venerdì
22 Maggio 2026

In due anni 5 morti per incendi domestici. I consigli dei vigili del fuoco per prevenire e proteggersi

Nel biennio 2024-2025 in provincia di Ravenna 31 persone sono rimaste ferite e 5 sono morte per incendi in abitazioni. A livello nazionale oltre il 60 percento delle morti dovute a incendi si registra in ambito domestico. I dati forniti dal comando provinciale dei vigili del fuoco di Ravenna mostrano come le abitazioni rappresentino il contesto più frequentemente coinvolto e, soprattutto, quello più pericoloso soprattutto a causa della presenza diffusa di materiali combustibili e della possibilità di inalazione di fumi tossici.

Statisticamente oltre la metà degli incendi (o dei principi di incendio) ha origine da cause elettriche, spesso riconducibili all’utilizzo di elettrodomestici, a cortocircuiti o a malfunzionamenti dell’impianto elettrico. Una quota significativa è inoltre associata a problematiche legate alle canne fumarie e all’uso di dispositivi di cottura alimentati a gas, mentre la restante parte è imputabile a cause varie o non accertate.

Anche i dispositivi alimentati da batterie ricaricabili possono costituire una possibile fonte di innesco, in particolare durante la fase di ricarica, quando risultano collegati alla rete elettrica o a dispositivi di alimentazione ausiliari (power bank).

L’andamento dell’evento distruttivo dipende da alcune caratteristiche:

  • Quantità di combustibile;
  • Tipo di combustibile;
  • Aereazione dei locali;
  • Compartimentazione dei locali;

Qualora un incendio si sviluppi in un ambiente caratterizzato da un basso carico d’incendio, con presenza limitata di materiali combustibili e arredi in legno massello, la probabilità di una rapida propagazione risulta ridotta, così come la produzione di fumi e gas nocivi.

Al contrario, ambienti con elevato carico d’incendio, caratterizzati dalla presenza di materiali combustibili quali arredi imbottiti, pannelli in legno truciolare, colle e materie plastiche, determinano, in caso di incendio, una significativa produzione di fumi e gas altamente tossici e infiammabili.

L’aerazione dei locali gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di un incendio. Oggi, grazie a infissi sempre più performanti e a sistemi di riscaldamento e raffrescamento evoluti, le abitazioni sono molto più “sigillate” rispetto al passato e la ventilazione naturale si è ridotta notevolmente.

In queste condizioni, l’incendio può rallentare la sua velocità di propagazione che, se da un lato evita un maggior coinvolgimento della struttura, dall’altro comporta comunque la formazione di grandi quantità di fumi caldi e gas tossici, estremamente pericolosi per chi si trova all’interno.

Il rischio maggiore si presenta nel cosiddetto backdraft (ritorno di fiamma): se un ambiente chiuso, saturo di fumi e gas infiammabili, riceve improvvisamente aria dall’esterno — ad esempio aprendo una porta o una finestra — può verificarsi un’accensione violenta della miscela, con effetti simili a un’esplosione.

Misure di prevenzione:

  1. Verificare che gli impianti elettrici siano realizzati a regola d’arte e che sia presente dichiarazione di conformità;
  2. Lo stesso vale per gli impianti di adduzione e utilizzo di gas infiammabili (metano o gpl);
  3. Verificare che i camini e gli altri impianti a combustibile solido (legna, pellet, cippato, ecc) siano montati a regola d’arte con particolare attenzione al montaggio delle canne fumarie e soprattutto in caso di presenza di tetti in legno o peggio ancora tetti ventilati;
  4. Non lasciare mai in carica bici o monopattini elettrici dentro casa, qualora sia l’unico posto possibile, caricare sempre quando si è presenti e possibilmente in stanze ventilate e con poco materiale infiammabile;
  5. Non lasciare in carica cellulari o tablet di notte, se proprio non se ne può fare a meno, tenerli comunque a portata di mano e comunque non appoggiarli mai in carica su materiale infiammabile (cuscini, materassi, divani imbottiti, poltrone, ecc);
  6. In caso di uso di candele posizionarle in contenitori che non bruciano e in posizione distante da materiale combustibile;
  7. Non uscire di casa lasciando sul piano cottura pentole con il fuoco acceso;

Misure di protezione:

  1. Se il fuoco è nella fase iniziale e valgono tutte le seguenti condizioni:
    – è di modeste dimensioni (interessa un cestino, un cuscino, un pentolino);
    – l’aria è sicuramente respirabile;
    – hai a disposizione una via di esodo alle spalle per andare via in qualsiasi istante
    – hai a disposizione un estintore
    allora prova a spegnere con l’estintore
  2. Se non puoi provare a spegnere:
    – esci dai locali interessati;
    – chiudi le relative porte di accesso;
    – avvisa possibilmente tutti i presenti dell’edificio di quanto sta avvenendo
    Segui quanto indicato al punto 3
  3. In caso di necessità, chiama immediatamente il numero unico di emergenza 112 (dall’1 aprile 2025, il 112 ingloba le chiamate di soccorso al 115, al 118, al 112, al 113, …), indicando:
    – le proprie generalità e da dove si sta telefonando;
    – cosa sta accadendo con riferimento a luogo, entità dell’incendio e, soprattutto, se ci sono persone bloccate che non possono uscire e in imminente pericolo di vita;
    – se l’incendio coinvolge depositi con sostanze pericolose o apparecchiature;
    – attendere sempre che sia l’operatore della Sala operativa a chiudere la chiamata cercando di rispondere a tutte le domande.
  4. Mantieni, se possibile, accessibile la viabilità ai mezzi di soccorso per consentire nel modo più efficace le operazioni dei vigili del fuoco quando arrivano e l’avvicinamento con mezzi per evacuare le persone (autoscala).

Questo articolo è il secondo di una rubrica tenuta dai vigili del fuoco di Ravenna su alcune testate locali con informazioni e consigli alla cittadinanza per una maggiore conoscenza dei rischi quotidiani. Qui la prima puntata dedicata al monossido.

Nasce “Orientiamo”, il progetto che accompagna gli studenti nelle scelte scolastiche e formative

Prende avvio “Orientiamo”, un progetto pensato per supportare i giovani e le loro famiglie nelle scelte scolastiche e formative, rispondendo al crescente disallineamento tra percorsi educativi e mercato del lavoro. L’iniziativa coinvolge scuole, istituzioni ed enti di formazione con l’obiettivo di accompagnare gli studenti nei momenti chiave del percorso educativo, dalla scuola secondaria di primo grado fino al post-diploma. Il fine è duplice: contrastare la dispersione scolastica e favorire un orientamento più consapevole, capace di valorizzare i talenti e rispondere ai reali fabbisogni del territorio.

