mercoledì
22 Aprile 2026

Vasco Errani verso l’addio al Pd «Parlerò solo sabato alla sala Strocchi»

L’ex presidente della Regione non smentisce La Repubblica

«Al di là di quanto scrivono i giornali, io parlerò di politica solo sabato, alla riunione del mio circolo di Ravenna. Fino ad allora non farò dichiarazioni di nessun tipo sui temi del Partito Democratico». Vasco Errani, ex presidente dell’Emilia-Romagna e attuale commissario per la ricostruzione post sisma, dove lo ha voluto l’ex premier Matteo Renzi e dove l’attuale, Paolo Gentiloni, lo ha confermato, non smentisce il possibile addio al Pd, nonostante la richiesta di confermare dichiarazioni in tal senso riportate da La Repubblica e a lui attribuite.

Errani ha risposto rinviando la conferma o meno a un appuntamento al Circolo Pd cui è iscritto, sabato pomeriggio alle 14,30 alla Sala Strocchi di via Maggiore, richiesto «con preoccupazione» sullo stato del Pd da alcuni iscritti e militanti. Errani non ha mai nascosto la sua vicinanza con Pier Luigi Bersani. (Ansa.it)

Si fingono muratori per rubare materiale edile in cantiere: tre cugini arrestati

Avevano caricato su un camion ponteggi e pedane del valore di 5mila euro: scoperti grazie alla segnalazione di un passante

Un passante li ha visti all’interno di un cantiere edile dove i lavori sono fermi da tempo, la mattina del 21 febbraio in via Ravegnana a Faenza, che stavano caricando attrezzature su un camion e ha segnalato l’episodio al 112: i carabinieri hanno così fermato il veicolo che si stava allontanando e hanno scoperto che non erano muratori come dicevano ma ladri che avevano asportato ponteggi e pedane metalliche per un valore di 5mila euro riconosciuto dal responsabile del cantiere. Sono stati arrestati tre cugini calabresi – di 26, 32 e 34 anni – residenti a Conselice ma da pochi giorni domiciliati a Bagnara di Romagna. Questo pomeriggio, in tribunale a Ravenna, il giudice ha convalidato l’arresto e concesso i termini a difesa: i tre sono stati sottoposti agli arresti domiciliari fino al giorno del processo fissato per il 27 febbraio.

Subaffitta a un irregolare: denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione

L’immigrato fermato in strada mentre spacciava

Erano le 15 di ieri, 21 febbraio, quando i carabinieri della stazione di Via Alberoni, al comando del maresciallo Vianello, hanno notato una coppia di uomini che dialogavano in via Diaz e uno dei due, dopo aver afferrato un involucro dalle mani dell’altro, si allontanava in fretta. I carabinieri sono intervenuti bloccando entrambi: l’uomo che si stava allontanando ha gettato a terra un involucro contenente 2,5 grammi di eroina mentre l’altro, un tunisino 37enne, irregolare in Italia, tentava di darsi alla fuga: addosso aveva circa 350 euro in banconote da piccolo taglio. L’attività dei militari proseguiva al domicilio dello straniero, dove si accertava che lo stesso era in un subaffitto da un 50enne italiano, che ora risponderà del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il saluto di Bebe Vio alla famiglia Villa, 4 anni dopo la morte della piccola Ester

Intanto i genitori della bimba uccisa nel 2013 dalla meningite chiedono alla Regione di adottare il test del Meyer di Firenze

«Godetevi la vita e divertitevi», firmato Bebe Vio. La celebre campionessa paraolimpica divenuta simbolo dell’Italia nel mondo ha inviato un videomessaggio alla famiglia Villa nel giorno del quarto anniversario della morte della piccola Ester. Lei, Bebe, che a causa di una meningite fulminante dall’età di 11 anni non ha più né braccia né gambe, non poteva restare insensibile alla storia di Ester che invece non ha potuto farcela, morta a soli dieci mesi, il 20 febbraio 2013, per una forma di meningite da pneumococco. A differenza di Bebe (che ora invece è diventata anche una testimonial a livello nazionale a favore della vaccinazione), Ester era stata vaccinata e a causare quella tragedia fu un germe con sierotipo diverso, piuttosto raro. Solo quattro giorni prima i genitori la portarono all’ospedale con la febbre a 40, dopo che la sera precedente era anche caduta, sbattendo la testa, ma la piccola venne dimessa dopo pochi minuti con una diagnosi di influenza. Da quella prima visita in particolare era nata la battaglia giudiziaria della famiglia, terminata pochi mesi fa con l’archiviazione del tribunale del procedimento penale che vedeva tre medici sotto inchiesta per omicidio colposo (vedi articoli tra i correlati qui a fianco).

