mercoledì
06 Maggio 2026

Lega Nord: «Un carabiniere in Cambierà: uno scandalo che finirà al ministero»

La segretaria del Carroccio contesta presunti conflitti d’interessi nella
lista di Michela Guerra. E torna alla carica anche l’ex M5S Santarella

Tutti contro Michela Guerra e il suo nuovo Movimento Civico Cambierà, con cui si candida alle prossime elezioni del 5 giugno a sindaco di Ravenna. Dopo il comunicato di Legacoop in risposta ad alcune sue (e di Raffaella Sutter) dichiarazioni sui lavoratori delle cooperative (vedi articoli correlati), arriva in redazione la nota stampa di Francesca Santarella (che pubblichiamo integralmente in fondo a questo articolo), ex consigliera del Movimento 5 Stelle che sottolinea come la sua nuova lista civicia sarebbe lontana dai veri ideali – secondo Santarella – del popolo grillino. E ora anche la Lega Nord prende di mira Cambierà, con la segretaria provinciale (e candidata al consiglio comunale) Samantha Gardin che prima chiama la Guerra «Lady Sanità» – ricordando la clinica di famiglia, la San Francesco – poi se la prende con quello che definisce «lo scandalo degli scandali di questa campagna elettorale», sempre in tema di conflitto di interessi.

Il presunto scandalo riguarda il luogotentente Giovanni Morgese, noto carabiniere di Ravenna, che la Guerra ha presentato alla stampa nei giorni scorsi come il referente per la sicurezza della sua squadra (ma che, va detto, non è candidato nella lista di Guerra). «Un carabiniere, un uomo che dovrebbe rappresentare lo Stato e lavorare al servizio dei cittadini, si mette invece a fare politica in prima persona, impegnandosi a sostenere una candidata sindaco – scrive Gardin –. È una vergogna inaccettabile, un affronto alla grande storia dell’Arma cui tutti siamo legati, un insulto a chi veste la divisa tutti i giorni senza avere scopi politici. Auspichiamo che i vertici dei Carabinieri, dal Comando provinciale a quello Comando regionale fino alle massime cariche nazionali, intervengano per impedire che un loro sottoposto metta a repentaglio la dignità e l’indipendenza dell’Arma. Un Carabiniere in servizio non può impegnarsi a favore di una certa parte politica e a discapito di altre, ne va della serenità di tutti i candidati».

A tal proposito, Gardin annuncia che «lunedì il gruppo parlamentare della Lega Nord provvederà subito a presentare un’interrogazione scritta al Ministero della Difesa per fare chiarezza su questo scandalo».
«Quel Carabiniere va immediatamente rimosso dal suo incarico – attacca la segretaria leghista -, la legge va rispettata, non possiamo transigere su questo».

«Le vergogne in casa della Guerra – secondo la segretaria della Lega – però non finiscono qui. Chi guida un’importante associazione di categoria come Assohotel dovrebbe garantire indipendenza e autonomia, a tutela dei propri associati. E invece il presidente nazionale e regionale Filippo Donati si tiene stretto la sua poltrona di rappresentante del settore salvo poi mettersi anche lui al servizio della Guerra. E così continuano i conflitti di interesse».

Bambini al nido solo se vaccinati In arrivo una legge della Regione

L’Emilia-Romagna farà da apripista per arginare il calo

Bambini all’asilo nido solo se vaccinati. L’Emilia-Romagna farà da apripista per arginare il calo ormai costante delle coperture nella prevenzione dei più piccoli. Lo rivela l’edizione bolognese di Repubblica, secondo la quale sarebbe pronta al varo la nuova legge regionale sui servizi per la prima infanzia: «introduce – come ricorda il quotidiano – il principio che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, aveva annunciato di voler estendere a tutte le scuole. L’obbligatorietà per chi si iscrive di avere il libretto delle vaccinazioni in regola». Per la scuola dell’obbligo il provvedimento era ipotizzato nel piano vaccinale, ancora fermo a Roma, ma per gli asili nido pubblici comunali e per quelli privati convenzionati si può agire con una legge regionale.

