domenica
05 Aprile 2026

Ecco il festival “indie” di Marina di Ravenna. Attesi quasi mille turisti stranieri

Torna Beaches Brew: spettatori in arrivo anche dal Brasile. Sul palco rock band di culto, dagli Shellac agli australiani all’Hana-Bi in esclusiva per l’italia

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Uno scatto dalla passata edizione

L’anno scorso furono circa 700 i turisti stranieri a soggiornare appositamente a Marina di Ravenna (e dintorni) per quasi una settimana, quest’anno il dato sarà presumibilmente ritoccato al rialzo. A una settimana dall’inizio, le strutture ricettive della zona sono quasi tutte piene e stanno andando esauriti in queste ore gli oltre cento braccialetti speciali a disposizione in prevendita (che al costo di 40 euro forniscono una serie di benefit aggiuntivi agli spettatori), venduti anche in Stati Uniti, Brasile («ci hanno scritto per avere la certezza di riceverlo a Marina, dove verranno appositamente per il nostro festival») e Australia, oltre che nel resto dell’Europa (Inghilterra e Germania in primis). L’annuncio del programma sui social network ha prodotto oltre 100mila contatti in 24 ore, il triplo rispetto all’anno precedente.

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Uno scatto dal Beaches Brew 2016

Sono alcuni dati extra musicali della sesta edizione di Beaches Brew, il festival indie-rock di Marina di Ravenna ormai finito stabilmente nelle guide sulle rassegne da non perdere in Europa delle riviste di settore, italiane e straniere. Il segreto del successo lo svela durante la presentazione alla stampa in municipio Christopher Angiolini, patron di Bronson Produzioni e del bagno Hana-Bi di Marina, che organizza come abitudine il tutto in collaborazione con l’agenzia di concerti olandese Belmont Bookings. «Innanzitutto si tratta di un festival a ingresso gratuito e in spiaggia, in un ambiente che noi diamo per scontato ma che per il pubblico internazionale non lo è: la pineta, la duna, il mare. Poi l’atmosfera è rilassata (non si creano situazioni caotiche comuni agli altri festival internazionali del genere, ndr), le vibrazioni positive e l’aria che si respira internazionale, tanto che sento dire spesso che sembra di essere “da un’altra parte”…». E non nella piccola Marina che ospita quello che è diventato un vero e proprio festival (dopo le prime edizioni in tono minore) a partire dall’estate del 2014, con tanto di palco montato sulla spiaggia e, da quest’anno, un terzo palco, più piccolo, per le realtà emergenti (oltre alla tradizionale “tettoia” dell’Hana-Bi).

Shellac
Gli Shellac

L’unico problema – a fronte della gratuità dell’evento – pare ormai essere per gli organizzatori quello relativo alle risorse, con istituzioni (il festival è realizzato in compartecipazione con il Comune di Ravenna e con un contributo della Regione) e sponsor che complessivamente riescono a coprire solo poco più della metà del budget. «È molto dura – commenta Angiolini –, ma anche interessante cercare di proporre un cartellone di caratura internazionale con così pochi mezzi». La fortuna, invece, è che spesso sono gli stessi artisti a voler partecipare al festival grazie al passaparola e alle esperienze passate. E così anche quest’anno si segnalano diversi ritorni sulla spiaggia ravennate, a partire dagli americani Thee Oh Sees e Moon Duo (che qui hanno anche registrato un disco dal vivo) e le olandesi Blue Crime, tutti protagonisti dell’ultima serata del festival, l’8 giugno all’Hana-Bi, insieme ad altri invece per la prima volta a Marina come il ghanese King Ayisoba e due giovani realtà italiane, Matteo Vallicelli e Gomma.

Andando a ritroso nel programma torna la serata di apertura (lunedì 5 giugno) in paese, al molo Dalmazia (dove per l’occasione sarà allestito il mercatino vintage Garage Sale), con band da Giappone (Kikagaku Moyo), Turchia/Olanda (Altin Gun), India (Mandolin Sisters) e Canada (Operators); il giorno dopo (martedì 6 giugno) si parte all’Hana-Bi con il nome caldo della scena rock australiana, King Gizzard & The Lizard Wizard, in esclusiva per l’Italia (dove suonano per la prima volta), a fianco di altri nomi già noti anche in questo caso al pubblico ravennate come King Khan & The Shrines, le americane Death Valley Girls e Coathangers (i nomi femminili sono circa la metà di quelli in cartellone, sottolineano gli organizzatori) oltre agli italiani Lame e The Devils.

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Le Coathangers

Per molti appassionati la giornata più attesa sarà però quella di mercoledì grazie alla presenza degli Shellac di una figura di culto assoluto come Steve Albini («il produttore dei Nirvana, tanto per capirci», ha tagliato corto Angiolini). A completare il programma del 7 giugno poi i canadesi (altro ritorno, ma sotto un nuovo nome, ex Viet Cong) Preoccupations, le francesi Decibelles, l’americana Kaitlyn Aurelia Smith e la giovane e già chiacchierata (nei giorni scorsi ne ha parlato anche Repubblica) californiana Weyes Blood, oltre al duo italiano Mood.

Infine, da segnalare la prestigiosa partnership, per la prima volta quest’anno, con Rai Radio 1 e in particolare la trasmissione King Kong, che potrebbe trasmettere il 7 giugno direttamente dalla spiaggia di Marina, mentre tra le curiosità spicca la birra realizzata appositamente per il festival dal birrificio scozzese BrewDog e il piatto per vinili targato Beaches Brew (per poter ascoltare i dischi anche in spiaggia…) realizzato per l’occasione dall’azienda americana Crosley.

Info e programma completo del festival Beaches Brew 2017

Aziende ancora in difficoltà: nei primi tre mesi del 2017 chiuse altre 921 ditte

L’indagine di Cna evidenzia la contrazione del numero di imprese anche se in alcuni settori sta ripartendo l’occupazione. Il presidente: «L’Emilia-Romagna cresce più velocemente di Ravenna»

Edil8Le imprese artigiane sentono ancora il prezzo della crisi economica. A dirlo è l’indagine TrenRa della Cna di Ravenna. Nel 2016 le imprese artigiane sono diminuite di 103 unità (-0,95%) ma negli ultimi otto anni il comparto ha perso il 12,1 per cento delle aziende, pari a 1.470 realtà produttive. L’emorragia continua nel 2017: il movimento anagrafico complessivo delle imprese ha visto chiudere altre 921 ditte (-2,28%) con una consistente diminuzione nel settore artigiano: -164 unità imprenditoriali (1,53%, si è passati da 10.716 a 10.552 aziende).

