venerdì
17 Aprile 2026

Dai voucher alla “chiamata”. Dati e numeri dei contratti appena aboliti

Nel 2016 a Ravenna venduti buoni lavoro per 1,8 milioni di euro. Le previsioni della Cgil

Voucherjpg01Ci sono due dati che più di tutti sottolineano l’uso enorme dei voucher che era esploso in provincia di Ravenna prima della loro abolizione. Il primo riguarda il settore in cui questa forma di compenso era più utilizzata: nel 40 percento dei casi era venduta a imprenditori che, al momento di indicare il settore per cui lavoravano, segnavano “altre attività”. Quando si acquistava un buono lavoro era infatti obbligatorio segnalare in quale campo sarebbero poi stati spesi: le opzioni erano molte – dal giardinaggio all’agricoltura – e le “altre attività” erano riconducibili sostanzialmente a due settori, vale a dire edilizia e industria. Secondo Davide Gentilini, responsabile dell’ufficio Studi e Ricerche della Cgil, questo fatto si traduce in una considerazione: «I voucher erano acquistati in maggior parte da aziende per le quali non erano stati pensati».

Il secondo dato da tenere in considerazione è il canale di vendita: nel 2013, dopo la liberalizzazione dei buoni lavoro, il 31 per cento dei buoni lavoro era venduto nelle tabaccherie ravennati. Nel 2017 tale canale di vendita era invece maggioritario: 70 per cento, segno di un uso ormai lievitato. Si stampavano voucher come schedine del lotto, tanto che il giorno precedente all’abolizione i tabaccai sono stati presi d’assalto, segnala il segretario provinciale della Filcams Cgil, Roberto Cornigli. «Un tabaccaio ha venduto in una sola giornata 28mila euro di voucher che possono essere utilizzati fino a fine anno. Non è l’unico caso. Per questo in estate non vedremo sparire questa formula di pagamento ma di certo sarà molto ridimensionata». Cornigli segue un settore – commercio, turismo terziario e servizi – dove la questione è particolarmente sentita.

Tornando ai numeri: nel 2016 a Ravenna sono stati venduti buoni lavoro per 1,8 milioni di euro. Nel 29 per cento dei casi erano utilizzati dal comparto turistico, un dato secondo solo a quello di Rimini. Per il settore, il lavoro in voucher valeva 527.254 euro. Come reagiranno ora le aziende? Per la Cgil «si assisterà con ogni probabilità al ritorno del contratto a chiamata, che è sempre una forma molto precaria ma almeno instaura un rapporto lavorativo a tutti gli effetti che rispetta i contratti nazionali di categoria», aggiunge Cornigli. Questa, prima dell’esplosione dei voucher, era la formula più utilizzata che aveva portato comunque alcuni problemi ai lavoratori stagionali, in primis la difficoltà a raggiungere i giorni di lavoro necessari ad accedere all’indennità di disoccupazione detta Naspi. I dati del centro studi dimostrano che nel 2016, in coincidenza con l’aumento delle vendite dei voucher, si è assistito a una flessione del lavoro intermittente, nel quale appunto vengono compresi i contratti a chiamata (da 4.197 a 3.325 rapporti di lavoro). Discorso analogo vale per il commercio, altro settore in cui i buoni erano molto usati: il 13 per cento del totale era venduto ad aziende del comparto.

Lo strumento era nato in Veneto nel 2008, come misura sperimentale nell’agricoltura ma questo settore, a Ravenna, valeva solo il 4,87 per cento del mercato dei voucher. Residuali anche i lavori domestici (1,6 per cento) e la cultura e lo spettacolo (stessa percentuale) e il giardinaggio (2 per cento). Eppure, dice Gentilini, «proprio nel settore delle piccole manutenzioni o dei servizi in casa i voucher erano una forma di pagamento indicata. È evidente che venivano usati in settori in cui c’erano altre possibilità di assunzione».