Un provvedimento che adesso andrà discusso con la comunità scientifica e con i sindaci, ma in cui gli assessori emiliani al welfare e alla sanità credono profondamente. «Il principio è che quando si entra in una comunità con un figlio così piccolo vanno tutelati tutti – spiega nell’articolo di Repubblica Sergio Venturi, già coordinatore degli assessori alla sanità e in prima linea in questa battaglia – anche quelli che non possono essere vaccinati perché troppo piccoli o con basse difese immunitarie».

E alla fine anche l’Italia dei Valori sarà alle elezioni. In appoggio a De Pascale

Ecco la lista dei nomi dell’Idv che vuole portare all’interno
della coalizione di centrosinistra «sicurezza, lavoro e temi etici»

Un po’ a sorpresa, ma dopo averlo annunciato nelle scorse settimane (vedi articoli correlati), ci sarà anche l’Italia dei Valori alle prossime amministrative di Ravenna. Il partito che già fa parte della coalizione di centrosinistra del sindaco uscente Fabrizio Matteucci forte del 3,3 percento ottenuto nel 2011, dopo una serie di vicende anche nazionali che lo hanno messo ai margini del dibattito politico, riparte dal mercato per la campagna elettorale di Ravenna, comunicando i 21 nomi che faranno parte della propria lista (capolista l’assessore provinciale uscente al Bilancio, Luciano Ronchini), ancora a sostegno del candidato del Pd, Michele de Pascale. La coalizione che lo sostiene così si allarga: l’Idv si va ad aggiungere infatti oltre allo stesso Partito democratico, al Pri e alle liste nate appositamente per queste elezioni comunali ossia Ixc, Sinistra per Ravenna, Ama Ravenna, e Ravviva Ravenna.

In una nota inviata alla stampa il segretario provinciale dell’Idv Davide Zagonara sottolinea il dna del partito «fatto di battaglie per il lavoro raccogliendo firme per l’abolizione della legge Fornero, per il rafforzamento della legittima difesa e contro la ludopatia», citando le ultime iniziative organizzate.

All’interno della coalizione di centrosinistra l’Idv vuole essere «da stimolo alla discussione e portatrice di buone idee e per questo propone all’elettorato un mix di candidati esperti ed alla prima esperienza».

«I candidati che Italia dei Valori propone per Ravenna sono una garanzia per i cittadini ravennati che vedranno ascoltate le loro principali istanze di sicurezza, onestà nella conduzione della cosa pubblica e rispetto della legalità ad ogni livello – dice Zagonara –. Per questo hanno accettato un codice etico di comportamento a garanzia del loro impegno. Tre parole d’ordine al centro del programma elaborato: sicurezza, lavoro, temi etici e che trovano fondamento concreto nelle iniziative che stiamo portando avanti nelle piazze fra i cittadini e che vorremmo portare anche in consiglio comunale se i cittadini ci daranno fiducia».

Ecco la lista dei candidati, così come l’Idv l’ha inviata alla stampa:
Ronchini Luciano, Brisighella 08.10.1947, Assessore al Bilancio Provincia di Ravenna
Melandri Antonio, Bagnacavallo 17.9.1949, Agente commerciale ed assicurativo
Bellomo Maria Antonietta, Alfonsine 15.12.1969, Insegnante
Caracci Antonio, Lugo 09.09.1980, Insegnante
Graffiedi Susanna, Ravenna 12.05.1959, Collaboratrice Scolastica
Randi Paride, Bagnacavallo 05.07.1958, Commerciante
Fabbri Giovanna Valeria, Ginevra (Svizzera) 23.12.1980, Consulente assicurativa
Battiato Antonino, Catania 25.05.1992, Imprenditore
Franzoni Sonia, Ravenna 04.03.1952, Infermiera
Baldini Massimo, Ravenna 16.03.1969, Ingegnere
Mansueto Katia, Ravenna 12.12.1987, Impiegata
Ciaccia Michele, Taranto 06.11.1969, Imprenditore
Dell’Aria Francesco Paolo, Palermo 21.12.1982, Imprenditore
Cassani Matteo, Ravenna 01.08.1972, Impiegato
Zannoni Cristiano, Faenza 21.06.1971, Avvocato
Passardi Riccardo, Bologna 03.09.1964, Promotore finanziario
Toni Franco, Ravenna 17.03.1955, Bracciante Agricolo
Zacchini Clara, Castel Bolognese 26.11.1961, Ex operaia OMSA
Maresca Giancarlo, Faenza 22.09.1981, Insegnate
Poli Margherita, Fara Vicentino 26.03.1994, Casalinga
Simioli Irene, Ferrara 26.03.1994, Impiegata

