lunedì
11 Maggio 2026

Rapina notturna in casa del parroco Arrestato per scontare la pena: 16 mesi

Agirono in tre forzando una finestra e svegliarono il parroco Se ne andarono con portafoglio, telefonino e 200 euro dalle offerte

La condanna a 16 mesi di carcere per rapina aggravata in concorso è diventata definitiva a luglio: i carabinieri di Faenza hanno arrestato il 24enne marocchino Imad Zakry che nel febbraio del 2012, insieme a un connazionale e a un romeno, rapinò don Angelo Bosi, parroco di Santa Maria Foris Portam. Il tribunale ha emesso l’ordine di carcerazione e i militari del nucleo operativo radiomobile hanno eseguito l’arresto.

Quella notte di quasi quattro anni fa agirono in tre entrando in camera da letto del prete forzando una finestra con un palanchino. I rumori svegliarono don Bosi che venne minacciato dai malviventi camuffati con sciarpe: cercavano una cassaforte che il parroco non aveva e allora ribaltarono l’appartamento da cima a fondo andandosene con il telefonino, il portafoglio e 200 euro di monetine raccolte dalle offerte dei fedeli.

Le indagini dei carabinieri consentirono di stabilire che il cellulare del don era stato utilizzato nei giorni successivi dal 24enne oggi in arresto e da un 23enne connazionale. I due fecero poi il nome del terzo complice, un 21enne romeno trovato con 90 grammi di marijuana in casa.

Ottanta ospiti in cerca di padrone Tutti i numeri del canile comunale

Capienza per circa 160: associazioni, coop, volontari e un addestratore garantisono il funzionamento. Oltre 200mila euro l’anno per la gestione

Dall’inizio degli anni Duemila, quando si sono raggiunti anche picchi di circa 250 presenze, i numeri sono decisamente cambiati. Oggi al canile comunale di Ravenna (in via Romea Nord 177) ci sono solo un’ottantina di cani in attesa di essere adottati a fronte di una capienza che è di circa il doppio.

I dati del 2014 parlano di 203 cani vaganti catturati, 20 entrati per rinunce di proprietà, 7 nati nel canile, per un totale di 230 ingressi a fronte di 213 uscite (142 per restituzione ai proprietari, 62 per adozioni e 10 per decesso). A fornirli l’assessore ai Diritti degli animali del Comune, Giovanna Piaia, nel corso della presentazione nei mesi scorsi del nuovo regolamento che lo disciplina, approvato dal consiglio comunale in sostituzione di quello in vigore dal 2002. L’assessore ha sottolineato l’importanza della gestione pubblica del canile e le principali finalità che il Comune persegue attraverso il regolamento e la sua applicazione: «Assicurare la salute e il benessere dei cani; contrastare il fenomeno degli abbandoni favorendo altresì l’affidamento e l’adozione dei cani; incentivare la lotta al fenomeno del randagismo; rieducare i cani con comportamento asociale»

All’interno del canile opera infatti ora anche un addestratore cinofilo che tiene corsi per gli adottanti, mentre – anche rispetto ad alcune polemiche del passato – il nuovo regolamento «garantisce e valorizza l’apporto del volontariato», al quale è dedicato uno specifico titolo del regolamento. L’unica associazione a operare in convenzione con il Comune è Clama, che riceve 2mila euro all’anno esclusivamente però per attività che abbiano lo scopo di incentivare le adozioni. Suoi volontari (e quelli di Enpa ma non solo) affiancano invece (insieme anche ad alcuni tirocinanti in condizioni di svantaggio personale e sociale) gli operatori del canile. Operatori della cooperativa sociale La Pieve che fino al 2017 percepisce circa 135mila euro l’anno tramite la convenzione biennale del Comune per occuparsi direttamente degli animali (100mila euro) e della pulizia e della cura delle aree verdi del canile (per i restanti 35mila euro). A completare i servizi all’interno del canile l’assistenza veterinaria (10mila euro all’anno sempre a carico del Comune) e naturalmente quelli che un tempo venivano definiti “accalappiacani”, il servizio di recupero cani vaganti o feriti, affidato in convenzione all’associazione Amici degli animali a fronte di un corrispettivo di 25mila euro l’anno. A fornire supporto nell’identificazione dei cani ci pensano infine i volontari di Legambiente che, del tutto gratuitamente, fanno anche da sentinelle in città per vigilare sul corretto comportamento dei proprietari di cani nelle aree pubbliche, richiamando le persone direttamente e con segnalazioni alla municipale.

