mercoledì
13 Maggio 2026

Darsena, arriva la motonave New Ghibli A bordo ristorante, cocktail e musica

Dal giovedì alla domenica 90 coperti e dj in consolle fino all’1 «Cercavano una novità per rilanciare il quartiere? Eccoci qua»

Ristorante di pesce, cocktail bar, dj in consolle: tutto a bordo di una barca attraccata in darsena di città a Ravenna. La motonave New Ghibli ha legato gli ormeggi alla banchina in testa al Candiano e dal giovedì alla domenica sarà ristorante aperto a pranzo e cena con novanta coperti al primo piano e sopra un locale con musica fino all’1 di notte. «Se davvero il Comune cercava qualcuno che portasse una novità in darsena, adesso l’hanno trovato», sorride Franco Gardini, l’imprenditore che insieme al socio Alessandro Sintini ha lanciato questa idea. Obiettivi ambiziosi: «Abbiamo i permessi per dodici anni ma puntiamo a restare qua anche venti».

Il 50enne Gardini, fondatore nel 1996 del pub Buddy’s di recente trasformato nel ristorante Alchimia affacciato sul vicino piazzale Moro, ha avuto l’idea un anno fa. Poi c’è voluto il tempo per preparare tutto e ottenere i permessi: «Avevamo già la barca, stava a Cesenatico e veniva usata per escursioni in mare. Abbiamo avuto l’idea di trasformarla in un locale in una location bellissima come la darsena. Ci sono volute le autorizzazioni da tutti: Comune, Autorità portuale, Capitaneria di porto». La dimensione economica dell’investimento preferisce non dirla ma oggi che il progetto è realtà, Gardini se lo gode: «Non ho annunciato niente prima di farlo perché volevo parlare solo a cose fatte».

Il test finale è stato in occasione del raduno nazionale dei marinai d’Italia a maggio. La New Ghibli era ormeggiata poco distante da dove si trova ora e ha fatto da ristorante per tutta la settimana dell’evento: «Ha funzionato bene, è stato un incoraggiamento in più e adesso siamo qua a tutti gli effetti. Cuciniamo a bordo il pesce che ci arriva da Cesenatico ogni giorno e al piano superiore sistemeremo salottini e un piccolo privè». Gardini non teme i residenti, troppo spesso il vero ostacolo per le nuove attività nate in città: «Non abita nessuno qua vicino, non credo ci saranno lamentele. Se ci saranno ne parleremo».

Dal lunedì al mercoledì la barca è a disposizione di chiunque voglia prenderla in affitto: «È uno spazio utilizzabile, oggi ad esempio abbiamo ospitato la presentazione di un giocatore di pallavolo. Chi vuole prenderla per una festa può farlo, l’equipaggio c’è e si può anche uscire in mare». Questa mattina al varo c’era anche il sindaco Fabrizio Matteucci: «Ha detto che la prossima riunione di giunta potrebbero farla a bordo, noi siamo pronti ad ospitarli».

Denunciò due vigili per falso e abuso d’ufficio: condannato per calunnia

Calvario di tre anni per i due agenti che fecero il controllo per strada L’automobilista era senza patente e l’auto aveva la targa di cartone

Lo trovarono al volante di un’auto con la targa anteriore di cartone e senza patente perché disse che non era disponibile da alcuni giorni ma la polizia municipale scoprì che non l’aveva mai avuta: alla fine di settembre, a distanza di quasi tre anni da quel controllo su strada, per l’automobilista è arrivata una condanna in primo grado a un anno e quattro mesi (oltre al risarcimento delle parti civili e al pagamento delle spese legali) per calunnia reiterata nei confronti dei due pubblici ufficiali denunciati per falso e abuso d’ufficio.