Gli sportelli sono attivi nelle sedi dell’ Informagiovani di Ravenna (tutti i martedì dalle 14 alle 18), Cervia e Russi (tutti i giovedì dalle 14.30 alle 17.30) e saranno affiancati da presidi mobili, come il centro di aggregazione giovanile Quake. L’intento è intercettare i ragazzi nei contesti quotidiani, abbattere le barriere di accesso ai servizi e raggiungere anche le famiglie con background migratorio o in condizioni di fragilità, spesso lontane dai canali istituzionali tradizionali: «L’orientamento – spiegano le assessore Francesca Impellizzeri e Hiba Alif – non può essere delegato solo alle scuole. Come Comune abbiamo costruito un ecosistema educativo che accompagna i nostri ragazzi. Questi sportelli, insieme alla rete già attiva di servizi, strutture e luoghi già attivi nel campo dell’orientamento alle scelte da parte dei giovani, contribuiscono a espandere l’orientamento come diritto di cittadinanza accessibile a tutti».

La gestione operativa dei presidi è affidata a Engim Emilia-Romagna, che ha messo in campo 920 ore di intervento tra colloqui individuali, laboratori e supporto ai consigli di classe. L’approccio va oltre la semplice distribuzione di informazioni sulle scuole superiori. «Lavoriamo – spiega Rina Giorgetti, direttrice di Engim Emilia-Romagna – per far emergere i talenti e incrociarli con le opportunità reali del territorio. Operare a stretto contatto con le istituzioni e il tessuto economico locale ci permette di dare a studenti e famiglie coordinate concrete. Solo così possiamo contrastare l’abbandono scolastico e colmare il gap di profili tecnici specializzati».

Il progetto, della durata di 18 mesi, punta a creare un’infrastruttura permanente. Mettendo in rete enti locali, Camera di Commercio, ufficio Scolastico e mondo della formazione, Ravenna costruisce un modello di prevenzione della dispersione e di allineamento tra percorsi formativi e realtà produttiva del territorio. Il servizio, gratuito, è attivo a Ravenna nella sede dell’Informagiovani in via Longhi 9, a Russi nella biblioteca comunale in via Godo Vecchia, e a Cervia nella sede dell’Informagiovani in via Mazzini 39. L’iniziativa rientra nelle “Azioni orientative di rete per il territorio di Ravenna”, ed è finanziata dal PR FSE+ Emilia-Romagna e promossa dalla Provincia di Ravenna, con il coordinamento operativo dell’Associazione emiliano Romagnola di enti autonomi di formazione professionale (Aeca).

Piano del personale Ausl, Cgil critica: «Tagli fino al 50 percento per il personale amministrativo»

L’Ausl Romagna ha delineato il prossimo piano triennale del fabbisogno di personale e il sindacato Cgil sottolinea che è prevista una copertura del turnover pari al 75 percento per il personale sanitario, sociosanitario e tecnico, mentre per il personale amministrativo la riduzione sarà del 50 percento. Significa che per ogni 10 operatori sanitari o sociosanitari che lasciano l’azienda, ne verranno sostituiti solo 7; per il personale amministrativo, invece, le sostituzioni copriranno appena la metà delle uscite.

«È evidente che è in atto una vera e propria riduzione del personale, che si inserisce in un contesto già fortemente critico – dicono i sindacalisti della categoria Funzione pubblica –. In numerosi reparti di degenza, si registra una carenza strutturale di personale, indispensabile per preservare la qualità dei servizi. Il quadro è ulteriormente aggravato dall’imminente avvio del periodo estivo: anche quest’anno, come già avvenuto in passato, il reclutamento di personale per garantire le ferie estive risulta largamente insufficiente e, ad oggi, avviato solo in minima parte».

Se si considerano i tempi necessari per il reclutamento e per l’affiancamento del personale neoassunto, indispensabili per raggiungere un livello minimo di autonomia operativa nei reparti, appare realistico un impatto sulla tenuta qualitativa dei servizi, con possibili ripercussioni sull’efficienza complessiva e sulla continuità assistenziale. Fp-Cgil ribadisce la necessità di un immediato cambio di rotta: «Servono investimenti strutturali sul personale, un piano assunzioni adeguato ai reali bisogni dei servizi e il pieno rispetto delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute dei cittadini. La situazione attuale rischia di mettere in discussione la qualità dei servizi e la sicurezza delle cure».

Secondo Cgil i numeri illustrati nel piano triennale risultano significativamente insufficienti. «Si tratta, infatti, di previsioni che tengono conto prevalentemente di assunzioni legate all’implementazione di alcuni servizi, senza fornire risposte concrete al fabbisogno reale di personale all’interno dei reparti dei presidi ospedalieri. In tali contesti, lavoratrici e lavoratori sono già oggi sottoposti a condizioni estremamente gravose: turni massacranti, frequenti richieste di doppi turni e continue sollecitazioni a rinunciare ai giorni di riposo. Una situazione che genera stress, incide negativamente sulla salute degli operatori e sottrae tempo prezioso alla vita personale e familiare».

Ravenna, un (primo) bilancio di fine campionato

Quello che vi diranno alcuni tifosi storici, quelli che “c’erano anche in Promozione”, è che fino a pochi mesi fa facevi le trasferte a Corticella e quindi adesso bisogna ringraziare che vai anche solo ai playoff di Serie C. Quello che vi diranno i fighetti da tribuna, tornati allo stadio grazie ai risultati degli ultimi mesi, è che con un altro allenatore, un altro acquisto, un altro portiere, ora stavi festeggiando la vittoria del campionato. La verità, come sempre, sta nel mezzo.

Nessun miracolo
Il primo campionato del Ravenna di Cipriani tra i prof del calcio si è chiuso (al terzo posto del girone B di serie C con 73 punti in 36 partite) con un bilancio sicuramente più che positivo, anche se non si tratta di una vera e propria sorpresa e men che meno di un “miracolo sportivo di una neopromossa”, come dice qualcuno, probabilmente mentendo sapendo di mentire. Perché il Ravenna era una neopromossa solo sulla carta, con in rosa oggi una ventina di nuovi giocatori con esperienza già in Serie C o anche in categorie superiori e solo cinque  reduci dal gruppo della D, di cui appena due titolari in quella che si può definire oggi la formazione tipo: Esposito (praticamente al debutto in C e probabilmente il migliore – come “certificano” le nostre pagelle – lui sì, vera sorpresa in positivo) e Rossetti, ora infortunato, ma con già ampia esperienza tra i prof. Per un monte ingaggi complessivo che sfiora i 4,7 milioni di euro e che è il quarto del gruppo B; un dato che in serie C (dove non c’è una vera compravendita di cartellini) dà il reale valore delle rose dei vari gironi. Non per nulla, a parte il flop della Ternana che ha speso più di tutti senza risultati (se non quello di essere sull’orlo del fallimento), la s