A 19 anni scappa di casa con la figlia Dopo 14 ore si fa viva dalla Romania

In Italia da un anno ma non si era ambientata. Non ha detto nulla al compagno. Rischia una denuncia per sottrazione di minore

A 19 anni è scomparsa da casa con la figlia di cinque mesi e quando il compagno ha dato l’allarme è stato disposto un dispiegamento massiccio di forze per le ricerche fino a quando è stata la ragazza stessa a farsi viva dalla Romania, il Paese d’origine: aveva chiesto al padre di venire a prenderla dall’Italia perché la giovane aveva nostalgia di casa e non era riuscita ad ambientarsi in un anno di permanenza a Filetto. I due ora rischiano una denuncia per sottrazione di minore.

La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso la piccola comunità del paese nel forese ravennate per tutta la giornata di giovedì 5 maggio. Il compagno della giovane, un 29enne connazionale residente nel Ravennate da quindici anni, si è reso conto che qualcosa non andava verso le 10 del mattino: il telefono della compagna era irraggiungibile e quando è tornato a casa ha trovato tutto pulito e in ordine ma nessuna traccia della giovane e della piccola. Mancavano anche qualche centinaio di euro, un paio di preziosi e i passaporti delle due. I condomini, i vicini di casa e i negozianti della zona, che conoscono la giovane coppia romena, dicono di non avere visto né la donna allontanarsi, né alcun movimento strano sotto la loro casa.

Si mette in moto la macchina dei soccorsi. I carabinieri di Cervia Milano Marittima cominciano a battere palmo a palmo tutta l’area circostante a quella della scomparsa, zona caratterizzata da numerosi argini, scoli e canali. Oltre ai militari, cui compete in questi casi il coordinamento delle ricerche, viene schierato personale del corpo forestale dello Stato, ed una colonna di volontari della protezione civile supportate dalle unità cinofile da soccorso di Lugo.

Intanto dalle ulteriori informazioni raccolte dall’uomo i carabinieri vengono a sapere che i suoi rapporti con i genitori della compagna non erano idilliaci e lei, giunta in Italia da meno di un anno, non si era ambientata. L’arrivo della bambina, poi, aveva accresciuto lo scoramento della ragazza.

Verso mezzanotte la ragazza scomparsa ha telefonato al compagno informandolo di essere appena giunta in Romania insieme alla loro figlia e che entrambe stavano bene. Raccontava di non riuscire più a sopportare la lontananza dalla casa materna e pertanto aveva chiesto al padre di venirla a prendere in Italia. Solo una volta giunta in patria, aveva avuto il coraggio di telefonargli e raccontargli la sua verità.

Vent’anni di violenze subite dal marito Ora vive in una casa protetta con la figlia

Un intervento della polizia per un litigio ha convinto la donna a trovare di nuovo il coraggio per denunciarlo e dire basta

Dopo vent’anni di violenze subite dal marito, l’incubo sembra finito: una donna e la figlia adolescente si trovano da alcuni giorni in una casa protetta lontane da quell’uomo che ora sarà chiamato a rispondere degli episodi che la compagna ha raccontato alle forze dell’ordine trovando il coraggio di andare oltre la paura.

