sabato
11 Aprile 2026

Traghetto ancora fermo in cantiere: solo a fine mese il natante tornerà in servizio

Anche nel prossimo weekend niente corsa doppia tra Marina di Ravenna e Porto Corsini. L’agenzia di mobilità multa Start: circa 700 euro per il ritardo nel comunicare il disagio

Uno dei due traghetti che collegano le sponde del Candiano tra Marina di Ravenna e Porto Corsini

Per il terzo weekend consecutivo, dal 23 al 25 giugno, il collegamento sul canale Candiano tra Marina di Ravenna e Porto Corsini sarà fornito con un solo traghetto e non due come invece sarebbe previsto per i fine settimana estivi per far fronte alla maggiore affluenza turistica. Facile ipotizzare lunghe attese agli imbarchi come si è verificato le settimane scorse sebbene Start, azienda pubblica che fornisce il servizio, sostenga il contrario. Al momento si presume che la piena operatività si possa avere solo a partire dal 30 giugno.

Non sarà in servizio uno dei due natanti perché è scaduto il suo certificato di idoneità alla navigazione: la documentazione, nello specifico, viene rilasciata dopo che l’imbarcazione è sottoposta ad una rigida verifica in cantiere, in parole povere l’equivalente del tagliando per i veicoli stradali. C’è poi una commissione che rilascia il certificato. L’azienda Start non ha completato la manutenzione necessaria entro i termini noti da tempo ma si giustifica parlando di esigenze imprevedibili emerse soltanto quando sono stati fatti gli interventi. Per affrontare i disagi ha aumentato il personale in servizio a terra e a bordo nell’intento di velocizzare le operazioni di imbarco e sbarco. A segnalare il caso erano stati per primi i sindacati, con una nota scritta lo scorso 8 giugno a Start Romagna.

Il caso è approdato anche in consiglio comunale con i question time presentati dalle forze di opposizione (Lpr e Forza Italia) a cui ha risposto l’assessore alla Mobilità, Roberto Fagnani. Che ha lamentato la scarsa tempistica con cui Start ha informato il Comune: «Solamente la mattina di venerdì 16 siamo stati informati, non avendo potuto in alcuno modo approntare una soluzione. Ho subito scritto una lettera per avere spiegazioni facendo presente che la scelta della tempistica per la la manutenzione è stata alquanto discutibile e ora per il Comune si pone un grave danno di immagine». Proprio per la mancata tempestività nella comunicazione è partita la procedura di infrazione da parte dell’Agenzia per la mobilità della Romagna (Amr): le sazioni previste sono di 100 euro per ogni giorno di ritardo nella comunicazione. In totale quindi secondo Fagnani dovrebbe trattarsi di 7-800 euro.

In un giorno le rubano l’auto, la ritrova e subisce un nuovo tentativo di furto

Arrestato in flagranza di reato un campano 44enne, già denunciato tre volte nel 2017. Nel supermercato stava aprendo la portiera con un cacciavite

Furto DautoEra andata a fare la spesa con l’auto che le era stata appena ritrovata dai carabinieri e ha subito un nuovo tentativo di furto, questa volta andato a vuoto. Sfortunata protagonista della giornata una 62enne ravennate, proprietaria di una Fiat Punto. La donna nel pomeriggio di ieri, martedì 20 giugno, aveva denunciato il furto della sua automobile subito in tarda mattinata (alle 11) avvenuto in un supermercato del Cervese. Poco dopo, l’Arma ha ritrovato la macchina restituendogliela e alle 17 circa la donna era tornata con la sua auto per finire di fare la spesa.

La Punto ha attirato di nuovo l’attenzione dei ladri, in questo caso di un 44enne campano che ha tentato di aprire la portiera con un cacciavite. A porre fine al tentativo di furto è stata la gazzella dei carabinieri. I militari, avvisati da un passante, hanno sventato il furto e arrestato il 44enne in flagranza per teentato furto aggravato. A poco è servita la breve fuga prima in bici e poi a piedi nella zona artigianale vicina: il campano è stato fermato in via Malva sud.

Con sé aveva gli attrezzi del mestieri: nel porta oggetti della bici avava  diversi oggetti da scasso. A casa, invece, non è stato trovato nulla. L’uomo, habitué del furto, solo nel 2017 è già stato denunciato tre volte, arrestato una, condannato per patteggiamento una volta e sottoposto ad obbligo di dimora. Il giudice ha convalidato l’arresto in mattinata.

 

Falsifica la ricetta medica e compra oppiacei in farmacia: denunciata

Giovane ravennate si è presentata con una ricetta finta ma la farmacista ha intuito che qualcosa non andava e avvisato il medico e la polizia

FarmaciaHa falsificato la ricetta del medico per coprare un oppiaceo in farmacia. A finire nei guai è stata una 28enne ravennate, denunciata dalla polizia. La donna aveva trovato il modo di ritirare un preparato analgesico oppiaceo regolarmente in vendita nella farmacie. Medicinale per il quale ci vuole una ricetta medica da rinnovare di volta in volta. Il farmaco può infatti determinare uno stato tossico nella persona con rischi particolarmente elevati per la salute.

