sabato
23 Maggio 2026

Più tappe per il navetto Aeroporto Bologna-Riviera, ma non c’è Ravenna. «Il nostro sarà su prenotazione»

Per la stagione estiva, dal 28 maggio al 20 settembre, saranno potenziati i collegamenti tra l’Aeroporto di Bologna e la Riviera Romagnola tramite Shuttle Italy Airport. Il servizio navetta si amplia con nuove tratte e prevede la possibilità, per i passeggeri, di raggiungere direttamente il proprio alloggio con formula “door-to-door”, senza ulteriori spostamenti. Tra le novità principali, il rafforzamento dei collegamenti verso la Riviera con l’introduzione di nuove fermate, tra cui Cervia e Milano Marittima. Il costo del servizio door-to-door dall’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna agli alloggi delle località balneari è di 38 euro a persona e include un bagaglio da stiva e uno a mano. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata almeno 24 ore prima della partenza attraverso il sito ufficiale (www.shuttleitalyairport.it).

Non farà parte di questo servizio Ravenna, che per favorire migliori collegamenti tra città e l’aeroporto di Bologna sta pensando ad una soluzione differente: «Rispetto all’esperienza dello shuttle messa in campo l’anno scorso, dimostratasi alla prova dei numeri non pienamente efficace, l’intenzione è quella di costruire un servizio diretto su prenotazione che metta al centro le reali esigenze dei turisti – fanno sapere dal Comune -. Si tratterà di un sistema a chiamata che permetterà di tarare il servizio sui flussi effettivi, garantendo al contempo la certezza del posto e l’ottimizzazione dei percorsi, attraverso un modello sostenibile ambientalmente, che riduce gli sprechi e i viaggi a vuoto. Il servizio potrà intercettare anche il flusso turistico delle crociere».

«I meme sono uno strumento per fotografare il mondo: anche i politici, se vogliono essere ricordati, dovranno diventarlo»

A sedici anni apre una pagina Facebook dove crea e condivide meme sulla filosofia, ispirato dalle lezioni del liceo. Oggi, a 32 anni, il suo profilo Instagram @filosofia_coatta conta 207mila follower. Conduce due podcast, ha pubblicato quattro libri e tiene corsi di scrittura alla Scuola Holden di Torino. Il romano Giulio Armeni si considera un “evasore fiscale della filosofia” per la mancata specializzazione magistrale, ma le lezioni gli davano troppe idee per riuscire a concentrarsi: «Scrivevo le mie idee in parentesi quadre sparse tra gli appunti, ma dopo qualche pagina, il quaderno si riempiva solo di parentesi e non c’era più spazio per le parole del prof». La filosofia continua però a far parte della sua vita, tra nuovi linguaggi e un’analisi concreta e spietata dell’attualità portata avanti vignetta dopo vignetta. Sabato 18 aprile (ore 22) sarà al chiostro del Carmine di Lugo, in occasione di Fratture festival con il suo “Fuori dall’algoritmo”, tra stand up comedy e digitale. 

Qualche giorno fa su Instagram ha lanciato l’appello per la ricerca di “materiale per meme” su Lugo: i risultati sono stati soddisfacenti?
«La maggior parte delle segnalazioni pervenute sono su Francesco Baracca, quindi mi sono lanciato in uno studio lampo sul personaggio, che mi sembra essere abbastanza controverso. In generale, porterò a Lugo uno spettacolo multimediale, che è un nome altisonante per dire che sarò sul palco come uno stand up comedian, ma accompagnato da un proiettore per aggiungere una parte visiva allo spettacolo». 

Per un personaggio nato dietro a uno schermo, com’è il confronto con il pubblico dal vivo?
«Dal vivo hai tu la gestione del tempo, non puoi essere “scrollato via”. A parte questo, la presenza fisica instaura un legame di maggiore fiducia e attenzione, ma la dinamica dello spettacolo è analoga a quella dei social: in entrambi i casi si guarda uno schermo e si ride, ma nello spettacolo si fa in tanti. È un po’ come se ci trovassimo tutti insieme sulla tazza»

Quando ha aperto la pagina @filosofia_coatta si sarebbe aspettato un successo simile?
«Di solito si risponde che il successo è inaspettato, ma non posso dire che sia andata davvero così. Ho cominciato al liceo, facendo parodie dei filosofi su Facebook e con il tempo è diventato un lavoro costante di commento all’attualità. Mi divertivo molto nel farlo, e vedevo che le persone attorno a me si divertivano allo stesso modo. Allora ho capito che poteva funzionare anche con un pubblico più ampio».

