sabato
23 Maggio 2026

Una cena di gala con i medici ha aperto la stagione termale di Riolo

Le Terme di Riolo hanno inaugurato ufficialmente la stagione termale 2026 con un evento esclusivo all’insegna dell’eccellenza scientifica e del fascino storico. Venerdì 10 aprile, la suggestiva cornice del Padiglione Oriani, ha ospitato una cena di gala dedicata alla comunità medica, sancendo il legame indissolubile tra benessere, prevenzione e territorio.

«L’apertura della stagione 2026 rappresenta per le Terme di Riolo un nuovo inizio che guarda alla modernità senza dimenticare le radici» – dichiara l’Ad Andrea Spalla. «Dedichiamo questa serata ai medici, custodi della salute, offrendo loro un’esperienza che unisce il rigore scientifico all’emozione della nostra storia».

Ravenna, notte di violenza in hotel: 27enne arrestato dopo aver aggredito receptionist e carabinieri

Notte movimentata a Ravenna, dove un 27enne straniero è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento.

L’episodio si è verificato intorno alle 3.30 della notte tra il 15 e il 16 aprile, quando la centrale operativa ha ricevuto una richiesta di intervento da parte del receptionist di un hotel cittadino. L’addetto segnalava la presenza di un individuo in evidente stato di agitazione che, oltre a danneggiare la struttura, lo aveva aggredito.

All’arrivo dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, la situazione non è migliorata: l’uomo ha continuato a manifestare un comportamento aggressivo e non collaborativo. Nonostante i ripetuti tentativi di riportarlo alla calma, il 27enne si è scagliato contro i carabinieri, costringendoli inizialmente a estrarre il taser a scopo deterrente. La reazione dell’uomo, però, non si è placata. Anzi, ha proseguito con atteggiamenti minacciosi e violenti, rendendo necessario l’utilizzo effettivo della pistola a impulsi elettrici, grazie alla quale è stato immobilizzato.

Subito dopo l’intervento, il giovane è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118 e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Ravenna. Qui i medici, dopo averlo sedato, hanno accertato uno stato di alterazione dovuto all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti.

Una volta dichiarato in arresto, l’uomo è stato piantonato in ospedale e, dopo le dimissioni, trasferito nelle camere di sicurezza del comando provinciale. Nella tarda mattinata è comparso davanti al giudice del Tribunale di Ravenna per l’udienza direttissima, al termine della quale ha patteggiato una pena di un anno di reclusione.

Salva un ragazzo dal pestaggio, picchiato da una baby gang: «Non potevo girarmi dall’altra parte»

Un episodio di violenza che riporta al centro il tema della sicurezza ma anche del coraggio civile. A raccontarlo è l’emiliano Mino Spano, protagonista di una vicenda avvenuta a Cervia nella serata di sabato 4 aprile e ricostruita in un’intervista pubblicata in questi giorni dalla Gazzetta di Modena.

Secondo quanto riferito, Spano si trovava nella città del Sale per una passeggiata quando si è imbattuto in una scena drammatica: un giovane stava subendo un’aggressione da parte di un gruppo composto da circa otto ragazzi, che avevano preso di mira in particolare due coppie di fidanzati. «Erano tutti su di lui, lo stavano massacrando», ha raccontato. Senza esitazione, quindi, ha deciso di intervenire per cercare di fermare il pestaggio.

L’intervento, però, ha avuto conseguenze pesanti. Nel tentativo di difendere il ragazzo, Spano è stato a sua volta colpito dal branco. Il bilancio è significativo: la frattura di quattro dita della mano, oltre a contusioni e un giubbotto da buttare. «Non potevo voltarmi dall’altra parte», ha spiegato, sottolineando come invece molte altre persone presenti nelle vicinanze (nei pressi di una piadineria) non abbiano mosso un dito.

Dopo l’accaduto, Spano è stato trasportato al pronto soccorso. Il giovane aggredito, sebbene ferito, non è in pericolo di vita ma l’uomo lo ricorda con il volto tumefatto e i denti rotti. Sul posto i carabinieri, le cui sirene hanno però fatto scappare i componenti della baby gang.

Linea ferroviaria sospesa tra Ravenna e Rimini nel fine settimana per manutenzione alle infrastrutture

Treni sospesi nel fine settimana nella linea Ravenna-Rimini e viceversa: dalle 23 di venerdì 17 alle 4 di lunedì 20 aprile sono in programma lavori di manutenzione delle infrastrutture a carico di Rete Ferroviaria Italiana, per un investimento di circa 1 milione 400 mila euro.

