domenica
21 Giugno 2026

Cancellata la rassegna jazz “Lugo Musica Estate” alla vigilia della 33esima edizione Era già pronto il calendario dei concerti di luglio

Gli organizzatori: «La Fondazione Teatro Rossini ha azzerato il contributo che ne permetteva la realizzazione»

La 33esima edizione della rassegna jazz “Lugo Musica Estate” in programma per luglio, diretta e organizzata dall’associazione culturale Jazz Network dal 1997, è stata cancellata. «Abbiamo fortuitamente appreso da poche settimane – scrivono gli organizzatori in una nota diramata alla stampa – che la Fondazione Teatro Rossini di Lugo, unico soggetto sostenitore, ha completamente azzerato il contributo che ne permetteva la realizzazione».

Il programma era già stato fissato da tempo e avrebbe avuto tra i protagonisti il duo tromba-pianoforte di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello, il duo tromba-fisarmonica di Luca Aquino e Carmine Ioanna, il duo sassofoni-chitarra di Francesco Bearzatti e Federico Casagrande: «Ci scusiamo con gli artisti – continua il comunicato –, con il nostro pubblico che negli anni ci ha seguito, con i media e i colleghi che già erano informati dell’imminente programma, per non essere riusciti a salvarla».

Le associazioni di categoria dicono no alle nuove tariffe sosta in via Guidarelli

Nel parcheggio alternativo a piazza Kennedy si pagherà anche di notte e nei festivi: «Avrebbero dovuto informarci prima di aprire»

L’introduzione di una tariffa notturna e festiva per la sosta nel rinnovato parcheggio di via Guidarelli a Ravenna non piace alle associazioni di categoria locali che si dicono contrarie e chiedono a Azimut, la società a capitale misto pubblico-privato che ha in gestione i parcheggi a pagamento nel comune, un incontro urgente per discutere la modifica delle tariffe. «Sarebbe stato bene un confronto precedente l’inaugurazione – si legge in una nota firmata da Confcommercio, Confesercenti, Cna e Confartigianato – visto che è obiettivo di tutti che questo parcheggio fornisca il miglior servizio al cento storico».

Insomma le polemiche arrivano già dal giorno dell’inaugurazione avvenuta oggi, 18 giugno, dopo 127 giorni di cantiere per allestire il piano rialzato che accoglie 132 auto in totale (prima erano 75). L’investimento sostenuto da Azimut è di un milione di euro e alla curia, proprietaria del terreno, andranno circa 25mila euro di canone annuo. La tariffa oraria esatta per la sosta (1 euro e 30 centesimi dalle 8 alle 20 e 50 centesimi in orario dalle 20 alle 8 con possibilità di un ticket per l’intera giornata a 8 euro) si è saputa solamente ieri attraverso una nota inviata alla stampa da Azimut ed è stata una doccia gelata anche per le associazioni di categoria. Un mese fa l’assessore comunale alla Mobilità, Enrico Liverani, aveva sottolineato «l’autonomia decisionale di Azimut» nella scelta della tariffa. Oggi in piazza Kennedy la tariffa media è di 1,57 euro all’ora.

Le associazioni di cateogria ci tengono a ricordare che «permangono preoccupazioni in merito alla scelta di chiudere il parcheggio di piazza Kennedy, nella convinzione che ciò porterà difficoltà alle attività del centro storico». Ma la decisione ora ormai è presa e allora le organizzazioni imprenditoriali del commercio e dell’artigianato, oltre alla questione tariffe, indicano un altro tema su cui ragionare: «È dotato di sistemi di videosorveglianza e sarà controllato frequentemente dalle forze dell’ordine ma si sarebbe preferita una maggiore apertura dei muri esterni, per dare maggiore sensazione di visibilità dall’esterno. Ma soprattutto chiediamo con forza che tutto il percorso che porta dal parcheggio al centro storico debba essere valorizzato e reso sicuro a tutte le ore del giorno».

L’ultima riflessione è sul parcheggio di fronte al nuovo: il parcheggio Aci in via Port’Aurea. È stato proposto da tempo alla Provincia (proprietaria del terreno) di lavorare in accordo con il Comune affinchè tale spazio possa essere migliorato con lo scopo di accogliere più auto e rimanere aperto la sera e nei festivi: «Questo rimane un obiettivo da perseguire con urgenza».

