lunedì
13 Aprile 2026

Il Festival Polis torna in città: 35 appuntamenti per la rassegna di ErosAntEros

L’edizione di quest’anno avrà un focus sulle compagnie emergenti, grazie alla vincita del bando Siae dedicato. Già disponibili il programma completo e i biglietti degli spettacoli

Agata Tomsic Erosanteros

L’ottava edizione di Polis Teatro Festival arriva in città dal 2 al 11 maggio, con più di 35 appuntamenti con i nomi di spicco della nuova scena teatrale europea. Come ogni anno, la rassegna è curata da Agata Tomsic e Davide Sacco (ErosAntEros) e nasce con l’idea di andare al di là della performance, con tavole rotonde tra artisti e studiosi, momenti di confronto e spettacoli dedicati ai più giovani (sono centinaia gli spettatori under 30 che ogni anno partecipano alla manifestazione) e alle persone con difficoltà economiche e sociali che non possono fruire frequentemente della dimensione teatrale.

POLIS 2025 2 11 Maggio Disegno Di Gianluca Costantini (003)

L’edizione di quest’anno si intitolerà “Iberian Focus” e conta in cartellone otto prime nazionali, con proposta artistica di respiro europeo e una sezione straordinaria dedicata alle compagnie teatrali emergenti, grazie alla vincita del bando Siae “Per chi crea”. Il programma completo degli spettacoli è consultabile sul sito, e la biglietteria è già aperta, con fasce di prezzo da 0 a 15 euro. La sezione Polis Neon sarà accessibile gratuitamente fino ad esaurimento posti, gli appuntamenti al Rasi, Almagià e Teatro Socjale di Piangipane costeranno dai 15 euro (intero) ai 5 (under 30), mentre quelli al Mar andranno dai 12 (intero) a 5 (under 30). Per accedere alla performance al museo sarà necessario acquistare anche un ingresso alle collezioni museali al prezzo ridotto di 3 euro.

L’edizione di quest’anno è accompagnata da un’illustrazione di Gianluca Costantini (artista-attivista i cui disegni sono da sempre al centro dell’immagine di Polis) ispirata alla celebre opera Francisco Goya “Il sonno della ragione genera mostri”. Polis Teatro Festival è sostenuto da Ministero della Cultura, dalla Regione e dall’amministrazione comunale.

Due ravennati tra le prime convocate da Velasco nella Nazionale campione olimpica

La bagnacavallese Sara Panetoni e la ravennate Beatrice Gardini al collegiale di Milano che apre la stagione azzurra

Sara Panetoni Beatrice Gardini
Sara Panetoni (a sinistra) e Beatrice Gardini

Ci sono anche due ravennati nella lista delle prime convocazioni della nuova stagione della Nazionale di Julio Velasco, campione olimpica in carica. L’Italia farà il proprio debutto stagionale il prossimo 4 giugno, quando affronterà gli Usa a Rio de Janeiro nel primo incontro valido per la Nations League di volley femminile.

Il Ct ha selezionato sedici pallavoliste per il raduno collegiale al centro Pavesi di Milano fino a venerdì 11 aprile. Sono assenti tutte le big perché ancora impegnate con i rispettivi club nei playoff.

Tra le convocate, come detto, anche il libero bagnacavallese Sara Panetoni (25 anni tra poche settimane, in forza a Cuneo) e la 22enne schiacciatrice ravennate Beatrice Gardini (impegnata in A1 con la maglia di Perugia), oltre a un altro volto noto per gli appassionati locali come la schiacciatrice bolognese Rebecca Piva (Busto Arsizio) che all’Olimpia Teodora – dal 2019 al 2021 – ha dato la svolta alla propria carriera.

Le altre convocate sono: Anna Adelusi, Martina Armini, Jennifer Boldini, Martina Bracchi, Alice Degradi, Chidera Blessing Eze, Giorgia Frosini, Adhuoljok John Majak Malual, Matilde Munarini, Alice Nardo, Stella Nervini, Benedetta Sartori e Alice Tanase.

Il re e la regina del Regno Unito a Ravenna: ecco le modifiche alla viabilità

Royal Family
Il re e la regina a Roma (foto dalla pagina The Royal Family)

Nel corso della parte centrale della giornata di giovedì 10 aprile, tra le 11 e le 18, le strade di collegamento tra Forlì e Ravenna (E45, via Dismano, via Ravegnana e SS16) potranno subire interruzioni in concomitanza con il passaggio dei cortei delle Maestà del Regno Unito e del Presidente della Repubblica. In relazione a tali provvedimenti, assunti per motivi di sicurezza, i tempi di percorrenza e attesa potranno allungarsi fino a 90 minuti.

Allo stesso modo a Ravenna viale Randi, con le sue arterie adiacenti, sarà interrotto al passaggio delle autorità.