L’ultimo episodio risale ad alcuni giorni fa. La polizia è intervenuta in un’abitazione di Faenza a seguito di una lite in atto tra i due coniugi: gli agenti riuscivano a mettere in sicurezza la donna e la figlia che sono poi state ospitate da un’amica. Il giorno successivo la moglie sporgeva denuncia raccontando di essere vittima di soprusi ormai dal 1997, cioè da quando aveva raggiunto il marito in Italia dal loro Stato di origine: soprusi, angherie e violenze da parte del marito, che spesso rientrava in patria per cercare lavoro e quando tornava in Italia spesso si ubriacava e pretendeva di avere rapporti sessuali a forza con la moglie. In un caso era stata testimone anche un’amica minorenne della figlia che l’aveva accompagnata a casa proprio mentre era in atto l’aggressione, testimoniando la presenza dell’uomo con i pantaloni abbassati e della donna che urlava alla figlia di chiamare le forze dell’ordine.

Nel 2010 la donna aveva conosciuto un altro uomo e aveva manifestato al marito l’intenzione di separarsi. Il marito è rientrato Italia con l’intenzione, a suo dire, di ucciderla poiché l’aveva tradito. In quell’occasione era intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Faenza, che aveva allontanato l’uomo dall’abitazione e lo aveva accompagnato alla stazione, assicurandosi che si allontanasse dalla città.

Dopo l’ultimo episodio la donna ha preso contatti con la locale associazione antiviolenza che ora la segue legalmente. L’autorità giudiziaria competente ha emesso nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’obbligo di allontanamento dalla casa famigliare, prescrivendo inoltre il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna, con divieto di comunicare con la stessa con qualsiasi mezzo.

Weekend dal gusto retrò in spiaggia con una pista da biglie da Guinness

L’associazione delle attività commerciali di Marina di Ravenna
realizza il percorso più lungo del mondo: gare per tutti e premi

Sarà un weekend dal sapore un po’ vintage per la spiaggia a Marina di Ravenna: sulla sabbia nel tratto dal circolo Marinai d’Italia al bagno Waimea turisti e bagnanti troveranno la pista da biglie più lunga del mondo (è stata realizzata seguendo le linee guida del Guinness World Record per la certificazione ufficiale e l’inserimento nel Guinness dei Primati).

L’inaugurazione è per le 11 di sabato 7 maggio con competizioni a iscrizione libera direttamente sul posto. Dalle 15 invece torneo open per tutte le età a partire da 7 anni con classifiche distinte (7/13 anni) e (over 14), iscrizione gratuita sul posto. Domenica invece due sessioni di gioco (10.30 e 14.30) con elimatorie e finale, con premi per i primi classificati. Prenotazione obbligatoria online sul portale Eventbrite.

L’iniziativa è realizzata dall’associazione Marina Flower (gli operatori economici di Marina di Ravenna) in collaborazione con Compagnia delle Biglie, Italdron, Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna, Comitato Cittadino di Marina di Ravenna, Radio Bruno, Cooperativa Spiagge, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Confcommercio e con il patrocinio del Comune di Ravenna.

Weekend dal gusto retrò in spiaggia con una pista da biglie da Guinness

L’associazione delle attività commerciali di Marina di Ravenna realizza il percorso più lungo del mondo: gare per tutti e premi

Sarà un weekend dal sapore un po’ vintage per la spiaggia a Marina di Ravenna: sulla sabbia nel tratto dal circolo Marinai d’Italia al bagno Waimea turisti e bagnanti troveranno la pista da biglie più lunga del mondo (è stata realizzata seguendo le linee guida del Guinness World Record per la certificazione ufficiale e l’inserimento nel Guinness dei Primati).

L’inaugurazione è per le 11 di sabato 7 maggio con competizioni a iscrizione libera direttamente sul posto. Dalle 15 invece torneo open per tutte le età a partire da 7 anni con classifiche distinte (7/13 anni) e (over 14), iscrizione gratuita sul posto. Domenica invece due sessioni di gioco (10.30 e 14.30) con elimatorie e finale, con premi per i primi classificati. Prenotazione obbligatoria online sul portale Eventbrite.

