venerdì
24 Aprile 2026

Cinque pattuglie della Municipale di Ravenna nelle Marche per aiutare i terremotati

Raccolti anche 500 euro da donare alla popolazione, utilizzati anche per le calze della Befana per i bambini

Dieci agenti della Polizia municipale di Ravenna, organizzati in cinque pattuglie, stanno operando in questi giorni a supporto della popolazione di Caldarola (Macerata) e delle sue cinque frazioni, colpite dal terremoto del 24 agosto.

L’intervento sta avvenendo sotto il coordinamento della Regione Emilia Romagna, che si è attivata presso i vari Comuni richiedendo la disponibilità di personale di polizia locale da destinare ai territori colpiti dal sisma.

La prima pattuglia è partita da Ravenna il 5 gennaio ed è tornata ieri; le altre saranno a Caldarola nelle prossime tre settimane e in quella dal 17 al 24 febbraio. Tra i compiti che gli agenti sono chiamati a svolgere, in tutto il territorio e nel campo della Protezione civile, si ricordano: vigilanza e presidio del territorio, assistenza alle persone, sopralluoghi nelle aree danneggiate, prevenzione e repressione di azioni di sciacallaggio, viabilità di ausilio e scorta tecnica ai mezzi e alla movimentazione di strutture di Protezione civile, cura e soccorso degli animali di affezione e da reddito presenti ed eventualmente abbandonati nelle frazioni.

«Al momento – spiega il vicesindaco Eugenio Fusignani, con delega alla Polizia municipale – è stata organizzata la partenza di cinque pattuglie, sulla base delle richieste della Regione. Ma qualora ci fosse bisogno di inviarne altre, parecchi altri agenti hanno già dato la loro disponibilità a partire. Li ringrazio per questa dimostrazione di sensibilità, che non si è concretizzata solo in questo impegno ma anche nella promozione di altre importanti iniziative di solidarietà, che si uniscono alle numerosissime messe in campo in questi mesi in varie forme da tutta la comunità ravennate».

All’interno del comando della Polizia municipale è stata infatti organizzata una raccolta fondi, tuttora aperta, in seguito alla quale sono stati incassati oltre 500 euro, messi a disposizione delle popolazioni terremotate. Circa 200 sono già stati spesi per confezionare una sessantina di calze della Befana, distribuite ai bambini della zona di Caldarola nella giornata del 6 gennaio. Grazie poi anche ai prodotti messi a disposizione dalla ditta Euro Baiocchi dolciaria, nella mattinata del 9 gennaio gli agenti di Ravenna, insieme a colleghi della Municipale di Cesenatico e al vicesindaco di Caldarola, sono andati a distribuire dolci agli alunni di una scuola materna.
I restanti 300 euro saranno invece consegnati alla parrocchia di Caldarola per essere destinati al progetto di acquisto di un pulmino che servirà per trasportare bambini diversamente abili.

Maltempo, arrivano i risarcimenti per i privati Quasi mezzo milione per la provincia di Ravenna

Coperto il 100 percento dei contributi richiesti

Quasi 14 milioni di euro (13 milioni 852mila) per rimborsare i cittadini dell’Emilia-Romagna che, tra il 2013 e il 2015, hanno subito danni alle abitazioni o ai beni mobili nei numerosi episodi di maltempo per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Di questi, oltre 450 mila euro andranno alla provincia di Ravenna in particolare per l’alluvione del febbraio del 2015. Una cifra che garantirà la copertura totale delle domande di rimborso presentate, nel massimo consentito dai criteri fissati a livello nazionale.

Il via libera all’assegnazione delle risorse giunge direttamente dal consiglio dei Ministri, che ha accolto in toto la proposta sull’ammontare dei risarcimenti presentata dalla Regione al Dipartimento nazionale di protezione civile.

«Siamo davvero soddisfatti – commenta il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – perché abbiamo ottenuto ciò che ci eravamo prefissati: tutti i cittadini avranno il massimo del contributo possibile. L’impegno per avere quanto richiesto è stato tanto e la risposta è arrivata, grazie soprattutto al lavoro di squadra sviluppatosi attraverso la collaborazione del Governo e quella, fondamentale, dei Comuni. Un risultato importante per l’intero territorio regionale, poiché le successive ondate di maltempo che abbiamo vissuto in questi anni non hanno purtroppo risparmiato alcuna provincia».