Il centro storico, compreso all’interno delle mura, sarà interdetto al traffico veicolare dalle ore 8 del 10 aprile, nelle seguenti strade:

  • Via Nullo Baldini
  • Via De Gasperi
  • Piazza Caduti per la libertà
  • Via Guerrini
  • Via Guacimanni
  • Via Massimo d’Azeglio
  • Via Cattaneo
  • Via Argentario
  • Via Cavour
  • Via San Vitale
  • Via Salara primo tratto più adiacente a via Cavour
  • Via Galla Placidia
  • Via Diaz
  • Via Gioacchino Rasponi
  • Via Luca Longhi
  • Via Pasolini
  • Via Zirardini
  • Via Mariani
  • Via Gordini
  • Via Guidone
  • Via Mentana
  • Via Cairoli
  • Via IV Novembre
  • Via Serafino Ferruzzi
  • Via Corrado Ricci
  • Via Dante
  • Via Da Polenta.

La circolazione dei pedoni sarà sempre consentita ma potranno esservi chiusure e interruzioni in concomitanza con il passaggio dei Reali.

Un diario per raccontare il teatro vissuto dai più fragili

Il nuovo progetto di Nerval Teatro, realizzato in collaborazione con l’Università di Bologna e il Liceo Classico Dante Alighieri, coinvolge 4 studentesse di Scienze umane per raccontare il laboratorio artistico dedicato a 25 ragazzi con disabilità

Thumbnail Diario Delle Differenze Foto Marco Parollo (1)

Un diario per raccontare l’arte del teatro vissuta dai più fragili: questo il nuovo progetto di Nerval Teatro, la compagnia fondata da Maurizio Lupinelli e Elisa Pol che dal 2007 intreccia drammaturgia contemporanea e inclusione sociale. Dal 2019 la compagnia ha portato in città Il teatro è differenza, un laboratorio teatrale dedicato alle persone con disabilità.

In questa edizione, il laboratorio si arricchisce di un nuovo progetto, realizzato in collaborazione con il Liceo Classico Dante Alighieri (nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro), che vede quattro studentesse dell’indirizzo Scienze Umane vestire i panni di giovani reporter per testimoniare le dinamiche e le emozioni del laboratorio, oltre che la relazione tra persone disabili e teatro. Dall’esperienza nasce il Diario delle differenze, composto da interviste, ritratti, dialoghi e memorie. Il diario verrà presentato pubblicamente a Ravenna sabato 12 aprile, alle 11, nella sala Pier Paolo D’Attorre di Casa Melandri (via Ponte Marino 2), alla presenza di Pol e Lupinelli di Nerval Teatro, Eleonora Laezza, Laura Marian, Naima Zahed e Giulia Aresu, le quattro autrici del diario, e Lorenzo Donati e Rita Maria Fabris, dell’università di Bologna, partner del progetto.

Donati infatti, critico e studioso dell’Alma Mater di Bologna, cura il corso di laurea di Educazione professionale e conduce una ricerca sul rapporto tra cura e teatro e le forme di fruizione emergenti. Sul Diario delle differenze dichiara: «Il laboratorio di Nerval è un caso unico in Italia. Il teatro sociale esiste anche altrove, ma l’inserimento in una cornice istituzionale non è scontato. Lo stesso progetto è un caso di studio e il diario nasce con l’intenzione di farlo conoscere a un pubblico sempre più vasto».

Thumbnail Il Diario Delle Differenze Grafica

Gli incontri si svolgono con cadenza mensile, negli spazi del Teatro dello Zodiaco, e coinvolgono 25 ragazzi con disabilità fisiche o mentali provenienti dalle tre cooperative cittadine San Vitale, La Pieve e Selenia. L’apertura degli spettacoli è pubblica, con un debutto all’Alighieri nell’ambito del Ravenna Festival 2023 che si replicherà anche in questa stagione. Questa volta ad andare in scena alle Arificerie Almagià sarà Finale Di Partita di Samuel Beckett, nelle due repliche del 1 e 2 luglio.

Il progetto comprende anche un percorso di “Attraversamenti”, dove gli artisti del territorio entrano in contatto con gli attori disabili. Il nuovo laboratorio di scrittura si inserisce sempre nell’ottica di contaminazione e diffusione, per aprire sempre di più il teatro alla comunità partendo proprio dai più giovani.

«Si è trattata di una sperimentazione nel senso scientifico della parola, l’esperienza è stata diretta e gli incontri non preparati. Le “reporter” sono state buttate sul campo fin dal primo momento, libere di osservare, chiedere e conoscere una realtà spesso nascosta e sorprendente. Tra le annotazioni delle ragazze, la sorpresa nel trovare una comunità così aperta, socievole e accogliente e un plauso al talento degli attori, disinibiti e spontanei nell’improvvisazione – conclude Donati – è stato bello vedere la paura iniziale del “diverso” sciogliersi incontro dopo incontro, il distacco iniziale assottigliarsi fino a capire che le diversità e le fragilità accomunano indistintamente tutti noi».