Gli accertamenti svolti dalla procura della Repubblica di Ravenna hanno dimostrato che gli uomini in divisa avevano agito correttamente per cui le accuse formulate a loro carico, da parte dell’automobilista marocchino residente a Conselice, risultavano infondate e calunniose. L’uomo presentò un esposto a gennaio 2013, un paio di mesi dopo il controllo. Essendo sprovvisto della patente scattò la sanzione e l’obblito di esibire in un qualsiasi ufficio di polizia il proprio documento di guida entro venti giorni. La pattuglia che aveva eseguito il controllo stradale venne indagata in quanto il trasgressore presentò, al locale presidio dei vigili urbani di Conselice, un esposto che, riportando una diversa versione dei fatti contestati, condusse i due operatori a finire sotto indagine per falso ed abuso d’ufficio.

Il viaggio nella musica dell’Emilia-Romagna del romano Meale: da Guccini al Bronson

Di primo acchito si rischia di non capire bene se e quanto questo libro vada preso troppo sul serio, già a partire da titolo, Fuori i compagni dalle balere, e la grafica di copertina con quel lettering che rimanda al cirillico. E nemmeno la prefazione dai forti tratti autobiografici dell’autore ci aiuta più di tanto a chiarirlo. Qui capiamo che Raffaele Meale coltiva da tempo, fin dall’infanzia, il mito della Emilia-Romagna rossa e che questo mito si è nutrito, per generazioni ormai, anche della musica che qui veniva prodotta. E quando si entra nel vivo della lettura i dubbi svaniscono: in questo libro (che verrà presentato dall’autore nell’ambito del Mei di Faenza sabato 3 ottobre alle 15 in piazza Nenni) è raccontata un pezzo di storia dell’Emilia-Romagna che comincia peraltro proprio in Romagna con il mitico Zaclén, considerato l’inventore del folk romagnolo da cui è nato poi il liscio. Da qui prende infatti le mosse il racconto di Meale, classe 1979, romano a tutti gli effetti ma estimatore della regione per anni ritenuta all’avanguardia e modello di buon governo e welfare dai compagni del resto d’Italia. Ma se  dei successi economico/politico/sociali del passato siamo tutti, noi autoctoni, mediamente  piuttosto consapevoli, non è altrettanto scontato che lo siamo rispetto al contributo cruciale e fondamentale che la regione ha dato alla storia della musica italiana recente. Certo, tutti conosciamo nomi come Guccini, Dalla, Ligabue o Samuele Bersani o perfino Gianni Morandi in tanti ricordiamo i gloriosi Cccp, e in molti apprezziamo gli Offlaga Disco Pax, e tutti sappiamo che sono bolognesi, reggiani o riminesi, ma non per questo siamo soliti pensarli come parte di un fenomeno in qualche modo sviluppatosi non casualmente proprio qui, non casualmente con quell’ordine di apparizione.

Meale questo ci mostra: una sequenza non casuale di grandi autori, di voci che si sono più o meno influenzate a vicenda, di una vera e propria “scena” provinciale e periferica ma che non ha mai avuto nulla da invidiare alla metropoli. Il tutto in un volume raccontato con la leggerezza che promette in effetti la copertina e uno stile confidenziale, come prometteva l’introduzione, che lascia però trapelare passione vera e competenza autentica.

Dalla scena mainstream infatti si passa anche a quella più indie fino a riferimenti a tutte le realtà contemporanee che oggi calcano la scena, inclusi gruppi come i ravennati Comaneci o realtà, sempre a Ravenna, come il Bronson e l’Hana-bi di Christopher Angiolini, ormai annoverati tra i grandi indie club mondiali. Insomma, lettura piacevole e formativa in cui lasciare che un romano di Roma che in realtà nella vita si occupa prevalentemente di cinema (lo potete leggere per esempio su Quinlan.it), ci racconti un po’ di passato, presente e forse futuro dell’Emilia-Romagna musicale.

Raffaele Meale, Fuori i compagni dalle balere, Arcana edizioni, 239 pagine.

