sabato
23 Maggio 2026

Hera, 11 milioni di dividendi al Comune di Ravenna: la Uil chiede risorse per contrastare il caro bollette

Secondo un’analisi della Uil Emilia-Romagna sui bilanci 2025 di Hera S.p.A. il Comune di Ravenna, tramite Ravenna Holding, incasserà, entro giugno 2026, oltre 11 ml di euro di dividendi derivanti dalla partecipazione societaria. Si tratta di risorse rilevanti che confluiranno nella parte corrente del bilancio comunale e che, secondo la Uil di Ravenna, devono essere oggetto di un confronto immediato a livello istituzionale e territoriale per definirne una destinazione sociale. «Le multiutility operano sul mercato applicando tariffe che incidono in modo sempre più significativo sui bilanci delle famiglie – afferma il Segretario Generale Uil Carlo Sama – , il Comune, in qualità di azionista, non può limitarsi a registrare gli utili: se le bollette dei cittadini generano profitti, una parte di questi deve necessariamente tornare ai cittadini stessi».

Uil di Ravenna fa presente che le crisi internazionali hanno determinato un forte aumento del costo della vita e delle bollette, con una conseguente riduzione del potere d’acquisto per lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati. Allo stesso tempo, tali dinamiche hanno contribuito ad accrescere i margini e gli utili delle multiutility, incrementando i dividendi destinati agli enti pubblici. «Non è accettabile che le crisi si traducano in un aggravio per le famiglie e in una rendita per i bilanci pubblici senza alcuna restituzione sociale – prosegue Sama -. Quando si generano extraprofitti, il dividendo pubblico deve diventare uno strumento di riequilibrio e sostegno sui territori. Fondamentale avviare subito un confronto concreto a livello locale, con l’obiettivo di destinare una quota significativa di queste risorse a misure di compensazione, a partire dalla riduzione del peso delle bollette e dal sostegno ai servizi essenziali con una discussione già in sede di assestamento di bilancio».

Traguardo in vista per l’Olimpia Teodora. Ma la serie A3 resta un’incognita. Il presidente Poggi: «Futuro? Incontreremo l’Amministrazione»

Manca solo una vittoria per festeggiare la promozione in A3 dell’Olimpia Teodora. L’atto conclusivo di una stagione ai limiti della perfezione (19 vittorie e appena 3 sconfitte) potrà realizzarsi sabato 18 aprile alle ore 17 al Pala Costa, contro Campagnola. «Il vantaggio è importante, siamo tranquilli – spiega il presidente Giuseppe Poggi –. Anche se sabato dovesse andare male, avremmo altre occasioni. Però l’obiettivo è festeggiare in casa, davanti al nostro pubblico: sarebbe tutta un’altra cosa. Le ragazze sanno benissimo cosa si stanno giocando. Ma sono convinto che scenderanno in campo come sempre, nonostante ci sia comprensibilmente un po’ di tensione».

Ravenna guida saldamente da inizio stagione il girone B di Serie B1 e l’unico neo si può scovare nella sconfitta subita contro Padova, nella recente finale di Coppa Italia giocata al Pala de Andrè davanti a 1.500 spettatori: «La squadra ha forse risentito della vittoria in rimonta del giorno prima in semifinale, ma bisogna dar merito alle rivali. Vedere il De André pieno è stato bellissimo, abbiamo raggiunto numeri che non fa neanche la A2 maschile (l’ingresso era però gratuito, ndr). Ci ha fatto capire che la pallavolo femminile a Ravenna interessa ancora. Dietro le quinte, l’organizzazione non è stato semplice tra alloggi, orari, e problemi alla rete della Mattioli (l’altro campo utilizzato per la final four di Coppa Italia, ndr). Ma i feedback sono stati ottimi, sono molto contento».

