lunedì
27 Aprile 2026

«Tagliare i vitalizi in Regione non è demagogia ma un giusto segnale»

La relatrice della proposta di tagli agli ex consiglieri e assessori è la faentina Rontini (Pd): «Risparmio di 1,5 milioni in tre anni»

Faentina, renziana della primissima ora, Manuela Rontini è la relatrice di una legge regionale che punta a penalizzare quelli che alcuni considerano diritti e molti invece chiamano “privilegi” agli ex consiglieri della Regione.

Come nasce questa proposta?
«La nostra idea è quella di fare una proposta non demagogica e non illegittima, per evitare ricorsi e situazioni che abbiamo visto altrove. Ma siamo altresì convinti che in questo momento di ancora forte crisi economica, anche alle nostre latitudini, la politica debba dare un segnale per ritrovare una connessione con i cittadini che stanno affrontando difficoltà, recuperando così credibilità e autorevolezza».

La legge nasce a firma di alcuni consiglieri del Pd. Qual è il vostro obiettivo in termini di tempi e di consensi?
«La legge 1 sulla riduzione dei costi della politica fu votata all’unanimità. Ora, sarà difficile che possa ripetersi un caso simile, ma speriamo comunque di raccogliere il più ampio consenso possibile, per approvarla entro la fine dell’anno».

Lei dice una proposta non demagogica: di quanto risparmio si tratterebbe?
«Di circa 1 milione e mezzo in tre anni e mi rendo perfettamente conto che a fronte di un bilancio della Regione di quasi 13miliardi di euro l’anno, possono sembrare ben poca cosa. Ma si tratta appunto di un segnale, e di risorse che saranno spese altrove. Poi sono consapevole che verremo giustamente giudicati sulla base di ciò che faremo per la sanità, il rilancio dell’economia, la cultura».

Come mai qui il Pd sembra in prima linea nel tema del taglio dei costi della politica e invece in Parlamento non appoggiate la proposta dei grillini?
«Non conosco nel dettaglio la situazione in Parlamento, ma mi pare di aver capito che lì il Movimento 5 Stelle abbia in qualche modo forzato alcuni passaggi nelle procedure, che invece credo vadano rispettate sempre da una comunità politica per poter lavorare con efficacia. Per quanto riguarda noi, la Regione Emilia-Romagna non da oggi si è fatta promotrice di un lavoro in questo senso e non a caso siamo molto felici del fatto che, se al referendum costituzionale del 4 dicembre vincerà il sì, ciò che è stato deciso qui sarà applicato anche in tutti gli altri consigli regionali…»

La legge dell’Emilia Romagna è stata presa a modello?
«La parola modello non mi piace, ma possiamo dire che è andata così. Del resto il nostro altro non era che un provvedimento di buon senso».

È la prova che allora non serve il referendum per ridurre i costi, si può fare anche senza…
«Per noi è un motivo di orgoglio e un’occasione per illustrare nei dettagli quello che abbiamo fatto, nel referendum su questo capitolo poi c’è molto altro, dall’abolizione del Cnel alle Province…»

Se vincesse il sì, potrebbe interessarle entrare nel nuovo Senato delle Regioni?
«Personalmente sono già molto impegnata sia come consigliera regionale nel rappresentare il territorio, sia perché presiedo la Commissione che si occupa di Territorio Ambiente Mobilità (e per questo mi riconoscono anche un’indennità di funzione). Vorrei poi precisare che comunque chi parteciperà ai lavori del nuovo Senato lo farà senza ricevere alcuna indennità aggiuntiva».

E cosa ne pensa della proposta di Matteo Renzi di una sorta di gettone di presenza per i parlamentari della Camera? Sarebbe applicabile in Regione, dove peraltro lei a oggi non ha ancora mancato un’assemblea o una commissione?
«Credo che per provare a incidere, cambiando le cose che non vanno, sia innanzitutto necessario essere presenti nei luoghi in cui si discute e si decide. In Regione peraltro già esiste un meccanismo di penalizzazione per chi non partecipa ai lavori. Per il Parlamento immagino possa essere una proposta interessante, in questi giorni sono stata soprattutto contenta di vedere che in cima alle classifiche delle presenze ci sono spesso parlamentari del Partito democratico».

