venerdì
24 Aprile 2026

Selen propone su Facebook una cena con i fan e piovono centinaia di adesioni

La 50enne Luce Caponegro ha lasciato le scene hard dal 1999, ora ha un centro benessere: «Non la solita ospitata in discoteca, un’idea un po’ folle ma bellissima per chiacchierare come vecchi amici»

L’ha buttata là su Facebook di notte specificando che si tratta di «un’idea un po’ folle ma bellissima» e in meno di ventiquattro ore sono arrivate centinaia di adesioni: difficile pensare che potesse andare diversamente se Luce Caponegro, la 50enne ravennate che nel 1999 ha chiuso la sua carriera nel porno dove era nota come Selen, propone «una cena dove poterci conoscere e chiacchierare come vecchi amici». L’idea è quella di «una cena informale e non un’ospitata in discoteca dove al massimo ci si fa una foto insieme». Il post pubblicato alle 23 del 14 gennaio sulla sua pagina “Luce Caponegro (Selen)”, che conta oltre 17mila fan, si conclude così: «Non sarebbe bello?».

Le reazioni sono un plebiscito: mille e duecento like e oltre 500 commenti, praticamente solo adesioni. Sì, in effetti c’è anche qualcuno che si premura di farle sapere che purtroppo non avrà modo di partecipare e c’è pure qualcuno che fa un po’ il prezioso precisando che avrà bisogno di saperlo per tempo, ma il grosso dei fan non ha avuto dubbi. Visti i numeri, almeno quelli virtuali del social network, qualcuno ha fatto esercizio di pragmatismo interrogandosi sulle questioni logistiche. Le risposte non hanno tardato: c’è infatti chi propone di organizzare dei turni, chi propone una cena itinerante in varie città, qualcuno dice che servirebbe uno stadio, qualcun altro invece ha idee diverse e pubblica la foto di una tavola già apparecchiata per una cena romantica in due a lume di candela, un ristoratore propone il suo locale. Tra le adesioni più entusiastiche c’è quella di chi pensa che sarebbe come toccare il cielo con un dito, di chi dice che poi potrà fare anche dieci anni di digiuno, di chi dice che aspetta un momento così da anni. E poi non manca quello che della cena se ne frega e va molto sul prosaico: «Se posso permettermi sei sempre molto gnocca».

L’ex attrice hard, che dopo l’addio alle scene a luci rosse ha percorso altre strade artistiche fra teatro, musica e cinema e oggi è titolare di un centro benessere, è da poco rientrata da una vacanza in Sri Lanka, il regalo di compleanno che si è fatta dopo aver spento 50 candeline lo scorso 17 dicembre: «Assieme a lei l’unico vero amore della sua vita: il piccolo figlio Gabriele», scriveva prima della partenza l’ufficio stampa. Che ricordava anche come Luce avesse partecipato alla Settimana Vip in Val di Fassa organizzata dall’Union Hotel in collaborazione con la Ale Piva Production: «Sembrava sul punto di sbocciare un flirt con l’attore di fiction Andrea Montovoli, ma poi Luce si è avvicinata ad Alex, intrigante carrozziere di Lugo, fino a quando non ha conosciuto il campione del mondo di karate Stefano Maniscalco, un bronzo di Riace di due metri col quale, ammettiamolo, non è semplice concorrere. Che sia stato lui il suo regalo di compleanno?».

Vento forte e mare molto mosso: vietato l’accesso a dighe e moli

Allerta di protezione civile: la capitaneria ricorda la sua ordinanza

Allerta di protezione civile in Emilia-Romagna per vento e stato del mare dalle 6 di lunedì alle 24 di mercoledì 18 gennaio. Un intenso flusso di correnti settentrionali – si legge nella nota di attivazione della fase di attenzione – inizierà ad interessare la fascia costiera e i rilievi a partire dalla mattina di domani.