«L’inaugurazione di questo nuovo parcheggio ha un valore sia simbolico che strategico – ha affermato l’assessore alla Mobilità e Lavori pubblici, Enrico Liverani –. Simbolico poiché rappresenta un esempio di come sia stato mantenuto l’impegno di completarlo prima della chiusura di Piazza Kennedy; strategico perché, oltre che in termini numerici, arricchisce l’offerta di sosta cittadina di una nuova modalità di fruizione a cittadini e a turisti. In particolare la novità di poter parcheggiare per l’intera giornata a un costo accessibile in pieno centro è una soluzione all’altezza dell’ospitalità della nostra città. Oggi è dunque una giornata importante – ha concluso – per il ridisegno della nostra città attraverso la creazione di nuovi spazi per le persone in un luogo centrale della città, come piazza Kennedy, e con l’introduzione di nuove opportunità di parcheggio nel segno della mobilità sostenibile». Il sindaco Fabrizio Matteucci ha sottolineato l’importanza della differenziazione delle modalità di sosta come risposta ai bisogni di cittadini e turisti. «Disponiamo – ha detto – di sia di luoghi per la sosta breve a rotazione, a cui si aggiungerà, una volta risolti i problemi di iter burocratico -amministrativo, il vicino parcheggio di via Port’Aurea, che di parcheggi per permanenze più prolungate come in questo caso. Occorre quindi lavorare per cambiare la percezione dell’offerta di sosta a Ravenna che è ampia e variegata».

Rientra in Italia l’attivista ravennate espulsa da Israele per il visto scaduto

Samantha Comizzoli rimpatriata dopo l’arresto. Interrotto lo sciopero della fame iniziato in carcere. Nel 2011 si candidò a sindaco

Con un volo diretto da Tel Aviv a Roma è atteso per le 21.30 di oggi, 18 giugno, il rientro in Italia della ravennate Samantha Comizzoli: l’attivista, che nel 2011 si candidò a sindaco di Ravenna con una lista civica, è stata espulsa da Israele dopo essere stata arrestata e incarcerata perché in possesso di un visto scaduto da più di un anno. Da qualche anno vive nei territori palestinesi in veste di operatrice di una Ong e attivista dei diritti umani. Dalla Palestina, Samantha Comizzoli, attraverso i social network, un blog e alcuni docu-film, manda in Italia il reportage quotidiano della situazione palestinese.
Dopo il suo arresto, avvenuto a Nablus nel corso di una manifestazione pro Palestina, la 45enne di origine novarese ha scelto di non accettare l’espulsione e cominciare lo sciopero della fame per attirare l’attenzione sui bambini palestinesi attualmente detenuti nelle carceri israeliane ma lo sciopero della fame è durato solo poche ore perché la donna, messa sotto pressione e in isolamento, ha interrotto la protesta.
«Senza vittimizzarsi – dice l’avvocato Luca Bauccio che l’assiste dall’Italia –, lei ha commesso la violazione. È chiaro che per Samantha la violazione più grande l’ha commessa Israele che occupa la Palestina senza visti e senza autorizzazioni. Cioè in violazione delle risoluzioni Onu: il primo da espellere sarebbe Israele. Per questo ha rifiutato l’avvocato d’ufficio: non riconosce la giurisdizione di Israele. La sua posizione è coerente, ostinata, cocciuta. Samantha verrà espulsa, ma ha una sua forza morale e politica netta».

Cinema, teatro, dibattiti e letture per la giornata del rifugiato

In spiaggia una catena umana, in centro città una passeggiata da Casa Melandri alla darsena con lanterne galleggianti sull’acqua

