favori urbanistici a Cmc

Secondo l’accusa avevano indotto in errore gli enti per modificare la destinazione d’uso di decine di ettari a Porto Fuori. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere

Giustizia TogaPer quel cambio di destinazione d’uso, da agricola a produttiva, di circa novanta ettari nelle campagne tra Ravenna e Porto Fuori non andranno a processo i sei ex dirigenti pubblici di Comune, Provincia e Regione indagati a vario titolo per falso ideologico, falso per induzione e abuso d’ufficio. Secondo l’accusa, che aveva chiesto il rinvio a giudizio per cinque, la loro azione aveva indotto in errore gli enti per cui lavoravano favorendo la Cmc proprietaria di 56 ettari di quelle aree. Il giudice invece, come si legge sulle pagine del Resto del Carlino e del Corriere Romagna, ha disposto il non luogo a procedere.

Questi i nomi delle sei persone indagate per i ruoli occupati all’epoca dei fatti: Arrigo Antonellini (68 anni, all’epoca dei fatti dirigente della Provincia al settore Ambiente e Territorio), Gloria Dradi (63 anni, all’epoca capo area Pianificazione territoriale e capo servizio Progettazione urbanistica del Comune), Claudio Miccoli (63 anni, all’epoca responsabile dello staff di coordinamento Regione-Autorità portuale e dirigente del servizio tecnico di Bacino Fiumi Romagnoli, in passato anche assessore comunale), Alberto Mutti (68 anni, all’epoca capo area Pianificazione Territoriale e capo servizio Progettazione urbanistica del Comune), Fabio Poggioli (53 anni, all’epoca funzionario del settore Ambiente e Territorio della Provincia; in passato anche assessore comunale), Angela Vistoli (61 anni, all’epoca dirigente del settore Ambiente del Comune). Nell’inchiesta sono coinvolte altre cinque persone (un ex manager della Cmc, il legale rappresentante della ditta Consar che ha svolto lavori sui terreni e tre progettisti) ma le loro posizioni sono meno gravi sin dal prinicpio: non essendo pubblici ufficiali a loro non è stato contestato il più grave reato di abuso d’ufficio e quindi le accuse, a vario titolo, sono di opere edilizie senza autorizzazione, falsità ideologica in certificati commessa da persone che svolgono un servizio di pubblica necessità e la falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. A novembre arriverà la prescrizione.

Secondo la procura i sei pubblici ufficiali avevano aggiustato pareri e atti su misura facendo ricorso a studi mirati che avevano indotto in errore consiglio comunale, giunta provinciale e Ausl per arrivare a una variante del piano operativo comunale (Poc) che favorisse la cooperativa così da poterle consentire di stoccare sulle aree volumi di fanghi dragati dal canale Candiano e trasferire lì il bitumificio in darsena.

Il fulcro della questione, in buona sostanza, stava nella gerarchia degli strumenti che definiscono la pianificazione territoriale e urbanistica. Dei quattro comparti interessanti dall’indagine, il piano strutturale comunale (Psc) del 2007 ne destinava due a uso produttivo e due a uso agricolo. E il piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp) del 2006 faceva ricadere l’area in ambito di tutela per zone di particolare interesse paesaggistico ambientale. Nel 2010 un piano operativo comunale (Poc) trasformava tutto in area produttiva. E una variante al Poc del 2011 prevedeva che nel comparto 3 (dove si trovano 56 ettari acquistati da Cmc prima del 2010) andasse a insediarsi l’impianto industriale per la produzione di conglomerati bituminosi e cementizi che oggi si trova in darsena di città e partecipato dalla stessa cooperativa. Quel Poc e la sua variante erano giudicati illegittimi dall’accusa perché modificavano aspetti di esclusiva pertinenza del Psc e quindi modificabili agendo solamente su quest’ultimo.

Il comitato cittadino Vitalaccia Dura tramite il consigliere comunale Alvaro Ancisi aveva presentato un esposto che ha messo in moto l’indagine. «L’area degli attuali comparti 3 e 4 – è un passaggio delle trenta pagine dell’esposto firmato da trentatré cittadini tra cui anche Ancisi e depositato a gennaio 2013 – è tuttora agricola in base al Ptcp e al Psc mentre è logistico-produttiva in base al Poc 2010 e sua variante 2011. È la plastica dimostrazione che qualcosa, per così dire, non funziona».

Si rompe una condotta idrica, strade allagate poi si apre una voragine nell’asfalto

Il guasto in via Isonzo, la fossa in via Chiappini. I tecnici di Hera al lavoro per la riparazione

RAVENNA 28/09/17. VORAGINE IN VIA CHIAPPINI A CERVIA A SEGUITO DELLA ROTTURA DI UNA CONDOTTA DELLÕ ACQUA

La rottura di una condotta idrica di grossa portata in via Isonzo a Cervia, nella mattinata di oggi 28 settembre, ha causato l’apertura di una profonda voragine nell’asfalto nella vicina via Chiappini. Il pronto intervento di Hera è intervenuto per mettere in sicurezza la zona e procedere con la riparazione: la condotta danneggiata ha un diametro di 275 mm e la fuoriuscita di acqua è stata rilevante, allagando le strade circostanti. Gli operatori di Hera hanno chiuso le valvole per isolare l’area d’intervento e provvedere ai lavori di ripristino. Durante l’intervento di riparazione è sospesa l’erogazione dell’acqua in via Chiappini, nel tratto compreso tra via Bacchilega e via Cilea. L’azienda sta provvedendo all’invio di sms ai cittadini che risiedono nella zona interessata dalla sospensione del servizio idrico. Hera auspica di terminare l’intervento di risanamento della condotta e quindi ripristinare le normali condizioni di funzionamento della stessa e del servizio idrico, possibilmente entro la giornata di oggi.

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