Come sono cambiati i meme dagli albori di Facebook a oggi?
«I meme sopravvivono tra le nuove generazioni perché c’è molta più differenziazione, le vignette diventano reel e assumono linguaggi sempre più sfumati. Alla base di tutto però resta l’operazione del “montaggio”: prima si trattava di assemblare foto e frasi, oggi si declina in forme differenti, ma il montaggio resta alla base del meme e, più in generale, della creatività umana. La creatività funziona per associazione di elementi e il meme te la schiaffa in faccia nel modo più immediato possibile. Oggi questo tipo di comunicazione è importante e, in futuro, i personaggi politici che vogliono bucare lo schermo dovranno diventare dei meme. È come un virus che sta infettando tutti».

Non perderebbero credibilità?
«Il gioco vale la candela. Altrimenti, si rischia di essere consumati, dimenticati e gettati via. I politici di oggi fanno presto a diventare obsoleti: se non ti rinnovi, scompari. Loro lo sanno e, a livello più o meno consapevole, sono i primi a voler diventare “meme”. La sindaca Salis è un ottimo esempio, in questo momento è sulla cresta dell’onda proprio per la sua capacità di essere meme, e non è l’unica».

Scrive anche che “chi controlla i meme controlla il mondo”. Non è pericoloso ridurre tutto a una vignetta?
«Sì, lo è. È un’arma a doppio taglio. La sintesi deve essere solo la punta dell’iceberg, sotto deve esserci nascosta tanta sostanza. Quando uno scambia la sintesi per superficialità e si ferma a leggerla come tale, c’è un problema. Familiarizzare davvero con i meme significa anche prendersi il tempo per approfondire e ragionare».

Alla Scuola Holden insegna anche come scrivere un meme. Ma al di fuori dell’umorismo sui social, a cosa serve?
«Credo sia uno strumento importante per affinare la sensibilità di uno scrittore: sono immaginario collettivo condensato e ogni autore deve fare i conti con l’immaginario di una determinata epoca o società. Inoltre esercitano la sintesi: una sintesi densa, mai superficiale, che fotografa la realtà senza tanti giri di parole».

Nei suoi corsi parla anche di scrittura aumentata (l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di scrittura). Una minaccia per gli artisti o una risorsa?
«Io sono un romantico. Anche se niente monta le informazioni meglio e in maniera più precisa di un’Ai, credo che nell’intuizione umana ci sia qualcosa di non riconducibile a un determinismo o a una formula. Quando si usa l’Ai ad essere decisiva è la scintilla che c’è dietro: si muove all’interno di spunti forniti da te, se il presupposto non è buono, non lo sarà nemmeno il risultato. Per me essere creativi significa giocare con gli schemi, non seguirli rigidamente e nemmeno romperli, perché nessuno ci riesce davvero. Per le professioni creative quindi non credo sia una minaccia, ma per i lavori più “compilativi” potrebbe diventare una grande ingiustizia». 

Faenza porta la ceramica nel Motomondiale: nasce la collaborazione con il Team Gresini Racing

L’amministrazione comunale di Faenza e il Team Gresini Racing inaugurano un percorso di collaborazione per promuovere le eccellenze del territorio nell’ambito dei grandi eventi sportivi internazionali. L’iniziativa vede la ceramica protagonista delle tappe europee del Motomondiale: nell’hospitality del Team Gresini, la ceramica di Faenza verrà usata per servire le portate durante le colazioni, i pranzi e le cene alle quali parteciperanno ospiti e sponsor della scuderia romagnola. Il progetto vede, infatti, la fornitura di elementi ceramici appositamente creati dagli artigiani maiolicari faentini, che verranno utilizzati dagli ospiti del Team Gresini. I manufatti presentano decorazioni che spaziano dagli stili classici della tradizione faentina a reinterpretazioni contemporanee, mantenendo una personalizzazione artigianale curata dalle botteghe: Ceramiche Gaeta, Ceramica Gatti, Ceramiche Lega, Manifatture Sottosasso, Marta Monduzzi, Mirta Morigi e Padovani Maioliche d’arte.