Rispetto all’intero tessuto produttivo provinciale, l’incidenza delle imprese artigiane passa dal 26,61% del 31/12/2015 al 26,88% del 31/12/2016. Ciò a fronte del fatto che – rispetto al decremento del Registro Imprese di 794 unità – le imprese artigiane sono diminuite di 103 unità, assestando per questo l’incidenza percentuale rispetto al Registro Imprese ai livelli registrati nell’ultima parte del 2002.

I settori L’agricoltura e l’industria alimentare  registrano un incremento dell’1,76%. Si tratta di un settore che torna a crescere, probabilmente – ipotizza la Cna – anche grazie al consolidarsi di una certa riscoperta delle tradizioni. Il settore tessile-abbigliamento-calzaturiero registra una ulteriore contrazione e chiude a -1,95% rispetto al dato del 2015. «Tale dato va contestualizzato nel ridimensionamento che ha caratterizzato il comparto nell’ultimo decennio. Indicativi, a tal proposito, i dati relativi al periodo 2005-2016, che riflettono un decremento di oltre il 25%».

La meccanica di produzione, uno dei settori maggiormente penalizzato dalla crisi economica, vede un decremento delle imprese del settore pari al tre percento , confermando i trend negativi che hanno caratterizzato i quattro anni precedenti . Per quanto concerne il settore del legno (industria e lavorazione del legno e fabbricazione di mobili), dopo i forti decrementi dell’ultimo triennio, si registra un leggerissimo incremento, pari allo 0,6%. Ragionando per aggregati, il settore manifatturiero (agroalimentare, sistema moda, meccanica e legno/arredo) registra una diminuzione dell’1,17%.

L’edilizia, vero traino della crescita dell’Albo delle Imprese Artigiane fino al 2008, prosegue la contrazione (-1,24%), confermando le forti difficoltà del settore. Dal 2008, il comparto ha perso oltre il 14% delle imprese registrate. Per quanto concerne il settore dei trasporti, il 2015 si chiude con un decremento delle imprese iscritte all’Albo dell’1,95%, da ascriversi esclusivamente al trasporto merci (90% delle imprese del settore).  Nella manutenzione e riparazione di auto e motoveicoli si registra una diminuzione dell’1,71%. Nell’ambito delle attività professionali, si registra un -0,86% per il settore informatico: un ulteriore ridimensionamento dopo la battuta d’arresto di fine 2015 (-2,50%), per un settore che nel corso del 2014 era cresciuto di quasi il 2%.

Per quanto riguarda i servizi alla persona, oltre a un ulteriore decremento delle tinto-lavanderie (-5,95%), si registra un lieve decremento  delle imprese di acconciatura (-0,42%), mentre le imprese di estetica aumentano considerevolmente (4,62%). Va ricordato che questi due settori caratterizzano il comparto per quasi l’85% delle imprese registrate nell’ambito dei servizi alla persona.
A conferma della sempre maggiore tendenza  delle Imprese a strutturarsi in forme complesse di organizzazione, per quanto riguarda la forma giuridica, va segnalato il confermarsi del costante aumento delle Società di Capitale, aumentate nell’ultimo anno di una percentuale di poco inferiore al 6%.

Gli occupati I dati relativi all’occupazione rilevati nel corso del 2016 evidenziano un incremento della forza lavoro del 6,72%. Da fine 2008, l’occupazione segna una contrazione del 6,12%. L’edilizia ricomincia ad assumere (+9,04 percento) dopo cinque anni di calo, così come l’impiantistica (+4,12%).  Positivo l’andamento occupazionale per le attività inerenti all’auto e moto-riparazione (+12,91%), in controtendenza con la quasi costante contrazione registrata nell’ultimo quinquennio.  Il tessile calzaturiero registra un incremento occupazionale (+12,75%) ma va sottolineato che il settore ha perso, negli ultimi 10 anni, oltre il 40% di occupati.

La meccanica di produzione esprime valori molto positivi (+6,09%). Questo incremento occupazionale, unito al decremento delle imprese registrate, può essere letto come una tendenza delle imprese più strutturate a ricominciare ad assumere addetti. L’agricoltura e l’industria alimentare, registrano un forte incremento, pari al 48,03%, interrompendo la decrescita occupazionale che ha caratterizzato il settore a partire dal 2012.

Di segno decisamente positivo l’andamento occupazionale per il settore dei trasporti (+3,90%), che va ascritto esclusivamente al settore del trasporto merci. Va qui ricordato che il settore ha perso dal 2008 quasi il 15% della forza lavoro. Il settore dei servizi alla persona esprime un incremento sia per ciò che riguarda gli acconciatori (+7,62%), sia per gli estetisti (+1,85%).

Dopo una contrazione consecutiva per sette anni, per il secondo anno consecutivo cresce il numero di addetti stranieri ccupati dalle piccole e medie imprese e dall’artigianato (+3,94%). Dal 2008 si registra una diminuzione di questa forza lavoro pari circa al 20%. Le nazionalità più rappresentative in termini di dipendenti extra nazionali sono, nell’ordine, quella rumena, albanese,  marocchina, senegalese e moldava. Meccanica di produzione, trasporti e impiantistica, si confermano come quelle attività che di più, rispetto ad altre, assorbono manodopera extra nazionale.  Ragionamento analogo va fatto per gli apprendisti, tradizionale modalità appositamente normata per l’assunzione di giovani da parte delle imprese artigiane. Da inizio 2008 a fine 2016, le assunzioni di apprendisti da parte delle imprese artigiane hanno subìto una riduzione pari quasi al 40%

Il credito  Nel corso del 2016 sono stati concessi in ambito provinciale finanziamenti alle imprese per un valore inferiore dell’1,90% a quelli registrati al 31 dicembre dell’anno precedente. Negli ultimi 5 anni si riscontra una diminuzione dei finanziamenti erogati di quasi il 7 percento. In merito all’operatività dei finanziamenti concessi nel corso del 2016, circa il 75% dei finanziamenti si riferiscono a richieste per liquidità aziendale, consolidamento passività e acquisto scorte di magazzino, mentre solamente il 25% è stato invece impiegato per investimenti. Nel 2008, questa fetta era del 66%, mentre solo il 34% serviva per la liquidità.