Nello specifico, sarà sostituito l’impalcato del ponte ferroviario sul canale Mesola, all’interno del territorio comunale di Cervia. Il cantiere, che vedrà impegnate 50 persone fra tecnici e operai di RFI e delle imprese appaltatrici, comporterà la sospensione della circolazione ferroviaria fra Igea Marina e Ravenna.

In particolare, nei giorni 17, 18 e 19 aprile sarà cancellato il treno FA 8852 Roma Termini – Ravenna nella tratta da Rimini a Ravenna, mentre il 18, 19 e 20 aprile sarà cancellato il treno FA 8851 Ravenna – Roma Termini da Ravenna a Rimini. È stato programmato un servizio sostitutivo con bus tra le località di Ravenna e Rimini dove sarà rafforzata la presenza di personale di assistenza alla clientela. Il numero di posti potrebbe essere inferiore rispetto al normale servizio ed è possibile un aumento delle tempistiche di percorrenza della tratta.

Per la sostituzione dell’impalcato del ponte, infatti, sarà necessaria la temporanea rimozione dei binari, della massicciata e la disalimentazione della linea elettrica di alimentazione dei treni. Da lunedì 20 a lunedì 27, come prevedono le norme in caso di interventi di manutenzione all’infrastruttura, i treni percorreranno la tratta interessata dai lavori a una velocità ridotta che verrà gradualmente innalzata fino a raggiungere quella finale.

La cervese che fa la ricercatrice all’università di Cambridge

Dalla storia del nonno Alfredo Raffuzzi – partigiano, poliziotto e inventore – alla carriera del padre Mirco come ingegnere, la famiglia è stata la prima ispirazione per Valeria Raffuzzi nel suo percorso da scienziata. Oggi la trentenne cervese lavora come ricercatrice all’Università di Cambridge. «Mio padre mi ha fatto capire l’importanza dell’energia, così ho iniziato gli studi al Politecnico di Milano, nel settore dell’ingegneria energetica». Al terzo anno di triennale, tra il 2016 e il 2017, Raffuzzi partecipa a un programma Erasmus a Monaco, dove approfondisce il campo dell’energia nucleare: «Ho scelto il corso quasi per caso, in un momento storico dove il nucleare era un tema archiviato sul piano politico, scoprendo però una grande passione». Terminati gli studi magistrali, si trasferisce in Svizzera per un master sull’energia nucleare tra l’Eth di Zurigo e l’Epfl di Losanna: «Lì ho deciso di volermi dedicare alla ricerca, iniziando i miei primi tre anni di dottorato a Cambridge e proseguendo poi per altri tre di post-doc. Non sono andata all’estero per mancanza di opportunità in Italia, ho scelto il percorso più in linea con i miei interessi. Se volessi rientrare oggi però sarebbe difficile ricoprire la stessa posizione. Questo è un limite della carriera accademica: è difficile scegliere una sede di lavoro specifica, sia in Italia che all’estero».

Il rapporto tra stipendio in ambito universitario e costo della vita resta comunque leggermente migliore in Regno Unito, anche se rimane l’aspetto della precarietà: il contratto di ricerca scadrà durante l’estate, ma il rientro a casa continua a sembrare lontano: «Se tornassi in Italia, con i finanziamenti per il cosiddetto “rientro dei cervelli” avrei qualche agevolazione fiscale, ma non abbastanza per convincermi a tornare – spiega Raffuzzi –. Non so ancora se proseguirò in ambito accademico alla scadenza del contratto, è un mondo estremamente competitivo e influenzato da dinamiche politiche». L’alternativa alla ricerca potrebbe essere il lavoro sul campo in qualche start-up o azienda inglese nel nucleare.

«Il consiglio che darei a chiunque voglia iniziare a lavorare in ambito accademico è proprio quello di non essere “schizzinosi” e non focalizzarsi sui confini dell’Italia – conclude Raffuzzi –. Io, ad esempio, sono molto legata alla mia famiglia e ho scelto di rifiutare alcune opportunità in Australia o negli Usa per non mettere troppa distanza tra noi. Due ore di volo non sono un problema insormontabile e abitare all’estero mi ha fatto capire che l’Europa, alla fine, è un paesino».