L’operazione segna un primo passo verso un rapporto strutturato tra le istituzioni faentine e la realtà sportiva guidata da Nadia Padovani. La partecipazione della ceramica faentina all’interno del circuito MotoGP rappresenta una scelta che riflette la volontà del team Gresini di valorizzare il patrimonio culturale della propria sede operativa. «Desidero rivolgere un ringraziamento alla città di Faenza e ai suoi ceramisti – afferma Nadia Padovani Team Principal & Team Owner di Gresini –. Attraverso la loro arte e una tradizione riconosciuta a livello internazionale, hanno realizzato per noi loro produzioni che rappresentano l’autenticità del Made in Italy. Porteremo queste opere all’interno della nostra hospitality durante i Gran Premi del Motomondiale, con l’obiettivo di condividere nel contesto internazionale la cultura, l’identità e l’orgoglio del nostro territorio».

Andrea Fabbri, vicesindaco di Faenza dichiara: «Siamo molto felici di questa importante collaborazione tra le istituzioni e il Team guidato da Nadia Padovani ma soprattutto fiero della grande volontà e disponibilità di tutti di fare sistema e lavorare assieme; ringrazio il Team Gresini, IF ed Ente Ceramica che su input del Comune hanno creato questa opportunità in cui ceramica e motorsport si incontrano con eleganza, creatività e professionalità reciproca. La capacità imprenditoriale di Nadia e la sua sensibilità verso il territorio, sono una grande ricchezza su cui potremo costruire insieme nuove idee e opportunità per Faenza».

Delitto in Darsena: un 36enne in stato di fermo, piantonato in ospedale

Un 36enne originario del Mali è accusato di essere l’autore dell’omicidio avvenuto all’alba di ieri, 14 aprile, a Ravenna nel quartiere Darsena. L’uomo, in regola con le norme per il soggiorno, è ricoverato in ospedale per alcune ferite riportate nel corso di una lite con il giovane poi ucciso: non è in pericolo di vita e le sue condizioni sono in miglioramento.

Dalla mattinata di oggi il 36enne si trova in stato di fermo con l’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi (gli inquirenti non hanno reso noti dettagli sul possibile movente). Il provvedimento è stato notificato dai carabinieri del nucleo investigativo. Il fermato è piantonato in ospedale, in attesa di essere portato in carcere non appena le sue condizioni di salute lo permetteranno.

Il cittadino maliano è il principale e unico sospettato sin dalle prime battute dopo il ritrovamento del cadavere di Moussa Cissé alle 4 di ieri. Il 36enne è stato soccorso dal 118 nei pressi dell’area nota come “testata del Candiano”. Il cadavere invece è stato rinvenuto in via Antico Squero. Nell’immediato sono state effettuate attività di sopralluogo e repertamento che hanno permesso di ricostruire la probabile dinamica dell’evento. Al momento non è noto quale sia stata l’arma che ha causato la ferita alla gola fatale per la vittima.

Il provvedimento è una misura pre-cautelare disposta dal pubblico ministero (Ylenia Barbieri) che limita la libertà di chi è gravemente indiziato di un reato grave e sussiste un pericolo di fuga. Non è un arresto perché non più in flagranza di reato.

Coppa delle Viole al via: il Ct Zavaglia accoglie 350 talenti della regione

Quattro circoli ravennati ospiteranno la 47esima edizione della Coppa delle Viole, la grande classica del tennis giovanile regionale, in programma dal 16 al 27 aprile sui campi del Circolo Tennis Zavaglia di Ravenna. La Coppa delle Viole quest’anno vedrà in campo le categorie dall’Under 11 all’Under 15, maschili e femminili, in tornei validi come qualificazioni regionali ai campionati italiani di categoria. Dunque due tornei in uno, dato che la competizione giovanile assegnerà anche i posti per le fasi nazionali dei campionati italiani di categoria. La gran parte della partite sarà sui 4 campi del Circolo Tennis Zavaglia di Ravenna, ma saranno coinvolti anche i circoli di Porto Fuori, Cral Enichem e Ravenna Sport Center.

