giovedì
07 Maggio 2026

Sicurezza sui bus: più videocamere e operatori in borghese

Un accordo siglato tra Comune e Start Romagna

Si intensificano le attività volte ad assicurare la tutela dei passeggeri sui mezzi dei servizi pubblici di linea: bus e traghetti. L’assessore alla Mobilità Roberto Fagnani comunica di aver portato a termine un accordo grazie alla collaborazione con l’azienda Start Romagna e le forze dell’ordine.

Grazie a questo accordo il Comune consentirà il libero accesso ai servizi di trasporto al personale in servizio per il controllo del territorio mettendo a disposizione anche titoli di viaggio speciali dedicati agli operatori della sicurezza che svolgono il proprio ruolo in borghese e necessitano di viaggiare senza essere riconosciuti. Oltre a tali misure l’assessore Fagnani ricorda che a bordo dei mezzi sono già presenti le telecamere di sicurezza che consentono di filmare eventuali anomalie nei comportamenti.

Proprio di recente l’utilizzo di tali telecamere ha consentito l’individuazione dei responsabili dell’aggressione ad un conducente di Start.

Sta procedendo celermente anche l’attivazione degli ulteriori sistemi di videosorveglianza di bordo già presenti su un buon numero di mezzi in servizio sul bacino di Ravenna. A breve sarà definito il protocollo con la Prefettura che regolerà le modalità di registrazione, conservazione e utilizzo dei immagini registrate.

Pasquetta a Marinara per il candidato di Lega e Lpra Alberghini

Un apprezzamento per l’iniziativa di YCR e Ravenna Sailing volta a valorizzare l’importanza della vela anche in chiave turistica

Una Pasquetta all’insegna dell’impegno elettorale è quella che si prospetta per Massimo Alberghini, candidato sindaco di Lista per Ravenna e Lega Nord e in particolare a Marinara, a Marina di Ravenna. Alberghini parteciperà infatti all’iniziativa dello Yacht Club Romagna e di Ravenna Sailing Center volta ad avvicinare alla nautica, e soprattutto alla vela, quanti potrebbero sentirsene attratti o comunque desiderano sperimentarne l’emozione. “Nei giorni di Pasqua e “Pasquetta”, – si legge nel comunicato stampa – infatti, recandosi sul molo Dalmazia a Marina di Ravenna presso la sede di Yacht Club Romagna in piazza Dora Markus 12/i, è possibile, a titolo gratuito, preferibilmente prenotandosi a info@ycr.it, salire a bordo delle barche disponibili per una breve veleggiata, dalle 10 alle 13 e dalle 13 alle 17 di entrambi i giorni. L’idea potrebbe anche svilupparsi in futuro, a Marina di Ravenna, come una sorta di Raduno Primaverile dei Diportisti. Alberghini, avendo apprezzato questa iniziativa, che viene da soggetti privati, come un contributo interessante per far tornare a nuova vita il Porto Turistico di Marinara, vi parteciperà dalle 10 alle 12. Con l’occasione si propone anche di incontrare quanti operano all’interno della concessione demaniale della Seaser, gestore del porto turistico, allo scopo di raccoglierne le osservazioni e le raccomandazioni utili a sollevare Marinara dallo stato di crisi”.

 

Cordoglio per la morte di Orazio Lazzaro ex Comandante provinciale dei Carabinieri

L’uomo, 57 anni, si è spento dopo lunga malattia. I funerali martedì 29 marzo

Il Comando provinciale dei Carabinieri rende noto che nella notte del 26 marzo si è spento, dopo lunga malattia, il Luogotenente dell’Arma dei Carabinieri Orazio Lazzaro 57enne, già Comandante del Nucleo Informativo del Comando Provinciale di Ravenna, in congedo dal 2010, conosciuto e stimato da commilitoni e cittadini. Lascia la moglie Antonia e i figli Giuseppe e Carlo Alberto.

La Messa funebre sarà celebrata alle 9 di martedì 29 marzo nella chiesetta attigua alla locale Camera Mortuaria di Ravenna. La notizia della scomparsa del Luogotenente ha destato, tra colleghi ed amici, un profondo cordoglio, condiviso da molti cittadini. La salma sarà esposta, dal pomeriggio di domenica 27 marzo presso la camera mortuaria di Ravenna.

