martedì
12 Maggio 2026

Ricercato in Europa per traffici di droga da milioni di euro: arrestato sul Suv

Le manette all’alba in viale Randi. Poche ore dopo bloccato uno spacciatore già fermato altre due volte negli ultimi tre anni

Un trafficante internazionale e uno spacciatore al dettaglio: in due distinte operazioni delle forze dell’ordine sono stati arrestati a Ravenna due protagonisti del mercato della droga non solo locale.

Il profilo di maggior spessore è quello di un 59enne pugliese residente a Ravenna da diverso tempo e di fatto molto attivo in tutta Europa, come dimostrano i capi di accusa a suo carico. L’uomo era ricercato in Germania, per traffico internazionale di stupefacenti con affari di diversi milioni di euro. Alle prime luci dell’alba del 18 novembre un Suv in viale Randi è incappato in un controllo stradale: alla guida il pugliese che non ha tradito alcuna emozione e con molta collaborazione ha consegnato i documenti di guida. Nemmeno lui sapeva che da pochi giorni le autorità tedesche avevano diffuso un provvedimento di ricerca e estradizione, così come previsto dagli accordi di Schengen. All’uomo vengono addebitati diversi viaggi fatti con trasporti su gomma, quindi verosimilmente camion o tir, dall’Italia verso la Germania e da quest’ultima in diverse altre nazioni europee. Il numero dei trasporti è ancora da verificare con certezza, ma la sentenza di condanna è arrivata su un traffico che ha già riguardato non meno di dieci traversate. Anche se non è mai stato arrestato in flagranza di reato all’epoca dei fatti, l’arrestato è stato comunque riconosciuto colpevole, con la conseguente condanna ed emissione del provvedimento di ricerca esteso in ambito europeo.

Poche ore dopo le manette sono scattate anche per un 47enne ravennate, con precedenti specifici e già arrestato due volte negli ultimi tre anni per questioni di droga: nella mattinata di ieri è stato controllato dalle forze dell’ordine a bordo della sua autovettura con una cospicua somma in denaro contante in merito alla quale forniva vaghe spiegazioni. Conoscendo i trascorsi dell’uomo, è scattata la perquisizione della sua abitazione, rinvenendo 30 grammi di cocaina, la solita bilancia elettronica ed il consueto materiale per la confezione delle dosi. Su disposizione della procura della Repubblica, l’arrestato è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza che si terrà il 26 novebre.

Conferenze di architettura Lo studioso Mulazzani ospite all’ultimo incontro

Il 19 novembre a Ravenna l’evento conclusivo di un ciclo di confronti promosso dalla rivista Casa Premium che ha toccato tutta la Romagna

Dopo sette tappe in varie sedi della Romagna (da Ravenna a Lugo, da Forlì a Cervia e Cesena) con ampia partecipazione e successo di pubblico, si conclude il ciclo annuale di incontri-confronti “SeDici Architettura”. L’appuntamento è per il 19 novembre all’Albergo Cappello di Ravenna (dalle ore 20). Protagonisti dell’incontro gli architetti Andrea Sperandio e Valentina Pozzi di Santarcangelo-Rimini e lo studioso di architettura e docente universitario Marco Mulazzani, redattore della prestigiosa rivista «Casabella».

Per l’occasione, presenteranno la loro esperienza professionale e i loro progetti e, d’altra parte, ricerche e sguardi inediti sulle vicende dell’architettura contemporanea in Italia. La conferenza è promossa dalla rivista dell’abitare Casa Premium, in collaborazione con Nuovostudio di Ravenna e Archibiotico di Forlì (che curano la parte scientifica degli incontri) e con il patrocinio – anche ai fini dei crediti formativi professionali – degli Ordini degli Architetti di Ravenna e di Forlì-Cesena.

Marco Mulazzani è professore associato di Storia dell’architettura presso l’Università di Ferrara. Dal 1998 è redattore della rivista «Casabella» e curatore, sino al 2009, dell’Almanacco di Casabella, un fascicolo annuale dedicato ai giovani architetti italiani. Oltre all’attività didattica e di ricerca universitaria ha scritto numerosi saggi e articoli sulla storia dell’architettura. Nella sua conferenza traccerà una biografia artistica e il profilo critico di uno dei maggiori architetti italiani del Novecento, Giuseppe Vaccaro (Bologna, 1896 – Roma 1970), indagando le varie fasi del suo percorso artistico e progettuale.

