giovedì
30 Aprile 2026

Riforma costituzionale, il comitato laico «Avremo un Paese più governabile»

Salimbeni (dirigente Cna, ex Pd) è il promotore dell’iniziativa: «Direzione sensata e possibile. Sarà incentivata la partecipazione»

Ex Pd, oggi battitore libero, Nevio Salimbeni, responsabile del turismo in Cna, ha lanciato da qualche mese un comitato per il Sì al referendum costituzionale slegato da appartenenze politiche che sul territorio sembra più attivo di tanti di quelli che dovrebbero essere nati in seno ai circoli democratici. Su Facebook la loro pagina ha superato in un mese i 26mila contatti. Il comitato raccoglie persone, come ci spiega Salimbeni, «che sono state del Pd, che lo sono ancora e che il Pd non l’hanno mai votato» e che dunque non si possono nemmeno definire propriamente “renziane”. Ne fa parte anche Serena Fagnocchi, voce critica del Pd che mesi fa si dimise dalla direzione provinciale.

Insomma, un comitato “laico” che, ci spiega il promotore, avrebbe come primo intento quello di portare la discussione sui contenuti e svincolarla da un voto che si riduca a essere “pro” o “contro” il governo e Renzi (per altre posizioni e informazioni sul referendum vedi tra i correlati). Una discussione, quindi, che stia soprattutto sul merito. Ma perché essere per il sì al punto addirittura di organizzare un comitato? «Tra le ragioni fondamentali e di massima ci sono il fatto che questa Riforma rappresenta la fine del bicameralismo perfetto, garantisce maggiore governabilità in un momento in cui i governi nazionali rischiano di non incidere davvero e aumenta la possibilità di partecipazione, ma di una partecipazione seria. Infine, è una riforma che va nella direzione giusta nella riduzione dell’apparato politico eccessivo». Se la riduzione dell’apparato politico, per quanto ridotta, è chiara, certo stupisce tra gli argomenti che la Riforma “favorisca la partecipazione”. «Sì, le leggi di iniziativa popolare dovranno essere sottoscritte da più persone, ma viene introdotto l’obbligo della discussione e anche per i referendum, a fronte di 800mila firma si avrà l’abbassamento del quorum…».

Eppure il ruolo del governo sarà rafforzato e il Senato non è chiaro come sarà “designato”. «Personalmente non mi scandalizzerei se il Senato diventasse un ente di secondo livello, ma preferisco l’idea, promessa da Matteo Renzi, della possibilità che alle elezioni regionali, su una scheda a parte, gli elettori possano scegliere. Più in generale io credo che non si possa definire democrazia una palude in cui si discute per anni senza mai decidere e che invece garantisca più democrazia un sistema che permette di scegliere chi deve governare mettendolo nelle condizioni di fare delle scelte».

Quindi siamo di fronte alla riforma perfetta fatta dalla ministra Boschi con il voto favorevole di Verdini? «Noi abbiamo ormai mitizzato la prima Costituzione, ma è bene ricordare che la sua stesura provocò discussioni enormi e ci fu chi diede del traditore a Togliatti. Credo che questa riforma sia il frutto di un momento di discussione che ha coinvolto persone di valore e che stimo, altre meno. Ma bisogna guardare agli articoli e decidere se è meglio che le cose restino come sono o se invece è bene che cambino. Questa Riforma va in una direzione sensata e possibile e, dato il contesto in cui ci troviamo, credo sia un buon risultato. La Costituzione così come è ora, è stata pensata per “frenare” perché è nata in un quadro di guerra fredda che ora non c’è più, oggi ci sono altre guerre e il contesto politico ed economico è profondamente mutato e credo che di conseguenza la seconda parte della Costituzione, non la prima che stabilisce i principi fondanti, vada modificata così come peraltro prevede la Carta stessa. Credo sarebbe sbagliato assumere una posizione snobistica, anche se certo preferisco chi si schiera apertamente con il No, come D’Alema, al partito del “Forse” così diffuso da queste parti dentro il Pd…».

