venerdì
08 Maggio 2026

Torna il mercatino dei contadini in centro a Ravenna. Coinvolti anche bar e ristoranti

Domenica, 28 febbraio, si apre l’ottavo ciclo di appuntamenti di Madra, la mostra-mercato agricolo domenicale di Ravenna. Madra tornerà il 10 aprile, poi nelle due domeniche di maggio, del 15 e del 29 (in quest’ultima occasione con i Giardini di Maggio) e infine il 22 e 23 ottobre (in occasione di GiovinBacco) e domenica 27 novembre.

L’evento offre il piacere di fare un salto in centro a curiosare e ad acquistare i prodotti della terra fra le bancarelle – sotto i portici, con il sole o con la pioggia – e di godere di questa festa all’insegna dei sapori e della stagionalità dei prodotti del territorio.

Promossa dalle organizzazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, Madra si svolge come sempre nelle vie Gordini e Corrado Ricci – e nelle zone limitrofe – che dalle 10 alle 19 ospiteranno le bancarelle di decine di agricoltori locali con l’esposizione/vendita delle primizie di stagione.

Continua anche l’iniziativa “Il buono della terra al ristorante”, che vede coinvolti 15 ristoranti i quali propongono una degustazione di piatti preparati con i prodotti di Madra e di vini del territorio. “La Colazione e la Merenda del Contadino al Bar” vede invece protagonisti 10 bar del centro, ciascuno dei quali proporrà colazione del mattino e merenda del pomeriggio anche con prodotti Madra.

Torna il mercatino dei contadini in centro a Ravenna. Coinvolti anche bar e ristoranti

Domenica, 28 febbraio, si apre l’ottavo ciclo di appuntamenti di Madra, la mostra-mercato agricolo domenicale di Ravenna. Madra tornerà il 10 aprile, poi nelle due domeniche di maggio, del 15 e del 29 (in quest’ultima occasione con i Giardini di Maggio) e infine il 22 e 23 ottobre (in occasione di GiovinBacco) e domenica 27 novembre.

L’evento offre il piacere di fare un salto in centro a curiosare e ad acquistare i prodotti della terra fra le bancarelle – sotto i portici, con il sole o con la pioggia – e di godere di questa festa all’insegna dei sapori e della stagionalità dei prodotti del territorio.

Promossa dalle organizzazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, Madra si svolge come sempre nelle vie Gordini e Corrado Ricci – e nelle zone limitrofe – che dalle 10 alle 19 ospiteranno le bancarelle di decine di agricoltori locali con l’esposizione/vendita delle primizie di stagione.

Continua anche l’iniziativa “Il buono della terra al ristorante”, che vede coinvolti 15 ristoranti i quali propongono una degustazione di piatti preparati con i prodotti di Madra e di vini del territorio. “La Colazione e la Merenda del Contadino al Bar” vede invece protagonisti 10 bar del centro, ciascuno dei quali proporrà colazione del mattino e merenda del pomeriggio anche con prodotti Madra.

«Quando Morricone scelse la mia voce…» La storia del cantante di Ringo

Maurizio Graf ricorda il tempo dello Spaghetti western e la sua
collaborazione con il maestro. «A Natale gli ho fatto gli auguri…»

Rivivere le atmosfere dei classici dello “spaghetti western”, immergendosi nei mitici anni sessanta. Con grandi protagonisti un big di ieri e di oggi come Ennio Morricone e un cantante che con lui ha collaborato per un paio d’anni da incorniciare, Maurizio Graf (all’anagrafe Maurizio Attanasio). Tutto questo sarà possibile in una serata speciale, quella di venerdì 26 febbraio (alle 21), organizzata da Arci Ravenna al cinema Gulliver di Alfonsine, intitolata “Maurizio Graf. Io, il cinema e Morricone”. Prima della proiezione del nuovo film di Quentin Tarantino, il western in salsa pulp The Hateful Eight, con la colonna sonora di Morricone – che è valsa al noto compositore italiano la sesta nomination agli Oscar – Graf parlerà con il pubblico e racconterà quel suo periodo d’oro di cinquant’anni fa, in cui indimenticabile resta la sua esecuzione di “Angel Dace” in Una pistola per Ringo di Duccio Tessari. La proiezione del film di Tarantino proseguirà tutte le sere fino a lunedì 29 febbraio.