L’albo d’oro del torneo ravennate parla chiaro: dalla Coppa delle Viole sono passati tennisti che poi hanno fatto fortuna a livello internazionale, come Andrea Gaudenzi, Simone Bolelli e Flavia Pennetta. Si attende una partecipazione consistente: sono ben 350 gli iscritti, in crescita del 15% rispetto all’ultima edizione. Il consigliere del Circolo Tennis Zavaglia, Ennio Dragoni, ha sottolineato: «Un evento che ci rende onorati ed orgogliosi, è uno dei tornei più longevi del panorama tennistico regionale e nazionale, ci riempie d’orgoglio ospitare le qualificazioni ai campionati italiani giovanili. Si tratta di un torneo tradizionale e di grande qualità, perché questi giovani giocatori competono per aprirsi la strada verso il livello nazionale».

Si parte il 16 aprile e si andrà in ordine crescente d’età: a cominciare saranno gli under 11 e 12, poi spazio agli under 13-14-15. Il presidente del Comitato Regionale Fitp, Gilberto Fantini, ha ribadito: «La Coppa delle Viole ha fatto la storia del tennis a Ravenna, è un torneo significativo e di riferimento, nel momento in cui dobbiamo scegliere un torneo a cui affidare le qualificazioni dei campionati italiani sappiamo che al Ct Zavaglia andiamo sul sicuro, lo diamo con tranquillità ad un Circolo che ha struttura e dirigenti. Sono certo che saranno dieci giorni stupendi, negli ultimi anni l’Emilia-Romagna è stata sotto l’occhio di tutta Italia: siamo la Regione con più risultati a livello giovanile e i tre quarti del nostro impegno finanziario vanno a finanziare il settore giovanile».  

Al termine della conferenza stampa di presentazione, Ennio Dragoni ha rivelato le ultime mosse del Ct Zavaglia per quanto riguarda la A1, che ripartirà ad ottobre dopo la salvezza ottenuta ai playout lo scorso dicembre: «La A1 è un impegno economico importante, ma una volta raggiunto l’obiettivo ci teniamo a mantenerlo. Quest’anno cerchiamo di confermare la categoria mantenendo la squadra base, allargando però il numero dei ragazzi che possono alternarsi. Ci saranno ancora i nostri Carlo Alberto Caniatio, Daniel Bagnolini, Luigi Valletta e Niccolò Satta, confermato Nerman Fatic, ma posso annunciare il ritorno di Alessandro Dragoni, e le novità Pietro Orlando Fellin ed un giocatore di grande talento come Adelchi Virgili». 

“Fiorire di stile”, nove brand ravennati in passerella. Cna: «Simbolo di creatività e passione»

Nove brand d’abbigliamento ravennati –  Ballettosa, Cherie Pochette Milano, Clo’ By Claudia B, Francesca Mercuriali, La Carrie,  Nuages Rouges, Punto Pelle, Sayyou e Simplycrisis – con i relativi capi e accessori, saranno protagonisti della sfilata organizzata da Cna Ravenna dal titolo “Fiorire di stile”. La passerella si terrà sabato 18 aprile, a partire dalle 16, all’esterno del Darsenale Bizantina Brewpub, sulla riva destra del Candiano.

Serena Cavalcoli, responsabile Cna Federmoda e curatrice dell’evento, sottolinea come il settore moda si distingua per il più alto tasso di occupazione femminile (55%), con la maggior parte di donne alla guida di piccole e medie imprese. «In questo contesto si inserisce “Fiorire di stile”, un progetto più ampio che mira a dare visibilità alle aziende e ad accompagnarle nei cambiamenti in atto. In una fase complessa, segnata da instabilità dei mercati e scenari geopolitici incerti, iniziative come questa assumono un valore strategico: offrono alle imprese uno spazio per raccontarsi, favoriscono la creazione di relazioni tra realtà diverse e contribuiscono a rafforzare il sistema. L’evento diventa così un momento di incontro, visione e racconto condiviso, capace di valorizzare il territorio e di riflettere su un futuro che, attraverso la moda, riguarda tutti».