Per la provincia di Ravenna, i risarcimenti riguardano 54 privati che hanno presentato domanda di rimborso. La quota più consistente spetta a 14 cittadini del comune di Ravenna, a cui saranno complessivamente attribuiti circa 214 mila euro. A seguire, quasi 44 mila euro saranno assegnati a 1 privato di Alfonsine; oltre 39 mila euro a 16 di Lugo, 38 mila a 1 di Casola Valsenio. A Solarolo 3 cittadini si vedranno riconosciuti complessivamente 35 mila 240 euro, 5 a Cervia per 31.899, 6 a Faenza per circa 23 mila euro. A completare il quadro, gli indennizzi a 1 richiedente di Massa Lombarda (per un totale di oltre 11 mila euro), 3 di Russi (6 mila 948 euro), 3 di Bagnacavallo (6.040), 1 di Bagnara di Romagna (2.950).

Le risorse assegnate sono state concesse sulla base dell’esito dell’istruttoria delle domande di contributo svolta dai Comuni interessati. L’importo complessivo è stato determinato applicando le percentuali massime previste dall’ordinanza del consiglio dei Ministri: il 50% per gli indennizzi alle seconde case, l’80% per le abitazioni principali (per un massimo di 150 mila euro, che salgono a 187mila 500 per le case distrutte o da delocalizzare, con l’aggiunta di 10 mila euro “una tantum” per le demolizioni, se necessarie). Anche i beni mobili non registrati, come arredi o elettrodomestici, situati in abitazioni distrutte o allagate, saranno risarciti fino a 1.500 euro.

In caso di interventi di ripristino dei beni immobili ad uso abitativo danneggiati, chi ancora deve svolgere i lavori avrà a disposizione 18 mesi per ultimarli a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera del Consiglio dei ministri che assegna i fondi per i contributi, in programma nei prossimi giorni. Il periodo salirà a 30 mesi per demolizione, ricostruzione o delocalizzazione dell’abitazione distrutta o sgomberata in seguito agli eventi di maltempo.

La liquidazione dei rimborsi seguirà un duplice canale. In caso di opere già completate, per le quali il cittadino ha presentato al Comune la documentazione di spesa contestualmente alla domanda di risarcimento, il beneficiario potrà prelevare l’indennizzo dal conto corrente attivato presso uno degli istituti di credito scelto tra quelli disponibili nell’elenco consultabile in ogni Municipio. Se i lavori devono ancora essere svolti, il titolare del contributo dovrà indicare al Comune in cui si trova l’immobile danneggiato una banca prescelta tra quelle convenzionate. L’istituto di credito provvederà direttamente alla liquidazione delle fatture alle ditte scelte dai cittadini per l’esecuzione degli interventi.

Nei prossimi giorni, l’elenco riepilogativo dei contributi concessi sarà pubblicato sul sito web dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile. Contestualmente ai Comuni, a cui spetta l’assegnazione dei fondi, sarà inviata una lettera in cui sono specificate le modalità di erogazione, per l’opportuna informazione ai cittadini.

Non solo piazza Kennedy: dal Candiano al mercato coperto, tra ritardi e promesse

Panoramica tra alcuni progetti attesi da anni ma non ancora
realizzati. Intanto in primavera la riapertura dei Tre Ponti…

Con l’annuncio dei giorni scorsi della sua riapertura in febbraio, si certifica in 8-9 mesi (su 12 in tutto di cantiere previsti) il ritardo del progetto di piazza Kennedy, partito già peraltro un paio d’anni dopo le previsioni iniziali. Ma non è certo l’unica opera in ritardo del territorio ravennate: in occasione di questi primi giorni dell’anno abbiamo fatto una veloce panoramica tra previsioni sballate e promesse mancate del 2016.

Restando in centro storico, sorte simile è toccata per esempio al cantiere del mercato coperto, fermo per quattro mesi a causa di ritrovamenti archeologici, con un muretto medievale ora messo in salvo e lavori in procinto di entrare nel vivo, con l’inaugurazione però aggiornata alla primavera del 2018, un anno dopo le previsioni all’apertura del cantiere nell’ottobre del 2015 (senza contare che originariamente l’apertura al pubblico era stata prevista addirittura nel 2012). Si tratta come noto di un investimento da oltre 7 milioni di Coop Adriatica che ha coinvolto nel progetto il Molino Spadoni per un grande contenitore di gastronomia e cultura, con tanto di birrificio e cioccolateria artigianale, su due piani.