Fatturato Il 2016 si chiude con una variazione negativa dello 0,44%, in controtendenza rispetto al trend di crescita del fatturato registrato a fine 2015. Se si confrontano i dati di fine 2016 con quelli disponibili al 31/12/2008 si riscontra, comunque, un calo del fatturato superiore al 17%. L’analisi del fatturato per settore evidenzia come le difficoltà di fine 2016 si concentrino nelle costruzioni e nei trasporti, anche se, meccanica e parte, tutti i settori sono lontani dal fatturato che avevano registrato nel 2008.

Il commento del presidente Il presidente della Cna Pierpaolo Burioli commenta:  «Il prodotto interno lordo della provincia di Ravenna  per il 2016 è stimato in crescita e dovrebbe attestarsi attorno all’1,0%. A livello settoriale si prevede una crescita del valore aggiunto del manifatturiero (1,3%), delle costruzioni (+4,6%), dei servizi (+ 0,7%). In flessione invece l’agricoltura (-5,6%). Il valore aggiunto ai prezzi base per il territorio provinciale è cresciuto complessivamente dello 0,7%».

In flessione anche l’export che, nel 2016, è calato dell’1,5 percento rispetto al 2015. Una diminuzione figlia soprattutto del primo trimestre dello scorso anno, quando le esporazioni crollarono (-10,5 percento. Con lo 0,86 percento del totale nazionale, Ravenna occupa il 43° posto in Italia (recuperando due posizioni rispetto al secondo trimestre) e il sesto in Emilia-Romagna nella graduatoria delle province esportatrici. Relativamente al mercato del lavoro  il numero medio di occupati è cresciuto dell’0,8% (1.400 unità), mentre il tasso di disoccupazione nel 2016 si è attestato attorno al 9,0%, con la previsione che per il 2017 possa scendere all’8,6%.

Burioli sottolinea che il quadro economico regionale «presenta dati nettamente migliori: nel 2016 il prodotto interno lordo dell’Emilia-Romagna è aumentato dell’1,4%, valore decisamente superiore all’1,0% del livello nazionale, che ne fa la prima regione italiana per crescita. I valori dell’Emilia-Romagna sono in linea con quelli degli Stati Uniti, dei Paesi dell’Area Euro e della Germania (+1,7%), e della Francia (+1,2%). La crescita del PIL della regione si deve però a fattori diversi rispetto al passato, quando la tenuta del sistema regionale era da attribuire quasi esclusivamente al commercio con l’estero», come la ripresa dei consumi e l’aumento degli investimenti.

 

Plastica e polistirolo alla Foce dei Fiumi Uniti: quasi 700 rifiuti in 100 metri

E intanto si preparano i volontari di Legambiente: domenica 4 giugno giornata di  pulizia delle spiagge

RifiutiLa campagna “Spiagge e Fondali puliti – Clean up the Med” di Legambiente è pronta per il week-end di grande pulizia degli arenili e delle spiagge. A Ravenna l’iniziativa si svolgerà domenica 4 giugno con ritrovo (alle 9.30) alla fine di via Manzoni tra Lido di Dante e Lido Adriano, per consegna dei guanti e dei sacchi e l’organizzazione dei gruppi. Alle 12.30 seguirà un rinfresco per i volontari che hanno partecipato alla pulizia presso la piazzetta in via Matelda a Lido di Dante. A seguire, visita guidata nella zona protetta della Foce Bevano, con partenza alle 15.

I dati dell’indagine Beach Litter 2017, condotta da Legambiente nei mesi di aprile e maggio confermano anche quest’anno una situazione critica per molti arenili: su 62 spiagge italiane, per un totale di oltre 200mila metri quadri pari a quasi 170 piscine olimpioniche, sono stati trovati una media di 670 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. La plastica si conferma il materiale più trovato (84% degli oggetti rinvenuti), seguita da vetro/ceramica (4,4%), metallo (4%), carta e cartone (3%).

In Emilia Romagna, a seguito dell’ultima indagine Beach Litter, sono stati rilevati 524 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia, caratterizzati perlopiù da frammenti di plastica, polistirolo, bottiglie di plastica e reti. A Ravenna, dall’indagine svolta il 15 aprile scorso alla Foce dei Fiumi Uniti, sono stati ritrovati 614 rifiuti su 100 metri lineari, perlopiù frammenti di plastica, polistirolo, imballaggi e reti.

«Le cause di questa situazione – si legge nel comunicato di Legambiente –, vengono ricercate in primis in una cattiva gestione dei rifiuti urbani a monte (49%), in particolare per quanto riguarda le attività turistiche e ricreative e gli abbandoni anche consapevoli che vedono la comparsa di imballaggi abbandonati e mozziconi di sigaretta; le attività di pesca e acquacoltura (14%) che contribuiscono all’invasione delle nostre spiagge da parte di reti e cassette di polistirolo; infine, l’inefficienza dei sistemi depurativi (7%) che porta nei corsi d’acqua e quindi sulla costa, cotton fioc, sanitari e altri piccoli oggetti per la pulizia».

Laboratori di teatro, fotografia e il concerto di Hugo Race al Cisim di Lido Adriano

Torna la “Festa della Repubblica”, giovedì 1 e venerdì 2 giugno. Il programma

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Hugo Race

Giovedì 1 e venerdì 2 giugno al Cisim di Lido Adriano è in programma la nona edizione della “Festa della Repubblica” che vede come protagonisti, nella prima giornata, il laboratorio della non-scuola di Ravenna Teatro realizzato con i bambini e le bambine della scuola elementare “I. Masih” di Lido Adriano, “Al di qua e al di là dalle nuvole”, liberamente tratto dal libro “Il Mago di Oz” di L. Frank Baum (guide Matteo Cavezzali, Federica Francesca Vicari e Barbara Sansavini).