Morto il messo Guido Dirani Era stato colpito da un malore a dicembre

L’annuncio del sindaco che in questi cento giorni si era accertato quotidianamente delle condizioni di salute dell’uomo

È morto Guido Dirani, messo del Comune di Ravenna, che era stato colpito da un malore l’8 dicembre mentre lavorare per allestire l’area del giardino davanti al Duomo per una cerimonia di intitolazione. Da quel giorno il sindaco Fabrizio Matteucci si era regolarmente premurato di rendere note le sue condizioni di salute apparse da subito gravissime e che hanno sempre lasciato poche speranze. Ed è proprio il primo cittadino a informare alle 22 del 25 marzo Guido Dirani è morto. “Ringrazio il personale sanitario del Santa Maria delle Croci – scrive nel messaggio di cordoglio Matteucci – di Villa Maria e del Bufalini che hanno tentato di tutto per salvarlo. Condoglianze e un abbraccio al fratello Pino con cui in questi tre mesi ci siamo sentiti ogni giorno e con il quale é maturata un amicizia fortissima in questi 100 giorni di agonia del nostro Guido.” Guido Dirani era nato nel 1955 ed era molto noto in città e amato per la sua disponibilità sul lavoro e anche per la sua passione per il calcio e in particolare per il suo ruolo all’interno dell’associazione Noi Giallorossi con gli ex calciatori del Ravenna Calcio.

Un messaggio di cordoglio giunto anche dai consiglieri di Forza Italia Francesco Baldini e Alberto Ancarani:” In qualità di consiglieri del gruppo Forza Italia esprimiamo alla famiglia di Guido Dirani, a tutti i Messi comunali e al mondo giallorosso, le più sentite condoglianze in questo triste momento.

La disponibilità e l’affabilità di Guido, che ci sono già mancate in questi mesi di sua assenza, saranno le doti che serberemo per ricordarlo”.

 

 

Al via la stagione balneare Potenziato il traghetto per la Pasqua

Gli stabilimenti balneari potranno restare aperti fino all’1 di notte

Con le feste di Pasqua apre la stagione balneare. Sono stati riaperti dai tecnici del Comune i cosiddetti “passi a mare”, ovvero i varchi situati nei muretti di protezione per l’accesso alle spiagge di Lido di Savio, Lido di Dante, Lido Adriano e Casalborsetti, mentre negli altri lidi, laddove esistente, viene lasciata inalterata la duna di protezione.

Già dal week end le spiagge e i relativi stabilimenti balneari saranno aperti e fruibili sulla base della nuova ordinanza che dà la possibilità per sabato e domenica di Pasqua di rimanere aperti fino all’una di notte per spettacoli o altri intrattenimenti. Inoltre è stato potenziato il servizio di traghetto tra Marina e Porto Corsini che sarà quindi attivo dalle 5 fino alle 2. Nelle giornate di Pasqua e Pasquetta, il servizio sarà assicurato con doppio traghetto tra le 14 e le 21 secondo modalità concordate fra Comune e Start.

«Nuova identità internet per Ravenna» Alberghini (Lpr-Lega) e il turismo 2.0

Presentato il futuro assessore di una eventuale giunta di centrodestra
È Massimo Fico, ex Confcommercio: «La linea sarà vietato vietare»

Imprenditore turistico, già responsabile dei comparti turistico-alberghiero e del commercio nella Confcommercio di Ravenna per dieci anni, 53 anni, sposato, tre figli: è l’identikit di Massimo Fico, futuro assessore al Turismo dell’eventuale prima giunta di Massimiliano Alberghini (candidato sindaco sostenuto da Lista per Ravena e Lega Nord).

Nella mattinata odierna, 25 marzo, Fico si è presentato alla stampa illustrando il documento intitolato “Una nuova stagione dell’ospitalità tra cultura e ambiente” (scaricabile in pdf dal link in fondo alla pagina): «Cinque capitoli contenenti una serie composita ma organica di proposte. Il punto di partenza è la volontà di inserire Ravenna nei grandi circuiti internazionali, al fine di ottimizzarne la posizione strategica tra Venezia e Firenze».

