domenica
05 Aprile 2026

Quasi la metà dei fumatori vorrebbe smettere ma ce la fa solo uno su 10 di chi prova

Giornata mondiale contro il fumo. L’Ausl ha coinvolto in provincia di Ravenna 28 scuole che hanno realizzato disegni e progetti in mostra negli ospedali Santa Maria delle Croci e Infermi. I dati: 83mila persone ogni anno tentano di abbandonare il tabagismo

FumoSmettere di fumare può essere una vera e propria impresa. Il 41 percento dei fumatori in Romagna (il 27 percento degli adulti tra 18 e 69 anni) ha provato a smettere ma il 79 percento di chi ha intrapreso questo percorso non ce l’ha fatta. Solo l’otto percento ha superato i sei mesi mentre la fetta restante (13 percento) è il cosiddetto “fumatore in astensione”: solo quando supererà i sei mesi senza sigarette potrà dire di esserci riuscito. La percentuale di ex fumatori aumenta in modo quasi lineare all’avanzare dell’età negli uomini mentre nelle donne risulta pressoché stabile tra i 35 e i 60 anni. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Ausl Romagna che per domani 31 maggio ha in programma una serie di iniziative in occasione della giornata mondiale contro il fumo.

È dalle scuole che parte la prevenzione. A Ravenna, Faenza e Lugo migliaia di studenti sono stati coinvolti nei progetti contro il tabagismo. Le iniziative non hanno risparmiato nessun ordine scolastico, nemmeno le scuole dell’infanzia. Nel dettaglio: a Faenza sono state coinvolte tre scuole dell’infanzia, due primarie, quattro secondarie di primo grado, tre secondarie di secondo grado; a Lugo due scuole dell’infanzia, quattro scuole secondarie di primo grado, due scuole secondarie di secondo grado; a Ravenna due scuole secondarie di primo grado, sei scuole secondarie di secondo grado. In tutta la Romagna sono stati coinvolti 15mila studenti.

Del resto, è a scuola che si comincia. Secondo i dati della Regione, l’abitudine al fumo inizia precocemente: dall’indagine sugli adolescenti emerge che fuma sigarette l’uno percento degli undicenni, il cinque percento dei 13enni e il 29 percento dei 15enni, percentuali che salgono al 32 percento tra i 18-24enni e al 34percento tra i 25-34enni. Dopo i 50 anni, come detto, la prevalenza di fumatori diminuisce progressivamente: 24 percento tra i 50-69enni, 11 percento tra i 70-79enni e 5 percento dopo gli 80 anni.

Le iniziative si articoleranno in questo modo: fino al primo giugno all’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna (ingresso Viale Randi n.5), si può ancora visitare la Mostra dei lavori grafici dei ragazzi che hanno partecipato ai progetti di prevenzione al tabagismo. Esposte le mostre dei lavori dei ragazzi delle scuole di tutto il distretto anche all’Ospedale Degli Infermi di Faenza dal 29 maggio al 30 giugno. Nel pomeriggio dell’8 giugno tutti in Festa al parco pubblico di Castel Bolognese.

Il Movimento Animalista di Berlusconi e Brambilla prova a mettere radici a Ravenna

La guardia zoofila Raffaella Dagrada è la responsabile provinciale del partito che punta a presentarsi alle prossime elezioni

Il Movimento Animalista fondato a Milano il 20 maggio anche dall’onorevole Michela Brambilla e dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi comincia un percorso di radicamento territoriale: per la provincia di Ravenna è stata nominata responsabile Raffaella Dagrada, guardia zoofila collaboratrice di diverse associazioni tra cui Enpa, Oipa, Lav. L’avvocato Erika Delbianco è invece il responsabile regionale. «Si tratta di persone qualificate – si legge in un comunicato – che vantano già anni di impegno in prima linea a difesa di tutti gli esseri viventi».

Ecco alcuni dei punti cardine del movimento che pare intenzionato a presentarsi alle prossime elezioni politiche: strenua difesa dell’ambiente, degli animali e dei loro diritti; lotta ai maltrattamenti, all’abbandono, agli zoo, ai circhi e alla sperimentazione animale; approvazione di leggi più severe per tutelare gli animali e consentire loro l’accesso a tutti i luoghi pubblici e la massima mobilità su tutto il territorio nazionale.

Sarà cura del coordinamento dell’Emilia Romagna interloquire con le autorità locali «per migliorare la legislazione a tutela dei nostri amici a quattro zampe, garantire loro il diritto alla vita e all’integrità fisica, combattere l’odioso fenomeno della caccia, chiedere maggiori diritti per gli animali rinchiusi negli allevamenti intensivi e aiutare le persone in difficoltà economica a provvedere alle quotidiane esigenze dei loro amici animali».