Sono previsti venti forti da nord est sui rilievi (in particolare le aree di crinale) con vento medio attorno ai 70 km/h e raffiche fino a 90 km/h. Anche i settori costieri saranno interessati da venti forti, con valori medi sempre di 70 km/h e raffiche fino a 90 km/h. Il mare risulterà da molto mosso ad agitato. Esaurimento dei fenomeni da giovedì.

La Capitaneria di porto di Ravenna sensibilizza in una nota la cittadinanza al rispetto della propria ordinanza che, tra l’altro, prevede il divieto di accesso alle dighe foranee e sui moli guardiani del porto di Ravenna.

Cantieri in arrivo tra piste ciclabili, ponti e l’attesa nuova scuola di Lido Adriano

Sbarre in piazza Baracca. E strisce intelligenti in viale Alberti Lavori allo stadio, accantonata invece l’idea di un nuovo palazzetto

Nel 2017 sono in arrivo o stanno per concludersi (come il caso dei Tre Ponti, che riapriranno in primavera, vedi articoli correlati) cantieri molto attesi dai cittadini ravennati e del forese. Ne abbiamo parlato con l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ravenna, Roberto Fagnani.

«Innanzitutto vorrei ricordare – sottolinea – l’accordo quadro sottoscritto con Regione e Governo lo scorso autunno: ora non si tratta più di una lista della spesa di ipotetiche priorità, ma di interventi certi (in particolare su Classicana e Romea Dir, ndr) e risorse garantite». A partire dai 20 milioni già deliberati dal Cipe per la sistemazione della Classicana, nel tratto tra Classe e il porto, i cui lavori però dovrebbero partire solo l’anno prossimo. Già nei prossimi mesi invece aprirà il cantiere su E45 e Romea (vedi sempre tra i correlati), per cui l’Anas ha pubblicato vari bandi in scadenza il 30 gennaio: il territorio ravennate in particolare è coinvolto per quanto riguarda l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria lungo la tratta E55 da Cesena al confine regionale con il Veneto, per un valore complessivo di 60 milioni di euro.

Passando invece agli interventi di diretta competenza comunale, partirà finalmente nel 2017 il cantiere per il nuovo polo scolastico di Lido Adriano, atteso da anni e con una storia molto tormentata alle spalle: ora è stato pubblicato il bando per il primo stralcio da 3,5 milioni di euro che prevede la costruzione di due edifici per due corsi di scuola primaria e di una palestra. Restando in ambito scolastico, oltre a vari interventi di adeguamento antincendio da segnalare l’apertura pochi giorni fa di due nuove aule della scuola di Castiglione e in settembre della nuova ala della scuola Ricci Muratori di piazza La Malfa, a Ravenna (secondo stralcio di un intervento complessivo da oltre 6 milioni di euro).

Tornando alla viabilità entro l’anno partiranno gli attesi lavori di manutenzione straordinaria delle vie Goito, Novara e Villafranca a San Zaccaria (investimento da 800mila euro), il cantiere della pista ciclabile tra Madonna dell’Albero e Ponte Nuovo (primo stralcio da 300mila euro), i lavori (attesi già l’anno scorso a onor del vero) per la sistemazione delle strade del porto da circa 450mila euro e altri due interventi da mezzo milione rispettivamente in via dei Mille, a Marina di Ravenna, per infrastrutture fognarie e più in generale sui lidi ravennati per riparare avvallamenti.

Arrivando in città, a Ravenna è particolarmente “sentito” il cantiere di piazza Baracca, storico parcheggio del centro storico che verrà recintato da barriere metalliche e sarà dotato di ingresso e uscita regolati da sbarre. Un intervento da 100mila euro sostenuto da Azimut, che prevede un cantiere di circa un mese che potrebbe partire in primavera o al più tardi dopo la fine della scuola, di concerto anche con i commercianti, le cui proteste già hanno fatto slittare i lavori, inizialmente previsti prima dello scorso Natale (vedi correlati). Altro intervento piuttosto atteso che verrà realizzato nel 2017 in centro è quello di ristrutturazione delle vie Pascoli e Oriani (in dicembre è stato approvato il progetto esecutivo da mezzo milione di euro, vedi correlati) mentre da segnalare sempre nell’ambito della viabilità l’installazione prevista quest’anno delle prime due strisce pedonali intelligenti in viale Alberti e viale Saragat: grazie a un sensore si illumineranno alla presenza di un pedone e un segnale inviterà le auto a rallentare o fermarsi.