Il messaggio di fondo della sua strategia è riassunto nella frase “Vietato vietare”: «Faremo rispettare le regole ma non possiamo più permetterci di dire dei no alle proposte di iniziative private».

È stato lo stesso Fico a riassumere la sua strategia: «Circa la grave carenza dei collegamenti, l’assoluta priorità è data dal completamento della superstrada Ravenna-Ferrara con i tratti Ravenna/Alfonsine ed Argenta/Ferrara (da dove si diramano tutte le autostrade verso il nord Italia), la realizzazione di una più funzionale e frequente relazione con l’aeroporto di Bologna e il potenziamento dei collegamenti su ferrovia. La vetrina informatica di Ravenna sarà profondamente riformata allo scopo di creare un unico portale internet multilingue, supportato da una vera e propria agenda/cartellone annuale degli eventi e delle manifestazioni di potenziale attrattiva turistica. Sulla città d’arte, l’intenzione è di promuovere la città bizantina e quella barocca; di tracciare un circuito turistico dei luoghi che testimoniano le radici ravennati di Dante Alighieri; di valorizzare le molte ricchezze archeologiche di Ravenna colpevolmente inespresse; ma soprattutto di rilanciare Ravenna come capitale mondiale del mosaico, non più solo per l’antico, ma ricostruendone il tessuto, oggi sfilacciato, che ha costituito la scuola vera e propria di quest’arte nella dimensione contemporanea. Litorale e ambiente sono il secondo caposaldo. Obiettivo centrale è un programma di riordino e di sviluppo equilibrato delle località di mare, che coniughi le esigenze dell’economia e del turismo con quelle della sicurezza e della salute dei cittadini, sistemi e metta ordine nella viabilità e nel traffico, doti ogni località di aree verdi, parcheggi, arredo e servizi pubblici necessari, non trascuri le indispensabili opere di manutenzione. Sarà creato un grande parco alle spalle di Lido Adriano e realizzato un percorso ciclo-turistico senza interruzioni tra Casalborsetti e Lido di Savio, con alcune diramazioni verso la città. Gli stradelli dietro i bagni o le dune e le pinete che li fiancheggiano saranno sottratti al degrado e ininterrottamente illuminati. Sarà introdotta, su tutto il litorale, una regolamentazione delle attività stabile e certa, premessa indispensabile perché le imprese possano investire sul futuro, riservando alle ordinanze del sindaco di trattare, per un tempo ristretto, solo le situazioni di vera urgenza. Si punterà molto su nuovi tragitti naturalistici, da percorrere a piedi o in bicicletta o a cavallo, e sulla valorizzazione della produzione vinicola e gastronomica del territorio. Gli introiti della tassa di soggiorno saranno utilizzati per opere ed interventi innovativi con finalità strettamente turistica, secondo un programma annuale concordato con la categoria delle imprese ricettive».

Dopo Pasqua di nuovo agibile la palestra della scuola Don Minzoni

Il forte vento aveva danneggiato il tetto

Dopo Pasqua sarà di nuovo agibile la palestra della scuola media Don Minzoni, il cui tetto ha subito danni nel pomeriggio di mercoledì per il forte vento. I  pannelli di materiale isolante che erano recuperabili sono stati recuperati e riposizionati; quelli non più riutilizzabili sono stati sostituiti. La guaina, che si era sollevata, è stata riposizionata; ne sono stati risaldati tutti i punti strappati e, ove necessario, ne sono state messe nuove strisce. In altre zone della copertura sono stati integrati i fissaggi, in modo che aderissero al supporto.

«Il personale del consorzio che ha in appalto la manutenzione degli edifici comunali per conto dell’amministrazione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani – si è messo al lavoro fin da subito, nella mattinata di ieri 24 marzo, sotto la direzione dei tecnici comunali. Ultimate tutte le verifiche del caso, si prevede che la palestra torni agibile da martedì 29 marzo. Siamo intervenuti nella maniera più efficace possibile a partire però da una struttura che necessita di un intervento di rifacimento, al momento in fase di studio da parte dei nostri tecnici».

