venerdì
08 Maggio 2026

«In 4 anni non ha adeguato i fondali del porto: giusto cacciare Di Marco»

Le critiche del candidato sindaco Alberghini sull’ex presidente di Ap
«Comune e Provincia immobili ma è grottesco chi lo difende a oltranza»

«È grottesco difendere a oltranza l’operato di Galliano Di Marco: il suo siluramento non è altro che la logica conseguenza del mancato adeguamento dei fondali del porto. In quattro anni l’Autorità portuale e il suo presidente non sono stati in grado di trovare una soluzione». Il candidato sindaco Massimiliano Alberghini – sostenuto dall’alleanza inedita tra Lista per Ravenna e Lega Nord a cui ora sembra possa aggiungersi anche Forza Italia – assesta un colpo deciso all’ormai ex dirigente di Ap, sostituito il 2 marzo alla scadenza del primo mandato da un commissario: «La nomina è stata una scelta necessitata e di buon senso».

Insomma, per Alberghini, se il Progettone non è stato realizzato qualcuno doveva risponderne e così è stato per Di Marco: «Non sto qui a sindacare in che proporzione le colpe siano solo sue e di altri, di certo il Comune e la Provincia si sono distinti per un immobilismo devastante». Che ha causato una situazione di stallo per il porto: «Un problema che in altri porti è stato risolto in tempi brevi ed è gestito come normale amministrazione. Invece a Ravenna rischia di avere gravissime ripercussioni sulla competitività e sul futuro dello stesso».

La nomina del contrammiraglio Giuseppe Meli, comandante della capitaneria di porto, a commissario straordinario trova il pieno appoggio di Alberghini: «Sarebbe stato un dramma per il porto e per gli operatori continuare a registrare scontri perenni tra il presidente e gli enti pubblici locali governati dal Pd che lo avevano scelto, sostenuto accanitamente e perfino esaltato per oltre tre anni. Inevitabile la mancata riconferma di Di Marco, anche in deroga alla proroga di 45 giorni dettata dalla legge e dalla consuetudine, in assenza del nome di un nuovo presidente condiviso almeno largamente dalle varie parti politiche da proporre al ministro Delrio, scongiurato il tentativo subdolo e scorretto da parte del Pd di nominare un uomo di parte anziché attendere il ricambio dell’amministrazione comunale a seguito delle imminenti elezioni di giugno».

«In 4 anni non ha adeguato i fondali del porto: giusto cacciare Di Marco»

Le critiche del candidato sindaco Alberghini sull’ex presidente di Ap
«Comune e Provincia immobili ma è grottesco chi lo difende a oltranza»

«È grottesco difendere a oltranza l’operato di Galliano Di Marco: il suo siluramento non è altro che la logica conseguenza del mancato adeguamento dei fondali del porto. In quattro anni l’Autorità portuale e il suo presidente non sono stati in grado di trovare una soluzione». Il candidato sindaco Massimiliano Alberghini – sostenuto dall’alleanza inedita tra Lista per Ravenna e Lega Nord a cui ora sembra possa aggiungersi anche Forza Italia – assesta un colpo deciso all’ormai ex dirigente di Ap, sostituito il 2 marzo alla scadenza del primo mandato da un commissario: «La nomina è stata una scelta necessitata e di buon senso».

Insomma, per Alberghini, se il Progettone non è stato realizzato qualcuno doveva risponderne e così è stato per Di Marco: «Non sto qui a sindacare in che proporzione le colpe siano solo sue e di altri, di certo il Comune e la Provincia si sono distinti per un immobilismo devastante». Che ha causato una situazione di stallo per il porto: «Un problema che in altri porti è stato risolto in tempi brevi ed è gestito come normale amministrazione. Invece a Ravenna rischia di avere gravissime ripercussioni sulla competitività e sul futuro dello stesso».

La nomina del contrammiraglio Giuseppe Meli, comandante della capitaneria di porto, a commissario straordinario trova il pieno appoggio di Alberghini: «Sarebbe stato un dramma per il porto e per gli operatori continuare a registrare scontri perenni tra il presidente e gli enti pubblici locali governati dal Pd che lo avevano scelto, sostenuto accanitamente e perfino esaltato per oltre tre anni. Inevitabile la mancata riconferma di Di Marco, anche in deroga alla proroga di 45 giorni dettata dalla legge e dalla consuetudine, in assenza del nome di un nuovo presidente condiviso almeno largamente dalle varie parti politiche da proporre al ministro Delrio, scongiurato il tentativo subdolo e scorretto da parte del Pd di nominare un uomo di parte anziché attendere il ricambio dell’amministrazione comunale a seguito delle imminenti elezioni di giugno».