Il viaggio nella musica dell’Emilia-Romagna del romano Meale: da Guccini al Bronson

Di primo acchito si rischia di non capire bene se e quanto questo libro vada preso troppo sul serio, già a partire da titolo, Fuori i compagni dalle balere, e la grafica di copertina con quel lettering che rimanda al cirillico. E nemmeno la prefazione dai forti tratti autobiografici dell’autore ci aiuta più di tanto a chiarirlo. Qui capiamo che Raffaele Meale coltiva da tempo, fin dall’infanzia, il mito della Emilia-Romagna rossa e che questo mito si è nutrito, per generazioni ormai, anche della musica che qui veniva prodotta. E quando si entra nel vivo della lettura i dubbi svaniscono: in questo libro (che verrà presentato dall’autore nell’ambito del Mei di Faenza sabato 3 ottobre alle 15 in piazza Nenni) è raccontata un pezzo di storia dell’Emilia-Romagna che comincia peraltro proprio in Romagna con il mitico Zaclén, considerato l’inventore del folk romagnolo da cui è nato poi il liscio. Da qui prende infatti le mosse il racconto di Meale, classe 1979, romano a tutti gli effetti ma estimatore della regione per anni ritenuta all’avanguardia e modello di buon governo e welfare dai compagni del resto d’Italia. Ma se  dei successi economico/politico/sociali del passato siamo tutti, noi autoctoni, mediamente  piuttosto consapevoli, non è altrettanto scontato che lo siamo rispetto al contributo cruciale e fondamentale che la regione ha dato alla storia della musica italiana recente. Certo, tutti conosciamo nomi come Guccini, Dalla, Ligabue o Samuele Bersani o perfino Gianni Morandi in tanti ricordiamo i gloriosi Cccp, e in molti apprezziamo gli Offlaga Disco Pax, e tutti sappiamo che sono bolognesi, reggiani o riminesi, ma non per questo siamo soliti pensarli come parte di un fenomeno in qualche modo sviluppatosi non casualmente proprio qui, non casualmente con quell’ordine di apparizione.

Meale questo ci mostra: una sequenza non casuale di grandi autori, di voci che si sono più o meno influenzate a vicenda, di una vera e propria “scena” provinciale e periferica ma che non ha mai avuto nulla da invidiare alla metropoli. Il tutto in un volume raccontato con la leggerezza che promette in effetti la copertina e uno stile confidenziale, come prometteva l’introduzione, che lascia però trapelare passione vera e competenza autentica.

Dalla scena mainstream infatti si passa anche a quella più indie fino a riferimenti a tutte le realtà contemporanee che oggi calcano la scena, inclusi gruppi come i ravennati Comaneci o realtà, sempre a Ravenna, come il Bronson e l’Hana-bi di Christopher Angiolini, ormai annoverati tra i grandi indie club mondiali. Insomma, lettura piacevole e formativa in cui lasciare che un romano di Roma che in realtà nella vita si occupa prevalentemente di cinema (lo potete leggere per esempio su Quinlan.it), ci racconti un po’ di passato, presente e forse futuro dell’Emilia-Romagna musicale.

Raffaele Meale, Fuori i compagni dalle balere, Arcana edizioni, 239 pagine.

La sinistra esce dalla maggioranza anche in Provincia. Ma l’assessore è indeciso

Come a Palazzo Merlato, anche in Provincia le forze di sinsitra della coalizione al governo escono dalla maggioranza in polemica con il Pd.

I consiglieri di Sel (Nicola Staloni), Federazione della sinistra (Tiziano Bordoni) e anche Ermanno Tani di Possibile (l’associazione legata a Pippo Civati), originariamente eletto nelle file Pd, hanno firmato una nota di attacco alle politiche governative in tema di enti locali anniuncianto l’astensione sul voto relativo al bilancio dell’ente ricordando come la loro contrarietà ai provvedimenti della giunta guidata da Claudio Casadio sia andata crescendo negli anni.