Dopo Pasqua di nuovo agibile la palestra della scuola Don Minzoni

Il forte vento aveva danneggiato il tetto

Dopo Pasqua sarà di nuovo agibile la palestra della scuola media Don Minzoni, il cui tetto ha subito danni nel pomeriggio di mercoledì per il forte vento. I  pannelli di materiale isolante che erano recuperabili sono stati recuperati e riposizionati; quelli non più riutilizzabili sono stati sostituiti. La guaina, che si era sollevata, è stata riposizionata; ne sono stati risaldati tutti i punti strappati e, ove necessario, ne sono state messe nuove strisce. In altre zone della copertura sono stati integrati i fissaggi, in modo che aderissero al supporto.

«Il personale del consorzio che ha in appalto la manutenzione degli edifici comunali per conto dell’amministrazione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani – si è messo al lavoro fin da subito, nella mattinata di ieri 24 marzo, sotto la direzione dei tecnici comunali. Ultimate tutte le verifiche del caso, si prevede che la palestra torni agibile da martedì 29 marzo. Siamo intervenuti nella maniera più efficace possibile a partire però da una struttura che necessita di un intervento di rifacimento, al momento in fase di studio da parte dei nostri tecnici».

Bucci-Guerra, prove di alleanza via sms «Vieni nella Pigna, farò un passo indietro»

All’aperitivo organizzato da R&D il candidato sindaco della lista civica si dice pronto a lasciare il posto alla grillina senza simbolo M5s. Poi svela il retroscena Ceccarelli

La stima come imprenditrice e per il coraggio dimostrato finora mettendoci la faccia e allora sarebbe disposto a cedere a Michela Guerra, rimasta orfana del simbolo M5s per scelta dello staff centrale, il ruolo di candidato sindaco della lista civica La Pigna: Maurizio Bucci si dice pronto a fare un passo indietro se l’avvocato 43enne accettasse l’invito. «Le ho mandato un sms appena ho saputo che non era arrivata la certificazione per la sua lista», ha detto Bucci ieri sera rispondendo alle domande della nostra redazione al primo appuntamento del ciclo di aperitivi con i candidati sindaco di Ravenna.

A Guerra farebbe fare il sindaco ma un nome che vorrebbe con piacere in giunta è quello di Galliano Di Marco, ex presidente dell’Autorità portuale. Da mesi La Pigna lo difende e spende parole di apprezzamento per la sua figura e le sue competenze: «Di Marco è andato a toccare gli interessi privati di Ottolenghi nella Sapir e questo gli è costato caro».

Per Guerra e il gruppo di grillini che l’appoggiava però non solo apprezzamenti. Anche qualche critica per non essere riusciti a tenere uniti gli attivisti, leggi Francesca Santarella che ha scelto di farsi portavoce di una lista alternativa sparigliando le carte. La ricetta per ricomporre la frattura, secondo Bucci, era semplice: «Ho consigliato a Vandini di portare a cena Santarella, dovevano parlarsi e ragionare, mettersi d’accordo, capire che bisognava restare uniti».

E quando qualcuno gli fa notare che forse la ricetta della cena sarebbe servita anche al centrodestra – l’ambizione dichiarata della Pigna era quella di raggruppare tutte le forze di quell’area – Bucci risponde ricostruendo un retroscena: «C’era l’accordo con Gianluca Pini della Lega Nord per sostenere Elio Bagnari. Era tutto pronto e doveva starci anche Lista per Ravenna. Poi dalla Lega mi chiamano e mi dicono che Ancisi non mi vuole in lista. E me ne sono fatto una ragione».

E in tema di retroscena Bucci ne svela un altro che risale agli inizi del percorso della Pigna. «Ero convinto che l’ingegnere Giovanni Ceccarelli fosse la figura giusta per la candidatura. Ne avevamo parlato e c’era un punto di incontro su molti temi. Poi sono emerse questioni che non abbiamo potuto modificare e non si è fatto nulla».