La stagione che inizia, secondo Cornigli, sarà «del tutto nuova». Le aziende orienteranno di nuovo le loro politiche lavorative. Per quanto riguarda i lavoratori del settore turistico «con i contratti a chiamata il guadagno è molto legato al clima ma per fare un primo punto della situazione e capire come sono stati sostituiti i voucher dovremo aspettare la metà di giugno».

Scavalca un cancello e scappa in sella a una bici rubata: arrestato pregiudicato

Il giudice, in attesa dell’udienza, gli impone il divieto di dimora in provincia di Ravenna

CatturaI carabinieri lo hanno visto – nel pomeriggio di venerdì – scavalcare il cancello di un’abitazione, a Savio, e dileguarsi in sella a una mountain bike. Dopo un breve inseguimento l’uomo è stato fermati dai carabinieri che sono riusciti a ricostruire la vicenda. La bicicletta, dal valore di circa 300 euro, era appena stata rubata a un cuoco albanese residente in quella via e così il ladro, un marocchino di 31 anni, è stato arrestato per furto aggravato. Si tratta di un pluripregiudicato residente nel Torinese che ha così passato la notte in camera di sicurezza. Il giudice, la mattina dopo, ha convalidato l’arresto e fissato l’udienza in tribunale per il prossimo 13 aprile. Nel frattempo gli è stata imposta la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Ravenna.

“1993”, la serie Sky su Tangentopoli con Raul Gardini, scritta anche da un ravennate

Dopo “1992”, tra gli sceneggiatori c’è ancora Alessandro Fabbri

Fabbri
Alessandro Fabbri (al centro, con la barba) durante la presentazione di 1992

È stata presentata nei giorni scorsi a Cannes in occasione del MipTV la serie “1993”, il secondo capitolo (dopo “1992”) della produzione originale Sky realizzata da Wildside, che racconta gli anni di Tangentopoli. Come la prima stagione, anche questa seconda vede come sceneggiatore il ravennate (ormai da tempo di stanza a Roma) Alessandro Fabbri, scrittore e noto alle cronache locali anche per aver fatto parte inizialmente del comitato artistico-organizzativo di Ravenna 2019, ai tempi della candidatura a Capitale europea della cultura.

“1993”, però, parlerà ravennate anche per la presenza (anche se in un ruolo minore) della figura di Raul Gardini, trovato morto nella sua casa di Milano nel luglio di quel 1993.

Nella serie, che debutterà il 16 maggio su Sky Atlantic HD, diretta anche in questa nuova stagione da Giuseppe Gagliardi, riprendono a distanza di pochi mesi, le vicende di Leo, Veronica, Pietro, Luca e Bibi che, mossi da ambizione, rivincita e vendetta, il pubblico ritroverà nel caos del passaggio tra Prima e Seconda Repubblica. Tra i protagonisti naturalmente Stefano Accorsi, che ha partecipato allo sviluppo creativo della serie, e anche Paolo Pierobon nei panni di Silvio Berlusconi.

Il Ravenna contro il Castelvetro prova a mettere in ghiaccio i playoff

Serie D / Vincendo domani al “Benelli” sui modenesi, sesti a -11, i giallorossi potrebbero conquistare la certezza degli spareggi con quattro giornate d’anticipo. Il mister Antonioli: «Partita difficile, niente cali di tensione»

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Il centrocampista Gianluca Boschetti rientra dalla squalifica

Dopo gli applausi e le conferme strappate nel big match di Imola, che ha lasciato immutata la situazione di classifica, il Ravenna si appresta ad affrontare domani (al Benelli, alle ore 15, arbitro Di Paolo di Chieti) un’altra importante sfida per i riflessi che potrà avere sulla classifica. I giallorossi, infatti, ospitano il Castelvetro, oggi sesto e primo delle escluse dai playoff, con la consapevolezza che una vittoria blinderebbe l’accesso agli spareggi di fine campionato ma anche metterebbe pressione alle due squadre che precedono la squadra di Antonioli. Che adesso ha nel mirino il secondo posto, a rifinire una scalata iniziata proprio dopo il successo a Castelvetro (il primo in trasferta), quando il Ravenna era decimo, senza però avere rinunciato all’idea di raggiungere il primato.