Il sindaco: «Una strada per Don Fuschini» Ancisi: «Proporlo oggi è una barzelletta»

Per l’intitolazione occorrono dieci anni dalla morte che arriveranno
il 27 dicembre 2016. Lpr: «Se ne parlerà solo al momento giusto»

«Il 27 dicembre 2016 saranno trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Don Francesco Fuschini: dopo questa data il Comune intitolerà a Don Fuschini una strada a Porto Fuori. Lo decido oggi per spegnere una polemica a mio giudizio totalmente infondata che viene alimentatata da anni». Sono le parole di ieri, 9 marzo, del sindaco Fabrizio Matteucci. Alvaro Ancisi, capogruppo di Lpr in consiglio comunale, le definisce una barzelletta. E così l’intento di smorzare le poliche non fa altro che riaccenderle.

Fulcro della vicenda è un dettaglio non trascurabile: a giugno si vota, cambierà l’amministrazione e la giunta, il sindaco di Ravenna non sarà più Matteucci. Che oggi dice: «Avvio le procedure operative per intitolare a Don Fuschini il tratto di via Stradone che arriva e prosegue dopo la Chiesa di Porto Fuori. Questa decisione avrà valore operativo dal 26 dicembre 2016». Non lascia margini all’interpretazione la replica di Ancisi: «Decidere oggi per il 27 dicembre futuro, detto da un sindaco che a giugno toglierà il disturbo, significa essere rimasto dieci anni a capo di un Comune senza averne ancora capito l’Abc».

La legge prevede che debbano trascorre almeno dieci anni per l’intitolazione di una via o di una piazza a una persona deceduta. Sono ammesse deroghe per meriti speciali: nel Comune di Ravenna sono state utilizzate 18 volte, una sola da Matteucci per il parco antistante la Basilica di Sant’Apollinare in Classe intitolato a Papa Giovanni Paolo II. «Per obbligo di regolamento – dice Ancisi – l’idea balzana di Matteucci deve prima essere proposta alla commissione Toponomastica, la quale, finché non saranno passati dieci anni dalla morte di don Fuschini e non volendo il sindaco richiedere una deroga, non potrà neppure esaminarla. Se ne parlerà, partendo da zero e su ogni altra eventuale proposta da chiunque avanzata, quando ci saranno la nuova amministrazione e la nuova commissione toponomastica».

Ma non è solo la procedura che attira le critiche del consiglier comunale di opposizione. Ancisi si dice contrario anche nel merito della proposta: «Il tratto di via Stradone dopo la Chiesa e fino all’argine dei Fiumi Uniti non è all’altezza, per la sua collocazione periferica, di onorare l’unico cittadino di Porto Fuori conosciuto e apprezzato nel mondo. Se mai sarebbe indicata la piazza del paese, tuttora in costruzione, ma intitolata anonimamente, tre anni prima, come Piazza dell’Incontro, per responsabilità del partito del sindaco, che in questo paese fa il bello e il cattivo tempo. Oltretutto, la commissione toponomastica, per problemi di variazione anagrafica dei numeri civici, non ama cambiare nome a tratti di strada abitati, com’è quello in questione».

Chi è Don Fuschini? Così lo definiva Ancisi nel 2014 quando venne approvata la realizzazione della piazza di Porto Fuori: «È il letterato oggi più stimato e conosciuto, in Italia e all’estero, che sia vissuto a Ravenna, a parte Dante. Parroco benvoluto da tutti a Porto Fuori, all’ombra della chiesa raccontò nelle sue opere, umile in un mondo di umili, la Romagna e la sua gente, la sua stessa parrocchia (mangiapreti compresi, a lui affezionatissimi), il cane Pirro, le memorie della sua vita. È rimasto nel cuore di tutti coloro che lo hanno incontrato per la nobiltà d’animo e la grande umanità. Ha costruito a Porto Fuori opere sociali a servizio di tutti, a cominciare dall’asilo. Nessun altro, nella storia di questo paese, ne ha onorato il nome fuori dei confini locali».

Il sindaco: «Una strada per Don Fuschini» Ancisi: «Proporlo oggi è una barzelletta»

Per l’intitolazione occorrono dieci anni dalla morte che arriveranno il 27 dicembre 2016. Lpr: «Se ne parlerà solo al momento giusto»

«Il 27 dicembre 2016 saranno trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Don Francesco Fuschini: dopo questa data il Comune intitolerà a Don Fuschini una strada a Porto Fuori. Lo decido oggi per spegnere una polemica a mio giudizio totalmente infondata che viene alimentatata da anni». Sono le parole di ieri, 9 marzo, del sindaco Fabrizio Matteucci. Alvaro Ancisi, capogruppo di Lpr in consiglio comunale, le definisce una barzelletta. E così l’intento di smorzare le poliche non fa altro che riaccenderle.