Più volte durante l’incontro, andato in scena al Caffè Nazionale in piazza del Popolo, Bucci ha espresso propositi convinti: «Ci candidiamo per vincere e possiamo vincere». Di sicuro l’obiettivo è mandare a casa il Pd che Bucci chiama Partito della Distruzione: «Siamo convinti di vincere noi ma se dovesse capitare un ballottaggio tra il Pd e qualcun altro li costringeremo a vincere nonostante mi pare di vedere che non ci sia molta voglia di vincere nell’opposizione. Invece dopo cinquant’anni è ora di cambiare». Inevitabile far notare che tra le fila dell’opposizione in consiglio comunale milita da circa vent’anni lo stesso Bucci: «Ho sempre fatto parte di partiti dove gli intelligenti venivano allontanati. E poi lasciatemi dire che forse oggi a 54 anni ho l’età e la maturità giuste per poter dire quello che mi pare e candidarmi».

Spazio durante l’intervista anche al tema turismo e reperimento risorse, strettamente legati. Tassa di soggiorno: «Mettiamola a un euro a persona al giorno e investiamoli in promozione, così gli operatori sono contenti e si fa l’interesse della città. L’assessore al Turismo della mia giunta avrà la valigia in mano sempre pronta per viaggiare e promuovere la città facendo aumentare le presenze». Le altre risorse da recuperare per rilanciare la città arriverebbero dalla dismissione di buona parte delle partecipate: «300 milioni di euro sarebbero il tesoretto che avremmo a disposizione». Una parte la investirebbe in darsena «perché senza intervento del pubblico non partirà mai nulla».

Emergenza abitativa: tra Acer, case popolari e affitti calmierati

Gli aspiranti primi cittadini a confronto su uno dei temi
più caldi nel settore del welfare

In vista delle amministrative di giugno, continuiamo a rivolgere le nostre domande settimanali ai candidati in campo. Rispetto alle pagine del settimanale del 17 marzo dove abbiamo pubblicato le risposte, qui non troverete la posizione di Michela Guerra perché nel frattempo lo staff centrale dell’M5s ha deciso che non si presenterà con il proprio simbolo alle elezioni. Erano due le liste che avevano chiesto la certificazione allo staff centrale. Avevamo chiesto a entrambe di partecipare ma solo quella emersa dal meetup ravennate e che ha indicato Michela Guerra come la propria candidata, aveva accettato di rispondere a patto che fosse precisato come non potesse essere ufficialmente considerata la candidata del Movimento 5 Stelle a Ravenna, mentre la lista che ha come portavoce Francesca Santarella aveva preferito attendere decisioni definitive. Per continuare a suggerire quesiti da sottoporre ai candidati: redazione@ravennaedintorni.it. Nel frattempo ricordiamo nuovamente che per approfondire questi e altri temi incontreremo i candidati anche di persona per permettere ai nostri lettori di conoscerli e vederli “dal vivo”, intervistati uno per uno dalla nostra redazione. Il primo appuntamento è per giovedì 24 marzo, quando intervisteremo Maurizio Bucci, dalle 18 al Caffè Nazionale di piazza del Popolo.

A novembre 2015 erano 997 le persone in lista in attesa per una casa popolare nel Comune di Ravenna, così come risulta dal sito. Un dato che in realtà rende solo parzialmente conto di quella che viene ormai chiamata “emergenza abitativa” e che riguarda un numero crescente di famiglie sfrattate e rimaste senza alloggio a seguito della perdita di lavoro. In questi mesi è stato realizzato un cosiddetto “albergo sociale” dove però non possono alloggiare i mariti e padri. L’Acer, l’agenzia che gestisce anche gli alloggi popolari, ha dato vita a un’agenzia di locazione (che al momento in cui andiamo in stampa conta un solo appartamento disponibile a 420 euro per 40 mq e altri due sui lidi) ed esistono formule per la cosiddetta “locazione permanente”. Il progetto dell’autocostruzione, invece, è stato abbandonato dopo l’uscita di scena di Alisei, con strascichi in tribunale ancora pendenti e cittadini che si sentono raggirati dal Comune, e il cantiere per gli appartamenti di Filetto che ancora aspetta di essere completato a dieci anni dal via. L’ultima misura messa in campo dall’attuale amministrazione è il progetto Housing First avviato in autunno. Rispetto al tema, quali politiche per contrastare l’emergenza abitativa vorreste mettere in atto e grazie a quali risorse?