Durante l’anno, il presidente dell’Olimpia Teodora non ha mai nascosto le difficoltà economiche che continuano a pesare sul futuro della società. Ed è proprio questo il tema che accompagna, inevitabilmente, anche il momento più entusiasmante dell’anno. «Tutto quello che abbiamo fatto è frutto del nostro lavoro – sottolinea Poggi, che già a fine 2025 aveva lanciato un appello nel tentativo di raccogliere qualche sponsor utile per finire la stagione -. Siamo una delle squadre meno costose del campionato. Ma quando sali di livello, serve qualcosa in più. Spero che gli ottimi risultati ottenuti portino più interesse nei nostri confronti». In quest’ottica, è già previsto un confronto con l’Amministrazione comunale: «Abbiamo in programma un incontro con il sindaco – prosegue il presidente -. Dobbiamo capire con onestà cosa si può fare, perché per progettare la Serie A servono certezze soprattutto dal punto di vista economico. Non chiediamo privilegi, ma un sostegno proporzionato a quello che abbiamo dato alla città».

Nel caso di mancati fondi per la A3, l’Olimpia Teodora non potrà vendere il titolo (non è consentito), ma conserverebbe il diritto di restare in B, se volesse. «È un’ipotesi a cui abbiamo pensato nel caso non arrivassero risorse adeguate – ammette Poggi -, ma rinunciare alla Serie A sarebbe una sconfitta, dopo tutto il lavoro fatto in questa stagione». A pesare sono soprattutto i costi del salto di categoria: «In B1 spendiamo circa 310 euro di tasse gara ogni volta che scendiamo in campo, in A3 si arriva a 850. E poi c’è la logistica: si rischia di giocare in Sardegna o Sicilia. Anche il format non convince: un’ipotesi della federazione è quella di comporre due gironi da otto squadre, che significherebbe troppe poche partite e meno visibilità per gli sponsor. Questa nuova A3 non è un vero upgrade: sembra più un modo per aumentare i guadagni alla federazione che un reale passo avanti».

Ravenna è la provincia con le multe più salate della Romagna: 11,7 milioni incassati nel 2025

A Ravenna si staccano multe più salate che nel resto della Romagna: lo dicono i dati Siope (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici) elaborati da Facile.it. Con i suoi 11,7 milioni di euro di proventi dalle sanzioni stradali infatti la nostra provincia è la quarta in regione (sotto i 27,2 milioni di Bologna, il 14,7 di Parma e i 13,8 di Modena) e la prima in Romagna per incassi derivati da multe. Nel corso del 2025, i comuni capoluogo emiliano-romagnoli analizzati hanno incassato complessivamente oltre 100 milioni di euro, il 9 percento in più rispetto al 2024.

Se invece degli importi totali si analizza il valore pro capite, calcolato come rapporto tra proventi e residenti, Ravenna si piazza addirittura al primo posto insieme a Modena, entrambe con 75 euro, seguite da Parma e Bologna (74 e 70 euro). Anche andando a guardare i comuni con meno di 3 mila residenti, il risultato non cambia: in vetta troviamo Sant’Agata sul Santerno, che a fronte di 2.852 abitanti incassa più di 319mila euro di sanzioni, seguito da Bagnara di Romagna con 2.393 abitanti e quasi 116mila euro incassati. Menzione speciale anche per il comune di Cotignola che, a fronte di 7.367 abitanti, ha incassato quasi 2,7 milioni di euro derivanti da multe stradali, con un rapporto pro capite pari a 361 euro.

Infine, secondo l’osservatorio di Facile.it, per gli automobilisti emiliano-romagnoli ci sarebbero brutte notizie anche sul fronte delle assicurazioni auto: se a livello nazionale i premi medi hanno smesso di crescere, in Emilia-Romagna i valori sono ancora in aumento. A marzo 2026 per assicurare un veicolo a quattro ruote nella regione occorrevano, in media, 556,35 euro, vale a dire il 2,47% in più rispetto a marzo 2025.

Prova a mimetizzarsi tra la vegetazione alla vista della pattuglia, poi la fuga in stazione: arrestato per resistenza

Ha notato l’auto della polizia locale in transito lungo la Darsena e ha tentato di mimetizzarsi tra la vegetazione per evitare l’identificazione. Un tentativo che però non è bastato a sfuggire all’attenzione degli agenti, impegnati nel pomeriggio di ieri (13 aprile) in un servizio di contrasto allo spaccio lungo via D’Alaggio.