Graf, tutti saranno curiosi di sapere come ha incontrato Morricone…
«È stato a metà degli anni sessanta, quando ero uno studente universitario. Da Gorizia, mia città natale, mi ero trasferito a Roma (oggi invece Graf vive a Lugo, ndr) e frequentando la spiaggia del Villaggio Tognazzi a Castel Fusano, entrai in contatto con una persona che lo conosceva. Mi fissò un appuntamento con lui, raccomandandomi con un biglietto in cui scrisse semplicemente: “Dicono che canti bene”. La cosa divertì molto Morricone. Io ero alle prime armi, mentre lui non era ancora conosciuto come adesso e il suo Per un pugno di dollari, non aveva ancora avuto un successo planetario».
Come si è sviluppata la vostra collaborazione artistica?
«Sono capitato al momento giusto perché il maestro stava cercando una voce per la colonna sonora di alcuni film con Giuliano Gemma, come Una pistola per Ringo e Il ritorno di Ringo. Sempre nel 1965, ho fatto anche Per qualche dollaro in più e Agente 077 Missione Bloody Mary, mentre l’anno successivo Da uomo a uomo e Il grande silenzio che però non sono usciti nei cinema. In alcuni casi ho anche scritto i testi e ho pubblicato tre dischi».
Com’è Morricone visto da vicino?
«Pur essendo un musicista e quindi un artista, è una persona molto “quadrata”, precisa, puntale e dotata di grande disciplina. Ricordo che si alzava presto, già alle otto di mattina scriveva musica, e gli piaceva giocare a tennis. Di lui ho apprezzato anche l’onestà e la correttezza. Quel periodo trascorse in fretta. Mi spiace di non aver vissuto anche gli anni del suo grande successo. Ma siamo sempre rimasti in contatto. A Natale gli ho fatto gli auguri e sono felice di sapere che si è ripreso e ora sta portando avanti una tournée europea, a 87 anni».
Come ha proseguito la sua carriera, dopo di allora?
«Ho cantato fino ai quarant’anni, collaborando anche alla colonna sonora de I racconti del maresciallo di Mario Soldati, poi ho lavorato nel settore commerciale di varie aziende di abbigliamento. Ora sono un pensionato sempre amante della musica e se capitasse una nuova opportunità non mi tirerei indietro. Nel gennaio 2012 ho avuto l’onore di cantare due pezzi all’Elizabeth Hall di Londra, invitato dalla Spaghetti Western Orchestra, una band australiana ora purtroppo disciolta che girava il mondo eseguendo tutti le colonne sonore di Morricone, rumori compresi. Non potrò mai dimenticare il grande applauso di 2 mila persone!».

«Quando Morricone scelse la mia voce…» La storia del cantante di Ringo

Maurizio Graf ricorda il tempo dello Spaghetti western e la sua collaborazione con il maestro. «A Natale gli ho fatto gli auguri…»

Rivivere le atmosfere dei classici dello “spaghetti western”, immergendosi nei mitici anni sessanta. Con grandi protagonisti un big di ieri e di oggi come Ennio Morricone e un cantante che con lui ha collaborato per un paio d’anni da incorniciare, Maurizio Graf (all’anagrafe Maurizio Attanasio). Tutto questo sarà possibile in una serata speciale, quella di venerdì 26 febbraio (alle 21), organizzata da Arci Ravenna al cinema Gulliver di Alfonsine, intitolata “Maurizio Graf. Io, il cinema e Morricone”. Prima della proiezione del nuovo film di Quentin Tarantino, il western in salsa pulp The Hateful Eight, con la colonna sonora di Morricone – che è valsa al noto compositore italiano la sesta nomination agli Oscar – Graf parlerà con il pubblico e racconterà quel suo periodo d’oro di cinquant’anni fa, in cui indimenticabile resta la sua esecuzione di “Angel Dace” in Una pistola per Ringo di Duccio Tessari. La proiezione del film di Tarantino proseguirà tutte le sere fino a lunedì 29 febbraio.