Quando ancora non era famosa, nel 2014, Bebe Vio, notata casualmente su Facebook, aveva fatto commuovere il padre di Ester, Stefano Villa, che in un commento l’aveva definita come una figlia, pensando a come sarebbe potuta essere Ester se fosse stata visitata in prima battuta meno «superficialmente», per usare la parole utilizzata dal tribunale. Probabilmente si starebbe godendo la vita come fa giustamente ora, tra tanti sacrifici, Bebe Vio. Il videomessaggio è stato realizzato grazie all’intermediazione delle educatrici dell’asilo nido di Ester, che si ricordavano di quell’aneddoto sui social network e hanno ricordato la piccola in questo quarto anniversario della morte anche con un aquilone appeso fuori dall’ingresso della struttura.

I genitori di Ester – Stefano Villa e Maria Filannino – continuano nel loro impegno per fare in modo che a nessuno possa capitare nuovamente quello che è successo alla loro piccola: sempre in occasione del quarto anniversario della morte, per esempio, hanno inviato una richiesta formale all’assessore regionale alle Politiche alla Salute, Sergio Venturi, per chiedere la valutazione e l’adozione anche su tutto il territorio regionale del test molecolare messo a punto da ricercatori e medici del Meyer di Firenze che permette di individuare molto rapidamente e con molta precisione il batterio causa della grave infezione nel paziente ammalato. Una rapida individuazione della meningite, infatti, aumenta esponenzialmente le possibilità di guarigione.

L’annuncio arriva dal blog (a questo link) realizzato dai genitori per creare uno spazio in cui la storia di Ester abbia l’unico senso possibile, quello di evitare le inadempienze in campo medico-sanitario, e che ha già portato – a quanto pare – all’individuazione di nuove prassi in pediatria e negli studi pediatrici di Ravenna.

Come ricorda anche Bebe Vio nel messaggio, la coppia ha due figli, Emilio, nato nel 2015, e Diana, la primogenita, di quasi 8 anni. Quest’anno la piccola Ester avrebbe compiuto 5 anni.

Scritte sui muri contro il sindaco di Lugo Ranalli: «Non ci faremo intimidire»

Minacce e ingiurie su una cabina elettrica. Solidarietà dal ministro  

Scritte ingiuriose e minacce, oltre che una svastica, sui muri di una cabina elettrica di Lugo contro il sindaco del Pd Davide Ranalli. A esprimergli «vicinanza e solidarietà» anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che ha telefonato a Ranelli definendo le scritte «intimidazioni intollerabili», invitando il Primo cittadino ad «andare avanti con il proprio lavoro».

Ranalli su Facebook ha ringraziato chi ha espresso solidarietà, «tutti gli esponenti delle forze politiche, di maggioranza e di opposizione che mi hanno inviato messaggi di vicinanza» e i suoi collaboratori «che hanno vissuto con me un pomeriggio non facile».

«Un grande grazie al ministro Andrea Orlando che questa sera non mi ha fatto mancare la sua vicinanza con una lunga e affettuosa telefonata – ha concluso il suo post Ranalli –. Non ci faremo intimidire. Andremo avanti, ripudiando la violenza e le minacce».

Le scarpe rosse incastrano i ladri Il video del primo raid notturno al bar

Il colore delle calzature visibile nei filmati e poi notate dai carabinieri ai piedi di un sospettato. Accusati di dieci colpi fatti con danni ingenti

Il primo indizio che li ha messi nei guai è stato un paio di scarpe rosse. Le indossava uno dei quattro uomini ripresi dalle telecamere di videosorveglianza durante l’assalto notturno del 4 gennaio al bar della stazione di Brisighella e una settimana dopo le indossava uno degli uomini a bordo di un’auto fermata dai carabinieri che stavano tenendo d’occhio la vettura. Il dettaglio non è sfuggito ai militari. C’è anche questo nell’indagine dell’Arma durata un mese e mezzo e conclusa con un fermo della procura per tre uomini: secondo l’accusa sono i componenti di una banda di professionisti del furto, responsabili di una decina di colpi sparsi tra il territorio faentino e la provincia di Bologna dall’inizio del 2017 a oggi. Hanno precedenti specifici, uno anche una condanna per tentato omicidio: anni fa a Lugo sparò a un connazionale in un regolamento di conti. Hetem Pellumbi e Enxrhi Bardhi sono stati arrestati a Reggio Emilia dove erano ospiti di connazionali. Nell’udienza di convalida del fermo, alla domanda del giudice per le indagini preliminari sulle loro divagazioni notturne per le vie dei paesi hanno risposto che cercavano un hotel.