Partorisce nel bosco con rito sciamanico Il padre è l’ex marito di Selen

Il parto «come facevano i nativi nell’antichità» in una tenda Lui suonava il tamburo per alleviare il dolore della madre

In una tenda nel bosco, lei ha partorito in piedi mentre lui suonava un tamburo che nella tradizione sciamanica si ritiene aiuti a scacciare le paure e i dolori della partoriente. Arriva dalle pagine de Il Giornale di Vicenza la storia di una coppia ravennate: Michelangelo pesa tre chili e mezzo ed è nato una settimana fa a Monte di Malo con un parto naturale nella Tenda Rossa, uno spazio realizzato dall’ostetrica che ha seguito il parto e titolare del centro di maternità alternativo Mamastè. I genitori sono la 31enne Alessia Padoan e il 51enne Antonino Putortì, entrambi operatori olistici ed esperti di sciamanesimo. Lui è l’ex marito di Luce Caponegro, l’ex pornostar Selen: nel 2012 i due aprirono il centro benessere che oggi è ancora gestito dalla 49enne.

«Il mio sogno – racconta la neomamma a Il Giornale – è sempre stato quello di partorire come facevano i nativi nell’antichità, con metodi naturali. Così, quando ho scoperto di essere incinta mi sono informata in rete per capire a chi potevo rivolgermi per esaudire questo mio desiderio e ho rintracciato Elena Cecchetto, con cui ho instaurato subito un bellissimo feeling sia per il suo modo di essere sia per la sua professionalità. Quindi ho deciso di venire qui da lei per partorire il mio bambino».

Alla nascita del bambino, sempre secondo quanto si legge sull’edizione odierna del quotidiano vicentino, erano presenti anche due sciamani del Cile amici della coppia e i genitori hanno optato per il cosiddetto lotus birth, una procedura di nascita in cui il cordone ombelicale non viene reciso e il neonato resta collegato alla placenta fino al distacco naturale, che avviene qualche giorno dopo il parto. «Il parto – ha raccontato l’ostetrica a Il Giornale – si è svolto nel migliore dei modi. Abbiamo assistito io e una mia collega. E, seppur in un contesto naturale, abbiamo lavorato seguendo i necessari criteri di sicurezza, come la vicinanza dal luogo del parto ad un ospedale e l’attrezzatura adeguata».

Chiedeva aiuti per i terremotati fingendosi dj dello Zoo di 105: truffatore denunciato

Il 31enne si era guadagnato la simpatia di turisti e operatori lasciando anche conti da pagare in quattro alberghi

Spacciandosi per un dj di Radio 105 aveva raccontato dell’intenzione di organizzare eventi per conto del programma “Lo zoo di 105” per aiutare i terremotati e così si è guadagnato la simpatia di turisti e operatori tra Cervia e Milano Marittima riuscendo a farsi prestare soldi o proponendosi per svolgere commissioni come pieni di benzina, lavaggi auto e ricariche telefoniche ma trattenendo i soldi ricevuti per l’adempimento. I carabinieri della compagnia di Cervia Milano Marittima hanno denunciato e allontanato dal territorio della provincia un 31enne di Colleferro, già distintosi in passato per numerose truffe e insolvenze fraudolente.

Sono quattro le strutture alberghiere di alto livello dove, in poco più di dieci giorni, aveva lasciato conti stratosferici da pagare. Raggirando le vittime, effettuava finte operazioni di bonifico o inventava incredibili storie per guadagnare tempo e, alla fine, svignarsela senza pagare.

In tre casi il 31enne si era invece spacciato per venditore di telefoni della Vodafone e, col pretesto di essere vicinissimo ad un traguardo produttivo che gli sarebbe valso una mega provvigione, convinceva la vittima a sottoscrivere un contratto di acquisto con pagamento immediato di centinaia di euro e consegna del telefono a domicilio. Denunciato anche un suo complice, allontanatosi già dalla provincia.

I carabinieri invitano tutte le vittime a recarsi nei comandi stazione del territorio per denunciare ogni ulteriore caso di truffa riconducibile a queste modalità o alla persona denunciata.