La donna secondo quanto ricostruito dalla polizia era riuscita a falsificare carta timbri e firme di medici specialisti del Centro di Salute Mentale di Ravenna riuscendo a più riprese a ritirare il farmaco. L’attenzione e lo scrupolo di una farmacista ha permesso di avviare l’indagine in quanto la stessa ha effettuato una verifica personalmente con il medico indicato nella ricetta che le era stata consegnata. Quest’ultimo ne ha disconosciuto la firma ed il timbro.

Gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti ad acquisire le ricette falsificate e le immagini dei sistemi di videosorveglianza risalendo cosi alla persona che ha ottenuto il medicinale. Le successive individuazioni fotografiche hanno permesso di raccogliere elementi di prova nei confronti della giovane ravennate indagata per falsità materiale in certificazioni.

L’Accademia resta dov’è: firmato il contratto d’affitto con l’Inps, durata sei anni

La giunta: «Allo stato attuale, e comunque nel breve periodo, non è possibile individuare soluzioni alternative a via delle Industrie». Canone fissato a 122mila euro annui

AccademiaIl Comune non ha intenzione di spostare l’Accademia di Belle Arti in tempi brevi. Prova ne è la decisione di firmare il contratto con l’Inps, proprietaria della sede in via delle Industrie, per la locazione dell’immobile. Come segnalato da Cambierà, nonostante la scuola sia in quella zona dal 1999 non c’era negli ultimi anni nessun contratto in essere a sancire i rapporti tra amministrazione e istituto di previdenza. Il contratto prevede un esborso annuo del Comune di 122.840  euro, ma per l’anno in corso Palazzo Merlato ha ottenuto uno “sconto” perché una parte dei locali (242 metri quadri nel seminterrato) sono inagibili a causa dell’umidità. Finché non saranno ripristinati il canone è fissato a poco più di 116mila euro.

Il contratto avrà durata sei anni e le due parti potranno recedere dando un preavviso di sei mesi. Ciò significa che, in teoria, il Comune potrebbe scegliere una nuova sede per l’Accademia senza preoccuparsi troppo del contratto. Tuttavia alcuni indizi – a partire proprio dalla stipula di un contratto finora mai sottoscritto – fanno pensare che lo spostamento non sia prorità dell’amministrazione. Inoltre nella delibera si legge che «allo stato attuale, e comunque nel breve periodo, non è possibile individuare soluzioni alternative per una diversa collocazione logistica dell’Accademia, anche in relazione alle esigenze connesse ai molteplici programmi didattici della stessa». Infine l’Inps si impegna a portare a termine una serie di lavori manutentivi ad infissi, coperture e quadri elettrici per migliorare lo stato dell’edificio. Dettaglio che fa supporre un’occupazione di lungo termine e non transitoria.

Ma com’è possibile che non ci fosse un contratto? In realtà inizialmente era stato stipulato ma con l’Inpdap. Dal 1999 al 2010 si sono susseguiti diversi contratti, poi l’Inpdap è confluito nell’Inps e, sempre secondo quanto si legge nella delibera, «in seguito alla disdetta dei contratti da parte del Locatore, le parti hanno verificato nel corso del tempo la possibilità predisporre un nuovo contratto di locazione ai sensi della normativa vigente senza tuttavia giungere a formalizzare l’atto». Dal 2011 al 2017 il Comune ha occupato sine titulo  l’immobile ha corrisposto all’Inps un’indennità economica computata sulla base dell’ultimo canone erogato nell’anno 2010 e confermata da apposita Relazione di congruità fornita dalla proprietà. Per l’anno 2017 si pagheranno poco più di 111mila euro. Secondo quanto scriveva CambieRà, ogni anno tra canone di locazione e manutenzione il Comune spende per la sede dell’Accademia circa 180mila euro.

In 1.300 ai Giardini Pubblici per il Grest: giornata di giochi e preghiere

La giornata si è aperta con il saluto del vescovo e una riflessione del seminarista Matteo Papetti. Ha partecipato anche l’assessore Massimo Cameliani. Poi giochi e pranzo al sacco

Grest 2017Sono arrivati ai Giardini Pubblici da moltissime parrocchie della diocesi per una giornata di giochi, incontro e preghiera. In totale 1.300 ragazzi  hanno partecipato ogg, mercoledì 21 giugno, i alla giornata diocesana dei Grest, tradizionale appuntamento di inizio estate che riunisce appunto ragazzi e animatori dei Grest che si svolgono nelle parrocchie in queste settimane.

Grest 2017 SalutiSecondo la nota stampa della diocesi, il Grest registra «numeri in crescita quasi ovunque per quest’esperienza che è ormai diventata un servizio per molte famiglie, anche grazie al fatto che sempre più parrocchie si stanno attrezzando per offrire anche il pasto, durante la giornata, ai ragazzi che frequentano i Grest».