Consigli territoriali, sorpresa in centro storico: la presidenza ad Ama Ravenna

La Pigna candida Bertolino (Fi) e l’opposizione perde tre voti. Poker del centrosinistra: arrivano anche le presidenze a Ravenna Sud, Roncalceci e San Pietro in Vincoli

Due consiglieri alla minoranza, il resto alla maggioranza. Per ora – in attesa dei voti a Mezzano, Piangipane, Castiglione e Sant’Alberto – è questo il risultato del primo giro di presidenze dei consigli territoriali. L’opposizione ha ottenuto la Darsena (andata a LpRa) e il Mare (Lega Nord) ma ha avuto una sorpresa in centro, dove sulla carta aveva la maggioranza dei voti se La Pigna non avesse deciso di candidare il forzista Mauro Bertolino sottraendo tre voti a Raul Mariani, consigliere di CambieRà dato quasi per sicuro presidenti. Entrato papa, Mariani è invece uscito cardinale con otto voti, mentre la presidenza è andata alla maggioranza. Nello specifico Mauro Maraldi – esponente di Ama Ravenna – ha avuto nove voti, quelli del centrosinistra rimasto compatto. Non la presa bene Alberto Ancarani, consigliere comunale di FI, che ha preso le distanze da Bertolino.

Le presidenze sono andate così al Pd: a Ravenna sud è stato eletto Mauro Mellini, a Roncalceci Federica Moschini, presidente anche nella scorsa consiliatura. Nessuna sorpresa invece a San Pietro in Vincoli, dove come previsto è stato eletto Palmiro Fontana. Questa sera, martedì 30 maggio, si vota a Piangipane e Sant’Alberto. La Pigna si è astenuta in tutte le votazioni. Di seguito, i componenti dei quattro consigli territoriali.

I consiglieri del consiglio Centro Urbano:

Federica Mariani, Raul Mariani, Fabio Casadio (Cambierà); Marco Laghi, Valda Ceretti (La Pigna); Giuseppe Limantri (Ravenna in Comune); Lucrezia Baccarini, Maurizio Gaudenzi, Edoardo Errani (Lega Nord); Barbara Brusoni (Sinistra per Ravenna); Mauro Gabelli, Meris Cuscini, Livia Santini, Rita Rambelli, Flavio Bartoli, Gianni Giuseppe Tura (PD); Laura Agrioli (Partito Repubblicano Italiano); Oreste Mauro Bertolino (Forza Italia); Mauro Maraldi (Ama Ravenna); Stefano Donati (Lista per Ravenna).

I consiglieri del consiglio Ravenna Sud:

Gianni Pardini, Daniele Mazzoli, Romano Beleffi (Cambierà); Andrea Bandini (La Pigna); Antonio Onza (Ravenna in Comune); Everardo Sangiorgi, Patrizia Zaffagnini, Manuela Berardi (Lega Nord); Alan Arrigoni (Sinistra per Ravenna); Antonio Mellini, Claudia Barboni, Naima Belkheir, Francesca Travaglini, Fabrizio Fusconi, Carla Maria Rosaria Bonaccorsi, Riccardo Mandolesi (PD); Armando Tarroni (Partito Repubblicano Italiano); Eugenio Dima (Forza Italia); Valentina Fussi (Ama Ravenna), Luca Benzoni (Lista per Ravenna).

I consiglieri del consiglio di Roncalceci:

Enrico Carazzolo, Valerio Calistri (Cambierà); Lorenzo Frisenda (La Pigna); Giuseppe Tadolini (Ravenna in Comune); Massimo Crivellari, Luciano Donini, Fiorino Cimatti (Lega Nord); Michele Distaso (Sinistra per Ravenna); Federica Moschini, Francesco Garoia, Giovanni Tambini, Fiorenza Nerbatucci, Annalisa Ricci, Marika Saccomandi, Gian Marco Ricci, Giuseppe Tassinari (PD); Patrizia Masetti (Partito Repubblicano Italiano); Elvio Ercolani (Forza Italia); Erio Gentili, Ulisse Babini (Lista per Ravenna).

I consiglieri del consiglio di San Pietro in Vincoli:

Marco Nanni (Cambierà); Franco Razza (La Pigna); Francesco Baiocchi (Ravenna in Comune); Lorenzo Zandoli, Enrico Sangiorgi, Silvano Mammoli (Lega Nord); Cesare Salti (Sinistra per Ravenna); Cinzia Mengoni, Giada Laghi, Alberto Cellini, Palmiro Fontana, Lidia Galassi, Paolo Calbucci, Ruena Fontana, Jonathan Giulianini, Patrick Ricci (PD); Eugenia Lombardi (Partito Repubblicano Italiano); Gabriele Zoli (Forza Italia); Davide Lombardi (Lista per Ravenna).