Alla richiesta di esibire i documenti, l’uomo, un 22enne di origine egiziana, si è dato immediatamente alla fuga, correndo a piedi verso la stazione ferroviaria e attraversando anche i binari nel tentativo di far perdere le proprie tracce. La corsa si è conclusa grazie all’intervento congiunto della Polizia Ferroviaria e di una pattuglia del Pronto Intervento, sopraggiunta in supporto. Nemmeno a quel punto, però, il giovane si sarebbe arreso: avrebbe infatti opposto una violenta resistenza, strattonando gli agenti e arrivando a rivolgere gravi minacce di morte. Il soggetto è stato quindi accompagnato negli uffici del Comando, dove ha continuato a mantenere una condotta aggressiva unita a tentativi di autolesionismo.

Dagli accertamenti in banca dati, il 22enne è risultato gravato da numerosi precedenti penali per furto, spaccio di stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale, commessi tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. A suo carico era stata anche disposta la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Ravenna, emessa lo scorso 10 febbraio e violata dalla sua presenza sul territorio. Oltre alla resistenza, l’uomo è stato quindi denunciato per il rifiuto di fornire le proprie generalità e per violazioni alla normativa sull’immigrazione.
Nella mattinata di oggi, nel corso del rito direttissimo, il Giudice ha convalidato l’arresto, e disposto nei confronti del 22enne la custodia cautelare in carcere.

Il sindaco in consiglio comunale: «Mai sottovalutato il tema della sicurezza. Ma è un problema nazionale diffuso»

«Non abbiamo mai sottovalutato né sottaciuto i problemi di sicurezza. Non abbiamo mai negato che chi commette reati vada assicurato alla giustizia. Ma le amministrazioni comunali non possono fare tutto e ci sono cose che non competono loro». Il sindaco Alessandro Barattoni interviene in consiglio comunale nel giorno dell’omicidio in darsena, sottolineando come i recenti casi di cronaca (oltre all’omicidio, il riferimento è alle molestie sessuali ai danni di un’anziana in ospedale e ai tetti divelti in via Fiume Abbandonato) siano diversi fra loro e non si possa generalizzare. «Ci sono stati sgomberi e interventi – commenta il sindaco, riferendosi in particolare all’operazione ai giardini Speyer – e il problema si è spostato di qualche strada o di qualche quartiere. Bisogna intervenire alla radice, non spostando il problema: rafforzare il contrasto alla povertà, in collaborazione con le associazioni del terzo settore, per lasciare ai margini meno persone possibili».

Il sindaco ha quindi annunciato di aver richiesto la convocazione urgente del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e allo stesso modo di aver chiesto più forze dell’ordine sul territorio. «Abbiamo emanato ordinanze, sottoscritto patti con la Regione, preso impegni per rafforzare organici e numero delle telecamere. Ma non possiamo mettere agenti in ogni angolo della città». Barattoni ha quindi sottolineato come si tratti di un’emergenza nazionale. «I dati Censis del 2025 ci dicono che il 75 percento dei cittadini (dato che sale all’82 tra le donne) dice che negli ultimi 5 anni girare per le strade è diventato più pericoloso. Ogni mattina le prime pagine dei giornali delle varie città hanno sempre in primo piano notizie di cronaca. Notizie che non hanno confini né colore politico. Non smetteremo nemmeno per un secondo di chiedere al Governo di intervenire e al parlamento di legiferare su tutto ciò che può aiutare le forze ordine nel loro lavoro».