Intelligenza artificiale e futuro incerto. «Ma è ormai inevitabile la fusione uomo-macchina»

«Siamo di fronte a qualcosa di inedito, mai visto prima nel corso della storia umana». Così Mario Caligiuri, docente di pedagogia all’Università della Calabria, parlando di intelligenza artificiale. Giovedì 16 aprile (dalle 18.30) il professore – anche direttore del Laboratorio sulle politiche educative dell’Eurispes e presidente della Società Italiana di Intelligence – presenterà i suoi ultimi due volumi “Il fuoco di Prometeo. Intelligence e intelligenza artificiale” e “Intelligence”, alla Casa Matha di piazza Andrea Costa, in centro a Ravenna (nell’ambito della rassegna organizzata da Idea di Ravenna).

Incrociare Intelligence e intelligenza artificiale significa tentare di comprendere le attuali tendenze del mondo. Dove per Intelligence si intende – oltre che servizi segreti – analisi, raccolta e utilizzo delle informazioni. «L’Ai replica – ci dice Caligiuri nel corso di un’intervista telefonica -, imita le funzioni umane. Alcuni credono sia impossibile superare la nostra mente, altri ritengono lo abbia già fatto». Cambia così anche il modo di insegnare, di crescere i bambini, «Il futuro dei giovani lo sta cambiando e lo ha già cambiato, viviamo su tre realtà diverse: digitale, fisica e ibrida. Secondo Kevin Kelly la fusione uomo-macchina è inevitabile, per ora gli smartphone rappresentano una protesi esterna, non manca molto a che diventi interna: parlo di chip, Neuralink… Saranno elementi chiave nel nostro futuro».

Nessuno sa dove si sta andando con questo sviluppo, continua il professore: non è come il fuoco, come la fissione nucleare, potenze d’oltremondo arrivate a noi ma in mano a pochi all’inizio e in tempi molto diversi, qui si parla di qualcosa di mai visto, dove tutto il mondo ha accesso continuo e indisturbato a diverse Ai. «Il problema sta anche nel fatto che ci ostiniamo a definire il mondo con parole, leggi, consuetudini che non vanno più bene per ciò che ci troviamo dinanzi, non riescono a descrivere, a prendere in mano il cambiamento». Da qui si pone poi un problema politico: la tecnologia è ancora in grado di liberare gli uomini dalla fatica per far sì che si possano dedicare alle arti e alla politica? La risposta non è chiara: «Aristotele parlava di telai che intrecciano da soli, ma oggi l’Ai è in grado di fare arte indistinguibile da quella umana: è incerto quale sarà l’esito dei suoi effetti a riguardo». Si pensi dunque alla guerra, oggi combattuta da droni e missili e non più da uomini: «La guerra del futuro sarà moralmente più accettabile, sul campo cesserà di essere vitale, diverrà guerra culturale». Ma le Ai non sono precise, le difese aeree del Kuwait hanno abbattuto degli F15 americani, riconosciuti come iraniani, i sistemi di puntamento di Palantir, per dichiarazioni del Ceo Alex Karp, hanno ucciso “perlopiù” obiettivi militari, i civili sono una piccola esternalità da non tenere in considerazione.

In conclusione non siamo di fronte a una catastrofe ma bisognerà usare cura e attenzione nel modo in cui ci rapporteremo alla macchina per non diventarne schiavi, sarà fondamentale in sempre più aspetti della vita di tutti – secondo il professore – dobbiamo essere in grado di far sì che ci guidi a un nuovo passo evolutivo.

Cordoglio al liceo scientifico per la morte di Manuel: un minuto di silenzio in suo ricordo

Cordoglio al liceo scientifico di Ravenna per Manuel Muratori. Si tratta del 19enne di cui il padre aveva denunciato la scomparsa da Ravenna martedì 14 aprile, ritrovato il giorno dopo senza vita a Napoli, in via Leonardi Giuseppe Albanese. L’unica ipotesi al momento presa in considerazione dagli inquirenti è quella del suicidio. Non sono servite a nulla quindi le ricerche, con il messaggio della famiglia divulgato anche dai social della celebre trasmissione “Chi l’ha visto?”.

Oggi (16 aprile) l’aria era pesantissima tra i professori e i ragazzi del liceo scientifico di Ravenna, che Manuel aveva frequentato fino a pochi mesi fa. In suo ricordo, l’istituto ha deciso di osservare un minuto silenzio domani mattina, 17 aprile, alle 8.30. Manuel viveva a Ravenna con i genitori, la sorella maggiore e la nonna.