In occasione della giornata internazionale del rifugiato, indetta nel 2001 dalle Nazioni Unite per ricordare il cinquantesimo anniversario della Convenzione sui profughi approvata dall’assemblea geneale dell’Onu, per il 20 giugno sono in programma a Ravenna tra città e mare una serie di iniziative (proiezioni, dibattiti, spettacoli teatrali, letture e una catena umana) di sensibilizzazione per affrontare il dramma che si sta consumando nel mare Mediterraneo e che interessa da vicino l’Italia e tutta l’Europa.
Si comincia alle 17. Alla sala D’Attorre di Casa Melandri, in via Ponte Marino – grazie alla collaborazione tra Sprar, Comune, Casa delle culture, la cooperativa Persone in movimento e Festival delle culture – si terrà la proiezione dei documentari “Terra di transito” e “Riammessi” di Paolo Martino. Il primo racconta la storia di Rahell, partito dal Medio Oriente e sbarcato in Italia senza documenti, con l’intenzione di raggiungere parte della sua famiglia in Svezia. A fermarlo il regolamento di Dublino. Il secondo narra le traversie di Saddam, Hamza e Omar che, giunti in Grecia, vengono “respinti” (tecnicamente si chiamano riammissioni) immediatamente sulla nave da cui sono sbarcati, violati nei loro diritti di richiedenti asilo e rifugiati. Al termine seguirà un dibattito con ospiti, regista e protagonisti. Poi una passeggiata collettiva verso la Darsena dove, alle 19, interverrà l’assessore all’Immigrazione del Comune di Ravenna, Martina Monti, per introdurre lo spettacolo musicale “80tre – Cronache e musiche dagli anni 80” di Enrico Caravita che è voce recitante, con Giorgio Minardi a chitarra e voce e Gianluca Ravaglia al contrabbasso. Alle 20.30 saranno lette parti del libro Bilal di Fabrizio Gatti e in solidarietà ai migranti vittime di Lampedusa saranno disposte lanterne galleggianti nel canale Candiano. In Darsena sarà allestito anche un punto di ristoro, grazie all’associazione Life, dai sapori orientali.
Sempre alle 17, sulla spiaggia libera tra il bagno Tamerici di Marina e il bagno Ruvido di Punta Marina le associazioni aderenti al manifesto “Fermiamo la strage subito” organizzano una catena umana per l’accoglienza. Anpi, Anolf, Arci, Auser, Cgil, Cisl, Circolo Matelda Legambiente e Libera Ravenna danno appuntamento per l’iniziativa: «L’Europa siamo noi – dicono gli organizzatori della catena umana in un comunicato inviato alla stampa -. Noi dobbiamo fare l’Europa sociale solidale».
La domenica invece si terrà il primo memorial calcistico dedicato a Josianne Tchameni, prematuramente scomparsa. Alle 16.30, al Cral Mattei di via Mattei, si sfideranno le selezioni di Camerun, Nigeria, Chiesa di San Biagio, Comune di Ravenna. Il testimonial dell’evento è Roberto Landi, ex allenatore della nazionale di calcio della Liberia.

Colpiva le auto in transito con un rotolo di giornali per la truffa dello specchietto ma un’automobilista lo scopre: denunciato

Arrivano le volanti e scatta l’inseguimento per le strade di Ponte Nuovo

Un rotolo di giornali legato saldamente con un cordino per farne una sorta di manganello non rigido: lo impugnava sporgendosi dalla sua auto in sosta e colpiva quelle di passaggio per avere il rumore con cui inscenare la classica truffa dello specchietto facendosi poi pagare da ignari automobilisti convinti di saldare per poche decine di euro la riparazione di un presunto un danno sulla vettura del giovane causato a suo dire da un urto al loro passaggio.

Ma l’altro ieri, 16 giugno, al truffatore è andata male grazie alla prontezza di una automobilista: in mattinata la donna percorreva via 56 Martiri e in corrispondenza di un incrocio veniva colpita allo specchietto retrovisore esterno dell’auto da un individuo che si era sporto dalla propria auto in sosta. Resasi conto che si trattava di un tentativo di truffa non si è fermata chiamando al telefono la polizia e dando preziose indicazioni sulla persona e sulla autovettura.

Sul posto sono arrivate le volanti del 113 che individuavano immediatamente l’autovettura con a bordo il giovane che si dava alla fuga a folle velocità nelle strade interne del quartiere Ponte Nuovo. In via del Pino il tentativo di disfarsi del rotolo di giornali. Poche centinaia di metri dopo gli agenti delle volanti gli sbarravano la strada nelle due direzioni bloccando la fuga.

Il presunto truffatore è un 25enne bolognese più volte indagato ed arrestato anche per fatti analoghi. Denunciato per tentata truffa il questore ha emesso nei suoi confronti il divieto di ritorno nel Comune di Ravenna per i prossimi tre anni.

In moto scippano due anziane Un carabiniere li raggiunge di corsa

Tentativo di fuga in un cantiere stradale: la gazzella resta bloccata e il militare prosegue a piedi. Arrestata una 36enne, il complice scappa

Per fuggire ai carabinieri che li inseguivano dopo due scippi hanno imboccato una via interrotta da un cantiere: alla prima barriera sono riusciti a passare sfruttando l’agilità della moto a discapito della gazzella ma al secondo ostacolo si sono ritrovati addosso uno dei militari che intanto li aveva raggiunti di corsa. Arrestata una 36enne mentre il complice è riuscito ad allontanarsi sulle due ruote dopo aver sfoderato un coltello.