Andrea Sperandio e Valentina Pozzi, entrambi laureati in architettura all’Università di Bologna, dopo varie esperienze in studi professionali in Italia e all’estero, si occupano della progettazione in varia scala e in particolare di spazi pubblici urbani. Insieme partecipano a concorsi di architettura nazionali ed internazionali, individualmente o in forma associata. Tra i più importanti, nel 2014, ricevono il terzo premio del Roma Design Lab per il “Urban factory: fare piazza, concorso di idee per una nuova immagine degli spazi urbani open air”, nel 2013 partecipano con lo studio Gardini Gibertini Architetti di Rimini, a due importanti concorsi, quello per la progettazione di un nuovo edificio per la Società Gas Rimini e quello per la progettazione e la realizzazione del Padiglione Italia per Expo Milano 2015.

Conferenze di architettura Lo studioso Mulazzani ospite all’ultimo incontro

Il 19 novembre a Ravenna l’evento conclusivo di un ciclo di confronti promosso dalla rivista Casa Premium che ha toccato tutta la Romagna

Dopo sette tappe in varie sedi della Romagna (da Ravenna a Lugo, da Forlì a Cervia e Cesena) con ampia partecipazione e successo di pubblico, si conclude il ciclo annuale di incontri-confronti “SeDici Architettura”. L’appuntamento è per il 19 novembre all’Albergo Cappello di Ravenna (dalle ore 20). Protagonisti dell’incontro gli architetti Andrea Sperandio e Valentina Pozzi di Santarcangelo-Rimini e lo studioso di architettura e docente universitario Marco Mulazzani, redattore della prestigiosa rivista «Casabella».

Per l’occasione, presenteranno la loro esperienza professionale e i loro progetti e, d’altra parte, ricerche e sguardi inediti sulle vicende dell’architettura contemporanea in Italia. La conferenza è promossa dalla rivista dell’abitare Casa Premium, in collaborazione con Nuovostudio di Ravenna e Archibiotico di Forlì (che curano la parte scientifica degli incontri) e con il patrocinio – anche ai fini dei crediti formativi professionali – degli Ordini degli Architetti di Ravenna e di Forlì-Cesena.

Marco Mulazzani è professore associato di Storia dell’architettura presso l’Università di Ferrara. Dal 1998 è redattore della rivista «Casabella» e curatore, sino al 2009, dell’Almanacco di Casabella, un fascicolo annuale dedicato ai giovani architetti italiani. Oltre all’attività didattica e di ricerca universitaria ha scritto numerosi saggi e articoli sulla storia dell’architettura. Nella sua conferenza traccerà una biografia artistica e il profilo critico di uno dei maggiori architetti italiani del Novecento, Giuseppe Vaccaro (Bologna, 1896 – Roma 1970), indagando le varie fasi del suo percorso artistico e progettuale.

Andrea Sperandio e Valentina Pozzi, entrambi laureati in architettura all’Università di Bologna, dopo varie esperienze in studi professionali in Italia e all’estero, si occupano della progettazione in varia scala e in particolare di spazi pubblici urbani. Insieme partecipano a concorsi di architettura nazionali ed internazionali, individualmente o in forma associata. Tra i più importanti, nel 2014, ricevono il terzo premio del Roma Design Lab per il “Urban factory: fare piazza, concorso di idee per una nuova immagine degli spazi urbani open air”, nel 2013 partecipano con lo studio Gardini Gibertini Architetti di Rimini, a due importanti concorsi, quello per la progettazione di un nuovo edificio per la Società Gas Rimini e quello per la progettazione e la realizzazione del Padiglione Italia per Expo Milano 2015.

Marinara, la cura Malaisi fa bene In due anni dimezzati i costi di gestione

Il manager di Cattolica: «Nessun miracolo, c’erano sprechi»
Il 40 percento dei 1.100 posti barca non è ancora occupato

Il tasso di occupazione dei quasi 1.100 posti barca non va ancora oltre il 60 percento ma nel frattempo i costi di gestione annuali sono scesi da 1,2 milioni a 500mila euro. «E senza fare alcun miracolo», minimizza Gianfranco Malaisi che dal 2013 allo scorso giugno è stato presidente della società Seaser che controlla Marinara e ora è consulente esterno. Il segreto è stato il cambio della società cui è affidata la gestione: «Ora la gestione è di Copura, per noi è un costo fisso annuale e il personale per uffici e attività portuali è loro».