In auto (o in aereo) fino a Cardiff per vedere la Juventus in finale di Champions

Tra i tifosi ravennati che saranno allo stadio l’ex consigliere comunale grillino Pietro Vandini e l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini. E poi c’è chi sarà nel volo riservato ai parenti dello staff bianconero…

CardiffHa già prenotato il traghetto a Calais per venerdì alle 14. Per evitare contrattempi partirà in auto giovedì mattina. Tempo stimato da Ravenna – senza soste – 13 ore e 40 minuti. Poi, una volta sbarcato in Inghilterra, mancheranno altre 4 ore di automobile per arrivare a Cardiff.

VANDINI
Pietro Vandini

Cardiff, la città sulla bocca di tutti gli appassionati di calcio in questi giorni, quella che sabato sera ospiterà la finale della Champions League tra Juventus e Real Madrid. Ad arrivarci in auto, da solo («potrebbe aggiungersi mia mamma all’ultimo momento, che poi lascerei in Inghilterra per una mini-vacanza»), da Ravenna, sarà Pietro Vandini, ex candidato sindaco (nel 2011) e poi consigliere comunale fino all’anno scorso del Movimento 5 Stelle. Ma prima ancora, juventino. Lui c’era anche 19 anni fa, ad Amsterdam, per un’altra finale tra Juventus e Real Madrid, finita 1 a 0 per gli spagnoli. «Sarà anche la mia rivincita», ci dice scherzando, ma neanche tanto, Vandini, che si è assicurato il biglietto per Cardiff in modo fin troppo semplice. Banalmente, ha telefonato allo Juventus Club di Ravenna per chiedere se ce ne fosse stato uno disponibile. E, incredibile a dirsi, il biglietto c’era. Un biglietto singolo, senza alcun pacchetto con hotel compreso, per una finale sorprendentemente low cost. «Ho speso 75 euro per il biglietto, poi ne spenderò altri 100 per due notti in albergo a mezz’ora da Cardiff, di più vicini, liberi, non ce n’erano o avevano prezzi assurdi».

ANDREA CORSINI PER
Andrea Corsini

Restando in ambito politico, sarà a Cardiff (ma partirà direttamente sabato con uno dei voli charter messi a disposizione per l’occasione, insieme a due amici cervesi) anche il ravennate Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo, tifosissimo juventino anche lui, già a Berlino due anni fa per la finale persa dai bianconeri contro il Barcellona e anche a Manchester nel 2003 quando la Juve perse la Champions ai rigori contro il Milan. «Questa volta andrà meglio – ci dice – ho buone sensazioni, entreremo nella storia». In caso di vittoria l’assessore ha pure già preso un impegno: «Farò da Cervia (sua città natale, ndr) a Cesenatico, e ritorno, di corsa. Non che sia un’impresa titanica ma sono comunque venti chilometri: non essendo molto allenato e per mancanza di tempo è il massimo che riuscirei a fare».

Andrà a Cardiff in aereo anche Alberto. Il nome è di fantasia, per tutelare – come ci chiede il diretto interessato – la privacy di un ravennate che non sarà su un aereo come gli altri, ma su quello organizzato dalla società per i parenti di giocatori e staff della Juventus, dove potrebbe esserci anche qualche “wags”, come sono ormai comunemente definite le più o meno celebri mogli dei calciatori, tra cui anche la giornalista Sky Ilaria D’Amico. «Ma non mi interessano le Wags, preferirei non distrarmi troppo – ci dice con tono anche piuttosto serio al telefono, rivelandoci che sarà a Cardiff con la maglia di Dybala con cui ha seguito tutta la Champions di quest’anno –, preferirei trovare piuttosto in aereo qualcuno con cui analizzare attentamente la partita. Per distrarsi e fare festa, magari, ci sarà tempo al ritorno…». Quando fortunatamente non si dovrebbero ripresentare i problemi della finale di due anni fa a Berlino, dove invece andò in auto con alcuni amici. «Ma avevamo un buco nel serbatoio: abbiamo lasciato la scia di diesel in autostrada…», ricorda ridendo. A Berlino – sottolinea poi uno degli amici che lo aveva accompagnato due anni fa, che anche lui vuole restare anonimo per non sembrare troppo «fuori di testa» di fronte ai colleghi di lavoro – erano in prima fila, in una posizione che non permetteva di riuscire a vedere perfettamente una delle due porte, «tanto che eravamo costretti, allo stadio, a guardare parte della partita al maxi-schermo che era per giunta pure qualche secondo in differita. Abbiamo capito di aver preso gol dal Barcellona dal boato dei tifosi, prima ancora di vederlo…». Chissà che quest’anno non possa essere la volta buona… «Per andare a Cardiff, tra biglietto, aereo e hotel alla fine spenderò mille euro. Ma i sogni, dai, quelli non hanno prezzo…».