Rigassificatore, cattura Co2 e trattamento rifiuti industriali: il punto sulle opere

Il convegno per l’anteprima dell’edizione 2025 di Omc ha visto intervenire i referenti delle società coinvolte nei tre progetti più significativi per impatto sull’economia e sulle dinamiche energetiche locali e non solo

Almagia anteprima Omc

I dati italiani parlano di una richiesta di energia aumentata dell’1,5 percento negli ultimi dodici mesi. È uno dei numeri emersi nel corso di un convegno che si è tenuto ieri, 7 aprile, all’Almagià di Ravenna come anteprima dell’apertura prevista per oggi di Omc, le fiera biennale che si svolge a Ravenna (fino al 10 aprile) per la 17esima volta per discutere di energia, oil&gas e rinnovabili.

Esponenti di rilievo del panorama nazionale e internazionale hanno trattato sul palco dell’Almagià temi infrastrutturali, formativi, ecologici e di transizione energetica. Ravenna è stata più volte citata, omaggiata e portata come esempio virtuoso di un panorama italiano non sempre al passo con i tempi.

Il convegno è stato anche l’occasione per un aggiornamento sui principali progetti di energia in corso di realizzazione a Ravenna: stoccaggio e cattura della Co2; rigassificatore; area Ponticelle.

Ccus, cattura e stoccaggio Co2

Ne ha parlato il presidente di Confindustria Energia, Guido Brusco. L’opera, realizzata per la decarbonizzazione dei settori industriali, ha l’obiettivo di catturare l’anidride carbonica prodotta dalle industrie e stoccarla nei giacimenti esauriti di metano sotto al mare. Al momento la fase pilota riguarda solo la Co2 emessa dalla centrale Eni di trattamento del gas naturale di Casal Borsetti, stimata in circa 25mila tonnellate per anno. Una volta catturata, l’anidride carbonica viene trasportata, attraverso condotte precedentemente utilizzate per il trasporto del gas naturale e opportunamente riconvertite, fino alla piattaforma offshore di Porto Corsini Mare Ovest, per essere infine iniettata nell’omonimo giacimento di gas esaurito dove viene stoccata permanentemente a circa tremila metri di profondità.

Il progetto – fanno sapere da Eni, rappresentata nel convegno da Stefano Guberti – sta garantendo un livello di abbattimento superiore al 90 percento, con punte fino al 96 percento, della Co2 in uscita dal camino della centrale con una concentrazione di carbonio inferiore al 3 percento e a pressione atmosferica, le condizioni più severe a oggi riscontrabili dal punto di vista industriale. Un altro elemento distintivo del progetto è l’alimentazione dell’impianto di cattura della centrale di Casal Borsetti con energia elettrica da fonti rinnovabili, con il risultato di evitare ulteriori emissioni.

In merito al progetto, che entro il 2030 prevede di arrivare a stoccare fino a 4 milioni di tonnellate all’anno, si è espresso anche il Ceo di Snam, Stefano Venier: «La cattura della Co2 ha trovato a Ravenna le condizioni ideali che non vi sono in nessun’altra parte dell’Europa. Sia per la disponibilità delle risorse dei giacimenti esauriti, ma anche e soprattutto per il tessuto industriale e una vicinanza alla costa che la rende sicuramente molto favorevole rispetto alle soluzioni che si trovano nel mare del Nord».

Il rigassificatore

Snam è anche la detentrice (non senza qualche difficoltà di trattativa come svelato da Venier) della nave Bw Singapore, il rigassificatore arrivato a fine febbraio al largo di Ravenna che ha visto la cooperazione di molte realtà ravenati (Rosetti Marino e Micoperi). La nave ha una capacità di rigassificazione continua di circa 5 miliardi di metri cubi e uno stoccaggio di 170mila metri cubi di gas naturale liquefatto. Nell’area sono già state realizzate le infrastrutture necessarie per allacciare il natante alla rete di trasporto gas esistente: il collegamento è composto da un tratto di metanodotto a mare di circa 8,5 chilometri e uno sulla costa completamente interrato, di circa 34 chilometri. Per l’operazione era stato stimato un investimento complessivo da un miliardo, tra la nave ormeggiata a una piattaforma e il collegamento alla rete di trasporto di gas nazionale. L’impianto sta per entrare in funzione.