Oltre a imprenditori, stilisti, indossatori e professionisti dell’estetica e dell’acconciatura, saranno coinvolti nella sfilata anche studenti dello Ial Ravenna e della Scuola del Benessere della Cna, per un totale di 60 persone legate all’organizzazione dell’evento: «Noi formiamo i giovani dai 15 ai 18 anni nel settore di estetica e acconciatura e per noi questo evento è una grande opportunità per dare un giusto seguito alla nostra formazione – Elisa Ravaioli, Coordinatrice dell’area Estetica e Acconciatura di IAL Emilia-Romagna –. Proprio come il titolo della sfilata, l’obiettivo dello Ial è quello di aiutare i giovani a fiorire e diventare professionisti del settore beauty».

Il tema dei giovani è centrale anche nelle parole di Claudia Bellini, presidente Cna Federmoda Ravenna e direttrice artistica dell’evento, che evidenzia come il passaggio generazionale delle attività rappresenti oggi una sfida sempre più complessa anche nel mondo della moda. «L’iniziativa nasce da creatività e passione, con l’obiettivo non tanto di mostrare singoli brand, quanto un territorio che lavora insieme per costruire basi solide e condivise. Quasi tutte le aziende che saliranno in passerella sono oggi guidate da figli e figlie che hanno raccolto il testimone, onorando la storia delle loro famiglie ma portando nuova energia. Vogliamo sostenerli in questo percorso di evoluzione e celebrare il coraggio delle loro scelte».

Torna Scrittura Festival: anche Irvine Welsh a Ravenna per presentare l’atteso sequel di “Trainspotting”

Oltre trenta appuntamenti dedicati alla letteratura, ventisette incontri con gli autori e due ospiti internazionali per la 13esima edizione di Scrittura Festival. La rassegna letteraria di Matteo Cavezzali torna tra Ravenna, Lugo, Bagnacavallo, Sant’Agata sul Santerno, Fusignano, Cotignola, Alfonsine e Castel Bolognese dal 6 al 29 maggio. L’ospite di punta di questa edizione sarà Irvine Welsh, autore di Trainspotting e inventore di un nuovo genere letterario capace di influenzare cinema e narrazioni internazionali. Lunedì 18 maggio lo scrittore scozzese porterà al Rasi il suo nuovo Men in love. Il ritorno di Trainspotting, che riporta in vita dopo 30 anni le avventure di Renton, Spud, Begbie e Sick Boy.

La seconda ospite internazionale sarà invece Alae Al Said, autrice palestinese de Il ragazzo con la kefiah arancione, che darà voce al genocidio di Gaza e della Cisgiordania al Pavaglione di Lugo, il prossimo 21 maggio. «Siamo contenti che il festival ci dia modo di portare in città temi difficili, che siamo orgogliosi di sostenere» commenta l’assessore alla cultura di Lugo Gianmarco Rossato.

Tanta attesa anche per Stefania Auci, il 10 maggio alla Classense, che con la trilogia dei Leoni di Sicilia si è confermata la scrittrice più amata in Italia, per il professore-scrittore Enrico Galiano, ospite il 7 maggio sempre alla Classense, e per Concita De Gregorio, che sarà a Lugo il 24 maggio. Il re del noir Carlo Lucarelli spaventerà tutta Fusignano il prossimo 13 maggio. Dedicato al noir anche l’incontro con il giallista Vins Gallico, che il 9 maggio alla Classense farà giocare il pubblico un “mistero interattivo”. E ancora Valeria Corciolani, sabato 23 maggio alla Rocca Estense, Veronica Raimo, alla Classense il prossimo 8 maggio. Giovedì 28 maggio a Bagnacavallo, prima si riderà poi con Chiara Moscardelli poi si parlerà di streghe contemporanee con Marilù Oliva. Spazio anche ai temi politici con Pino Canucci, atteso venerdì 22 maggio alla Rocca Estense di Lugo, fino alle presentazioni del giornalista Gianni Riotta, sempre il 22 maggio, al Pavaglione e del nuovo libro di Walter Veltroni, mercoledì 20 maggio a Sant’Agata sul Santerno. Sono poi attesi il magistrato delle inchieste della P2 e di Mani Pulite Gherardo Colombo, il 23 maggio al Pavaglione, il giornalista e fondatore de Il Post Luca Sofri, che il prossimo 10 maggio terrà una lectio magistralis alla Classense su musica rock e pop, e l’editore Sandro Ferri, l’8 maggio alla Classense. Wu Ming 2, sarà ospite del museo della resistenza di Alfonsine il prossimo 29 maggio, mentre domenica 24 Lugo accoglierà i due giovani autori romagnoli Francesco Zani e Luca Tosi. Il 14 maggio a Castel Bolognese si parla di realtà, finzione e Ai con i filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici, mentre l’esperto di cinema Carlo Cresto-Dina racconterà “il processo creativo” a Lugo il 21 maggio. Il giornalista Simone Pieranni porterà a Cotignola il 25 maggio il complesso rapporto tra Cina e Usa e il maestro del podcast true crime Antonio Iovane racconterà il “caso” Tortora a Sant’Agata, il 19 maggio.