Il Pri si spacca, Gambi si candida a segretario: «La città è contendibile al Pd»

Una buona fetta del gruppo dirigente si unisce in una mozione che vuole rendersi autonoma dai Dem. Dure critiche all’operato di Eugenio Fusignani

 

PriIl Partito Repubblicano si è spaccato.  Dopo almeno un anno di tensione interna, con buona parte del gruppo dirigente che non vedeva di buon occhio il triplo ruolo di Eugenio Fusignani (vicesindaco, segretario comunale e segretario provinciale) l’Edera va al congresso comunale del 18 giugno con una mozione che vede in prima fila gli ultimi segretari del partito. Sarà Paolo Gambi a diventare segretario nel caso in cui la mozione congressuale, firmata da membri noti del partito, dovesse risultare maggioritaria nelle circa 40 sezioni del territorio comunale. Un migliaio gli iscritti chiamati al voto.

La mozione arriva ad un anno dal ballottaggio che ha visto il Pd vincere e Michele De Pascale diventare sindaco. I rappresentanti del Pri in Comune oggi sono, oltre a Fusignani in giunta, l’ex vicesindaco di lungo corso Giannantonio Mingozzi (capogruppo in consiglio) e la consigliera Chiara Francesconi. Alla fronda guidata da Gambi non piace il modo in cui si sta portando avanti questa legislatura con un metodo giudicato troppo subalterno al Partito Democratico. «Abbiamo saputo dai giornali – ha spiegato Gambi, insieme a Fabio Bocchini, Luisa Babini e Aride Brandolini in conferenza stampa – che c’era stato il finanziamento alle scuole private Fism e che il partito aveva votato a favore». Una questione che, sostiene invece l’ex segretario, si sarebbe dovuta discutere in direzione visto che la convenzione sulle Fism è stata sempre un terreno di scontro con il resto della maggioranza. Altro caso andato di traverso è la decisione di De Pascale di lasciar pedere il progetto di spostamento della stazione, uno deigli storici punti chiave programma del Pri. «La nostra permanenza nella maggioranza era in particolare legata a due temi: avere una voce in capitolo sulla governance dell’Ausl e cominciare a parlare seriamente del sistema Romagna».  Punti non esattamente all’ordine del giorno della giunta.

Ecco dunque che Gambi lancia quella che potrebbe essere la chiave di svolta per i repubblicani ravennati: «La città è contendibile al Pd». In altre parole se tornasse a sedersi sulla poltrona di segretario comunale, Gambi aprirebbe una riflessione che potrebbe portare il Pri, se non ad uscire dalla maggioranza, a non allearsi ai Dem alle prossime elezioni. Certo, si parla di un lasso di tempo politicamente lungo (quattro anni) ma è la prima volta che una larga parte del gruppo dirigente esce allo scoperto. D’altra parte, è la riflessione di sintesi contenuta nella mozione Gambi, il partito se continua così rischia di sparire. «Abbiamo ottenuto due consiglieri solo grazie al meccanismo elettorale della coalizione, se ci fossimo presentati da soli per la prima volta saremmo rimasti fuori dal consiglio comunale». Inoltre «il Pd ha preso il 46,5%» quindi non è più partito di maggioranza assoluta. In queste condizioni, «se non cambiamo passo rischiamo di essere travolti». La ricetta proposta è quella di cominciare a costruire un’alternativa al Pd, guardando alle forze civiche cittadine perché «con la destra non siamo disposti ad allearci».

Dure le critiche rivolte a Fusignani. Si parla di un «vuoto di proposta politica e programmatica» e si sottolinea la necessità di dividere la guida del partito da quella del rappresentante politico in giunta. Il gruppo che si oppone al vicesindaco vuole rilanciare «una stagione di forte autonomia» che eviti al Pri di essere «visto e percepito come il permanente alleato di un Pd che, oltretutto, oggi non è neppure in grado di giocare una effettiva leadership nella città».

Accedere al credito bancario è difficile e le imprese hanno sete di liquidità

Il sistema pubblico migliora i tempi di pagamento ma la catena dei subappalti alza i rischi e ad ogni anello può bloccarsi il passaggio di denaro. Le osservazioni di Cna e Confartigianato.