A seguire sarà presentato il progetto “Indissolubil nodi” a cura di Cristiano Sormani Valli, “4 racconti migranti per 4 luoghi della non-scuola”. «Un diario di viaggio, un racconto, una migrazione, un pellegrinaggio in 4 luoghi in cui la non-scuola vive, si trasforma e diventa», a Lido Adriano, Lamezia Terme, Roma e Milano.

Sarà inoltre presentato l’esito del laboratorio di fotografia a cura di Osservatorio Fotografico, condotto dalla fotografa ravennate Alessandra Dragoni, “Saluti da Lido Adriano”, al quale hanno partecipato i ragazzi e le ragazze del Spazio Sociale Polivalente Agorà di Lido Adriano.

Venerdì 2 giugno la “Festa della Repubblica a Lido Adriano” si concluderà con il concerto di Hugo Race, accompagnato sul palco da Giovanni Ferrario alla chitarra, Francesco Giampaoli al basso e Diego Sapignoli alla batteria, nell’ambito del tour europeo del disco “24 Hours to Nowhere”. Hugo Race è un musicista, cantautore e produttore discografico australiano, tra i membri fondatori dei Bad Seeds di Nick Cave.

Venerdì 2 e sabato 3 giugno sarà inoltre presente la Fiera del baratto e del riuso, in collaborazione con Villaggio Globale presso lo Spazio Sociale Polivalente Agorà di Lido Adriano.

L’ingresso per tutti gli eventi al Cisim di Lido Adriano è gratuito con tessera Entes 2016/17.

«Non si può chiudere la polizia postale ora che c’è una legge sul cyberbullismo»

Il sindacato provinciale Sap lancia l’allarme per il futuro del distaccamento ravennate: a rischio proprio le indagini sui temi di più scottante attualità

La segreteria provinciale di Ravenna del Sap (sindacato autonomo di polizia) esprime forti preoccupazioni per il progetto di chiusura della polizia postale che da tempo, in questo territorio, impiega un numero ridotto di agenti «con ricadute sulla rapidità della risposta nelle attività di specifica competenza». Il sindacato fa riferimento in particolare alla recente approvazione alla Camera della legge che introduce disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo. A tal proposito è significativo un frammento del parere espresso dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sull’approvazione definitiva della legge: «C’è un lavoro da fare, sia dal punto di vista della polizia postale, sia nelle scuole e sia nel rapporto relazionale con i ragazzi».

La proposta di legge detta disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo, introducendo una serie di misure di carattere educativo e formativo, finalizzate in particolare a favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che possono portare a conseguenze anche molto gravi su vittime in situazione di particolare fragilità. Entra per la prima volta nell’ordinamento una puntuale definizione legislativa di cyberbullismo, viene istituito un tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del fenomeno ed è stata prevista l’adozione di apposite linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto degli eventi nelle scuole.

In ogni istituto scolastico dovrà essere designato un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo, il quale collaborerà con le forze di polizia, le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio in caso di necessità. Il questore può ammonire l’autore con un provvedimento analogo a quello adottato per lo stalking.

Il Sap «vuole informare l’opinione pubblica di quanto sta accadendo, rivolgendo a tutte le autorità coinvolte un invito ad opporsi a tale decisione che, oltre ad essere dannosa per la sicurezza, non consentirà alcun risparmio, in particolare a Ravenna. La chiusura delle sezioni della polizia postale rappresenta, tra l’altro, anche un preoccupante arretramento dello Stato. Una tale soluzione, un mero taglio alla sicurezza, rischia di allungare i tempi di risposta della polizia di Stato nel fronteggiare adeguatamente le esigenze delle comunità locali in tema di frodi, accessi abusivi a sistemi informatici, molestie, cyberbullismo, pedopornografia, terrorismo, spaccio di sostanze illecite ecc., fenomeni  di stretta attualità di cronaca anche a Ravenna».

Trionfo Ferrari a Montecarlo, domenica il premio alla Scuderia a Brisighella

Il Trofeo Lorenzo Bandini assegnato al team delle Rosse prima del Gran Premio. Atteso il terzo pilota Giovinazzi

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La premiazione a Montecarlo

Dopo il trionfo delle Ferrari (Vettel primo davanti al compagno di squadra Raikkonen) nel Gp di Monaco, l’attesa è tutta per domenica, 4 giugno, con la consegna a Brisighella del trofeo Lorenzo Bandini, a 50 anni dalla morte del pilota romagnolo Lorenzo Bandini, quest’anno assegnato alla Scuderia Ferrari, in un primo momento già a Montecarlo dal Presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dal presidente del Trofeo Bandini, Franco Assirelli, e dal sindaco di Brisighella, Davide Missiroli, ai rappresentanti della rossa di Maranello, il Team principal, Maurizio Arrivabene, e i piloti Sebastian Vettel, Kimi Raikkonen e Antonio Giovinazzi.

«Un premio che intreccia passione, amore per le corse e storia della nostra terra – ha affermato il presidente Bonaccini – e un riconoscimento a un nome, Ferrari, noto in tutto il mondo».

Rossa«È un onore essere qui – ha commentato il sindaco Missiroli –. Rendiamo omaggio a Bandini, un grande pilota della nostra terra e un grande uomo. Premiamo tutto il Team Ferrari, una storia di competenza e passione, ma ricordo i trofei già consegnati proprio a Raikkonen nel 2004 e a Vettel nel 2009. E il 4 giugno, a Brisighella, torneremo a fare festa con il giovane terzo pilota della Ferrari, Antonio Giovinazzi».

