Il 15 dicembre l’apertura al posto dello storico negozio Callegari
Aperto dalle 10 alle 23,30, con prodotti solo dell’Emilia-Romagna
Aveva creato un certo scalpore, la scorsa primavera, la chiusura dopo quasi trent’anni di attività dello storico negozio di casalinghi “Callegari” di via Cairoli, nel cuore di Ravenna, a pochi passi da piazza del Popolo. Un negozio che contribuiva a rendere così affascinante la piccola strada pedonale e che riaprirà ora con una nuova veste, rispettosa però del passato.
«Ho sempre amato il negozio di Callegari e quando abbiamo trovato l’accordo per il passaggio di consegne gli ho promesso che non avrei toccato la struttura, tanto che le vetrine sono ancora quelle originali e anche dentro al locale abbiamo fatto un lavoro certosino…». A parlare è Attilio Bassini, il titolare del nuovo progetto imprenditoriale in partenza al civico 19 di via Cairoli, da cui prende il nome. Si chiama infatti “Al Cairoli” il ristorante-vineria-caffetteria (per citare le locandine pubblicitarie) che aprirà i battenti giovedì, 15 dicembre. Un ristorante con circa 40 coperti, con alcune particolarità. Innanzitutto l’orario di apertura, dalle 10 alle 23.30, per un utilizzo anche da caffetteria o sala da tè, con tanto di torte e crostate fatte in casa. Poi i prodotti, «solo esclusivi dell’Emilia-Romagna – dice Bassini –, a partire dalle farine», provenienti dal molino di famiglia, nel Bolognese. Quindi massima attenzione per la pasta fatta in casa («faremo la sfoglia nel laboratorio interno, in cucina»), dai cappelletti romagnoli ai tortellini emiliani.
Terza particolarità, la più innovativa per il centro di Ravenna, è quella che il titolare (che gestirà il negozio insieme anche alla compagna) ha rinchiuso in uno slogan: “A passeggio con gusto”. Ecco quindi che i piatti tradizionali emiliano-romagnoli (anche la pasta in brodo) finiranno in un cartoccio, o comunque in un contenitore da passeggio, trasformandosi nel tanto in voga street food. «Abbiamo pensato a questa soluzione soprattutto per i turisti, che magari non vogliono stare chiusi due ore in un ristorante, ma ammirare il centro di Ravenna degustando appunto le nostre specialità», spiega ancora Bassini, bolognese, ma da sempre – ci dice – innamorato di Ravenna.
All’interno del locale (che collaborerà con Campagna Amica-Coldiretti) anche una zona in cui verranno venduti prodotti tipici.
Una panoramica sui principali progetti di recupero di edifici dismessi o abbandonati in provincia di Ravenna parte dal capoluogo e in particolare dalla sua darsena, quartiere che sta cercando (a fatica) di prendere vita proprio attraverso anche il riuso e la rigenerazione urbana. Tanto che al momento l’esperimento più riuscito è quello dei container recuperati per bar, ristorantino e attività sportive della Darsena Pop Up, che si appresta tra l’altro a mettere in campo dall’8 dicembre anche il suo primo calendario di iniziative natalizie. Proprio a fianco dell’Almagià, primo e più noto esempio di recupero a Ravenna di un edificio industriale dismesso e architettonicamente significativo, situato nel complesso dell’omonima ex raffineria di zolfo. L’ex magazzino fu edificato nel 1888 e dalla seconda metà degli anni novanta è diventato una sala polifunzionale per spettacoli e teatro. Ora l’attenzione in zona è da anni invece rivolta in particolare al cosiddetto Sigarone. L’ex magazzino Sir di archeologia industriale di proprietà dell’immobiliare Platani è al centro di un progetto di recupero (redatto da Nuovostudio) presentato pubblicamente ormai più di quattro anni fa e frenato da burocrazia, polemiche e ora in attesa, quasi un anno dopo le ultime varianti resesi necessarie, del via libera definitivo da parte della Soprintendenza. Un progetto da oltre 10 milioni di euro (che lo trasformerà in una sorta di mega piazza a uso pubblico per manifestazioni ed eventi culturali, ma sono previsti anche un supermercato, spazi commerciali, pubblici esercizi e una parte di residenziale) inserito nel piano complessivo di riqualificazione della Darsena coordinato dal Comune e in attesa dei finanziamenti (circa 13 milioni di euro) da parte del Governo nell’ambito del Bando per le periferie.