Profugo morto nel canale, la coop che lo ospitava teme un incidente

Ritrovato dopo dieci giorni di assenza. La Cefal: «Ben voluto da tutti». Era al terzo ricorso per il permesso di soggiorno che gli era stato negato

«Non ha lasciato messaggi e nemmeno ci risulta che abbia avuto contrasti con altre persone, era un uomo sereno che si faceva volere bene. Per questo pensiamo che sia stato un tragico incidente». A poche ore dal ritrovamento del cadavere di Bassirou Mbaye, il 38enne senegalese richiedente asilo ripescato dal canale emiliano-romagnolo a Cotignola, una spiegazione a quella morte prova a darla un responsabile della cooperativa Cefal che gestisce la struttura di Budrio dove l’uomo era alloggiato da settembre con altri diciannove profughi africani di varie nazionalità. «La casa è molto vicina al canale – dice Fabio Federici –, magari stava passeggiando mentre era al telefono come a volte capita ed è scivolato». Sulla morte sta indagando il commissariato di Lugo: la prima ispezione del medico legale dice solo che non sono presenti segni di violenza esterna.

A venerdì 28 ottobre risale l’ultima firma di Mbaye nel libro delle presenze nell’abitazione di via Gaggio 14: «Tutti i richiedenti devono firmare tutti i giorni. Nel weekend ci siamo resi conto che non aveva più firmato e non aveva lasciato detto nulla ai coinquilini. Ci è sembrato strano da subito perché Bassirou era uno preciso, lo conosciamo da tempo e non si era mai allontanato di sua iniziativa come invece capita che qualcun altro abbia fatto magari per andare a trovare amici». A volte capita anche che qualcuno decida di lasciare il percorso tracciato del programma di accoglienza e andarsene per la sua strada facendo perdere le tracce: «Su 150 persone che abbiamo seguito finora nel tempo sarà capitato 6-7 volte». Passati i giorni festivi è stata fatta la segnalazione, come richieto dalle procedure, alla prefettura che coordina la rete di accoglienza sui territori. Il corpo, come detto, è stato ritrovato nella mattinata del 7 novembre. Galleggiava nel Cer all’altezza del ponte di via Gaggio.

A Budrio stava da settembre. In precedenza viveva a Villa San Martino in un altro locale gestito dalla Cefal: «L’avevamo spostato a Budrio perché era una nuova sistemazione e lui che era più maturo e giù inserito era un riferimento anche per noi. Non a caso stavamo pensando anche di inserirlo tra i nostri collaboratori se avesse ottenuto il permesso di soggiorno».

Finora gli era stato respinto già due volte e aveva presentato ancora ricorso, in attesa che la pubblica amministrazione facesse il suo corso viveva a Budrio. Pochi passatempi: «So che frequentava la moschea di Lugo». Ma non era la Romagna il luogo in cui voleva restare: «Non aveva mai detto dove ma voleva lasciare l’Italia. Aveva amici in Spagna ma non è detto che fosse diretto là». In Senegal vivono la moglie e tre figli. La cooperativa, tramite le amicizie nella Bassa, proverà a raggiungere i familiari rimasti in Africa.

Notte di spaccate, due locali assaltati Bottini magri e danni ingenti

Ignoti in azione in pieno centro al bar Alex e Paul: la cassa era vuota Alla Gelateria di Strada in via Destra Canale Molinetto rubati 100 euro

Un bar in centro storico e una gelateria alle porte del centro sono i locali presi d’assalto da ignoti nella notte tra il 6 e il 7 novembre a Ravenna: bottini miseri ma danni ingenti per le vetrine sfondate. Le attività colpite sono il bar Alex e Paul in via De Gasperi e la Gelateria di Strada in via Destra Canale Molinetto.

Alla gelateria nei pressi dell’ippodromo in azione un ladro solitario: «È successo poco dopo le 4 del mattino – racconta il titolare Lorenzo Bezzi –. Una persona da sola ha sfondato il vetro con un masso e poi è entrata prendendo il cassetto del registratore. Dentro ci saranno stati al massimo cento euro. In una gelateria d’inverno non è che puoi aspettarti chissà quali fondi cassa…». Un blitz durata meno di trenta secondi. Le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato la scena, aumentando la rabbia di chi ha avviato l’attività appena otto mesi fa: «Non avrei mai pensato che qualcuno arrivasse a questo punto. Mi ritrovo con 400-500 euro di danni».