«Ambulanza ferma al passaggio a livello per 11 minuti. Non è più accettabile»

La segnalazione del sindaco di Solarolo a prefettura e Ausl: da tempo lamentele per i tempi di chiusura delle sbarre in via Pascoli

Un’ambulanza ferma davanti alle sbarre abbassate di un passaggio a livello per circa un quarto d’ora. È accaduto tra le 8.19 e le 8.40 di ieri mattina, 1 settembre, a Solarolo e il sindaco Fabio Anconelli ha provveduto nelle prime ore successive all’episodio a segnalare formalmente l’accaduto sia alla prefettura che all’Ausl. «Questo episodio è grave e non può passare inosservato – dichiara il primo cittadino –. In questi anni, anche grazie alla collaborazione con la prefettura, abbiamo chiesto a Rfi di intervenire concretamente per ridurre i tempi di attesa di un passaggio a livello che divide una comunità per decine di minuti in diversi momenti della giornata e, come è avvenuto ieri, può mettere a rischio la salute di chi ha bisogno. Ma tolte alcune piccole ottimizzazioni, nella sostanza la situazione non è migliorata. La cittadinanza è stanca. Ed io con lei. Non è possibile, nel terzo millennio, che con l’attuale tecnologia non sia possibile garantire la sicurezza del traffico ferroviario insieme al diritto di non vedersi impedita la libera circolazione nel proprio paese. Mi auguro che da questo episodio possa scaturire un impegno a risolvere il problema in modo serio e duraturo».

Il passaggio a livello in questione è quello di via Pascoli all’intersezione con via Felisio. Già in passato, dopo le lamentele di cittadini, la giunta comunale di Solarolo aveva preso atto dei lunghi tempi d’attesa manifestando le proprie rimostranze a Rfi, la società controllata da Ferrovie dello Stato Italiane con funzioni di gestore dell’infrastruttura ferroviaria: «Alcune volte la chiusura delle sbarre si protrae fino ad oltre venti minuti, con conseguente disagio per la circolazione ed impossibilità di movimento per i mezzi di soccorso».

Sport e tifo: basket, volley e calcio raccolgono in tutto 1.600 abbonamenti

In cima l’Orasì con 700 tessere. Campagne ancora aperte in vista degli esordi. Il record di 2.652 al Benelli per il Ravenna di Novellino in B

Quando si avvicina il primo impegno ufficiale nelle rispettive competizioni, sono in totale poco più di 1.600 le tessere di abbonamento staccate dalle tre società ravennati dei principali sport di squadra: calcio, pallacanestro e pallavolo.

BASKET La maggior parte degli appassionati di basket. La campagna abbonamenti dell’Orasì (Serie A2, seconda categoria nazionale) ha scollinato quota settecento nei giorni scorsi e punta a migliorare il record storico (781) raggiunto la scorsa stagione quando i giallorossi si trasferirono per la prima volta al Pala De Andrè. I presupposti, visto l’entusiasmo dimostrato dal pubblico in occasione delle prime amichevoli di preparazione, ci sono per migliorare i numeri. La campagna abbonamenti sarà aperta fino all’inizio del campionato fissato per il 2 ottobre con la trasferta di Udine mentre la prima in casa è in programma sette giorni dopo alle 18 contro Forlì.

VOLLEY Sotto rete le cose vanno più o meno allo stesso modo. Finora sono stati venduti circa cinquecento abbonamenti per seguire le gare di Superlega (massima categoria) della Bunge e circa duecento per seguire le gare di B1 femminile dell’Olimpia Cmc. L’anno scorso, quando la squadra maschile giocava a Forlì, sono stati venduti attorno ai 480 abbonamenti. Il record storico in questo caso risale al 2011-12 quando la squadrà torno in A1 dopo dieci anni e si superò quota mille. Obiettivo realisticamente raggiungibile per quest’anno è 7-800 per la Superlega (prima giornata il 2 ottobre con la Bunge di scena a Padova e poi il 9 ottobre in casa con Latina).