Ultimo voto contrario dei tre è stato quello in riferimento al centro commerciale Teodora a Ravenna (vedi articoli correlati). Resta ora il rebus sull’assessore Secondo Valgimigli (nella foto), in quota Federazione della Sinistra, di Prc, che, alla domanda sulle sue intenzioni ci ha risposto «Sto valutando, vi farò sapere». Ma sono molti a scommettere che nemmeno lui si dimetterà dalla giunta, come già prima di lui hanno fatto in Comune Valentina Morigi di Sel e Giovanna Piaia della Federazione della sinistra (Pdci) quando i rispettivi partiti hanno annunciato di voler uscire dalla maggioranza a guida Matteucci.

Incensurato di 24 anni con tre chili di droga nel parcheggio dell’Esp

Lo ha notato una poliziotta fuori servizio mentre stava caricando
la spesa in auto. All’arrivo della Volante la fuga nei campi

La poliziotta fuori servizio sta caricando la spesa in auto nel parcheggio del centro commerciale Esp, nota un’auto sospetta, avverte i colleghi della Volante e al loro arrivo ne nasce un inseguimento, prima in auto, poi ai piedi tra i campi.

A finire in manette è un 24enne di Alfonsine, incensurato e volto non ancora noto alla polizia. In auto (intestata a un parente deceduto) aveva infatti circa tre chili di hashish, oltre a 1.100 euro in contanti e tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi.

Il giovane, prima dell’arresto per spaccio, è stato accompagnato anche nella sua abitazione di Alfonsine per la perquisizione, dove ha consegnato spontaneamente ai poliziotti un altro etto di marijuana.

A Lido di Dante il festival vegan: gastronomia ma anche due giorni di dibattiti e spettacoli

Si terrà a Lido di Dante la seconda edizione del festival vegan di Ravenna “#VeganInTlaMuraia”, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre tra le vie del centro della località balneare. Il festival, curato da Tania “Noanda” Moroni, è a ingresso libero e aprirà i battenti sabato alle 14.30 per proseguire anche in entrambe le serate.

L’evento si suddivide in diverse aree: in quella “Mercato e Food” spazio alle specialità gastronomiche, tra cui crepes, gelato, pizza, pasta e specialità romagnole, tutto rigorosamente vegan, e a varie bancarelle di oggettistica.

L’area Spettacoli e Conferenze è curata dalla scrittrice Mirella Santamato e si susseguiranno presentazioni di libri, conferenze con esperti come il responsabile regionale di Sea Shepherd (organizzazione statunitense che si occupa della conservazione marina) o esponenti di Enpa che parleranno di animali domestici. Altri temi affrontati sono quelli sulle barriere architettoniche o sulle connessione tra “natura e business”. Spazio anche agli spettacoli con concerti, danza indiana, capoeira, prestigiatori e show di improvvisazione teatrale.

Saranno presenti anche due aree dedicate a Yoga e Pilates mentre sarà possibile partecipare a corsi dimostrativi di cucina vegan crudista, iscrivendosi via mail all’indirizzo festivalveganravenna@gmail.com.

Infine, l’area Bimbi, oltre ai giochi del parco pubblico propone laboratori di Mandala per tutta la durata dell’evento.

Il festival presta anche attenzione ai talenti della provincia che coloreranno il lungomare trasformandolo per due giorni nella Via degli Artisti con anche esibizioni di live painting. Spazio anche alle realtà del baratto e della cosiddetta “Riciclofficina”.

Info e programma dettagliato sul sito www.festivalveganravenna.it e sui social network.

A Lido di Dante il festival vegan: gastronomia ma anche due giorni di dibattiti e spettacoli

Si terrà a Lido di Dante la seconda edizione del festival vegan di Ravenna “#VeganInTlaMuraia”, in programma sabato 3 e domenica 4 ottobre tra le vie del centro della località balneare. Il festival, curato da Tania “Noanda” Moroni, è a ingresso libero e aprirà i battenti sabato alle 14.30 per proseguire anche in entrambe le serate.