Il Trofeo Bandini è intitolato al pilota romagnolo di cui quest’anno ricorre il 50esimo anniversario della scomparsa, avvenuta dopo un incidente durante il Gran Premio di F1 di Monte Carlo nel 1967, alla guida di una monoposto Ferrari. Negli ultimi 24 anni Bandini è stato ricordato e onorato nella sua terra, Brisighella, in altrettante edizioni del Trofeo che porta il suo nome. Dallo scorso anno il Trofeo è entrato a far parte della Motor Valley e la Regione Emilia-Romagna sostiene la manifestazione legata al Trofeo stesso, prevista domenica 4 giugno (dalle 18) nell’anfiteatro Spada di Brisighella alla presenza del terzo pilota Giovinazzi e di una delegazione del Team Ferrari.

Fin dalla sua prima edizione, nel 1992, il Trofeo ha voluto premiare personalità di spicco della Formula 1. Tra i nomi nell’albo d’oro, Ivan Capelli (1992), Jacques Villeneuve (1996), Giancarlo Fisichella (1998), Iarno Trulli (2000), Michael Schumacher (2003), Fernando Alonso (2005), Felipe Massa (2007), Lewis Hamilton (2010), Bruno Senna (2012).

Lorenzo Bandini. Nato nell’allora colonia italiana di Barce, in Libia, il 21 dicembre del 1935, Bandini, orfano di padre dall’età di 9 anni, da Brisighella si trasferisce a Reggiolo (Re) dove lavora nell’officina di Elico Millenotti, meccanico esperto nella riparazione delle motociclette. All’età di 15 anni il trasferimento a Milano dove trova lavoro al Garage Rex di Goliardo Freddi. Partecipa alla Castell’Arquato-Vernasca del 1956 concludendo al 15° posto. Il primo risultato importante della carriera arriva nel 1958 alla guida di una Lancia Appia Coupé con la vittoria di classe, nella 2000cc Gran Turismo, alla Mille Miglia. Nel 1960 diventa pilota ufficiale della Stanguellini segnato dalla vittoria nel Gran Premio de la Libertad a Cuba. Il passaggio in Formula 1 avviene a Spa Francorchamps. Nel 1964 è pilota titolare della Ferrari nel Mondiale di Formula 1 e conquista in Austria la sua prima, purtroppo unica, vittoria nella serie più prestigiosa dell’automobilismo sportivo. Nel 1967 Bandini vince la “24 Ore di Daytona” e la “1000 km di Monza” in coppia con Chris Amon sulla Ferrari 330 P4. Poi il tragico epilogo al Gran Premio di Monte Carlo quando la sua monoposto all’ottantaduesimo giro esce di strada e si incendia. Bandini muore per le conseguenze dell’incidente il 10 maggio 1967.

Virtus Bologna spietata: all’OraSì non riesce l’impresa in terra bolognese

Basket Serie A2 / Dura quasi due quarti l’equilibrio sul parquet, poi un parziale di 9-0 dei padroni di casa spacca il match e i giallorossi non riescono più ad avvicinarsi agli avversari, perdendo in modo netto. Gara2 martedì ancora al PalaDozza

Virtus Bologna-Ravenna 73-57
(17-17, 41-32, 59-44)
VIRTUS SEGAFREDO BOLOGNA: Spissu 9, Umeh 11, Pajola ne, Spizzichini 9, Ndoja 7, Rosselli 7, Michelori, Oxilia ne, Gentile 9, Penna ne, Lawson 17, Bruttini 4. All.: Ramagli.
ORASI’ RAVENNA: Smith 15, Scaccabarozzi ne, Sgorbati, Chiumenti 14, Marks 4, Raschi 5, Masciadri 10, Tambone 4, Crusca, Seck ne, Sabatini 5. All.: Martino.ARBITRI: Masi di Firenze, Bongiorni di Pisa e Beneduce di Caserta.
NOTE – Usciti 5 falli: Sgorbati. Bologna: T2 22/43 (51%), 4/23 (17%), TL 17/21 (81%), rimbalzi 38 (18+20), assist 12; Ravenna: T2 22/43 (51%), 2/13 (15%), TL 7/12 (58%), rimbalzi 34 (12+22), assist 8.

Virtus Orasi
Un’immagine del match tra Virtus Bologna e Orasì Ravenna

È un’OraSì combattiva, ma imprecisa al tiro e ingenua in alcuni parziali decisivi quella che cede sul parquet del PalaDozza per 73-57 alla Virtus Bologna nella prima semifinale dei playoff di Serie A2. Dopo i primi 18’ all’insegna dell’equilibrio, i giallorossi subiscono un 9-0 di parziale in chiusura di secondo quarto, non riuscendo più a rientrare in partita anche a causa delle rotazioni accorciate, opposte alla grande lunghezza del roster delle “V Nere”. I ragazzi di Martino, nonostante l’ottima prova di Taylor Smith (doppia doppia da 15 punti e 10 rimbalzi) trovano pochi punti dagli esterni e mettono a segno appena due triple su 13 tentativi, subendo la grande fisicità dei padroni di casa. La Virtus forza 15 palle perse e controlla ben 18 rimbalzi d’attacco, guidata da un ottimo Lawson (17 punti e 9 rimbalzi di cui appunto 6 nella metà campo offensiva), ma è la prestazione di tutta la squadra a essere di grande qualità. L’OraSì paga la tensione e l’inesperienza e dovrà resettare le batterie in fretta in vista di gara2, in programma martedì sera alle 20.30 sempre al PalaDozza.

La Virtus entra in campo nel primo periodo con il piglio giusto e con grande energia, mentre la tripla di Ndoja vale l’8-4. L’OraSì reagisce però presto e la tripla di Raschi vale l’8-11, prima che Chiumenti chiuda il parziale di 0-9 per il 9-13. I padroni di casa trovano l’aggancio grazie alla supremazia a rimbalzo d’attacco (6 nel primo quarto) e alla leadership di Rosselli, che firma la parità a quota 17 con cui le squadre vanno al primo riposo. Nel secondo quarto sono ancora i rimbalzi offensivi a fare male a Ravenna, con Lawson che firma il 23-19. Il contropiede di Spissu vale il +5 sul 30-25, ma la reazione giallorossa è firmata da Sabatini con un grande assist e la tripla del 30 pari. Sul 32-32 a 2’ dall’intervallo la Virtus però cambia marcia, grazie all’intensità difensiva che genera brutte palle perse ravennati e canestri facili in transizione. La tripla aperta di  Spissu apre il 9-0 di parziale che scava il primo solco nella partita e che viene chiuso dal canestro di Ndoja sulla sirena per il 41-32 con cui le squadre tornano negli spogliatoi.