Fulcro della vicenda è un dettaglio non trascurabile: a giugno si vota, cambierà l’amministrazione e la giunta, il sindaco di Ravenna non sarà più Matteucci. Che oggi dice: «Avvio le procedure operative per intitolare a Don Fuschini il tratto di via Stradone che arriva e prosegue dopo la Chiesa di Porto Fuori. Questa decisione avrà valore operativo dal 26 dicembre 2016». Non lascia margini all’interpretazione la replica di Ancisi: «Decidere oggi per il 27 dicembre futuro, detto da un sindaco che a giugno toglierà il disturbo, significa essere rimasto dieci anni a capo di un Comune senza averne ancora capito l’Abc».

La legge prevede che debbano trascorre almeno dieci anni per l’intitolazione di una via o di una piazza a una persona deceduta. Sono ammesse deroghe per meriti speciali: nel Comune di Ravenna sono state utilizzate 18 volte, una sola da Matteucci per il parco antistante la Basilica di Sant’Apollinare in Classe intitolato a Papa Giovanni Paolo II. «Per obbligo di regolamento – dice Ancisi – l’idea balzana di Matteucci deve prima essere proposta alla commissione Toponomastica, la quale, finché non saranno passati dieci anni dalla morte di don Fuschini e non volendo il sindaco richiedere una deroga, non potrà neppure esaminarla. Se ne parlerà, partendo da zero e su ogni altra eventuale proposta da chiunque avanzata, quando ci saranno la nuova amministrazione e la nuova commissione toponomastica».

Ma non è solo la procedura che attira le critiche del consiglier comunale di opposizione. Ancisi si dice contrario anche nel merito della proposta: «Il tratto di via Stradone dopo la Chiesa e fino all’argine dei Fiumi Uniti non è all’altezza, per la sua collocazione periferica, di onorare l’unico cittadino di Porto Fuori conosciuto e apprezzato nel mondo. Se mai sarebbe indicata la piazza del paese, tuttora in costruzione, ma intitolata anonimamente, tre anni prima, come Piazza dell’Incontro, per responsabilità del partito del sindaco, che in questo paese fa il bello e il cattivo tempo. Oltretutto, la commissione toponomastica, per problemi di variazione anagrafica dei numeri civici, non ama cambiare nome a tratti di strada abitati, com’è quello in questione».

Chi è Don Fuschini? Così lo definiva Ancisi nel 2014 quando venne approvata la realizzazione della piazza di Porto Fuori: «È il letterato oggi più stimato e conosciuto, in Italia e all’estero, che sia vissuto a Ravenna, a parte Dante. Parroco benvoluto da tutti a Porto Fuori, all’ombra della chiesa raccontò nelle sue opere, umile in un mondo di umili, la Romagna e la sua gente, la sua stessa parrocchia (mangiapreti compresi, a lui affezionatissimi), il cane Pirro, le memorie della sua vita. È rimasto nel cuore di tutti coloro che lo hanno incontrato per la nobiltà d’animo e la grande umanità. Ha costruito a Porto Fuori opere sociali a servizio di tutti, a cominciare dall’asilo. Nessun altro, nella storia di questo paese, ne ha onorato il nome fuori dei confini locali».

Tornano i ragazzi della non-scuola: debutti a teatro dal 14 al 23 marzo

Gli esiti dei laboratori delle Albe, a Ravenna ma non solo

Dal 14 al 23 marzo al teatro Rasi di Ravenna debutteranno gli spettacoli della non-scuola, i laboratori tenuti dal Teatro delle Albe/Ravenna Teatro nelle scuole della città dal 1991. Quasi trecento ragazzi lavorano da questo autunno, seguiti dalle guide delle Albe e dai loro collaboratori, in un percorso che li conduce dalle prove in classe fino al palcoscenico del Rasi.

Gli adolescenti ravennati della non-scuola, dopo l’esplosione di energia di “Eresia della felicità” a Milano, una grande creazione a cielo aperto ideata da Marco Martinelli e Ermanna Montanari inserita nel programma ufficiale di “Expo in Città”, andranno in scena a Ravenna in nove serate di spettacolo.

Il primo debutto sarà lunedì 14 marzo con i ragazzi del Liceo Artistico “P. L. Nervi – G. Severini” che porteranno in scena Il re non può aspettare ispirato ai testi di Molière, con le guide Alessandro Renda e Giulia Torelli.
Martedì 15 marzo gli universitari di Ravenna, grazie alla Fondazione Flaminia per l’Università in Romagna, porteranno in scena Viva il lupo! viaggio dentro al mondo delle fiabe con guide Roberto Magnani e Simone Marzocchi.
Mercoledì 16 marzo debutterà il primo dei due gruppi del Liceo Classico “D. Alighieri” con Il gatto con gli stivali ispirato a Ludwig Tieck con guide Antonio Maiani e Laura Redaelli.