Avrebbe dovuto aprire nel 2016, secondo il timing fornito dalla Curia due anni prima alla presentazione del progetto, la biblioteca e l’archivio arcivescovile ancora invece in corso di realizzazione all’ex cinema Roma, mentre secondo le più ottimistiche previsioni avrebbe potuto inaugurare già a fine 2015 il rinnovato palazzo Guiccioli, su via Cavour, al centro di un imponente progetto di recupero della Fondazione Cassa di Risparmio, che vi sta realizzando due musei (su Lord Byron e il Risorgimento) oltre a esercizi commerciali: il taglio del nastro è ora slittato – pare – entro la primavera del 2018. Nello stesso periodo quindi di quello al grande museo archeologico di Classe, frutto di un investimento di oltre venti milioni di euro, che verrà inaugurato addirittura con circa 14 anni di ritardo rispetto alla primissima previsione.

Passando alle infrastrutture, meriterebbe un capitolo a parte l’annosa questione dei fondali del canale Candiano, il cui progetto definitivo è il primo impegno (oltre che la prima priorità individuata dal sindaco per il 2017) del nuovo presidente dell’Autorità portuale, tra gli enti (insieme a Comune, Regione e Rfi-Rete Ferroviaria Italiana) che nel giugno del 2015 hanno inoltre firmato il protocollo d’intesa che impegnava tra le altre cose Rfi a presentare il progetto definitivo entro il 2016 della soppressione del passaggio a livello in via Canale Molinetto, a Ravenna. Dal Comune ci dicono che è in corso ancora invece solo lo studio di fattibilità per la realizzazione del sottopasso e del progetto neanche l’ombra. Nel corso della presentazione alla stampa di quel protocollo d’intesa si ipotizzava anche la realizzazione entro il 2016 del nuovo sottopasso pedonale della stazione, prolungamento di quello esistente, che dovrà spuntare a pochi passi dal canale Candiano, in Darsena, dove nel frattempo avrebbe dovuto sorgere un bar-infopoint con tanto di restyling del (vecchio) sottopasso. E invece ancora nulla. Così come al momento sono stati eseguiti solo i sondaggi archeologici del nuovo sottopasso e si è in attesa del via libera definitivo della Soprintendenza per un progetto da 1,5 milioni di euro, finanziato interamente da Rfi.

Infine da segnalare l’attesa riapertura completa, la prossima primavera, dell’incrocio dei Tre Ponti, chiuso dall’ottobre del 2014 con conseguenti disagi per l’uscita da Ravenna Nord e la riapertura prevista un anno dopo ad agosto 2016…

Marina, è crollato il tetto del Marchesato Il comitato: «Abbandonato dal Comune»

L’edificio ha quasi 250 anni: fa parte del complesso storico-monumentale Fabbrica Vecchia, primo insediamento del porto

È crollato il tetto del Marchesato a Marina di Ravenna. L’edificio resisteva da circa 250 anni fa: insieme alla Fabbrica Vecchia costituisce l’ultima traccia del complesso storico-monumentale da cui si svilupparono il porto e la località costiera. A rendere noto il cedimento della struttura è Giancarlo Bazzoni, presidente del comitato di salvaguardia dei due immobili da anni impegnato in una battaglia per la loro conservazione e recupero.

«Il disinteresse e l’abbandono dell’amministrazione comunale e l’indifferenza ai tanti allarmi e sollecitazioni per il rischio – scrive Bazzoni in una nota inviata alla stampa – hanno portato al temuto cedimento. Invito i ravennati, le associazioni e le istituzioni sensibili alla salvezza del nostro patrimonio storico a insorgere e a sollecitare l’amministrazione comunale affinché ponga freno e rimedio a un danno in rapido sviluppo, poiché l’infiltrazione della pioggia comprometterà ben presto anche i solai sottostanti».