Trattamento rifiuti nell’area Ponticelle

Durante l’incontro è intervenuto anche Carlo Pezzi, amministratore delegato di Hea, la società composta da Hera e Eni. Pezzi ha parlato del progetto di riqualificazione dell’area Ponticelle (nelle vicinanze delle Bassette) in cui sorgerà (ipoteticamente ad inizio 2026) una grande piattaforma per il trattamento di rifiuti industriali. Nella zona adiacente al polo petrolchimico nascerà una  piattaforma di trattamento e primo stoccaggio degli scarti, anche pericolosi, derivanti da attività produttive. La valorizzazione dell’area dismessa, dopo l’intervento già effettuato di bonifica, prevede anche la realizzazione di una piattaforma per il biorecupero dei terreni da bonifica e ha già visto l’installazione di un campo fotovoltaico da 6 MW da parte di Plenitude.

La nuova piattaforma Hea consentirà la chiusura della struttura Herambiente Servizi Industriali analoga ma più datata tecnologicamente, ubicata a un paio di pochi chilometri di distanza, lungo la statale Romea. Con quest’opera si andrà infatti ad allargare la base impiantistica italiana destinata al trattamento dei rifiuti industriali, strutturalmente sottodimensionata. L’impianto sarà a servizio dei rifiuti sia liquidi che solidi, anche pericolosi, con un occhio particolare per le imprese del territorio. Le tecnologie impiegate e il layout impiantistico consentiranno, infatti, di gestire anche quantitativi medio-piccoli di rifiuti, con un’ottimizzazione dei costi e la possibilità di accrescere le percentuali destinate a recupero energetico o di materia.

«Il progetto è già ben avviato – ha dichiarato Pezzi –. La bonifica e la messa in sicurezza del sito di 26 ettari è già stata effettuata, così come l’introduzione dei pannelli fotovoltaici. Si tratta di un progetto di riqualificazione in linea con le direttive dell’ecologia circolare con obiettivo di restituire terreni contaminati in usi produttivi alle aziende del nostro territorio. Anche grazie alle istituzioni, da ravennate sono orgoglioso di ciò che si sta portando avanti anche dal punto di vista occupazionale: è un progetto di cento milioni di euro complessivi, che ha coinvolto cento persone».

La Regione paga chi va al lavoro in bici a Ravenna: 0,20 euro/km

Vanno percorsi almeno 30 km in un trimestre e la distanza casa-azienda deve essere almeno 800 metri, valgono anche le biciclette elettriche

Al via il progetto Bike to Work a Ravenna: la Regione Emilia-Romagna assegna incentivi ai lavoratori dipendenti di aziende o enti pubblici e privati, dotati di mobility manager e di piano degli spostamenti casa-lavoro, che utilizzano la bicicletta per gli spostamenti sistematici casa-lavoro e viceversa. Gli incentivi sono pari a 20 centesimi al chilometro sino a un massimo di 50 euro mensili per ciascun lavoratore. Il percorso casa lavoro deve essere lungo almeno 800 metri e devono essere percorsi in bici, anche a pedalata assistita, almeno 30 chilometri a trimestre.

Il progetto prevede la stipula di un accordo con le aziende e gli enti pubblici e privati del territorio, al fine di promuovere la mobilità sul percorso casa-lavoro, mediante l’utilizzo della bicicletta.

Per l’attuazione del progetto il Comune di Ravenna si avvarrà del coinvolgimento dei Mobility Managers aziendali e di un applicativo informatico, a cui dovranno registrarsi i lavoratori aderenti, che certificherà il chilometraggio utile per quantificare il contributo economico da erogare. La suddetta applicazione quantificherà il risparmio di emissioni di CO2, rendiconterà e validerà mensilmente le percorrenze effettuate da ogni singolo utente.

Possono aderire al progetto le Aziende e gli Enti pubblici e privati, che abbiano nominato il Mobility Manager Aziendale ed abbiano approvato entro il 31/12/2024, o si impegnino ad approvarlo entro sei mesi dalla pubblicazione dell’avviso pubblico, il Piano Spostamento Casa Lavoro secondo le linee guida ministeriali e successivamente potranno aderire i lavoratori e le lavoratrici di queste aziende/enti che utilizzano la bicicletta nel percorso casa-lavoro-casa.

Le aziende/enti intenzionate/i a partecipare alla manifestazione di interesse, dovranno presentare apposita istanza di partecipazione entro il 23 aprile 2025 mediante l’invio del modulo di manifestazione d’interesse allegato all’avviso, debitamente compilato e sottoscritto all’indirizzo di posta elettronica certificata: mobilita.comune.ravenna@legalmail.it

Il progetto terminerà entro il 31 dicembre 2026 o comunque all’esaurimento delle risorse impegnate. L’avviso pubblico è scaricabile a questo link.