A dare lo slancio iniziale all’indagine è stato l’innata capacità investigativa di una donna residente a Riolo Terme. È stata lei – una decina di giorni dopo il furto al bar diventato rapina impropria perché la banda ha tentato di investire il comandante della locale stazione dei carabinieri intervenuto fuori servizio – a segnalare alla polizia municipale la presenza di un furgone in sosta nella sua via e un’auto che faceva la spola dal veicolo. La donna ha trascritto la targa, rivelatasi un elemento prezioso per le indagini. Da quel momento gli uomini dell’Arma sono diventati segugi sulle tracce dei sospettati: «Abbiamo fatto la loro stessa vita, uscendo ogni notte per pedinarli, tenendoci alla necessaria distanza per non essere visti», ha spiegato il capitano Cristiano Marella, comandante della compagnia di Faenza.

È emerso che i tre vivevano in un appartamento di Castelbolognese occupato abusivamente all’insaputa del titolare che non vive in paese e credeva che l’immobile fosse disabitato. Gli obiettivi preferiti erano case, aziende agricole e bar. Colpivano sempre di notte, entrando in azione anche più giorni consecutivi e mettendo a segno anche più di un colpo ogni notte. Nelle ore pomeridiane facevano i sopralluoghi e poi la sera uscivano dirigendosi diretti sull’obiettivo: utilizzavano una Fiat Punto come auto pulita e furgoni rubati per caricare il bottino. Armati di mazze da muratore, picconi o altri arnesi da scasso, si avventavano con furia sulle proprietà da svaligiare: porte e serrande abbattute, ambienti ribaltati sottosopra e poi via.

Reddito di solidarietà: da 80 a 400 euro al mese per i redditi sotto a 3mila euro

La Regione stanzia 35 milioni: contributo accreditato su una card prepagata. I beneficiari coinvolti in progetto di inserimento lavorativo

I nuclei familiari di cui almeno un componente è residente in Emilia Romagna da almeno 24 mesi, con reddito Isee non superiore a tremila euro, potranno beneficiare del Reddito di solidarietà (Res) istituito dalla Regione che ha stanziato 35 milioni di euro: il contributo andrà da un minimo di 80 euro al mese, per i nuclei composti da una sola persona, a un massimo di 400, per quelli composti da cinque o più membri.

L’erogazione del Res avverrà bimestralmente con accredito su un’apposita carta acquisti prepagata. Il Reddito di solidarietà allarga quindi la platea di coloro che possono beneficiare del Sostegno all’inclusione attiva (Sia), la misura messa in campo dal governo a livello nazionale e già attiva da alcuni mesi.

I beneficiari del Res saranno coinvolti in un progetto di attivazione sociale e di inserimento lavorativo «con l’obiettivo – si legge nel comunicato diffuso da Bologna – di favorire l’occupazione delle persone in età da lavoro e di combattere l’esclusione sociale per coloro che non sono nelle condizioni di poter lavorare».

«Il regolamento sul Reddito di solidarietà presentato in Commissione è un altro importante tassello dell’ampio pacchetto regionale di politiche per il contrasto alla povertà – afferma la vicepresidente della Regione Emilia Romagna e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini –. La misura regionale che l’Emilia Romagna mette in campo, estende infatti il sostegno al reddito a tutti i nuclei familiari, anche senza minori, o non in grado di accedere alla misura nazionale, ovvero il Sostegno all’inclusione attiva. Quest’ultimo provvedimento per le famiglie con minori è già partito da alcuni mesi e proprio in questi giorni sono state apportate dal governo importanti modifiche che semplificano i criteri di attribuzione e permettono una più estesa distribuzione».

Reddito di solidarietà: da 80 a 400 euro al mese per i redditi sotto a 3mila euro

La Regione stanzia 35 milioni: contributo accreditato su una card prepagata. I beneficiari coinvolti in progetto di inserimento lavorativo

I nuclei familiari di cui almeno un componente è residente in Emilia Romagna da almeno 24 mesi, con reddito Isee non superiore a tremila euro, potranno beneficiare del Reddito di solidarietà (Res) istituito dalla Regione che ha stanziato 35 milioni di euro: il contributo andrà da un minimo di 80 euro al mese, per i nuclei composti da una sola persona, a un massimo di 400, per quelli composti da cinque o più membri.