Nelle scorse settimane avevamo raccontato la storia dei due edifici, ripercorrendo i tre secoli che hanno attraversato (vedi articoli correlati). Nel 1763 la Comunità di Ravenna, soggetto che oggi sarebbe paragonabile al Comune, diede inizio alla costruzione del Casone della Sanità poi conosciuto come Fabbrica Vecchia. Serviva principalmente per l’alloggio del deputato di Sanità, cioè il responsabile del porto e addetto al controllo igienico delle barche. Nel 1781 è ultimata la costruzione del Marchesato, così chiamato perché edificato dai marchesi Cavalli che vivevano in centro a Ravenna ma lì trasferirono le proprie attività.

In tre a spacciare mentre il cane resta a casa a guardia di mezzo chilo di coca

La droga sequestrata avrebbe fruttato 70mila euro. Arrestati zio, cugino e nipote: senza lavoro ma facevano la bella vita nei locali notturni

All’ingresso dell’abitazione dove tenevano la cocaina da tagliare avevano messo un grosso cane da guardia e usavano una Lancia Y per consegnare la droga ai clienti: la guardia di finanza di Cervia ha arrestato tre albanesi (zio, cugino e nipote) domiciliati da anni nella località costiera e sequestrato mezzo chilo di coca purissima che sul mercato al dettaglio avrebbe potuto fruttare 70mila euro. Nessuno dei tre aveva un’occupazione ma le indagini hanno accertato che tutti avevano buona disponibilità di denaro da spendere nei locali notturni.

L’arresto è avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 gennaio a conclusione di un’indagine iniziata prima di Natale dopo aver notato i frequenti passaggi della vettura in piazzale Artusi a Cervia, nei pressi dell’istituto alberghiero. Gli appostamenti dei finanzieri avevano permesso di annotare che l’auto spesso si soffermava per fugaci appuntamenti e poi ripartiva.

L’epilogo dell’operazione è avvenuto fermando l’auto con i tre a bordo: A. S. di 26 anni e J. Z. di 21, incensurati, e S. C. di 34 anni con precedenti. L’ispezione dell’autovettura ha consentito di individuare numerosi dosi di stupefacente già confezionate. Con l’ausilio delle unità cinofile, la perquisizione è proseguita nelle rispettive abitazioni. Nella casa dei due giovani sono stati rinvenuti 50 grammi di cocaina e il necessario per il confezionamento delle dosi: un bilancino di precisione, cellophane trasparente ed una macchina per il confezionamento sottovuoto. Nella casa del più anziano dietro a un mobile della cucina cinque involucri contenenti in totale 500 grammi di cocaina e 2.400 euro in contanti.

Terza domenica ecologica Ecco chi può circolare

Limitazioni al traffico dalle 8.30 alle 18.30 del 15 gennaio. Biglietto speciale a 1 euro per gli autobus dal Cinemacity al centro

Il 15 gennaio è in programma la terza delle cinque domeniche ecologiche istituite dal Comune di Ravenna nell’ambito delle misure di regolazione della circolazione stradale previste dal Piano aria integrato regionale (Pair 2020) contro l’inquinamento atmosferico (le successive due saranno il 5 febbraio e il 5 marzo).

Varranno quindi i medesimi provvedimenti in vigore dal lunedì al venerdì (eccetto festività) dalle 8.30 alle 18.30 (area delimitata da apposita segnaletica, mappa scaricabile dal link in fondo alla pagina).

Divieto di transito per i veicoli a benzina precedenti l’Euro 2; diesel precedenti l’Euro 4; ciclomotori e motocicli precedenti l’Euro 1.

Potranno circolare liberamente i veicoli: alimentati a gas metano o gpl; con almeno 3 persone a bordo (car pooling) se omologati a 4 o più posti e con 2 persone se omologati a 2 posti; elettrici e ibridi; ciclomotori e motocicli elettrici; per trasporti specifici e per uso speciale, attrezzati per lavorazioni particolari, così come definiti dall’articolo 54 del codice della strada (elenco dettagliato nell’ordinanza allegata); sono poi previste ulteriori deroghe tra le quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, quelle per i mezzi guidati da turnisti e operatori in servizio di reperibilità; per i veicoli a servizio di persone invalide provvisti di contrassegno H; per i veicoli adibiti al trasporto di prodotti deperibili (ad esempio “camion frigo”); per chi ha Isee inferiore a 14mila euro; per chi soggiorna in strutture di tipo alberghiero, per arrivare/partire dalla struttura; per i mezzi al servizio di manifestazioni regolarmente autorizzate e guidati da operatori economici che accedono o escono dai posteggi dei mercati o delle fiere autorizzate dal Comune (elenco completo delle deroghe, indicazione delle documentazioni/certificazioni che bisogna avere con sé e condizioni alle quali le deroghe possono essere esercitate sono contenuti nell’ordinanza allegata).