Nello storico bar e vineria a due passi da piazza Caduti invece i malviventi, in azione in un orario ancora da accertare, non hanno trovato nemmeno il fondo cassa: «Ogni sera portiamo via tutto e lasciamo il cassetto aperto per non farcelo forzare – racconta il titolare Giampaolo Gardini –. Non hanno portato via nemmeno qualche bottiglia di vino che abbiamo qui a portata di mano. E così mi ritrovo con un danno da tremila euro per i vetri rotti da riparare». Non è la prima volta: «Siamo qui da trent’anni, almeno quattro o cinque volte ci hanno visitato…». Le uniche speranze sono riposte nelle telecamere di sorveglianza installate da un negozio vicino: le immagini che inquadrano i portici, illuminati anche di notte, sono state acquisite dalle forze dell’ordine.

Maratona, tremila iscritti da 45 Paesi I runner passeranno da Sant’Apollinare

Il 13 novembre la 18esima edizione: il percorso toccherà tutti i monumenti Unesco della città. A Palazzo Rasponi l’Expo Village

Le iscrizioni sono ancora aperte ma a meno di una settimana dallo start la lista conta già oltre tremila atleti di 45 nazionalità diverse: sono gli iscritti alla 18esima edizione della maratona internazionale Ravenna città d’arte in programma il 13 novembre (partenza e arrivo in via di Roma, di fronte al Mar). Rispetto al 2015 saranno rappresentate dieci nazionalità in più e per quattordici Paesi sarà una prima assoluta: Albania, Bolivia, Ecuador, Estonia, Giappone, India, Lettonia, Lussemburgo, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Serbia, Taipei e Venezuela. Le iscrizioni si chiuderanno mercoledì 9 novembre (45 euro maratona, 30 half marathon), ma saranno riaperte l’11, il 12 e il 13 novembre (50 euro maratona e 35 euro half marathon) all’Expo Marathon Village (in piazza Kennedy a Palazzo Rasponi). La giornata di garà sarà la domenica ma il calendario è ricco di appuntamenti collaterali a partire dal venerdì.

Tra i top runner finora iscritti alla maratona ci sono il marocchino Tarik Marhnaoui, vincitore della passata edizione, il connazionale Youness Zitouni e gli italiani Smail Charfaoui dell’Edera Atletica Forlì e Gianluca Borghesi dell’Atletica Avis Castel San Pietro. Tra le donne compaiono Anna Spagnoli dell’Edera Atletica Forlì e la croata Nikolina Sustic, vincitrici due volte della 100 Km del Passatore. Nella mezza maratona tre nomi importanti sono l’italiano Ahmed Nasef, il marocchino Karrim Abderrahim e la connazionale Janat Hanane.

Il percorso interamente pianeggiante e veloce si snoda attraverso le vie della città e, novità di quest’anno, toccherà tutti gli otto monumenti Unesco della città: i podisti infatti passeranno anche nei pressi della basilica di Sant’Apollinare in Classe. La mezza maratona percorrerà le stesse strade per i primi 18 km.

L’iscrizione comprende, oltre al pacco gara, la t-shirt ufficiale Diadora, noleggio chip, rilevazioni cronometriche, medaglia in mosaico per chi arriva al traguardo (realizzata dal 2011 in mosaico dall’artista ravennate Annafietta, riproduce un dettaglio delle croci bizantine, la più grande delle quali si trova nell’abside della Basilica di Sant’Apollinare in Classe), entrata gratuita a quattro musei, assicurazione, bus navetta, pacer, deposito borse, ristori, Pasta Party Delverde, spogliatoi, assistenza medica, servizio massaggi, docce e wc. Per gli atleti e i familiari sono disponibili anche bus navetta per spostarsi dal parcheggio del Pala De Andrè (2.500 posti auto) alla zona di partenza e arrivo e ritorno. Presentando il pettorale, tutti gli atleti iscritti ad una qualsiasi delle corse, potranno visitare gratuitamente tutti e tre i giorni il Mar (Museo d’arte della città di Ravenna), la Domus dei tappeti di pietra, Tamo-tutta l’avventura del mosaico e da quest’anno si aggiunge l’Antico porto di Classe. Per gli iscritti dell’ultimo momento e per chi dovesse arrivare in città solo domenica 13 il pettorale si ritirerà in zona partenza in via di Roma dalle 7 alle 9.

Il cuore della tre giorni organizzata da Ravenna Runners sarà l’Expo Marathon Village che quest’anno cambia sede, da Palazzo Congressi a Palazzo Rasponi dalle Teste: ospiterà gli spazi per il ritiro pettorali ma anche stand espositivi per conoscere nuovi prodotti e confrontarsi con le tendenze del mercato. E il sabato sarà la cornice per convegni e conferenze sui temi dello sport e della salute.