Il bilancio dell’estate 2015 è in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente, continuamente alle prese con la crisi del settore: «Per ripartire deve cambiare la tassazione sui porti. Su questo c’è un’azione della Regione che si è fatta capo di una serie di iniziative per sensibilizzare la pubblica amministrazione. La mazzata è arrivata con il Governo Monti e anche se poi alcune cose sono state corrette ormai era passato il messaggio». Il riferimento è alle tasse di stazionamento e al peso delle imbarcazioni nel redditometro. Ma anche alla mai risolta questione Imu-Ici: il posto barca va accatastato e la tassa pagata? «Il posto non va accatastato e non deve essere accatastato. A Marinara li abbiamo accastati per evitare problemi ma stiamo facendo ricorso. Ogni anno tra parte a mare e parte a terra la totalità dei proprietari versa quasi 400mila euro».

Poi anche con Malaisi torna il tema dei controlli delle forze dell’ordine: «La barca diventa una scusa per venire a vedere tutti i tuoi affari e anche la persona più regolare del mondo ha qualche piccola pecca. Nel dubbio rinuncia alla barca come rinuncia alla macchina grossa».

La vera difficoltà del porto turistico a Marina di Ravenna è rendersi attraente. Il residenziale non se la passa male con il 90 percento di venduto ma è il commerciale che arranca e che sarebbe invece fondamentale per la movida: «Le percentuali di assegnazione sono molto minori. A Marinara accade quello che si vede in altre località dove il porto non è nato nel paesello. Non viene coinvolto, non è partecipato. Continua a mancare la spinta del Comune».

L’obiettivo di Marinara deve essere però ambizioso: «Dobbiamo essere una cittadella sportiva, dobbiamo diventare una punto di riferimento per lo sport tutto l’anno, deve essere un centro di manifestazioni sportive continue. E attorno allo sport poi si crea anche un movimento più modaiolo di passeggio e di contorno».

Marinara, la cura Malaisi fa bene In due anni dimezzati i costi di gestione

Il manager di Cattolica: «Nessun miracolo, c’erano sprechi» Il 40 percento dei 1.100 posti barca non è ancora occupato

Il tasso di occupazione dei quasi 1.100 posti barca non va ancora oltre il 60 percento ma nel frattempo i costi di gestione annuali sono scesi da 1,2 milioni a 500mila euro. «E senza fare alcun miracolo», minimizza Gianfranco Malaisi che dal 2013 allo scorso giugno è stato presidente della società Seaser che controlla Marinara e ora è consulente esterno. Il segreto è stato il cambio della società cui è affidata la gestione: «Ora la gestione è di Copura, per noi è un costo fisso annuale e il personale per uffici e attività portuali è loro».

Il bilancio dell’estate 2015 è in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente, continuamente alle prese con la crisi del settore: «Per ripartire deve cambiare la tassazione sui porti. Su questo c’è un’azione della Regione che si è fatta capo di una serie di iniziative per sensibilizzare la pubblica amministrazione. La mazzata è arrivata con il Governo Monti e anche se poi alcune cose sono state corrette ormai era passato il messaggio». Il riferimento è alle tasse di stazionamento e al peso delle imbarcazioni nel redditometro. Ma anche alla mai risolta questione Imu-Ici: il posto barca va accatastato e la tassa pagata? «Il posto non va accatastato e non deve essere accatastato. A Marinara li abbiamo accastati per evitare problemi ma stiamo facendo ricorso. Ogni anno tra parte a mare e parte a terra la totalità dei proprietari versa quasi 400mila euro».

Poi anche con Malaisi torna il tema dei controlli delle forze dell’ordine: «La barca diventa una scusa per venire a vedere tutti i tuoi affari e anche la persona più regolare del mondo ha qualche piccola pecca. Nel dubbio rinuncia alla barca come rinuncia alla macchina grossa».

La vera difficoltà del porto turistico a Marina di Ravenna è rendersi attraente. Il residenziale non se la passa male con il 90 percento di venduto ma è il commerciale che arranca e che sarebbe invece fondamentale per la movida: «Le percentuali di assegnazione sono molto minori. A Marinara accade quello che si vede in altre località dove il porto non è nato nel paesello. Non viene coinvolto, non è partecipato. Continua a mancare la spinta del Comune».