Infine, un accenno alle infrastrutture sportive, con gli investimenti che continueranno come già accaduto negli ultimi mesi. I più importanti riguardano il restyling della curva Mero dello stadio Benelli con tanto di nuovi seggiolini e colori giallorossi, in grado anche di rendere a norma la parte bassa in muratura ed eliminare poi quella superiore in ferro a fine campionato. L’intenzione è quindi di proseguire nei prossimi anni nel resto dello stadio per poter poi ospitare nel 2019 la nazionale Under 21 di calcio, così come da accordi di massima già definiti con l’Uefa. Intanto all’ex ippodromo sono stati terminati i nuovi spogliatoi ed entro la primavera saranno consegnati i campi (da calcio e rugby) in attesa di poter predisporre un progetto complessivo per una sorta di villaggio dello sport sognato dall’assessore Fagnani. Intanto si stanno completando i lavori alla pista d’atletica di Ravenna, mentre è in corso in giunta un ragionamento su un possibile intervento anche in quella di Marina, in stato di semi-abbandono. Al momento – in attesa anche di presentare un progetto per il nuovo beach stadium di Marina di Ravenna promesso in campagna elettorale dal sindaco De Pascale – è accantonata invece l’ipotesi di un nuovo palazzetto dello sport, con il Comune che intende concentrare piuttosto le risorse per una sempre più comoda fruizione del Pala De André e la sistemazione delle palestre esistenti, o magari la realizzazione di nuove (come quella all’interno del polo scolastico di Lido Adriano).

Cantieri in arrivo tra piste ciclabili, ponti e l’attesa nuova scuola di Lido Adriano

Sbarre in piazza Baracca. E strisce intelligenti in viale Alberti Lavori allo stadio, accantonata invece l’idea di un nuovo palazzetto

Nel 2017 sono in arrivo o stanno per concludersi (come il caso dei Tre Ponti, che riapriranno in primavera, vedi articoli correlati) cantieri molto attesi dai cittadini ravennati e del forese. Ne abbiamo parlato con l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ravenna, Roberto Fagnani.

«Innanzitutto vorrei ricordare – sottolinea – l’accordo quadro sottoscritto con Regione e Governo lo scorso autunno: ora non si tratta più di una lista della spesa di ipotetiche priorità, ma di interventi certi (in particolare su Classicana e Romea Dir, ndr) e risorse garantite». A partire dai 20 milioni già deliberati dal Cipe per la sistemazione della Classicana, nel tratto tra Classe e il porto, i cui lavori però dovrebbero partire solo l’anno prossimo. Già nei prossimi mesi invece aprirà il cantiere su E45 e Romea (vedi sempre tra i correlati), per cui l’Anas ha pubblicato vari bandi in scadenza il 30 gennaio: il territorio ravennate in particolare è coinvolto per quanto riguarda l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria lungo la tratta E55 da Cesena al confine regionale con il Veneto, per un valore complessivo di 60 milioni di euro.

Passando invece agli interventi di diretta competenza comunale, partirà finalmente nel 2017 il cantiere per il nuovo polo scolastico di Lido Adriano, atteso da anni e con una storia molto tormentata alle spalle: ora è stato pubblicato il bando per il primo stralcio da 3,5 milioni di euro che prevede la costruzione di due edifici per due corsi di scuola primaria e di una palestra. Restando in ambito scolastico, oltre a vari interventi di adeguamento antincendio da segnalare l’apertura pochi giorni fa di due nuove aule della scuola di Castiglione e in settembre della nuova ala della scuola Ricci Muratori di piazza La Malfa, a Ravenna (secondo stralcio di un intervento complessivo da oltre 6 milioni di euro).