Quale incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico e per venire incontro alle esigenze dei pendolari, cittadini e turisti, che desiderano accedere facilmente e in maniera economica al centro urbano, il Comune ha messo in campo alcune azioni tra cui un biglietto speciale che consente di effettuare il viaggio di andata e ritorno (costo totale 1 euro, abbonamento a 18 euro mensili) dal parcheggio scambiatore del Cinemacity a piazza Caduti. Il servizio speciale è attivo sulla linea 1 dalle 7 alle 20.

Per ulteriori informazioni sul Piano aria integrato regionale (Pair 2020) e sulla campagna “Liberiamo l’aria”: www.liberiamolaria.it

Sutter: A 10 anni dalla morte dedichiamo una piazza o una strada a Novella Montanari

Ecco il ricordo dell’amministratrice scomparsa il 13 gennaio del 2007 da parte della consigliera di Ravenna in Comune

Nel giorno del decimo anniversario della morte, riceviamo a pubblichiamo un intervento su Novella Montanari (Alfonsine 12 maggio 1933 – Ravenna 13 gennaio 2007), politica ed amministratrice Pci, a firma di Raffaella Sutter, consigliera comunale per Ravenna in Comune per cui è stata candidata sindaca alle scorse amministrative. Sutter ricorda la biografia di Novella Montanari, il suo impegno politico e auspica che le possa essere dedicata una strada e una piazza.

“La formazione politica di Novella Montanari inizia giovanissima aderendo alla’associazione delle ragazze italiane (ARI) che fa capo all’UDI e nel 1949 si iscrive alla FGCI diventandone per due anni componente del comitato federale. Nel 1951 si iscrive al PCI e dal 1956 fa parte del comitato federale del partito. Nel 1952 entra nell’UDI, una scuola fondamentale per la sua concezione politica di emancipazione della donna e di lotta per i diritti dei più deboli. È stata consigliere provinciale del Pci dal 1960 al 1979, dal 1968 al 1973 del Pci – Psiup. Nella giunta provinciale di Ravenna del 1960 al 1979, è stata assessora alla Sanità e Servizi Sociali, la prima donna a ricoprire l’incarico di assessore dall’elezione del primo consiglio provinciale, 1951, dopo la Liberazione ed anche un’unica donna in Giunta. Durante il suo assessorato conduce battaglie coraggiose  e innovative  nella psichiatria, tra le quali la deistituzionalizzazione  con la chiusura del manicomio di Imola, l’istituzione dei servizi psichiatrici nel territorio e dei servizi di riabilitazione per i disabili; fonda il primo CIM (Centro di igiene mentale). Avvia in quegli anni come assessora (presidente della Provincia Decimo Triossi), in accordo col prof. Andrea Venturini, primario dei servizio psichiatrico a Ravenna, uno stretto rapporto con lo psichiatra Franco Basaglia a Trieste, rapporto che consentì di formare come infermieri psichiatrici a Trieste una cinquantina di ravennati (tra cui l’ex assessora Giovanna Piaia).

Con la riorganizzazione dei servizi sociali e sanitari Novella Montanari divenne presidente del consorzio socio-sanitario , poi dell’USL fino al 1981. Dal 1985 al  al 1997 presidente della Cooperativa San Vitale che riorganizzò con grande capacità e tenacia, aprendo nuove prospettive lavorative per disabili e psichiatrici. All’impegno professionale e politico svolto sempre con rigore serietà ed impegno, ha affiancato sempre il suo impegno familiare come madre e nonna. Muore dopo un lunga malattia il 13 gennaio 2007.

Paolo Cutrì ha curato un volume a lei dedicato“Novella Montanari: una donna, una missione sociale” per Claudio Nanni Editore, 2009. Il testo è un viaggio fra le interviste ai familiari, agli amici, ai collaboratori, a molti personaggi della vita pubblica e politica ravennate, ai compagni di partito, alle donne dell’Udi, ai volontari e agli operatori del Consorzio San Vitale, che ha creduto in questo progetto di lavoro e lo ha finanziato; infine a tutte le persone che hanno conosciuto, lavorato e condiviso momenti importanti della propria vita con Novella Montanari.