Graf, tutti saranno curiosi di sapere come ha incontrato Morricone…
«È stato a metà degli anni sessanta, quando ero uno studente universitario. Da Gorizia, mia città natale, mi ero trasferito a Roma (oggi invece Graf vive a Lugo, ndr) e frequentando la spiaggia del Villaggio Tognazzi a Castel Fusano, entrai in contatto con una persona che lo conosceva. Mi fissò un appuntamento con lui, raccomandandomi con un biglietto in cui scrisse semplicemente: “Dicono che canti bene”. La cosa divertì molto Morricone. Io ero alle prime armi, mentre lui non era ancora conosciuto come adesso e il suo Per un pugno di dollari, non aveva ancora avuto un successo planetario».
Come si è sviluppata la vostra collaborazione artistica?
«Sono capitato al momento giusto perché il maestro stava cercando una voce per la colonna sonora di alcuni film con Giuliano Gemma, come Una pistola per Ringo e Il ritorno di Ringo. Sempre nel 1965, ho fatto anche Per qualche dollaro in più e Agente 077 Missione Bloody Mary, mentre l’anno successivo Da uomo a uomo e Il grande silenzio che però non sono usciti nei cinema. In alcuni casi ho anche scritto i testi e ho pubblicato tre dischi».
Com’è Morricone visto da vicino?
«Pur essendo un musicista e quindi un artista, è una persona molto “quadrata”, precisa, puntale e dotata di grande disciplina. Ricordo che si alzava presto, già alle otto di mattina scriveva musica, e gli piaceva giocare a tennis. Di lui ho apprezzato anche l’onestà e la correttezza. Quel periodo trascorse in fretta. Mi spiace di non aver vissuto anche gli anni del suo grande successo. Ma siamo sempre rimasti in contatto. A Natale gli ho fatto gli auguri e sono felice di sapere che si è ripreso e ora sta portando avanti una tournée europea, a 87 anni».
Come ha proseguito la sua carriera, dopo di allora?
«Ho cantato fino ai quarant’anni, collaborando anche alla colonna sonora de I racconti del maresciallo di Mario Soldati, poi ho lavorato nel settore commerciale di varie aziende di abbigliamento. Ora sono un pensionato sempre amante della musica e se capitasse una nuova opportunità non mi tirerei indietro. Nel gennaio 2012 ho avuto l’onore di cantare due pezzi all’Elizabeth Hall di Londra, invitato dalla Spaghetti Western Orchestra, una band australiana ora purtroppo disciolta che girava il mondo eseguendo tutti le colonne sonore di Morricone, rumori compresi. Non potrò mai dimenticare il grande applauso di 2 mila persone!».

Arriva a Ravenna la filosofa Michela Marzano, pronta a lasciare il Pd per le modifiche alla Cirinnà

Sarà a Ravenna domattina (sabato 27 febbraio) la filosofa Michela Marzano che proprio in queste ore ha annunciato di voler lasciare il Pd (di cui è deputata) dopo le polemiche in senato sulla Cirinnà, la travagliata legge (che dopo le modifiche la Marzano definisce «svuotata di senso») sulle unione civili.

Marzano presenterà alle 10 alla Casa delle Donne di via Maggiore 120, a Ravenna, il saggio “Papà, mamma e gender” in cui affronta la cosiddetta “teoria del gender” cercando di fare chiarezza sulla sua genesi e le conseguenti implicazioni. “Il libro – si legge nel comunicato stampa di presentazione – è pensato per fare ordine nella grande confusione, negli stereotipi e negli errori che si insinuano nei discorsi sul gender, e vuole essere uno strumento rivolto a tutti e a tutte, in particolare ai genitori preoccupati, agli insegnati disarmati, alle studentesse e agli studenti che vogliono capire».

Michela Marzano ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in filosofia. È autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica. In Italia ha pubblicato tra gli altri Sii bella e stai zitta (2010), Volevo essere una farfalla (2011). È professoressa ordinaria all’Universitè Paris Descartes e collabora con Repubblica e Vanity fair.

Arriva a Ravenna la filosofa Michela Marzano, pronta a lasciare il Pd per le modifiche alla Cirinnà

Sarà a Ravenna domattina (sabato 27 febbraio) la filosofa Michela Marzano che proprio in queste ore ha annunciato di voler lasciare il Pd (di cui è deputata) dopo le polemiche in senato sulla Cirinnà, la travagliata legge (che dopo le modifiche la Marzano definisce «svuotata di senso») sulle unione civili.