La giornata si è aperta stamattina con i saluti dell’arcivescovo di Ravenna-Cervia  Lorenzo Ghizzoni e, per il Comune, dell’assessore allo Sviluppo Economico Massimo Cameliani. A seguire, una riflessione e una preghiera del seminarista Matteo Papetti, e poi giochi e pranzo al sacco, merenda e alle 15, a Santa Maria in Porto la Messa con l’arcivescovo.

Cinque lavoratori su sei in nero: sospesa l’attività di un ristorante

I carabinieri contestano multe per un totale di undicimila euro. I controlli effettuati insieme ai colleghi di Forlì-Cesena e all’Inps

Impiegava cinque lavoratori in nero su sei, per questo i carabinieri hanno deciso di sospendere l’attività di un ristorante. Il controllo risale allo scorso 12 giugno ed è stato effettuato dai carabinieri in un ristorante lughese. I militari del nucleo Ispettorato del lavoro hanno operato insieme ai colleghi di Forlì-Cesena e all’Inps di Ravenna.

Alla fine dell’attività inspettiva è stato deciso di sospendere l’attività perché è stato appurato che la quasi totalità dei lavoratori non aveva un contratto regolare. Inoltre sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 11mila euro.

 

Processo Cagnoni al via, Comune e tre associazioni chiedono di essere parte civile

Il medico è accusato di aver ucciso la moglie a bastonate. Udienza preliminare a porte chiuse

Cagnoni
Matteo Cagnoni con Giulia Ballestri

Il processo di Matteo Cagnoni si apre domani mattina, giovedì 22 giugno. Il gup Antonella Guidomei deciderà il destino processuale del medico, accusato della morte della moglie, Giulia Ballestri avvenuta il 16 settembre 2016. Pesanti gli indizi a suo carico ma la difesa, con gli avvocati Giovanni Trombini e Lorenzo Dalaiti, promette battaglia. Il giudice dovrà valutare la costituzione delle parti civili: oltre alla famiglia di Giulia, farà richiesta anche il Comune e tre associazioni (Linea Rosa, Unione Donne Italiane e Dalla Parte dei Minori).

Di fronte a Cagnoni ci sono in sostanza due strade: l’abbreviato, che in caso di colpevolezza fermerebbe la pena a trent’anni (se non dovessero essere riconosciute le aggravanti), o il rito ordinario in Corte d’Assise nel quale rischierebbe però l’ergastolo. Nei casi di omicidio non si patteggia e sembra remota, a fronte del grande numero di indizi, la possibilità di un’archiviazione. Secondo quanto emerso Cagnoni dovrebbe essere in aula. La difesa tenterà di smontare l’impianto probatorio raccolto dal procuratore Alessandro Mancini e dal pm titolare del fascicolo, Cristina D’Aniello. Si opporà con ogni probabilità alla costituzione delle parti civili e presenterà una serie di eccezioni difensive prima di arrivare alla scelta tra abbreviato e Assise.

La decisione del Comune è una novità a Ravenna. «La volontà di procedere in questo senso – spiega l’amministrazione in una nota – si fonda nel rispetto dello Statuto del Comune di Ravenna, atto primario che recita i principi fondamentali e le finalità delle azioni del Comune tra le quali la promozione dei valori sociali di cui la comunità è espressione, con particolare riferimento alla tutela della vita, della persona e della famiglia. Sempre nel rispetto dello Statuto la costituzione di parte civile è diretta applicazione dell’articolo 2, comma e) che persegue l’obiettivo di contrastare fenomeni di violenza alle donne assicurando, per quanto di competenza, il sostegno e la tutela delle vittime, con possibilità di costituirsi parte civile». Secondo l’Udi quello di Giulia Ballestri non è stato «un semplice fatto di cronaca, né di un delitto passionale, bensì di un femminicidio».

Alberto Ancarani, consigliere di FI, non è d’accordo sulla scelta. Parla di «arma di distrazione e di massa dell’amministrazione De Pascale per mascherare un anno di inefficienze» e di «bassissima speculazione politica».Il Comune, ricorda Ancarani, «su un fatto che gli competeva molto di più, ovvero un procedimento nei confronti di dipendenti comunali presuntivamente infedeli, scelse di non costituirsi parte civile. Ci riferiamo alla vicenda relativa alla delibera sulla logistica del porto. L’indagine iniziò con la giunta Matteucci ma la scelta di non costituirsi parte civile nel procedimento avvenne a giunta De Pascale ampiamente insediata».

Il forzista definisce questo attegiamento come un «doppiopesismo peloso finalizzato a prendere qualche applauso visto che arrivano ceffoni da ogni parte serviva un’occasione esterna e questa speculazione politica sulla pelle della povera Giulia Ballestri mascherata da tutela sociale non può che definirsi tale». In ogni caso Ancarani parla anche di una «questione di opportunità» sulla decisione del Comune di costituirsi parte civile su un fatto di cronaca.