Nel marzo 2009 le è stato intitolato il Teatro del complesso residenziale e semiresidenziale per disabili “Lo Zodiaco”.

In un’intervista a Ravenna&Dintorni durante la scorsa campagna elettorale dichiarai che Novella Montanari era il mio principale modello di riferimento in politica. Considero infatti un modello il suo impegno politico e sociale, durato un’intera vita. Diceva Novella: “L’importante, quando decidi qualcosa, è sempre simulare l’effetto che ha sulla vita concreta delle persone”; questa sua concretezza e capacità di incidere sul sociale in modo lungimirante rappresentano una capacità di fare politica che poche persone hanno. Io l’ho conosciuta bene nel periodo in cui è stata presidente della Cooperativa San Vitale, stringendo con lei uno stretto rapporto di collaborazione ed una profonda amicizia.

Nel decimo anniversario della sua morte sarebbe importante ricordarla ristampando il libro che l’editore Claudio Nanni le ha dedicato e intitolandole qualcosa di maggiore visibilità pubblica, come una strada o una piazza.”

 

Due ore alla settimana di sport anche per i bambini delle famiglie più povere

Sei società a Ravenna aderiscono al progetto Ragazzi del Coni

È ufficialmente partito in tutta la regione il progetto “Coni Ragazzi – Alleniamoci a crescere bene”, iniziativa sociale ed educativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Coni ed ideata perchè lo sport diventi un diritto di tutti e alleni i ragazzi a crescere più sani e felici.

L’obiettivo è quello di dare la possibilità a bambini dal 2011 al 2003, le cui famiglie abbiano redditi che impediscono loro di pagare le quote annuali delle società sportive, di svolgere nelle società che hanno aderito al progetto, due ore a settimana di sport per 19 settimane (dunque fino al termine dell’anno scolastico) proponendo loro dai 5 agli 8 anni attività di base e dai 9 ai 13 anni attività polivalente, pre-sportiva e attività sportiva.

L’iniziativa prevede la copertura assicurativa per tutti i partecipanti, la presenza di un operatore di sostegno al fianco del tecnico sportivo in caso di disabilità, e, nei casi di lontananza dagli impianti e di mancanza di mezzi pubblici, la predisposizione di un servizio navetta. Oltre a questo sarà sviluppata tra i ragazzi e le loro famiglie una campagna di sensibilizzazione sui sani e corretti stili di vita.

Non è richiesto nessun requisito di accesso, neppure la cittadanza italiana. Nel caso di un alto numero di adesioni verrà tenuto conto di una classifica stilata in base alla dichiarazione Isee e al numero dei componenti la famiglia, mentre ai casi segnalati dai Servizi sociali degli enti locali sarà attribuito automaticamente il punteggio più alto.

Per l’iscrizione è necessario compilare la domanda online su htttp//area.coniragazzi.it o in maniera cartacea presso le società sportive aderenti o presso il Coni.

In Emilia-Romagna le società che hanno aderito sono 71, di cui sei a Ravenna al lavoro su 11 impianti sportivi. Si tratta dell’Endas Monti (calcio), dell’Asd Lido Adriano (calcio e volley), dell’associazione Kung Fu Pak Hok Pai Ravenna (arti marziali), dell’Edera Ravenna (ginnastica), dell’associazione sportiva dilettantistica Volley Camp (volley e non solo) e dell’Aquae Sport Center di Porto Fuori.

Aperte le iscrizioni alle scuole materne comunali: richieste solo on line

C’è tempo fino al 6 febbraio. Per bambini nati dal 2012 al 2014

Da oggi (venerdì 13 gennaio) e fino a lunedì 6 febbraio sono aperte le iscrizioni alle scuole dell’infanzia comunali di Ravenna per l’anno scolastico 2017/2018 per i bambini nati negli anni 2012, 2013 e 2014.

Le iscrizioni sono possibili esclusivamente in modalità on-line.

Per qualsiasi chiarimento o difficoltà è attivo un servizio di help-desk che risponde ai numeri 0544.482376-485408 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e alle e-mail inviate all’indirizzo ufficioiscrizioni@comune.ra.it.