L’obiettivo di Marinara deve essere però ambizioso: «Dobbiamo essere una cittadella sportiva, dobbiamo diventare una punto di riferimento per lo sport tutto l’anno, deve essere un centro di manifestazioni sportive continue. E attorno allo sport poi si crea anche un movimento più modaiolo di passeggio e di contorno».

Nautica, la crisi vista dal costruttore «Paura dei controlli, nessuno compra»

I cantieri Carnevali sono scesi da 25 milioni di fatturato a 2 in sei anni
«Ma siamo sopravvissuti anticipando chi sottovalutava la situazione»

«Chi ha la barca è visto come un evasore, considerato peggio di un terrorista come Bin Laden. La gente si è stancata di passare un’ora con la guardia di finanza a bordo ogni domenica in cui esce in mare e ha smesso di comprare barche». Ecco l’analisi della crisi del settore nautico in Italia sintetizzata da Angelo Carnevali, presidente dell’omonimo cantiere a Marina di Ravenna. Il percorso della società negli ultimi anni è un esempio calzante delle difficoltà di tutto il settore: nel 2008 il fatturato di Carnevali era di 20-25 milioni di euro, oggi è sceso a un paio di milioni. «Ma siamo sopravvissuti senza concordati, a differenza di altri. Siamo rimasti in pochi».

La sopravvivenza in questo caso è il risultato di una scelta fatta in controtendenza: «Nel 2009 ho cominciato ad avere poca fiducia sul futuro. Gli altri attorno dicevano che era una crisi passeggera ma io non la vedevo più chiara. Crescevano i fatturati e diminuivano i margini, questo è stato un campanello d’allarme». È servita una mossa drastica: mettere in cassintegrazione quasi 120 dipendenti nei cantieri di Ravenna e Fano. Che sono stati presto assunti da altri cantieri per le loro competenze e perché altrove c’era chi pensava di essere ancora in gara. Oggi il cantiere ha quasi abbandonato il settore produzione per dedicarsi invece a rimessaggio e manutenzione «ma non sono anni felici».

A Ravenna aveva sede anche il Consorzio export nautico (Cen) per la promozione del settore italiano all’estero. Verrà chiuso: «Non abbiamo più soci iscritti, non ci sono più margini», sintetizza Carnevali che è presidente anche del Cen. Oggi il panorama dei costruttori in provincia conta Carnevali a Marina e De Cesari a Cervia, Dellapasqua ha ottenuto il concordato e prosegue l’attività per le vendite necessarie a saldare gli accordi.

Ma possibile che una crisi così spietata sia solo l’effetto psicologico di chi teme i controlli? «Non dimentichiamoci che è arrivata una crisi generale diffusa a tutti i livelli. Per troppi anni le banche hanno dato la possibilità a tante persone di realizzare sogni che invece dovevano restare sogni perché non avevano i redditi per coprirli. C’è stato un periodo in cui il 60 percento di chi si comprava una barca non poteva permetterselo. Poi ci sono quelli, e sono tanti, che temono i controlli. Perché anche il più onesto imprenditore ha almeno una irregolarità in azienda e allora poi significano multe e la barca è davvero vista come un indicatore».

Ora la terra promessa è dall’altra parte dell’Adriatico, la penisola Balcanica, soprattutto la Croazia: «Tenere una barca a Rovigno costa il triplo che a Marinara ma là gli investimenti li fanno, i paesaggi sono più belli e i controlli non sono così accaniti. Molti hanno spostato là la barca oppure l’hanno venduta qua e vanno a noleggiarla là». Ma quanto costa farsi la barchetta? «Facciamo l’esempio di una 11 metri tenuta bene con tutti gli accessori capace di ospitare fino a quattro persone: 40mila euro se è degli anni Novanta, 300mila se è di un anno».

Il Mosaico festival diventa d’essai

Proiezioni dal mondo fino al 21 novembre

Fino al 21 novembre, Al Palazzo del Cinema e dei Congressi in Largo Firenze 1, a Ravenna torna il Meff che si trasforma da festival “europeo” a festival del cinema “d’essai”. E dunque il vecchio Mosaico d’Europa Film Festival diventa il nuovo Mosaico d’Essai Film Festival. Si amplierà così la possibilità di scelta dei film ed i cinefili potranno vedere opere premiate in tutto il mondo, non ancora distribuite in Italia, la cui provenienza non sarà limitata alla sola Europa. Giunto alla sua nona edizione, il Festival propone film dallo stile e dal linguaggio differente, in grado di offrire agli appassionati di cinema un “assaggio” della molteplice varietà artistica offerta dalla cinematografia contemporanea.

