Salimbeni (dirigente Cna, ex Pd) è il promotore dell’iniziativa: «Direzione sensata e possibile. Sarà incentivata la partecipazione»
Ex Pd, oggi battitore libero, Nevio Salimbeni, responsabile del turismo in Cna, ha lanciato da qualche mese un comitato per il Sì al referendum costituzionale slegato da appartenenze politiche che sul territorio sembra più attivo di tanti di quelli che dovrebbero essere nati in seno ai circoli democratici. Su Facebook la loro pagina ha superato in un mese i 26mila contatti. Il comitato raccoglie persone, come ci spiega Salimbeni, «che sono state del Pd, che lo sono ancora e che il Pd non l’hanno mai votato» e che dunque non si possono nemmeno definire propriamente “renziane”. Ne fa parte anche Serena Fagnocchi, voce critica del Pd che mesi fa si dimise dalla direzione provinciale.
Insomma, un comitato “laico” che, ci spiega il promotore, avrebbe come primo intento quello di portare la discussione sui contenuti e svincolarla da un voto che si riduca a essere “pro” o “contro” il governo e Renzi (per altre posizioni e informazioni sul referendum vedi tra i correlati). Una discussione, quindi, che stia soprattutto sul merito. Ma perché essere per il sì al punto addirittura di organizzare un comitato? «Tra le ragioni fondamentali e di massima ci sono il fatto che questa Riforma rappresenta la fine del bicameralismo perfetto, garantisce maggiore governabilità in un momento in cui i governi nazionali rischiano di non incidere davvero e aumenta la possibilità di partecipazione, ma di una partecipazione seria. Infine, è una riforma che va nella direzione giusta nella riduzione dell’apparato politico eccessivo». Se la riduzione dell’apparato politico, per quanto ridotta, è chiara, certo stupisce tra gli argomenti che la Riforma “favorisca la partecipazione”. «Sì, le leggi di iniziativa popolare dovranno essere sottoscritte da più persone, ma viene introdotto l’obbligo della discussione e anche per i referendum, a fronte di 800mila firma si avrà l’abbassamento del quorum…».
Eppure il ruolo del governo sarà rafforzato e il Senato non è chiaro come sarà “designato”. «Personalmente non mi scandalizzerei se il Senato diventasse un ente di secondo livello, ma preferisco l’idea, promessa da Matteo Renzi, della possibilità che alle elezioni regionali, su una scheda a parte, gli elettori possano scegliere. Più in generale io credo che non si possa definire democrazia una palude in cui si discute per anni senza mai decidere e che invece garantisca più democrazia un sistema che permette di scegliere chi deve governare mettendolo nelle condizioni di fare delle scelte».
Quindi siamo di fronte alla riforma perfetta fatta dalla ministra Boschi con il voto favorevole di Verdini? «Noi abbiamo ormai mitizzato la prima Costituzione, ma è bene ricordare che la sua stesura provocò discussioni enormi e ci fu chi diede del traditore a Togliatti. Credo che questa riforma sia il frutto di un momento di discussione che ha coinvolto persone di valore e che stimo, altre meno. Ma bisogna guardare agli articoli e decidere se è meglio che le cose restino come sono o se invece è bene che cambino. Questa Riforma va in una direzione sensata e possibile e, dato il contesto in cui ci troviamo, credo sia un buon risultato. La Costituzione così come è ora, è stata pensata per “frenare” perché è nata in un quadro di guerra fredda che ora non c’è più, oggi ci sono altre guerre e il contesto politico ed economico è profondamente mutato e credo che di conseguenza la seconda parte della Costituzione, non la prima che stabilisce i principi fondanti, vada modificata così come peraltro prevede la Carta stessa. Credo sarebbe sbagliato assumere una posizione snobistica, anche se certo preferisco chi si schiera apertamente con il No, come D’Alema, al partito del “Forse” così diffuso da queste parti dentro il Pd…».
In una tenda nel bosco, lei ha partorito in piedi mentre lui suonava un tamburo che nella tradizione sciamanica si ritiene aiuti a scacciare le paure e i dolori della partoriente. Arriva dalle pagine de Il Giornale di Vicenza la storia di una coppia ravennate: Michelangelo pesa tre chili e mezzo ed è nato una settimana fa a Monte di Malo con un parto naturale nella Tenda Rossa, uno spazio realizzato dall’ostetrica che ha seguito il parto e titolare del centro di maternità alternativo Mamastè. I genitori sono la 31enne Alessia Padoan e il 51enne Antonino Putortì, entrambi operatori olistici ed esperti di sciamanesimo. Lui è l’ex marito di Luce Caponegro, l’ex pornostar Selen: nel 2012 i due aprirono il centro benessere che oggi è ancora gestito dalla 49enne.