Gli enti locali ravennati sono buoni pagatori invece quando si ha a che fare con lo Stato le cose si complicano. Questa è in sostanza l’analisi delle aziende artigiane del territorio, in gran parte piccole imprese, le più sensibili ai ritardi dei pagamenti perché spesso si trovano alla fine di una catena di subappalti. In questi giorni a Confartigianato e Cna è arrivata una buona notizia: Hera ha dimezzato i tempi di pagamento, portandoli da 120 a 60 giorni. «Di certo si tratta di un fatto positivo – commenta il responsabile sindacale di Confartigianato Ravenna, Antonello Piazza – perché in questi anni di crisi in cui a livello di enti pubblici non si muoveva nulla, Hera è stata l’unica in grado di far lavorare le imprese».

Piazza appunta solo che la multiutility abbia ancora dei «Sal un po’ lunghi». Sal è la sigla di “Stato avanzamento lavori” ed è uno dei modi con cui viene stipulato un contratto di appalto. In soldoni, funziona così: si stabiliscono delle “tappe” dell’avanzamento dell’appalto in corrispondenza delle quali l’impresa rilascia la fattura. Più sono alte le varie soglie maggiore sarà il tempo necessario per raggiungerle. A queste si aggiungono i giorni di scadenza del pagamento.

Secondo Confartigianato oggi gli enti pubblici si sono messi in linea ma i problemi non sono risolti del tutto. «L’inchiodata dei pagamenti può venire da ogni anello della catena – riprende Piazza – e, più spesso, sono i privati ad avere difficoltà a pagare». Gli anni più duri della crisi sono alle spalle e «si vede qualche spiraglio di luce» ma rimane la questione della scarsa liquidità nelle aziende, perché il sistema bancario fatica ancora a concedere credito. «In questi anni i consorzi artigiani sono stati fondamentali per garantire alle imprese la liquidità che non arrivava più né dalle banche né dagli enti pubblici». Difficile stimare quanto sia stato erogato in un decennio di crisi economica ma le garanzie dei Confidi sono state la stampella che ha fatto sopravvivere il sistema economico. Un altro problema non da poco è il meccanismo dello split payment. Inoltre, se gli enti locali ravennati sono abbastanza veloci, non si può dire la stessa cosa dello Stato: «Con gli enti statali ci sono casi in cui si arriva anche a sei o sette mesi di ritardo».

Non si discosta molto l’analisi di Roberto Belletti, responsabile della Cna costruzioni: «I consorzi confermano che i Comuni sono veloci, spesso pagano prima dei 60 giorni dalla scadenza». L’accelerata è arrivata negli ultimi anni grazie ad alcune leggi dello Stato che hanno imposto agli enti locali diverse misure a riguardo, come l’obbligo trimestrale di pubblicazione dei dati sui pagamenti e quello di prendere alcuni provvedimenti per garantire la tempestività. Con le agenzie statali «la situazione è più complicata e i contenziosi in questo caso non mancano. Fortunatamente si tratta di una parte minoritaria degli appalti sul territorio ravennate». Belletti conferma l’importanza della decisione di Hera e sottolinea, più in generale, lo scarso numero di gare d’appalto. «Ci piacerebbe inoltre che ci fosse un occhio di riguardo in più alle imprese del territorio perché anche i pochi bandi che ci sono finiscono spesso fuori dalla provincia». Così gli artigiani ripiegano sui subappalti, in questo caso gestiti in gran parte da aziende ravennati. C’è molta speranza in generale per il nuovo codice degli appalti che prevede uno snellimento delle gare e una spinta ai cosiddetti “mini – cantieri” per fare ripartire gli investimenti in ambito locale.

Uno dei meccanismi meno apprezzati dalle imprese artigiane è quello dello split payment, nato per contrastare l’evasione dell’Iva. È uno strumento che, per sua natura, è applicabile soltanto nella compravendita di beni e servizi tra imprese ed enti pubblici e prevede che sia l’ente che versa direttamente l’Iva allo Stato. Un fatto che evita all’impresa un obbligo ma che, in alcuni casi, può diventare problematico. «Se per un lavoro c’è bisogno di fornitori – spiega il responsabile sindacale di Confartigianato Antonello Piazza – l’impresa che ha vinto l’appalto dovrà comunque versare l’Iva per i lavori forniti». In altre parole, gli artigiani lamentano che, applicando lo split payment, l’imposta esce quando si pagano i fornitori ma non entra perché l’ente locale la trattiene alla fonte, girandola allo Stato. Un problema che porta ad una mancanza di liquidità, uno dei maggiori grattacapi delle piccole imprese. La misura è stata introdotta all’inizio del 2015 e già l’anno successivo la Cna ravennate ne chiedeva l’abolizione immediata lamentando proprio il problema dei soldi in cassa: «Solo chi è costretto a fare i salti mortali ogni giorno per far quadrare i conti con i ritardi nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti, compresa la Pubblica Amministrazione, con un rapporto con le banche sicuramente difficile accompagnato da una pressione fiscale da record, può capire questa via crucis» aveva detto all’inizio del 2016 il direttore di Cna Massimo Mazzavillani. Ad un altro anno di distanza, nonostante proteste e mobilitazioni, la situazione non è migliorata.