Dal 10 aprile telecamere accese in 4 varchi di accesso alla Ztl di Faenza

Via XX settembre, via Santa Maria dell’Angelo, corso Saffi e via Pascoli saranno sorvegliati dal controllo elettronico

ControlliAbacoEntrano in funzione le telecamere a controllo dei varchi di accesso alla zona a traffico limitato del centro storico di Faenza. Da giovedì 10 aprile quattro incroci saranno sorvegliati: le apparecchiature elettroniche controllano in automatico l’accesso in via XX Settembre (incrocio via Naviglio) attivo sette giorni su sette dalle 9 alle 18; in via Santa Maria dell’Angelo (incrocio via Cavour) attivo sette giorni su sette dalle 9 alle 18; in corso Saffi (incrocio via Manfredi) attivo 24 ore su 24 e tutti i giorni della settimana (incluse le festività) e in via Pascoli (incrocio via Fiera) attivo dal lunedì al sabato dalle 7 alle 19 (la domenica e i giorni festivi questo varco non è attivo). L’ingresso nelle Ztl con autoveicoli privi di un abbonamento “Residenti”, di un permesso Ztl oppure non inclusi nella “lista bianca”, comporterà l’applicazione di sanzioni regolate dal codice della strada.

Biciclette, monopattini, ciclomotori e motocicli possono accedere liberamente senza alcun permesso. I mezzi a motore targati, invece, non possono accedere alle Aree Pedonali, eccetto quelli di residenti. Su questo tema è stata creata una FAQ (domande più frequenti) nel sito del Comune di Faenza.

Da segnalare, inoltre, che in via XX Settembre (nel tratto tra via Naviglio e corso Garibaldi), via Severoli e Nazario Sauro la sosta è riservata solo ai possessori di abbonamento ‘Residenti’. Per tutti gli altri mezzi vale il divieto di sosta 0-24.

Per informazioni più dettagliate si può contattare Movs: faenza@movs.it oppure 0546-046149.

Le mattonelle con i fiori in mosaico alla regina Camilla e al presidente Mattarella

Il gesto simbolico di Linea Rosa in occasione della visita a Ravenna del 10 aprile

Mattonella In Mosaico 1

In occasione della visita ufficiale a Ravenna dei reali del Regno Unito, Linea Rosa, l’associazione attiva da oltre 33 anni nella lotta contro la violenza di genere e nella promozione dei diritti delle donne, sarà rappresentata in piazza dalla presidente Alessandra Bagnara, la vice Monica Vodarich e alcune socie e operatrici, in un momento simbolico e significativo per la comunità ravennate.

Durante l’evento, Linea Rosa donerà alla regina una mattonella, raffigurante una camelia, in mosaico realizzata nell’ambito del progetto “I Fiori di Ravenna – Ravenna città amica delle donne”. All’incontro saranno presenti anche le mosaiciste che da oltre dieci anni collaborano con il progetto.

Sarà l’occasione per donare una seconda mattonella anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per tramite della figlia Laura. Per il Presidente della Repubblica è stato scelto il corbezzolo, pianta nazionale dell’Italia, le cui foglie verdi, fiori bianchi e bacche rosse richiamano i colori della bandiera italiana, diventando così un sinonimo di identità, forza e bellezza.

«Le mattonelle in mosaico rappresentano ognuna un fiore reciso, memoria di ogni vita spezzata per mano di un femminicida e simbolo di rinascita – si legge in una nota dell’associazione -. Nel tempo sono diventate un segno di benvenuto a tutti e tutte coloro che visitano la città, portatrici di un messaggio rivolto in particolare alle donne, affinché si sentano ospiti gradite in un luogo accogliente, rispettoso dei diritti e contro ogni disparità di genere».

A Faenza una settimana per favorire l’inclusione dei rom e contro l’antiziganismo

Libro Persecuzione Dei Rom E Dei Sinti
Un dettaglio della copertina del libro sulla persecuzione dei rom e dei sinti nell’Italia fascista

Fino al 13 aprile Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ha indetto la “Settimana di azione per la promozione della cultura romanì e per il contrasto all’antiziganismo”. In provincia di Ravenna sostiene un piccolo calendario di iniziative organizzate da Villaggio Globale, cooperativa sociale. Si tratta in particolare di incontri di formazione sull’inclusione sociale dei rom pensati per operatori sociali, assistenti sociali, insegnanti e tutte le persone interessate, realizzati a Faenza. Tutti gli incontri sono ad accesso libero.

Martedì 8 aprile, dalle 16.30 alla 19 alla sala Ziani di via Laderchi 3/a La storia dei Rom “dalle tende a Faenza”: incontro di formazione e testimonianza con insegnanti, assistenti sociali, gli operatori del terzo settore e persone interessate alla storia della cultura romanì. Dalle ore 18 alle 19 sarà inoltre presentata la neonata associazione “Mir Sada”, nata recentemente a Faenza e composta da persone italiane e rom. Ci sarà un piccolo rinfresco.