Nel corso delle varie repliche, dall’opposizione si sono levati diversi appelli, in primis quello di Alberto Ancarani di Forza Italia, che chiede di convocare il prefetto in consiglio comunale per un confronto pubblico, sottolineando anche come il Comune potesse fare di più per mettere in sicurezza e sgomberare i luoghi abbandonati della darsena da dove è partita la lite che ha portato all’omicidio. Veronica Verlicchi della Pigna ha rilanciato la proposta di richiedere l’intervento dell’esercito, invitando il sindaco a opporsi a nuovi sbarchi di migranti e ad attivare nuovi presidi della polizia locale nei lidi e nel forese. Nicola Grandi di Fratelli d’Italia chiede conto del silenzio del vicesindaco con delega alla Sicurezza e invita ad agire, contestando il progetto Sai (il Sistema di Accoglienza e Integrazione) e invitando la maggioranza a pensare prima alla sicurezza, poi all’accoglienza. Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, sottolinea come in questi anni le proposte dell’opposizione per migliorare la situazione in questi anni – soprattutto nei giardini Speyer – siano state sempre bocciate dalla maggioranza, mentre Gianfranco Spadoni rilancia l’idea del vigile di quartiere, citando l’esempio di Forlì.

Dall’altra parte, è intervenuto il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Luca Cortesi, sottolineando come episodi simili, se non più gravi, avvengano come noto anche in città guidate dal centrodestra (facendo l’esempio dell’omicidio Bongiorni a Massa), dove le opposizioni non alimenterebbero però simili polemiche. «Il tema dell’ordine pubblico è nazionale, dobbiamo cercare di fare fronte comune verso il Governo. L’Emilia-Romagna, in media, è la terzultima regione d’Italia come numero di agenti delle forze dell’ordine e dovremmo tutti fare pressioni per far cambiare le cose». Un riferimento poi a chi chiede la chiusura dei centri di accoglienza o dei progetti di solidarietà: «Lasceremmo più gente in strada, peggiorando la situazione. Come ha contribuito a fare il Governo tagliando il Fondo per la Povertà, con conseguenze devastanti».

Un appello all’unità è stato infine lanciato anche dall’opposizione da parte di Filippo Donati di Viva Ravenna che invita a non strumentalizzare i casi di cronaca, né da una parte né dall’altra, accusando però la maggioranza di aver sottovalutato il problema.

Faenza digitalizza la sua shopping card: potrà essere acquistata online e gestita da un’app rinnovata

La Faenza shopping card si rinnova, aprendosi anche all’acquisto digitale. Il consorzio Faenza C’entro presenta le novità del progetto dedicato alla valorizzazione del commercio locale, con l’idea di renderne l’utilizzo ancora più semplice, immediato e accessibile.

Da oggi infatti la card potrà essere acquistata anche online sul sito <ahref=”http://www.faenzacentro.it”>www.faenzacentro.it. Il portale permetterà di ricaricare la propria tessera di 10, 20 o 50 euro o di selezionare una gift card da inviare via mail come regalo. Le novità riguardano anche l’applicazione ufficiale della Faenza Shopping Card, in costante aggiornamento. La tessera è infatti disponibile sia in versione fisica (ritirabile all’edicola di Ammirabile Vito in Piazza della Libertà), sia in versione digitale, scaricando l’app dagli store Apple e Android. All’interno dell’app sono state introdotte funzionalità, pensate per migliorare l’esperienza dell’utente: oltre alla gestione della card e al monitoraggio del saldo, sono ora disponibili le sezioni dedicate ai canali Facebook e Instagram del Consorzio, oltre alle nuove aree eventi, news e offerte, con l’idea di rendere l’app uno strumento completo per vivere il centro cittadino.

«La Card si conferma così uno strumento strategico per incentivare gli acquisti nei negozi di prossimità, integrando tradizione e innovazione – dichiara la Presidente del Consorzio Faenza C’entro, Claudia Minardi -. Il sistema di cashback, con percentuali definite direttamente dagli esercenti, continua a premiare i clienti e a sostenere il commercio cittadino in un’ottica di economia locale. Abbiamo lavorato per semplificare l’esperienza d’uso e introdurre nuove modalità digitali che rendano la card sempre più accessibile e in linea con le abitudini di acquisto contemporanee».