Tra le iniziative collaterali a sfondo più sportivo va ricordata la camminata da 10,5 km che attraverserà tutto il centro storico, la darsena e il parco di Teodorico: una corsa e camminata a passo libero, ludico-motoria non competitiva, accessibile a sportivi e non per testare le proprie capacità di corridore amatoriale o semplicemente da condividere con gli amici e i colleghi. Da quest’anno i primi 1.500 iscritti riceveranno la medaglia in mosaico, che prima era prevista solo per chi correva maratona e mezza, oltre alla t-shirt e naturalmente al consueto pacco gara. Il costo è di 15 euro, che diventa 18, qualora ci fosse ancora disponibilità, nei giorni 11 e 12 novembre all’Expo Marathon Village e nella mattinata del 13 fino alle 9 in via di Roma, dove si svolgerà la partenza.

Maratona, tremila iscritti da 45 Paesi I runner passeranno da Sant’Apollinare

Il 13 novembre la 18esima edizione: il percorso toccherà tutti i monumenti Unesco della città. A Palazzo Rasponi l’Expo Village

Le iscrizioni sono ancora aperte ma a meno di una settimana dallo start la lista conta già oltre tremila atleti di 45 nazionalità diverse: sono gli iscritti alla 18esima edizione della maratona internazionale Ravenna città d’arte in programma il 13 novembre (partenza e arrivo in via di Roma, di fronte al Mar). Rispetto al 2015 saranno rappresentate dieci nazionalità in più e per quattordici Paesi sarà una prima assoluta: Albania, Bolivia, Ecuador, Estonia, Giappone, India, Lettonia, Lussemburgo, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Serbia, Taipei e Venezuela. Le iscrizioni si chiuderanno mercoledì 9 novembre (45 euro maratona, 30 half marathon), ma saranno riaperte l’11, il 12 e il 13 novembre (50 euro maratona e 35 euro half marathon) all’Expo Marathon Village (in piazza Kennedy a Palazzo Rasponi). La giornata di garà sarà la domenica ma il calendario è ricco di appuntamenti collaterali a partire dal venerdì.

Tra i top runner finora iscritti alla maratona ci sono il marocchino Tarik Marhnaoui, vincitore della passata edizione, il connazionale Youness Zitouni e gli italiani Smail Charfaoui dell’Edera Atletica Forlì e Gianluca Borghesi dell’Atletica Avis Castel San Pietro. Tra le donne compaiono Anna Spagnoli dell’Edera Atletica Forlì e la croata Nikolina Sustic, vincitrici due volte della 100 Km del Passatore. Nella mezza maratona tre nomi importanti sono l’italiano Ahmed Nasef, il marocchino Karrim Abderrahim e la connazionale Janat Hanane.

Il percorso interamente pianeggiante e veloce si snoda attraverso le vie della città e, novità di quest’anno, toccherà tutti gli otto monumenti Unesco della città: i podisti infatti passeranno anche nei pressi della basilica di Sant’Apollinare in Classe. La mezza maratona percorrerà le stesse strade per i primi 18 km.

L’iscrizione comprende, oltre al pacco gara, la t-shirt ufficiale Diadora, noleggio chip, rilevazioni cronometriche, medaglia in mosaico per chi arriva al traguardo (realizzata dal 2011 in mosaico dall’artista ravennate Annafietta, riproduce un dettaglio delle croci bizantine, la più grande delle quali si trova nell’abside della Basilica di Sant’Apollinare in Classe), entrata gratuita a quattro musei, assicurazione, bus navetta, pacer, deposito borse, ristori, Pasta Party Delverde, spogliatoi, assistenza medica, servizio massaggi, docce e wc. Per gli atleti e i familiari sono disponibili anche bus navetta per spostarsi dal parcheggio del Pala De Andrè (2.500 posti auto) alla zona di partenza e arrivo e ritorno. Presentando il pettorale, tutti gli atleti iscritti ad una qualsiasi delle corse, potranno visitare gratuitamente tutti e tre i giorni il Mar (Museo d’arte della città di Ravenna), la Domus dei tappeti di pietra, Tamo-tutta l’avventura del mosaico e da quest’anno si aggiunge l’Antico porto di Classe. Per gli iscritti dell’ultimo momento e per chi dovesse arrivare in città solo domenica 13 il pettorale si ritirerà in zona partenza in via di Roma dalle 7 alle 9.