econda e la terza squadra con il monte ingaggi più elevato sono rispettivamente Arezzo e Ascoli, appaiate in testa alla classifica a 90 minuti dal termine (il Ravenna nell’ultima giornata riposerà). Il risultato sportivo è quindi una giusta conseguenza degli investimenti di una società ambiziosa che tra l’altro ha il merito di essere riuscita a costruire una rosa forte in fretta e furia solo dopo l’ufficialità del ripescaggio in luglio inoltrato. Un mercato quindi che va promosso a pieni voti, con alcune scommesse vinte e tanti giocatori che erano già una certezza per la categoria. Il merito va anche condiviso naturalmente con mister Marchionni, che nel giro di poco più di un anno ha portato la squadra a vincere la Coppa Italia e i playoff in serie D e – assemblando una rosa appunto con tanti volti nuovi – a un prestigioso, per quando platonico, titolo di campione d’inverno in C. Poi il black out che gli è costato la panchina, colpa di una sua scarsa flessibilità forse, ma anche di una serie di infortuni e probabilmente dell’unico vero errore, pesante, del club, paradossalmente l’acquisto più chiacchierato, quello di Viola, giocatore che fino a poc

hi mesi prima giocava in Serie A. Ma che pare abbia rotto i famosi equilibri dello spogliatoio, difficile da inserire tatticamente nel 3-5-2 di Marchionni (che non lo voleva) e che ha messo indirettamente in ombra quello che fino a quel momento era stato tra i migliori giocatori della stagione, Spini. L’arrivo di Mandorlini sulla panchina ha riportato la squadra pian piano al top (l’ultima striscia parla di cinque vittorie consecutive senza gol subiti), non senza difficoltà (imbarazzante la prestazione rinunciataria nel big match di Ascoli, forse il punto più basso della stagione insieme al ko di Terni che costò la panchina a Marchionni), ma ora con una fisionomia di nuovo chiara e una ritrovata condizione fisica che non può che far ben sperare in vista del finale di stagione.

Verso i playoff
Come noto, il Ravenna ha chiuso il proprio campionato come migliore terza dei tre gironi di C, il che dà ai giallorossi un indubbio vantaggio (in teoria) nei primi due turni nazionali dei playoff (dal 10 maggio), a cui partecipano quasi 30 squadre e che mettono in palio però solo una promozione. Una vera e propria impresa. Il Ravenna non parte tra le favorite – quelle saranno le tre seconde, casomai, oltre probabilmente alla Salernitana – ma nessuno sarà contento di affrontare i giallorossi, squadra esperta e che può mettere in difficoltà chiunque, almeno in quei 20-30 minuti della partita in cui riesce ad alzare i ritmi. Che sono stati un po’ il tallone d’Achille di una formazione con un’età media molto alta e a volte un po’ troppo compassata.

Screenshot

Ma andiamola a vedere, la formazione che sarà protagonista ai playoff, con 13-14 giocatori che mister Mandorlini ha ormai individuato come “titolari”. La garanzia è la difesa a tre composta da Donati, Esposito e Solini; sulle fasce agiranno gli esterni Bani, in grande crescita dopo l’arrivo in gennaio, e probabilmente Da Pozzo, la nota più positiva del finale di stagione (l’alternativa è Donati, con Bianconi al suo posto in difesa). A centrocampo la certezza è Lonardi, la cui stagione è andata in crescendo grazie anche all’intuizione di Mandorlini di spostarlo leggermente più avanti, da mezzala. Quando avrà recuperato sarà nuovamente titolare fisso davanti alla difesa Rossetti, unico nel dare equilibrio alla squadra, mentre il pacchetto centrale sarà probabilmente completato da Tenkorang, che può garantire inserimenti e coperture (le alternative sono Di Marco, che sta tornando in condizione dopo alcuni infortuni e garantisce più palleggio, e lo stesso Viola, che Mandorlini ha intelligentemente reinserito in gruppo, provandolo anche da regista). Davanti, secondo noi, la coppia ideale resta quella “leggera”, composta dal bomber Fischnaller e da Spini, con Okaka pronto a entrare nel caso serva qualche chilo in più (e chissà che Motti non ritrovi la spensieratezza di inizio stagione).

Il futuro
Comunque vada, sarà stata un’ottima prima stagione in Serie C, come detto. Se non dovesse arrivare la promozione, il prossimo anno si potrà ripartire da una base molto solida, con tanti giocatori ancora sotto contratto. Basterebbero alcuni acquisti mirati per puntare dritti al primo posto. E allora – lo diciamo noi – la scelta più difficile sarà quella del nuovo allenatore. In caso di promozione resterà Mandorlini, come da contratto. Nel più probabile caso di permanenza in C, o comunque in ottica di lungo periodo, forse sarebbe più logico ringraziarlo per il lavoro svolto – è stata davvero probabilmente la migliore scelta che si potesse fare, in corso di stagione: un uomo di grande esperienza che già conosceva molto bene l’ambiente – evitando però di portare avanti una situazione che alle prime difficoltà potrebbe diventare esplosiva (il diesse che è il padre dell’allenatore, che a sua volta allena un altro figlio). L’occasione sarebbe quindi quella ideale per cercare un profilo nuovo, che punti prima di tutto su un’identità di gioco offensiva, in linea con lo stile molto moderno della nuova società. Indipendentemente dai risultati, Ravenna – questo Ravenna – dovrebbe ambire a diventare una piazza modello, dove si fa calcio, in primis sul rettangolo di gioco, con uno stile propositivo. Il paragone facile facile è quello con gli anni novanta di Gigi Del Neri e Francesco Guidolin, protagonista della prima promozione in B della storia giallorossa quando ancora non aveva 40 anni. Si avrà il coraggio di cercare un nuovo Guidolin? E di puntare in campo non solo sull’usato sicuro ma anche su giovani di belle speranze come furono – per continuare il parallelo con quegli anni, forse imparagonabili – Toldo, Scapolo, Zauli, Sotgia, Torrisi o Buonocore?

La società e la piazza
Nel giro di due anni il nuovo corso Cipriani ha riportato il Ravenna dalle paludi della serie D a lottare per la Serie B, lo abbiamo detto e va sempre ricordato. Fuori dal campo, forse, il lavoro è stato ancora più eclatante: restyling dello stadio, marketing spinto, sponsorizzazioni cresciute a livello esponenziale, progetti con le scuole e tentativi di coinvolgere le altre società del territorio. La piazza ha risposto presente, ma si può fare anche di più: uno stadio da 5mila posti, in un contesto del genere, restiamo dell’idea che dovesse andare esaurito tutte le domeniche. Ci sarà tempo, i semi, se coltivati, daranno frutti (sono tanti i giovani tornati al Benelli, per esempio). Capitolo a parte meriterebbe il vivaio: la decisione di affidarlo a una persona esperta e perbene come Massimiliano De Gregorio è stata sicuramente quella giusta, ma quello che è terminato è stato letteralmente l’anno zero, da cui ora si deve iniziare a risalire e anche cercando di recuperare il tempo perduto (con un budget adeguato).