Tornando alla viabilità entro l’anno partiranno gli attesi lavori di manutenzione straordinaria delle vie Goito, Novara e Villafranca a San Zaccaria (investimento da 800mila euro), il cantiere della pista ciclabile tra Madonna dell’Albero e Ponte Nuovo (primo stralcio da 300mila euro), i lavori (attesi già l’anno scorso a onor del vero) per la sistemazione delle strade del porto da circa 450mila euro e altri due interventi da mezzo milione rispettivamente in via dei Mille, a Marina di Ravenna, per infrastrutture fognarie e più in generale sui lidi ravennati per riparare avvallamenti.

Arrivando in città, a Ravenna è particolarmente “sentito” il cantiere di piazza Baracca, storico parcheggio del centro storico che verrà recintato da barriere metalliche e sarà dotato di ingresso e uscita regolati da sbarre. Un intervento da 100mila euro sostenuto da Azimut, che prevede un cantiere di circa un mese che potrebbe partire in primavera o al più tardi dopo la fine della scuola, di concerto anche con i commercianti, le cui proteste già hanno fatto slittare i lavori, inizialmente previsti prima dello scorso Natale (vedi correlati). Altro intervento piuttosto atteso che verrà realizzato nel 2017 in centro è quello di ristrutturazione delle vie Pascoli e Oriani (in dicembre è stato approvato il progetto esecutivo da mezzo milione di euro, vedi correlati) mentre da segnalare sempre nell’ambito della viabilità l’installazione prevista quest’anno delle prime due strisce pedonali intelligenti in viale Alberti e viale Saragat: grazie a un sensore si illumineranno alla presenza di un pedone e un segnale inviterà le auto a rallentare o fermarsi.

Infine, un accenno alle infrastrutture sportive, con gli investimenti che continueranno come già accaduto negli ultimi mesi. I più importanti riguardano il restyling della curva Mero dello stadio Benelli con tanto di nuovi seggiolini e colori giallorossi, in grado anche di rendere a norma la parte bassa in muratura ed eliminare poi quella superiore in ferro a fine campionato. L’intenzione è quindi di proseguire nei prossimi anni nel resto dello stadio per poter poi ospitare nel 2019 la nazionale Under 21 di calcio, così come da accordi di massima già definiti con l’Uefa. Intanto all’ex ippodromo sono stati terminati i nuovi spogliatoi ed entro la primavera saranno consegnati i campi (da calcio e rugby) in attesa di poter predisporre un progetto complessivo per una sorta di villaggio dello sport sognato dall’assessore Fagnani. Intanto si stanno completando i lavori alla pista d’atletica di Ravenna, mentre è in corso in giunta un ragionamento su un possibile intervento anche in quella di Marina, in stato di semi-abbandono. Al momento – in attesa anche di presentare un progetto per il nuovo beach stadium di Marina di Ravenna promesso in campagna elettorale dal sindaco De Pascale – è accantonata invece l’ipotesi di un nuovo palazzetto dello sport, con il Comune che intende concentrare piuttosto le risorse per una sempre più comoda fruizione del Pala De André e la sistemazione delle palestre esistenti, o magari la realizzazione di nuove (come quella all’interno del polo scolastico di Lido Adriano).

ArtStoria: 5 film per 5 giovani artisti

Domenica 15 gennaio al cinema Astoria

film ArtStoriaL’associazione Mirada, che ha chiuso galleria e ha anche visto interrompersi la collaborazione con il Comune per lo sportello dei Giovani artisti a fine 2016, prosegue sotto nuove forme la propria attività artistica in città. E così Elettra Stamboulis ha chiesto a cinque docenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna di indicare ciascuno un film che per loro aveva avuto un particolare significato, che aveva in qualche modo contribuito a creare la loro poetica o visione del mondo.