Ma è vero, come sostiene qualcuno, che non è sempre semplice adottare un cane al canile? «So che si dice questo in giro – ci spiega Roberta Benigno, medico veterinario dell’ufficio Diritti degli animali del Comune di Ravenna – ma la realtà è che prima di affidare un cane a una persona gli operatori vogliono giustamente capire quanto questa persona sia convinta e consapevole, quindi è prassi dare più appuntamenti e creare un piccolo percorso pre-adozione». Adottare un cane al canile è naturalmente del tutto gratuito mentre chi se ne vuole disfare deve fornire una giustificazione importante e credibile agli uffici comunali, che vagliano la richiesta. In caso di accoglimento si paga 150 euro per un cane che non sia un cucciolo (al canile cuccioli non ce ne sono) e 500 euro per un animale invece aggressivo.

Oltre a quello di Ravenna (che serve anche il Comune di Russi), in provincia di Ravenna ci sono altri tre canili comunali. Quello di Bizzuno, nel Lughese, serve in realtà nove Comuni (Lugo, Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara, Conselice, Cotignola, Fusignano, Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno) e ospita un centinaio di cani (in passato ci sono stati picchi da circa 180 presenze), con la gestione affidata all’associazione di volontariato Cinoservizio da una ventina d’anni. Più piccolo il canile di Cervia (via Ghiaine, zona Terme), gestito dal 2010 attraverso un bando biennale (in scadenza nel 2016) all’associazione Arca2005 e che ospita attualmente una trentina di cani (cinque anni fa erano più del doppio). Infine a Faenza il canile comunale è stato realizzato in tempi piuttosto recenti e copre i bisogni in particolare dei paesi collinari del faentino, mentre il canile storico della città manfreda è quello – unico in Romagna – di proprietà dell’Enpa con alle spalle cinquant’anni di storia e che sarà al centro il prossimo anno di un progetto di ristrutturazione finanziato interamente dall’associazione animalista. I due canili ospitano attualmente circa 160 cani complessivamente.

Anche a Ravenna agenti scelti antiterrorismo con due mezzi blindati

Nove poliziotti presidieranno punti sensibili come monumenti e teatri Ma le unità sono a disposizione 24 ore su 24 per ogni emergenza

Anche Ravenna ora può contare su un nucleo speciale di agenti scelti antiterrorismo. Si tratta delle Unità operative di pronto intervento della polizia con personale addestrato appositamente, come da volontà del ministero dell’Interno e del Capo della polizia all’indomani della strage di Parigi nella redazione di Charlie Hebdo.

Si tratta di nove poliziotti selezionati dopo un duro addestramento che avranno a disposizione due mezzi blindati per sorvegliare i punti sensibili della città: monumenti, teatri, stadio e piazze in occasione di particolari eventi. Una funzione preventiva, ma allo stesso tempo un’arma in più per le forze dell’ordine contro rapine e malviventi in genere, essendo gli agenti reperibili 24 ore al giorno e in grado di intervenire entro un quarto d’ora sempre e comunque.

Gli agenti sono attrezzati con casco e giubbotto antiproiettili, spray urticante e mitraglietta ad alta precisione con puntamento laser.

Onde e vento: rischio caduta rami e mareggiate per due giorni

Nuova allerta della protezione civile regionale

Un’allerta meteo, la numero 98, diffusa dall’Agenzia regionale di protezione civile, annuncia vento e accentuazione del moto ondoso nella costa. L’allerta è di livello 1 ed è valevole dalle 9 di domattina (giovedì 26 novembre) alle 12 di venerdì.