Col rientro dalla squalifica di Boschetti, restano ai box per infortunio Broso e Guagneli. «Dobbiamo evitare cali di tensione in questa fase della stagione – ammonisce il tecnico Mauro Antonioli – dopo la partita di Imola, bella, intensa, giocata davanti ad una grande cornice di pubblico, ma dispendiosa sul piano fisico e mentale. Ci attende un’altra gara difficile, contro un avversario solido e molto motivato visto che è ancora in corsa per entrare nei playoff, e dovremo, quindi, avere la giusta intensità e il giusto atteggiamento. Vincendo potremmo anche avere la matematica certezza dei playoff e possiamo ancora migliorare la nostra posizione di classifica; non possiamo permetterci passi falsi».

Quello di domani è il confronto tra una squadra che ha pareggiato tanto (12 volte il Ravenna) e una che conosce pochissimo il segno “x” (il Castelvetro, quattro pareggi in tutto, due però nelle ultime due partite):  in trasferta, poi, la matricola modenese prima del 2-2 di Castelfranco del 26 marzo fuori casa non aveva conosciuto mezzi termini: o vittorie (cinque) o sconfitte (otto). «Il Castelvetro è una formazione ben attrezzata, costruita per un campionato d’alta classifica, con una coppia di attaccanti di categoria superiore – sottolinea il mister giallorosso – e proprio gli ultimi due pareggi che hanno ottenuto dimostrano come credano ancora nella possibilità di disputare i playoff e non abbiano affatto tirato i remi in barca. Mi auguro che i ragazzi sappiano interpretare al meglio questa gara: entusiasmo, motivazioni e convinzioni non ci mancano».

Processionarie all’asilo: una decina di bambini a casa in lacrime. Uno all’ospedale

Famigliari costretti ad andare a prendere i piccoli. Il mattino dopo la disinfestazione

ProcessionariaUna decina di bambini di un asilo parrocchiale del forese, nel territorio del comune di Ravenna, sono stati dimessi per dermatiti da processionaria. L’episodio si è verificato nella mattinata di venerdì, con genitori e parenti costretti ad andare a prendere bambini in lacrime a causa di evidenti macchie rosse sulla pelle. Uno dei piccoli (di età media di 4 anni) è finito al pronto soccorso per la reazione allergica.

DisinfestazioneI famigliari, che hanno cercato di ricostruire quanto accaduto, confermano che i bambini, ignari della loro pericolosità, avrebbero giocato nel cortile dell’asilo con le processionarie. Si tratta di una sorta di bruco che usa come forma di difesa numerosi peli, urticanti, appunto, al contatto con la pelle. Molto diffusi in primavera, sono insetti che attaccano e nascono in particolare nei pini (da qui il nome “processionaria del pino”) e che sono molto pericolosi soprattutto per i cani, causandone anche la morte.

Questa mattina (il giorno dopo l’accaduto) l’area del giardino dell’asilo è stata disinfestata (vedi foto).

Una bio-piscina galleggiante con una torre di container dorata in Darsena

Svelata l’idea per un laboratorio di ricerca universitaria per studiare lo stato dell’acqua del Candiano

ProgettoUn laboratorio di ricerca universitaria per studiare lo stato dell’acqua nel Candiano. È il progetto di ricerca Blue Darsena Pop Up presentato da Darsena Futura all’interno del bando ministeriale dedicato alla riqualificazione delle periferie. La struttura, progettata dallo studio di architettura “Officina Meme”, nascerà a step e partirà da una stazione di rilevamento che sarà posizionata nell’area di Darsena Pop Up. Si tratta del primo nucleo a terra che, in tempo reale, comunicherà alla stazione lo stato dell’acqua.