Giovedì 10 aprile dalle 9.30 alle 12.30 al Centro per le famiglie di via S. Giovanni Bosco, presentazione del rapporto 2024 “Bagliori di speranza, la condizione dei rom e dei sinti in Italia”. Si approfondiranno le migliori politiche per l’inclusione delle persone rom. A livello nazionale si tratterà della seconda presentazione del rapporto, che il 9 aprile viene presentato ufficialmente in Senato. A cura di Paolo Stasolla dell’Associazione 21 luglio di Roma.

Venerdì 11 aprile, dalle 16.30 alle 18, al chiostro della Casa del popolo di via Castellani 25 “Biblioteca Vivente”: iniziativa a libero accesso, nella quale i partecipanti possono ascoltare “storie di vita” di persone rom e non solo.

Domenica 13 aprile alle 11.30 a Faventia Sales, infine, presentazione del libro “La persecuzione dei rom e dei sinti nell’Italia fascista”, con l’autrice Paola Trevisan, antropologa e storica.

Ricostruzione, nuova ordinanza: ecco i soldi per Ponte delle Grazie e “Il Girasole”

Il Comune di Faenza soddisfatto per la firma del commissario Curcio. Finanziamenti anche per Casola, Riolo e Castel Bolognese

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Il Ponte delle Grazie

L’amministrazione comunale di Faenza esprime grande soddisfazione per la firma dell’Ordinanza 13 Ter da parte del Commissario straordinario per la ricostruzione, Fabrizio Curcio, frutto di un’intesa con la Regione Emilia-Romagna.

Il provvedimento consente lo sblocco di risorse fondamentali, superando un articolato iter di raccolta fondi, reso possibile grazie all’impegno e alla collaborazione tra istituzioni. L’ordinanza mobilita complessivamente circa 167 milioni di euro, di cui 108 milioni aggiuntivi, destinati a finanziare 179 interventi strategici per la difesa idraulica e la viabilità nei territori colpiti.

Per quanto riguarda il territorio di Faenza, l’Ordinanza 13 Ter garantisce risorse per tre interventi di primaria importanza: l’area di contenimento idraulico tra via Cimatti e via San Martino, nei pressi della confluenza tra i torrenti Marzeno e Lamone. L’opera, già avviata, potrà ora procedere con maggiore celerità grazie a un finanziamento integrativo di 3 milioni di euro, che porta il totale a 7 milioni. Altro intervento interesserà il Ponte delle Grazie, infrastruttura strategica e simbolica per la ricostruzione post-alluvione, che sarà oggetto di un intervento gestito da Sogesid – società di ingegneria delle amministrazioni centrali dello Stato – come previsto dal precedente Commissario Figliuolo, e potrà contare su un finanziamento di circa 8,2 milioni di euro. Alla Scuola dell’Infanzia “Il Girasole”, ai 2 milioni già stanziati, si aggiungono 3 milioni di euro, per un totale di 5 milioni, destinati a restituire un polo educativo e sociale di riferimento per le famiglie di una delle aree più colpite dall’alluvione del 17 maggio 2023.

Sono inoltre previsti 800 mila euro per l’adeguamento della rete fognaria di Faenza, un’infrastruttura fondamentale che ha subito gravi danni.

L’Ordinanza 13 Ter attiva importanti finanziamenti anche per gli altri comuni dell’Unione: a Casola Valsenio, oltre 6 milioni di euro per le procedure di affidamento degli interventi di stabilizzazione delle numerose frane in via Settefonti, via Lama e via Capanne; a Riolo Terme, circa 200 mila euro assegnati alla Provincia di Ravenna per il ripristino e la difesa spondale di un tratto della Strada Provinciale 306; a Castel Bolognese, con un incremento di 2,2 milioni di euro, il Comune potrà completare la ricostruzione della scuola dell’infanzia “Camerini-Tassinari”, della scuola primaria “Bassi” e dell’asilo nido “Arcobaleno”.

Ortazzo-Ortazzino al Parco per 516mila euro, ora servono lavori per 200mila euro

I 481 ettari dell’oasi protetta a sud della foce del Bevano sono diventati di proprietà pubblica grazie a un’accordo stragiudiziale tra l’ente e la società privata che li deteneva. Un anno fa il Parco aveva fatto una valutazione di 437mila euro. Nell’area A vivono due branchi di lupi che stanno riducendo la presenza dei daini

IMG 2703L’oasi naturale protetta Ortazzo-Ortazzino, che si estende nel comune di Ravenna sulla costa adriatica tra la foce del torrente Bevano e l’abitato di Lido di Classe, è diventata di proprietà pubblica. Una delle aree più preziose dal punto di vista ecologico e della biodiversità è stata acquisita dall’ente del Parco del Delta del Po grazie a un accordo con la società immobiliare che la possedeva. Il Parco ha acquisito i 481 ettari che ricadono nelle zone chiamate A e B per 516mila euro. La zona C, circa 70 ettari, restano di proprietà privata, ma per l’intera estensione dei tre comparti permangono vincoli rigidi che impediscono qualunque intervento di cementificazione. Lo stanziamento per l’acquisizione è stato così ripartito: 95mila euro dal Comune di Ravenna, 166mila dal Parco e 255mila dalla Regione.