A Ravenna parte il progetto “Cuore in Comune” per la sicurezza dei cittadini

L’iniziativa / Donato al Ravenna Football Club un defibrillatore di ultima generazione. Diffusi nel territorio anche un libro e una app. La responsabile Claudia Zignani: «Iniziativa fondamentale per la nostra sicurezza»

Progetto Cuore In Comune
Il logo del progetto “Cuore in Comune”

Parte a Ravenna il progetto “Cuore in Comune” per la tutela della salute, la prevenzione e la sensibilizzazione dei cittadini alla cultura del primo soccorso. Grazie al progetto della Armando Curcio Comuni d’Italia, il Ravenna Football Club posizionerà presto all’interno dello stadio “Bruno Benelli” un defibrillatore di ultima generazione, per permettere al personale della struttura di intervenire immediatamente in caso di arresto cardiaco.  Ogni giorno, in Italia, sono 160 le persone che vengono colpite improvvisamente da attacco cardiaco. Si tratta di persone sane di tutte le età: adulti, anziani, giovani e bambini. In questi casi, la presenza e il buon uso di un defibrillatore aumentano del 30% le possibilità di sopravvivenza.

L’iniziativa è sostenuta anche dal giornalista Maurizio Costanzo che sottolinea di «aver accolto con particolare favore, come direttore editoriale della collana “ilTuoComune.it”, l’inclusione della stessa nel “Progetto Cuore in Comune” che prevede la donazione alla comunità di defibrillatori semiautomatici il cui compito è quello di salvare vite umane, fornendo la necessaria assistenza nel momento in cui essa si rivela più preziosa. In più, questo libro diffuso gratuitamente sul territorio, la mappa e la App omonima, forniscono informazioni sulla dislocazione degli strumenti salvavita già disponibili, sul loro uso e sulla cultura di partecipazione alla salvaguardia della salute dei cittadini».

Saper gestire e prevenire queste emergenze, quindi diventa prioritario per le strutture dove tutti i giorni c’è una grande affluenza di pubblico. Gli impianti come il Benelli sono tra i più frequentati del territorio: al suo interno ogni mese passano oltre 1200 persone e, il Ravenna Football Club, operativo sul territorio dal 2012, porta sui campi ogni giorno 150 ragazzi dagli 11 ai 19 anni di età. «Per questo –  spiega la Dottoressa Claudia Zignani, responsabile della direzione del Club – abbiamo accolto con entusiasmo questo progetto che contribuirà a migliorare la sicurezza di tutti i nostri ragazzi e tifosi».

Il progetto, infatti, permetterà di disporre di uno strumento all’avanguardia, in grado di dialogare direttamente con le apparecchiature del pronto intervento tramite sistema hi-fi e 3G. Inoltre il dispositivo sarà in grado di “auto-monitorarsi”  per verificare eventuali possibilità di malfunzionamento ed essere immediatamente assistito da un centro operativo 24 ore su 24. Perché capita purtroppo che nel momento del bisogno, quando è in gioco una vita, gli strumenti salvavita in dotazione alle strutture pubbliche e private possano non essere perfettamente funzionanti. «Prevenzione e sicurezza negli ambienti sportivi oggi sono le basi fondamentali per rendere lo sport un momento di aggregazione e di socializzazione per tutti. Siamo fieri di poter far questo per la nostra comunità», conclude la Zignani.

Il Progetto “Cuore in Comune” coinvolgerà le aziende del territorio in quanto, oltre ad aumentare la sicurezza dei tanti frequentatori del centro tramite la donazione di un defibrillatore di nuova generazione, prevede un’importante azione di sensibilizzazione dei cittadini tramite la pubblicazione di un libro sul primo soccorso e sull’uso degli strumenti salvavita. Il libro conterrà anche una mappa dei defibrillatori già disponibili sul territorio comunale e sarà diffuso gratuitamente alle scuole e ai cittadini tramite le attività del territorio che sostengono il progetto. Una App con gli stessi contenuti sarà poi resa disponibile gratuitamente per essere installata sul cellulare di tutti i cittadini e su tablet e computer, anche grazie alle stesse attività economiche che sostengono l’iniziativa.

In questo modo si avvia a Ravenna un percorso di formazione che, assieme agli strumenti già disponibili sul territorio,  alimenta la cultura del primo soccorso e attiva la catena salvavita, aumentando il grado di sicurezza dei cittadini.