Venerdì 18 marzo le scuole I.C.S. “Darsena” scuola secondaria di primo grado “M. Montanari” e I.C.S. “San Biagio” scuola secondaria di primo grado “Don G. Minzoni” assieme ai ragazzi di Castiglione di Ravenna – Assessorato al decentramento del Comune di Ravenna, porteranno in scena 3 favole ispirato alle favole di Hans Christian Andersen e dei fratelli Grimm, con guide Roberto Magnani, Simone Marzocchi e Massimiliano Rassu.
Sabato 19 marzo andrà in scena il secondo gruppo del Liceo Classico “D. Alighieri” con Tingeltangel ispirato alla commedia di Karl Valentin con guide Matteo Cavezzali e Massimiliano Rassu.
Lunedì 21 marzo i ragazzi del Liceo Scientifico “A. Oriani” porteranno in scena Le baccanti
ispirato al classico del teatro greco di Euripide con guide Alessandro Argnani e Matteo Cavezzali.

Martedì 22 marzo gli adolescenti dell’I.P.S.I.A. “C. Callegari”, I.T.C. “G. Ginanni”, I.P.S.S.C.T. “A. Olivetti” assieme ai ragazzi della Comunità per l’autonomia “Edith Stein” porteranno in scena L’inventore del cavallo ispirato al testo di Achille Campanile con guide Michela Marangoni, Laura Redaelli e Ambra Scandura.

Mercoledì 23 marzo I.T.I.S. “N. Baldini”, I.T.G. “C. Morigia”, I.T.A.S. “L. Perdisa” debutteranno con Un canto di Natale ispirato a Charles Dickens guidati da Alessandro Argnani, Lorenzo Carpinelli e Riccardo Rigoni.

Il 1 giugno ci sarà un epilogo al Cisim all’interno della Festa della Repubblica a Lido Adriano, organizzata da Cooperativa Libra e il Lato Oscuro Della Costa, con Evviva! Corsa saltellante per le strade di Lido Adriano con guide Alessandro Argnani, Barbara Sansavini e Federica Francesca Vicari.

I laboratori della non-scuola sono stati seguiti dalla giovane studiosa portoghese Diana Martins che terrà un diario-social del percorso iniziato in autunno.

Nell’arco dell’anno altri laboratori della non-scuola del Teatro delle Albe debutteranno a Milano, Lamezia Terme, Bologna, Santarcangelo (dove la non-scuola è stata insignita della menzione speciale Arcangelo d’oro), Reggio Emilia, Seneghe (Oristano) e Diol Kadd, la città dell’attore Mandiaye N’Diaye in Senegal.

Tornano i ragazzi della non-scuola: debutti a teatro dal 14 al 23 marzo

Gli esiti dei laboratori delle Albe, a Ravenna ma non solo

Dal 14 al 23 marzo al teatro Rasi di Ravenna debutteranno gli spettacoli della non-scuola, i laboratori tenuti dal Teatro delle Albe/Ravenna Teatro nelle scuole della città dal 1991. Quasi trecento ragazzi lavorano da questo autunno, seguiti dalle guide delle Albe e dai loro collaboratori, in un percorso che li conduce dalle prove in classe fino al palcoscenico del Rasi.

Gli adolescenti ravennati della non-scuola, dopo l’esplosione di energia di “Eresia della felicità” a Milano, una grande creazione a cielo aperto ideata da Marco Martinelli e Ermanna Montanari inserita nel programma ufficiale di “Expo in Città”, andranno in scena a Ravenna in nove serate di spettacolo.

Il primo debutto sarà lunedì 14 marzo con i ragazzi del Liceo Artistico “P. L. Nervi – G. Severini” che porteranno in scena Il re non può aspettare ispirato ai testi di Molière, con le guide Alessandro Renda e Giulia Torelli.
Martedì 15 marzo gli universitari di Ravenna, grazie alla Fondazione Flaminia per l’Università in Romagna, porteranno in scena Viva il lupo! viaggio dentro al mondo delle fiabe con guide Roberto Magnani e Simone Marzocchi.
Mercoledì 16 marzo debutterà il primo dei due gruppi del Liceo Classico “D. Alighieri” con Il gatto con gli stivali ispirato a Ludwig Tieck con guide Antonio Maiani e Laura Redaelli.

Venerdì 18 marzo le scuole I.C.S. “Darsena” scuola secondaria di primo grado “M. Montanari” e I.C.S. “San Biagio” scuola secondaria di primo grado “Don G. Minzoni” assieme ai ragazzi di Castiglione di Ravenna – Assessorato al decentramento del Comune di Ravenna, porteranno in scena 3 favole ispirato alle favole di Hans Christian Andersen e dei fratelli Grimm, con guide Roberto Magnani, Simone Marzocchi e Massimiliano Rassu.
Sabato 19 marzo andrà in scena il secondo gruppo del Liceo Classico “D. Alighieri” con Tingeltangel ispirato alla commedia di Karl Valentin con guide Matteo Cavezzali e Massimiliano Rassu.
Lunedì 21 marzo i ragazzi del Liceo Scientifico “A. Oriani” porteranno in scena Le baccanti
ispirato al classico del teatro greco di Euripide con guide Alessandro Argnani e Matteo Cavezzali.