L’Agenzia regionale segnala possibili cadute di rami e o di alberi, segnaletica stradale e pubblicitaria per vento che può rendere difficoltosa anche la circolazione stradale per mezzi telonati, roulotte, autocaravan, autocarri o comunque mezzi di maggior volume.

Per quanto riguarda lo stato del mare si potranno verificare mareggiate con conseguenti fenomeni di erosione costiera che potranno interessare gli stabilimenti balneari, i moli e le dighe foranee; potranno risultare difficoltose le attività che si svolgono in mare ed il funzionamento delle infrastrutture portuali.

Si raccomanda attenzione alla guida e di adottare misure di autoprotezione. La struttura comunale di protezione civile terrà monitorati i fenomeni pronta a intervenire secondo necessità.

Calano le imprese, ma anche i disoccupati E in provincia la ripresa sembra vicina

La fotografia della Camera di Commercio aggiornata a fine settembre

Anche quest’anno la Camera di Commercio di Ravenna ha reso disponibile sul sito istituzionale e su Starnet – la rete telematica degli Uffici Statistica e Studi delle Camere di Commercio – la pubblicazione “I numeri della provincia di Ravenna”, una raccolta sintetica dei principali dati ed indicatori per fornire una prima e veloce “fotografia” su alcune delle principali caratteristiche della provincia di Ravenna, con una particolare attenzione al mondo imprenditoriale.

Per quanto riguarda gli scenari economici della provincia di Ravenna, archiviato l’anno 2014 con stime ancora in calo (-0,8), nel 2015 per il valore aggiunto del complesso dei settori produttivi le previsioni indirizzano verso l’inversione di tendenza, con una piccola ma significativa variazione di segno positivo (+0,6), tendenza che dovrebbe migliorare nel corso del 2016 (+1,5%). Per l’anno in corso, segno negativo per il valore aggiunto delle costruzioni, settore ancora in grave sofferenza.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, sono attesi miglioramenti per quanto riguarda il tasso di disoccupazione provinciale: dopo il 9,2 del 2014, nel 2015 dovrebbe abbassarsi a 8,6, per arrivare, secondo le previsioni del sistema camerale (su dati Prometeia) al 7,6 dell’anno prossimo; in Emilia-Romagna il tasso di disoccupazione dovrebbe portarsi a 7,8 per il 2015 e 6,9 per il 2016.

Nel primo semestre del 2015, le esportazioni della provincia di Ravenna continuano a crescere, mettendo a segno un +1,1% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso; una migliore performance si riscontra però sia per quanto riguarda la crescita media dell’export regionale (Emilia-Romagna: +4,4%) che per quanto riguarda il complesso delle esportazioni nazionali (+5%).

Per quanto riguarda il sistema imprenditoriale, al 30 settembre 2015 le imprese attive in provincia di Ravenna sono risultate 35.789; la variazione percentuale, rispetto ai primi nove mesi del 2014, permane però negativa ( -1,48%). Tra gennaio e settembre dell’anno in corso, si sono iscritte 1.662 imprese e cancellate (comprese le cancellazioni di ufficio) 1.896, determinando ancora una volta un saldo negativo pari a -234.
Al netto delle cosiddette “cessazioni d’ufficio”, le imprese cessate risultano essere 1.772 ed il saldo si riduce a -110, con un rallentamento delle cessazioni volontarie, che si accompagna però al permanere di ostacoli all’avvio di nuove attività, fra cui le turbolenze che hanno caratterizzato i mercati internazionali negli ultimi mesi, a causa della decelerazione della domanda dei Paesi emergenti.

