lunedì
11 Maggio 2026

Schiacciato in auto fra due camion nella nebbia della A14: muore a 20 anni

Secondo la polstrada visibilità a 50-60 metri. Molti feriti sulle decine di veicoli in sei-sette tamponamenti. Superstrada chiusa per ore

Ha tamponato una vettura incolonnata in corsia di marcia ed è finito di traverso sulla corsia di sorpasso dove è stato colpito sulla fiancata sinistra da un camion sopraggiunto ed è rimbalzato contro un autocarro fermo davanti, una carambola mortale: avrebbe compiuto 20 anni domani, G. C., invece è morto verso le 9 di oggi, 2 dicembre, a Ravenna al volante della sua Toyota Yaris coinvolta nella serie di tamponamenti sulla A14 Dir tra lo svincolo di Fornace Zarattini e l’innesto con la statale 16 Adriatica dove fino alla tarda mattinata è rimasta una fitta nebbia. Il tratto di superstrada è rimasto chiuso al traffico fino alle 15 per consentire i soccorsi e la rimozione delle decine di veicoli coinvolti in circa sei o sette diversi tamponamenti. Secondo i rilievi della polizia stradale la visibilità al momento dell’incidente non era superiore a 50-60 metri.

Il risparmio energetico in casa L’Asppi organizza un incontro aperto a tutti

Il 3 dicembre: serata aperta dai saluti dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Ravenna Libero Asioli

L’associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari (Asppi) ha programmato per giovedì 3 dicembre un evento dedicato al risparmio energetico mobilitando i suoi consulenti che abitualmente, in sede, danno informazioni agli associati.

L’iniziativa all’hotel Nh in piazza Mameli a Ravenna sarà aperta dai saluti dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Ravenna Libero Asioli. Seguiranno poi gli interventi tecnici che partiranno da una panoramica 2015 del sistema Gaudi (Gestione delle anagrafiche uniche degli impianti di produzione) da parte di un tecnico Eni e l’evoluzione del concetto di rinnovabili, passato da un riferimento basato sul guadagno a quello sul risparmio. Durante la serata non saranno dimenticati i risparmi legati al riscaldamento e condizionamento degli edifici e all’illuminazione, con le ultime tecnologie Led. L’informazione sulla dispersione energetica legata agli infissi e alla qualità delle coibentazioni sarà presentata dalla ditta Portas. Un tecnico certificatore di Asppi dedicherà il suo intervento al nuovo Ape, la certificazione energetica degli edifici ormai obbligatoria per compravendere o affittare un immobile, ma anche per avere informazioni utili per migliorare il rendimento energetico del proprio alloggio. Anche l’aspetto fiscale dell’argomento sarà curato da Asppi con il suo esperto fiscalista. Inoltre un consulente Asppi informerà sugli incentivi urbanistici previsti per chi effettua interventi legati ad un miglioramento energetico del proprio edificio e la situazione dei bandi Regionali ed Europei sull’argomento. Da parte di Geu-Eni sarà anche fatta una rappresentazione di una audit per un eventuale richiesta di maggiori informazioni.

Nebbia, è caos in A14 Dir: un morto Decine di veicoli in sei tamponamenti

Il primo incidente sulla carreggiata in direzione Venezia poco prima dello svincolo con l’Adriatica. Gli altri a seguire. Soccorsi al lavoro

C’è un morto nella serie di almeno sei-sette tamponamenti che si sono verificati stamattina a Ravenna sulla careggiata in direzione Venezia della A14 Dir nel tratto compreso tra lo svincolo di Fornace Zarattini e il cosiddetto quadrifoglio che collega la diramazione autostradale alla statale 16 Adriatica. Tutta la zona era coperta da una fitta nebbia che riduceva la visiblità. Al momento la vittima non è stata ancora identificata.

Il decesso è avvenuto nel primo degli incidenti che coinvolge quattro veicoli. I rallentamenti e la coda conseguenti sono stati teatro di altri tamponamenti a catena, in totale i veicoli coinvolti sono alcune decine (foto nell’articolo correlato). Secondo le informazioni disponibili ci sarebbe un ferito grave. Le ambulanze del 118 stanno raccogliendo i feriti mentre le forze dell’ordine sono sul posto con i vigili del fuoco.