Martedì 22 marzo gli adolescenti dell’I.P.S.I.A. “C. Callegari”, I.T.C. “G. Ginanni”, I.P.S.S.C.T. “A. Olivetti” assieme ai ragazzi della Comunità per l’autonomia “Edith Stein” porteranno in scena L’inventore del cavallo ispirato al testo di Achille Campanile con guide Michela Marangoni, Laura Redaelli e Ambra Scandura.

Mercoledì 23 marzo I.T.I.S. “N. Baldini”, I.T.G. “C. Morigia”, I.T.A.S. “L. Perdisa” debutteranno con Un canto di Natale ispirato a Charles Dickens guidati da Alessandro Argnani, Lorenzo Carpinelli e Riccardo Rigoni.

Il 1 giugno ci sarà un epilogo al Cisim all’interno della Festa della Repubblica a Lido Adriano, organizzata da Cooperativa Libra e il Lato Oscuro Della Costa, con Evviva! Corsa saltellante per le strade di Lido Adriano con guide Alessandro Argnani, Barbara Sansavini e Federica Francesca Vicari.

I laboratori della non-scuola sono stati seguiti dalla giovane studiosa portoghese Diana Martins che terrà un diario-social del percorso iniziato in autunno.

Nell’arco dell’anno altri laboratori della non-scuola del Teatro delle Albe debutteranno a Milano, Lamezia Terme, Bologna, Santarcangelo (dove la non-scuola è stata insignita della menzione speciale Arcangelo d’oro), Reggio Emilia, Seneghe (Oristano) e Diol Kadd, la città dell’attore Mandiaye N’Diaye in Senegal.

Ecco la conferenza sulle fonti rinnovabili «Il gas metano è ancora fondamentale»

Nanni (Roca): «Col blocco alle estrazioni a rischio 2.500 posti»

È in corso di svolgimento al Grand Hotel Mattei di Ravenna (il 9 e il 10 marzo) Rem (Renewable Energy Mediterranean Conference&Exhibition), la conferenza del Mediterraneo dedicata all’energia rinnovabile, con l’alto patrocinio dei Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.

«Occorre investire sulla valorizzazione delle risorse nazionali, in particolare del gas naturale, di cui l’Italia, e soprattutto Ravenna, è ricca, e su un distretto energetico, che da oltre 50 anni si distingue per la capacità di innovazione e tecnologia. Ravenna è la dimostrazione non solo della compatibilità fra Oil&Gas, turismo, pesca e agricoltura, ma anche della possibile integrazione fra diverse fonti. Nei prossimi decenni avremmo ancora bisogno delle fonti fossili per questo bisogna orientarsi verso quelle a più basse emissione di CO2 come il gas metano». Lo ha ribadito il Presidente di Rem, Innocenzo Titone aprendo i lavori dell’edizione 2016.

La viceministro Teresa Bellanova nel suo messaggio di saluto ha sottolineato l’importanza delle azioni messe in campo dall’Italia per rispondere ai nuovi indirizzi europei in campo energetico. «L’Italia – ha ribadito – vanta ottime credenziali per guidare il gruppo delle Nazioni impegnate nella sfida contro i cambiamenti climatici. Il nostro Paese, infatti, rappresenta livelli di eccellenza nello sviluppo di soluzioni per il riciclo dei prodotti delle lavorazioni da parte di aziende italiane ed è inoltre all’avanguardia nel settore dell’efficienza energetica. Questo significa che l’Italia può giocare un ruolo da protagonista nel contesto dell’economia circolare al fine di porre al centro la sostenibilità del sistema e il costante riutilizzo delle materie».

Da Ravenna anche l’impegno della Regione Emilia Romagna. «Stiamo lavorando – ha ribadito l’assessore Palma Costi – per ultimare la preparazione del nostro nuovo Piano Energetico Regionale, che sarà fortemente basato sull’idea della transizione verso una low carbon economy, e su un approccio di tipo integrato, sotto diversi punti di vista che concretizza l’idea dell’economia circolare».

«Un primato tecnologico – ha detto il Presidente di Confindustria Energia, Giuseppe Tannoia – che si rischia di perdere se si dovesse rinunciare alla produzione domestica. L’Italia storicamente è leader nello sviluppo di tecnologie all’avanguardia, che hanno consentito la crescita di intere filiere produttive, dall’idroelettrico alla geotermia, dal solare all’eolico, dal petrolio al gas naturale. Rinunciare all’industria italiana significa delocalizzare la produzione di energia in paesi esteri con il conseguente impoverimento tecnologico e appesantimento della bilancia dei pagamenti. La filiera tecnologica legata al settore energetico in Italia vale più di 130 miliardi di euro, quella legata al settore della produzione oil& gas vale circa 22 miliardi di euro all’anno che vengono investiti per oltre il 90% esportazioni, per cui l’Italia esporta 20 miliardi di prodotti».