L’iniziativa è realizzata dall’associazione Marina Flower (gli operatori economici di Marina di Ravenna) in collaborazione con Compagnia delle Biglie, Italdron, Liceo Artistico Nervi-Severini di Ravenna, Comitato Cittadino di Marina di Ravenna, Radio Bruno, Cooperativa Spiagge, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Confcommercio e con il patrocinio del Comune di Ravenna.

«Legacoop diffonde terrore per allontanare i lavoratori dai nostri ideali di trasparenza»

Guerra (movimento Cambierà) replica alla realtà associativa: «Le persone che lavorano subiscono per prime le scellerate decisioni di dirigenze fin troppo politicizzate»

«Notizie mal riportate per influenzare tutti coloro che lavorano nelle cooperative affinchè si allontanino dai nostri ideali di correttezza e trasparenza». È il timore di Michela Guerra, candidata sindaco della lista civica Cambierà nata sulle ceneri della mancata certificazione M5s, a proposito della reazione di Legacoop alle sue parole sul mondo della cultura in occasione di un recente dibattito organizzato dall’associazione Mirada. La lega delle cooperative ha respinto le critiche di connivenza tra amministrazione e coop a svantaggio dei lavoratori.

«Ci tengo a precisare – dice Guerra – che la nostra posizione sulla Legacoop è in linea con tutte le altre rappresentanze di categoria: non stiamo combattendo una battaglia contro i lavoratori. Siamo anzi loro vicini poiché ci rendiamo perfettamente conto che troppo spesso sono loro a subire per primi le scellerate decisioni di dirigenze fin troppo politicizzate e per nulla trasparenti. Trovo quantomeno corretto puntualizzare su quali siano le figure di cui si dovrebbe realmente aver paura».

Sulle banchine Sapir la super gru che solleva oltre 200 tonnellate

Una delle mobili più grandi al lavoro sulle coste del mar Adriatico: sbraccio di 58 metri e cabina a 30 metri di altezza

Pesa oltre seicento tonnellate e può sollevarne fino a 208: dal 5 maggio è operativa sulle banchine della Sapir a Ravenna una delle più grandi gru mobili portuali al lavoro sulle coste del mar Adriatico. Si tratta di una Liebherr LHM600: uno sbraccio di 58 metri e la cabina si trova a 30 metri di altezza, cinque in più rispetto allo standard, consentendo all’operatore una migliore visibilità.

Sapir ha acquistato il mezzo dalla Mac Port di Ravenna, agente unico per l’Italia di Liebherr per la divisione gru portuali. «L’acquisizione – comunica l’operatore portuale a controllo pubblico – rientra in un piano di investimenti volto al potenziamento della dotazione di mezzi di sollevamento del gruppo, che comprende altre due gru Liebherr di portata fino a 100 tonnellate arrivate nei giorni scorsi e acquistate una dalla stessa Sapir, l’altra dalla controllata Terminal Nord in sinistra Candiano. A seguito di questi investimenti, il terminal Sapir dispone oggi complessivamente di nove gru portuali, Terminal Nord di sei. Con l’ultima arrivata, la Sapir rafforza ulteriormente la propria competitività nella movimentazione di pezzi speciali (quelli di peso superiore a trenta tonnellate, ndr), in cui già aveva visto triplicare i propri volumi nell’ultimo biennio».

Guerra: «Troppi incompetenti nell’amministrazione della città»

La candidata della lista civica Cambierà critica il poltronificio Pd
Turismo? «Tutto da rifare». Matteucci? «Mi piaceva da sceriffo»

All’ultimo degli aperitivi con i candidati sindaco alle amministrative di giugno, organizzati dalla nostra redazione, l’ospite è stata Michela Guerra, a capo della lista Movimento Civico CambieRà nata dopo la mancata certificazione da parte dello staff dei grillini di una lista e della sua candidatura uscita dal meetup dei Cinque Stelle ravennati. Luigi di Maio, deputato pentastellato, ha di recente affermato che il Movimento 5 Stelle a Ravenna (e a Rimini) non è pronto.