Tamponamenti a catena sulla A14 Bis Coinvolti almeno una ventina di veicoli

Almeno tre incidenti sulla carreggiata nord tra Fornace Zarattini e lo svincolo con la statale Adriatica. Fitta nebbia sulla zona FOTO

Sono almeno una ventina, secondo le prime sommarie informazioni, i veicoli coinvolti in una serie di tamponamenti a catena avvenuti verso le 9 di stamani sulla carreggiata della A14 Bis nel trattro in direzione Venezia compreso tra gli svincoli di Fornace Zarattini e della statale 16 Adriatica. Sul posto per i soccorsi vigili del fuoco, polizia stradale e personale sanitario del 118.

A Palazzo Rasponi 47 eventi in tre giorni per salutare il 2015 da Capitale

Dall’11 al 13 dicembre conferenze, presentazioni di libri, eventi di cinema, musica, teatro e danza. Ospite il ministro Franceschini

Tre giornate di eventi nel cuore della città per salutare il 2015, l’anno che ha visto Ravenna come Capitale Italiana della Cultura. Questo sarà Rasponi Open Space in programma dall’11 al 13 dicembre a Palazzo Rasponi dalle Teste, recentemente restaurato. Obiettivo dichiarato dal Comune di Ravenna è invitare tutti a una full immersion di arte, cultura, intrattenimento e socialità, così come era successo con il Darsena Open show, che il 18 luglio scorso ha visto migliaia e migliaia di cittadini invadere i grandi spazi della Darsena. 

L’edificio che affaccia sulla piazza Kennedy ospiterà 47 appuntamenti, aperti a tutti, fra conferenze, presentazioni di libri, eventi di cinema, musica, teatro e danza, per grandi e piccini, che vedranno in scena centinaia di protagonisti.

Rasponi Open space si apre venerdì 11 dicembre alle 9.30 con “Rosso” insieme ai ragazzi della Scuola Montanari, per la prima delle performance previste in giornata; seguirà alle 10 la conferenza di Rocco Ronchi su “Tradizione e innovazione nella cultura contemporanea”. Verranno poi inaugurate sei mostre, tra le quali “Palazzo Rasponi e Piazza Kennedy tra memoria e futuro”, e presentati libri tra cui “Primo Levi di fronte e di profilo” (Ed. Guanda) alla presenza dell’autore Marco Belpoliti (alle 18) e “Il richiamo di Ravenna” (Ed. Longo) con Eraldo Baldini e Dante Bolognesi (alle 20.45). In chiusura la proiezione di alcuni corti di grandi registi, da Méliès a Wes Anderson (alle 22.30).

Il sabato 12 è invece dedicato a Dante, con la presenza del Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini che interverrà a proposito di “Dante poeta del futuro, verso il 2021” in vista delle celebrazioni dei 700 anni della morte del Poeta (alle 11). Il filosofo Remo Bodei, sarà relatore alla conferenza sul tema “Tempo ed eternità in Dante, Petrarca e Machiavelli” (alle 17.30).

Gran parte della giornata conclusiva di domenica 13 sarà poi dedicata alle famiglie che potranno portare i bambini e farli partecipare ai numerosi laboratori di gioco e creatività, o agli spettacoli di burattini. Le ore serali saranno dedicate alla musica con il concerto Bisantyum Experimental Orchestra (alle 21.30) e la festa danzante dalle 23 nel piano nobile. Durante le tre giornate sarà in funzione un bar interno al palazzo.

«Così come la grande festa di luglio è riuscita nell’intento di scoprire e far riusare dalle persone nuovi luoghi, occupando l’intera banchina, dalla testata al Tiro al Segno – afferma Alberto Cassani, coordinatore di Ravenna capitale italiana della cultura 2015 -, in queste tre giornate si apriranno al pubblico nuove sale, fra le oltre 20 occupate dalle molteplici iniziative nel restaurato Palazzo settecentesco. L’accesso a nuovi spazi urbani rappresenta un valore aggiunto alle iniziative abbinate al titolo di Capitale italiana 2015. Ma racchiude anche la peculiarità che Ravenna ha maturato negli ultimi anni: l’emersione e la fruizione di spazi nuovi o dimenticati, insieme all’amplificazione della partecipazione attiva, all’aggregazione dei cittadini e alla valorizzazione di nuove energie creative nel segno della cultura. Un esempio di questo binomio virtuoso è racchiuso nelle tre giornate al cui programma hanno contribuito una quarantina di realtà cittadine». Il programma completo su www.ravennacapitale2015.it.