Il cuore della tre giorni organizzata da Ravenna Runners sarà l’Expo Marathon Village che quest’anno cambia sede, da Palazzo Congressi a Palazzo Rasponi dalle Teste: ospiterà gli spazi per il ritiro pettorali ma anche stand espositivi per conoscere nuovi prodotti e confrontarsi con le tendenze del mercato. E il sabato sarà la cornice per convegni e conferenze sui temi dello sport e della salute.

Tra le iniziative collaterali a sfondo più sportivo va ricordata la camminata da 10,5 km che attraverserà tutto il centro storico, la darsena e il parco di Teodorico: una corsa e camminata a passo libero, ludico-motoria non competitiva, accessibile a sportivi e non per testare le proprie capacità di corridore amatoriale o semplicemente da condividere con gli amici e i colleghi. Da quest’anno i primi 1.500 iscritti riceveranno la medaglia in mosaico, che prima era prevista solo per chi correva maratona e mezza, oltre alla t-shirt e naturalmente al consueto pacco gara. Il costo è di 15 euro, che diventa 18, qualora ci fosse ancora disponibilità, nei giorni 11 e 12 novembre all’Expo Marathon Village e nella mattinata del 13 fino alle 9 in via di Roma, dove si svolgerà la partenza.

Cadavere nel canale emiliano-romagnolo È un profugo scomparso da dieci giorni

La vittima è un 38enne inserito nella rete per richiedenti asilo coordinata dalla prefettura. Lascia la moglie e tre figli

Il corpo senza vita di un 38enne senegalese (Mbaye Bassirou) è stato recuperato stamani, 7 novembre, dalle acque del canale emiliano-romagnolo (Cer) all’altezza del ponte di via Gaggio a Cotignola: dell’uomo, un richiedente asilo alloggiato in una struttura nella frazione di Budrio che fa parte della rete coordinata dalla prefettura per l’accoglienza dei profughi, pare che non si avessero notizie dal 28 ottobre scorso ma, fa sapere la questura, «non risultano segnalazioni dell’allontamento alle forze di polizia». Lascia la moglie e tre figli che vivono ancora in Senegal.

Il cadavere è stato recuperato dal personale nautico dei vigili del fuoco intervenuti con un gommone e, secondo le prime ispezioni, appare in avanzato stato di decomposizione a testimonianza quindi di una permanenza in acqua che durava da giorni. Non presenta segni di violenza esterna: la causa di morte ritenuta più probabile al momento è quindi quella dell’annegamento, forse dopo una caduta accidentale nelle acque. Sul posto oltre ai pompieri anche il personale medico del 118 e gli agenti di polizia del commissariato di Lugo che stanno conducendo le indagini.

L’uomo faceva parte del primo gruppo di profughi sistemati nella nuova struttura di Budrio in via Gaggio 14, a poche centinaia di metri dal luogo dove è stato ripescato il cadavere, inaugurata all’inizio di settembre e gestita dalla cooperativa Cefal. Secondo le informazioni raccolte finora era in Italia da tempo e attualmente in attesa dell’esito per un ricorso presentato dopo che la richiesta di asilo era stata respinta.

 

Apre a Ravenna un centro giochi per bambini (e genitori)

Apre mercoledì 9 novembre nella sede dell’ex asilo nido Ninna Nanna di via Borghi 14/a, a Ravenna, un nuovo servizio rivolto a bambini che non frequentano il nido o la scuola dell’infanzia. Si tratta del Centro giochi che la cooperativa L’Albero mette a disposizione per i bambini da zero a sei anni, accompagnati però da un adulto. L’appuntamento (mercoledì 9 per l’inaugurazione a ingresso gratuito) è dalle 10 alle 12, quando i bambini potranno giocare, socializzare fra di loro e fare attività in compagnia di un’educatrice (è necessario portare solo ed esclusivamente i calzini antiscivolo).

Il servizio funzionerà il mercoledì e il venerdì mattina dalle 10 alle 12 e il martedì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.30. Chi acquisterà cinque ingressi riceverà in regalo un laboratorio al nido Domus Bimbi di via Pavirani.

Info: 0544 501872 e a questo link.

Apre a Ravenna un centro giochi per bambini (e genitori)

Apre mercoledì 9 novembre nella sede dell’ex asilo nido Ninna Nanna di via Borghi 14/a, a Ravenna, un nuovo servizio rivolto a bambini che non frequentano il nido o la scuola dell’infanzia. Si tratta del Centro giochi che la cooperativa L’Albero mette a disposizione per i bambini da zero a sei anni, accompagnati però da un adulto. L’appuntamento (mercoledì 9 per l’inaugurazione a ingresso gratuito) è dalle 10 alle 12, quando i bambini potranno giocare, socializzare fra di loro e fare attività in compagnia di un’educatrice (è necessario portare solo ed esclusivamente i calzini antiscivolo).