L’erogazione del Res avverrà bimestralmente con accredito su un’apposita carta acquisti prepagata. Il Reddito di solidarietà allarga quindi la platea di coloro che possono beneficiare del Sostegno all’inclusione attiva (Sia), la misura messa in campo dal governo a livello nazionale e già attiva da alcuni mesi.

I beneficiari del Res saranno coinvolti in un progetto di attivazione sociale e di inserimento lavorativo «con l’obiettivo – si legge nel comunicato diffuso da Bologna – di favorire l’occupazione delle persone in età da lavoro e di combattere l’esclusione sociale per coloro che non sono nelle condizioni di poter lavorare».

«Il regolamento sul Reddito di solidarietà presentato in Commissione è un altro importante tassello dell’ampio pacchetto regionale di politiche per il contrasto alla povertà – afferma la vicepresidente della Regione Emilia Romagna e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini –. La misura regionale che l’Emilia Romagna mette in campo, estende infatti il sostegno al reddito a tutti i nuclei familiari, anche senza minori, o non in grado di accedere alla misura nazionale, ovvero il Sostegno all’inclusione attiva. Quest’ultimo provvedimento per le famiglie con minori è già partito da alcuni mesi e proprio in questi giorni sono state apportate dal governo importanti modifiche che semplificano i criteri di attribuzione e permettono una più estesa distribuzione».

Il ministro dello Sport ospite a Casola: «Entro due mesi i soldi per il campo»

Nel 2015 la frana: lo Stato pronto a stanziare 1,2 milioni da sommare ai 300mila euro della Regione. Il sindaco: «Speriamo pronto nel 2019»

Entro due mesi arriveranno i soldi dallo Stato (1,2 milioni di euro) per realizzare il nuovo campo sportivo a Casola Valsenio al posto di quello che nel 2015 crollò per una frana nel letto del torrente Senio. L’annuncio è del ministro dello Sport, Luca Lotti, intervenuto il 20 febbraio nella località faentina all’incontro pubblico dedicato al tema “Sviluppo e valorizzazione degli impianti sportivi”.

Le risorse annunciate da Lotti arriveranno dalle rimanenze del bando del Coni “Sport e periferie” e con il finanziamento già ottenuto a livello regionale di altri 300mila euro si arriverebbe a 1,5 milioni necessari per l’opera.

Scontata la soddisfazione del sindaco Nicola Iseppi: «Una notizia come quella data dal ministro Lotti non ci può che regalare grande soddisfazione. Sappiamo che la risoluzione è ancora lunga e non irta di ostacoli ma le dichiarazioni del ministro ci aiutano a chiarire meglio l’evoluzione, i tempi e i modi per la creazione del nuovo impianto sportivo del nostro Comune. Il nostro obiettivo è quello di riuscire entro il 2019 ad avere il complesso sportivo terminato. Lavoreremo perché questo possa avvenire».

Saccheggiavano bar, aziende e case a colpi di mazza: due arresti

Latitante il terzo elemento della banda accusata di una decina di colpi a partire da quello al bar della stazione di Brisighella

Aziende agricole, bar e case erano gli obiettivi preferiti per le loro razzie notturne a colpi di piccone o mazza: non andavano troppo per il sottile pur di mettere le mani sul bottino ma, dopo un mese e mezzo di indagini dei carabinieri, ora tre albanesi di età compresa tra 22 e 35 anni sono chiamati a rispondere di una decina di furti commessi dall’inizio dell’anno soprattutto nel territorio faentino. La procura ha emesso un fermo per indiziato di delitto: l’arresto di due membri della banda, avvenuto a Reggio Emilia nel weekend del 18-19 febbraio, è già stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari mentre il terzo elemento del sodalizio al momento è latitante. L’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Faenza è partita dal furto messo a segno il 4 gennaio nel bar della stazione ferroviaria di Brisighella. In quell’occasione intervenne il comandante dell’Arma locale mentre era fuori servizio: l’arrivo del militare mise in fuga i banditi che tentarono di investirlo con il furgone usato per caricare la refurtiva.

A seguire il servizio completo.