Per il bando e tutte le informazioni: http://www.istruzioneinfanzia.ra.it/Iscrizioni-on-line

Il Baretto di Marina di Ravenna torna nella sua storica posizione sul canale

Il locale simbolo ha ricevuto il via libera dall’Autorità Portuale,
lavori al via in febbraio, pronto entro la fine dell’estate?

Il Baretto di Marina di Ravenna riaprirà nella sua storica posizione sul canale Candiano. Si tratta di un locale che ha fatto la storia della località, una sorta di simbolo, a cui sono legati i ricordi di tantissimi ravennati, chiuso dal 2008 a causa dei lavori di ristrutturazione della diga dell’Autorità Portuale.

Il locale si era poi trasferito nella posizione attuale di fronte al parcheggio di via Molo Dalmazia, senza più però ovviamente il fascino del passato, ma forte della promessa di tornare all’antico appena possibile. E ora, con anni di ritardo a causa della solita burocrazia, il momento sembra essere arrivato.

Lo scrive il Carlino di Ravenna in edicola oggi, venerdì 13 gennaio, facendo parlare gli storici titolari che in agosto hanno ricevuto dall’Autorità portuale il via libera al ritorno del Baretto nella storica posizione affacciata sul canale.

I lavori dovrebbero partire già tra qualche settimana, in febbraio, per essere terminati entro la fine dell’estate o al più tardi l’inizio dell’inverno. Con la riapertura, il Baretto potrebbe offrire anche una piccola ristorazione, oltre che la solita proposta da più tradizionale bar-pub.

Ricordando il genio di Luzzati, parte la danza all’Alighieri con Lo Schiaccianoci

Lo spettacolo di Daniele Cipriani apre la stagione, sabato e domenica

Sulle familiari note di Pëtr Il’ič Čajkovskij e con le variopinte scene e i costumi di Emanuele Luzzati, Daniele Cipriani ripropone Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio che inaugura la stagione danza del Teatro Alighieri sabato 14 gennaio alle 20.30 (replica domenica 15 alle 15.30).

Lo Schiaccianoci italiano più bello, uno dei più interessanti – e senz’altro uno dei più incantevoli – della storia della danza, arriva all’Alighieri con primi ballerini Anbeta Toromani e Vito Mazzeo (Balletto Nazionale Olandese) e il corpo di ballo e i solisti della Daniele Cipriani Entertainment. Si tratta di una produzione su grande scala, paragonabile per dimensioni e qualità solo a quelle dei più importanti teatri lirici: in scena ben 40 artisti (37 ballerini, 2 artisti del teatro d’ombre e un trampoliere).

La ripresa dello spettacolo coincide con il 10° anniversario della scomparsa di Emanuele Luzzati, che ha fatto risplendere le scene italiane e internazionali con i colori della sua tavolozza e l’arcobaleno della sua fantasia, nonché con il 200° anniversario della pubblicazione della novella di E.T.A. Hoffmann da cui deriva la trama del balletto. Se la maggior parte degli “Schiaccianoci” – a partire dall’originale del coreografo Marius Petipa (San Pietroburgo, 1892) – si rifanno all’adattamento dello scrittore Alexandre Dumas del racconto, il balletto di Amodio restituisce le ombre e le tinte forti di Hoffmann, sottolineando il confine labile tra immaginazione e realtà.

Lo Schiaccianoci di Amodio/Luzzati si rivolge a grandi e piccini e s’inserisce nell’ambito dell’impegno personale di Daniele Cipriani volto a recuperare il repertorio italiano del balletto della seconda metà del ‘900. Questa produzione è una delle sue colonne portanti, esempio delle vette artistiche toccate quando alla robustezza del pensiero tedesco e all’anima russa che impregna la partitura, si uniscono l’estro e la fantasia italiani: la coreografia di Amodio, le scene e costumi di Luzzati, le “ombre” ideate dal Teatro Gioco Vita e qui realizzate della Compagnia teatrale L’Asina sull’Isola, gli inserimenti musicali di Giuseppe Calì volti a dare risalto all’odore sulfureo che, ogni tanto, s’insinua tra le note di Čajkovskij.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.teatroalighieri.org. Biglietti: da 8 a 28 euro.