In seguito – con tempistiche dipendenti sia dall’esito del bando sia dall’iter burocratico – verrà realizzata una bio-piscina e, utilizzando una piattaforma galleggiante, il laboratorio verrà spostato direttamente sull’acqua. La bio-piscina, in estrema sintesi, isolerà una sezione d’acqua permettendo di monitorarne la qualità e studiando all’interno nuove soluzioni per la bonifica del Candiano, da sempre una delle priorità per la riqualificazione della Darsena.

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Un rendering del progetto di Darsena Pop Up

Per quanto riguarda la prospettiva architettonica, Officina Meme ha pensato alla possibilità di sviluppare la piattaforma su vari livelli,  inserendo oltre a ricerca anche laboratori didattici e attività sportive, tramite una struttura modulare con container – quindi ad uso temporaneo – che si sviluppa verso l’alto e guarda al mare. Il tutto rivestito da una pelle metallica dorata, richiamo ai colori dei mosaici bizantini. La struttura si inserisce nel gioco delle forme del contesto urbano e portuale, riflettendo luce dorata verso l’acqua e la città.

Sul palco 200 attori per i 20 anni di Beppe Aurilia. Che chiede più soldi al Comune

All’Alighieri protagonisti di età ed etnie differenti su bullismo, femminicidio, povertà, amore. L’autore polemico: «Riceviamo pochissimo dall’Amministrazione»

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Beppe Aurilia

La rassegna 2016-2017 del Beppe Aurilia Theatre chiude con “Inno al Teatro”, giunto quest’anno al suo “nono movimento”: in scena (lunedì 10 aprile alle 21 al teatro Alighieri di Ravenna) il direttore artistico della compagnia teatrale Beppe Aurilia porta un’opera da lui scritta e diretta, intitolata JAZZ CAOS II atto. A salire sul palco ci saranno 200 attori di età ed etnie differenti, che insieme al pubblico affronteranno tra un passo di danza e una canzone tematiche molto sentite nella quotidianità, quali il bullismo, il femminicidio, la povertà, l’immigrazione, la cultura e l’amore.
«Non si tratta di un musical: attraverso la musica, il ballo e la recitazione ho costruito uno spettacolo di denuncia fatto di esperienze teatrali, ispirandomi alla tv degli anni ’60 e ’70, dove io condurrò lo “show” in veste di presentatore televisivo», precisa il regista Beppe Aurilia, che con questo Nono movimento di “Inno al Teatro” festeggia i 20 anni di attività a Ravenna. Oltre ad Aurilia, in scena ci saranno Franco Costantini, Marco Wozz Botton, Francesco Manzoni, Khadim Ndiaye e Sumi Ndiaye, questi ultimi parenti stretti dell’attore senegalese scomparso quasi tre anni fa Mandiaye Ndiaye.
La sera del debutto, le porte del teatro saranno aperte dalle 20 per poter permettere agli spettatori di ammirare due mostre allestiste nel foyer: “Nomade Psico II atto”, del pittore Bruno Comini e “Perché i fiori” del fotografo Raffaele Bergami.
Per quanto riguarda il costo e l’acquisto dei biglietti, telefonare allo 0544 501689 o 338 8931619.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.beppeauriliatheatre.it

Al corpo di ballo Crazy Poison Crew si uniranno decine di attori, che tutti assieme danzeranno sulle coreografie hip hop e break dance di Lisa Galli, Mirco Picchetti e Alessandro Ghinassi; suonerà dal vivo l’orchestra della Scuola Media Montanari a indirizzo musicale e della Band Free Style, composta da Stefano Calvano alla batteria, Beppe Orselli al sax, Loris Zaga al contrabbasso, Luca Felloni alla chitarra, Matteo Maida alle percussioni e Antonella Cammilleri alla voce.