L’acquisizione consentirà ora di avviare interventi di miglioramento idraulico, necessari per garantire la funzionalità ecologica dell’area, e azioni di conservazione attiva previste dal Piano Territoriale del Parco e dagli strumenti di gestione del sito Natura 2000. Tra le priorità, la ristrutturazione del sistema idraulico, la tutela delle praterie umide e aride e la reintroduzione di specie vegetali e animali per il riequilibrio ecologico. Serviranno circa 200mila euro. Per lo sfalcio dei prati, operazione che i tecnici del Parco definiscono necessaria per la conservazione della biodiversità vista l’assenza di animali erbivori che possano sostituire il trincia-erba, verrà fatto un bando per individuare il gestore.

Questa mattina, 7 aprile, a sancire simbolicamente l’avvenuta acquisizione dell’area, una visita ufficiale delle autorità nell’oasi: l’assessora regionale a Parchi, Gessica Allegni; il sindaco e l’assessore di del Comune, Fabio Sbaraglia e Igor Gallonetto; la presidente e il direttore del Parco del Delta del Po, Aida Morelli e Massimiliano Costa.

Il direttore Costa mette in chiaro gli usi futuri degli spazi appena divenuti di proprietà pubblica: «Non è previsto il libero accesso, i cancelli resteranno chiusi. La zona A è la più tutelata e non è consentito alcun tipo di accesso. La zona B può essere utilizzata in occasioni di eventi speciali, con accessi limitati e controllati, piccoli gruppi in zone limitate e solo se ci saranno eventi di rilievo».

L’area fu oggetto di un tentativo di lottizzazione tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 del Novecento, poi bloccato per ordine della magistratura. Da allora gli enti locali hanno più volte tentato di acquistarla, data anche la previsione di acquisizione introdotta dal Piano Territoriale del Parco del Delta del Po, senza mai trovare la disponibilità del proprietario. Nell’ottobre del 2022, il liquidatore della proprietà privata, la società Immobiliare Lido di Classe, ha manifestato l’intenzione di vendere l’area a un altro soggetto privato e la vendita si è perfezionata nel marzo 2023 per 580mila euro (per le tre zone A, B e C).

IMG 2727L’ente Parco ha espresso la volontà di far valere il proprio diritto di prelazione (ai sensi della Legge Quadro sulle Aree Protette 394/91) per le zone A e B, le uniche per cui era possibile avanzare il diritto di prelazione: la proposta del Parco era di 437mila euro, rifiutata dalla controparte che chiedeva un milione di euro in virtù di un preliminare di vendita con una società ferrarese. Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Ravenna, il Parco ha quindi avviato un’azione legale per il riscatto dell’area, che ha portato a un’intensa fase di trattative con la nuova proprietà, soprattutto sul metodo da applicare per la valutazione delle aree. È stato raggiunto un accordo stragiudiziale, caldeggiato dal giudice per evitare il trascinamento del contenzioso per le lunghe, per l’acquisto del sito al prezzo di 516 mila euro. L’operazione è stata formalizzata lo scorso 2 aprile. I dirigenti del parco assicurano che 1.200 euro all’ettaro è un prezzo, non solo congruo con i valori medi agricoli dettati dalla Regione, ma anche vantaggio per il valore naturalistico del sito.

L’Ortazzo-Ortazzino è un’area di pregio per l’elevata naturalità rappresentata dalla successione di spiagge, dune, pinete, macchie e stagni costieri. Per questo motivo la parte settentrionale dell’Ortazzino è classificata come zona A di tutela integrale del Parco del Delta del Po, una delle due uniche aree a così elevato livello di protezione dell’intero Delta, inclusa anche la porzione ricadente in Veneto (l’altra è il bosco allagato di Punte Alberete). Data la sua importanza, l’area è inoltre inclusa nel sito Natura 2000 IT4070009, protetto dall’Unione Europea ed è zona umida Ramsar di importanza internazionale.