Nel corso delle cinque giornate saranno proietatti film come Miss Julie (17 novembre), nella sezione Concorso Internazionale per Lungometraggi, poi, ci saranno il pluripremiato film argentino Jauja, di Lisandro Alonso, un western esistenziale in cui l’ufficiale danese Gunnar (Viggo Mortensen, che qui non solo recita ma produce e cura le musiche) giunge con la figlia in Patagonia per lavorare con l’esercito argentino (21 novembre, alle 20.30). Dalla Spagna arriva La Isla Minima, di Alberto Rodriguez, film che ha fatto incetta di premi Goya 2015, un giallo politico ambientato in Andalusia, nelle paludi del Guadalquivir, dove un serial killer è a piede libero. Due detective devono risolvere le loro divergenze e portare l’assassino alla giustizia. La isla minima ha conquistato in vari festival nel mondo ben 41 premi e 31 nomination (18 novembre alle 22.30 e il 20 novembre alle 20.30). Yozgat Blues, coproduzione tra Turchia e Germania per la regia di Mahmut Fazil Coskun, racconta di Sabri, un barbiere che vive a Yozgat, piccola città in mezzo all’Anatolia. L’uomo ha un crollo emotivo quando si imbatte in Yavuz e Nese che sono venuti in città per cantare in una piccola sala da musica-bar. Vincitore di 4 premi internazionali (19 novembre alle 22,30). Con Tempete di Samuel Collardey c’è materia per riflettere sui ritmi perduti della vita con la vittoria del Capitalismo frenetico, competitivo e stressante. Dagli Stati Uniti arriva il film documentario di Ethan Hawke – star internazionale, poliedrico attore, sceneggiatore, regista e scrittore di interessanti romanzi. In Seymour: An Introduction, il divo incontra Seymour Bernstein: un pianista (20 novembre alle 22.30) e un insegnante appassionato, ricco d’ispirazione che condivide la sua sorprendente esperienza di vita. Ethan Hawke ci guida a passare il tempo con un uomo che ha trovato l’equilibrio e l’armonia attraverso il suo amore per la musica. Corn Island del georgiano George Ovashvili – vincitore al Meff 2010 con The Other Bank – ci mostra le violenze fratricide dell’uomo e la sua lotta tenace per dominare una Natura inesorabile. Il
regista ci porta sul fiume Inguri, tra la Georgia e la Repubblica di Abkhazia (19 novembre alle 22.30). In primavera lo scioglimento del ghiaccio dà vita a piccole isole itineranti, un vecchio contadino e la sua nipote
adolescente si installano in questa terra di nessuno. Quando sull’isola compare un ribelle ferito, il
già fragile equilibrio di questa insolita coppia si spezza. Vincitore di 21 premi e 11 nominations
internazionali. Conducta, ultimo lavoro del regista cubano Ernesto Daranas, è un dramma
sociale che porta sul grande schermo l’esperienza dell’insegnamento vissuta come una vocazione
dalla professoressa Carmela e le vicende del giovane Chala costretto ad affrontare esperienze di
violenza e povertà. Il film ha vinto il Premio Goya 2015 come Miglior Film Latinoamericano ed ha
rappresentato Cuba alla corsa per gli Oscar al Miglior Film Straniero 2015 (18 novembre, alle 20.30). Dalla Germania infine Victoria, film di Sebastian Schipper: una ventenne spagnola che vive a Berlino, Victoria,
incontra fuori da un locale notturno Sonne e i suoi amici. Sono berlinesi “veri”, e possono mostrarle
la città agli stranieri. Victoria li segue divertita fino a quando qualcuno si fa vivo per esigere dal
gruppo un credito… Pluripremiato all’ultima edizione del Festival di Berlino (21 novembre alle 17.30).

La giuria Meff – composta dalla produttrice e film-maker Martina Cloro, dall’organizzatore di festival e scrittore ravennate Franco Calandrini, dall’attore e sceneggiatore per radio e teatro Gianfranco Tondini – consegnerà il Premio Mosaico al Miglior Film Lungometraggio.