E così la nostra chiacchierata di ieri sera, 5 maggio, sotto i portici del Caffè Belli di fronte a molti cittadini, non poteva che partire da qui. Una delegittimazione quella del leader 5 stelle? «Ciò che dice Di Maio era vero, quel Movimento che si era diviso e dove una minoranza non aveva accettato il voto della maggioranza presentando una lista alternativa non era pronto. Non si può pensare di guidare una città se non si è coesi. Noi però ci siamo guardati in faccia, avevamo fatto un grande lavoro, avevamo il nostro bel programma pieno di idee e ci siamo detti, in fondo siamo sempre noi, il Movimento è un mezzo e non un fine. Allora abbiamo cercato personalità di spessore, persone di assoluta competenza in vari ambiti (i cosiddetti tecnici, ndr) che fossero disposti a condividere il percorso e ci siamo lanciati». Un’impresa che richiede forse un po’ di superbia, Ravenna è una città complessa come può un gruppo di persone senza nessuna esperienza politica e senza nemmeno nessun riferimento sul piano nazionale pensare di poterla governare? «Tanti mi hanno detto che sono pazza, ma il punto è che non stiamo cercando di fare nulla di diverso da quello che avremmo fatto con il simbolo 5 stelle e ci guidano gli stessi principi: legalità e trasparenza sopra ogni cosa».

Guerra spiega che per quanto riguarderà incarichi fiduciari e politici, a cominciare dagli assessori, sceglierà tra le persone di fiducia, le migliori (nel suo gruppo, rivela, anche un urbanista e un commercialista che potrebbero uscire a breve allo scoperto). E conferma che una certa discrezionalità sarà mantenuta anche nell’ambito della cultura per valorizzare progetti del territorio, non tutto, dunque, sarà messo a bando. E se il giorno prima aveva attaccato duramente dirigenza e assessorato proprio della Cultura (all’incontro del Dock 61, vedi correlati), in questa occasione non risparmia critiche durissime alla gestione del tema turismo, centrale nel loro programma. Tuttavia, alla domanda su quali progetti concreti pensi di mettere in atto ha un po’ genericamente parlato di «un sistema da ripensare daccapo, dove mettere in rete i soggetti, evitare manifestazioni a “spot” come la sagra del cappelletto senza che siano inserite in un contesto di programmazione più ampio che coinvolga gli operatori, dai lidi al mare ai negozi del centro, fino ad accennare alla necessità di ripensare la segnaletica e i percorsi turistici». Tra turismo e cultura, che fare, e come farlo, di piazza Kennedy? «Qualcosa si potrà fare, magari mettere un vetro, ma appunto qui c’è da ripensare tutto l’intorno».

Sui progetti concreti per la città c’è stato il tempo di parlare dell’idea, del tutto inedita effettivamente, della Guerra di istituire un assessorato “alla maternità” che si occupi della madri con bambini piccoli e delle loro esigenze, dai parcheggi alle sale per l’allattamento, per rendere la città più fruibile da parte di tutti. E in questo contesto di attenzione per l’infanzia c’è stato il modo di chiarire che Guerra non esclude telecamere per gli asili, ma solo a circuito chiuso e non collegate con webcam a casa delle famiglie, come chiedono alcuni genitori dopo i troppi recenti scandali di maltrattamenti, in varie parti d’Italia

