Le dimissioni di Varni. Ora il 56enne nominato dal consiglio regionale dell’Emilia-Romagna al vertice dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali scosso dai servizi tv di “Striscia la Notizia”. Bonaccini: «Scelta di valore scaturita dai titoli che non si possono discutere»
Il nuovo presidente dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali dell’Emilia-Romagna (Ibc) è il forlivese Roberto Balzani, professore ordinario di Storia contemporanea alla sede di Ravenna del Dipartimento di Beni culturali dell’Università di Bologna. La nomina è arrivata nel pomeriggio di oggi, 8 maggio, il consiglio regionale, che in precedenza aveva preso atto, votando per alzata di mano, delle dimissioni dalla presidenza dell’Ibc di Angelo Varni dopo i servizi di “Striscia la notizia” degli scorsi 10 e 12 aprile, nei quali venivano denunciati presunti casi di assenteismo all’Istituto. «È una scelta di grande valore – ha affermato in Aula il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –, scaturita dai titoli accademici, dal curriculum professionale e dall’esperienza amministrativa che può vantare, tutti elementi che parlano da soli e che credo non possano essere messi in discussione». Il 56enne è stato anche presidente del Dipartimento e sindaco di Forlì dal 2009 al 2014.
Bonaccini ha commentato anche le polemiche che hanno investito l’Ibc: «In tempi rapididiamo un primo segnale di rilancio dell’Istituto, dopo una vicenda sulla quale ci siamo mossi con estrema velocità, avviando subito verifiche interne sia sul comportamento dei singoli sia sulla gestione dell’Ibc, presentando un esposto alla guardia di finanza, fino all’idea di voler riformare l’Istituto, progetto sul quale ci confronteremo con l’assemblea legislativa e che ha bisogno del ritorno al pieno funzionamento dell’ente, a partire anche dalla nomina del nuovo presidente».
Su quanto successo all’Ibc, l’Ufficio per i procedimenti disciplinari della Regione ha deciso l’apertura di 10 procedimenti disciplinari a carico di altrettanti dipendenti dell’Istituto. L’avvio dei procedimenti serve ad acquisire elementi per verificare la correttezza o meno dei comportamenti dei dipendenti e l’esistenza di eventuali profili legati al decoro e al danno d’immagine dell’Ibc, istituto regionale, e della Regione stessa. Per uno di loro è stata decisa anche la sospensione dal servizio e dallo stipendio, dopo che aveva ammesso le proprie responsabilità in merito alla mancata timbratura pur essendosi allontanato dalla sede dell’Istituto in orario di lavoro: per lui la sanzione potrà arrivare fino al licenziamento, viceversa, se sarà accertata la correttezza dei comportamenti, gli verrà resa la somma di denaro trattenuta con la sospensione. Entro la metà di maggio, l’Ufficio per i procedimenti disciplinari sentirà tutti i dipendenti per i quali è stato avviato il procedimento disciplinare, per ascoltare la loro versione dei fatti. È poi al lavoro il collegio ispettivo straordinario, anch’esso esterno all’Ibc, che sta svolgendo verifiche sulla gestione amministrativa, contabile e del personale dell’Istituto.
«“Proporre e votare in aula il nome di Balzani come nuovo presidente dell’Ibc ha confermato il fatto che il Partito Democratico pensa che un ente che dovrebbe essere a rappresentanza del panorama culturale di tutta la regione in realtà sia semplicemente un organo del suo partito. Noi pensiamo che il nuovo presidente dovesse essere scelto attraverso un metodo certamente diverso da quello della mera appartenenza politica». È questo il commento di Andrea Bertani, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. Il grillino sottolinea di non avere nulla da dire riguardo al percorso professionale e culturale di Balzani ma contesta il metodo con il quale il Pd «ha deciso di scegliere al suo interno il nuovo presidente».
In provincia di Ravenna su 116mila ettari di superficie agraria utile il 20 percento circa è coltivato a frumento (13mila ettari a grano tenero e i restanti 10mila a grano duro) con una produzione raccolta in quintali totale pari a 1, 2 milinoi e aggiungendo i dati relativi al mais, circa 5mila ettari coltivati, la percentuale di coltivazione a cereali sul totale degli ettari coltivati in provincia sale al 25 percento. Sono i dati riferiti all’annata 2015 e forniti da Coldiretti che prova a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dei controlli e dell’attenzione sulla provenienza delle materie prime.
«Mi scusi, vedo che i vostri turbanti hanno colori diversi. Cosa significa?»
Passato alla cronaca come “il corso universitario per gli Imam”, ospita in realtà esponenti di spicco di tutte le comunità non cattoliche d’Italia. Sono trenta in tutto gli studenti selezionati. Ognuno di loro rappresenta una comunità. Ci sono musulmani (16), ortodossi (5), sikh (5), ed altri culti cristiani non cattolici (4) come evangelisti e pentecostali. «Un giardino in cui i fiori sono tutti dello stesso colore non sarà mai bello quanto un giardino in cui ci sono tanti colori diversi», mi spiega uno dei sikh, è di Bergamo e di lavoro fa il camionista, ma è qui come sacerdote del culto, anche per questo oggi indossa i suoi sgargianti abiti tradizionali, con cui è difficile passare inosservati. Vengono tutti da città diverse che ricoprono in maniera uniforme il territorio nazionale dal Veneto alla Sicilia.
«Il corso evidenzierà diritti e doveri degli esponenti delle comunità religiose – spiega il professor Cimbalo –, garantiti dall’ordinamento italiano, per facilitare la piena integrazione dei fedeli nella società ospitante e a promuovere i valori di libertà, pace e dialogo tra appartenenti alle diverse comunità di fede. Particolare attenzione verrà data a temi sensibili come il diritto a disporre di edifici di culto e alle legislazione del settore. Analizzeremo casi di studio legati alla costruzione e gestione di alcune moschee. Parleremo delle norme che regolano matrimoni, delle cerimonie funebri, della macellazione, che benché regolamentata per legge deve tenere conto di pratiche religiose particolari. Ampio spazio lo dedicheremo ai problemi connessi alla disponibilità del proprio corpo e alle pratiche come la circoncisione e la mutilazione dei genitali femminili, la cui pratica è vietata dalla legge dello Stato. Ci soffermeremo sull’abbigliamento e le pratiche identitarie al fine di individuare le garanzie necessarie alla libertà religiosa da un lato e all’obbligo di riconoscibilità sancito dalla legge. Uno degli scopi principali del corso è parlare del ruolo delle comunità di fede e delle confessioni religiose come strumenti per l’integrazione».
I lavori per la realizzazione del nuovo svincolo della statale Adriatica a Pinarella di Cervia – rotatorie, sottopassi e raccordi stradali che costituiscono il nuovo maxi ingresso principale per Cervia, Pinarella e Tagliata per chi proviene da Cesena collegando via Dei Cosmonauti, la statale 16 e la ex Sp 71 bis – entrano nella fase finale. Per permettere di terminare l’opera, dall’8 al 26 maggio – eccetto i venerdì (dal pomeriggio), sabato e domenica – nell’area del nuovo svincolo e sulla strada di collegamento con via Tritone vi saranno limitazioni al traffico.




Martedì 9 maggio, alle 21, alla sala della parrocchia di Santa Maria del Torrione, a Ravenna, si terrà un incontro con il vaticanista del quotidiano “La Stampa” Andrea Tornielli dal tema “4 anni con Papa Francesco. La missione del Pontefice venuto dalla fine del mondo”.