Il servizio funzionerà il mercoledì e il venerdì mattina dalle 10 alle 12 e il martedì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.30. Chi acquisterà cinque ingressi riceverà in regalo un laboratorio al nido Domus Bimbi di via Pavirani.

Info: 0544 501872 e a questo link.

Aggiungi un (social) posto a tavola

Due freelance progettano un’app che trova commensali a chi non vuole mangiare da solo al ristorante: dal dating al pranzo tra manager

I pasti al ristorante come momento di socializzazione tra sconosciuti con interessi comuni, disposti a sedersi alla stessa tavola per fare nuove conoscenze o semplicemente mangiare in compagnia. È la filosofia che sta dietro a Social Table, il progetto che due freelance ravennati stanno cercando di trasformare in business creando un’applicazione per smartphone.

Il 35enne Maurizio Melandri e il 34enne Lorenzo De Donato stanno lavorando allo sviluppo seduti a una scrivania dentro Colabora, lo spazio coworking sostenuto dal Comune in darsena: «Detta in soldoni è molto semplice: immaginiamo uno strumento con cui le persone possano incontrarsi in locali pubblici e conoscersi nella vita reale, per non mangiare da soli o per condividere il momento della tavola. Ci sarà chi fissa luogo e orario della sua disponibilità e chi cercherà tavoli disponibili di suo interesse». Le possibilità sono svariate: «Può essere una versione particolare del dating o un pranzo di lavoro tra manager in trasferta».

L’idea è nata da tempo, poi un anno fa Maurizio e Lorenzo l’hanno presentata al bando per l’assegnazione degli spazi di Colabora e ora stanno raffinando il progetto: «L’apporto di Colabora si sta rivelando prezioso: non è un incubatore come altri in cui vengono messi a disposizione dei capitali ma possiamo contare sul supporto di esperti». Di recente Social Table ha ottenuto un premio di tremila euro perché inserita tra i tre progetti ravennati premiati a Start Cup Emilia Romagna, competizione annuale finalizzata a favorire la nascita di nuove imprese ad alto contenuto innovativo, organizzata da Aster (società consortile della Regione Emilia-Romagna).

Quale modello di business immaginano i due sviluppatori? «Al momento siamo orientati verso una formula premium: l’app si scarica gratuitamente in modo da avere una massa critica importante poi pagando l’utente può accedere a servizi in più come ad esempio sapere quanta affinità c’è tra i profili degli utenti. E ci sarà spazio per i ristoranti che potranno promuovere le loro offerte e magari avere un tavolo social sempre aperto a chi vuole sedersi prenotando un posto tramite l’app». Fra quanto le idee si tradurranno in incassi? «In queste settimane stiamo proprio cercando di definire quale modello di business possa essere più adatto per noi: l’ambizione non ci manca ma non siamo degli illusi, ce la stiamo giocando al meglio ma sappiamo che tutto può finire senza decollare, il tasso di mortalità delle startup è elevato».

Aggiungi un (social) posto a tavola

Due freelance progettano un’app che trova commensali a chi non vuole mangiare da solo al ristorante: dal dating al pranzo tra manager

I pasti al ristorante come momento di socializzazione tra sconosciuti con interessi comuni, disposti a sedersi alla stessa tavola per fare nuove conoscenze o semplicemente mangiare in compagnia. È la filosofia che sta dietro a Social Table, il progetto che due freelance ravennati stanno cercando di trasformare in business creando un’applicazione per smartphone.

Il 35enne Maurizio Melandri e il 34enne Lorenzo De Donato stanno lavorando allo sviluppo seduti a una scrivania dentro Colabora, lo spazio coworking sostenuto dal Comune in darsena: «Detta in soldoni è molto semplice: immaginiamo uno strumento con cui le persone possano incontrarsi in locali pubblici e conoscersi nella vita reale, per non mangiare da soli o per condividere il momento della tavola. Ci sarà chi fissa luogo e orario della sua disponibilità e chi cercherà tavoli disponibili di suo interesse». Le possibilità sono svariate: «Può essere una versione particolare del dating o un pranzo di lavoro tra manager in trasferta».