L’annuncio del sindaco: «10 milioni per riqualificare gli stradelli dietro i bagni»

Approvato dalla giunta un documento propedeutico a un concorso internazionale di progettazione. «Dovranno diventare luoghi di incontro, di svago e relax»

RAVENNA 20/07/2010. CONFERENZA DI PRESENTAZIONE PROGETTI STRADELLI
Uno dei progetti per gli stradelli retrodunali vincitori del concorso di idee bandito dal Comune nel 2010, finiti nel dimenticatoio

“L’area retrostante gli stabilimenti balneari, gli stradelli di accesso e le fasce retrodunali pensati come percorso turistico-naturalistico, luoghi di incontro, di aggregazione, di svago e di relax accessibili a tutti. Non più il “retro” dei bagni, ma un nuovo ingresso al mare”, si legge in una nota inviata alla stampa dal Comune di Ravenna.

Con questi presupposti la giunta ha approvato un documento propedeutico al concorso internazionale di progettazione, articolato in unica fase, che sarà bandito per individuare la migliore soluzione progettuale per la riqualificazione della fascia retrostante gli stabilimenti balneari.

«È un progetto – ha affermato il sindaco Michele de Pascale – che parla ai tanti cittadini che frequentano i nostri lidi, ai turisti e alla nostra economia. Investiremo più di 10 milioni di euro, realizzeremo un bando di idee internazionale, dallo sguardo ampio, che attiri professionisti in grado di presentare concetti innovativi. Il risultato sarà un progetto che porteremo a tutte le grandi fiere del turismo come una delle più importanti opere di rigenerazione ambientale. Un obiettivo che intendiamo concretizzare in questa legislatura».

La progettazione – scrivono da Palazzo Merlato – dovrà avere come obiettivo principale la riorganizzazione dell’accessibilità alla fascia retrodunale e la valorizzazione «di un territorio complesso, che si estende per 35 chilometri, dalle differenti situazioni paesaggistiche». Dovrà essere orientata alla «riduzione del traffico e della sosta dei veicoli, studiando soluzioni di mobilità sostenibile, integrandosi con gli interventi già realizzati come, ad esempio, quelli di riqualificazione a Lido di Dante, in viale Romagna a Lido di Savio, le piste ciclabili a Marina di Ravenna e Punta Marina, le passerelle sopraelevate a protezione della duna a Marina di Ravenna».

Gli interventi – si legge ancora nella nota di Palazzo Merlato – dovranno prevedere spazi facilmente fruibili dove passeggiare, adatti allo svolgimento delle attività turistiche e della balneazione, nel rispetto della pineta e delle zone naturali. Il rapporto tra ambiente e spiaggia deve essere l’elemento portante del disegno territoriale. «Il concorso di progettazione, quindi – sottolineano dal Comune –, intende dare un volto nuovo alle aree retrostanti gli stabilimenti balneari e quelle fra loro interposte realizzando i necessari interventi di riqualificazione volti a recuperare i punti critici di degrado, parcheggio disordinato, accumulo di materiali e soprattutto perdita di identità. Inoltre, desidera essere una risposta alle esigenze dell’economia turistica e di quelle volte alla tutela delle zone naturali che, se non coerentemente integrate, posso costituire un limite reciproco».

Già nel 2010, va ricordato, erano stati assegnati dal Comune circa 40mila euro di premi per un concorso di idee bandito per ottenere una sorta di base per la progettazione definitiva degli stradelli retrodunali pedonali. Progettazione, poi, mai avviata per mancanza di risorse.

Nel nome del padre: il baby Bovolenta vince a Rovigo con la maglia della Bunge Cmc

Volley giovanile / A cinque anni dalla tragica scomparsa del padre, Alessandro guida da capitano la sua squadra alla vittoria del campionato interregionale Under 13 6×6 svolto domenica scorsa nella terra dove è nato Vigor

Yoga Volley FORLI V Roma
Vigor Bovolenta ai tempi della Yoga Forlì (foto Legavolley)

Nel nome del padre, da Vigor al giovanissimo Alessandro, c’è sempre un Bovolenta che gioca (e vince) nel mondo della pallavolo. Il 13enne figlio del campione azzurro, morto il 24 marzo 2012 a soli 37 anni a Macerata durante una partita di Serie B1 tra la “sua” Forlì e la Lube, domenica scorsa ha vinto l’ennesimo trofeo di una carriera appena agli albori. Dopo essersi aggiudicato i titoli provinciali e regionali sia nella categoria Under 13 3×3 (centrando anche il terzo posto ai campionati nazionali), sia in quella Under 13 6×6, Alessandro Bovolenta domenica scorsa ha alzato la coppa, da capitano della Bunge Cmc Romagna In Volley, del trofeo “Pallavolo Domani”, manifestazione interregionale Under 13 6×6 che si è svolta in provincia di Rovigo, nella terra di papà Vigor (nato a Contarina nel 1974), che ha visto la partecipazione delle migliori formazioni provenienti da Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Alessandro Bovolenta
Il giovane Alessandro Bovolenta con la maglia numero 64