Le strutture
Fondamentali, in questo senso, saranno le strutture. La società ha annunciato l’intenzione di rivoluzionare il centro sportivo di Fosso Ghiaia che ha attualmente in concessione e di realizzarvi due campi in sintetico. Ma dal Comune, a cui abbiamo chiesto una conferma, ci dicono soltanto che «è stata manifestata la volontà di riqualificare il centro» e che «vaglieremo attentamente la progettualità che sarà presentata nelle sue parti tecniche e amministrative». Difficile che si possa essere pronti per l’avvio della nuova stagione sportiva, come auspicato inizialmente. E questo sarà un problema.

Per quanto riguarda invece lo stadio Benelli, resta a noi incomprensibile la scelta del Comune di limitarsi a un progetto di basso profilo di riapertura dei Distinti. L’arrivo di una società così ambiziosa era l’occasione per progettare insieme qualcosa di più innovativo; Ravenna poteva diventare un esempio a livello nazionale, in un periodo in cui si parla spesso a vanvera di nuove strutture all’avanguardia. E poteva essere l’occasione per rigenerare un quartiere che sta vivendo peraltro male le disposizioni di sicurezza messe in campo a ogni partita, spesso davvero incomprensibili – per non usare altri termini – come in occasione delle chiusure per l’ultima partita al Benelli, praticamente senza tifosi ospiti presenti. Anche dalla questura ci aspettiamo in futuro scelte decisamente più coraggiose. Come auspichiamo coraggio nelle decisioni di club, Comune e, in qualche modo, anche tifoseria. Per portare davvero la Ravenna del calcio in un’altra categoria.

Fiumi, la Regione punta sugli agricoltori per la manutenzione. «Non ci convincono le aree a tracimazione controllata»

Opere già realizzate per 80,2 milioni di euro e ulteriori per 80,9 milioni tra cantieri in corso e interventi in progettazione: è questo il quadro della sicurezza idraulica in provincia di Ravenna, uno dei territori più colpiti dalle alluvioni, relativo ai fiumi Lamone, Senio e Santerno.

Interventi che riguardano il ripristino e il rafforzamento degli argini, la manutenzione degli alvei, il contenimento delle piene e la messa in sicurezza dei tratti più critici dei tre corsi d’acqua, accanto a opere strutturali più complesse attualmente in fase di progettazione.

A fare il punto sugli interventi, nel corso di un’assemblea pubblica ieri sera a Lugo, il presidente della Regione, Michele de Pascale, la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, il vicecommissario straordinario alla ricostruzione, Gianluca Loffredo, e il segretario generale AdbPo, Alessandro Delpiano. Presenti la presidente della Provincia di Ravenna, Valentina Palli, il dirigente tecnico Andrea Colombo e dirigenti dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile.

«In questa fase – afferma il presidente de Pascale – stiamo lavorando, oltre che sugli interventi strutturali di messa in sicurezza finanziati dal Governo, anche alle osservazioni al Piano per l’assetto idrogeologico del bacino del Po, con riferimento al Reno e ai fiumi romagnoli. Nel Piano sono previste opere fondamentali, come le casse di espansione, che restano assolutamente necessarie. Allo stesso tempo, alcuni aspetti vanno chiariti meglio, a partire dalla definizione delle priorità e dalla disciplina delle aree a tracimazione controllata individuate dall’Autorità di bacino. Così come sono attualmente previste, queste aree non ci convincono: lo strumento può essere necessario, perché l’alternativa è la tracimazione incontrollata, ma le dimensioni risultano molto ampie e, allo stato attuale, non sono né finanziate né finanziabili dai piani nazionali. Il rischio è quello di introdurre vincoli molto pesanti sul territorio per un periodo lungo, senza benefici concreti. Per questo abbiamo chiesto all’Autorità di bacino di rivedere questa parte del Piano, insieme alla Regione, ai Comuni e alle imprese agricole, con l’obiettivo di renderlo più chiaro, sostenibile e realizzabile».

«Stiamo già lavorando con le associazioni agricole per rafforzare il ruolo degli agricoltori nella manutenzione e nella tutela del territorio – sottolinea la sottosegretaria Manuela Rontini -. È una proposta già inserita dall’Assemblea legislativa nel Defr, il Documento di economia e finanza regionale: insieme all’assessorato all’Agricoltura stiamo definendo come valorizzare questo contributo, mettendo a disposizione risorse adeguate, in particolare per la manutenzione delle aree di collina e montagna, la regimazione delle acque e la difesa del suolo, con effetti diretti anche sulla sicurezza idraulica in pianura. Allo stesso tempo chiederemo all’Autorità di bacino di indicare con chiarezza le priorità nella realizzazione degli interventi, nella consapevolezza che le opere realizzate a monte hanno effetti determinanti sulla sicurezza del territorio a valle».

Lamone, Senio, Santerno: gli interventi fatti, in corso, in progettazione

Sul Lamone, a partire dalle alluvioni di maggio 2023, sono stati realizzati interventi sugli argini – in gran parte somme urgenze – per 36,2 milioni di euro, finanziati con risorse commissariali. Sono in fase di conclusione lavori per 1,8 milioni di euro, mentre sono attualmente in corso cantieri per 10,8 milioni, tutti in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. Sono inoltre in fase di progettazione ulteriori interventi per 45,2 milioni di euro, in parte affidati all’Agenzia regionale e in parte a Sogesid. Sono in corso poi attività di manutenzione, con sfalci della vegetazione in destra e sinistra idraulica, realizzate con risorse regionali. Complessivamente, per il fiume Lamone, sono stati stanziati circa 4,9 milioni di euro per la manutenzione nel triennio 2025-2027.

Sul Santerno, a seguito delle alluvioni, sono state realizzate somme urgenze per 24 milioni di euro. Sono in corso lavori di taglio della vegetazione per 525mila euro (fondi regionali). Nel tratto di pianura, da Sant’Agata sul Santerno a San Bernardino, sono in fase di avvio o progettazione interventi di rinforzo di argini e golene per 6,7 milioni di euro. Nel tratto collinare (Casalfiumanese, Fontanelice, Castel del Rio) sono invece in corso lavori per 1,8 milioni di euro.

Sul Senio, sono stati realizzati interventi – perlopiù somme urgenze – con risorse commissariali per circa 20 milioni di euro. Attualmente sono in corso lavori per 2,6 milioni di euro, sono inoltre in progettazione interventi per 11,5 milioni di euro, in parte in capo a Sogesid.

Complessivamente, le risorse regionali per il triennio 2025-2027 destinate alla manutenzione dei corsi d’acqua di Santerno, Senio e Basso Reno ammontano a 9 milioni di euro.

Con una bottiglia di vetro ha aggredito un carabiniere: arrestato un 21enne in centro a Ravenna

Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri (22 aprile) nei pressi del mercato coperto di Ravenna, dove un giovane di 21 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento dei militari della Sezione Radiomobile è scattato dopo diverse segnalazioni al 112: il ragazzo, armato di una bottiglia di vetro, avrebbe molestato passanti e commercianti. Giunti sul posto, i carabinieri hanno individuato il giovane, apparso in evidente stato di alterazione psico-fisica. Alla vista della pattuglia avrebbe tentato la fuga e, nel tentativo di sottrarsi al controllo, avrebbe colpito con la bottiglia la spalla di uno dei militari, senza però causargli lesioni.