Al termine dello spettacolo, intorno alle 22.45, ci sarà il concerto live e la presentazione del disco di Beppe Aurilia (Emajosef) e della Band freestyle Caos liquido. Vi è anche la partecipazione dell’Oratorio San Simone Giuda.
«Dopo 20 anni di attività, posso dire che ai miei laboratori teatrali hanno partecipato migliaia di persone di ogni età, tra anziani, bambini, ragazzi, studenti, disabili e detenuti. Nonostante la vocazione sociale e didattica che sta dietro il lavoro della mia compagnia, riceviamo pochissimi soldi per le nostre produzione. Perciò credo che sia necessario rivedere la nostra convenzione con il Comune», precisa criticamente Beppe Aurilia.

Un po’ di Svezia a Ravenna, alla scoperta della cultura e della moda scandinave

L’associazione SveRa si presenta in Darsena, a poche ore dall’attentato di Stoccolma. Parla la presidente

Stoccolma
Una foto di Stoccolma di Memesullaluna, che esporrà alcuni scatti sui suoi viaggi in Scandinavia durante l’evento

«Ho sempre pensato fosse una città sicura, non immaginavo potesse accadere a Stoccolma…». Come normale che sia, l’ha lasciata praticamente senza parole l’attentato di Stoccolma, lei che svedese lo è e che proprio in questi giorni sta organizzando un evento dedicato alla sua terra d’origine e a tutta la Scandinavia. Lei si chiama Pernilla Vall ed è la presidente di SveRa, la prima associazione culturale svedese a Ravenna fondata pochi mesi fa insieme alla connazionale Anna Zetterström e a Silvia Bettoli. L’abbiamo contattata in occasione del primo evento organizzato per farsi conoscere – solo per una fatalità si terrà due giorni dopo i morti di Stoccolma («e stiamo pensando a un modo per rendere loro omaggio…») – domenica 9 aprile, dal primo pomeriggio fino a sera allo spazio Darsena Pop Up.

L’associazione è nata per promuovere la cultura scandinava, e in particolare svedese, tra i ravennati e gli italiani, che già dimostrano di apprezzare modi di fare e design di quei Paesi. La presidente è arrivata a Ravenna circa 11 anni fa come ragazza alla pari in una famiglia, «poi per vari motivi sono rimasta qui – ci racconta Pernilla Vall –.  Ravenna mi piace perché si può girare in bici ovunque e la città è molto bella, turistica e non troppo grande. L’italia in generale è bellissima e non serve andare lontano per scoprire posti meravigliosi». E come sono i ravennati, e gli italiani in generale, rispetto agli svedesi? «Esprimersi su un popolo è difficile… Ma i ravennati non sono proprio famosi per la loro mente aperta, l’ho sentito dire da molti. Un’altra cosa negativa dell’Italia sono secondo me i datori di lavoro. Qui non c’è flessibilità, empatia: non capiscono che un dipendente felice, soddisfatto e riposato lavora meglio e quindi ci guadagnerebbero anche loro. E poi ecco, il rispetto delle regole e delle leggi in Italia non è proprio totale e per utlimo devo ancora abituarmi a vedere tutte queste case con grate alle finestre e cancelli…».
Per quanto riguarda l’evento, sono in programma laboratori (anche a tema pasquale), giochi (in particolare il Kubb, di origini vichinghe), mostre, letture (in collaborazione con la libreria Momo), merende e aperitivi sia per bambini che per gli adulti, dalle 15 alle 19, con la serata che terminerà con la cena svedese al ristorante Akamì dello spazio Pop Up. In programma anche un corso su usanze, tradizioni e design scandinavi.
Info e programma sulla pagina Facebook a questo link.

Bunge al primo match point a Vibo Valentia per approdare alla Final Four

Superlega / Per la seconda volta nel giro di due settimane in terra calabrese i ravennati domani sfidano la Tonno Callipo nella terza gara dei quarti di finale dei playoff per il 5° posto che assegna il pass per la Challenge Cup. Il coach Soli: «Non sarà facile vincere due gare di fila su un campo complicato e contro un avversario che a questo punto ha meno da perdere di noi e quindi sarà più sereno»

VOLLEY PALLAVOLO. BUNGE RAVENNA TONNO CALLIPO VIBO VALENTIA
Il centrale della Bunge Fabio Ricci