Esercizio abusivo di professione, l’ex candidato sindaco del centrodestra a processo

Massimiliano Alberghini arrivò al ballottaggio nel 2016, come commercialista in passato avrebbe fatto da prestanome a una ragioniera per consulenze di lavoro: «Non ho commesso reati, mi sono fidato di una persona senza titoli»

Il 52enne commercialista Massimiliano Alberghini, nel 2016 candidato sindaco del centrodestra a Ravenna sconfitto al ballottaggio da Michele de Pascale, è accusato di esercizio abusivo della professione in concorso con una 57enne ragioniera. Il processo, come si legge sulle pagine odierne de Il Resto del Carlino in un articolo firmato da Andrea Colombari, è cominciato ieri 29 maggio. I fatti risalgono al periodo 2012-13. Secondo le indagini dei carabinieri il professionista avrebbe fatto da prestanome per la donna consentendole di svolgere un’attività da consulente del lavoro quando invece non è iscritta all’albo. La sua esperienza professionale le aveva consentito di acquisire le competenze necessarie a fornire queste consulenze ma formalmente non ne aveva titolo e infatti era il nome di Alberghini, socio accomandante di una società fondata dalla donna, a comparire sugli atti ufficiali ma nessuno dei clienti avrebbe avuto contatti con lui. In una breve intervista rilasciata al Carlino, Alberghini sostiene di non aver commesso alcun reato ma di essersi solo fidato di una persona che non aveva le carte in regola. Non intende patteggiare ma al contrario l’intenzione del commercialista è quella di dimostrare la correttezza della sua condotta. Prossima udienza a ottobre.

Blue Whale, un altro caso nel Ravennate: lo psicologo scolastico salva un 13enne

Due episodi emersi a distanza di pochi giorni uno dall’altro del cosiddetto gioco del suicidio. Nel primo l’intervento della polizia per fermare una 14enne che aveva postato su Facebook le foto delle ferite al braccio

Un cambiamento nei soliti comportamenti di un adolescente ha attirato l’attenzione di uno psicologo di un centro ascolto scolastico nel Ravennate e la segnalazione fatta alla famiglia, dopo un primo periodo di ascolto, ha permesso di individuare un caso di “Blue Whale”, il cosiddetto gioco del suicidio fatto di 50 prove autolesioniste in 50 giorni fino al suicidio finale. Il caso di un 13enne riportato dalle pagine dell’edizione odierna del Corriere Romagna, in un articolo firmato da Alessandro Cicognani, sarebbe quindi il secondo nel Ravennate emerso in pochi giorni. Soltanto domenica infatti la stampa locale aveva riferito di un caso di una 14enne.

A destare sospetti sul 13enne sono state alcune azioni risultate piuttosto eclatanti e soprattutto lontane dalla sua quotidianità. In particolare alcuni tagli sulle braccia e sulle mani, una delle 50 provate di cui si compone il tragico gioco, ha acceso l’attenzione sulle condizioni dell’adolescente.

L’ideatore del gioco della morte sarebbe un 21enne studente di Psicologia recluso in un carcere russo dal 2016.  La figura del tutor è quella di chi tiene i contatti con i giovani aspiranti per condurli passo passo verso il suicidio. Il gioco consiste nell’attuare 50 azioni (una al giorno) come ‘preparazione alla morte’, che si concretizza con il gesto ultimo di lanciarsi nel vuoto da un edificio. Queste regole quotidiane sono caratterizzate da autolesionismo (incidersi la pelle o tentare di tagliarsi le vene dei polsi con lamette) e da altre pratiche come guardare film dell’orrore per 24 ore continuative, ascoltare una particolare musica con video psichedelici e non dormire.

A Cervia arriva Tamiko Shiraishi, sopravvissuta alla bomba atomica di Hiroshima

In programma incontri nelle scuole e un appuntamento aperto al pubblico al Magazzino del Sale

SkypeDal 30 maggio al 5 giugno sarà ospite a Cervia la signora Tamiko Shiraishi, sopravvissuta alla bomba atomica di Hiroshima. Fitto il suo programma di appuntamenti: dall’incontro con le scuole di Cervia, Istituto alberghiero e Istituti Comprensivi C2 e  C3, all’incontro ufficiale col sindaco Luca Coffari, alla visita alla città e alle saline. Il 2 giugno  sarà  alla Scuola  Primaria “M. Buonarroti” di Montaletto durante la cerimonia della Festa della Repubblica Italiana.

La cittadinanza potrà conoscerla e ascoltarla lunedì 5 giugno alle 20.30 al Magazzino del Sale Torre: un incontro pubblico con la presenza delle associazioni di volontariato cervesi.

L’ospite visiterà anche a Ravenna e sarà ricevuta per un saluto dal prefetto Francesco Russo, dal sindaco Michele de Pascale e da altre autorità provinciali.