IMG 2694Il Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna è uno dei più importanti ecosistemi d’Europa, un territorio modellato dall’acqua che si estende per 55mila ettari tra le province di Ravenna e Ferrara. Istituito nel 1988, il Parco custodisce un patrimonio naturale straordinario, dove ambienti umidi, boschi planiziali, dune fossili e saline si intrecciano in un equilibrio unico, dando vita a una biodiversità eccezionale. Qui trovano rifugio oltre 350 specie di uccelli, accanto a circa 60 specie di pesci, 14 di anfibi e 16 di rettili. Anche la fauna terrestre è particolarmente ricca, con 61 specie di mammiferi. A testimoniare l’incredibile varietà ambientale del Parco, vi è infine la sua flora, che conta oltre mille specie censite.

Tra gli animali presenti nell’oasi anche il lupo. Il nucleo ambientale della polizia locale ne ha censiti due branchi per un totale di circa 15 esemplari. Si sono stabilizzati nella zona A anche grazie alla disponibilità di daini. La presenza del lupo ha quindi ridotto la popolazione dei daini che in passato si era tentato di ridurre con interventi di prelievo. Secondo il Parco di recente sono stati contati circa 400 daini, in calo per il secondo anno di fila dopo anni di aumenti costanti.

Giudice sportivo: vetro rotto negli spogliatoi, multa per la squadra dei poliziotti

Per la formazione sostenuta dal sindacato Siulp un’ammenda di 30 euro per i fatti dopo la partita contro il Punta Marina, ma anche un richiamo ufficiale per entrambe le società per il comportamento dei tifosi. La difesa: «Rottura accidentale per la caduta di un giocatore». Il presidente del Csi chiamerà i dirigenti: «Non è questo lo spirito del campionato, inviterò tutti a mantenere animi più calmi»

Pexels Markusspiske 114296Ammenda di 30 euro per la squadra di calcio amatoriale composta soprattutto da poliziotti per un vetro rotto nello spogliatoio nella trasferta sul campo di Punta Marina il 31 marzo. È la sanzione del giudice sportivo per la Siulp Calcio 2022, formazione di calcio a undici fondata dalla sezione di Ravenna del Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia e iscritta al campionato provinciale organizzato dal Centro sportivo italiano (Csi). Il giudice ha inoltre disposto l’obbligo di risarcimento danni, se richiesti e documentati dalla società di casa. Il bollettino settimanale dei provvedimenti disciplinari stabilisce anche, a seguito della stessa partita, un richiamo ufficiale per entrambe le società «per il comportamento poco educato della propria tifoseria».

La circostanza del vetro in frantumi era emersa da un post pubblicato su Instagram dal profilo ufficiale della squadra di casa che attribuiva il danneggiamento a «un’esultanza fuori controllo» e accusava, in generale, gli avversari di condotte scorrette dentro e fuori dal campo. Secondo la versione fornita dal segretario provinciale del Siulp, Herrol Benedetti, il danno nello spogliatoio è stato accidentale: «Un nostro tesserato è caduto dopo aver perso l’equilibrio e ha anche riportato una ferita alla mano nel tentativo di proteggersi. La società Siulp Calcio 2022 si è messa immediatamente a disposizione per sostenere i costi della riparazione».

Il Punta Marina, inoltre, accusa gli ospiti di presunte intimidazioni e provocazioni messe in atto dai giocatori. La Siulp ribalta le stesse accuse parlando di minacce ricevute e insulti nell’ambito del cosiddetto body shaming, cioè sfottò legati all’aspetto fisico.

Il presidente del Csi Ravenna, Alessandro Bondi, aveva scelto di non esprimere commenti prima dei verdetti della giustizia sportiva per non influenzare l’imparzialità dei provvedimenti. Raggiunto al telefono, dopo la pubblicazione del bollettino, Bondi non si sottrae a qualche riflessione: «Da quello che vedo nelle decisioni del giudice non emerge un quadro eclatante. È ovvio che non è mai bello leggere di richiami alle società e di ammende perché lo spirito delle competizioni Csi è tutt’altro, anche nell’ottica di fare educazione sportiva». Bondi, figura nota del mondo del volontariato locale che sarà anche candidato alle prossime elezioni comunali con Ama Ravenna, contatterà le due dirigenze: «Tra i compiti del presidente c’è anche quello di invitare le società a mantenere comportamenti consoni con i valori del Csi, sicuramente contatterò le squadre per invitare in generale ad affrontare gli impegni sportivi con animi più distesi».

Diversi partecipanti allo stesso campionato, contattati da Ravenna&Dintorni, hanno espresso critiche verso la squadra della Siulp parlando di atteggiamenti mossi da un agonismo eccessivo per la posta in palio di un campionato amatoriale.  I Melardot, al primo posto nella classifica della Coppa Disciplina (dove la Siulp è ora penultima), hanno espresso la lamentela anche pubblicamente con un commento al post del Punta Marina. Il presidente del Csi, Bondi, assicura di non aver mai ricevuto lamentele dirette in questo senso.

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