Marzano presenterà alle 10 alla Casa delle Donne di via Maggiore 120, a Ravenna, il saggio “Papà, mamma e gender” in cui affronta la cosiddetta “teoria del gender” cercando di fare chiarezza sulla sua genesi e le conseguenti implicazioni. “Il libro – si legge nel comunicato stampa di presentazione – è pensato per fare ordine nella grande confusione, negli stereotipi e negli errori che si insinuano nei discorsi sul gender, e vuole essere uno strumento rivolto a tutti e a tutte, in particolare ai genitori preoccupati, agli insegnati disarmati, alle studentesse e agli studenti che vogliono capire».

Michela Marzano ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in filosofia. È autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica. In Italia ha pubblicato tra gli altri Sii bella e stai zitta (2010), Volevo essere una farfalla (2011). È professoressa ordinaria all’Universitè Paris Descartes e collabora con Repubblica e Vanity fair.

La ravennate Erica in finale a Masterchef Confermata l’indiscrezione di Dagospia

Il sito di D’Agostino aveva previsto l’eliminazione di Maradona:
secondo l’anticipazione, giovedì vincerà la 30enne di Conventello

La 30enne Erica Liverani, fisioterapista di Conventello, in provincia di Ravenna, è tra i tre finalisti della quinta edizione di Masterchef, il popolare talent show culinario in onda su Sky. L’ultima puntata, nella quale verrà decretato il vincitore (o la vincitrice) è in programma giovedì prossimo, 3 marzo.

Erica (come è semplicemente nota agli spettatori del programma) se la dovrà vedere in finale con la torinese Alida Gotta e il sorprendente giovane macellaio veneto Lorenzo De Guio. Nella puntata di ieri sera (giovedì 25 febbraio) è stato eliminato quello che resterà negli annali come il quarto classificato di Masterchef 5, l’italo-libanese Maradona Jean Youssef.

Erica si è salvata nello spareggio finale proprio con Maradona in una prova molto complicata, la vasocottura, tecnica che sfrutta per cucinare il vapore che si forma all’interno del vaso. I quattro giudici – gli chef stellati Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo e l’imprenditore italo-americano Joe Bastianich – hanno deciso di mandare in finale Erica, premiandola per «la sua tecnica e la sua eleganza».

Rispettata così, al momento, l’indiscrezione pubblicata da Dagospia, celebre sito internet fondato da Roberto D’Agostino, che aveva previsto l’eliminazione di Maradona, annunciando invece la vittoria finale proprio della ravennate, davanti rispettivamente ad Alida e Lorenzo. Come noto, infatti, il programma è stato registrato nei mesi scorsi e quindi il vincitore è già stato decretato: esiste un rigido vincolo di riservatezza che però pure l’anno scorso non riuscì a reggere con lo spoiler di Striscia la notizia poi finito in cause e controcause.

La ravennate Erica in finale a Masterchef Confermata l’indiscrezione di Dagospia

Il sito di D’Agostino aveva previsto l’eliminazione di Maradona: secondo l’anticipazione, giovedì vincerà la 30enne di Conventello

La 30enne Erica Liverani, fisioterapista di Conventello, in provincia di Ravenna, è tra i tre finalisti della quinta edizione di Masterchef, il popolare talent show culinario in onda su Sky. L’ultima puntata, nella quale verrà decretato il vincitore (o la vincitrice) è in programma giovedì prossimo, 3 marzo.

Erica (come è semplicemente nota agli spettatori del programma) se la dovrà vedere in finale con la torinese Alida Gotta e il sorprendente giovane macellaio veneto Lorenzo De Guio. Nella puntata di ieri sera (giovedì 25 febbraio) è stato eliminato quello che resterà negli annali come il quarto classificato di Masterchef 5, l’italo-libanese Maradona Jean Youssef.