Con l’asta del cavalletto si spezza il lucchetto: ecco come ti rubo la bici

Denunce di furti in calo per sfiducia. La polizia municipale invita a mettere la targa: «Aiuta a restituire quelle ritrovate»

Si schianta il cavalletto con un calcio e poi si usa l’asta spezzata per arrotolare la catena fino a farla saltare. Così si ruba una bici. È una delle tecniche che la polizia municipale di Ravenna, attraverso le telecamere di videosorveglianza in città, ha potuto vedere messa in atto. Eppure calano le denunce di furti. Perché cala la fiducia nel ritrovamento. Nel 2012 furono 247 quelle presentate alla polizia municipale di Ravenna, nel 2015 sono state finora 68.

Ritrovare il velocipede rubato non è facile ma dai vigili urbani il consiglio è quello di denunciare e di utilizzare tutti gli strumenti possibili per ostacolare l’attività di ladri e ricettatori: «Il servizio di targatura è molto utile», spiega il commissario Antonio Pozzo. In città sono seimila le due ruote a pedali con una targa: si tratta di un kit che il Comune ha distribuito nel corso di due campagne promozionali nel 2012 per assegnare un numero seriale alla bici e registrarla sul registro italiano bici realizzato dalla società Easytag che fornisce il servizio. Mantenere l’iscrizione costa un paio di euro ogni due anni. «Speravamo che fossero i rivenditori a promuovere la cosa tra i clienti invece ci risulta che in città solamente uno lo faccia con costanza. Chi fosse interessato può rivolgersi al comando della Municipale».

Negli ultimi anni sono state 19 le persone denunciate per ricettazione o furto con il recupero e la riconsegna ai legittimi proprietari di 40 biciclette. Di queste erano 5 quelle targate. Ma che vie prendono le bici rubate? Non c’è una risposta unica: «In alcuni casi vengono caricate su furgoni e spedite all’estero per essere rivendute come faceva quella famiglia romena che è stata denunciata nel 2012. Ma c’è anche un furto per rivenderle direttamente sul posto, soprattutto in zona stazione, a piccole cifre». E per gli acquirenti si rischia la denuncia per incauto acquisto o addirittura ricettazione.

Per arginare i furti non resta che mettere in pratica tutti gli accorgimenti possibili: «È fondamentale chiuderla sempre anche se si pensa di lasciarla solo cinque minuti, serve un buon lucchetto e possibilmente legarla a un palo per evitare che possano spostarla in punti appartati per agire liberamente».

La Provincia vuole sfrattare il bar Ramiro «Affitto e acqua, 52mila euro di debiti»

L’ente chiede un anno di canoni (3mila euro al mese) e 15 anni di fornitura idrica. Il titolare: «C’è un contenzioso, mi difenderò»

La Provincia di Ravenna vuole sfrattare il Caffè Ramiro dai suoi locali al piano terra del palazzo in piazza Caduti dove Ramiro Recine avviò l’attività 32 anni fa. Secondo la ricostruzione dell’amministrazione provinciale il bar ha un debito di 52mila euro, costituito da un anno di affitto (38mila) e quindici anni di fornitura idrica (14mila). Recine riconosce il ritardo nei canoni ma contesta il presunto debito dell’utenza e promette battaglia: «Non me ne vado».

L’amministrazione provinciale è bisognosa di risorse e la giunta Casadio ha scelto di passare alle maniere forti: nella riunione del 25 novembre scoso ha deliberato «di agire in tribunale per intimare lo sfratto per morosità e ottenere ingiunzione di pagamento dei canoni scaduti». Nella delibera si legge inoltre che la Provincia ha richiesto e sollecitato più volte il pagamento sia verbalmente e sia per iscritto con raccomandate «ottenendo solo adempimenti parziali». L’11 marzo scorso è stato notificato un atto di ingiunzione di pagamento, «tentativo risultato privo di effetti». Recine nelle more ha effettuato parziali versamenti «imputati al credito complessivo vantato dalla Provincia». Che ha affidato l’incarico per l’assistenza legale all’avvocato Livia Molducci dell’ufficio legale interno all’ente e attualmente presidente del consiglio comunale a Ravenna.