L’evento si suddivide in diverse aree: in quella “Mercato e Food” spazio alle specialità gastronomiche, tra cui crepes, gelato, pizza, pasta e specialità romagnole, tutto rigorosamente vegan, e a varie bancarelle di oggettistica.

L’area Spettacoli e Conferenze è curata dalla scrittrice Mirella Santamato e si susseguiranno presentazioni di libri, conferenze con esperti come il responsabile regionale di Sea Shepherd (organizzazione statunitense che si occupa della conservazione marina) o esponenti di Enpa che parleranno di animali domestici. Altri temi affrontati sono quelli sulle barriere architettoniche o sulle connessione tra “natura e business”. Spazio anche agli spettacoli con concerti, danza indiana, capoeira, prestigiatori e show di improvvisazione teatrale.

Saranno presenti anche due aree dedicate a Yoga e Pilates mentre sarà possibile partecipare a corsi dimostrativi di cucina vegan crudista, iscrivendosi via mail all’indirizzo festivalveganravenna@gmail.com.

Infine, l’area Bimbi, oltre ai giochi del parco pubblico propone laboratori di Mandala per tutta la durata dell’evento.

Il festival presta anche attenzione ai talenti della provincia che coloreranno il lungomare trasformandolo per due giorni nella Via degli Artisti con anche esibizioni di live painting. Spazio anche alle realtà del baratto e della cosiddetta “Riciclofficina”.

Info e programma dettagliato sul sito www.festivalveganravenna.it e sui social network.

Moschea aperta a tutti e dibattiti su paure e disinformazione

Torna l’iniziativa “Insieme per la pace: dialogando”. Il programma

Torna l’iniziativa “Insieme per la pace: dialogando”, allo scopo di commemorare la “Giornata nazionale della pace, della fraternità e del dialogo tra culture e religioni”. Si tratta di una rassegna di incontri organizzata dal Centro di Cultura e Studi Islamici della Romagna che quest’anno (alla sesta edizione) ha scelto come tema principale “l’informazione e la disinformazione e il loro impatto sui fenomeni geo-politi e sociali” per una fase nuova di progettazione congiunta, che ha coinvolto il Movimento dei Focolari, l’Anpi e l’Associazione Menocchio di Cervia.

Gli incontri sono in programma fino al 12 dicembre tra la moschea di Ravenna (via Rossa, zona Bassette, nella foto l’inaugurazione di due anni fa) e la sala Buzzi di via Berlinguer, per un percorso “di dialogo interculturale e interreligioso”. Si parte venerdì 2 ottobre alle 20.30 alla sala Buzzi con l’incontro “Italiani ed islamofobia”: presentazione del libro “L’islam spiegato a chi ha paura dei musulmani” a cura di Michele Zanzucchi con relatori il docente di teologia Paolo Frizzi e il giornalista musulmano Brahim Maarad.

Domenica 4 ottobre invece si terrà una giornata (dalle 10.30 alle 18.30) di apertura speciale della moschea delle Bassette rivolta a tutti i cittadini di Ravenna.

Qui sotto tra gli allegati il programma completo degli incontri.

L’ultimatum dei repubblicani, la mano tesa del Partito democratico

Il Pri ribadisce la possibilità di andare da solo e rompere l’alleanza
ma il segretario provinciale del Pd assicura: «Siamo molto vicini…»

Tra le espressioni usate nei corridoi per descrivere la situazione del Pri è che «la situazione ormai non si tiene più». Vale a dire che stanno crescendo le fila, anche tra i dirigenti, di coloro che vorrebbero una rottura netta con i democratici accusati di non aver dimostrato alcuna attenzione alle esigenze di quelli che sono ormai gli unici alleati del Pd in vista delle prossime amministrative di Ravenna.