FOOTBALL Molto inferiori i numeri del calcio che sarà pur sempre lo sport più praticato ma vede i colori giallorossi militare in serie D, quarta serie nazionale (il 4 settembre al Benelli arriva la Rignanese per la prima di campionato). A oggi state passate le 220 tessere, l’annata scorsa (la prima in D) gli abbonamenti furono 314: per l’attuale compagine societaria, il Ravenna Football Club 1913 nato dalle ceneri del fallimento del 2012, è il record. Negli ultimi tre anni il dato è stato in continua crescita: due stagioni fa, con la vittoria agli spareggi nazionali in Eccellenza, era 186; tre stagioni fa, nel primo anno di Eccellenza 154. Dagli archivi dell’ufficio stampa giallorosso emergono i picchi storici del calcio bizantino: la prima volta in serie B (1993/94) gli abbonati erano 2.567; nella B del 1996/97 con il famoso Ravenna di Novellino che arrivò ottavo si raggiunse il massimo di 2.652 e l’anno dopo 2.470.

Sport e tifo: basket, volley e calcio raccolgono in tutto 1.600 abbonamenti

In cima l’Orasì con 700 tessere. Campagne ancora aperte in vista degli esordi. Il record di 2.652 al Benelli per il Ravenna di Novellino in B

Quando si avvicina il primo impegno ufficiale nelle rispettive competizioni, sono in totale poco più di 1.600 le tessere di abbonamento staccate dalle tre società ravennati dei principali sport di squadra: calcio, pallacanestro e pallavolo.

BASKET La maggior parte degli appassionati di basket. La campagna abbonamenti dell’Orasì (Serie A2, seconda categoria nazionale) ha scollinato quota settecento nei giorni scorsi e punta a migliorare il record storico (781) raggiunto la scorsa stagione quando i giallorossi si trasferirono per la prima volta al Pala De Andrè. I presupposti, visto l’entusiasmo dimostrato dal pubblico in occasione delle prime amichevoli di preparazione, ci sono per migliorare i numeri. La campagna abbonamenti sarà aperta fino all’inizio del campionato fissato per il 2 ottobre con la trasferta di Udine mentre la prima in casa è in programma sette giorni dopo alle 18 contro Forlì.

VOLLEY Sotto rete le cose vanno più o meno allo stesso modo. Finora sono stati venduti circa cinquecento abbonamenti per seguire le gare di Superlega (massima categoria) della Bunge e circa duecento per seguire le gare di B1 femminile dell’Olimpia Cmc. L’anno scorso, quando la squadra maschile giocava a Forlì, sono stati venduti attorno ai 480 abbonamenti. Il record storico in questo caso risale al 2011-12 quando la squadrà torno in A1 dopo dieci anni e si superò quota mille. Obiettivo realisticamente raggiungibile per quest’anno è 7-800 per la Superlega (prima giornata il 2 ottobre con la Bunge di scena a Padova e poi il 9 ottobre in casa con Latina).

FOOTBALL Molto inferiori i numeri del calcio che sarà pur sempre lo sport più praticato ma vede i colori giallorossi militare in serie D, quarta serie nazionale (il 4 settembre al Benelli arriva la Rignanese per la prima di campionato). A oggi state passate le 220 tessere, l’annata scorsa (la prima in D) gli abbonamenti furono 314: per l’attuale compagine societaria, il Ravenna Football Club 1913 nato dalle ceneri del fallimento del 2012, è il record. Negli ultimi tre anni il dato è stato in continua crescita: due stagioni fa, con la vittoria agli spareggi nazionali in Eccellenza, era 186; tre stagioni fa, nel primo anno di Eccellenza 154. Dagli archivi dell’ufficio stampa giallorosso emergono i picchi storici del calcio bizantino: la prima volta in serie B (1993/94) gli abbonati erano 2.567; nella B del 1996/97 con il famoso Ravenna di Novellino che arrivò ottavo si raggiunse il massimo di 2.652 e l’anno dopo 2.470.

Interventi per prevenire e mitigare il rischio sismico: oltre due milioni di contributi per gli edifici privati dei ravennati

È stato pubblicato nel sito del Comune di Ravenna l’avviso pubblico per interventi di prevenzione e mitigazione del rischio sismico su edifici privati. I privati possono presentare richiesta di incentivo per “interventi strutturali di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o, eventualmente, di demolizione e ricostruzione di edifici privati” nei quali, alla data del 4 novembre 2015, oltre due terzi dei millesimi di proprietà delle unità immobiliari sono destinati a residenza stabile e continuativa di nuclei familiari, e/o all’esercizio continuativo di arte o professione o attività produttiva.