L’avvocato Lucia Adinolfi che tutela l’attività commerciale parla di mossa inattesa arrivata senza preavviso. Non scende nei dettagli ma assicura che ci sarà opposizione al provvedimento con l’apertura di un contenzioso. Sul ritardo di dodici mesi di affitto Recine si limita a dire che sono subentrate delle problematiche mentre respinge l’addebito dei 14mila euro che la Provincia attribuisce al bar per fornitura idrica da settembre 1998 a dicembre 2014: «Non si è mai parlato di spese per l’acqua – dice Recine – perché un contatore non c’è e si è sempre detto che le spese erano comprese nel canone mensile. A un certo punto la Provincia è saltata fuori con le richieste per l’acqua ma era in corso una discussione». Più che una trattativa, l’avvocato Adinolfi parla di braccio di ferro. A partire dal 2010, quando è scaduto il contratto di affitto in corso e per il rinnovo la Provincia avrebbe imposto un raddoppio del canone mensile portandolo a tremila euro: «Hanno imposto la cifra – dice il legale –. Stavamo cercando di chiedere un ritocco al ribasso alla luce di prezzi più bassi praticati dalla Provincia in altri spazi di sua proprietà».

Lancia una gallina contro le forze dell’ordine per evitare la perquisizione

Il maldestro tentativo di un 38enne trovato in auto con un coltello a serramanico e in casa dosi di droga pronte per lo spaccio: arrestato

Cercando in tutti i modi di distrarre l’attenzione delle forze dell’ordine che stavano perquisendo la sua abitazione a San Lorenzo è arrivato anche a lanciare una gallina contro le divise. Il tentativo inedito non è bastato a un 38enne lughese per evitare l’arresto per porto abusivo di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: l’uomo infatti era stato trovato al volante della sua autovettura, fermata per un controllo di routine in strada, con un coltello serramanico fuorilegge.

E in seguito nell’abitazione le forze dell’ordine hanno trovato alcune dosi di sostanza stupefacente pronte per essere cedute oltre a materiale occorrente per il confezionamento delle dosi. Durante le operazioni di investigazione domiciliar, l’uomo opponeva una netta resistenza arrivata al lancio della gallina.

«Trovo casa ai cani del sud Italia, non è legale ma così li salvo»

Ogni settimana ritira 3-4 animali arrivati dal Meridione con le staffette «Al nord c’è richiesta di taglie piccole ma qua non ci sono»

Ogni sabato va a Bologna, ritira in media 3-4 esemplari e poi li affida a persone in cerca di un cane soprattutto in Romagna (ma anche un po’ in tutto il nord Italia). Lei è una ravennate che ci chiede di restare anonima, «che altrimenti mi arrivano i vigili a casa due volte al giorno come è successo ad altre persone con cui collaboro. Sembra che siamo noi che maltrattiamo i cani…». La sua attività, d’altronde, non è legale, a partire dai pagamenti in nero fino ad arrivare ai documenti che sarebbero necessari per fare arrivare cani da altre regioni.

Per portare le bestie al nord collabora con le cosiddette staffette, un vero business nel Meridione: per incassare il più possibile c’è chi stipa furgoni o camion di cani (randagi o dai canili) e intraprende viaggi molto lunghi senza soste e senza badare alla salute degli animali. «Io ho a che fare con persone fidate e per i cuccioli accetto solo chi usa auto o treno, che in camion soffrono troppo», ci assicura la ravennate. Che prima di affidare il cane fa una serie di colloqui con i futuri padroni e poi anche visite successive per essere sicura che l’animale stia bene. «Salvo più cani io da sola che intere associazioni ravennati», continua la donna, che non ci sta a prendere lezioni da chi, anche tra gli animalisti, stigmatizza la sua attività. «Al sud ci sono canili da duemila animali, io ho preso la mia cagna in uno di quelli. Là sono più i cani che muoiono di quelli che vivono, si sbranano tra di loro, si accoppiano, nessun volontario che controlla, un delirio, con cani che qui troverebbero casa in due minuti. Secondo molti animalisti bisogna però lasciarli lì e qui continuare a farli comprare alla gente, alimentando un mercato vergognoso».