«Per i piccoli comuni è difficile organizzare incontri di grande calibro culturale come questi, e Scrittura Festival ci dà una grande opportunità – commenta Cristina Baldini, assessore alla cultura di Bagnacavallo, in rappresentanza dei comuni della Bassa Romagna.

Il Festival si concluderà poi sabato 12 giugno al museo Baracca di Lugo con il giornalista Giorgio Zanchini, in occasione del centenario del museo. Torna anche il percorso dedicato ai più piccoli ScrittuRa Junior, a cura della Biblioteca Classense, che vedrà ospiti la poeta Mariangela Gualtieri in dialogo con la drammaturga Chiara Lagani (10 maggio), l’illustratrice Sonia Maria Luce Possentini, che il 7 maggio terrà anche un laboratorio per i più piccoli, la libraia e autrice Sara Panzavolta, ospite l’8 maggio, la fumettista Chiara Raimondi, lunedì 18 maggio. Agli incontri si aggiungono gli appuntamenti di lettura per più piccoli di Nati per Leggere e  l’appuntamento coordinato con le giovanissime lettrici del gruppo di lettura del Polo Tecnico di Lugo che dialogheranno con Valeria Corciolani. Tra le novità di quest’anno, la “reading slam” Ravenna Città che Scrive, un appuntamento dedicato alla scrittura in città (e sulla città) con ospiti che vanno da Eraldo Baldini e Eugenio Baroncelli fino agli autori e le autrici appena uscite dalla Scuola di Scrittura Invèl, sabato 9 maggio, alla Classense.

L’apertura ufficiale del festival è in programma il 6 maggio alle 17.30, nel chiostro della biblioteca Classense con “La festa delle lettrici e dei lettori” con giochi a tema letterario e un momento di festa. Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito e il programma completo e aggiornato è consultabile online.

«ScrittuRa Festival si conferma una realtà radicata che nel tempo ha saputo crescere, sapendo come rilanciare di anno in anno un programma attuale e di qualità – commenta l’assessore alle Politiche culturali di Ravenna Fabio Sbaraglia –. In tredici edizioni è sempre stato occasione di confronto con le voci più importanti della narrativa contemporanea, con importanti ospiti internazionali e con uno sguardo sempre molto attento sul mondo».

Porta fiori sul luogo dell’omicidio e viene raggiunta dal suo stalker, 26enne arrestato

Un 26enne senegalese è stato arrestato dalla polizia a Ravenna per atti persecutori (reato noto anche come stalking) per violazione del provvedimento cautelare del divieto di avvicinamento a una coetanea italiana. L’arresto è avvenuto ieri, 14 aprile, nel quartiere Darsena nei pressi del luogo dove è stato assassinato un 29enne senegalese. La ragazza era andata sul posto per deporre un mazzo di fiori e un biglietto sulla ciclabile di via Antico Squero, nel punto dove è stato trovato il cadavere di Moussa Cissè.

L’arresto in flagranza è avvenuto perché il braccialetto elettronico applicato al 26enne, in regola con le norme sul soggiorno, aveva allertato la sala operativa della questura dell’avvicinamento alla donna nel quartiere del Candiano. Gli agenti della squadra volanti, giunti sul posto con urgenza, hanno individuato l’uomo nelle vicinanze della donna con la quale tentava di dialogare, ma senza azioni violente. Il provvedimento del tribunale, però, gli vietava l’avvicinamento.