Termina così nel modo migliore la stagione dei campionati giovanili della Bunge Cmc, con la squadra di Minguzzi e Forte che ha vinto la finale in tre set, regolando i baby della Rappresentativa Trentino al termine di un match ben condotto in particolare nel primo set e nel tiebreak decisivo, mentre la seconda frazione è stata persa ai vantaggi (25-16, 24-26 e 15-11 i parziali). In precedenza, nella difficile fase a gironi, i baby ravennati hanno battuto 2-1 Treviso in un match che si è rivelato un’autentica battaglia (26-24, 18-25 e 16-14) e 2-0 la Kioene Padova “B” (25-16, 29-27), classificandosi al primo posto.

«Questa vittoria – sottolinea il tecnico Valerio Minguzzi – è il coronamento di una bellissima stagione, da cui non potevo chiedere di più. Abbiamo affrontato tre squadre blasonate, vincendo tutte le gare, a dimostrazione di quanto sia stato buono il lavoro svolto in questi mesi. Siamo stati inseriti in un girone molto complesso, dove la chiave di volta del nostro percorso è stata rappresentata dal successo su Treviso. Vinto l’esordio, tutto il resto del torneo è andato per il meglio. Sono contento per la prestazione di tutti i ragazzi, in quanto chi è salito in campo a partita in corso ha dato alla squadra una grossa mano. Siamo sulla buona strada in vista del futuro, in quanto abbiamo già posto ottime basi in vista della partecipazione alla prossima Boy League».

Premiazione Under 13 Interregionali
Secondo da sinistra, Alessandro Bovolenta alza la coppa vinta dalla Bunge Cmc nel torneo interregionale Under 13 6×6 di Rovigo

La vittoria dei campionati interregionali Under 13 6×6 è l’ultimo degli ottimi risultati ottenuti in questa stagione, aggiungendosi ai successi a livello regionale della stessa Under 13 6×6 e delle Under 13 3×3, Under 14, Under 16 e al secondo posto dell’Under 18. A livello nazionale brilla in particolare la terza posizione dell’Under 13 3×3, mentre si registrano le positive partecipazioni alle fasi finali dell’Under 16 (sesto posto) e dell’Under 14 (14° Posto). Questo l’organico dell’Under 13 6×6 della Bunge Cmc Romagna In Volley a disposizione dei tecnici Valerio Minguzzi e Fabio Forte: Alessandro Bovolenta, Davide Bonoli, Samuele Candito, Walter Fabbri, Edoardo Nori, Giovanni Pascucci e Lorenzo Tomassini del Porto Robur Costa, Andrea Armellini e Filippo Mancini della Dinamo Bellaria, Noah Calisesi, Luca Falzaresi e Mattia Orioli del Volley Club Cesena.

Un anno da sindaco a Palazzo Merlato, luci e ombre del governo De Pascale

Sono passati 365 giorni da quando il 31enne Michele de Pascale firmò l’atto del suo insediamento ufficiale a Palazzo Merlato come sindaco di Ravenna al termine di una campagna elettorale che avevo visto la città confrontarsi con un ballottaggio per la prima volta dopo ventitrè anni. Un anno di governo è solo l’inizio di un mandato quinquennale ma già un parentesi più che sufficiente per valutare l’operato del primo cittadino e della sua giunta