Domenica 15 gennaio si terrà inoltre il primo dei tre appuntamenti con “SeminAria” il ciclo di incontri e workshop con i protagonisti della Stagione di Danza: dalle 11 alle 12.30 sul palcoscenico dell’Alighieri si svolgerà la master class con la Maître de Ballet Stefania Cosimo e la partecipazione straordinaria di Amedeo Amodio.
Il 5 febbraio la classe sarà con la Compagnie Käfig diretta da Mourad Merzouki, mentre domenica 19 marzo sarà la volta di Marc Galvez e Harry Price della Compagnia BalletBoyz. La partecipazione all’intero ciclo di SeminAria ha un costo complessivo di 30 euro; l’iscrizione ad un singolo appuntamento 15 euro; è inoltre possibile partecipare come uditore (iscrizione 5 euro). A chi partecipa all’intero ciclo di master class sarà anche offerta la possibilità di partecipare ad una prova di W Momix forever.
Info e iscrizioni: Maria Rosaria Valente promozione@ravennafestival.org / tel. 0544 249257 – 342 1002345.

La Regione: «Entro il 2020 il primo lotto della variante Ss16 Ferrara-Ravenna»

Si tratta del collegamento tra Argenta e Ponte Bastia. Tempi ancora
più lunghi per arrivare a Taglio Corelli. Nasce un nuovo comitato

Grande partecipazione nella sala comunale della casa del popolo di Voltana all’incontro del 10 gennaio con l’assessore regionale ai Trasporti e alla Programmazione territoriale Raffaele Donini, il sindaco di Lugo Davide Ranalli e i consiglieri regionali Mirco Bagnari e Manuela Rontini.

Erano presenti anche i sindaci dei Comuni di Conselice (Paola Pula), Alfonsine (Mauro Venturi), Fusignano (Nicola Pasi), l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Ravenna (Roberto Fagnani), i presidenti delle Consulte di Mezzano, Fiumazzo, Taglio Corelli-Villa Pianta, Giovecca e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria dell’artigianato, agricoltura e commercio, oltre a esponenti delle organizzazioni sindacali confederali.

L’incontro, convocato dalla Consulta di Voltana-Chiesanuova-Ciribella per discutere del merito della petizione per il completamento della variante Ss 16 Ferrara-Ravenna, sottoscritta da oltre 2.500 cittadini, ha decretato anche la nascita del Comitato intercomunale.

La presidente della Consulta Valeria Monti, anche a nome del Comitato promotore della petizione, ha sottolineato la necessità di sbloccare con urgenza i progetti per il completamento della variante Ss 16, sia per motivi di sicurezza per la viabilità, sia per supportare meglio lo sviluppo del territorio.

L’ampio dibattito, che ha visto coinvolti soggetti istituzionali, sindacati e singoli cittadini, ha evidenziato la necessità di fare fronte unico per sostenere la necessità di infrastrutture adeguate, individuando poche priorità fondamentali per lo sviluppo di un territorio che trova i suoi punti di forza nel ruolo strategico del porto di Ravenna, nel tessuto delle piccole e medie imprese, nell’agricoltura, nella cultura e nella valorizzazione del Parco del delta del Po. «Particolarmente positivo, a tale proposito – si legge in un comunicato inviato dall’Unione dei Comuni della Bassa –, l’avvio di un percorso partecipativo tra la Regione, le Amministrazioni locali e i cittadini che permetterà lo scambio di idee e un’analisi più attenta ai reali fabbisogni del territorio».

L’assessore Donini, concludendo i lavori, ha assicurato che, nell’ambito delle infrastrutture viarie, «il completamento della variante Ss 16 Ferrara-Ravenna è una delle priorità nazionali e rappresenta la priorità numero uno per la Regione Emilia-Romagna».

Il primo lotto (Argenta-ponte Bastia), grazie al contributo della Regione (l’investimento complessivo è di oltre 90 milioni di euro), vedrà realizzata la programmazione definitiva entro il 2017 e l’esecuzione dei lavori entro il termine dell’attuale legislatura regionale (2020).

Per il secondo lotto (ponte Bastia-Taglio Corelli), il cui progetto preliminare è stato approvato dall’Anas il 27 gennaio 2011, la Regione si è assunta l’impegno di accelerare le procedure in modo da renderlo effettivamente esigibile entro la prossima mandatura regionale (2025).

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