Questi cinque film saranno proiettati da gennaio a maggio per cinque domeniche: cinque artisti, che hanno fatto parte del progetto Ram nelle scorse edizioni, sono invece chiamati ad interpretare con il loro occhio e creare quindi cinque progetti espositivi, ciascuno dedicato ad un film in visione all’Astoria. Da Sara Vasini – che inaugurerà il progetto il 15 gennaio, alle 18.30, con l’istallazione ispirata a Donne senza uomini di Shirin Neshat, film scelto da Maria Rita Bentini, e che è il primo lungometraggio di una delle più importanti video artiste viventi – a Maria Ghetti, che lavorerà partendo da Danish Girl, scelto da Paola Babini.

Le tecniche artistiche che interpreteranno le opere cinematografiche spazieranno dal mosaico alla fotografia alla video arte. La rassegna si intitola “ArtStoria 5x5x5”.

Isis: tracce di un collegamento tra Ravenna, Milano e la Germania

Dalla scorsa estate ci sono movimenti e incontri sospetti

Le fucine dei nuovi figli dello Stato Islamico, pronti a morire per un’idea deviata di vendetta, trovano spazio non solo nelle degradate periferie delle metropoli, ma anche – o forse soprattutto – nelle tranquille cittadine di provincia. I reclutatori girano per l’Italia mostrando sul cellulare le foto dei bambini squarciati dalle bombe occidentali ad Aleppo. Chi li vendicherà a costo della propria vita avrà il paradiso eterno.

Ravenna è un terreno fertile per seminare queste menzogne. Sono molti i ragazzi tunisini allontanati dalla comunità perché spacciavano o alzavano troppo il gomito. Bastano un paio di mesi per trasformare un cane sciolto, demotivato e senza soldi, in un potenziale martire dell’Isis. Lo sapevano bene coloro che hanno arruolato dodoci tunisini di Ravenna a partire per combattere in Siria nel 2012. Lo sanno anche quelli venuti dopo di loro.

Dall’estate scorsa ci sono movimenti sospetti tra Ra­venna, Milano e alcune città della Germania. Continui viaggi e incontri clandestini. Molte parole pesanti, ma non si sapeva fino a che punto fossero disposti a spingersi. Ora, dopo il 19 dicembre e l’attentato di Berlino, le maglie delle indagini hanno condotto a Milano e Sesto chiudendo il cerchio. Gli attentati sono sempre pianificati in un altro Paese per approfittare delle difficoltà di collaborazione a livello internazionale delle forze di polizia. Così colpiscono la Francia dal Belgio, la Germania dall’Italia. Se dovessero colpire l’Italia sarebbero i Balcani il punto di partenza. Lo dicono persone informate su questi movimenti, che rischiano molto per sgominare questa rete invisibile di terrore.

I potenziali futuri martiri sono una manciata di volti nella foltissima comunità tunisina ravennate, che giustamente prende le distanze da questi pochi, pericolosi individui. Marouan Mathlouthi, espulso  per ragioni di sicurezza nazionale il 5 gennaio, era uno di loro. Scriveva su Facebook «sono indeciso se fare il bravo o fare una strage». Un pesce piccolo, che però può servire da esempio come deterrente per i compagni, un po’ come è accaduto nell’aprile 2015 con l’arresto di Nouassir Louati, con precedenti per spaccio e un lavoro precario da cameriere a Cervia, anche lui fermato con un biglietto per la Germania in tasca. Louati è stato appena condannato a tre anni e mezzo di carcere e al giudice, nel dichiararsi pentito, ha raccontato di aver subito un «lavaggio del cervello».

Le forze dell’ordine sono sulle loro tracce da tempo, ma non è semplice trovare le prove necessarie per incastrarli. Soprattutto i pesci grossi: i reclutatori, che non sono così sprovveduti da postare frasi inneggianti all’Isis su Face­book, ma sono persone colte, istruite e spesso insospettabili. Come lo era Roberto Cerantonio, origi­­nario della Calabria, passaporto australiano, che si faceva chiamare Musa. Passato da Ravenna per tenere comizi sulla “pace tra religioni”, ma che in realtà era uno dei più efferati reclutatori dell’Isis arrestato mesi dopo nelle Filippine. In comune tra loro hanno la possibilità di ottenere facilmente soldi contanti grazie ai contatti con gruppi sauditi o degli emirati.