E dalla sicurezza dei piccoli a quella “tout court”, tema dominante di questa campagna elettorale. E qui con una certa sorpresa si è scoperto che se Michela Guerra ha apprezzato qualcosa dell’operato di Fabrizio Matteucci in questi dieci anni è stata proprio la fase dello “sceriffo” per esempio ai giardini Speyer. Qui Guerra ha in mente pattuglie fisse, più polizia municipale in strada e anche un potenziamento dell’illuminazione. E più in generale, per questa zona della città, ha annunciato un progetto urbanistico «rivoluzionario» che verrà svelato però solo a ridosso delle elezioni. E di là dalla stazione, la Darsena? Bisogna incontrare i privati, cercare di trovare accordi per valorizzare edifici che secondo me sono bellissimi anche così come sono per farne musei, centri di cultura e per l’arte. Perché non riportarci, per esempio, il museo dell’arredo Biagetti? Eccellenza che ci siamo lasciati sfuggire». E allora una domanda sul sigarone ex Sir, battaglia di anni dell’altra ala del Movimento 5 Stelle è inevitabile: «Si vedrà, credo non si dovrebbe distruggere nulla di ciò che c’è, ma la verità è che nella mia lista delle priorità è al 152esimo posto». Parla invece di come potrebbero bastare installazioni di luce e giochi di acqua per valorizzare un’area in cui il Comune comunque dovrebbe investire poco o nulla.

Le risorse aggiuntive che, ribadisce, potrebbero provenire per esempio dalla chiusura di Ravenna Holding e dai risparmi sul cosiddetto “poltronificio” serviranno piuttosto per mettere in sicurezza tutte le scuole o assicurare il reddito di cittadinanza minimo comunale, cioé per le vere priorità secondo Guerra che non perde un’altra occasione per lamentare quella che secondo lei è l’inadeguatezza dell’attuale classe politica cittadina (mentre parole lusinghiere sono state spese per l’ex presidente di Autorità portuale Galliano Di Marco) da cui il bisogno di un totale cambio di passo.

Intanto prosegue una campagna elettorale che, dice Guerra, se contassero solo i numeri in rete “avremmo già vinto”, visto i nostri contatti. La parte più difficile è arrivare a quelle persone che non leggono i giornali e che magari ancora non sanno che si va a votare a giugno. Campagna elettorale resa difficile, denuncia Guerra come altri avversari del Pd prima di lei, anche da un clima in cui molte persone temono di schierarsi contro i centri di poteri in città. Ultima domanda d’obbligo: in caso di ballottaggio Alberghini-De Pascale? «Voterei scheda bianca». Mentre ribadisce la stima personale per Maurizio Bucci e la maggiore vicinanza di contenuti con la lista di Raffaella Sutter.

Legacoop a Guerra e Sutter: «Nessuna connivenza tra Comune e cooperazione»

Hanno fatto discutere le dichiarazioni delle due candidate a sindaco
«Non tollereremo più. Rispetto pieno per i nostri lavoratori»

«Apprendiamo dalla stampa che il mondo della cooperazione sociale e culturale è, suo malgrado, tirato impropriamente in ballo nella campagna elettorale di Ravenna. In particolare le candidate Guerra e Sutter avrebbero parlato di “presunte connivenze tra il Comune e la cooperazione” arrivando a fare intendere che le “cooperative” godrebbero di privilegi e favori senza remunerare adeguatamente i lavoratori ed i soci. Considerazioni totalmente infondate, false e non suffragate da nessun elemento di merito». È la replica di Legacoop Romagna, all’indomani dell’incontro sul tema della cultura organizzato dall’associazione Mirada e che ha visto protagoniste (vedi articoli correlati) le sole Michela Guerra e Raffaella Sutter, candidate a sindaco rispettivamente di Movimento civico CambieRà e Ravenna in Comune.