A fornire numeri dettagliati sul settore dell’offshore ravennate è stato Franco Nanni, presidente Roca (Ravenna Offshore Contractors Association): sono 50 le aziende, con 6.700 dipendenti, di questi 900 avrebbero già perso il lavoro o sarebbero stati spostati in altri Paesi dalle multinazionali. «Ma 2.500 potrebbero perdere il lavoro a breve se ci sarà il blocco definitivo delle estrazioni», dichiara Nanni sulle pagine del Carlino. Il riferimento è naturalmente anche al referendum sulle attività offshore del 17 aprile, contro il quale al Grand Hotel Mattei è stato anche esposto uno striscione di protesta: “Dal gas l’energia pulita: No ai No Triv, Sì al lavoro”.

Qui sotto il programma di Rem 2016, manifestazione che si alterna ogni due anni con Omc (Offshore Mediterranean Conference & Exhibition).

Anche Faenza e Ravenna in lutto per la scomparsa di Luigi Lotti

La biblioteca Oriani resterà chiusa, il vicesindaco ai funerali a Firenze  

È morto il professor Luigi Lotti, tra i più noti studiosi italiani di storia contemporanea. Faentino di origine, pur essendo nato a Trieste nel 1931, Lotti viveva a Ravenna, dove era presidente della fondazione Casa Oriani, alla quale aveva donato la propria biblioteca di circa 40mila volumi. «Esprimo le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Matteucci –. Ravenna lo ricorderà con stima e gratitudine e troveremo i modi e le forme adeguate per onorare un eminente intellettuale così legato alla nostra città».

«Uno studioso brillante, di meritata fama e notorietà – sono invece le parole del sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi – che aveva mantenuto negli anni uno stretto rapporto con la sua terra d’origine. Una grave perdita per la cultura italiana, per Faenza e per la Romagna. Alla famiglia inviamo le più sentite condoglianze a nome di tutta la comunità faentina». Dallo scorso novembre Lotti era anche presidente dell’associazione Museo del Risorgimento di Faenza.

Protagonista di una quasi cinquantennale carriera accademica presso l’Università di Firenze, per diciott’anni il professor Lotti è stato Presidente della «Cesare Alfieri», la prestigiosa facoltà di Scienze Politiche, che ha avuto fra i suoi maestri anche altri nomi di spicco, da Giuseppe Maranini a Giovanni Sartori, a Giovanni Spadolini. Proprio di Spadolini, Lotti è stato allievo, e poi suo successore sulla cattedra di storia contemporanea. Lotti, inoltre, è stato Presidente dell’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, con sede a Roma.

In lutto, naturalmente anche la Fondazione Casa di Oriani, che annuncia già l’intenzione di organizzare un’iniziativa pubblica per onorarne la memoria: la biblioteca Oriani resterà inoltre chiusa al pubblico in segno di lutto domani mattina (venerdì 11 marzo), in concomitanza con i funerali del professore, in programma alle 10 nella chiesa di San Remigio di Firenze.

In particolare, il direttore della Fondazione Oriani, Alessandro Luparini, ricorda con commozione il professor Lotti, già suo maestro alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze e poi al Seminario di Ricerche e Studi Parlamentari “S. Tosi”, «verso il quale – si legge in una nota – lo legava e lo legherà sempre un profondo debito di riconoscenza umana e professionale».

«Luigi Lotti – sono invece le parole del vicesindaco Giannantonio Mingozzi, che parteciperà ai funerali a Firenza in rappresentanza del Comune di Ravenna – ha presieduto il comitato ravennate per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, impegnandosi su tante iniziative di qualità nella nostra città, esprimendo in ogni occasione il valore del coinvolgimento popolare. I suoi testi, a partire da quelli dedicati alla storia patria e ai repubblicani in Romagna, rappresentano tuttora una base ineludibile per chi vuole affrontare quei temi in maniera approfondita. Il suo entusiasmo ci ha sempre accompagnato e la città si è riconosciuta nell’impegno di questo grande storico e intellettuale al quale dobbiamo molto e per il quale ci impegneremo nel mantenere vivo il ricordo e l’opera».

Questa mattina (giovedì 10 marzo) il professor Lotti è stato ricordato nel corso della breve cerimonia che ha visto le associazioni laiche e risorgimentali commemorare il 144° anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, deponendo una corona sotto la lapide all’ingresso del municipio.