Molti si chiedono se la presenza della seconda moschea più grande d’Italia abbia una relazione con questi reclutatori. E con il fatto che Ravenna è ormai nota alle cronache nazionale come la “capitale” dei cosiddetti foreign fighters, visto che da qui ne sono partiti circa un 10 percento del totale. Cerantonio fu invitato dal Centro di cultura e studi islamici della Romagna della moschea di Ravenna, che però ha sempre detto di non sapere chi fosse in realtà quell’uomo che si presentava come islamologo. Come per altro non sapevano chi fosse le altre personalità che parteciparono al convegno, come l’allora assessore Martina Monti.
La situazione è insomma molto complessa, e bisogna stare attenti a trarre conclusioni affrettate.

Droga, evasione, minacce: non fa terapia con i Servizi sociali e torna in carcere

Dal 2008 arrestato più volte: la legge gli aveva concesso comunque
un beneficio ma la polizia scopre che non rispettava le prescrizioni

Nel 2008 venne arrestato dalla polizia per detenzione ai fini di spaccio di un significativo quantitativo di droga, fra cui chetamina. Poi fu bloccato dopo cha aveva cercato di evadere dai domiciliari. E quello stesso anno aggredì la moglie e la suocera, minacciandole di morte insieme al figlio di un solo anno, venendo inevitabilmente di nuovo arrestato. Nel 2010 finì poi ancora in manette, colto in flagrante a spacciare droga in casa, dove era ristretto agli arresti domiciliari.

Ora, dopo un periodo di carcere, l’uomo – un tunisino di 36 anni da tempo domiciliato a Faenza – era stato affidato in prova ai Servizi Sociali, come prevede la legge. I poliziotti del commissariato incaricati di vigilare sulla corretta attuazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria, però, hanno accertato numerose violazioni, tra spostamenti non autorizzati e assenze ai programmi terapeutici di recupero.

Il beneficio concesso è stato quindi sospeso e il 36enne è finito nuovamente in carcere, arrestato dalla polizia nel suo appartamento nel pomeriggio di venerdì.

Lui e lei davanti, tre minorenni dietro: in auto festino a base di marijuana

Nella vettura anche una roncola: 43enne e 39enne denunciati  

Un 43enne pisano e una 39enne faentina sono stati sorpresi a fumare marijuana in auto insieme a tre minorenni (di 17 anni). A scoprirli i carabinieri, insospettiti dalla loro auto nascosta in una stradina nei pressi del parco Bertozzi di Faenza. I militari sono quindi intervenuti per un controllo, sentendo l’inconfondibile odore del fumo non appena gli occupanti dell’auto hanno abbassato il finestrino.

Il 43enne ha quindi consegnato spontaneamente un involucro di cellophane contenente due grammi di marijuana, un altro grammo è stato trovato addosso al 43enne nel corso della perquisizione. In auto (di proprietà della donna), invece, i militari hanno trovato una roncola, di proprietà del pisano, di cui non ha saputo fornire spiegazioni e per cui è stato denunciato per “possesso di oggetti atti ad offendere”. I due sono stati inoltre denunciati per spaccio e “agevolazioni nell’uso delle sostanze”: dai successivi accertamenti è emerso che non era la prima volta che i due offrivano marijuana a ragazzi, invitandoli a fumarla insieme in auto.

Ritrovati due quintali di rame rubato Sospesa anche un’attività imprenditoriale

Tre persone arrestate dai carabinieri, scoperte a caricare il materiale
ferroso nella pineta di Marina Romea e poi seguite fino a una ditta

Tre persone arrestate, una deferita in stato di libertà, una attività imprenditoriale sospesa e due quintali (e non tonnellate come erroneamente scritto in precedenza, sulla base del comunicato inviato ai giornali) di rame recuperato.
Questo è il risultato di un blitz dei carabinieri avvenuto nella notte del 13 gennaio a Ravenna.