Per quanto riguarda il Registro informatico dei protesti, archivio pubblico gestito dalle Camere di Commercio nell’ambito delle competenze di regolazione e trasparenza del mercato, non solo è possibile attraverso l’interrogazione online verificare la solvibilità dei propri partner commerciali e/o fornitori, ma è anche possibile analizzarne l’andamento e scoprire che prosegue la tendenza già in atto per l’anno 2014: infatti nei primi nove mesi del 2015, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, continua a calare il monte complessivo dei protesti levati, sia in provincia di Ravenna che in Emilia-Romagna (rispettivamente -24,4% e -21%), e gli importi (più accentuato in provincia di Ravenna con -51,3%; in Emilia-Romagna -31,8%). In contrazione, come ammontare e come valore monetario, tutti i tipi di effetti (per i primi nove mesi del 2015, non sono ancora disponibili i dati nazionali).

Per ulteriori approfondimenti, si rimanda alla raccolta completa online, reperibile sul sito della Camera di commercio di Ravenna: www.ra.camcom.it.

Calano le imprese, ma anche i disoccupati E in provincia la ripresa sembra vicina

La fotografia della Camera di Commercio aggiornata a fine settembre

Anche quest’anno la Camera di Commercio di Ravenna ha reso disponibile sul sito istituzionale e su Starnet – la rete telematica degli Uffici Statistica e Studi delle Camere di Commercio – la pubblicazione “I numeri della provincia di Ravenna”, una raccolta sintetica dei principali dati ed indicatori per fornire una prima e veloce “fotografia” su alcune delle principali caratteristiche della provincia di Ravenna, con una particolare attenzione al mondo imprenditoriale.

Per quanto riguarda gli scenari economici della provincia di Ravenna, archiviato l’anno 2014 con stime ancora in calo (-0,8), nel 2015 per il valore aggiunto del complesso dei settori produttivi le previsioni indirizzano verso l’inversione di tendenza, con una piccola ma significativa variazione di segno positivo (+0,6), tendenza che dovrebbe migliorare nel corso del 2016 (+1,5%). Per l’anno in corso, segno negativo per il valore aggiunto delle costruzioni, settore ancora in grave sofferenza.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, sono attesi miglioramenti per quanto riguarda il tasso di disoccupazione provinciale: dopo il 9,2 del 2014, nel 2015 dovrebbe abbassarsi a 8,6, per arrivare, secondo le previsioni del sistema camerale (su dati Prometeia) al 7,6 dell’anno prossimo; in Emilia-Romagna il tasso di disoccupazione dovrebbe portarsi a 7,8 per il 2015 e 6,9 per il 2016.

Nel primo semestre del 2015, le esportazioni della provincia di Ravenna continuano a crescere, mettendo a segno un +1,1% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso; una migliore performance si riscontra però sia per quanto riguarda la crescita media dell’export regionale (Emilia-Romagna: +4,4%) che per quanto riguarda il complesso delle esportazioni nazionali (+5%).

Per quanto riguarda il sistema imprenditoriale, al 30 settembre 2015 le imprese attive in provincia di Ravenna sono risultate 35.789; la variazione percentuale, rispetto ai primi nove mesi del 2014, permane però negativa ( -1,48%). Tra gennaio e settembre dell’anno in corso, si sono iscritte 1.662 imprese e cancellate (comprese le cancellazioni di ufficio) 1.896, determinando ancora una volta un saldo negativo pari a -234.
Al netto delle cosiddette “cessazioni d’ufficio”, le imprese cessate risultano essere 1.772 ed il saldo si riduce a -110, con un rallentamento delle cessazioni volontarie, che si accompagna però al permanere di ostacoli all’avvio di nuove attività, fra cui le turbolenze che hanno caratterizzato i mercati internazionali negli ultimi mesi, a causa della decelerazione della domanda dei Paesi emergenti.

Per quanto riguarda il Registro informatico dei protesti, archivio pubblico gestito dalle Camere di Commercio nell’ambito delle competenze di regolazione e trasparenza del mercato, non solo è possibile attraverso l’interrogazione online verificare la solvibilità dei propri partner commerciali e/o fornitori, ma è anche possibile analizzarne l’andamento e scoprire che prosegue la tendenza già in atto per l’anno 2014: infatti nei primi nove mesi del 2015, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, continua a calare il monte complessivo dei protesti levati, sia in provincia di Ravenna che in Emilia-Romagna (rispettivamente -24,4% e -21%), e gli importi (più accentuato in provincia di Ravenna con -51,3%; in Emilia-Romagna -31,8%). In contrazione, come ammontare e come valore monetario, tutti i tipi di effetti (per i primi nove mesi del 2015, non sono ancora disponibili i dati nazionali).