Erica si è salvata nello spareggio finale proprio con Maradona in una prova molto complicata, la vasocottura, tecnica che sfrutta per cucinare il vapore che si forma all’interno del vaso. I quattro giudici – gli chef stellati Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo e l’imprenditore italo-americano Joe Bastianich – hanno deciso di mandare in finale Erica, premiandola per «la sua tecnica e la sua eleganza».

Rispettata così, al momento, l’indiscrezione pubblicata da Dagospia, celebre sito internet fondato da Roberto D’Agostino, che aveva previsto l’eliminazione di Maradona, annunciando invece la vittoria finale proprio della ravennate, davanti rispettivamente ad Alida e Lorenzo. Come noto, infatti, il programma è stato registrato nei mesi scorsi e quindi il vincitore è già stato decretato: esiste un rigido vincolo di riservatezza che però pure l’anno scorso non riuscì a reggere con lo spoiler di Striscia la notizia poi finito in cause e controcause.

Le telecamere di Sirio in via Cavour Per 20 giorni saranno presenti i vigili

Installato l’impianto di controllo degli accessi in piazzetta Gandhi

Sono state ultimate in Piazzetta Gandhi le installazioni delle telecamere e dei necessari collegamenti per l’attivazione del varco Sirio tra piazza Baracca e via Cavour, in centro a Ravenna.

È iniziata ieri (giovedì 25 febbraio) la taratura del sistema, al termine della quale sarà avviata la fase di pre-esercizio prescritta a livello Ministeriale. Tale fase avrà una durata minima di 20 giorni durante la quale è prevista sul posto la presenza degli agenti di Polizia Municipale per informare sull’attività di Sirio.

Successivamente verrà avviata l’attività sanzionatoria sulla base delle immagini trasmesse alla Polizia Municipale, dei veicoli che transiteranno abusivamente in via Cavour.

Presidio degli operai Micron-Mineral da Confindustria per impedire la chiusura

Previsto il licenziamento di 21 persone. Il 29 febbraio sciopero
e manifestazione. Il Comune incontra i vertici della multinazionale

Sciopero per tutta la giornata di lunedì 29 febbraio con presidio davanti alla sede di Confindustria in concomitanza con l’incontro tra l’associazione di categoria e la direzione aziendale: i lavoratori della Micron-Mineral di Ravenna alzano la voce dopo la comunicazione aziendale del 15 febbraio di chiusura dello stabilimento con il licenziamento di tutti i 21 impiegati e la successiva lettera di apertura della procedura di mobilità del 22 febbraio.

La decisione dello sciopero e del presidio è stata presa nell’assemblea del 22 febbraio scorso, svolta con la Rsu aziendale e le organizzazioni sindacali di categoria Feneal, Filca e Fillea: la richiesta è il ritiro immediato dei licenziamenti e della decisione di chiusura dello stabilimento e una politica di rilancio e investimenti per rilanciare e/o convertire la produzione dello stabilimento di Ravenna, senza che questo comporti perdita di posti di lavoro e professionalità.

La Micron-Mineral è un’azienda del settore cemento con impianto di produzione e commercializzazione del marchio Grancem con uno stabilimento nella zona portuale di via Classicana. L’azienda si è insediata a Ravenna nel 2003 ed è stata rilevata dal gruppo Holcim nel 2008, gruppo che ha altri stabilimenti nel nord Italia e che fa parte della multinazionale leader mondiale nel settore cemento Lafarge.

Per il tardo pomeriggio del 29 febbraio è stata fissata una riunione con l’assessore comunale alle Attività produttive, Massimo Cameliani, e i vertici della Lafarge-Holchim: «Il Comune – si legge in una nota diffusa da Palazzo Merlato – è al fianco dei lavoratori sulla vertenza. Da accordi tra l’assessore e i sindacati è scaturita la decisione di fissare un incontro per domani mattina, 26 febbraio, in municipio per fare il punto sulla vertenza».

Per lavoratori e sindacati la decisione della chiusura «è inaccettabile sia per il merito che per le conseguenze drammatiche dal punto di vista occupazionale, l’annuncio è arrivato in modo completamente inaspettato con un metodo tipico delle multinazionali che chiudono stabilimenti e licenziano lavoratori senza tener in nessun conto le ricadute sociali e la perdita di ricchezza di un territorio».