L’inseguimento da film d’azione è andato in scena nella mattinata del 12 giugno a Cervia. Gli scippi si sono consumati in via Caduti per la Libertà: vittime due anziane di 71 e 83 anni che a distanza di mezzora si sono viste portare via la borsa dal cestino delle proprie biciclette, una delle due nel tentativo di difendersi dalla rapina è caduta a terra e ne avrà per sei giorni.

Ricevuta la segnalazione, i carabinieri si sono messi immediatamente sulle loro tracce intercettandoli all’altezza di via dei Cosmonauti con la targa della moto ancora coperta da un pezzo di stoffa. Qui è iniziata la fuga nella via interessata da lavori stradali. Al cantiere la moto è riuscita a passare, l’auto dei carabinieri si è dovuta fermare. I due fuggitivi si sono fermati per liberare la seconda barriera del cantiere e uno dei carabinieri li ha bloccati: l’uomo, dopo aver estratto un coltello, ha ingaggiato una colluttazione e, con violenza, si è liberato, proseguendo la fuga in moto fino a far perdere le proprie tracce; la donna, Sandy Truzzi, nomade di Mirandola con numerosi precedenti alle spalle è stata invece arrestata e condotta in carcere. Deve rispondere di furto, rapina, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Errani dopo la sentenza: «Si ricomincia dal primo grado con serenità e fiducia»

Il sindaco: «Ora nuovamente in campo per il Pd e per l’Italia»

«La Cassazione ha annullato la sentenza di condanna. Oggi è un bel giorno per me. Si è ristabilita la verità che aveva pronunciato il giudizio di primo grado e si ricomincia da lì con serenità e fiducia. Ringrazio le tante persone che in questi mesi mi sono state vicine confermandomi la loro stima. Ora passerò qualche giornata tranquilla con la mia famiglia». È il primo commento che Vasco Errani ha affidato a Facebook dopo la sentenza della Cassazione, che ha annullato mercoledì sera con rinvio alla Corte d’Appello di Bologna, per nuovo esame, la condanna a un anno di reclusione per falso ideologico per l’ex presidente della Regione nell’ambito dell’inchiesta Terremerse (vedi articoli correlati).
Il suo difensore, Alessandro Gamberini, ha dichiarato all’Ansa: «Sono soddisfatto. Ho sempre sostenuto che questa vicenda non meritava un giudizio. L’assoluzione in primo grado poteva essere ribaltata solamente con delle motivazioni incoerenti e illogiche, come in effetti è stato. Lo dissi fin da subito, dopo la sentenza di appello, quando ancora non conoscevo le motivazioni».
Anche il sindaco Fabrizio Matteucci ha commentato la sentenza, con un tweet inviato anche ai giornali. «Vasco Errani, dopo Cassazione, è persona assolta in primo grado in attesa di appello. Per me nuovamente in campo per Pd e per Italia». Per l’Italia, dice Matteucci, confermando l’impressione che il nome di Errani, con il processo nuovamente in corso, sia ora più freddo nella corsa a candidato sindaco di Ravenna (ruolo che tra l’altro anche lui stesso ha negato più volte di voler ricoprire), ma da tenere caldo per un eventuale incarico romano che potrebbe affidargli direttamente il premier Renzi.

Annullata la condanna per Errani e processo d’appello da rifare

La decisione della Cassazione per il ravennate ex presidente
della Regione condannato nel 2014 a un anno per falso ideologico

Il politico ravennate Vasco Errani, ex presidente della Regione Emilia Romagna, dovrà affrontare un nuovo processo in appello con l’accusa di falso ideologico. Così ha deciso la Cassazione che oggi, 17 giugno, ha annullato la sentenza di condanna di secondo grado e ha disposto di rinviare gli atti alla corte d’appello di Bologna per ridiscutere il caso. La nuova corte d’appello dovrà attenersi alle indicazioni contenute nelle motivazioni della Cassazione. Il procuratore generale della Cassazione, Aurelio Galasso, in mattinata aveva chiesto l’assoluzione dell’ex presidente della Regione, condannato ad un anno per falso ideologico l’8 luglio 2014. Secondo il pg, quel verdetto «faceva una lettura politica degli atti e poggia su argomenti del tutto fallaci». Dopo la condanna Errani si dimise.