Bloccato poco dopo, è stato portato in caserma e dichiarato in arresto. Oggi il giudice del tribunale di Ravenna ha convalidato il provvedimento, disponendo per il 21enne il divieto di dimora nella provincia.

Il Comune di Cervia chiude il ponte di via Galeno: servono lavori di ripristino

Il ponte di Via Galeno, che attraversa il canale immissario delle saline, in località Terme di Cervia, da oggi (23 aprile) resterà chiuso al traffico sia per la viabilità degli automezzi, sia per quella ciclo-pedonale.

A seguito delle verifiche tecniche – fanno sapere dal Comune – il ponte necessita di lavori di ripristino e consolidamento per garantire la sicurezza della circolazione stradale, ciclabile e pedonale. La viabilità alternativa sarà indicata da apposita segnaletica informativa con i percorsi consigliati.

Controlli in centro, scattano denunce e allontanamenti: fermato anche un evaso dai domiciliari

Proseguono i controlli della Polizia Locale di Ravenna nelle aree sensibili del centro storico, con interventi mirati su sicurezza urbana e decoro. Nel corso dell’ultima operazione sono state identificate 24 persone, di cui 21 straniere. Tra gli episodi principali, un uomo agli arresti domiciliari è stato sorpreso nei pressi della stazione ferroviaria, in stato di ubriachezza, e denunciato per evasione. Nel centro cittadino sono stati inoltre individuati tre soggetti già destinatari di provvedimenti di allontanamento o divieto di accesso, tutti denunciati per la violazione delle misure.

Diversi anche gli interventi per comportamenti contrari al decoro urbano: un cittadino somalo è stato sanzionato per ubriachezza nei giardini pubblici, un cittadino nigeriano è stato sorpreso a urinare sulle mura della Basilica di San Giovanni Evangelista, mentre un cittadino rumeno è stato fermato per attività di accattonaggio in via di Roma. Per tutti loro, oltre alle sanzioni pecuniarie, si è proceduto con contestuale ordine di allontanamento.

I controlli hanno infine portato a sanzioni per il consumo e la vendita di alcol nell’area della stazione e a cinque violazioni al Codice della Strada per l’uso irregolare dei monopattini.

Festa della Cooperazione: una settimana di incontri, intrattenimento e futuro

Dal 28 aprile al 5 maggio si terrà la 48esima edizione della Festa della Cooperazione, promossa da Confcooperative Romagna-Estense e dalle cooperative associate. Come da tradizione, la kermesse si svolgerà a Bagnacavallo, in particolare nella zona di via Boncellino, che ospita alcune delle cooperative più importanti del territorio. Il programma prevede iniziative con momenti di approfondimento su tematiche prioritarie per lo sviluppo delle imprese e delle comunità.

«La Festa della Cooperazione di questo 2026 saluta la costituzione di Confcooperative Romagna-Estense, continuando ad arricchirsi di iniziative e a crescere, diventando un evento senza eguali a livello nazionale – sottolinea Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense -. Questa Festa, giunta alla 48esima edizione, è diventata il manifesto della cooperazione del nostro territorio, aprendo ad argomenti sempre attuali e con una particolare attenzione al mondo della scuola e dei giovani. Questa apertura alla società è la cifra che Confcooperative Romagna-Estense, con le sue 610 cooperative e gli oltre 9 miliardi di fatturato, porta nel territorio, ponendosi come protagonista del bene comune. Un ringraziamento speciale alle volontarie e ai volontari di Bagnacavallo e ad Agrintesa, che ci ospita, per il loro costante impegno in tutti questi anni».

Il programma in sintesi

Tra gli approfondimenti in programma si segnalano: “Quale futuro per la meccanizzazione della nostra frutticoltura”, dedicato ai delegati di Agrintesa, Agrisol e Propar, martedì 28 aprile alle ore 18.30 presso lo stabilimento di Agrintesa; “Abitare e lavoro, il ruolo dell’economia sociale nei percorsi per l’autonomia delle persone”, aperto a tutti gli interessati e dedicato alle soluzioni per garantire inclusione attraverso l’accesso alla casa e al lavoro, mercoledì 29 aprile alle ore 16 presso lo stabilimento di Agrintesa; “Impegno dei cristiani nel mondo. Le sfide dell’azione”, per parlare di etica e religione, giovedì 30 aprile alle ore 21 presso la sala Agrisol; “Zaccagnini. Il seme buono della politica”, presentazione del libro, martedì 5 maggio alle ore 21 presso Casa Conti Guidi.

Il momento più atteso della Festa è, come sempre, il 1° maggio, giornata che si apre alle ore 10 con la Santa Messa, celebrata da mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola-Carpi, seguita dalla benedizione delle macchine agricole alle 11.30, a seguire alle 12.30 il pranzo della cooperazione e il tradizionale pomeriggio di spettacoli e intrattenimento, a partire dalle 14.30. Un’altra giornata di festa è prevista per domenica 3 maggio, con alle 12.30 il pranzo a cura di “Delta in Tavola” e, dalle 14.30, spettacoli e intrattenimento.

Per gli amanti del dialetto, sabato 2 maggio alle 20.30 si terrà la commedia dialettale “Una bròta malatèja”, a cura della compagnia C.D.T. “La Rumagnola Aps”. Per l’intero programma: www.romagna-estense.confcooperative.it

81° anniversario della Liberazione, tanti eventi in città, lidi e forese: ecco il programma

Nell’81° anniversario della Liberazione, Ravenna si appresta a celebrare la ricorrenza del 25 Aprile con una serie di iniziative, momenti di riflessione e approfondimento storico, che interesseranno tutto il territorio comunale, dal centro alle frazioni del mare passando per quelle del forese.

Sabato 25 aprile da Ravenna prenderà il via la pedalata della Liberazione diretta alla Pineta di Classe, un itinerario per testimoniare le azioni che, nel 1944, hanno contribuito alla liberazione di Ravenna. Il ritrovo è previsto alle 10 al giardino 9 novembre 1989 in via Keplero e la partenza è prevista per le 10.30. Lungo l’itinerario avrà luogo la deposizione di corone al parco Reginald Barton Stratton a Classe, alla presenza dei familiari, dell’assessore Fabio Sbaraglia, del Comitato cittadino di Classe, di Arci Ravenna e del “Cammino di Dante”, in omaggio al soldato inglese caduto durante la liberazione di Classe. Seconda fermata all’interno della pineta, al cippo in memoria di Vito Salvigni e Umberto Fussi, giovani partigiani del distaccamento “Garavini” caduti nella lotta di liberazione. All’arrivo, alla Ca’ Acquara (Pineta di Classe), i partecipanti saranno accolti da un ristoro offerto da ATCRa2 e dalle associazioni venatorie. Al termine Anpi Ravenna presenterà alcuni racconti sulla liberazione di Ravenna. Per partecipare è obbligatoria la preiscrizione entro martedì 21 aprile alle 17 al link: https://tinyurl.com/pedalata2026.