Cultura: nuovi equilibri in vista della città dei musei

18622197 1450200281669299 6914368279162640963 NLa cultura è stata, fin da subito, uno dei capisaldi del progetto politico amministrativo del sindaco De Pascale, messi a punto con la scelta di Elsa Signorino quale assessore alla Cultura e l’attribuirsi della delega alla “riorganizzazione delle istituzioni e fondazioni culturali”. La nuova visione della politica culturale ravennate ha segnato una netta soluzione di continuità col passato. È stata definitivamente archiviata, senza cogliere alcuna eredità, la lunga esperienza della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019 e quella delle “grandi mostre” al Mar, per cui sono letteralmente scomparsi dalla scena i protagonisti di quella stagione culturale: Alberto Cassani e Claudio Spadoni. L’indirizzo che ha caratterizzato il primo anno di consiliatura verso un futuro di cambiamenti è una sorta di recupero, o meglio, rinnovata attenzione alla tradizione culturale locale: monumenti e archeologia, mosaici, Dante… Un “ritorno all’antico“ che rivela scelte di tutela e conservazione ma di cui si intravede solo vagamente l’innovazione e la rianimazione in chiave contemporanea. Fra i punti a favore della strategia di De Pascale e Signorino, il protocollo di intesa firmato con lo Stato per la gestione dei “servizi aggiuntivi” di monumenti e musei affidati alla fondazione RavennAntica. Un passo che nel disegno del Comune potrebbe vedere in futuro l’ingresso dello Stato in una rinnovata fondazione per governare un segmento importante dei beni culturali locali. Punta di diamante di questo organismo pubblico-privato il parco archeologico, la basilica e il museo di Classe, la cui apertura è prevista nel 2018. Fra le incognite, questa è la più consistente e rischiosa, dati gli ingenti costi di gestione e il consistente apprezzamento in termini di visitatori indispensabile per reggere l’impresa. A quanto pare, le fondazioni bancarie (Cassa Risparmi e Del Monte) faranno convergere gran parte dei finanziamenti disponibili proprio in campo museale, comparto di Classe in testa. È ancora presto per valutare come muteranno gli equilibri, sia per i destini del Mar – che dovrebbe intraprendere percorsi espositivi incentrati sul mosaico e la fotografia – sia per quelli delle convenzioni comunali di sostegno alle arti performative (dal Ravenna Festival agli altri soggetti che organizzano e producono musica, teatro, danza…) che rappresentano una notevole ricchezza per il tessuto culturale cittadino. Per quanto riguarda Dante e le iniziative in previsione del centenario del 2021, da Roma non arrivano notizie confortanti sui finanziamenti per le celebrazioni, visto che sta per essere approvato un disegno di legge che prevede un budget complessivo di appena 1 milione e 150mila euro, a livello nazionale. Troppo poco e molto meno di quanto speravano gli amministratori ravennati.
Fausto Piazza

Per il turismo servono progetti strutturali

13227129 1097567333599264 7392167442019678730 NEx bagnino e già assessore alle politiche turistiche nella sua Cervia, Michele de Pascale aveva puntato forte sul turismo in campagna elettorale, un anno fa, con tanto di alcuni annunci a effetto su beach stadium e hotel nel palazzo della Provincia. Quest’ultima suggestione già pare sia stata scartata (o meglio, “riciclata” per l’ex caserma), lo stadio in spiaggia, invece, ci dicono ancora che si farà, pur senza fretta. In campagna elettorale si voleva poi stravolgere Ravenna durante le feste natalizie, per farne una meta turisica anche di fama internazionale. Le intenzioni (budget e idee messe in campo) sono state buone, il risultato invece piuttosto deludente (tranne lo spettacolo di Capodanno, che potrebbe essere una buona cartolina da spendere per il futuro) agli occhi dei cittadini e senza riscontri dal punto di vista dei dati turistici di dicembre, nonostante il 2016 sia stato comunque l’anno del record di arrivi, per il comune di Ravenna. L’estate alle porte – come raccontiamo anche in questo numero – sembra invece quella della possibile mini-svolta, trainata da ottimi ponti primaverili, da un calendario di iniziative importante e da un’ordinanza balneare che pare essere più che altro un invito a fare festa al mare. L’ottimismo degli operatori del mare è quindi giustificato, mentre c’è da ricrearlo tra quelli del centro storico, dopo il primo anno con il museo senza una grande mostra in grado di attirare visitatori da fuori e soprattutto dopo l’estenuante vicenda di piazza Kennedy, in questi primi mesi ormai utilizzata per cercare di renderla il più digeribile possibile ai ravennati. La speranza è che, così come per palazzo Rasponi, possa essere al centro di una strategia più ampia dell’Amministrazione. E se da una parte è da apprezzare il tentativo di questa nuova giunta di coinvolgere per quanto possibile gli operatori e di analizzare pubblicamente i dati per poi prendere le decisioni conseguenti – così come è da registrare di certo un impegno più forte rispetto al passato per quanto riguarda il calendario degli eventi e sul fronte della promocommercializzazione (anche se aspettiamo novità sul fronte della Dmo) – quello che è lecito chiedere al sindaco in questa legislatura sono progetti di rilancio vero, progetti strutturali come potrebbe essere quello di riqualificazione del bacino Pescherecci a Marina di Ravenna, o la nuova Darsena (dove è però riuscito già a rispettare la promessa di smantellamento del bitumificio e a ottenere 13 milioni dallo Stato), o un maggiore sfruttamento delle aree naturali a fini turistici. Perché gli eventi vanno bene, ma non possono bastare.
Luca Manservisi