Per ulteriori approfondimenti, si rimanda alla raccolta completa online, reperibile sul sito della Camera di commercio di Ravenna: www.ra.camcom.it.

Le deleghe dell’assessore Liverani restano (per ora) al sindaco

Matteucci riflette su Mobilità, Lavori pubblici e Protezione civile

Il sindaco Fabrizio Matteucci terrà al momento per sé (in attesa di decidere ufficialmente nei prossimi giorni) le deleghe dell’assessore Enrico Liverani, morto come noto nella serata di venerdì 20 novembre a causa di un malore mentre stava tornando a casa in auto sulla Reale. Si tratta delle deleghe a Protezione civile, Subsidenza, Mobilità e Lavori pubblici. Il sindaco lo ha annunciato subito dopo i funerali che si sono svolti nel pomeriggio di martedì, 24 novembre, in piazza del Popolo (vedi articoli correlati).

Liverani, 39 anni, era entrato in giunta neppure un anno fa, subentrata ad Andrea Corsini, scelto dal Presidente Stefano Bonaccini per la sua squadra in Regione. La prossima primavera ci saranno le elezioni e questi pochi mesi di legislatura potrebbero indurre il sindaco a evitare di nominare un nuovo assessore, ma tutto è ancora possibile. Lo stesso Liverani era stato indicato da poco come candidato a sindaco del Pd in vista delle Amministrative.

E il pub colpito dall’ordinanza si sposta di fronte alla Rocca Brancaleone

Nuova location in via Porto Coriandro per il Woodstock, ma resterà
aperto anche il locale di via Maroncelli: si chiamerà di nuovo Bierhaus

Il Woodstock si trasferisce. Il pub finito nel mirino del sindaco Matteucci con un’ordinanza che gli impone di chiudere alle 23 tutte le sere – nata dalle proteste dei residenti per i rumori notturni ed emanata anche «per tutelare la sicurezza» in seguito a risse e aggressioni – riaprirà in via Porto Coriandro, zona circonvallazione alla Rotonda dei Goti, praticamente di fronte alla Rocca Brancaleone di Ravenna, nello stabile che in passato aveva ospitato diversi ristoranti e inizialmente proprio un pub, lo Zeppelin.

Ma in via Maroncelli, vicino alla stazione, dove si trova attualmente il Woodstock, le serrande non verranno abbassate, il pub continuerà la propria attività ma tornerà a chiamarsi Bierhaus. Dettagli più approfonditi, al momento, non sono stati rivelati dai gestori.

E il pub colpito dall’ordinanza si sposta di fronte alla Rocca Brancaleone

Nuova location in via Porto Coriandro per il Woodstock, ma resterà aperto anche il locale di via Maroncelli: si chiamerà di nuovo Bierhaus

Il Woodstock si trasferisce. Il pub finito nel mirino del sindaco Matteucci con un’ordinanza che gli impone di chiudere alle 23 tutte le sere – nata dalle proteste dei residenti per i rumori notturni ed emanata anche «per tutelare la sicurezza» in seguito a risse e aggressioni – riaprirà in via Porto Coriandro, zona circonvallazione alla Rotonda dei Goti, praticamente di fronte alla Rocca Brancaleone di Ravenna, nello stabile che in passato aveva ospitato diversi ristoranti e inizialmente proprio un pub, lo Zeppelin.

Ma in via Maroncelli, vicino alla stazione, dove si trova attualmente il Woodstock, le serrande non verranno abbassate, il pub continuerà la propria attività ma tornerà a chiamarsi Bierhaus. Dettagli più approfonditi, al momento, non sono stati rivelati dai gestori.