«Come Legacoop Romagna intendiamo ribadire che le cooperative che hanno ottenuto gli appalti nel Comune di Ravenna hanno vinto regolarmente le gare pubbliche e applicano in modo pieno e trasparente i contratti collettivi di settore. Nessuna connivenza, dunque, e rispetto pieno dei lavoratori. Va anche ricordato che la collaborazione pubblico-privato in queste attività strategiche per il welfare della comunità locale, ha dimostrato negli anni di potere garantire un’alta qualità dei servizi e, cosa non secondaria in questo momento, di mantenere e sviluppare l’occupazione. Non siamo più disponibili ad accettare continui attacchi strumentali, frutto di giudizi puramente ideologici. Non esiste una generica
cooperazione e lo dimostra il fatto che noi per primi siamo in prima linea nella lotta alle cooperative “spurie” che non rispettano i contratti ed operano in maniera spregiudicata sulla pelle dei lavoratori ed attendiamo su questo punto l’approvazione della legge di iniziativa popolare presentata dall’Alleanza delle Cooperative Italiane e per la quale abbiamo raccolto migliaia di firme. Esiste invece un sistema di imprese cooperative fortemente radicate nel territorio che oltre a produrre reddito e lavoro per soci e dipendenti rappresenta un elemento importante di tenuta e coesione sociale».

«Sarà nostra cura – termina la nota di Legacoop – rendere partecipi i nostri associati e dipendenti del merito di queste scriteriate dichiarazioni e ci teniamo a precisare che d’ora in avanti non tollereremo più alcuna dichiarazione lesiva dell’immagine e della storia della cooperazione ravennate e che tuteleremo in tutte le sedi l’onorabilità delle nostre imprese».

Legacoop a Guerra e Sutter: «Nessuna connivenza tra Comune e cooperazione»

Hanno fatto discutere le dichiarazioni delle due candidate a sindaco
«Non tollereremo più. Rispetto pieno per i nostri lavoratori»

«Apprendiamo dalla stampa che il mondo della cooperazione sociale e culturale è, suo malgrado, tirato impropriamente in ballo nella campagna elettorale di Ravenna. In particolare le candidate Guerra e Sutter avrebbero parlato di “presunte connivenze tra il Comune e la cooperazione” arrivando a fare intendere che le “cooperative” godrebbero di privilegi e favori senza remunerare adeguatamente i lavoratori ed i soci. Considerazioni totalmente infondate, false e non suffragate da nessun elemento di merito». È la replica di Legacoop Romagna, all’indomani dell’incontro sul tema della cultura organizzato dall’associazione Mirada e che ha visto protagoniste (vedi articoli correlati) le sole Michela Guerra e Raffaella Sutter, candidate a sindaco rispettivamente di Movimento civico CambieRà e Ravenna in Comune.

«Come Legacoop Romagna intendiamo ribadire che le cooperative che hanno ottenuto gli appalti nel Comune di Ravenna hanno vinto regolarmente le gare pubbliche e applicano in modo pieno e trasparente i contratti collettivi di settore. Nessuna connivenza, dunque, e rispetto pieno dei lavoratori. Va anche ricordato che la collaborazione pubblico-privato in queste attività strategiche per il welfare della comunità locale, ha dimostrato negli anni di potere garantire un’alta qualità dei servizi e, cosa non secondaria in questo momento, di mantenere e sviluppare l’occupazione. Non siamo più disponibili ad accettare continui attacchi strumentali, frutto di giudizi puramente ideologici. Non esiste una generica
cooperazione e lo dimostra il fatto che noi per primi siamo in prima linea nella lotta alle cooperative “spurie” che non rispettano i contratti ed operano in maniera spregiudicata sulla pelle dei lavoratori ed attendiamo su questo punto l’approvazione della legge di iniziativa popolare presentata dall’Alleanza delle Cooperative Italiane e per la quale abbiamo raccolto migliaia di firme. Esiste invece un sistema di imprese cooperative fortemente radicate nel territorio che oltre a produrre reddito e lavoro per soci e dipendenti rappresenta un elemento importante di tenuta e coesione sociale».

«Sarà nostra cura – termina la nota di Legacoop – rendere partecipi i nostri associati e dipendenti del merito di queste scriteriate dichiarazioni e ci teniamo a precisare che d’ora in avanti non tollereremo più alcuna dichiarazione lesiva dell’immagine e della storia della cooperazione ravennate e che tuteleremo in tutte le sedi l’onorabilità delle nostre imprese».

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