Poco prima di mezzanotte i militari impegnati nei pattugliamenti notturni contro i furti in abitazione hanno percepito rumori insoliti a ridosso della pineta di Marina Romea e, dopo essersi nascosti, hanno osservato il viavai di tre persone impegnate a caricare in auto materiale ferroso. Senza farsi notare, i carabinieri hanno aspettato che il carico fosse completato e si sono messi all’inseguimento dell’automobile fino a una ditta di raccolta di materiale ferroso e di riciclo in una località del forese. Qui hanno potuto osservare il custode aiutare i presunti ladri a scaricare il mezzo e ad accantonare tutto il materiale in un’area nascosta del deposito.

Tutto era chiaro ed ecco così l’irruzione dei militari che sono stati però aggrediti dai cani scagliati loro contro dal custode. Con non poca fatica i militari sono riusciti a tenerli a bada e dopo un po’ di resistenza hanno bloccato anche i malviventi.

L’area è stata quindi scandagliata e, dopo aver trovato altro materiale di cui non si trova traccia in alcun registro e che poi è risultato essere oggetto di furto, anche il proprietario dell’area è stato inchiodato alle sue responsabilità e denunciato per il reato di ricettazione e riciclaggio.

Il deposito è stato quindi posto sotto sequestro e l’attività sospesa precauzionalmente.
L’oro rosso recuperato, dal valore di circa 2.000 euro, sarà restituito al proprietario così come i gruppi ottici di furgone ritrovati.

Sono in corso ulteriori indagini per verificare il coinvolgimento dei tre soggetti in altri furti in appartamento.

Torna il teatro sociale di Beppe Aurilia

Con lo spettacolo “Jazz Caos Rap Liquido”, in scena lunedì, 16 gennaio, alle 21 al teatro Rasi, si apre la dodicesima edizione di “Beppe Aurilia Teatro”, rassegna di teatro socio-culturale dell’associazione Beppe Aurilia Theatre, realizzata in convenzione con il Comune di Ravenna, che propone laboratori e spettacoli con attori e artisti professionisti e non professionisti fino all’1 maggio in vari spazi della città.

Aurilia è anche l’autore e il protagonista dello spettacolo di lunedì, nelle vesti di un ex presentatore televisivo locale che narra storie di povertà: di chi attende una casa popolare, di donne vittime di violenza, di immigrati. Queste storie, nel percorso dello spettacolo, si trasformano in musica grazie alla partecipazione della Band Free Style formata da Stefano Calvano (batteria), Loris Zaga (contrabbasso) e Beppe Orselli (sax). I testi delle canzoni, scritti dallo stesso Aurilia, rappresentano le difficoltà della vita di oggi. Recitano inoltre nello spettacolo Marco Wozz Botton, Sumi Ndiaye, Khadym Ndiaye e Francesco Manzoni. La rappresentazione sarà preceduta, dalle 20, dalla possibilità di visitare una mostra di pittura di Bruno Comi e una fotografica di Raffaele Bergamini.
La rassegna si protrarrà fino all’1 maggio, secondo il calendario in allegato in fondo all’articolo.

L’associazione teatrale Beppe Aurilia Theatre nasce nel marzo del 2000, fondata dall’artista Bepppe Aurilia (classe 1980). Sono 306 i progetti e le produzioni realizzati in ambito nazionale e internazionale. Dal 2005 comincia a prendere forma una vera e propria rassegna di teatro socio culturale, intitolata per l’appunto “Beppe Aurilia Teatro”, composta da 8/10 progetti che coinvolgono studenti, detenuti, ospiti di centri di accoglienza e case famiglia, minori stranieri non accompagnati. La rassegna Beppe Aurilia Teatro ha una media di 200 neo attori coinvolti direttamente nei vari progetti e di 2.500 spettatori a stagione.