Al quiz per la patente con microcamera e auricolare nascosti, 50enne denunciato per truffa

Un 50enne straniero è entrato alla motorizzazione civile di Ravenna per fare il quiz per la patente, ma è uscito con una denuncia per truffa aggravata allo Stato. L’uomo aveva una microtelecamera e un auricolare nascosti addosso per ricevere suggerimenti dall’esterno.

Il tutto è iniziato a seguito di una segnalazione al numero di emergenza 112 da parte dei funzionari della motorizzazione. Durante una sessione d’esame, l’atteggiamento del candidato aveva destato forti sospetti. L’uomo rispondeva alle domande in maniera rapida e senza nemmeno visionare i quesiti al monitor. Sono sembrati anomali i movimenti del braccio sinistro e i continui aggiustamenti della camicia: dalla manica spuntava un filo elettrico.

Al termine della prova, conclusa in tempi brevi, il 50enne ha chiesto insistentemente di recarsi in bagno. I funzionari hanno fatto attendere l’uomo fino all’arrivo dei militari del Radiomobile della compagnia di Ravenna.

In una sala riservata il 50enne è stato perquisito arrivando a scoprire un sofisticato sistema di trasmissione occultato sotto gli indumenti. Tutta la strumentazione è stata sequestrata. Le indagini proseguiranno per individuare i complici del denunciato.

In treno senza biglietto: insulti al controllore e due coltelli addosso, denunciato

Insulti al controllore sul treno che lo ha trovato senza biglietto e due coltelli nello zaino. Un giovane italiano, disoccupato e con precedenti di polizia, è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Faenza Borgo Urbecco per oltraggio a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.

I fatti si sono verificati nel pomeriggio di lunedì 13 aprile a bordo di un treno regionale. Il giovane, sorpreso dal personale di bordo privo del biglietto, ha reagito al controllo con estrema aggressività, rivolgendo insulti e frasi oltraggiose al capotreno davanti agli altri passeggeri.

Data la situazione, il controllore ha chiamato il 112 e i militari sono saliti a bordo riuscendo a riportare il giovane alla calma. Le successive operazioni di identificazione e perquisizione personale hanno permesso di rinvenire, occultati tra gli effetti del ragazzo, due grossi coltelli da cucina. Non essendo emerso alcun giustificato motivo per il possesso, i militari hanno proceduto al loro sequestro.

Dopo aver garantito la regolare ripresa della circolazione ferroviaria, che aveva subito un momentaneo rallentamento, il giovane è stato condotto in caserma per gli accertamenti e denunciato.

Moussa Cisse ucciso per pochi euro, colpito alla gola con una bottiglia di vetro rotta

Una disputa legata a una somma di denaro non restituita sarebbe all’origine dell’omicidio di Moussa Cisse, il 29enne senegalese ucciso poco prima dell’alba di martedì in darsena a Ravenna. Per il delitto è stato fermato Dambelè Kedjougou Madi, 36 anni, cittadino maliano, attualmente ricoverato in ospedale e piantonato dalle forze dell’ordine.

Lo scrive il Corriere Romagna in edicola oggi (16 aprile), con il Carlino Ravenna che aggiunge anche liti pregresse, legate al danneggiamento di una tenda. Futili motivi, secondo la ricostruzione degli investigatori, coordinati dalla Procura. La violenza si sarebbe sviluppata in due momenti distinti all’interno e nei pressi di un edificio abbandonato nell’area dell’ex Silos Granari del Candiano. Durante una prima colluttazione, il 36enne avrebbe riportato un colpo alla testa, per poi allontanarsi. Successivamente, come documentato anche dalle telecamere di sorveglianza, l’uomo sarebbe tornato sul posto armato con una bottiglia di vetro rotta, colpendo mortalmente la vittima alla gola lungo la pista ciclabile di via Antico Squero. Dopo l’aggressione, si è diretto verso la zona del Candiano, dove ha chiamato i soccorsi per le proprie ferite.

Gli inquirenti hanno sequestrato l’arma del delitto e raccolto le testimonianze delle persone senzatetto che vivono nell’immobile occupato (almeno 4 o 5).

Il 36enne è accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi; si attende la convalida del fermo, compatibilmente con le sue condizioni di salute.