Primo match per la Bunge, che domani ha la possibilità di chiudere la serie e staccare subito il pass per la Final Four. Domani, per la seconda volta nel giro di due settimane a Vibo Valentia, la squadra di Soli sfida la Tonno Callipo (fischio d’inizio alle ore 18, arbitri Alessandro Tanasi di Siracusa e Matteo Cipolla di Palermo) nella terza gara dei quarti di finale dei playoff per il 5° posto che assegna il pass per la Challenge Cup. I ravennati sono in vantaggio 2-0 grazie ai successi centrati in terra calabrese e a Forlì e cercano quindi di terminare la serie che è al meglio delle tre partite su cinque. In caso di passaggio del turno (gli eventuali altri incontri sono in programma giovedì 13 aprile a Ravenna e domenica 16 aprile a Vibo) Lyneel e compagni affronteranno nella semifinale della Final Four la vincente della sfida tra Verona e Sora (al momento sono in vantaggio i veneti 2-0). «Siamo avanti 2-0 e non credo ci sia una sorta di appagamento nel gruppo – spiega il tecnico Fabio Soli – in quanto l’obiettivo di chiudere la serie è molto vicino e può dare degli stimoli ulteriori. Non ci vogliamo complicare la vita e, in caso di passaggio del turno, ci sarebbe inoltre la possibilità di risparmiare energie preziose e preparare con calma l’eventuale Final Four. Piuttosto non sarà facile vincere due gare di fila a Vibo Valentia, su un campo complicato e contro un avversario che a questo punto ha meno da perdere di noi e quindi sarà più sereno».

Per il match di domani Soli recupera Spirito, che per tutta la settimana si è allenato regolarmente nel gruppo, ma è probabile la conferma in regia di Leoni, che dovrebbe comporre il sestetto iniziale assieme all’opposto Torres, gli schiacciatori Lyneel  e Van Garderen, i centrali Bossi e Ricci e il libero Goi. «Mi aspetto una gara dura e nervosa, con la Tonno Callipo che proverà soluzioni alternative per metterci in difficoltà. Ai miei ragazzi chiedo un ulteriore sforzo, sia per riscattare la sconfitta nell’ultima giornata della regular season, sia per continuare a mostrarsi in una vetrina comunque importante come quella dei playoff per il quinto posto. E’ chiaro che nelle gambe e nelle braccia ci sono un po’ di scorie per una stagione molto intensa, ma una volta che scenderemo in campo ci lasceremo alle spalle la stanchezza. Rispetto alle partite precedenti non mi aspetto grandi cambiamenti: i nostri avversari proveranno a colpirci con la rotazione dei tre centrali e con l’eventuale utilizzo di Corrado. In primo luogo dovremo però pensare a noi stessi – termina Soli – ed essere più pazienti e costanti nel gioco rispetto a Vibo».

La Tonno Callipo continua ad avere problemi nel reparto schiacciatori, con il coach Waldo Kantor che deve rinunciare all’utilizzo del brasiliano Barreto Silva “Kadu”, sospeso in via cautelare dal Tribunale Nazionale Antidoping, e con ogni probabilità anche all’opposto ceco Rejlek. La formazione dovrebbe quindi essere composta dal palleggiatore Coscione in diagonale con Michalovic, da Thiago Alves e Geiler in banda, da Diamantini e Deivid Costa al centro, con Barone pronto a subentrare ai compagni in caso di necessità, e da Marra in seconda linea. La partita sarà trasmessa in diretta domani dalle ore 18 su Lega Volley Channel (piattaforma Sportube).

Giulietto Chiesa a Ravenna per il comitato No Guerra No Nato

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Giulietto Chiesa

Lunedì 10 aprile alle 20.45 alla sala D’Attorre di via Ponte Marino 2 a Ravenna verrà presentato il comitato ravennate della rete nazionale No Guerra No Nato (NGNN).