Al rientro sul parquet del terzo parziale Lawson prima allunga il parziale a 11-0 (43-32), poi segna il +12 sul 47-35. Ravenna fatica a costruire buoni tiri in attacco, ma trova qualche canestro estemporaneo da Smith e Raschi per rimanere in partita, prima che la bomba di Spizzichini segni il +15 per le “V Nere” sul 57-42. L’OraSì non molla è troppo ingenua in molte situazioni e la palla persa sull’ultimo possesso del terzo quarto permette a Umeh di segnare il 59-44 in contropiede. In apertura di quarto periodo lo stesso Umeh segna al ferro il canestro del massimo vantaggio di +17 sul 63-46. L’OraSì, nonostante i due americani Smith e Marks in panchina a rifiatare, prova un’ultima reazione alzando l’intensità difensiva e tornando anche a -9 sul 65-56 (2-10 di parziale) a circa 4’ dalla sirena finale, ma sbaglia qualche tiro pesante aperto di troppo. La Virtus sfrutta così la lunghezza e l’esperienza del suo roster tenendo a distanza i giallorossi e mettendo in ghiaccio la partita negli ultimi minuti, fissando il punteggio finale sul 73-57.

Mette online una foto delle ferite al braccio: 14enne partecipava al Blue Whale

Una studentessa ravennate stava facendo le 50 prove del gioco al suicidio: fermata dall’intervento di scuola, famiglia e polizia. Indagini su eventuali responsabilità

Suicidi Blue WhaleAveva pubblicato su Facebook una foto in cui mostrava le ferite che si era procurata a un braccio, uno dei primi passi del Blue Whale, noto anche come gioco del suicidio: la scuola ha segnalato la cosa alla famiglia ed è stata interessata poi la polizia che è intervenuta evitando peggiori conseguenze per la ragazza. Protagonista di quanto verificatosi nei giorni scorsi nel Ravennate – secondo quanto si legge sul sito dell’agenzia Ansa – è una studentessa di 14 anni. La polizia postale di Bologna si sta occupando del caso per identificare eventuali responsabili. Sulla 14enne, che sta bene, la famiglia ha adottato tutte le dovute precauzioni per tutelarne l’incolumità.

Blue Whale è il nome del cosiddetto gioco del suicidio che pare stia circolando sui social partendo dalla Russia. Si presenta come un gioco di adescamento online, che prevede il passaggio attraverso 50 prove in 50 giorni (tra cui la “sveglia alle 4 della mattina”, i “tatuaggi con i temperini sul corpo”) impartite da un cosiddetto “tutor” ai suoi seguaci, tramite diversi social. Un climax di comportamenti autolesionisti che culmina dell’istigazione al suicidio. Il tutto da documentare via social.

L’ente pubblico non pagava ma lo Stato voleva l’Iva: così finì la Valerio Maioli

L’azienda ravennate era un’eccellenza internazionale dell’illuminotecnica ma le difficoltà legate all’intervento
in piazza Plebiscito a Napoli causarono il declino

Maioli
Foto di Nicola Strocchi

Nel 2008, dopo aver illuminato il circuito di Formula Uno a Singapore, Radiocor – l’agenzia di stampa del Sole 24 Ore – parlò addirittura di una possibile quotazione in borsa. Quattro anni dopo il giudice Alessandro Farolfi ne decretava il fallimento. Il caso della Valerio Maioli, eccellenza ravennate dell’illuminotecnica è forse quello più emblematico tra le storie di imprenditori che la crisi e i ritardi dei pagamenti dello Stato hanno messo in seria difficoltà.

Il patron, Valerio Maioli, è morto nel gennaio dello scorso anno. In tanti ne hanno ricordato i successi nel mondo con la crisi economica che ha messo in ginocchio l’azienda con sede in via Classicana. Partita come piccola ditta, era riuscita ad occupare un centinaio di dipendenti. In pochi sanno però che la Maioli inciampò in un mancato pagamento che provocò un effetto domino portandola poi alla chiusura, facendo finire una storia iniziata nel 1977.

È stato proprio uno dei suoi lavori più apprezzati ad aver portato al fallimento la Maioli: alla fine degli anni Novanta l’azienda ravennate si aggiudicò l’appalto per valorizzare piazza del Plebiscito a Napoli. L’appaltatore non era un ente locale ma una società satellite di un’importante azienda pubblica. L’illuminazione di quella piazza oggi è citata come uno dei lavori di pregio della Maioli ma nel 2003 un’indagine interna alla stazione appaltante portò al blocco dei pagamenti. Si parla di una cifra attorno ai 5 milioni di euro e solo dopo due anni, attraverso un accordo tra le parti, si arrivò ad una soluzione. La Maioli incassò meno del dovuto ma i problemi non erano finiti perché a quel punto fu lo Stato a presentare il conto: c’era da pagare l’Iva sulle fatture emesse, anche quelle che non erano state onorate. «Lo Stato – ricorda oggi con amarezza un ex dipendente che preferisce non comparire con nome e cognome – non fece sconti e pignorò anche i crediti dell’azienda presso terzi. Poi arrivò la crisi e la Maioli non si riprese più». Nel frattempo anche le banche strinsero i cordoni della borsa.

L’illuminazione del circuito di Singapore fu il canto del cigno di una ditta che si era già fatta conoscere nel mondo, portando la luce in alcune aree archeologiche di pregio come la Valle dei Templi ad Agrigento o Pompei. A Ravenna è stata la Maioli ad illuminare il complesso di San Vitale e la zona dantesca. «Il lavoro a Singapore non fu sufficiente a fermare la crisi economica. Mi chiedo ancora cosa abbia guadagnato lo Stato da quella vicenda: alla fine non incassò quanto doveva e cento dipendenti rimasero senza lavoro». L’azienda ravennate era un’eccellenza del settore e quasi tutti si sono ricollocati. Lo stesso fondatore, grazie all’esperienza accumulata, si era ritagliato in città un ruolo da consulente: l’illuminazione del Darsena Open Show del 2015, ad esempio, era stata curata da lui che – nel 2003 – aveva ripensato all’illuminazione nella testata del Candiano.