La richiesta del pg della Cassazione: «Assolvere Vasco Errani»

Assolto il fratello: truffa e i falsi per avere i finanziamenti dall’Emilia Romagna sussistono ma sono prescritti.

Il procuratore generale della Cassazione, Aurelio Galasso, ha chiesto l’assoluzione del ravennate Vasco Errani, ex presidente della Regione Emilia Romagna, condannato a un anno per falso ideologico dalla corte d’appello di Bologna l’8 luglio 2014. Secondo il pg, si legge dal sito Ansa.it, quel verdetto «faceva una lettura politica degli atti e poggia su argomenti del tutto fallaci». Da assolvere anche i dirigenti regionali Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti, condannati ad un anno e due mesi per favoreggiamento. Dopo la condanna Errani si dimise.

Per Galasso, l’ex governatore «non ha commesso alcun falso in atto pubblico, dal momento che aveva dato incarico ai suoi stretti collaboratori di redigere una relazione sulla vicenda del finanziamento alla cooperativa Terremerse per rispondere ad un attacco giornalistico e aveva inviato questa relazione alla procura, sollecitando accertamenti». Per questo, essendo quella relazione un «atto informale», non c’era bisogno «nè di protocollarlo nè di conferire incarichi formali ad un assessore». Per queste ragioni il comportamento di Errani è stato «corretto» ed è «fuori dall’esercizio dell’azione penale».

La Cassazione deciderà se annullare la condanna, confermarla o scegliere una terza via: rimandare le carte a Bologna ad una nuova corte di appello per un nuovo esame del caso.

Come noto la vicenda rientra nell’ambito del finanziamento da un milione di euro concesso dalla Regione alla cooperativa Terremerse guidata dal fratello di Errani. La truffa e i falsi per avere nel 2006 i finanziamenti dall’Emilia Romagna sussistono ma sono prescritti. Lo affermano, dice Il Resto del Carlino, i giudici della Corte di Appello di Bologna nella sentenza che ha assolto Giovanni Errani, fratello dell’ex governatore Vasco, nel processo per il contributo da un milione che la coop Terremerse ottenne dalla Regione per una cantina vinicola.

Apre il parcheggio alternativo a piazza Kennedy. E si pagherà anche di notte

L’area di sosta in via Guidarelli resterà gratuita per un periodo di test fino al 12 luglio. Sarà videosorvegliata e «passerà la vigilanza»

Novità in centro a Ravenna. Apre infatti domani, giovedì 18 giugno, il parcheggio di via Guidarelli, quello cosiddetto alternativo a piazza Kennedy, che verrà chiusa alle auto a partire da lunedì, 22 giugno (vedi articoli correlati).
Come ormai noto, si tratta dell’area di proprietà della curia sul retro dell’ex cinema Roma, presa in gestione dalla società a capitale misto pubblico-privato Azimut (già gestore dei parcheggi a pagamento di Ravenna) che come corresponsione pagherà alla Curia un canone annuo di circa 25mila euro.
Azimut in una nota rende noti i dettagli sull’intervento realizzato in via Guidarelli, su cui ha investito quasi un milione di euro per la trasformazione del vecchio parcheggio privato che ospitava 75 auto in un’area sterrata in quello che ora sarà un parcheggio pubblico con un piano rialzato per 132 posti auto complessivi. In 127 giorni di cantiere è stata allestita una struttura prefabbricata metallica, verniciata in bianco laccato, provvista di un’ampia area coperta al piano terra (74 posti). L’intervento ha comportato anche l’adeguamento delle opere di urbanizzazione primaria, che hanno previsto tra l’altro l’integrale riasfaltatura di tutta la superficie.
A differenza di quanto accadeva precedentemete, l’accesso sarà naturalmente consentito per 24 ore tutti i giorni (feriali e festivi). La tariffa oraria sarà di 1 euro e 30 centesimi dalle 8 alle 20 (inferiore rispetto a quella attualmente praticata in piazza Kennedy, sottolinea Azimut in una nota, che è di 1,57 euro all’ora di media) e di 50 centesimi in orario serale, dalle 20 alle 8 di mattina. Orario in cui invece in piazza Kennedy, come in tutte le altre aree con “strisce blu” della città, non si pagava la sosta. Così come nei festivi, durante i quali nel nuovo parcheggio si pagherà. È anche possibile optare per una tariffa giornaliera di 8 euro complessivi.
Fino al 12 di luglio, come periodo di prova, l’utilizzo del nuovo parcheggio sarà invece gratuito.
L’ingresso e l’uscita sono regolati – oltre che da sbarre automatiche – tramite la lettura della targa da parte di telecamere gestite da un sistema informatico. Non è pertanto necessario l’utilizzo di biglietti cartacei e sarà possibile effettuare il pagamento, previo inserimento del numero di targa, utilizzando la cassa automatica.
Il parcheggio sarà videosorvegliato e Azimut informa che sono stati programmati frequenti passaggi della vigilanza, soprattutto in orari notturni.