Alle 11 in piazza del Popolo saranno deposte le corone alla lapide dei partigiani caduti per la liberazione dal nazifascismo. Interverranno: Raffaele Ricciardi, prefetto di Ravenna; Alessandro Barattoni, sindaco del Comune di Ravenna e Alice Casadei, Anpi provinciale Ravenna. Durante la cerimonia si esibirà la Banda musicale cittadina. Sempre nella giornata di sabato si svolgerà l’iniziativa, promossa dalla sezione Anpi “Natalina Vacchi di Ravenna, “Ciclismo – IV GranPremio 25 aprile Città di Ravenna”, al Polisportivo Darsena – Ravenna bike park. Due gli appuntamenti: alle 9.30, gara Primi sprint, riservata alle categorie Giovanissimi tesserati Fci. Alle 14.30 appuntamento aperto a tutti i ragazzi e ragazze fino a 12 anni per la manifestazione “Gioca con la tua bicicletta: mtb – pump track – abilità strada – triathlon”.  Preiscrizioni via whatsapp al 3482345147 entro il 22 aprile.

Domenica 26 aprile ritrovo alle 10 al Sacrario dei caduti in via Baccarini 7 per il concerto della Fanfara dell’Associazione nazionale bersaglieri sezione G. Galli – Ravenna. Saluti dell’assessora Barbara Monti e a seguire corteo per le vie del centro: via Baccarini, piazza Caduti, via Corrado Ricci, piazza Garibaldi e concerto all’arrivo in piazza del Popolo.

Inoltre sono previsti numerosi eventi in tutto il territorio comunale di seguito indicati per aree.

 

Area Centro urbano

Sabato 25 aprile alle 10 | cippo commemorativo – vicolo dei Francesi. Deposizione di un mazzo di fiori.

Area Ravenna sud

Sabato 25 aprile alle 9.30 | piazza Brigata Pavia. Partenza del corteo per i cippi commemorativi dei caduti nella lotta di Resistenza partigiana presenti nel quartiere. Percorso: via Cassino, via S. Mama, via M. Pasi e ritorno su via S. Mama, piazza Romolo Ricci, via Montesanto, via Piave, Ponte dei Martiri. Intervento dell’assessore Massimo Cameliani. Confluenza finale alla manifestazione in piazza del Popolo.

Area Darsena

Giovedì 23 aprile alle 13.45 | scuola elementare Cavina di Porto Fuori – via Combattenti Alleati 16. Partenza del corteo diretto al campanile della Chiesa parrocchiale e al parco della Rimembranza per deporre corone in ricordo dei Caduti e la benedizione del parroco.
Alle 14.30 | presso Sala Kojak
Interventi dell’assessora Francesca Impellizzeri e dell’Anpi provinciale; spettacolo musicale a cura degli alunni e delle alunne della scuola elementare Cavina.

Area Sant’Alberto

Sant’Alberto – giovedì 23 aprile alle 10.30 al parco XXV aprile
Incontro celebrativo, alla presenza degli alunni e alunne delle scuole Pascoli e Viali con cori e canti di libertà, con deposizione di fiori sulla lapide ai Caduti. Intervento dell’assessore Giancarlo Schiano.

Sabato 25 aprile alle 10 in piazza Garibaldi.
Corteo con deposizioni di corone e fiori alla lapide ai Caduti in via Nigrisoli, al parco delle Rimembranze, in via Cavedone, e al monumento e alla lapide in piazza Garibaldi.
Intervento del vicesindaco Eugenio Fusignani. La delegazione Anpi proseguirà poi alla
volta del cippo Beltrami, alla lapide Onofri e al cippo 25 Aprile con deposizione di corone e fiori.

Sant’Antonio –  venerdì 24 aprile alle 10.30 alla scuola dell’infanzia Bravi in via Canalazzo 209
Incontro celebrativo con i bambini, le bambine e i genitori; deposizione di una corona al monumento e un mazzo di fiori alla lapide di Walter Suzzi. Intervento dell’assessora Francesca Impellizzeri. A seguire, alle 11, al cippo – via Romea Nord 233, deposizione di una corona alla presenza dell’Anpi e dei familiari.

Mandriole – sabato 25 aprile alle 9 in piazza 2 agosto 1980
Deposizione di corona e fiori alla lapide ai Caduti alla presenza del vicesindaco Eugenio Fusignani. Percorso con deposizione di corone e fiori al parco delle Rimembranze e ai cippi del territorio.

San Romualdo – domenica 26 aprile
Alle 9.30 in piazza San Romualdo, celebrazione della Santa Messa.
Alle 10.15 deposizione di una corona e di un mazzo di garofani alla lapide ai Caduti alla Casa protetta in piazza San Romualdo. Intervento dell’assessore Giancarlo Schiano.

Area Mezzano

Mezzano, venerdì 24 aprile alle 9.30 | treno della Memoria e del Progresso, piazza John Lennon. Interventi degli alunni e delle alunne della scuola primaria Rodari e secondaria Valgimigli con illustrazione dei contenuti degli elaborati sulla Costituzione, lettura di testimonianze, poesie e canti corali sulla Resistenza. A seguire, al Monumento della pace in via Don Tanasini 2, deposizione di una corona e interventi dell’assessora Hiba Alif e dell’Anpi di Mezzano.

Mezzano, sabato 25 aprile alle 9.30 in piazza della Repubblica
Deposizione di una corona alla lapide dei Caduti e interventi dell’assessora Roberta Mazzoni e dell’Anpi di Mezzano, con letture di brani commemorativi. Corteo con sosta al cippo Marchetti e alla stele Bardi e deposizione di corone e fiori. Una delegazione dell’Anpi si recherà al cippo Bartolotti, al parco delle Rimembranze e al cimitero di Mezzano. A seguire deposizione di corone e fiori al monumento dei caduti in piazza della Grande Rotta ad Ammonite.

Savarna, sabato 25 aprile
Alle 8.30 partenza da piazza Italia per la visita ai cippi del territorio con deposizione di corone e fiori.
Alle 10 corteo per le vie cittadine con destinazione in piazza Italia.
Alle 10.30 interventi dell’assessora Roberta Mazzoni e dell’Anpi provinciale.

Area Piangipane
Piangipane
, sabato 25 aprile alle 9.30 in piazza 22 Giugno 1944.
Saluti dell’assessore Hiba Alif. Accompagnamento musicale e canzoni partigiane. Deposizione corona al monumento ai caduti. A seguire corteo in bicicletta fino al Cimitero del Commonwealth di Piangipane e deposizione di corona.
Alle 10.30 deposizione di una corona a Camerlona al sacrario della Brigata Cremona e in via Tagliata deposizione di fiori sul cippo dedicato a Caruso e Balella.

Santerno, sabato 25 aprile alle 10 ritrovo in piazza 5 Dicembre e corteo al parco delle Rimembranze con deposizione della corona alla presenza dell’assessora Hiba Alif.