A Milano Marittima la rotonda di ghiaccio più grande d’Europa: partiti i lavori per la pista

Sono iniziati i lavori per “Milano Marittima on Ice”, la rotonda di ghiaccio «più grande d’Europa», assicurano i promotori. La pista, dalla lunghezza di 900 mq, ruoterà intorno alla Rotonda Primo Maggio, il cuore pulsante di Milano Marittima, in versione ghiacciata.

Già dalla giornata di lunerdì, la viabilità è stata sospesa per permettere la sosta ai mezzi autorizzati, il trasporto e la disposizione dei materiali da parte degli operai specializzati.

L’inaugurazione della pista è prevista per domenica 6 dicembre.

Dalla rotonda, si snoderà a raggiera in viale Gramsci, viale Forlì, viale Matteotti e viale Ravenna il Villaggio di Natale, con tante casette a proporre lo Street Food Gourmet, il Mercatino di Natale con articoli da regalo e oggettistica d’autore, la casa in legno di Babbo Natale e, lungo tutto viale Gramsci, il Giardino degli Alberi di Natale artistici realizzato con abeti veri illuminati e addobbati da dodici artisti coordinati da Massimo Sansavini e Giuseppe Bertolino. E ancora, attorniato dalla pista di ghiaccio, sarà allestito il presepe artistico realizzato dagli studenti dell’ Accademia di Brera in occasione del centenario della fondazione di Milano Marittima.

A Milano Marittima la rotonda di ghiaccio più grande d’Europa: partiti i lavori per la pista

Sono iniziati i lavori per “Milano Marittima on Ice”, la rotonda di ghiaccio «più grande d’Europa», assicurano i promotori. La pista, dalla lunghezza di 900 mq, ruoterà intorno alla Rotonda Primo Maggio, il cuore pulsante di Milano Marittima, in versione ghiacciata.

Già dalla giornata di lunerdì, la viabilità è stata sospesa per permettere la sosta ai mezzi autorizzati, il trasporto e la disposizione dei materiali da parte degli operai specializzati.

L’inaugurazione della pista è prevista per domenica 6 dicembre.

Dalla rotonda, si snoderà a raggiera in viale Gramsci, viale Forlì, viale Matteotti e viale Ravenna il Villaggio di Natale, con tante casette a proporre lo Street Food Gourmet, il Mercatino di Natale con articoli da regalo e oggettistica d’autore, la casa in legno di Babbo Natale e, lungo tutto viale Gramsci, il Giardino degli Alberi di Natale artistici realizzato con abeti veri illuminati e addobbati da dodici artisti coordinati da Massimo Sansavini e Giuseppe Bertolino. E ancora, attorniato dalla pista di ghiaccio, sarà allestito il presepe artistico realizzato dagli studenti dell’ Accademia di Brera in occasione del centenario della fondazione di Milano Marittima.

L’ultimo saluto a Liverani in piazza tra lacrime e il coro di Bella Ciao

Presenti due ministri e molti amministratori Pd. Pensando al futuro,
il sindaco elogia De Pascale e giura: «Resteremo uniti». LE FOTO

Lacrime, applausi, musica e una profonda commozione mista a una sensazione ancora di incredulità, di incapacità a rendersi del tutto conto che davvero si fosse lì, tutti, a piangere quel lutto.

Solo un mese fa, la piazza accanto era stata il teatro del suo primo discorso pubblico da candidato sindaco. E quelle bandiere del Pd che oggi numerose sventolavano in piazza del Popolo nel desiderio dei presenti sarebbero dovute sventolare per accompagnare la sua corsa a sindaco e la sperata vittoria. E invece, secondo un copione davvero tragico, oggi circondavano il feretro di Enrico Liverani, assessore da pochi mesi, candidato sindaco per le elezioni del 2016, morto a soli 39 anni per un improvviso malore mentre era al volante della sua auto.