Dopo il referendum e le dimissioni del premier Renzi, ora a Palazzo Merlato c’è chi trema (ci esprime le proprie preoccupazioni, per esempio, l’assessore all’Urbanistica Federica Del Conte), ma il via libera per il finanziamento – atteso «entro il 2017» – era già arrivato prima del voto e ora dovrebbe essere stato confermato con l’approvazione della Legge di stabilità. In quello stesso piano presentato al Governo era inserita anche la riqualificazione (in previsione c’è un locale affacciato sul candiano vicino alla Torre Zucchi) della cosiddetta Area T, mentre è stato presentato durante il percorso di candidatura a Capitale europea della cultura 2019 il progetto dello Spazio Mosa (con tanto di galleria d’arte e ristorante) all’ex mangimificio Martini, sull’altra sponda del canale (l’edificio con il grande murales di Ericailcane), ma in questo caso al momento mancano gli investitori.
Nessuna novità per altri due luoghi che hanno fatto a loro modo la storia della città e che sono attualmente in stato di abbandono: da una parte l’ex Caserma Alighieri – su cui il Comune è in attesa di avere lumi dal ministero e dove si vorrebbe realizzare anche un grande parcheggio a servizio del centro – dall’altra l’ex Macello, per cui era stato presentato un progetto di riqualificazione dalla famiglia Poggiali del gruppo Setramar (che ne è proprietaria), poi tramontato a causa di ritardi burocratici e crisi economica.
Il completamento della variante della statale 16 tra Ravenna e Ferrara è un’opera indispensabile. Lo affermano cinque consiglieri regionali del Partito democratico – tra cui i ravennati Mirco Bagnari, Gianni Bessi e Manuela Rontini – presentando un’interrogazione alla giunta Bonaccini chiedendo se sia al corrente delle intenzioni di Anas circa gli interventi su questa strada e come intenda attivarsi «per garantire, da un lato, un collegamento su strada tra le due città che offra un adeguato supporto alle aziende del territorio e al traffico di merci da e verso il porto di Ravenna, dall’altro lato, la sicurezza ai residenti dei centri abitati attraversati dall’attuale tracciato dell’infrastruttura».
È caduto in casa e con fatica ha raggiunto il letto e da lì non è stato più in grado di alzarsi: solo l’attenzione di una vicina di casa e l’intervento della polizia, entrata dal balcone, hanno salvato la vita a un 90enne rimasto sdraiato per tre giorni. L’uomo era disidratato ma ancora vigile e non è in pericolo di vita.
L’incidente è stato lieve e senza feriti ma per il 21enne tunisino in sella al motorino che è finito contro un’auto è stato solo l’inizio di una catena di guai che in poche ore gli è costata l’arresto con l’accusa di nove diversi reati. L’episodio risale a ieri, 8 dicembre, a Cervia. I carabinieri della locale stazione sono intervenuti sul luogo dell’incidente e hanno scoperto che il ciclomotore era stato rubato nei giorni scorsi a Milano Marittima: il giovane ha tentato di esibire il documento di un altro connazionale e ha opposto resistenza, dimenandosi e aggrappandosi ad una ringhiera, quando si è trattato di accompagnarlo in caserma per l’identificazione, ha rifiutato di sottoporsi agli accertamenti per l’eventuale assunzione di alcol e stupefacenti e addosso aveva un coltello e circa 100 grammi di hashish, marijuana, cocaina, materiale da taglio e confezionamento. In casa invece tre bici di valore tutt’altro che trascurabile, delle quali si cercano i proprietari. Il giovane deve rispondere di “Detenzione e spaccio di droga”, “Resistenza a pubblico ufficiale”, “Guida sotto l’influenza dell’alcol” , “Guida sotto l’influenza di stupefacenti”, “False attestazioni sulla propria identità”, “Ricettazione”, “Furto”, “Porto abusivo di arma”, “Inosservanza dell’ordine di lasciate il territorio nazionale”.