Con La Chambre Bleue (foto), del divo francese Mathieu Amalric, arriviamo all’evento speciale
“Simenon al cinema”, evento di chiusura del festival. Il film -interpretato dallo stesso Amalricha
avuto importanti riconoscimenti al Festival di Cannes e ai César ma non ha trovato ancora una
distribuzione in Italia. Tratto da un romanzo di Simenon del 1964 (edito da Adelphi con il titolo La
camera azzurra), narra di Julien ed Esther che s’incontrano in una camera d’hotel tappezzata di
azzurro, per amarsi appassionatamente … Per chi ama Simenon, e il buon cinema, un
appuntamento da non perdere (sabato 21 novembre alle 22.30).

 

Biglietti interi a 4 euro, ridotto a 3 euro, abbondamenti a 20 euro. Tutti i film sono vietati ai minori di 18 anni.

Meff fa parte degli eventi Ravenna Capitale Italiana della Cultura 2015 ed è organizzato
dall’Ufficio Attività Cinematografiche del Comune di Ravenna, in collaborazione con la l’ass.
culturale Ravenna Cinema e la FICE, col sostegno del Ministero e la presidenza onoraria di Pupi Avati.

Altri nuovi venti posti auto in centro a Ravenna

Sono fruibili in piazzale Torre Umbratica, a pochi passi da San Vitale

In centro a Ravenna dopo i 45 nuovi parcheggi (20 in più rispetto al passato) realizzati in via Porta Gaza (vedi articoli correlati), sono ora fruibili, come già annunciato, altri 20 posti auto in piazzale Torre Umbratica oltre ai 136 esistenti.

Il parcheggio di piazzale Torre Umbratica è situato all’inizio di via di Roma (Porta Serrata) e rappresenta una valida soluzione soprattutto per chi deve raggiungere a piedi in pochi minuti la zona cittadina di via Cavour, via di Roma, e l’area di S.Vitale. La tariffa oraria è di 35 centesimi; la sosta massima consentita è di 12 ore. Anche in questo parcheggio, gestito da Azimut è possibile con monete, con i può utilizzare e caricare la tessera prepagata Parkomat (15, 30, 50 euro di credito), carta di credito, smartphone con l’app MyCicero.it.

Il sito www.cesostapervoi.it presenta tutte le soluzioni per parcheggiare in città.

«Una consultazione popolare sulle casse di colmata tra le dighe»

L’opposizione compatta chiede di interpellare i cittadini

Tutti i consiglieri comunali di opposizione (Ancisi, Ancarani, Baldini, Bucci, Foschini, Gatti, Grandi, Guerra, Santarella, Stampa e Vandini) hanno sottoscritto una richiesta di convocazione del consiglio comunale perché il Comune indica una “Consultazione della popolazione sulla realizzazione di casse di colmata all’interno delle dighe foranee del porto di Ravenna”. Si tratta come ormai noto della proposta dell’Autorità portuale (vedi articoli correlati) contenuta nella cosiddetta rimodulazione del Progettone. Un’opera, scrivono dall’opposizione, che «pone rilevanti problemi d’impatto ambientale, di sicurezza e di fattibilità».

Già individuato anche il quesito per la consultazione: “Siete favorevoli alla realizzazione di casse di colmata all’interno delle dighe foranee del porto di Ravenna destinate a collocarvi sedimenti estratti dal dragaggio del porto?”.

Secondo l’opposizione la consultazione si potrebbe fare in tempi rapidi e a costo zero: «il titolo ad esprimere il proprio giudizio sarebbe riconosciuto agli elettori del Comune di Ravenna, che potrebbero esercitarlo scrivendo il numero della propria tessera elettorale in un messaggio mail o in un SMS, oppure presentandosi, nel giorno e negli orari fissati, direttamente nei punti di raccolta stabiliti, quali le sedi dei consigli territoriali o del Comune; una volta votato in un modo, il programma informatico predisposto impedirebbe che, con lo stesso numero di tessera elettorale, si possa farlo una seconda volta».

«Una consultazione popolare sulle casse di colmata tra le dighe»

L’opposizione compatta chiede di interpellare i cittadini

Tutti i consiglieri comunali di opposizione (Ancisi, Ancarani, Baldini, Bucci, Foschini, Gatti, Grandi, Guerra, Santarella, Stampa e Vandini) hanno sottoscritto una richiesta di convocazione del consiglio comunale perché il Comune indica una “Consultazione della popolazione sulla realizzazione di casse di colmata all’interno delle dighe foranee del porto di Ravenna”. Si tratta come ormai noto della proposta dell’Autorità portuale (vedi articoli correlati) contenuta nella cosiddetta rimodulazione del Progettone. Un’opera, scrivono dall’opposizione, che «pone rilevanti problemi d’impatto ambientale, di sicurezza e di fattibilità».