San Michele, sabato 25 aprile alle 9, deposizione della corona al cippo nel giardino della scuola dell’infanzia.

Area Roncalceci

Ragone, venerdì 24 aprile, biciclettata della liberazione.
Partenza alle 16.30 dall’ex scuola di Ragone con sosta al cippo Capra (via argine sinistro Montone 151), al cippo Martiri delle Mura (via argine destro Montone 158) e deposizione di corone alla presenza dell’assessora Federica Moschini.

Roncalceci, venerdì 24 aprile alle 9
Deposizione corone e mazzi di fiori nei cippi del territorio: cippo Spazzoli (Ghibullo), cippo Longana, cippo Amadori e Teo Foschi (Ragone), cippo Minarda (San Pietro in Trento), cippo Romagnoli (Pilastro), monumento Bagattoni e cippo Pistocchi (Coccolia) parco Rimembranza (Filetto).

San Pietro in Trento, sabato 25 aprile alle 9.30 al circolo Arci in via Taverna 140
Corteo fino al parco della Rimembranza con deposizione della corona al monumento dei Caduti. Interventi dell’assessora Federica Moschini e di un rappresentante dell’Anpi.

Filetto, sabato 25 aprile alle 11.30 cippo Pesa, via Roncalceci angolo via Rampina.
Interventi dell’assessore Giancarlo Schiano e dell’Anpi.

Area San Pietro in Vincoli

San Pietro in Vincoli, sabato 25 aprile
Alle 9.30 ritrovo all’incrocio tra via del Sale e via Castello.
Alle 10 corteo e deposizione della corona al monumento in piazza dei Caduti. Interventi dell’assessora Federica Moschini e di Bruna Tabarri consigliera Anpi e AICVS e dell’Anpi di San Pietro in Vincoli, con canti degli alunni dell’Istituto Comprensivo di San Pietro in Vincoli.

Area Castiglione

Castiglione di Ravenna, giovedì 23 aprile alle 10 nel parcheggio delle scuole in via Mario Morini
Partenza del corteo per le vie Martiri Fantini, Zattoni e Zignani alla presenza della Banda

musicale città di Ravenna. Deposizione della corona al monumento dei Caduti e nelle lapidi in via Zignani e Zattoni. Interventi del vicesindaco Eugenio Fusignani e dell’Anpi.

Savio, giovedì 23 aprile alle 14 alla scuola Burioli in via Orfanelle 22
Partenza del corteo alla presenza della Banda musicale città di Ravenna. Deposizione della corona al monumento dei Caduti. Canti e poesie a cura dei bambini della scuola primaria. Interventi dell’assessora Hiba Alif e dell’Anpi.

San Zaccaria, venerdì 24 aprile alle 10.30 alla scuola elementare di San Zaccaria (via Dismano, 464)
Deposizione di formelle in mosaico realizzate dalle “magliette gialle”, a seguire corteo con arrivo al parco della Rimembranza e deposizione corone alla presenza dell’assessora Federica Moschini.

Mensa e Pineta di Classe, venerdì 24 aprile
Alle 10.30 Corteo spontaneo dei cittadini a partire da via Mensa, Bar Arci, per raggiungere il cippo e il cimitero di Mensa. A seguire deposizione di fiori al cippo alla Pineta di Classe.

Area Mare

Punta Marina Terme, sabato 25 aprile
Alle 9 in piazza San Massimiano. Deposizione di corona al monumento alla Resistenza. Intervento dell’assessora Francesca Impellizzeri, alla presenza di un rappresentante dell’Anpi sezione Punta Marina.

Marina di Ravenna, sabato 25 aprile
Alle 11.30 al giardino Norina Trombini. Deposizione di corona e intervento dell’assessora Francesca Impellizzeri, alla presenza di un rappresentante dell’Anpi sezione Marina di Ravenna.
Alle 11.45, alla lapide ai Caduti di via Garibaldi. Deposizione di corona e intervento dell’assessora Francesca Impellizzeri.

Casalborsetti, sabato 25 aprile
Alle 8.30 ritrovo al Monumento ai Caduti, piazzale Marradi. Deposizione della corona al monumento e corteo presso i cippi presenti sul territorio con deposizione di fiori e corone.
Alle 10 al piazzale Marradi conclusione della cerimonia con alzabandiera, deposizione della corona e intervento dell’assessora Barbara Monti. Iniziativa in collaborazione con l’Anpi, sezione di Casalborsetti, Pro Loco, Auser scuola viva, Parrocchia di San Lorenzo, Cgil e Polisportiva di Casalborsetti.

Porto Corsini, sabato 25 aprile
Alle 10.45, ritrovo in via Cortellazzo. Deposizione di corona e alza bandiera al monumento ai Caduti del parco Vilma Soprani, in collaborazione con Anpi di Porto Corsini. Intervento dell’assessora Barbara Monti.

Cervia festeggia i 100 anni del Nobel a Grazia Deledda con la quarta edizione del festival dedicato alla scrittrice

Torna a Cervia il festival letterario dedicato a Grazia Deledda, con una serie di iniziative speciali in programma dall’8 al 10 maggio in occasione del centenario del Nobel alla scrittrice sarda. Come da tradizione, il cuore pulsante del festival sarà ospitato nel giardino della residenza cervese di Grazia Deledda, Villa Caravella (ricordata nei suoi scritti come “la casa color biscotto”) in viale Colombo 65 dove, nelle giornate di sabato e domenica, si alterneranno studiosi, scrittori e protagonisti della scena culturale contemporanea, tra cui l’ospite d’onore di questa quarta edizione, la scrittrice Dacia Maraini. In programma anche mostre, laboratori e momenti conviviali.

Tra le novità di quest’anno, la Cena di Gala che venerdì 8 maggio darà il via al festival grazie all’impegno degli studenti degli istituti alberghieri di Cervia e Monserrato (Cagliari), nel segno di un gemellaggio culturale e gastronomico, in collaborazione con Slow Food Emilia-Romagna, Cagliari e Nuoro.

Gli ospiti saranno accolti all’interno dell’Istituto di Istruzione Superiore “T. Guerra”, dove è in programma una degustazione di prodotti e piatti sardi citati nei romanzi di Deledda. «Un’importante occasione per i nostri studenti per mettersi alla prova con ricette che spaziano al di fuori della tradizione locale» commenta Scilla Reali, dirigente dell’istituto cervese. La cena sarà accompagnata dalle letture di Neria De Giovanni, che presenterà il suo libro “Grazia Deledda Un Nobel in cucina”. Per la serata sono disponibili 60 posti, con prenotazione obbligatoria sul sito di Slow Food. La giornata di sabato 9 invece si aprirà con un trekking letterario in pineta che accompagnerà i partecipanti a guardare il cuore verde di Cervia attraverso gli occhi della scrittrice, realizzata in collaborazione con il Fai (ritrovo alle 10 all’ingresso della pineta di via Stazzone, prenotazioni al 338 4544222).