Massimiliano Alberghini (50 anni, commercialista, è il candidato sindaco di Lega Nord e Lista per Ravenna): «Più controlli sugli Isee e cinque anni di residenza»
«I soldi vanno impiegati meglio. Costi politici e inefficienze del carrozzone di Acer gravano troppo sui 7 milioni annui di entrate. Riporteremo il servizio sotto il controllo del Comune. Solo chi sta molto in alto nella graduatoria può ottenere un alloggio popolare. Ma il 62% sono stranieri, anche se a Ravenna sono solo il 12% della popolazione. Un bene costoso e raro, ricavato col lungo sacrificio della comunità non può essere concesso a chi vi è appena entrato. Basta lavorare a Ravenna da due anni per prendersi la casa. Noi chiederemo cinque anni di residenza e lavoro regolari. Il meccanismo dei punteggi assegnati va rivisto in modo da garantire, con adeguati controlli della Finanza, che i posti in alto nella graduatoria non siano assegnati a persone che, lavorando soprattutto in nero ed evadendo le tasse, presentano redditi Isee irrisori che non giustificano un tenore di vita eccessivo. Anche perché, in tal modo, il canone di affitto richiesto da Acer, essendo proporzionale al reddito Isee è minimo. Venderemo agli affittuari che hanno raggiunto un discreto livello economico gli alloggi popolari che abitano da sempre. Il ricavato servirà per nuovi alloggi da distribuire a chi ne è privo. Per le persone in graduatoria che non possono permettersi affitti di mercato, vanno incentivate le forme di edilizia sociale in grado di offrire alloggi a canone calmierato, anche in coabitazione, se possibile. Non importa il nome inglese. Troppe volte ne copre la fumosità».

Michele De Pascale (31 anni, segretario provinciale del Pd, candidato di una coalizione che comprende Pd, Pri e liste civiche tra cui Ama Ravenna guidata da Daniele Perini, Ixc guidata da Giovanni Poggiali e una lista di sinistra in via di formazione): «Affitti meno cari e subito 58 appartamenti Erp e Ers»
Tra le conseguenze della crisi che ha messo a dura prova lo stato sociale c’è la crescita del disagio abitativo che si manifesta nell’aumento sia dell’incidenza delle spese per la casa sia del numero di famiglie in difficoltà a pagare l’affitto. La sfida è aumentare l’offerta di abitazioni a canoni sostenibili e aprire opportunità per le persone che hanno bisogno di più flessibilità; dunque più case in affitto e affitti meno cari. Queste le politiche per contrastare l’emergenza abitativa che intendiamo mettere atto: aumentare il patrimonio pubblico di alloggi di Erp e Ers con interventi diretti (+58 appartamenti nuovi entro i prossimi due anni, rispetto ai circa 2200 attuali) o acquisendo immobili già esistenti; ampliare il numero di abitazioni in affitto a canoni sostenibili, facendo leva sulla convenienza per i proprietari ad affittare a canone concordato (con la cedolare secca al 10% e la riduzione dell’Imu del 25% come da Legge di Stabilità); il comune come coordinatore di un nuovo patto territoriale tra inquilini e proprietari e di un progetto per fare incontrare la domanda e l’offerta di abitazioni in affitto; sostenere le famiglie in difficoltà, prima che si arrivi all sfratto; promuovere un fondo pubblico/privato/banche che acquisisca patrimonio invenduto per renderlo disponibile per affitti a canone sostenibile patrimonio con una gestione assicurata da Acer e la remunerazione del capitale tramite i proventi degli affitti; ampliare la gamma delle abitazioni per progetti di emergenza abitativa.