Già individuato anche il quesito per la consultazione: “Siete favorevoli alla realizzazione di casse di colmata all’interno delle dighe foranee del porto di Ravenna destinate a collocarvi sedimenti estratti dal dragaggio del porto?”.

Secondo l’opposizione la consultazione si potrebbe fare in tempi rapidi e a costo zero: «il titolo ad esprimere il proprio giudizio sarebbe riconosciuto agli elettori del Comune di Ravenna, che potrebbero esercitarlo scrivendo il numero della propria tessera elettorale in un messaggio mail o in un SMS, oppure presentandosi, nel giorno e negli orari fissati, direttamente nei punti di raccolta stabiliti, quali le sedi dei consigli territoriali o del Comune; una volta votato in un modo, il programma informatico predisposto impedirebbe che, con lo stesso numero di tessera elettorale, si possa farlo una seconda volta».

Caso Versalis, Eni in Regione conferma: «Ravenna e Ferrara sono strategiche»

Confronto a Bologna, gli assessori: «Porteremo la questione
all’attenzione del Ministro dello sviluppo economico»

Confronto in Regione sulla situazione che riguarda i poli petrolchimici di Ravenna e di Ferrara. All’incontro, alla presenza di un rappresentante del ministero dello Sviluppo economico, hanno partecipato l’assessore alle Attività Produttive Palma Costi, l’assessore al Lavoro Patrizio Bianchi e i rappresentanti di Eni-Versalis e di Eni.

La Regione – si legge in una nota da Bologna – ha ribadito l’importanza strategica del settore petrolchimico per la competitività di tutto il sistema manifatturiero e dunque l’importanza dei due poli regionali, che rappresentano una eccellenza nazionale per l’attività di ricerca e sviluppo.

Il management di Eni-Versalis «ha confermato la valenza strategica dei propri stabilimenti emiliani di Ferrara e Ravenna nonché i programmi di sviluppo e di investimento previsti in linea con l’andamento del mercato di riferimento». Eni-versalis ha confermato, inoltre, quanto già comunicato in relazione alla ricerca di un partner internazionale con connotazione industriale. Il piano di investimenti per lo sviluppo delle attività prevede sia l’ambito della ricerca sia quello degli impianti. Allo stesso tempo sono stati illustrati due obiettivi prioritari della strategia aziendale: il riposizionamento sul mercato internazionale e l’aumento della quota di specialities nel portafoglio prodotti. Particolare attenzione inoltre sarà concentrata nello sviluppo della chimica verde.

«Le tematiche emerse nell’incontro odierno – hanno sottolineato gli assessori Palma Costi e Patrizio Bianchi -, sono importanti in riferimento alla conferma della strategicità dei siti emiliano romagnoli e al programma degli investimenti, ribaditi oggi. Comunque dovranno essere valutate in un ambito più ampio ovvero in una strategia complessiva che riguardi utto il quadrilatero padano che comprende anche i siti di Mantova e Porto Marghera. Proprio per comprendere meglio la strategia nazionale sui petrolchimici, porteremo la questione all’attenzione del Ministro dello sviluppo economico».

Filmava sotto le gonne delle signore con una telecamera sulla scarpa

Lo stratagemma di un uomo a processo per materiale pedoporno Sul computer 28 filmati girati al lavoro o al centro commerciale

Era riuscito a installare una piccola telecamera sulla scarpa: con questo stratagemma artigianale riusciva a filmare sotto le gonne delle signore ignare di tutto, a volte erano le clienti del centro commerciale Le Cicogne a Faenza e altre volte erano colleghe di lavoro. Un faentino di mezza età è indagato dalla polizia postale di Bologna, con l’accusa di interferenze illecite nella vita privata così come riportato da Il Resto del Carlino e Il Corriere Romagna in edicola oggi.

Oltre all’indagine riguardante la vicenda della telecamera, l’uomo si trova a processo a Ravenna per detenzione di materiale pedopornografico. Durante una perquisizione a casa nell’ottobre 2011 – nell’ambito di un’inchiesta partita da Potenza – la polizia trovò diverso materiale illegale sul computer. Sullo stesso disco rigido c’erano 28 brevi filmati realizzati furtivamente con la microcamera.

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