Renziano e di sinistra: l’abile politico dietro all’amministratore

03–06 2016 Ravenna , Renzi A Ravenna E Protesta

Che Michele de Pascale fosse innanzitutto un politico lo si sapeva dal suo curriculum, e in caso di dubbi lo si è capito benissimo in questo anno dove è stato anche amministratore mentre il suo partito è stato in balia di divisioni e tensioni a livello nazionale. Il profilo che ha tenuto è quello, non semplice di questi tempi, del “renziano di sinistra”, ed è riuscito nell’impresa non banale di governare una maggioranza che è riuscita a tener dentro almeno un pezzo di sinistra fin dalle elezioni e adesso sta tenendo dentro anche Mdp, gli ex Pd. Per sua fortuna due delle liste civiche che lo sostenevano (quelle decisamente meno di sinistra) non hanno eletto nessuno e questo certo facilita le cose. Resta il nodo Pri, ora in subbuglio, ma con il Pri un accordo si è poi sempre trovato… Come riesce in questo? Innanzitutto, evitando di invischiarsi in botta e risposta contando, presumibilmente, sulla memoria corta di tanti elettori, vedi la diatriba sulle nomine dirigenziali che hanno visto soprattutto riconferme. Poi fa cose effettivamente “di sinistra” sul fronte del sociale e dell’immigrazione (deleghe non a caso affidate a Valentina Morigi):  reinternalizzare i servizi e prendere la gestione dei Cas sono atti importanti le cui conseguenze effettive tuttavia non sono ancora misurabili. Intanto però, ottiene un’astensione sulla convenzione alle scuole cattoliche dagli alleati che avevano sempre votato contro. Usa inoltre la sua immagine con parsimonia: taglia nastri, ma si fa vedere in foto soprattutto tra i cittadini (con il tour nel forese) oppure con i big di Eni. Per il resto parla poco, usa poco i social media, ma interviene a gamba tesa per dirsi a favore dell’abolizione dei voucher dopo aver partecipato piuttosto attivamente alla campagna congressuale di Renzi sul territorio. Anzi, in quel frangente, l’impressione per i più è stata che fosse tornato a fare il segretario provinciale del partito. Un partito dove ora i suoi “padri” ideali locali non ci sono più, perché ormai confluiti in Mdp. E dove un giovane amministratore ambizioso e capace di tenere insieme maggioranze altrove impossibili potrebbe, chissà, un giorno non troppo lontano tornare utile.
Federica Angelini

Niente stella da sceriffo e sulla sicurezza attento a evitare polveroni e polemiche

RAVENNA 11/10/2013. PD RAVENNA, DE PASCALE PRESENTA LA SUA CANDIDATURA A SEGRETARIO PROVINCIALE

La stella da sceriffo è ancora chiusa nel cassetto. Michele De Pascale ha deciso di non appuntarsela a differenza del suo predecessore, Fabrizio Matteucci. Allo stesso modo, anche la politica delle ordinanze è stata pensionata e – anzi – la più importante firmata per ora da De Pascale, quella “balneare”, segna un’inversione di tendenza molto netta rispetto al giro di vite che operò Matteucci in nome della sicurezza. Del resto, se c’è un tema sul quale si nota una differenza di stile è proprio questo. Ma lo stile, nella percezione della sicurezza, è tutto. De Pascale ha scelto una strada che mira a non prendere i problemi di petto, evitando di sollevare polveroni. Alla voce “cose fatte” va ricordata la nuova organizzazione di piazza Baracca, la task force anti abusivi in spiaggia, le assunzioni dei vigili con aumento delle pattuglie in centro storico. Tutte azioni che non piacciono all’opposizione di sinistra, tanto che Raffaella Sutter parla di «impronta securitaria» che «colpisce i poveri, migranti e non». Nel programma elettorale di De Pascale c’è la realizzazione di un sistema per collegare la videosorveglianza privata a quella pubblica per coprire meglio la città. Finora la questione non è stata messa in agenda. Per quanto riguarda la polizia locale per capire come si muoverà l’amministrazione bisognerà attendere che il comandante dei vigili Andrea Giacomini – bloccato finora da un contenzioso al Tar – entri in servizio.  Non si parla più di sicurezza ai Giardini Speyer o in altre zone della città, come la Rocca, ma è difficile che i problemi di quelle zone, anche ammettendo che fossero stati esagerati prima, siano spariti con le elezioni del 2016. Nel caso fosse così, superata l’ “emergenza”, De Pascale potrebbe rimettere almeno le panchine tolte da Matteucci in via Pallavicini e in tutta la zona stazione…
Alessandro Montanari

Grandi opere al porto ancora ferme, le piccole non bastano

17458443 10209695925461630 1316568185549627651 NNei quindici giorni di campagna elettorale tra il primo turno e il ballottaggio, esattamente un anno fa di questi giorni, il candidato Michele de Pascale mise nero su bianco una lista di cose che si impegnava a fare entro determinate scadenze. In cima alla lista scrisse: «Entro la fine dell’anno approveremo un progetto per scavare i fondali a 12,5 metri per tutta l’asta del porto». A oggi non risultano progetti approvati. È vero che poco prima della fine del 2016 il neo nominato presidente dell’Autorità portuale alla prima uscita pubblica mise in chiaro che l’approfondimento non sarebbe andato oltre i 12,5 dimostrando sintonia con il neo eletto sindaco. Ma tra le dichiarazioni che mostrano sintonia e le approvazioni che mettono in moto le draghe c’è una certa distanza. In generale le attese sul fronte del porto, in base a quanto sentito nella fase finale dell’era Matteucci e in tutta la campagna elettorale, erano piuttosto alte. La sensazione era quella che una nuova presidenza al porto e una nuova giunta a Palazzo Merlato avrebbero impartito l’accellerazione attesa e pretesa da molti da molto tempo. Non è successo. È la grande opera del territorio che si attende da anni (lasciando stare per un attimo il celebre bypass sul Candiano e la tangenziale che pure rientrano in quella lista depascaliana) per i duecento milioni da spendere in fase di cantiere con cui dare ossigeno alle imprese e per le potenzialità di sviluppo una volta realizzata. Perché nel frattempo i lavori pubblici si sono mossi – interventi di edilizia scolastica, negli impianti sportivi, per migliorare la viabilità – ma per quanto siano opere di interesse collettivo non possono certo essere la benzina per dare impulso all’economia.
Andrea Alberizia