Raffaella Sutter (61 anni, sociologa, ex dirigente comunale, candidata sindaca di Ravenna in Comune, nuovo soggetto politico che si colloca a sinistra del Pd): «Chiusura Acer, più alloggi e no all’agenzia dell’affitto»
«L’emergenza abitativa non è altro che la non garanzia del diritto alla casa. L’impossibilità di garantire un luogo sicuro a tutti i cittadini che al venire meno di un reddito, non sono in grado di far fronte alle spese di un alloggio. Sì a servizi a bassa soglia (dormitori) per accoglienza tempestiva ma di breve durata e non separazione di nuclei familiari; politiche di stabilità abitativa attraverso azioni di contrasto alla povertà (reddito di cittadinanza) che favoriscano l’uscita da percorsi assistenziali; più sperimentazione Housing First (prima la casa) con pagamento di affitti garantiti a privati e interventi di restyling da parte degli stessi residenti; coabitazione sociale autogestita di piccoli gruppi anche non familiari. No agenzie dell’affitto. Sì chiusura di Acer e gestione comunale, con recupero di risorse. No alla vendita di alloggi pubblici. Sì alla riqualificazione e all’ampliamento dell’edilizia pubblica, priorità alle case Erp (popolare) anche utilizzando immobili privati invenduti e sfitti, poi a quelle Ers (sociale) spesso con affitti simili al mercato privato. No ai meccanismi di turn over degli inquilini Erp previsti dal piano regionale, inidonei a una società precarizzata. Risorse: europee per intervento sociale e contrasto a povertà, Piano casa nazionale per riqualificazione».

Maurizio Bucci (53 anni, imprenditore, consigliere comunale del gruppo misto (dopo essere uscito da Forza Italia) è il candidato della lista civica La Pigna): «Un mix di alloggi pubblici e privati gestiti da onlus»
«Il problema casa a Ravenna è drammatico e reso tale dal Comune a guida Pd che in questi decenni ha solo favorito la finanza e la speculazione e abbandonato i cittadini in difficoltà. Sono solo state attivate soluzioni precarie per far fronte all’emergenza e con risposte peraltro inefficienti, date solo a pochi casi. La vicenda di Filetto conferma l’assiduità del Pd di distruggere ogni cosa che non rientra nell’interessi di pochi noti “imprenditori” locali a discapito della quasi totalità dei ravennati. Con il ricavato della vendita degli immobili non strategici e non utilizzati e con parte della vendita delle partecipazioni intendiamo avviare un programma organico di housing sociale per risolvere i problemi di emergenza abitativa con accesso ad alloggi ad alta efficienza energetica e a spazi condivisi per un benessere abitativo. Un mix di alloggi popolari (ASER) e alloggi privati gestito da Onlus e società private. L’intento è di creare una comunità il più possibile ricca ed equilibrata: ogni progetto ha una quota di giovani, single, anziani, coppie, disabili. Per l’assegnazione degli alloggi popolari verrà data priorità agli italiani in stato di povertà e di invalidità mentre gli stranieri dovranno risiedere nel Comune da almeno 6 anni. E in caso di condotta criminale o di perdita dei requisiti si provvederà alla revoca dell’alloggio per assegnarlo a famiglia in graduatoria».

«Condotta antisindacale» Coop Agrintesa condannata Dovrà reintegrare una lavoratrice licenziata

La decisione del tribunale dopo il ricorso di Flai-Cgil: «Il licenziamento aveva l’obiettivo di impedirne la sua rielezione all’imminente rinnovo della Rsu».

Il Tribunale di Ravenna ha accertato l’illegittimità del licenziamento intimato, dalla cooperativa Agrintesa, alla delegata della Flai-Cgil dello stabilimento di Castel Bolognese nel novembre scorso e per il quale il sindacato era ricorso alle vie legali. Lo rende noto la stessa Cgil con una nota stampa in cui si comunica anche che è stato ordinato il reintegro della sindacalista nel suo posto di lavoro.

La Flai-Cgil di Ravenna, tramite il suo segretario generale Raffaele Vicidomini, ha agito in base all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, in quanto riteneva che il licenziamento intimato da Agrintesa avesse l’obiettivo di impedirne la sua rielezione all’imminente rinnovo della Rsu.