In piazza, per l’ultimo saluto, sindaci delle città vicine compreso Virginio Merola, due ministri, Maria Elena Boschi e Giuliano Poletti, figure di spicco del partito nazionale come Debora Serracchiani e Lorenzo Guerini, Pierluigi Bersani, il presidente della Regione Stefano Bonaccini, e poi i ravennati, Vasco Errani, Sefi Idem, Alberto Pagani insieme a tutto il partito locale, consiglieri regionali, consiglieri comunali, segretari, semplici militanti. A rendergli onore ovviamente anche la Cgil, per cui Liverani aveva lavorato dieci anni prima di passare alla politica, ma anche i dirigenti della Confindustria cittadina e naturalmente gli esponenti di maggioranza e opposizione di Palazzo Merlato, con gli assessori.  Sono stati loro, al termine della cerimonia civile, i primi ad avvicinarsi al feretro dove è stata intonata, dai suoi compagni di partito, un improvvisata Bella Ciao.

Prima, l’unico a prendere la parola è il sindaco Fabrizio Matteucci, dopo aver deposto sulla bara ricoperto da un drappo giallo e rosso, lo zainetto che Liverani portava con sé con gli immancabili libri e gli appunti per il lavoro. Un gesto irrituale, un “colpo basso”, sul sottofondo di “Essere Umani” di Mengoni (a cui è seguita Dolce Enrico di Venditti e La storia siamo noi di De Gregori, mentre prima erano risunate le note di Méditation de Thais), che ha commosso tutti i presenti. Così come commovente sono stati gli annunci da parte del Primo cittadino, che ha promesso di dedicare a Liverani una biblioteca, a lui che amava leggere ed era solito consigliare letture, e un angolo della piazza Kennedy su cui il giovane assessore stava lavorando.

Un’orazione per un collaboratore, un amico, un compagno di partito e un uomo politico è stata quella di Matteucci. E qualche segnale è arrivato anche sul capitolo che nessuno ancora si sente di affrontare, ma che pure a breve dovrà aprirsi, e cioè il dopo-Liverani, la persona che dovrà prendere il suo posto nella corsa per le amministrative dal sindaco. Il sindaco ha infatti formulato addirittura un giuramento: andremo avanti uniti.

Del resto, pur se con qualche distinguo, la candidatura di Liverani era stata proprio questo: unitaria. E a volere l’ex sindacalista in quel ruolo così complesso era stato più di tutti, ha detto il sindaco proprio oggi, il segretario provinciale Michele De Pascale che ha incassato gli elogi di Matteucci.

Vero è che in questi giorni, per chi si fosse avvicinato al Municipio nei momenti di commemorazione o alla camera ardente, oltre e prima di un segretario di partito avrebbe visto in Michele De Pascale un uomo distrutto dal dolore per la perdita di un amico, di una persona cara. Un sentimento condiviso dal gruppo di trenta-quarantenni che aveva affidato a Liverani il compito non solo di vincere le elezioni ma anche di dimostrare che una nuova leva politica stava crescendo e aveva i numeri per governare anche una città complessa come Ravenna, senza peraltro rinunciare a mettere in cima alla lista temi non proprio facilissimi di questi tempi, quali l’attenzione ai migranti e i diritti delle coppie gay.

Ed è proprio questa sfera politica tutta in potenza, che ancora si fermava alla promessa e all’impegno, ad aggiungere una tragicità a quanto accaduto. Perché se la morte di un uomo di 39 anni è sempre un dramma, la morte di un uomo di 39 anni perbene, scelto dal partito più importante di un territorio, che si proponeva di governare e magari cambiare una città assume una dimensione di un lutto che diventa collettivo, che va a toccare anche chi non lo conosceva ma era pronto a riporre in lui le speranze e chi comunque sta partecipando, anche se dall’altra parte, a quella corsa verso il futuro. Uno sgomento e un dolore che la città in questi giorni ha dimostrato con i toni pacati e i comportamenti di rispetto istituzionale di tutti i consiglieri comunali (non a caso ringraziati a uno a uno dal Primo cittadino) e anche dalla stampa. Se qualcuno dovesse parlare di retorica dei buoni sentimenti, si potrà sempre opporre che, almeno in questo caso, i sentimenti erano perlomeno autentici.

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