Ultimo casus belli è stato quello della scelta di Enrico Liverani, nome che di per sé nell’Edera non suscita entusiasmi anche per il profilo così marcatamente di sinistra. Ma più che il nome, in questo caso, pare di capire sia il metodo. Il Pri aveva chiesto di poter dire la propria e invece hanno scoperto chi sarebbe stato il candidato sindaco che secondo il Pd avrebbero dovuto sostenere dai giornali, o quasi. E certo non può bastare l’apertura della giunta ravennate, e del candidato sindaco medesimo peraltro in veste di assessore, di una riduzione della chiusura del centro storico alle auto senza nemmeno una voce a protestare, nemmeno dagli Ecodem. Un contentino, tale deve essere parso al Pri guidato da Eugenio Fusignani (nella foto), che ora in un comunicato (vedi allegati in fondo all’articolo) che segue un incontro piuttosto animato della direzione si dice pronto a correre fin da subito con il simbolo dell’Edera se il Pd non si dimostrerà pronto a trattare su più punti. Punti per la verità di ambito più regionale che locale quali la gestione dell’Ausl unica, l’Area vasta, Autorità portuale e meno vincoli ambientali per le aziende. I maligni dicono che stanno alzando il prezzo, dentro il Pri c’è chi si dice davvero stufo di essere considerato comprabile con qualche poltrona e qualche misura sul traffico fuori tempo massimo e chiede al partito uno scatto d’orgoglio. Scatto d’orgoglio che però rischia di mettere a repentaglio qualche carriera personale (oggi il Pri ha il vicesindaco e alcuni posti nelle partecipate) se non la presenza stessa del partito in consiglio comunale, perché andare da soli significa dover raccogliere molti più voti e superare al primo turno la soglia minima del 3 percento in un contesto quanto mai imprevedibile oggi a livello nazionale e locale, dove ci sono numerosi movimenti in ambito civico, anche vicino ad ambienti tradizionalmente repubblicani.

Infine, c’è chi si chiede se possa in qualche modo pronunciarsi Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì, Pd di provenienza repubblicana, ex candidato alle primarie per le regionali che qui superò il 46 percento dei voti. Al momento, tuttavia, lo storico sembra intenzionato a restare defilato dal quadro ravegnano. E la situazione è, come si dice in questi casi, ancora molto fluida.

La reazione del Pd. «Per noi l’alleanza con il Pri è importantissima e stiamo lavorando non per rinnovare quella passata ma per costruirne una nuova». Il segretario provinciale del Pd Michele De Pascale ribadisce l’intenzione di trovare una quadra. «Il Pri in questo momento pone temi di rilievo regionale su cui siamo per la verità molto vicini. E credo che se l’accordo fosse stretto in un quadro più ampio di quello solo locale (nel 2016 vanno al voto anche Cesenatico e Rimini, ndr) sarebbe anche un punto di forza per la Romagna in Regione». Tutte ottime ragioni politiche, ma non c’è forse più concreto anche il timore del ballottaggio senza il voto repubblicano? «No, non è questo il tema, ma il fatto che la cultura di governo laica espressa dal Pri è una ricchezza per la città di cui non credo dovremmo fare a meno». Tentazioni di liste civiche di area repubblicana o accordi con le “colombe”, un po’ come sembra di capire capiterà con Sel (i vendoliani si sono spaccati con una minoranza che dice di voler allearsi con il Pd locale)? «Noi abbiamo sempre e solo parlato con esponenti del Partito repubblicano ed è con il Pri che ci interessa fare l’alleanza. Per quanto riguarda Sel, in realtà staremo a vedere cosa capita a livello nazionale a Sel stessa. Da parte nostra confermiamo la massima apertura possibile a parlare con tutto il partito per trovare punti di accordo su un programma comune».