Il debutto di un’orchestra occidentale in Iran: c’è il maestro ravennate Olmi

La prima volta dopo la rivoluzione islamica degli anni settanta

Per la prima volta dalla fine degli anni ’70, quelli della rivoluzione islamica, un’orchestra sinfonica occidentale, nello specifico italiana, suonerà in terra iraniana: avverrà il 19 gennaio, quando 32 strumentisti dell’Orchestra del Festival Puccini di Torre del Lago e dieci elementi della Young Musician European Orchestra si uniranno a 45 musicisti dell’Orchestra Sinfonica di Teheran per l’evento conclusivo del 32/esimo Fajr Music Festival, la più prestigiosa manifestazione musicale che si svolge in Iran.

Sul podio si alterneranno Alberto Veronesi, il direttore d’orchestra ravennate Paolo Olmi e il compositore e direttore iraniano Shardad Rohani: nutrito il programma, composto da brani di Puccini (Crisantemi), Rossini (la sinfonia dal Guglielmo Tell), Ciajkovskij (Capriccio italiano) e dalla Sinfonia N.5 di Beethoven. In mezzo anche un brano dello stesso Rohani.

L’evento gode del patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Teheran e dell’Ambasciata d’Iran in Italia, Istituto Italiano di Cultura a Teheran, Istituto di Cultura Iraniano. (fonte Ansa.it)

E il Comune di Cervia si riprende il porto turistico

Sindaco e opposizioni esultano: «Giornata storica. Ora il rilancio»

Questa mattina (sabato 14 gennaio) il Comune – aiutato dalla Polizia Municipale – ha preso possesso del Porto Turistico di Cervia (tra gli articoli correlati la sintesi della vicenda).

«Per tutta la città è una giornata storica – è la dichiarazione del sindaco Luca Coffari –, ringrazio tutte le forze politiche e sociali della città, in particolare le opposizioni e le associazioni di categoria per il sostegno unanime manifestato all’azione del Comune di Cervia. Si pongono ora le basi per un grande rilancio del porto turistico».

Nell’ambito del procedimento di decadenza del concessionario, attualmente pendente avanti al Tar Lazio, il 9 gennaio si è discussa la sospensiva del secondo provvedimento di decadenza per il mancato pagamento dei canoni demaniali. A questo proposito, con Ordinanza n. 344/2017 pubblicata il 10 gennaio, il Tar si è dichiarato incompetente territorialmente riconoscendo quale Tar demandato a giudicare quello dell’Emilia Romagna.

Inoltre il decreto cautelare n. 7921/2016, emanato dal Tar Lazio nel medesimo procedimento, ha terminato i propri effetti; quindi le determinazioni dirigenziali nn. 1446 e 1448 dell’8 novembre 2016 recanti la decadenza, «sono valide ed efficaci ed esplicano i propri effetti», sottolinea il sindaco.

Pertanto l’ex concessionario (Marina di Cervia) «non poteva occupare oltre il porto turistico – continua il sindaco –, oltretutto non si è presentato nessuno alla scadenza di ieri per la consegna delle chiavi e ogni altro dispositivo di accesso; questa mattina il porto risultava non presidiato. Nessuno infatti si è presentato sul posto e nessuno era presente a presidiare il porto che è comunque un pubblico servizio».

Questa mattina – rivela il sindaco – è stato anche fatto l’affidamento in urgenza per garantire la continuità dei servizi all’interno del porto alla ditta Servimar, in attesa del termine delle procedura di gara già avviate.

Esulta anche l’opposizione, in particolare l’ex candidato sindaco del centrodestra Paolo Savelli: «Siamo estremamente felici per la Liberazione del porto turistico di Cervia – scrive su Facebook –. Dopo anni di battaglie, dopo inenarrabili vicende, dopo atti di ogni genere: il Porto Turistico di Cervia è nostro! Grazie all’amministrazione (a chi dell’amministrazione si è battuto), alla Silvia Medini, al Sindaco, al vicesindaco e grazie al consiglio comunale che si è battuto per arrivare finalmente a questo risultato. Oggi è un giorno di festa, un giorno di gioia senza colore politico, senza bandiere di partito, senza cappelli da mettere».

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