Verde, teatri, turismo, scuola… Ecco tagli e risparmi del Comune

Un bilancio senza precedenti per Palazzo Merlato. L’assessore:
«Per la prima volta non ci sono compensazioni». 10,4 milioni in meno

Un bilancio di previsione precario, pur arrivando a oltre metà dell’anno, fatto di tagli sulla spesa corrente e di operazioni straordinarie per finanziare gli investimenti. È terminata in commissione Bilancio a Palazzo Merlato la discussione di uno dei documenti finanziari del Comune più difficile di sempre, quello relativo al 2015.
Le condizioni infatti in cui il consiglio di Ravenna si troverà a discutere e poi a votare (l’approvazione finale prevista per il 2 luglio) sono senza precedenti, come spiega l’assessore Valentina Morigi (Sel): «Per la prima volta a fronte di un taglio di risorse non c’è alcun meccanismo compensativo. Stiamo facendo i conti con un ammanco nei trasferimenti di 10milioni e 400mila euro in meno senza nemmeno sapere, peraltro, se questa sarà la cifra definitiva visto che il decreto del governo sugli enti locali ancora non è stato emanato».
A sentire Morigi, peggio di Renzi, insomma, non ha mai fatto nessuno in termini di enti locali, «umiliati» dal governo centrale. Ecco allora che sulla voce della spesa corrente, sono necessarie riduzioni per oltre 7milioni di euro rispetto ai risparmi effettuati gli scorsi anni.
«Non abbiamo voluto toccare la voce delle entrate, ossia le tasse – spiega ancora l’assessore – per non colpire le aziende del territorio tornando ad alzare l’Imu che l’anno scorso avevamo un po’ ridotto, né volevamo alzare l’addizionale Irpef che, essendo già al massimo per i redditi più alti, avremmo potuto aumentare solo per quelli più bassi. E, nel tagliare abbiamo tenuto come cardini intoccabile ancora una volta le voci di welfare e scuola e istruzione».
Per la verità, entrambi i settori, welfare e scuola, calano e producono risparmi, ma per ragioni per così dire strutturali e non legate a scelte politiche.
L’area istruzione infanzia, per esempio, che vale circa 18 milioni, vedrà una riduzione di spesa di 660mila euro in gran parte dovuta alla riduzione di posti convenzionati nei nidi, per via del calo delle iscrizioni, e per la chiusura di alcune sezioni di scuole materne in città e nei lidi a fronte di un calo demografico. L’eventuale revisione della convenzione con le scuole Fism, che si presume debbano aver avuto un analogo calo di iscritti, potrà essere eventualmente contabilizzata solo nel bilancio 2016. Qualcosa sarà infine limato anche alla qualità pedagogica e ai fondi alla Fondazione Flaminia, per l’Università.
Alla voce welfare, il Comune risparmia di fatto circa 600mila euro sui conti 2015, ma questa cifra non si tradurrà in una riduzione di risorse all’Asp, la quale può contare su accantonamenti pregressi di soldi ricevuti dal Comune in passato e dall’aumento di alcuni finanziamenti da Stato e Regione. Il budget dell’Azienda per i servizi alla persona dunque non muterà rispetto al 2014.
Altri tagli, per un totale di circa un milione, sono distribuiti su vari altri settori. Il comparto immigrazione taglierà soprattutto la mediazione culturale poiché le attività più onerose gestite dal Comune in questo settore, come i progetti per i richiedenti asilo, godono di finanziamenti statali o regionali dedicati provenienti da Stato e Regione. Anche anagrafe e decentramento subiranno qualche riduzione: è stato per esempio chiuso lo sportello dell’anagrafe all’ufficio decentrato in via Berlinguer, nella sede dell’ex circoscrizione che di fatto si trovava a pochi passi dalla nuova anagrafe.
Un milione e mezzo proverranno dagli oltre 38 dell’area economia e territorio: in particolare saranno spesi 850mila euro in meno in manutenzione del verde e disinfestazione (con l’intenzione poi di ricorrere ai fondi Eni); 111mila euro in meno per le attività produttive (contributi ai consorzi fidi), 187mila euro al turismo (l’incasso per la tassa di soggiorno è invece stimato di 1milione 700mila euro).
Dall’area delle infrastrutture civili arriverano risparmi per oltre un milione di euro da mobilità (213mila euro), manutenzione immobili (210mila euro), viabilità e illuminazione pubblica dove si taglieranno oltre 730mila euro ma in questo caso si tratta almeno in parte di una buona notizia: molti risparmi infatti sono dovuti alla sostituzione delle vecchie lampade con quelle led. L’assessore competente, Enrico Liverani, per darci l’idea ci spiega per esempio che i costi per i semafori sono scesi da 85mila a 10mila euro per i consumi.
Tornando ai tagli, non sarà risparmiata nemmeno la cultura: se le biblioteche sono salve e sia Oriani che Classense vedono confermati i fondi, a subire una riduzione di poco meno di 400mila euro saranno le convenzioni per la gestione dei teatri, il che significa RavennaTeatro (per il Rasi) e, soprattutto, Ravenna Manifestazioni (per l’Alighieri). «Non abbiamo operato tagli lineari – specifica Morigi – per non penalizzare le realtà più giovani, le ultime con cui il Comune ha stretto convenzioni anche meno onerose. Abbiamo chiesto il sacrificio maggiore a chi riceve comunque gran parte delle risorse».
A questo si aggiunge un risparmio di 770mila euro in personale per effetto del mancato turn over e 780mila euro di risparmio per un’estinzione anticipata di un mutuo.
Infine le ultime due voci voci consistenti nel far tornare i conti: sono stati messi a bilancio 2,5 milioni in più di entrate imputabili al nuovo sistema contabile, entrato in vigore proprio quest’anno e che ha portato a una revisione profonda delle modalità di stesura del bilancio, ed è stato infine ridotto di 1,6 milioni il fondo crediti di dubbia esigibilità. Con la speranza, presunta, che saranno riscossi più crediti che in passato.
Il voto per il bilancio è previsto il 2 luglio, anche se il termine ultimo per legge è stato slittato al 30, mentre è ignota la data per l’emanazione del decreto enti locali da parte del governo, il documento che dirà se ci sarà da rimettere mano o meno alle centinaia di pagine di cui è composto un bilancio che prevede una spesa complessiva di circa 180milioni composto per venti milioni da risorse terze a specifica destinazione e per il restante da risorse proprie del Comune.