Il basket entra al Pala De André: terminati i lavori, domenica si gioca

Investimento di 300mila euro del Comune. La nuova stagione di A2 della squadra ravennate parte con il derby contro Ferrara

Fino a pochi mesi fa il basket a Ravenna sembrava quasi a rischio. Sponsor in fuga, impianti mancanti e Forlì che spingeva per portare la serie A2 conquistata in questi anni da Ravenna nel suo bel palazzetto.

E invece (i dettagli tra gli articoli correlati) prima c’è stata la raccolta fondi con i tifosi stessi a mettere mano al portafoglio, poi l’arrivo di un main sponsor all’altezza della categoria (l’Unigrà con il marchio OraSì) e l’impegno del Comune, che ha investito 300mila euro per realizzare i lavori necessari allo scopo di portare il basket nel luogo più importante dedicato allo sport a Ravenna, il Pala De André.

I lavori sono terminati in queste ore (vedi foto pubblicate in queste ore anche da un orgoglioso assessore all’Ambiente, Guido Guerrieri, su Facebook) e domenica, 4 ottobre, il Basket Ravenna debutterà in casa, al Pala De André, la nuova stagione nel derby contro Ferrara (ore 18).

Delle 15 partite da giocare in casa durante la stagione regolare, c’è già la certezza di disputarne al Pala De André 14 e il palazzetto tornerà a ospitare anche qualche partita interna della squadra di pallavolo maschile, emigrata l’anno scorso a Forlì.

Torna la stagione per famiglie all’Almagià tra spettacoli, feste e laboratori

Il cartellone delle Arti della Marionetta, a cura del Teatro del Drago

In occasione della Notte d’oro, sabato 10 ottobre dalle 17.30 all’Almagià (zona Darsena di Ravenna) si terrà una vera e propria festa per presentare la 27esima edizione della stagione teatrale Le Arti della Marionetta, appuntamento annuale domenicale con il teatro (con protagoniste alcune delle più interessanti compagnie del panorama italiano) rivolto al pubblico delle famiglie con bambini.

A curare la stagione in collaborazione con il Comune sarà ancora il Teatro del Drago, famiglia d’arte che lavora nel teatro di figura dal 1840 portando avanti un progetto culturale e di vita mirato alla diffusione e alla conoscenza delle arti. Con questo spirito organizza la stagione teatrale «con la convinzione che oggi, più di ieri – si legge in una nota del Teatro del Drago –, più di ieri, sia fondamentale per la crescita delle nuove generazioni, una forte impronta culturale e che il teatro può essere sia un momento di svago o di formazione, ma anche uno degli elementi indispensabili nello sviluppo dell’individuo, nelle varie fasi della sua vita, per poter conquistare una propria libertà intellettuale e migliorare la qualità del quotidiano».

Durante il pomeriggio del 10 ottobre verrà presentato il cartellone della stagione con approfondimenti sui singoli spettacoli e alcune sorprese per i più piccoli. Fra gli ospiti Fagiolino Fanfan e i collaboratori, i promotori e gli sponsor dell’iniziativa.

Entrando nel dettaglio del cartellone della manifestazione – presentato in questi giorni in una conferenza stampa con l’assessore alla Cultura del Comune, Ouidad Bakkali (nella foto a sinistra con Roberta Colombo del Teatro del Drago) –, ospiterà dodici titoli che si svolgeranno da ottobre a febbraio alle Artificerie Almagià, ma anche laboratori ed eventi che vedranno coinvolto un altro luogo importante della città: il museo La Casa delle Marionette di vicolo Padenna, in centro a Ravenna.

Per quanto riguarda i titoli che verranno proposti, si alterneranno fiabe classiche a testi della letteratura, spettacoli di arte popolare, arte circense e teatro comico d’attore; tornerà la mini rassegna dedicata ai piccolissimi e non mancheranno gli spettacoli di burattini del panorama italiano. Come si ripete da alcuni anni, da segnalare anche una presenza internazionale: Z le avventure di Zorro della compagnia italo-spagnola Ferrè & Ronga.