L’idea è nata da tempo, poi un anno fa Maurizio e Lorenzo l’hanno presentata al bando per l’assegnazione degli spazi di Colabora e ora stanno raffinando il progetto: «L’apporto di Colabora si sta rivelando prezioso: non è un incubatore come altri in cui vengono messi a disposizione dei capitali ma possiamo contare sul supporto di esperti». Di recente Social Table ha ottenuto un premio di tremila euro perché inserita tra i tre progetti ravennati premiati a Start Cup Emilia Romagna, competizione annuale finalizzata a favorire la nascita di nuove imprese ad alto contenuto innovativo, organizzata da Aster (società consortile della Regione Emilia-Romagna).

Quale modello di business immaginano i due sviluppatori? «Al momento siamo orientati verso una formula premium: l’app si scarica gratuitamente in modo da avere una massa critica importante poi pagando l’utente può accedere a servizi in più come ad esempio sapere quanta affinità c’è tra i profili degli utenti. E ci sarà spazio per i ristoranti che potranno promuovere le loro offerte e magari avere un tavolo social sempre aperto a chi vuole sedersi prenotando un posto tramite l’app». Fra quanto le idee si tradurranno in incassi? «In queste settimane stiamo proprio cercando di definire quale modello di business possa essere più adatto per noi: l’ambizione non ci manca ma non siamo degli illusi, ce la stiamo giocando al meglio ma sappiamo che tutto può finire senza decollare, il tasso di mortalità delle startup è elevato».

Regione: una proposta per limare e tagliare i vitalizi degli ex consiglieri

Si comincerà a riscuotere a 67 anni e non si potranno accumulare assegni diversi. La relatrice è la faentina Rontini (Pd). Ecco su chi avrà effetti

Appena eletti, con un’affluenza bassissima come mai si era vista prima a queste latitudini a novembre 2014, i consiglieri regionali, a 45 giorni dall’insediamento della giunta, approvarono la legge che prevede notevoli riduzioni dei costi di funzionamento dell’assemblea regionale. Entro la fine del 2016 potremmo assistere alla seconda parte di questo processo di riduzione dei costi: in Regione è stata incardinata una nuova proposta di legge che ha come relatrice la faentina Manuela Rontini (Pd).

In sostanza la proposta vuole parificare l’età di accesso al vitalizio con l’età richiesta ai dipendenti pubblici per la pensione di anzianità, ossia i 67 anni. Come noto infatti il vitalizio è una cifra che gli ex consiglieri regionali percepiscono a partire oggi dai 60 anni di età. La cifra è calcolata sulla base della durata dei loro mandati, durante i quali hanno versato una quota, slegata dai meccanismi di calcolo della pensione, e che non è comunque sufficiente oggi a pagare questi vitalizi, per cui si accede a risorse della Regione. Soprattutto in virtù del fatto che ormai gli attuali consiglieri non versano più alcuna quota, essendo stato per loro completamente abolito.

Nella scorsa legislatura, invece, i consiglieri poterono scegliere se mantenerlo o meno. Ma ora, anche chi aveva scelto di tenerlo (continuando quindi a versare una quota mensile), pare potrà incassarlo solo a partire dai 67 anni di età se non avrà compiuto i 60 anni entro l’approvazione della legge. A meno che, come appunto un dipendente pubblico, non voglia rinunciare al 3 percento l’anno per ogni anno di anticipo.

Non solo, le novità sono in arrivo anche per chi già percepisce il vitalizio: la legge dovrebbe infatti introdurre il divieto di cumulo con altri vitalizi, come quelli di parlamentare nazionale, europarlamentare o assessore regionale. Ma anche a chi percepisce solo quello regionale viene chiesto un sacrificio: un taglio tra il 6 e il 12 per cento fino al 2019, per la parte eccedente i mille euro.

A oggi i vitalizi costano alle casse regionali 5 milioni e mezzo di euro ogni anno. Si stima che il provvedimento possa garantire un milione di euro di risparmi in tre anni. Tra i ravennati che saranno interessati da questa riforma ci saranno certamente Elsa Signorino (oggi assessore al Comune di Ravenna, incarico per il quale non percepisce alcun emolumento) che dalla Regione riceve oltre 2.800 euro lordi al mese che si sommano al più consistente vitalizio ricevuto dal Parlamento; Guido Pasi (ex assessore regionale) che riceve poco meno di 2.900 euro al mese; Guido Tampieri, il cui assegno sfiora i 4.200 euro lordi al mese e che anche lui accumula pure una “pensione” dal parlamento. E dal 2015 alla lista si è aggiunto anche l’ex presidente della Regione, Vasco Errani, oggi 61enne con un vitalizio mensile lordo di 4.125 euro.