Oggi però il mercato non è più quello di prima: «Le commesse di oggi – dice l’ex dipendente – non sono nemmeno paragonabili a quelle antecedenti al 2008. Quelle cifre ce le sogniamo, non soltanto negli appalti pubblici ma anche tra i privati. È un altro mondo, come se ci fosse stata la guerra in mezzo». Vale la pena ricordare come l’azienda descriveva il suo lavoro nel sito aziendale: “Nell’eterna lotta tra la luce e il buio noi facciamo sì che entrambi possano esprimere al meglio le forme architettoniche affinchè i monumenti illuminati siano in grado di raccontare la loro storia di testimoni della nostra vita passata, presente e futura”.

L’Olimpia Cmc si sveglia a mezzanotte (e passa): è un tiebreak che vale la finale

Volley Serie B1 femminile / Dopo più di due ore di battaglia, con il prologo del cambiamento della sede di gioco, le ravennati espugnano in cinque set Perugia e si qualificano per l’atto conclusivo dei playoff da disputare contro l’Acca Montella

Perugia-Olimpia Cmc Ravenna 2-3
(25-19, 18-25, 14-25, 26-24, 10-15)
TUUM PERUGIA: Martinuzzo 6, Gorini 6, Catena 15, Cruciani 2, Minati 5, Porzio 17, Chiavatti (L); Puchaczewski 2, Stincone, Gaggiotti. Ne: Mearini, Tiberi, Ragnacci, Santibacci (L). All.: Bovari.
OLIMPIA CMC RAVENNA: Babbi 15, Assirelli 9, Lancellotti 3, Rossini 14, Neriotti 17, Benazzi 11, Panetoni (L); Laghi, Peretto 4, Bandini. Ne: D’Aurea, Dametto. All.: Breviglieri.
ARBITRI: Di Bella e Galia.
NOTE – Perugia: bs 11, bv 2, errori 24, muri 8; Olimpia Cmc: bs 10, bv 8, errori 30, muri 14. Durata set: 31’, 30’, 27’, 34’, 20’ (tot. 142’).

RIMINI 8/05/2017. VOLLEY PALLAVOLO FEMMINILE PLAY OFF B1. OLIMPIA CMC RAVENNA PERUGIA
Una esultanza delle giocatrici dell’Olimpia Cmc

È terminata a mezzanotte e mezza, dopo più di due ore di battaglia, la partita dell’Olimpia Cmc, che ha sconfitto al tiebreak Perugia e accede alla finalissima dei playoff contro le irpine dell’Acca Montella. La gara è iniziata con oltre un’ora e mezza di ritardo a causa del cattivo funzionamento dell’impianto di illuminazione del palazzetto Pellini, con la partita che è stata disputata nella vicina palestra Aldo Capitini. Dopo aver vinto la gara di andata disputata mercoledì al PalaCosta, le ravennati si ripetono in casa di una mai doma Tuum e lo fanno al termine di una sfida infinita e ricca di colpi di scena.

Cambi di campo a parte, la squadra di Breviglieri si trova sotto di un set, riesce a ribaltare il risultato, nella quarta frazione non sfrutta ben tre match ball, ma alla fine, nel tiebreak decisivo, chiude la sfida a suo favore, mostrando grandissimo carattere e sfruttando al massimo la belle prestazioni delle centrali Neriotti e Assirelli. La serie finale con il Montella comincerà il prossimo weekend (sabato 3 o domenica 4 giugno) in casa delle avellinesi, mentre il ritorno è in programma mercoledì 7 giugno al PalaCosta. Eventuale spareggio ancora in trasferta il 10 o l’11 giugno.

Sestetti titolari Non ci sono variazioni nelle due formazioni rispetto all’andata del PalaCosta, con il tecnico Bovari che disegna la sua Tuum con la palleggiatrice Gorini in diagonale con Minati, Catena e Porzio di banda, Cruciani e Martinuzzo al centro e Chiavatti libero. Il coach Breviglieri risponde schierando Lancellotti in regia, Benazzi opposto, Babbi e Rossini schiacciatrici, Neriotti e Assirelli centrali e Panetoni in seconda linea.

Primo set L’Olimpia Cmc conduce fino all’8-9 a firma di Assirelli, poi si blocca e viene colpita da Catena e Minati: 12-9. Babbi supera le perugine (15-16) ma è un fuoco di paglia, perché le padrone di casa rispondono con Gorini (18-16) e Minati (22-19), chiudendo senza affanni: 25-19.

Secondo set Le ravennati scattano sul 2-6 con Rossini, Perugia reagisce con Cruciani e Catena: 10-11. Assirelli e due errori di Puchaczewski provocano un altro break (11-15), mentre Catena regala il 16-22. Babbi (17-24) e l’errore al servizio di Gorini fanno il resto, con il conto dei set in parità: 18-25.

Terzo set I numerosi errori delle umbre spingono la squadra di Breviglieri sul 3-8, poi è Rossini a mettere a terra la palla del 6-13. Minati avvicina la Tuum (9-13), Benazzi però la allontana di nuovo in due occasioni: 11-16 e 12-19. Accumulato un tale vantaggio, l’Olimpia Cmc fugge con Peretto (13-24) e si aggiudica la frazione alla seconda occasione: Martinuzzo sbaglia il servizio (14-25).

Quarto set C’è equilibrio fino al 12-12, quando Martinuzzo e Porzio spingono sul 15-12 le padrone di casa, acciuffate però da Neriotti sul 18-18. La centrale realizza due ace di fila per il 21-24, ma l’Olimpia Cmc vede sfumare i tre match point a causa delle giocate di Porzio e Catena e dell’attacco sbagliato di Babbi: 24-24. Porzio piazza un ace e Gorini un muro, con le perugine che esultano per il pareggio: 26-24.