Il Comune di Ravenna ha deciso quest’anno, modificando una prassi consolidata da anni, di non concedere contributi economici a pro loco e comitati cittadini dei lidi in occasione della programmazione di eventi per il periodo natalizio nota anche come iniziativa Mare d’inverno. La scelta ha lasciato molti musi lunghi sulla costa: a criticare il cambio di rotta della nuova giunta per primo è stato il comitato cittadino di Lido di Dante ma nel giro di 48 anche la pro loco di Marina di Ravenna è intervenuta sul tema.
Si sono fatti largo a spallate travolgendo tutto quello che hanno incrociato e ora hanno colonizzato grandi territori della nostra quotidianità, dal tempo libero al lavoro. Il tutto in un lasso di tempo di appena una decina di anni, una parentesi relativamente breve se si pensa alla portata dei cambiamenti che hanno introdotto. I social media sono tra noi. E, a quanto pare, ci resteranno a lungo. Per capirli e maneggiarli servono guide. Una di queste è Andrea Albanese, esperto del settore che a Ravenna il 12 e 13 dicembre terrà due incontri di formazione organizzati da Confesercenti. L’iniziativa si chiama “Vitamine per la comunicazione”: l’appuntamento del 13 con l’organizzatore del Social media marketing day di Milano e docente alla Business School del Sole24Ore è dedicato a Linkedin ed è riservato esclusivamente agli associati di Federpubblicità-Confesercenti mentre il giorno precedente la lezione sull’utilizzo di Facebook, Messenger e Whatsapp nelle aziende del turismo è pubblica e aperta a tutti, dalle 15 alle 18.30 alla sede dell’associazione in piazza Bernini 7, iscrizione gratuita ma prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti al numero 0544-292721 oppure provinciale.ravenna@sicot.it.
I primi 27 dipendenti sono stati licenziati il 23 novembre, gli altri 19 lo saranno nei 120 giorni previsti dalla procedura, nonostante vi siano ancora a disposizione mesi di cassa integrazione e contratti di lavoro acquisiti, ancora da onorare. Arriva dall’Abruzzo la conferma della chiusura della sede di Ravenna di Western Atlas, l’azienda del settore petrolifero che da oltre trent’anni lavora in città. La direzione aziendale di Baker Hughes – che la controlla – ha incontrato i sindacati nella sede di Confindustria Chieti-Pescara, ribadendo il concetto.
Mentre è stato pubblicato nei giorni scorsi il bando per il Magazzino Darsena, a Cervia stanno per partire i lavori all’ex cral Saline, altro magazzino di pregio al centro di una riqualificazione, costruito tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700 per lo sfruttamento delle saline.
Altro luogo simbolo del litorale cervese, più a nord, è l’ex discoteca Woodpecker, che dopo aver ospitato eventi culturali in questi ultimi tempi è destinata a diventare (anche in questo caso dopo un percorso partecipativo) un “parco della musica e delle arti”, dove si potrà ascoltare musica, ma anche vivere la dimensione delle arti in generale, dal cinema, alle esposizioni, agli spettacoli. Un «polo culturale moderno» che nelle intenzioni del Comune avrà anche la possibilità di ospitare il pubblico per cene, aperitivi e degustazioni, tutto l’anno, con la possibilità di collocare vetri a protezione delle aperture delle cupole. Dopo le feste verrà pubblicato un bando per trovare un potenziale gestore e finanziatore, in grado di farsi carico anche di parte della ristrutturazione necessaria (servizi igienici compresi). E restando nel campo della vita notturna, il Comune di Cervia sta per mettere a bando la gestione dello storico dancing Kursaal, chiuso per fallimento, con l’obiettivo di riaprire il locale (di proprietà demaniale) in primavera.