A seguito di un approfondito controllo, gli agenti hanno denunciato l’uomo anche per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere per un oggetto nello zaino. Il pubblico ministero di turno ha disposto che l’arrestato fosse collocato agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida in programma oggi, 15 aprile.

Cordoglio per Moussa, ucciso in darsena: «Un ragazzo educato e rispettoso, con un sorriso contagioso. Ti porteremo nel cuore»

Tra le violente reazioni politiche, è passato in secondo piano in queste ore il cordoglio della comunità ravennate, in particolare quella legata ai servizi a bassa soglia presenti in città, per la morte di Moussa Cisse, il 29enne ucciso nella notte tra lunedì e martedì in darsena a Ravenna.

A ricordarlo sui social è l’ex candidata a sindaca di Ravenna in Comune, Raffaella Sutter, pubblicando alcune sue foto. Un saluto al 29enne arriva anche dalla pagina Facebook del Comitato Cittadino Antidroga, l’associazione che gestisce il dormitorio “Il Re di Girgenti”, a cui il 29enne da tempo si rivolgeva per il servizio docce, pasti e abiti puliti.

«Lo conoscevo personalmente – ci racconta una volontaria -: un ragazzo sempre rispettoso, gentile, educato e con un sorriso davvero contagioso. Era alla ricerca di una vita migliore qui in Europa, ma purtroppo è andata diversamente. I commenti feroci che si leggono sui social sono agghiaccianti. Nessuna traccia di umanità. E parliamo di un ragazzo di 29 anni trovato con la gola squarciata. Tremendamente avvilente».

«Poche settimane ti disinfettavo un ginocchio e tu ridevi – è il ricordo di un’altra volontaria sui social -. Avevi un sorriso bellissimo e contagioso. Non posso credere che non ti rivedremo più. Fa buon viaggio, Moussa. Spero che la terra ti sia davvero molto lieve, non doveva andare così. Ti porterò e ti porteremo nel cuore».

«L’ho conosciuto al servizio docce e colazioni a santa Teresa – commenta un altro volontario – era una persona dolce e buona, che apparteneva a quella folta schiera di diseredati abbandonati dalla società e dal perbenismo».

I dirigenti del Ravenna Fc al circolo dei Forestieri

Il giorno dopo l’ultima partita di campionato al Benelli (sabato 18 aprile ore 20.30 contro la Vis Pesaro), in attesa dei playoff (che partiranno per i giallorossi il 10 maggio), domenica 19 aprile, dalle ore 18,30 alle 20, i dirigenti del Ravenna Fc saranno protagonisti al Circolo Ravennate e dei Forestieri di via Corrado Ricci. Si tratta del primo incontro della serie “Storie di Sport”, rassegna che vuole raccontare il passato, il presente e il futuro del mondo dello sport ravennate, organizzata in collaborazione con gli Atleti Olimpici Azzurri di Ravenna, e nata da un’idea di Enrico e Giovanni Crocetti Bernardi, Enrico Mambelli e Pierluigi Zangrillo.

Sarà un dialogo aperto con i moderatori e i partecipanti all’evento (soci e invitati dei soci del circolo), con cena a seguire. L’appuntamento successivo si terrà nel mese di maggio e sarà incentrato sul basket.

Omicidio in darsena, la vittima era uno degli stranieri con certificato anti Cpr

La vittima del delitto commesso verso le 4 di martedì mattina in zona Darsena – il 29enne senegalese Moussa Cisse – si trovava a Ravenna in quanto era uno degli stranieri che avrebbe beneficiato dei 34 certificati di non idoneità ai Cpr, centri di permanenza per i rimpatri, ritenuti dalla Procura falsi sulla base delle verifiche della squadra Mobile della polizia coordinate dai Pm Daniele Barberini e Angela Scorza. Secondo l’ordinanza del Gip Federica Lipovscek che di recente ha disposto l’interdizione per 10 mesi dalla professione per tre dottoresse indagate per falso ideologico continuato e interruzione di pubblico servizio e la sospensione per egual tempo di cinque colleghi sempre del reparto delle Malattie infettive di Ravenna dalla possibilità di occuparsi di certificati per i Cpr, le analisi del sangue e del torace di Cisse, che era nato il primo gennaio 1997 in Senegal, non avevano evidenziato patologie. Nonostante ciò, il medico che si era occupato di lui, aveva emesso una valutazione di inidoneità facendo genericamente riferimento alla incompletezza dell’esito degli esami, alla non disponibilità di una anamnesi e al ridotto tempo a suo parere a disposizione per arrivare a un approfondimento clinico.