Dalle 14.30 apriranno invece le porte del giardino di Villa Caravella abbellito con piante, quadri, fotografie e aquiloni, prenderà il via il laboratorio di maglia di Rosaterapia, dedicato alla realizzazione di coperte di lana da donare alle donne in percorso oncologico per un tumore al seno. E partiranno le prime conversazioni letterarie. Ad aprire i talk, lo scrittore sardo/bolognese Marcello Fois con il suo penultimo libro: “L’immensa distrazione” (Einaudi). “Perché, nonostante il Nobel, Grazia Deledda ha faticato a veder riconosciuto il suo valore di scrittrice?”. “Perché quello a Deledda è rimasto l’unico Nobel per la letteratura ad una italiana?”. “Qual è lo stato di salute della letteratura e dell’editoria oggi?”, sono alcune delle domande al centro del dialogo tra Fois e la giornalista Marisa Ostolani. Interrogativi e accenni di risposta che saranno ulteriormente approfonditi con Dacia Maraini, celebre scrittrice italiana, grande intellettuale, voce instancabile e brillante del femminismo, dalla caporedattrice cultura dell’Ansa Elisabetta Stefanelli.
“Qual è l’eredità che ci ha lasciato Deledda?”. “Cosa si deve intendere per letteratura femminile?”. “Chi sono le donne che hanno cambiato il mondo con la parola?” e via questionando sul bilancio di una vita da Nobel. La giornata si chiuderà con un aperitivo sardo.

Anche domenica 10 maggio si entra subito nel vivo degli interventi culturali. Si parte con “Lo strano caso dell’invidia di Luigi Pirandello per Grazia Deledda”: un approfondimento sulle scintille scoppiate tra due Nobel che si deve alla critica letteraria Neria De Giovanni in dialogo con la studiosa Elena Gagliardi. A seguire, un focus con lo storico Luca Bagnolini sulla nascita del fascismo a Cervia che coincide con l’arrivo di Grazia Deledda in Romagna. La breve ricostruzione storica introduce la conversazione del poeta Gianfranco Lauretano con Nicoletta Verna, autrice de ‘’I
giorni di Vetro” (Einaudi).  A tutte le conversazioni si alternano letture dell’attrice Lelia Serra. L’ultimo omaggio a Deledda passerà dai racconti e dalle canzoni dell’Atelier delle figure di Forlì, prima del classico aperitivo romagnolo.  «Non è un caso che Deledda si sia innamorata di Cervia – ha commentato il Stefano Crocitto, sub commissario del Comune di Cervia – dei suoi luoghi selvaggi, il turismo lento e la vita umile della gente del tempo. Questo legame torna a vivere in un festival che intreccia letteratura, territorio e comunità. Fondamentale anche il coinvolgimento degli studenti dell’istituto alberghiero, dove si insegnano accoglienza e cura come strumenti valorizzazione di un territorio in tutte le sue sfaccettature, a partire dalla cultura gastronomica».

Terminata la tre giorni del festival, le celebrazioni per i 100 anni del Nobel proseguono con una serie di appuntamenti diffusi nel corso dell’estate. A partire dalla collaborazione con il Ravenna Festival che giovedì 2 luglio porterà all’Arena dei Pini di Milano Marittima il maestro della tromba Paolo Fresu con la celebre poeta Mariangela Gualtieri per un omaggio alla scrittrice; alla proiezione del film muto ‘Cenere’ musicato dal vivo e la performance dell’attrice Elena Bucci (anteprima di ‘Cinema Suono’, in collaborazione con la Coop. Bagnini di Cervia); fino alla serata “Storie di Grazia e di Amicizia” del 23 luglio al Piazzale dei premi Nobel a Pinarella. Un appuntamento dedicato al teatro e al canto con Paola Contini e Paola Sabbatani, in collaborazione
con Libera Università per Adulti di Cervia Aps e Consiglio di Zona 7 di Pinarella-Tagliata.

Il festival è realizzato dall’Associazione Grazia Deledda, una Nobel a Cervia, con il contributo del Ministro per lo sport e i giovani, il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, il Comune di Cervia e il Comune di Nuoro. In caso di maltempo, gli eventi saranno spostati all’interno del Teatro Comunale (via XX settembre 125).

Una tavola rotonda fra esperti per discutere del progetto di quadruplicamento della ferrovia

I comitati cittadini nati per impedire il progetto del cosiddetto quadruplicamento della linea ferroviaria nella tratta Bologna-Castel Bolognese (dai due binari attuali a quattro) organizzano un convegno pubblico aperto alla cittadinanza con la partecipazione di esperti indipendenti. Sono stati invitati anche i rappresentanti delle istituzioni che stanno portando avanti il progetto da 3,6 miliardi di euro. L’appuntamento è per sabato 16 maggio alle 9.30 a Imola al centro sociale La Stalla in via Serraglio 20b. Gli organizzatori sono i comitati di San Lazzaro di Savena, Ozzano dell’Emilia, Castel San Pietro, Imola e Solarolo

In queste settimane sono già stati avvistati tecnici al lavoro per le perizie geologiche nelle aree interessate dal tracciato. Il coordinamento dei comitati insiste perché si parli del progetto prima che i cantieri diventino un fatto compiuto e irreversibile. I comitati hanno già più volte presentato la loro posizione che non è contraria al miglioramento del traffico su rotaia, ma ritiene che sia possibile raggiungere il risultato facendo ricorso alla tecnologia senza bisogno di un’opera di enorme impatto ambientale (basti pensare che buona parte dei 37 km del tracciato viaggeranno su viadotto).

«Esistano nuove tecnologie di segnalamento e sicurezza già approvate e finanziate a livello europeo – afferma Armando Martignani del coordinamento comitati – che unitamente all’adeguamento del piano del ferro possono potenziare le linee esistenti. Eppure si continua a puntare su un progetto di quadruplicamento che rischia di risolversi in un enorme sperpero di denaro pubblico. Si sceglie di devastare il comparto agricolo e l’ambiente invece di utilizzare al meglio ciò che già abbiamo grazie all’innovazione tecnologica e alla razionalizzazione impiantistica».

La mattinata del 16 maggio prevede una tavola rotonda moderata dal giornalista Francesco Spada:

  • Analisi trasportistica: intervento di Giuseppe Alfonso Cassino;
  • Impatto ambientale e geologico: approfondimenti con il geologo Riccardo Galassi sulle criticità dei suoli e l’inquinamento acustico;
  • Tecnologia e Sicurezza: l’esperto Eugenio Milizia spiegherà perché le attuali tecnologie possono contribuire all’incremento della capacità della linea esistente;
  • Analisi economica: gli economisti dei trasporti Pietro Spirito e Marco Spinedi, valuteranno la sostenibilità finanziaria dell’opera e il rapporto costi/benefici.

Sono stati invitati ufficialmente il ministero dei Trasporti , i vertici di Rfi, la Regione Emilia-Romagna, la Città Metropolitana e i candidati sindaci di Imola.

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