«Il 13 settembre 2015 – riportiamo la nota del Comune di Cervia in cui viene ricostruita la storia – Cervia ha ricevuto da Aalen, città gemellata tedesca,una piantina di ginkgo biloba proveniente dai semi dell’unico albero che ora ha circa 200 anni, sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima. La pianta è stata  consegnata dal sindaco di Aalen Thilo Rentschler alla delegazione cervese cui faceva parte anche la consigliera comunale Antonina Cenci. In Italia la pianticella ha trovato la sua dimora  nel parco della scuola elementare di Montaletto. È  stata piantata il 14 ottobre 2015 alla presenza del sindaco, di altre autorità  e dei bambini della scuola che hanno colto l’evento con grande gioia. La pianticella, a cui è  stato attribuito il nome di “Pacifico”, è  diventata essa stessa ambasciatrice di Pace. La piantina ha destato la curiosità dei bambini i quali si sono chiesti il perché  di tale collegamento Giappone-Germania-Italia e tante le domande sulla pace e sul perché  della necessità  che il mondo viva la Pace. A seguito di una corrispondenza tra il segretariato di “Mayors for Peace” (sindaci per la pace), a cui aderisce la città  di Cervia fin dal 2006, si è giunti a conoscenza delle testimoniane di sopravissuti alla bomba atomica. A fare da tramite in lingua inglese è stata la consigliera Cenci forte anche di reminiscenze universitarie di Giapponese. Il primo incontro via Skype con l’hibakusha (sopravvissuta all’esplosione atomica) giapponese, signora Tamiko Shiraishi, è avvenuto il 19 febbraio 2016 alla presenza del sindaco Luca Coffari, l’assessore Gianni Grandu e il dirigente scolastico Paola Falconi. Gli alunni delle classi quarta e quinta della scuola Primaria sono rimasti talmente toccati emotivamente ed entusiasti e incuriositi tanto da ripetere nuovi incontri con la signora fino ad invitarla a venire in Italia per conoscerla personalmente. Testimone di questa drammatica esperienza dovuta alla bomba atomica può  meglio descrivere gli effetti nocivi e portatori di morte della stessa e la terribile conseguenza del l’emarginazione e derisione vissuta da parte di coloro che la costringevano a vivere in un contesto di isolamento nel suo stesso ambiente. All’età  di 60 anni circa, appena pensionata ed in occasione della morte di sua madre, le sono riaffiorati con insistenza gli episodi del suo triste passato che erano dentro di lei ma che cercava sempre di soffocare. Il nuovo dolore ha riaperto le ferite di cui soffriva e nel contempo le hanno dato la forza di raccontarlo agli altri e di testimoniarlo con la propria persona diventando una attiva ambasciatrice di Pace attraverso le sue azioni nel volontariato».

Parcheggia il camper e fa prostituire la compagna 42enne: arrestato un 64enne

Accusato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Tutti i giorni il veicolo era nello stesso punto: l’uomo restava di guardia all’esterno

Tutti i giorni parcheggiava il camper nello stesso punto di Lido di Dante e restava di guardia a sorvegliare mentre la compagna si prostituiva a bordo. I carabinieri della compagnia di Ravenna, nella tarda serata di domenica 28 maggio, hanno arrestato un 64enne di origine campane per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

I militari della stazione di Lido Adriano, avendo notato un insolito afflusso e movimento di persone di ogni età in un camper parcheggiato sempre nelle stesse ore della giornata in un’area di Lido di Dante, hanno deciso di approfondire i controlli nella località balneare. E domenica sera i militari hanno deciso di irrompere nel camper ed hanno trovato la donna, una 42enne di origini pugliesi. Dvanti al giudice ieri mattina è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

La magia delle lucciole nel bosco di Fusignano. LE FOTO

Il sindaco: «Lo spettacolo è completamente gratuito e va in onda tutte le sere…»

Lo spettacolo delle lucciole nel bosco di Fusignano in alcuni scatti che stanno facendo il giro del web. Le fotografie sono state pubblicate su Facebook da Marco Maccolini e condivise dal sindaco di Fusignano, Nicola Pasi, che commenta: «In queste settimane all’imbrunire il bosco di Fusignano offre uno spettacolo incredible: lo scintillante e magico tappeto di lucciole. Complimenti ai fotografi che ne hanno saputo cogliere l’intensità. Lo spettacolo è completamente gratuito e va in onda tutte le sere».

Questa è una piccola gallery delle foto realizzate da Maccolini che è riuscito a cogliere la scia luminosa delle lucciole utilizzando una Reflex su cavalletto e una lunga esposizione, da 15 a 30 secondi in base alla luce dell’ambiente.

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