Circa cento vignette per rivivere “La modestia del grande umorismo” di Alfredo Malagola. La mostra sulla vita artistica dell’illustratore ravennate, curata da Nevio Galeati e dall’associazione Pa.Gi.Ne., sarà visitabile dal 17 aprile al 13 maggio alla Manica Lunga della Classense. L’inaugurazione è prevista venerdì alle 17.30 e l’ingresso sempre gratuito.
In esposizione una serie di bozzetti e disegni realizzati fra il 1947 e il 1962, provenienti dall’archivio di famiglia e affiancati a una serie di memorabilia per di avere un quadro completo della vita artistica dell’autore.
Alfredo Malagola (1920), ragioniere e bancario di professione, esordisce nel 1947 e raggiunge il successo pochi anni dopo, soprattutto grazie alle vignette con al centro personaggi in armatura, pubblicate dal celebre periodico umoristico Il Travaso. Ha disegnato guerrieri medievali, naufraghi e cannibali, centauri (una serie intitolata 100’auri), naufraghi, sportivi in tutte le salse, medici, astronauti: omini, senza collo e con nasoni fuori misura, inconfondibili. Collabora con decine di testate giornalistiche enigmistiche e di intrattenimento, in Italia e all’estero, disegnando più di 300 vignette all’anno. Dal 1957 al 1962 partecipa al Salone internazionale dell’umorismo di Bordighera, che patrocina la mostra ravennate, dove viene premiato con il Dattero d’Oro (1959) e il Dattero d’Argento (1960). Muore in un incidente stradale il 20 settembre 1962.
«Il tratto distintivo dell’opera di Malagola – scrive nella prefazione Silvia Masi, direttrice della Biblioteca Classense – risiede nel suo umorismo garbato: un’ironia misurata, rispettosa, capace di alleggerire lo sguardo senza mai banalizzare la complessità dell’esistenza. Le sue vignette non ricorrono al sarcasmo né alla provocazione; preferiscono invece suggerire, con discrezione, un sorriso che diventa strumento di equilibrio e di riconciliazione con il quotidiano».