Il contributo per il singolo edificio è stabilito in modo diversificato per interventi di “rafforzamento locale”, “miglioramento sismico” e “demolizione e ricostruzione”, secondo la tabella parametrica pubblicata nel bando. Per gli interventi di rafforzamento locale e di miglioramento sismico il contributo deve essere destinato unicamente agli interventi sulle parti strutturali e che in merito alle attività produttive possono accedere ai contributi solo i soggetti che non ricadono nel regime degli “aiuti di stato”.

L’ammontare dei contributi per il comune di Ravenna è di 2.183.450,57 euro su un totale a livello regionale di 3.555.556,24. Le domande relative a contributi per interventi su edifici siti nel comune di Ravenna, vanno presentate attraverso lo specifico modulo, scaricabile dal sito del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna a questo link o disponibile in cartaceo presso lo Sportello Unico per l’Edilizia (Sue) – Ufficio Accettazione, devono essere presentate entro il 31 ottobre, ore 12, all’Ufficio Archivio e Protocollo del Comune di Ravenna, Piazza del Popolo, 1 Ravenna (orario di apertura 9-12.30 dal lunedì al venerdì e giovedì dalle 15 alle 17).

Le richieste di contributo che perverranno al Comune, previa verifica dei dati dichiarati, saranno trasmesse alla Regione Emilia-Romagna, che provvederà ad elaborare le graduatorie di merito, secondo le indicazioni dell’ordinanza. Dette graduatorie di merito saranno pubblicate entro il 5 febbraio 2017 sulla pagina web del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli (di seguito SGSS): la data di pubblicazione avrà valore di comunicazione ufficiale ai richiedenti utilmente inseriti, e da essa inizieranno a decorrere le tempistiche di presentazione dei progetti e per gli adempimenti successivi previsti.

Per informazioni di merito sui contributi: 051/5278492; tel. 051/5274366 – 4792.

Giornalismo d’inchiesta: va a tre donne il premio del Gruppo dello Zuccherificio

Ecco gli articoli scelti dalla giuria e che verranno premiati nell’ambito
del festival Il Grido della Farfalla, a Ravenna, il 18 settembre  

Mercoledì 31 agosto i giurati della V edizione del premio Gruppo dello Zuccherificio per il giornalismo d’inchiesta si sono incontrati a Bologna, ospiti del collettivo Làbas e hanno decretato i vincitori tra le inchieste inviate da tutta Italia, spesso incentrate su temi legati alla criminalità organizzata.

Il primo premio è andato alla giornalista friuliana (ora a Roma) Floriana Bulfon per l’inchiesta dal titolo “Pedofili impuniti, quei bambini senza giustizia per un vuoto legislativo”, pubblicata da L’Espresso anche a questo link.

Secondo premio alla milanese Emanuela Zuccalà per “Mutilazioni genitali, una barbarie per 125 milioni di donne”, pubblicato su Io Donna (a questo link)

Terza un’altra giornalista milanese, Rosy Battaglia, con l’inchiesta pubblicata su Donna Moderna dal titolo “L’inquinamento uccide i nostri figli: le denunce delle mamme d’Italia”, a questo link.

Tra i tanti lavori ricevuti, ce n’è uno poi che ha attirato l’attenzione di tutti i membri della giuria e che è stato ritenuto meritevole di una menzione speciale. Si tratta di Abdoul Kone con “L’estate in cui ho scoperto di non avere diritti”.

Nei prossimi giorni usciranno le motivazioni. La premiazione avverrà il 18 settembre, all’interno dell’ottava edizione del Grido della Farfalla, festival dell’informazione libera, a Ravenna.