Una novità di questa edizione sarà lo spettacolo di apertura della stagione del 24 ottobre, in serale (ore 21), dedicato alle mamme e ai papà: I primi cento anni di Edith Piaf del Teatro Potlach, una delle compagnie storiche della ricerca italiana per un viaggio musicale nella Francia degli anni 30-50 (bambini ingresso gratuito under 16).

L’apertura ufficiale della stagione è invece in programma il giorno successivo, domenica 25 ottobre, alle 16.30 con I tre porcellini (nella foto in alto), uno dei cavalli di battaglia del Centro di produzione per l’Infanzia e la Gioventù, Fontemaggiore di Perugia.

Il 15 e il 22 novembre sul palcoscenico dell’Almagià rispettivamente la compagnia Teatro dell’Acquario di Cosenza presenterà un classico della letteratura, Il piccolo principe, e la compagnia I Ciarlatani di Rimini uno spettacolo sull’arte circense dal titolo All’incirca il circo.

Torna poi, come detto, la rassegna “Le Arti per i piccolissimi” in collaborazione con Ravenna Teatro/Drammatico Vegetale, con tre spettacoli dedicati appunto ai piccolissimi: il primo, Lo zoo di Pinocchio, debutterà venerdì 27 novembre (con doppia replica sabato 28) allo spazio Vulkano di San Bartolo, mentre alle Artificerie Almagià verranno presentati, nella giornata di domenica 29 novembre, Teo ha le orecchie curiose, co-produzione Teatro del Drago e Artesonoraperibambini/Immaginante, e Piccolissimo. Tutti e tre gli spettacoli sono adatti ai bambini a partire dai 20 mesi.

L’anno nuovo si apre con la sezione dedicata interamente alla figura del burattino e al mondo della commedia dell’arte di cui fanno parte tre spettacoli: La mirabilante istoria di Fasolino (6 gennaio), Storie di Arlecchino (17 gennaio), e Z le avventure di Zorro, coproduzione italo-spagnola (24 gennaio).

L’ultimo appuntamento è per domenica 21 febbraio: dopo l’ottimo successo di pubblico ottenuto nella scorsa stagione con Romanzo d’infanzia della compagnia Abbondanza/Bertoni, continua la collaborazione con il festival di danza contemporanea Today to Dance (ideata da Cantieri e condivisa anche da Ravenna Teatro e Ravenna Manifestazioni) con il curioso spettacolo Sherlock – Teatro delle Bricole/Fondazione Solares delle Arti – progetto affidato a CollettivO CineticO, con il sostegno di Ater Teatro.

A tutto questo si aggiungono le tre feste (per Halloween, Befana e Carnevale), durante le quali oltre agli spettacoli (il 31 ottobre L’orco del teatro di Eventi Culturali/Teatri Comunicanti e il 6 febbraio Pulcinella Mon Amour) si terranno all’Almagià laboratori, animazioni ed eventi ludici. 

Confermata l’iniziativa storica “Il piccolo giornalista”, che permette a ogni spettatore di esprimere il proprio parere critico sullo spettacolo visto, confrontandosi, a seconda della propria esperienza, con il disegno o la scrittura.

Ogni anno la stagione é supportata da imprenditori privati che credono nella cultura e nella qualità della vita che da essa deriva: tutto il lavoro sul settore privato é curato da Reclam Edizioni e Comunicazione.

Da sabato 10 ottobre in occasione della festa sarà possibile prenotarsi per tutti gli spettacoli in cartellone (i biglietti non hanno subito variazioni di prezzo rispetto alle trascorse stagioni) e sarà inoltre possibile acquistare la Fagiolino Card (un carnet di 10 spettacoli al prezzo vantaggioso di 50 euro).

Il programma della stagione é disponibile sia sul sito www.teatrodeldrago.it che sulla pagina Facebook. Infoline biglietteria 0544-509590; il sabato e nelle giornate di spettacolo 392 6664211, oppure info@teatrodeldrago.it.

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