La rete chiede alle istituzioni pubbliche di aprire un confronto relativo «ai reali obiettivi di un organismo come la Nato e all’opportunità di rivedere l’appartenenza dell’Italia a tale organizzazione, definita come un’organizzazione internazionale per la collaborazione nel settore della difesa – si legge in una nota inviata alla stampa – ma che tuttavia, dopo la caduta del muro di Berlino del 1989, si è sempre più orientata come un ambito di collaborazione militare tra Paesi aderenti stravolgendo la sua natura originaria». Inoltre la rete Ngnn chiede che venga rispettato «il trattato di non proliferazione delle armi nucleari, ratificato dal governo italiano nel 1975 e mai realmente attuato».

Per l’occasione sarà a Ravenna Giulietto Chiesa, studioso di politica internazionale, giornalista e politico (recentemente criticato per le sue teorie ritenute complottiste) corrispondente da Mosca per L’Unità e La Stampa, oltre che per il Tg1, Tg3 e Tg5 e attualmente impegnato con l’emittente Pandora TV.
Chiesa presenterà fra le varie cose il suo ultimo libro: Putinfobia uscito nel 2016 per le Edizioni Piemme e farà un’analisi delle più recenti vicende internazionali, con particolare riguardo per gli eventi che in questi giorni si stanno verificando in Russia.

L’ingresso alla conferenza “Siamo in guerra?” è gratuito e in collaborazione con il gruppo consiliare di Ravenna in Comune e con il circolo ravennate “Vilma Espin” dell’Associazione Italia-Cuba.

Ancora ritardi per la ruota panoramica in darsena: aprirà il 12 aprile

Doveva inaugurare il 1° aprile. Poi sabato 8, ora il nuovo slittamento.

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Che sia stato un Pesce d’aprile? Domanda legittima, visto che la ruota panoramica in darsena, a Ravenna, avrebbe dovuto essere installata l’1 aprile, per restarvi un mese, fino al 1° maggio. Poi l’annuncio del Comune: arriverà con una settimana di ritardo. Anche sul sito istituzionale dedicato agli eventi del territorio l’inaugurazione era stata aggiornata a sabato 8 aprile. Ma della ruota panoramica (a costo zero per l’Amministrazione) ancora non ci sono notizie. E infatti dal Comune ci confermano che i promotori (una ditta forlivese) hanno avuto dei piccoli problemi e che hanno aggiornato nuovamente la data dell’apertura. Tutto dovrebbe essere pronto per mercoledì 12 aprile, mentre la data di chiusura pare resterà la stessa.

Si tratta di quella che viene descritta come la ruota semi-movibile più alta in Italia, con una capacità massima di 127 persone, altra poco meno di 40 metri. Sarà installata nei pressi di piazzale Aldo Moro e sarà aperta nei giorni prefestivi e festivi dalle 10 alle 22; tutti gli altri giorni dalle 15 alle 20. Biglietti a 5 euro (ridotti 4).

Si finge incaricata delle Poste e ruba la pensione a due novantenni

Ladra dai modi gentili in fuga con 1.200 euro in contanti. L’appello dei carabinieri

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Foto di repertorio

Si è presentata alla porta della casa di una coppia di 90enni, in centro a Faenza, fingendosi un’incaricata di Poste Italiane, dicendo ai due anziani che avrebbe dovuto controllare il loro libretto della pensione.  Una volta entrata grazie ai suoi modi gentili, è riuscita così a convincere la padrona di casa a mostrarle il libretto e, non appena viste le banconote, le ha strappate di mano alla 90enne, che ha accusato anche un leggero malore per lo spavento. La ladra è quindi riuscita a scappare con circa 1.200 euro in contanti. Uscita di casa – secondo alcune testimonianze – ha trovato anche il tempo per salutare con modi gentili un vicino di casa, prima di salire a bordo dell’utilitaria del complice che l’attendeva in strada e fuggire.

I carabinieri stanno ora cercando di risalire alla sua identità e rivolgono un appello in particolare agli anziani: mai aprire la porta a sedicenti incaricati di enti istituzionali. Piuttosto è bene chiamare il 112…

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