Giornalismo d’inchiesta: va a tre donne il premio del Gruppo dello Zuccherificio

Ecco gli articoli scelti dalla giuria e che verranno premiati nell’ambito del festival Il Grido della Farfalla, a Ravenna, il 18 settembre  

Mercoledì 31 agosto i giurati della V edizione del premio Gruppo dello Zuccherificio per il giornalismo d’inchiesta si sono incontrati a Bologna, ospiti del collettivo Làbas e hanno decretato i vincitori tra le inchieste inviate da tutta Italia, spesso incentrate su temi legati alla criminalità organizzata.

Il primo premio è andato alla giornalista friuliana (ora a Roma) Floriana Bulfon per l’inchiesta dal titolo “Pedofili impuniti, quei bambini senza giustizia per un vuoto legislativo”, pubblicata da L’Espresso anche a questo link.

Secondo premio alla milanese Emanuela Zuccalà per “Mutilazioni genitali, una barbarie per 125 milioni di donne”, pubblicato su Io Donna (a questo link)

Terza un’altra giornalista milanese, Rosy Battaglia, con l’inchiesta pubblicata su Donna Moderna dal titolo “L’inquinamento uccide i nostri figli: le denunce delle mamme d’Italia”, a questo link.

Tra i tanti lavori ricevuti, ce n’è uno poi che ha attirato l’attenzione di tutti i membri della giuria e che è stato ritenuto meritevole di una menzione speciale. Si tratta di Abdoul Kone con “L’estate in cui ho scoperto di non avere diritti”.

Nei prossimi giorni usciranno le motivazioni. La premiazione avverrà il 18 settembre, all’interno dell’ottava edizione del Grido della Farfalla, festival dell’informazione libera, a Ravenna.

Due giorni in più di film all’aperto: la stagione della Rocca Brancaleone prosegue fino al 6 settembre

Prosegue con due serate fuori programma il cartellone cinematografico della Rocca Brancaleone. La stagione dell’arena all’aperto estiva di Ravenna sarebbe dovuta terminare infatti con la proeizione di domenica 4 settembre di “Io e lei” – film che vede come protagonista una coppia gay interpretata da Margherita Buy e Sabrina Ferilli, per la regia di Maria Sole Tognazzi – mentre invece si concluderà lunedì 5 e martedì 6 settembre (proiezioni alle 21.15) con un film inizialmente fuori dal cartellone. Si tratta di “Fiore del deserto” di Sherry Hormann, che racconta la vera storia di Waris Dirie, top model di fama internazionale nonché portavoce ufficiale della campagna dell’Onu contro le mutilazioni femminili.

Dall’8 settembre riaprirà invece il Cinema Mariani in centro a Ravenna – gestito dalla stessa associazione che cura la programmazione della Rocca, Cinemaincentro – con “Un padre, una figlia” di Cristian Mungiu, miglior regia a Cannes 2016.

Due giorni in più di film all’aperto: la stagione della Rocca Brancaleone prosegue fino al 6 settembre

Prosegue con due serate fuori programma il cartellone cinematografico della Rocca Brancaleone. La stagione dell’arena all’aperto estiva di Ravenna sarebbe dovuta terminare infatti con la proeizione di domenica 4 settembre di “Io e lei” – film che vede come protagonista una coppia gay interpretata da Margherita Buy e Sabrina Ferilli, per la regia di Maria Sole Tognazzi – mentre invece si concluderà lunedì 5 e martedì 6 settembre (proiezioni alle 21.15) con un film inizialmente fuori dal cartellone. Si tratta di “Fiore del deserto” di Sherry Hormann, che racconta la vera storia di Waris Dirie, top model di fama internazionale nonché portavoce ufficiale della campagna dell’Onu contro le mutilazioni femminili.

Dall’8 settembre riaprirà invece il Cinema Mariani in centro a Ravenna – gestito dalla stessa associazione che cura la programmazione della Rocca, Cinemaincentro – con “Un padre, una figlia” di Cristian Mungiu, miglior regia a Cannes 2016.

Due giorni in più di film all’aperto: la stagione della Rocca Brancaleone prosegue fino al 6 settembre

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Dall’8 settembre riaprirà invece il Cinema Mariani in centro a Ravenna – gestito dalla stessa associazione che cura la programmazione della Rocca, Cinemaincentro – con “Un padre, una figlia” di Cristian Mungiu, miglior regia a Cannes 2016.

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