Cisse, come altri senzatetto, aveva trovato bivacco negli stessi capannoni in disuso di fronte ai quali la scorsa notte è partita la colluttazione mortale.

Il 36enne del Mali ricoverato sempre con ferite di arma da taglio e sospettato sulla base delle verifiche dai carabinieri del nucleo investigativo, coordinate dal Pm di turno Ylenia Barbieri, di essere l’autore dell’accoltellamento del 29enne, risulterebbe invece regolare. Per lui si profila un fermo di indiziato di delitto per omicidio. (fonte Ansa.it)

L’ingegnere aerospaziale che lavora a Monaco di Baviera: «In Italia sarei pagato la metà»

Una laurea magistrale in Ingegneria aerospaziale con 110 e lode, ma nessuna reale opportunità di lavoro nel proprio settore in Italia. Alex Mancino, giovane ingegnere ravennate, oggi lavora a Monaco di Baviera.

WhatsApp Image 2026 04 08 At 14.32.06 (1)Per un anno ha cercato occupazione in Romagna: «Avevo fatto qualche colloquio tra Ravenna e Faenza, ma senza risultati concreti – racconta il 28enne –. In un caso hanno scelto un candidato con più esperienza, in un altro non era nemmeno il mio settore». L’unica proposta più vicina all’ambito dell’aerospazio arrivava da Milano, ma con condizioni poco sostenibili: «Tra spese e trasferte si andava praticamente in pari». La svolta arriva grazie a un contatto diretto: un ex compagno di università, già a Monaco, lo segnala a Capgemini, multinazionale attiva nel campo della consulenza. «Mi ha detto che cercavano e ho provato: così mi hanno preso a febbraio 2024».

Alex inizia così la sua esperienza in Germania. Dopo un anno e mezzo ha cambiato azienda: oggi lavora alla Rohde&Schwarz, gruppo tedesco attivo nelle telecomunicazioni, come requirements engineer, occupandosi della gestione dei requisiti di prodotto lungo tutto il ciclo di vita: «Dalla fase iniziale con il cliente fino ai test e alla consegna finale. Mi occupo di progetti legati all’ambito aerospaziale, in particolare ai sistemi di comunicazione satellitare».

L’impatto con la Germania non è stato semplice. «All’inizio è tosta: lingua diversa, non conosci nessuno, ma fortunatamente Monaco è una città internazionale e quindi ho legato presto con colleghi della mia età e mi sono inserito in una comunità italiana molto presente». Più complesso, invece, il rapporto con i locali: «I tedeschi sono più chiusi, hanno già i loro gruppi ed è più difficile entrarci».

A poco più di due anni dal trasferimento, il bilancio è positivo, soprattutto sul piano lavorativo. «Non ho mai veramente lavorato prima dell’esperienza tedesca, ma anche confrontandomi con italiani, tutti mi hanno parlato di un maggiore equilibrio tra professione e vita personale: qui finisci alle 16 e puoi andar via senza problemi, avendo così il tempo per allenarti o coltivare le tue passioni. Spesso in Italia è più stressante: se non resti in ufficio fino alle 19 vieni visto male e di conseguenza ti resta a malapena il tempo di cucinare».

Il ritorno in patria, per ora, non è una priorità. «Sto bene dove sono, non ci sto pensando troppo. Mi sto togliendo delle importanti soddisfazioni dal punto di vista economico e professionale». Ma per Alex una cosa è chiara: «Se dovessi tornare, lo farei per avvicinarmi alla famiglia e agli amici, ma solo alle condizioni giuste: ad esempio non avrebbe senso trasferirsi a Milano in cui si è comunque lontano da Ravenna con uno stipendio dimezzato rispetto a quello attuale».

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