Verde, teatri, turismo, scuola… Ecco tagli e risparmi del Comune

Un bilancio senza precedenti per Palazzo Merlato. L’assessore:
«Per la prima volta non ci sono compensazioni». 10,4 milioni in meno

Un bilancio di previsione precario, pur arrivando a oltre metà dell’anno, fatto di tagli sulla spesa corrente e di operazioni straordinarie per finanziare gli investimenti. È terminata in commissione Bilancio a Palazzo Merlato la discussione di uno dei documenti finanziari del Comune più difficile di sempre, quello relativo al 2015.
Le condizioni infatti in cui il consiglio di Ravenna si troverà a discutere e poi a votare (l’approvazione finale prevista per il 2 luglio) sono senza precedenti, come spiega l’assessore Valentina Morigi (Sel): «Per la prima volta a fronte di un taglio di risorse non c’è alcun meccanismo compensativo. Stiamo facendo i conti con un ammanco nei trasferimenti di 10milioni e 400mila euro in meno senza nemmeno sapere, peraltro, se questa sarà la cifra definitiva visto che il decreto del governo sugli enti locali ancora non è stato emanato».
A sentire Morigi, peggio di Renzi, insomma, non ha mai fatto nessuno in termini di enti locali, «umiliati» dal governo centrale. Ecco allora che sulla voce della spesa corrente, sono necessarie riduzioni per oltre 7milioni di euro rispetto ai risparmi effettuati gli scorsi anni.
«Non abbiamo voluto toccare la voce delle entrate, ossia le tasse – spiega ancora l’assessore – per non colpire le aziende del territorio tornando ad alzare l’Imu che l’anno scorso avevamo un po’ ridotto, né volevamo alzare l’addizionale Irpef che, essendo già al massimo per i redditi più alti, avremmo potuto aumentare solo per quelli più bassi. E, nel tagliare abbiamo tenuto come cardini intoccabile ancora una volta le voci di welfare e scuola e istruzione».
Per la verità, entrambi i settori, welfare e scuola, calano e producono risparmi, ma per ragioni per così dire strutturali e non legate a scelte politiche.
L’area istruzione infanzia, per esempio, che vale circa 18 milioni, vedrà una riduzione di spesa di 660mila euro in gran parte dovuta alla riduzione di posti convenzionati nei nidi, per via del calo delle iscrizioni, e per la chiusura di alcune sezioni di scuole materne in città e nei lidi a fronte di un calo demografico. L’eventuale revisione della convenzione con le scuole Fism, che si presume debbano aver avuto un analogo calo di iscritti, potrà essere eventualmente contabilizzata solo nel bilancio 2016. Qualcosa sarà infine limato anche alla qualità pedagogica e ai fondi alla Fondazione Flaminia, per l’Università.
Alla voce welfare, il Comune risparmia di fatto circa 600mila euro sui conti 2015, ma questa cifra non si tradurrà in una riduzione di risorse all’Asp, la quale può contare su accantonamenti pregressi di soldi ricevuti dal Comune in passato e dall’aumento di alcuni finanziamenti da Stato e Regione. Il budget dell’Azienda per i servizi alla persona dunque non muterà rispetto al 2014.