 

 

 

Tir contromano, l’autista è ubriaco. Arriva il sostituto ma è ubriaco pure lui

Il bisonte fermato dalla Stradale sull’Adriatica in territorio cervese. Il proprietario del camion ha portato sul posto un altro conducente ma ha dovuto parcheggiare l’auto e prendere il mezzo pesante

Foto TIR ContromanoSulla statale 16 Adriatica, in territorio cervese dove l’arteria si apre a quattro corsie di marcia, stamani un tir che viaggiava in direzione di Ravenna ha imboccato contromano la carreggiata opposta: a fermarlo prima che fosse troppo tardi è stata una pattuglia della polizia stradale che se l’è trovato di fronte e ha messo l’auto di traverso accendendo lampeggianti e sirene. Al volante un autista straniero risultato ubriaco (1,50). Ritiro immediato della patente e sul posto è stato convocato il proprietario del mezzo con un altro autista per proseguire il viaggio. Ma nemmeno il secondo conducente era sobrio (il codice della strada prescrive infatti che i guidatori professionali debbano avere un tasso alcolico pari allo zero assoluto). E così al proprietario del camion, titolare di una ditta di trasporti, non è rimasto altro che parcheggiare l’autovettura e mettersi alla guida dell’autotreno.

Sliding doors OraSì: Tambone si accasa a Varese, Masciadri resta in giallorosso

Basket Serie A2 / Entra nel vivo il mercato dei ravennati, con il playmaker che firma un contratto di due anni con il club lombardo, mentre l’ala classe ’89 viene confermata dopo Chiumenti e Sgorbati. Possibili rinnovi anche per Raschi e Crusca

Tambone Virtus
Matteo Tambone ha disputato in giallorosso tre delle ultime quattro stagioni

Nell’aria già da qualche giorno, è arrivata l’ufficializzazione del trasferimento di Matteo Tambone alla Openjobmetis Varese, squadra che partecipa al massimo campionato. A Ravenna dal 2013, a eccezione della stagione 2015-2016 (durante la quale ha giocato a Treviglio), il playmaker rappresenta un piccolo pezzo della (recente) storia dell’OraSì, in quanto tra i protagonisti del brillante torneo appena concluso, con i giallorossi capaci di arrivare fino alle semifinali playoff, battuti solo dalla Virtus Bologna, poi promossa in Serie A. I numeri parlano infatti a suo favore: dopo aver chiuso la regular season con 10,8 punti, 3,2 rimbalzi e 2,1 assist in quasi 30 minuti di impiego, ha dimostrato tutta la sua maturità e affidabilità proprio nella post season, con 12,7 punti (41% da 2, 33% da 3), 4,1 rimbalzi e 2,4 assist in 31 minuti.

Nato a Graz il 14 maggio 1994 e cestisticamente cresciuto nella Virtus Roma (esordio in A nel 2012-13) il playmaker firma un contratto che lo legherà al club biancorosso per le prossime due stagioni sportive. «Sono davvero felicissimo di aver firmato per la Pallacanestro Varese – dichiara Tambone – un club leggendario con una storia incredibile che può contare su un pubblico sempre molto caldo. Ringrazio la società e il coach per avermi dato questa grande opportunità. La Serie A è di sicuro un campionato duro, ma penso di essere pronto al salto di categoria. Da parte mia non mancherà mai l’impegno quando scenderò in campo con la maglia di Varese. Non vedo l’ora di arrivare in città, di ritrovare coach Caja, che ho già avuto in Nazionale, e di iniziare ad allenarmi con i miei nuovi compagni».

Nel frattempo l’OraSì comunica di aver rinnovato il proprio rapporto con Stefano Masciadri, che vestirà i colori giallorossi per altre due stagioni. L’ala classe 1989, che già da due anni è un punto fermo della squadra guidata dal tecnico Martino, va ad aggiungersi a Chiumenti e Sgorbati tra i giocatori confermati dopo la grande stagione appena conclusa. Con Sabatini e gli americani sul piede di partenza (c’è però ancora qualche possibilità di far restare Marks in giallorosso), nei prossimi giorni i dirigenti si incontreranno con Raschi e Crusca per discutere di una eventuale riconferma.

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