La Consar perde gara 2 ad Aversa: si deciderà tutto nella “bella” al Pala De André

La Consar Ravenna non riesce a chiudere la serie e per conquistare la semifinale dei playoff del campionato di A2 di volley dovrà battere Aversa nella “bella” di domenica 19 aprile (ore 18) al Pala De André.

Dopo aver vinto davanti ai propri tifosi domenica scorsa, infatti, i ravennati in Campania hanno perso 3-0 (25-21, 25-23, 25-23 i parziali) gara 2 dei quarti di finale e ora si deciderà tutto in gara 3. Complici l’indisponibilità di Goi, comunque in panchina, che non ha recuperato dal tutto dal colpo alla spalla accusato durante gara 1, e i tanti errori in attacco (13), la Consar ferma la sua serie positiva contro la Virtus Aversa (tre su tre le vittorie in questa stagione).

Sorprendente anche la sconfitta di Pineto (prima in classifica al termine della regular season), a Porto Viro. Anche in questo caso si deciderà in gara 3. Le vincenti si sfideranno in semifinale.

Già definitiva invece l’altra semifinale, con Brescia e Prata di Pordenone che hanno rispettato il pronostico, vincendo anche la gara di ritorno.

Aversa-Ravenna 3-0 (25-21, 25-23, 25-23)
VIRTUS AVERSA: Garnica 1, Benavides 5, Volpato 6, Mattei 8, Tiozzo 15, Tallone 11, Raffa (lib.), Mazza. Ne: Minelli, Vattovaz, Motzo, Agouzoul (lib.), Guerrini. All.: Graziosi.
CONSAR RAVENNA: Russo 4, Dimitrov 6, Bartolucci 10, Canella 5, Zlatanov 20, Valchinov 6, Gottardo (lib.), Bertoncello. Ne: Iurlaro, Ciccolella, Giacomini, Goi, Asoli (lib.). All.: Valentini.
ARBITRI: Cecconato di Villorba e Faia di Cagliari.
NOTE: Durata set 28’, 30’, 31’, tot. 89’. Aversa (2 bv, 13 bs, 5 muri, 3 errori, 48% attacco, 51% ricezione), Ravenna (3 bv, 16 bs, 7 muri, 13 errori, 46% attacco, 50% ricezione).

Cento vignette per ricordare “La modestia del grande umorismo” di Alfredo Malagola

Circa cento vignette per rivivere “La modestia del grande umorismo” di Alfredo Malagola. La mostra sulla vita artistica dell’illustratore ravennate, curata da Nevio Galeati e dall’associazione Pa.Gi.Ne., sarà visitabile dal 17 aprile al 13 maggio alla Manica Lunga della Classense. L’inaugurazione è prevista venerdì alle 17.30 e l’ingresso sempre gratuito.

In esposizione una serie di bozzetti e disegni realizzati fra il 1947 e il 1962, provenienti dall’archivio di famiglia e affiancati a una serie di memorabilia per di avere un quadro completo della vita artistica dell’autore.

Alfredo Malagola (1920), ragioniere e bancario di professione, esordisce nel 1947 e raggiunge il successo pochi anni dopo, soprattutto grazie alle vignette con al centro personaggi in armatura, pubblicate dal celebre periodico umoristico Il Travaso. Ha disegnato guerrieri medievali, naufraghi e cannibali, centauri (una serie intitolata 100’auri), naufraghi, sportivi in tutte le salse, medici, astronauti: omini, senza collo e con nasoni fuori misura, inconfondibili. Collabora con decine di testate giornalistiche enigmistiche e di intrattenimento, in Italia e all’estero, disegnando più di 300 vignette all’anno. Dal 1957 al 1962 partecipa al Salone internazionale dell’umorismo di Bordighera, che patrocina la mostra ravennate, dove viene premiato con il Dattero d’Oro (1959) e il Dattero d’Argento (1960). Muore in un incidente stradale il 20 settembre 1962.

«Il tratto distintivo dell’opera di Malagola – scrive nella prefazione Silvia Masi, direttrice della Biblioteca Classense – risiede nel suo umorismo garbato: un’ironia misurata, rispettosa, capace di alleggerire lo sguardo senza mai banalizzare la complessità dell’esistenza. Le sue vignette non ricorrono al sarcasmo né alla provocazione; preferiscono invece suggerire, con discrezione, un sorriso che diventa strumento di equilibrio e di riconciliazione con il quotidiano».

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