Inoltre i tre ex consiglieri regionali ravennati, i Pd Mario Mazzotti (oggi direttore di Legacoop Romagna) e Miro Fiammenghi e l’ex capogruppo del Pdl Gianguido Bazzoni, tutti e tre classe 1957, che non avevano rinunciato all’ipotesi del vitalizio allora previsto dai 60 anni, dovranno ora per incassarlo subito rinunciare al 3 percento dell’assegno. Stessa situazione potrebbe essere quella dell’ex sindaco Fabrizio Matteucci (oggi direttore regionale Anci) che compirà 60 anni a febbraio 2017 ma che avendo alle spalle un solo mandato da consigliere regionale potrebbe in ogni caso contare su una cifra ridotta rispetto ai colleghi di partito che hanno completato i due mandati.

Dal 7 novembre la campagna di vaccinazione antinfluenzale

La Regione ha preparato 735mila dosi di cui 64.720 per il territorio ravennate

L’influenza è in arrivo e l’Emilia-Romagna ha predisposto 735mila dosi di vaccino di cui 67420 destinate al territorio di Ravenna. Parte lunedì 7 novembre la campagna di vaccinazione gratuita del Servizio sanitario regionale: l’obiettivo è proteggere da gravi complicanze le persone più a rischio, in particolare bambini e adulti con malattie croniche, persone a partire dai 65 anni di età, donne in gravidanza. Il periodo più opportuno per vaccinarsi è tra novembre e dicembre, perché i picchi epidemici si raggiungono tra gennaio e febbraio. Le vaccinazioni sono effettuate dal medico e dal pediatra di famiglia e dai Servizi vaccinali delle Aziende Usl. Quest’anno, in particolare, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dedica un’attenzione specifica agli operatori sanitari, categoria particolarmente a rischio di infezione per la natura stessa del proprio lavoro.
“L’influenza non va sottovalutata- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute,
Sergio Venturi– perché può essere pericolosa, soprattutto per chi è più fragile e compromesso. Nel 2015 ha colpito oltre mezzo milione di persone, l’11% della popolazione dell’Emilia-Romagna, per cui diventa ancora più importante raggiungere ampi livelli di copertura vaccinale. Mi rivolgo inoltre- aggiunge Venturi- ai nostri medici e ai nostri infermieri che ogni giorno sono impegnati con passione e professionalità nella cura delle persone malate: vaccinatevi, proteggete voi stessi dal rischio di infezione perché significa proteggere il vostro lavoro quotidiano e proteggere le persone malate con cui siete in stretto contatto”.

I dati 2015: circa 700mila le persone vaccinate, + 4% rispetto all’anno precedente
Lo scorso inverno, in una stagione influenzale particolarmente moderata, in Emilia-Romagna i casi gravi sono stati 30, con 6 deceduti: il vaccino gratuito era rivolto a 26 di queste persone, ma a vaccinarsi sono state solo 6. L’inverno precedente, i casi gravi erano stati 169, con 54 deceduti. Complessivamente, lo scorso anno le persone vaccinate sono state 690.789, +4% rispetto all’anno precedente. Gli anziani vaccinati (a partire dai 65 anni di età) hanno rappresentato il 51,5% del totale (il 50% l’anno precedente); fino al 2010 questo dato era oltre il 73%. In lieve aumento (+5%) le vaccinazioni delle persone con patologie croniche (con meno di 65 anni).

“Non farti influenzare, proteggi la tua salute”: pronta la campagna di comunicazione
“Non farti influenzare. Proteggi la tua salute”: questo lo slogan della campagna regionale di informazione rivolta ai cittadini, per sensibilizzarli sul programma di vaccinazione contro l’influenza. La campagna prevede la diffusione di una locandina, che quest’anno viene distribuita anche nei Centri anziani di tutta l’Emilia-Romagna, oltre che negli ambulatori dei medici e pediatri di famiglia, negli ambulatori vaccinali, nelle altre sedi dei servizi delle Aziende sanitarie e nelle farmacie. Informazioni anche su ER Salute, il sito web del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, all’indirizzo http://salute.regione.emilia-romagna.it/influenza. E’ possibile inoltre chiamare il numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033: gli operatori rispondono tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 17.30, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.30.

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