Altri tagli, per un totale di circa un milione, sono distribuiti su vari altri settori. Il comparto immigrazione taglierà soprattutto la mediazione culturale poiché le attività più onerose gestite dal Comune in questo settore, come i progetti per i richiedenti asilo, godono di finanziamenti statali o regionali dedicati provenienti da Stato e Regione. Anche anagrafe e decentramento subiranno qualche riduzione: è stato per esempio chiuso lo sportello dell’anagrafe all’ufficio decentrato in via Berlinguer, nella sede dell’ex circoscrizione che di fatto si trovava a pochi passi dalla nuova anagrafe.
Un milione e mezzo proverranno dagli oltre 38 dell’area economia e territorio: in particolare saranno spesi 850mila euro in meno in manutenzione del verde e disinfestazione (con l’intenzione poi di ricorrere ai fondi Eni); 111mila euro in meno per le attività produttive (contributi ai consorzi fidi), 187mila euro al turismo (l’incasso per la tassa di soggiorno è invece stimato di 1milione 700mila euro).
Dall’area delle infrastrutture civili arriverano risparmi per oltre un milione di euro da mobilità (213mila euro), manutenzione immobili (210mila euro), viabilità e illuminazione pubblica dove si taglieranno oltre 730mila euro ma in questo caso si tratta almeno in parte di una buona notizia: molti risparmi infatti sono dovuti alla sostituzione delle vecchie lampade con quelle led. L’assessore competente, Enrico Liverani, per darci l’idea ci spiega per esempio che i costi per i semafori sono scesi da 85mila a 10mila euro per i consumi.
Tornando ai tagli, non sarà risparmiata nemmeno la cultura: se le biblioteche sono salve e sia Oriani che Classense vedono confermati i fondi, a subire una riduzione di poco meno di 400mila euro saranno le convenzioni per la gestione dei teatri, il che significa RavennaTeatro (per il Rasi) e, soprattutto, Ravenna Manifestazioni (per l’Alighieri). «Non abbiamo operato tagli lineari – specifica Morigi – per non penalizzare le realtà più giovani, le ultime con cui il Comune ha stretto convenzioni anche meno onerose. Abbiamo chiesto il sacrificio maggiore a chi riceve comunque gran parte delle risorse».
A questo si aggiunge un risparmio di 770mila euro in personale per effetto del mancato turn over e 780mila euro di risparmio per un’estinzione anticipata di un mutuo.
Infine le ultime due voci voci consistenti nel far tornare i conti: sono stati messi a bilancio 2,5 milioni in più di entrate imputabili al nuovo sistema contabile, entrato in vigore proprio quest’anno e che ha portato a una revisione profonda delle modalità di stesura del bilancio, ed è stato infine ridotto di 1,6 milioni il fondo crediti di dubbia esigibilità. Con la speranza, presunta, che saranno riscossi più crediti che in passato.
Il voto per il bilancio è previsto il 2 luglio, anche se il termine ultimo per legge è stato slittato al 30, mentre è ignota la data per l’emanazione del decreto enti locali da parte del governo, il documento che dirà se ci sarà da rimettere mano o meno alle centinaia di pagine di cui è composto un bilancio che prevede una spesa complessiva di circa 180milioni composto per venti milioni da risorse terze a specifica destinazione e per il restante da risorse proprie del Comune.

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