Ma come è possibile che ci sia una richiesta così alta di cani al nord? «A Ravenna e in Romagna, ma in generale in tutto il nord, ci sono molte richieste per cuccioli di taglia piccola che però qui non si trovano. Al sud ce ne sono a migliaia. E così volontari di tutto il sud li prendono e li fanno arrivare qui, dalla Sicilia anche in aereo. Ci sono staffette che hanno un’associazione alle spalle e non fanno pagare nulla, altre, in realtà quasi la totalità, che chiedono fino a 80-100 euro per cane. A Ravenna ci sono almeno una decina di volontarie come me, io non ci guadagno assolutamente nulla. Anzi, siamo sempre in perdita. Solitamente chiedo a chi li prenderà in affido 50 euro per i cuccioli e 80 per i cani già sterilizzati, da girare alle staffette volontarie. I cani arrivano spulciati, sverminati, chippati e vaccinati. Se sono adulti li testiamo anche per le malattie più frequenti».

«Spesso – continua la volontaria anonima – facciamo arrivare i cani anche senza che ci sia ancora l’interesse di qualcuno. Poi stanno a casa di una volontaria che li tiene in stallo fino ad adozione. Ma qui c’è molta richiesta e in una due settimane vanno via tutti. Ormai poi ho una rete di contatti per cui mi chiedono cani da tutta Italia. Ne ho fatta arrivare da poco una ad Udine, sempre con staffette, volontarie che però lo fanno solo per un rimborso spese, tipo 20 euro da Bologna a Udine. D’altronde per tutti noi è una questione morale: i cani non si comprano; soprattutto quando ce ne sono a migliaia che muoiono nei canili».

«La biblioteca dedicata a Liverani sarà all’ospedale con libri donati»

Sul palco del Premio Guidarello il sindaco ricorda l’assessore
scomparso a 39 anni e fa il punto sul luogo che sarà a lui dedicato

Sarà l’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna ad ospitare la biblioteca dedicata a Enrico Liverani, l’assessore comunale ai Lavori pubblici e candidato sindaco del Pd improvvisamente scomparso il 20 novembre a 39 anni. L’annuncio è stato dato dal sindaco Fabrizio Matteucci al teatro Alighieri in occasione della cerimonia di consegna dei premi Guidarello per il giornalismo d’autore quando Bruno Vesca, presidente di giuria e conduttore della serata, ha invitato il primo cittadino sul palco per il saluto di rito e un ricordo dell’amministratore.

«Sarà una biblioteca che non dovrà costare nemmeno un euro per le casse del Comune – ha spiegato Matteucci –. È una iniziativa che nasce fra gli amici di Enrico, e abbiamo valutato che sarà composta da libri donati da chiunque voglia fare una donazione. Cominceremo con i testi a cui era più legato Liverani ma ci sarà spazio per qualunque altro volume. Ho già parlato con il direttore dell’Ausl che è d’accordo e sarà il primo ospedale in regione con una biblioteca».

L’annuncio di una biblioteca in ricordo di Liverani era arrivato dall’orazione pronunciata da Matteucci in piazza del Popolo ai funerali dell’assessore.

«La biblioteca dedicata a Liverani sarà all’ospedale con libri donati»

Sul palco del Premio Guidarello il sindaco ricorda l’assessore scomparso a 39 anni e fa il punto sul luogo che sarà a lui dedicato

Sarà l’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna ad ospitare la biblioteca dedicata a Enrico Liverani, l’assessore comunale ai Lavori pubblici e candidato sindaco del Pd improvvisamente scomparso il 20 novembre a 39 anni. L’annuncio è stato dato dal sindaco Fabrizio Matteucci al teatro Alighieri in occasione della cerimonia di consegna dei premi Guidarello per il giornalismo d’autore quando Bruno Vesca, presidente di giuria e conduttore della serata, ha invitato il primo cittadino sul palco per il saluto di rito e un ricordo dell’amministratore.