«La sentenza – commenta Vicidomini – diventa un punto di riferimento per i tanti lavoratori avventizi e stagionali, risorsa fondamentale per il nostro settore, che vogliono liberamente esercitare i loro diritti nel luogo di lavoro, senza che questo comporti vessazioni nei loro confronti. In questi mesi diversi dipendenti della cooperativa faentina, ci hanno contattato lamentando comportamenti lesivi dei loro diritti a causa del loro impegno sindacale. Ora il mio auspicio è che Agrintesa ripristini corrette relazioni, in coerenza con i valori che la storia della cooperazione ha espresso nel nostro territorio».

La cooperativa Agrintesa ha all’attivo 4mila soci, 200 dipendenti fissi ed oltre 1.800 lavoratori stagionali per un giro d’affari che lo scorso anno ha raggiunto i 270 milioni di euro.

«Un sindaco non può chiudere luoghi di culto su terreni privati»

De Pascale attacca Alberghini: «Prende in giro gli elettori di destra»
Ma Ancisi lo difende: «Il primo cittadino sovrintende alla vigilanza»

«Sono sbalordito dalla dichiarazione demagogica di Massimiliano Alberghini. Non posso credere che non sappia che non è nei poteri di un sindaco chiudere un luogo di culto, costruito su terreno privato con denaro privato». A distanza di ventiquattro ore dalle parole del candidato sindaco sostenuto da Lega Nord e Lista per Ravenna, arriva la replica dell’avversario Michele De Pascale (Pd, Pri e liste civiche). «È una proposta totalmente irrealizzabile – continua il 31enne cervese segretario dei democratici in provincia –, che tenta goffamente di prendere in giro l’elettorato di destra e che offende i principi della democrazia».

Ma lo schieramento che appoggia Alberghini difende la posizione presa dal candidato e lo fa attraveso Alvaro Ancisi, capogruppo di Lpr in consiglio comunale: «Se, dopo i tremendi fatti di Bruxelles, Alberghini dichiara di volersi attivare, “compatibilmente con i poteri affidati ad un sindaco e nel rispetto delle leggi vigenti per monitorare e controllare” la moschea di Ravenna, espone soltanto un’intenzione ragionevole. Del resto, è quello che Procura e Digos fanno da tempo e quotidianamente a Ravenna, niente affatto convinti che avere qui la seconda moschea d’Italia sia acqua fresca. Non bisogna essere avvocati per leggere nel testo unico degli enti locali che “il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone il prefetto”. Parla a sproposito un sindaco che ipotizza di voler chiudere un luogo pubblico o aperto al pubblico qual è la moschea “se questo dovesse rendersi necessario per allontanare da Ravenna persone potenzialmente pericolose per i miei concittadini”?». 

È proprio l’idea della chiusura che spaventa De Pascale: «Al solo pensiero di chiudere un luogo di culto mi si gela il sangue. Al solo pensiero che Ravenna possa essere accostata agli Stati confessionali, dove le chiese cattoliche vengono chiuse perché professano un culto diverso dal credo di Stato, inorridisco».

Resta il fatto che diversi foreign fighter sono partiti da Ravenna e molte delle stragi terroristiche recenti sono state fatte nel nome dell’islam. «Non tutti musulmani praticano violenze e barbarie e la maggioranza è di brave persone – dice Ancisi –. Ma le innumerevoli stragi di ispirazione religiosa avvenute negli ultimi anni nel medio-oriente, in Africa ed ora in Europa sono state compiute in nome dell’Islam». E De Pascale è sostanzialmente d’accordo: «Siamo estremamente preoccupati dalle notizie arrivate su Ravenna relativamente ai foreign fighter e pretenderemo con fermezza un’attenzione maggiore dell’intelligence e controlli più stringenti da parte delle forze dell’ordine che coinvolgano tutti i luoghi sensibili, compresa la moschea».

Il candidato di centrosinistra però invita l’avversario a «stare uniti, decisi e concreti, impegnandoci in controlli più stringenti, in stretta collaborazione con le forze dell’ordine, con l’obiettivo di estirpare le “mele marce” ed evitare che si diffondano fanatismi e intolleranze, e nel contempo, strutturando progetti efficaci di integrazione e inclusione, nel rispetto dei principi democratici europei e della Costituzione Italiana. Deve essere chiaro che vogliamo vincere la sfida dell’integrazione, ma non siamo disposti a sacrificare in alcun modo i nostri valori occidentali».

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