Alla nascita del bambino, sempre secondo quanto si legge sull’edizione odierna del quotidiano vicentino, erano presenti anche due sciamani del Cile amici della coppia e i genitori hanno optato per il cosiddetto lotus birth, una procedura di nascita in cui il cordone ombelicale non viene reciso e il neonato resta collegato alla placenta fino al distacco naturale, che avviene qualche giorno dopo il parto. «Il parto – ha raccontato l’ostetrica a Il Giornale – si è svolto nel migliore dei modi. Abbiamo assistito io e una mia collega. E, seppur in un contesto naturale, abbiamo lavorato seguendo i necessari criteri di sicurezza, come la vicinanza dal luogo del parto ad un ospedale e l’attrezzatura adeguata».
Spacciandosi per un dj di Radio 105 aveva raccontato dell’intenzione di organizzare eventi per conto del programma “Lo zoo di 105” per aiutare i terremotati e così si è guadagnato la simpatia di turisti e operatori tra Cervia e Milano Marittima riuscendo a farsi prestare soldi o proponendosi per svolgere commissioni come pieni di benzina, lavaggi auto e ricariche telefoniche ma trattenendo i soldi ricevuti per l’adempimento. I carabinieri della compagnia di Cervia Milano Marittima hanno denunciato e allontanato dal territorio della provincia un 31enne di Colleferro, già distintosi in passato per numerose truffe e insolvenze fraudolente.
Un’ambulanza ferma davanti alle sbarre abbassate di un passaggio a livello per circa un quarto d’ora. È accaduto tra le 8.19 e le 8.40 di ieri mattina, 1 settembre, a Solarolo e il sindaco Fabio Anconelli ha provveduto nelle prime ore successive all’episodio a segnalare formalmente l’accaduto sia alla prefettura che all’Ausl. «Questo episodio è grave e non può passare inosservato – dichiara il primo cittadino –. In questi anni, anche grazie alla collaborazione con la prefettura, abbiamo chiesto a Rfi di intervenire concretamente per ridurre i tempi di attesa di un passaggio a livello che divide una comunità per decine di minuti in diversi momenti della giornata e, come è avvenuto ieri, può mettere a rischio la salute di chi ha bisogno. Ma tolte alcune piccole ottimizzazioni, nella sostanza la situazione non è migliorata. La cittadinanza è stanca. Ed io con lei. Non è possibile, nel terzo millennio, che con l’attuale tecnologia non sia possibile garantire la sicurezza del traffico ferroviario insieme al diritto di non vedersi impedita la libera circolazione nel proprio paese. Mi auguro che da questo episodio possa scaturire un impegno a risolvere il problema in modo serio e duraturo».
Quando si avvicina il primo impegno ufficiale nelle rispettive competizioni, sono in totale poco più di 1.600 le tessere di abbonamento staccate dalle tre società ravennati dei principali sport di squadra: calcio, pallacanestro e pallavolo.
È stato pubblicato nel sito del Comune di Ravenna l’avviso pubblico per interventi di prevenzione e mitigazione del rischio sismico su edifici privati. I privati possono presentare richiesta di incentivo per “interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione di edifici privati” nei quali, alla data del 4 novembre 2015, oltre due terzi dei millesimi di proprietà delle unità immobiliari sono destinati a residenza stabile e continuativa di nuclei familiari, e/o all’esercizio continuativo di arte o professione o attività produttiva.
Mercoledì 31 agosto i giurati della V edizione del premio Gruppo dello Zuccherificio per il giornalismo d’inchiesta si sono incontrati a Bologna, ospiti del collettivo Làbas e hanno decretato i vincitori tra le inchieste inviate da tutta Italia, spesso incentrate su temi legati alla criminalità organizzata.
Prosegue con due serate fuori programma il cartellone cinematografico della Rocca Brancaleone. La stagione dell’arena all’aperto estiva di Ravenna sarebbe dovuta terminare infatti con la proeizione di domenica 4 settembre di “Io e lei” – film che vede come protagonista una coppia gay interpretata da Margherita Buy e Sabrina Ferilli, per la regia di Maria Sole Tognazzi – mentre invece si concluderà lunedì 5 e martedì 6 settembre (proiezioni alle 21.15) con un film inizialmente fuori dal cartellone. Si tratta di “Fiore del deserto” di Sherry Hormann, che racconta la vera storia di Waris Dirie, top model di fama internazionale nonché portavoce ufficiale della campagna dell’Onu contro le mutilazioni femminili.