«La notizia della scomparsa del prof. Luigi Lotti mi riempie di tristezza – è il commento del segretario provinciale del Pri, Eugenio Fusignani –. Con lui scompare non solo uno degli studiosi di storia moderna e contemporanea più autorevoli, ma scompare anche uno dei pilastri della cultura laica contemporanea. Della sua produzione libraria mi piace ricordare “Repubblicani in Romagna dal 1894 al 1915”, che rappresenta un testo fondamentale per comprendere le radici della tradizione repubblicana in queste terre».

«Ricordo commosso Luigi Lotti, Maestro di storia moderna e contemporanea col quale studiai negli anni universitari fiorentini – è invece il ricordo di Antonio Patuelli, presidente dell’Abi e della Cassa di Risparmio di Ravenna – e che guidò l’autorevole scuola storica spadoliniana negli anni nei quali Spadolini era direttore di quotidiani e poi parlamentare. Ricordo innanzitutto la ricchezza del suo primo fondamentale studio sui repubblicani in Romagna, una vera ricostruzione storica del passaggio in Emilia Romagna e in Toscana dalla tradizione liberaldemocratica postrisorgimentale ai nuovi fermenti democratici e popolari novecenteschi. Ascoltare le sue lezioni significava capire il completo contesto degli eventi e le cause profonde che li determinavano. Da sempre pendolare fra Toscana e Romagna, Luigi Lotti ha continuato a svolgere il suo magistero culturale fino ai suoi ultimissimi giorni presiedendo organismi di rilievo nazionale di studi storici come la Fondazione Casa di Oriani di Ravenna e partecipando intensamente a convegni nei quali, negli ultimi anni, esprimeva talvolta anche con commozione pure la ricostruzione di fatto autobiografica dei suoi studi.
Un aneddoto più di ogni altro, sarà per me indimenticabile ed emblematico: nel centenario dell’Unità d’Italia, vissuto quanto mai intensamente da Spadolini e Lotti, i due Maestri di storia moderna e contemporanea si divertivano con un gioco intellettuale di particolare qualità. Prendendo i giorni del calendario degli anni 1859, ‘60 e ‘61 l’un l’altro si ponevano domande relative a ciò che era avvenuto in uno dei giorni della “miracolosa” unificazione risorgimentale d’Italia. E così continuavano l’un l’altro a farsi domande e a darsi risposte di cultura storica che testimoniavano la grande passione ed intensità degli studi sviluppati dai due capiscuola».

Mosaici pavimentali siriani: foto in mostra a Tamo

Sarà inaugurata venerdì 11 marzo alle 17.30 al museo Tamo di Ravenna la mostra fotografica S.I.R.I.A. Salvezza Illuminazione Redenzione nell’Iconografia dell’Architettura – Mosaici pavimentali siriani.

Interverrà – oltre alla presidente di RavennAntica Elsa Signorino, l’assessore Ouidad Bakkali e il consulente scientifico di RavennAntica Paolo Racagni – e Ciro Imperato, comandante del mucleo carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, che presenterà la task force italiana che, nel contesto della coalizione globale Unesco Unite4Heritage interverrà in contesti di crisi internazionale per stimare i danni, proteggere l’integrità del patrimonio e contrastare il traffico illecito di Beni Culturali.

A seguire Giovanna Bucci, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Tardoantico Università di Padova e curatrice della mostra, illustrerà il percorso di visita.

La mostra fotografica, allestita nel soppalco della chiesa trecentesca di San Nicolò dallo Studio Bolzani, illustra pavimenti musivi della Siria settentrionale con tematiche architettoniche dall’intenso valore simbolico, attraverso immagini di reperti inediti o poco noti, testimonianze di uno straordinario patrimonio culturale in pericolo e, attualmente, in gravi condizioni.
I visitatori verranno accompagnati in un viaggio che affonda le radici nel nostro passato dove arte, archeologia e storia sono la lingua comune della conservazione, della tutela, dello studio, della cultura.

L’esposizione è promossa da RavennAntica in collaborazione con il Comune di Ravenna e con il patrocinio della Federazione ITAF07 – Ass. CMAS Diving Center Italia – Confederazione Mondiale Attività Subacquee e dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico (AISCOM).

Da segnalare, infine, che a partire da sabato 12 marzo, il Museo Tamo, l’Antico Porto di Classe e la Cripta Rasponi – Giardini Pensili della Provincia, dopo i lavori di manutenzione ordinaria, saranno riaperti al pubblico.