Polemiche tra imprenditori in campagna elettorale: scontro Bucci-Poggiali

Il candidato a sindaco della Pigna al capolista di Insieme x Cambiare:
«Lo fa per interessi». E lui scrive: «Calunnie in stile sovietico…»

In questa prima parte di campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative di Ravenna del prossimo giugno, c’è spazio anche per una infuocata polemica tra imprenditori. In particolare va registrato l’acceso botta e risposta tra Maurizio Bucci – titolare del Mariani LifeStyle e consigliere comunale, ex Forza Italia e Alleanza Nazionale – che si candida a sindaco con la lista civica La Pigna, e Giovanni Poggiali del gruppo Setramar (attivo in ambito portuale), alla guida della lista civica Insieme X Cambiare, scesa in campo in questi giorni a sostegno del candidato a sindaco del Pd Michele De Pascale.

Bucci nel weekend aveva attaccato pesantemente Poggiali (vedi tra gli articoli correlati qui a fianco), che in una lettera indirizzata al «Caro Maurizio», ha risposto pur senza entrare troppo nel merito della questione. «Se hai deciso di impostare la tua campagna elettorale all’insegna del complotto sei naturalmente libero di farlo – scrive Poggiali in risposta a Bucci –. È curioso perché da vent’anni fai politica nella destra e il metodo ricorda quello tipico dei partiti comunisti di sovietica ispirazione sparsi per l’Europa dello scorso millennio, ma anche dei regimi o delle opzioni illiberali in generale: calunniate, calunniate, qualcosa resterà…».

Pubblichiamo integralmente la lettera di Poggiali in fondo a questo articolo, insieme alla controrisposta dello stesso Bucci che ribadisce il concetto che più gli sta a cuore, ossia che la lista di Poggiali in appoggio «sia nata solo per convenienze personali ed economiche e non per reali valori civici».

“Una giornata particolare” Scola secondo Giulio Scarpati e Valeria Solarino

Al teatro Alighieri dal 25 al 28 febbraio

A un mese dalla scomparsa di Ettore Scola sarà alla Stagione di Prosa del teatro AlighieriUna giornata particolare dal 25 al 28 febbraio (da giovedì a sabato alle 21 e domenica alle 15.30). Il testo che il grande maestro del cinema italiano scrisse assieme a Ruggero Maccari torna in scena nell’interpretazione di Giulio Scarpati, attore di teatro e cinema salirà nuovamente sul palco dell’Alighieri dopo il grande successo avuto nel 2014 con Oscura immensità di Alessandro Gassmann. Accanto a lui Valeria Solarino che ha lavorato a teatro con lo Stabile di Torino e al cinema con registi come Michele Placido e Giovanni Veronesi.
Una giornata particolare, diretto da Nora Venturini, nasce in realtà come testo teatrale. Nel 1977 Ettore Scola ne realizzò uno dei suoi film più amati dal pubblico con l’indimenticabile interpretazione di Sophia Loren e Marcello Mastroianni. La vicenda riassume la vita di due persone: Antonietta, madre di sei figli, sposata ad un impiegato statale fervente fascista e Gabriele, un radiocronista che si sente un fallito. I due si conoscono nella giornata del 6 maggio 1938, data della storica visita di Adolf Hitler a Roma. Antonietta è rapita dal fascino discreto di Gabriele e, inconsapevolmente, tenta di conquistarlo sul terrazzo tentando di cogliere un’occasione per fuggire dall’esistenza grama e succube, retaggio della cultura fascista. «Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare, – spiega la regista Nora Venturini – superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una drammaturgia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese. Unità di tempo, unità di luogo. E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta, asservita ai figli e al marito, grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime, inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo, acquista maggiore rispetto di sé stessa, assapora un modo diverso di stare con un uomo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla Radio e in procinto di essere spedito al confino, costretto tutta la vita a fingere e a nascondersi, con Antonietta finalmente si sente libero, esce allo scoperto, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi, si sentono, si annusano, si riconoscono. Sono due umiliati, due calpestati, sono due ultimi. Nel giorno del ballo, sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola».
Sabato 27 febbraio alle 17.30 alla Sala Corelli del Teatro Alighieri la compagnia incontrerà il pubblico dialogando con la giornalista Anna De Lutiis.

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