«Sarà una biblioteca che non dovrà costare nemmeno un euro per le casse del Comune – ha spiegato Matteucci –. È una iniziativa che nasce fra gli amici di Enrico, e abbiamo valutato che sarà composta da libri donati da chiunque voglia fare una donazione. Cominceremo con i testi a cui era più legato Liverani ma ci sarà spazio per qualunque altro volume. Ho già parlato con il direttore dell’Ausl che è d’accordo e sarà il primo ospedale in regione con una biblioteca».

L’annuncio di una biblioteca in ricordo di Liverani era arrivato dall’orazione pronunciata da Matteucci in piazza del Popolo ai funerali dell’assessore.

Le ronde leghiste diventano i passeggiatori della notte

Una dozzina di volontari guidati da Rolando (Lega Nord) battono le strade del lido: «Troppi furti, sono anche gli zingari ma non solo»

Gianfilippo Nicola Rolando, è responsabile organizzativo della Lega Nord e consigliere della pro loco a Marina Romea. Ha 36 anni e porta una lunga barba arruffata. Rolando è l’inventore dei “gruppi di passeggio” una specie di ronda padana in salsa romagnola che il leghista compie assieme a una dozzina di volontari dalla fine della stagione balneare per le strade di uno dei nove lidi ravennati.

Come sono nate le passeggiate?
«Dal gruppo “Sei di Marina Romea se” che ho creato su Facebook. Da lì è partito anche un esposto al prefetto sulla sicurezza che ha raccolto 2.300 firme».

Più dei residenti di Marina Romea che sono 1.500?
«Esatto, un grande successo».

Come vedono le forze dell’ordine le vostre passeggiate?
«Abbiamo un ottimo rapporto con i ragazzi della caserma di Marina Romea. Mi scrivono cosa succede e io mi attivo. Mi hanno dato loro il permesso di farle».

In che senso?
«Abbiamo parlato del fatto che ci sono stati molti furti a fine stagione, raid nei bagni al mare e nelle case. Succede ogni anno quando arrivano gli zingari dalle parti del Veneto».

Come fa a dire che sono gli zingari?
«Ho i miei informatori. Sono anche gli zingari, ma non solamente loro».

Ma quanti siete in queste ronde?
«Siamo 30 volontari che fanno i turni con noi e battono la zona. Non tutti attivi. Metà sono attivi».

Quindi secondo lei le forze dell’ordine non sono sufficienti per monitorare Marina Romea?
«Assolutamente no, sono sufficienti, ma occhi in più possono essere utili».

Come funziona un “gruppo di passeggio”?
«Andiamo in giro in coppie di due. Indossiamo la pettorina gialla per farci riconoscere dai cittadini e dalle forze dell’ordine. Abbiamo in mano telefonino e torcia. Giriamo per le strade buie a piedi, in bici o in macchina».

E se vedete qualche infrazione?
«Non interveniamo, ci allontaniamo e chiamiamo le forze dell’ordine. Non siamo dei Rambo o i giustizieri della notte».

Ha ripreso l’idea delle vecchie ronde padane, che il partito aveva abbandonato?
«Non mi ricordo cosa erano di preciso le ronde padane, è passato molto tempo. Noi siamo residenti che facciamo un giro. È anche un modo per tenere unito il paese. Abbiamo creato anche un gruppo Whatsapp su cui ci sentiamo».

C’è ogni sera una passeggiata?
«A seconda della disponibilità, però quasi tutte le sere».

Quanto dura?
«Giriamo 3 o 4 ore».

C’è una selezione dei passeggiatori?
«Assolutamente no. È solo una passeggiata. Non c’è selezione nemmeno tra i vigili urbani, si immagini se selezioniamo noi…».

Vi è capitato di intervenire?
«Sì, abbiamo segnalato porte aperte e finestre aperte in un bagno al mare e abbiamo segnalato anche persone losche…».

Cosa è successo dopo la chiamata?
«Non so, noi per sicurezza ci siamo allontanati».

Cosa intende per “persone losche”?
«Per esempio c’era un ragazzo fermo sotto una casa. Era in macchina e guardava il cellulare. Dopo un’ora che era lì abbiamo avvisato i ragazzi dell’Arma e sono andati a chiedergli i documenti».

E chi era? Avete sventato un pericolo?
«Non lo so. Non possono dare informazioni. Mi hanno solo detto che era tutto a posto».

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