Tiebreak Neriotti e Babbi suonano la carica (0-3), Martinuzzo e Gorini rispondono: 6-4 e time out Breviglieri. Assirelli e l’errore di Martinuzzo invertono la tendenza (6-7) e Lancellotti tira fuori dal cilindro il punto del 7-10. Rossini e la battuta sbagliata di Catena mantengono il gap (9-12), poi è il muro di Peretto su Puchaczewski a spaccare in due la frazione decisiva: 9-13. Porzio è l’ultima ad arrendersi (10-13), con il servizio di Cruciani che regala il 10-14 e l’attacco finale di Assirelli che fa esplodere la gioia delle ravennati: 10-15.

Punti nascita, l’Ausl risponde ai medici: «A Faenza e Lugo la sicurezza è garantita»

L’ordine e le società di pediatri e neonatologi sono convinti che servano almeno mille parti all’anno per avere i livelli di sicurezza più elevati ma solo Ravenna ha questi numeri

1428909714409.jpg«Nei punti nascita di Lugo e Faenza, pur in un contesto di numero di parti in costante riduzione, la questione della sicurezza di quelli che attualmente vi si effettuano è tenuta sotto costante ed attento monitoraggio». L’Ausl Romagna interviene con alcune precisazioni che ritiene necessarie all’indomani delle questioni sollevate in una conferenza stampa tenuta dall’ordine dei medici e dalle società scientifiche di Pediatri e Neonatologi.

Dai medici arriva una richiesta di mantenere in funzione solo i punti nascita che raggiungono almeno mille parti all’anno, soglia ritenuta necessaria perché il personale accumuli l’esperienza necessaria per operare in sicurezza. In provincia i punti sono tre: nel 2016 Ravenna ha raggiunto 1.408 parti, 639 a Faenza e 602 a Lugo.

«Si condividono naturalmente dal punto di vista strettamente clinico e tecnico – scrive l’Ausl in una nota – i dati derivanti dalle linee guida di settore, in merito alle soglie di sostenibilità dei punti nascita e ai requisiti necessari per lo svolgersi del parto in sicurezza, tant’è vero che, come emerge anche dal Piano di Riordino Ospedaliero per la Romagna approvato dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria il 9 gennaio scorso, si sta realizzando un programma mirato ad ulteriormente qualificare e rendere più sicuro e razionale il quadro dell’offerta sanitaria relativa alle nascite, nel Ravennate e in tutto il territorio romagnolo».

L’Ausl sottolinea che i livelli di sicurezza sono garantiti dalla presenza in entrambi i punti, di tutti i requisiti previsti dalle normative, che prevedono fra l’altro la presenza di un pediatra nell’arco della 24 ore: «I pediatri operanti appartengono tutti alla medesima equipe che lavora a rotazione negli ospedali di Ravenna, Lugo e Faenza, assicurando in questo modo il mantenimento di adeguati standard di competenza professionale». Inoltre, per ovviare in questi mesi ad una carenza del personale pediatrico necessario dell’equipe di Ravenna, e in attesa del perfezionamento delle pratiche per ulteriori reclutamenti in corso, si è ricorsi ad una integrazione nella turnistica con pediatri provenienti dagli altri territori aziendali: «Questa azione organizzativa, ben lungi dal rappresentare un pericolo o un depotenziamento delle altre Pediatrie, dimostra invece il grado di responsabilità e di maturazione raggiunti dall’organizzazione e da tutte le Pediatrie aziendali, che agiscono, così come sta già accadendo in altre discipline, solidalmente come un “corpo unico”, intervenendo in aiuto di chi può trovarsi momentaneamente in difficoltà».

La questione ha sollevato anche reazioni politiche. Andrea Liverani, consigliere regionale della Lega Nord, non ci sta: «Da anni mi batto affinché le sedi che ora rischiano la chiusura vengano maggiormente tutelate. Da anni segnalo, con atti ufficiali, i gravi disagi riscontrati, come l’assenza del pediatra di notte e di posti letto dedicati ai bimbi, così costretti a condividere le stanze con gli adulti. La responsabilità principale è di chi  ha amministrato e amministra questi territori e della Regione: tutti insieme si sono distinti per un devastante immobilismo che ha lasciato campo libero all’Asl. Con questi risultati: il rischio che anziché fare politiche di incentivo alle nascite, si chiudano le strutture dove partorire».

Campo da gioco e maxi schermo per la Juve: tre giorni di calcio in piazza Kennedy

Torna l’iniziativa dell’associazione Ravenna Football Club dal 2 al 4 giugno: un rettangolo per partite 5 contro 5 e una gabbia 3 contro 3

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Un’immagine del campo di calcio allestito in piazza del Popolo nel 2016

Un campo da calcio a cinque, una gabbia per sfide tre contro tre e un maxi schermo per la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Dal 2 al 4 giugno piazza Kennedy a Ravenna sfodera la sua anima calcistica grazie all’associazione Ravenna Football Club che ripropone l’iniziativa realizzata un anno fa in piazza del Popolo. Sarà una tre giorni dedicata alle famiglie, agli sportivi e ai semplici curiosi.

Si comincia il 2 giugno con l’inaugurazione della manifestazione alle 18.30 e a seguire le partite tra le varie categorie professionali del “Torneo dei Mestieri”. Il 3 giugno invece il campo da calcetto sarà a disposizione di chi volesse scendere in campo in una location diversa dal solito (per prenotare il campo: info@ravennafc.it oppure 345-5602246). Alle 20 l’esibizione dei giocatori del Ravenna che, dopo aver vinto il campionato e riconquistato la Lega Pro, arriveranno da Fermo dove stanno disputando la Poule Scudetto di serie D. Sarà l’occasione per salutare tutti i tifosi appena prima del fischio d’inizio sul maxi schermo del match di scena a Cardiff tra Juve e Real che assegnerà la Champions League. Infine uk 4 giugno il “Torneo della Cantera” che vedrà affrontarsi i ragazzi delle squadre giovanili ravennati in quella che sicuramente sarà una bella vetrina per eventuali campioni del futuro.

Grazie alle collaborazioni con il locale Fellini Scalino Cinque e i negozi Sporty Store e Merli Sport, il villaggio sportivo sarà completatocon un punto ristoro e uno stand dove verranno stampate in tempo reale le t-shirt personalizzate dell’evento.

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