Mostra: S.I.R.I.A. Salvezza, Illuminazione e Redenzione nell’Iconografia dell’Architettura – Mosaici pavimentali siriani
Sede espositiva: Tamo. Tutta l’Avventura del Mosaico – Ravenna
Periodo: 12 marzo 2016 – 6 gennaio 2017
Orari di visita: fino al 5 giugno tutti i giorni 10 – 18.30; 6 giugno – 31 agosto dal lunedì al venerdì 10-14, sabato e domenica chiuso; 1 settembre – 7 ottobre dal lunedì al venerdì 10-14, sabato e domenica 10 – 18; 9 ottobre 2016 – 6 gennaio 2017 dal lunedì al venerdì 10 – 17, sabato e domenica 10 – 18
Per informazioni: tel. 0544.36136 oppure press@ravennantica.org

Tornano i documentari al Pala Congressi per non morire di televisione

Due weekend tra teatro, donne, boxe e cinema internazionale

Nei giorni 11, 12 e 18 e 19 marzo al Palazzo del Cinema e dei Congressi di Largo Firenze, in centro a Ravenna, torna “Per non morire di televisione”, quattordicesima edizione della rassegna cinematografica dedicata al documentario d’autore curata da Fabrizio Varesco, organizzata da Ravenna Cinema, in compartecipazione con il Comune.

Il programma di questa edizione propone quattro serate a tema: il cinema racconta il teatro di Luca Ronconi, il documentario internazionale, le donne raccontano le donne, il cinema e la boxe.

Molti dei documentari che saranno proiettati hanno ricevuto premi e riconoscimenti nazionali e internazionali. La serata inaugurale dell’11 marzo, organizzata in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, vedrà protagonista il film di Jacopo Quadri La scuola d’estate dedicato al grande regista teatrale Luca Ronconi. Il film sarà seguito da un incontro in sala con Jacopo Quadri e Maria Grazia Gregori.

Sabato 12 alle 20.30 il film candidato all’Oscar 2016 come miglior documentario The Look of Silence di Joshua Oppenheimer e Louisiana (The Other Side) di Roberto Minervini chiuderanno il primo weekend con il documentario d’autore.

Il programma completo qui sotto in allegato.

Tornano i documentari al Pala Congressi per non morire di televisione

Due weekend tra teatro, donne, boxe e cinema internazionale

Nei giorni 11, 12 e 18 e 19 marzo al Palazzo del Cinema e dei Congressi di Largo Firenze, in centro a Ravenna, torna “Per non morire di televisione”, quattordicesima edizione della rassegna cinematografica dedicata al documentario d’autore curata da Fabrizio Varesco, organizzata da Ravenna Cinema, in compartecipazione con il Comune.

Il programma di questa edizione propone quattro serate a tema: il cinema racconta il teatro di Luca Ronconi, il documentario internazionale, le donne raccontano le donne, il cinema e la boxe.

Molti dei documentari che saranno proiettati hanno ricevuto premi e riconoscimenti nazionali e internazionali. La serata inaugurale dell’11 marzo, organizzata in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro, vedrà protagonista il film di Jacopo Quadri La scuola d’estate dedicato al grande regista teatrale Luca Ronconi. Il film sarà seguito da un incontro in sala con Jacopo Quadri e Maria Grazia Gregori.

Sabato 12 alle 20.30 il film candidato all’Oscar 2016 come miglior documentario The Look of Silence di Joshua Oppenheimer e Louisiana (The Other Side) di Roberto Minervini chiuderanno il primo weekend con il documentario d’autore.

Il programma completo qui sotto in allegato.

«Rocca Brancaleone in ottime condizioni: ora sistemeremo anche i giochi»

L’assessore Guerrieri replica alle accuse di Forza Italia

«Oggi la Rocca Brancaleone si presenta in ottime condizioni, pulita e fruibile». Parola di Guido Guerrieri, assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna, che replica dopo alcune settimane alle accuse, con tanto di foto, del consigliere territoriale di Forza Italia, Mauro Bertolino (il suo comunicato tra gli allegati in fondo all’articolo).

«L’amministrazione comunale – scrive Guerrieri – ha a cuore questo importante patrimonio storico-culturale e ambientale e se ne sta prendendo cura al pari degli altri parchi e giardini cittadini. Dopo la chiusura invernale il parco è stato pulito da parte di Azimut, che ha provveduto a un’operazione complessiva, comprensiva di interventi sulle alberature. È stata pulita anche la fontana, oggi perfettamente funzionante, e insieme all’assessorato ai Lavori pubblici, al gruppo dell’Amata Brancaleone e al Liceo artistico, prosegue la definizione di un progetto di riqualificazione della stessa fontana. Per quanto riguarda i giochi, sono previsti un importante intervento di manutenzione straordinaria degli stessi e la sostituzione delle altalene con l’approssimarsi della bella stagione, nella quale è tendenzialmente preferibile effettuare lavori di questi tipo».

«Il bar – termina Guerrieri – sta riaprendo e aumentano le persone che stanno tornando a frequentare questo suggestivo parco; cresce anche l’interesse per la celebrazione di cerimonie e altre iniziative».

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