Ravenna e Cervia al lavoro insieme per il turismo

Verso la Dmo con i privati tra i due Comuni. Intanto Palazzo Merlato ha appena chiuso due bandi da 100mila euro per la promozione

Ravenna e Cervia, insieme, totalizzano 6,1 dei 6,5 milioni di presenze turistiche registrate nel 2016 a Ravenna. È evidente che una collaborazione tra i due Comuni potrebbe portare risultati importanti. E così si è avviato un percorso che dovrà portare alla costituzione di una Dmo, ossia un’organizzazione – sull’esempio vincente, a quanto pare, della vicina Bologna – con il compito di promuovere la destinazione turistica e di favorire l’integrazione dei servizi offerti dagli operatori.

«Con Cervia – è la conferma dell’assessore al Turismo del Comune di Ravenna, Giacomo Costantini – abbiamo già previsto una compartecipazione su alcune fiere, per cui abbiamo condiviso anche un piano con le associazioni di categoria per suddividere le partecipazioni tra Amministrazione, società di campeggi, Ravenna Incoming e altri soggetti». L’obiettivo, continua Costantini, «condiviso con Cervia, è darci una struttura unica per la quale stiamo valutando un percorso che rispetti tutti i passi previsti dalla legge, per una promocommercializzazione che veda coinvolti in primo luogo i privati, perché il loro obiettivo è sempre anche il nostro, spesso qualcuno se lo dimentica…».

Ravenna però per la sua promozione si è già mossa con la pubblicazione di due bandi pubblici, appena chiusi: uno per un servizio di strategia di co­municazione per la Desti­na­zione Ra­venna (progettazione grafica, produzione contenuti e campagne di web mar­keting); l’altro per studiare la reputazione dei lidi ravennati al fine di programmare poi strategie future. Bandi che saranno finanziati dal Co­mu­ne con poco meno di 100mila euro da pescare tra gli introiti previsti dalla tassa di soggiorno, a bilancio circa 1,8 milioni per il 2017, da reinvestire interamente sul comparto turistico. A questa somma vanno aggiunti gli investimenti per gli eventi, tra cui il prossimo Natale, quasi 400mila euro con cui finanziare anche altre iniziative in compartecipazione, ritenute dall’appeal turistico.

Tra i progetti in campo resta il cosiddetto biglietto unico, con lo Stato che pare stia facendo pressing sul Comune per trovare un accordo con la Curia per una gestione il più possibile condivisa dei monumenti (vedi l’elenco e i dati a pagina 10). «Di questa partita non me ne occupo direttamente come assessorato, ma posso dire che più che un biglietto unico, ormai una chimera, l’obiettivo è arrivare a un “biglietto utile”, con un dialogo aperto tra tutti i gestori per mettere il turista al centro, dargli le migliori condizioni di fruibilità: ci lavoreremo».

Al momento c’è però la Romagna Visit Card, in continua crescita. «Una grande risorsa, grazie anche all’allargamento nel Fer­rarese – commenta Costan­tini –, che gli operatori dovrebbero imparare a sfruttare. Perché, mi chiedo, non utilizzare per esempio la grande mostra di Forlì per fare turismo anche a Ravenna? Sono pochi chilometri e la card in questo senso è un valore aggiunto». Tra i progetti a lungo termine c’è poi quello legato al turismo slow. «Abbiamo un parco naturale da sfruttare, pieno di riferimenti storici: stiamo lavorando a una progettazione in grado di poter accedere a bandi e risorse europee, penso a una comunicazione semplice, incentrata su 200 chilometri di pista cicloturistica. Ma ci sono da rendere fruibili i percorsi, concordare vari passaggi, mapparli digitalmente, realizzare la segnaletica…».

Ruba in due aziende nella stessa sera, 28enne scoperta col furgone ancora pieno

Denunciata una ragazza tradita… dal proprio Ducato

Con il suo Fiat Ducato aveva messo a segno due colpi nel giro di poche ore in altrettante aziende di Cotignola, rubando in una diversi pannelli utilizzati nell’edilizia e nell’altra diversi prodotti di carpenteria e 12 spirali in acciaio per un valore complessivo di circa 2.500 euro. Il tutto è stato ritrovato in parte ancora dentro al furgone e in parte nel cortile della casa del responsabile, una donna di 28 anni con numerosi precedenti di polizia per danneggiamento, ricettazione, furto e falsa attestazione a pubblico ufficiale. La ladra è stata individuata semplicemente in quanto titolare del furgone, notato da testimoni e registrato dalle telecamere di videosorveglianza. I poliziotti così non hanno fatto altro che fare subito visita alla 28enne nella sua casa in campagna ai confini con il comune di Russi, dove il Ducato aveva il motore ancora caldo. La giovane è stata denunciata per ricettazione.

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