Il circuito Faenza Shopping Card coinvolge negozi, bar, ristoranti e attività di servizio, con la collaborazione della Banca di Credito Cooperativo ravennate forlivese e imolese e del Comune: «Ringrazio il consorzio per questo ulteriore sviluppo digitale, che consideriamo strategico – commenta Andrea Fabbri, Vicesindaco del Comune di Faenza -. Dobbiamo lavorare insieme per far crescere questo progetto: tra i commercianti, per aumentarne l’offerta; tra i cittadini, affinché diventi un’abitudine quotidiana; e soprattutto presentandolo alle aziende, perché lo adottino come benefit per i dipendenti. In questo modo, potremo generare importanti flussi economici da reinvestire direttamente nel nostro centro storico».

Aggredito con una testata al volto mentre tornava dal mare: 14 giorni di prognosi per un minorenne

Di ritorno dal mare, un 17enne ravennate è stato colpito con una testata sul naso, perché accusato di aver risposto con tono sgarbato ad alcuni ragazzi (maggiorenni) appostati a lato della passerella del Parco Marittimo. È successo nella serata di sabato 11 aprile, poco dopo le 21, a Marina di Ravenna. A raccontare la vicenda è il padre del ragazzo, un carabiniere in pensione che si trovava a poca distanza dal luogo dell’aggressione, avvenuta all’altezza del bagno Singita: «Aspettavo mio figlio in macchina per riportarlo a casa, l’ho trovato coperto di sangue e ancora in compagnia del suo aggressore, un monzese di 26 anni, che cercava di giustificarsi parlando di semplici “spintoni”».

Secondo quanto raccontato dall’ex carabiniere, il ragazzo stava attraversando la passerella di legno insieme a due amiche per raggiungere il padre, quando sarebbe incappato in un gruppo di quattro giovani lombardi, di età compresa tra i 26 e i 30 anni. Uno di loro, un 30enne impegnato in quel momento a fare pipì, avrebbe spaventato le ragazze, che si sono date alla fuga. Rimasto solo, il minorenne ravennate sarebbe stato quindi preso di mira dagli sguardi del gruppetto e alla sua domanda “Perché mi guardate?” avrebbe ricevuto in risposta una testata in pieno volto. I quattro avrebbero poi provato a darsi alla fuga, inseguiti dal minorenne fino al ciglio di viale dei Navigatori. Lì sono stati raggiunti da un amico del giovane e dal fratello maggiore. Sul posto anche il padre, allertato dal figlio più grande. «Mio figlio minore era sotto shock, mentre l’altro cercava di bloccare l’aggressore fino al mio arrivo e a quello delle forze dell’ordine». 

Tempestivo l’arrivo di una volante della polizia di Stato e del 118, allertati dal padre del ragazzo e da alcuni passanti. Gli operatori hanno proceduto con l’identificazione di tutte le persone presenti e il ragazzo è stato trasportato all’ospedale. Il referto è quello di una frattura al naso lievemente scomposta, con una prognosi di 14 giorni: «Speriamo non sia necessario un intervento, aspettiamo le ultime verifiche prima di depositare la denuncia – spiega l’ex carabiniere -. Mio figlio non si è mai trovato all’interno di una situazione simile. Ora si trova a pagare solo per essere passato al momento sbagliato nel posto sbagliato mentre cercava di tornare a casa».

Omicidio: l’aggressione è iniziata nei capannoni di una ditta abbandonata

L’aggressione che ha portato all’omicidio di un 29enne senegalese a Ravenna all’alba di oggi, 14 aprile, è cominciata nei capannoni abbandonati di una ditta dismessa sulla sponda sinistra della darsena di città dove abitualmente trovano rifugio persone senza fissa dimora.

Lo dimostra la scia di tracce di sangue visibili sull’asfalto della pista ciclopedonale di via Antico Squero nei circa 350 metri che separano il punto in cui è stato trovato il cadavere, proprio sotto la sede dell’Autorità portuale nei pressi dell’incrocio con via Salona, da un varco nella recinzione dell’area della ex Silos Granari del Candiano.

Quasi certamente la vittima era uno degli occupanti abusivi degli spazi. Condizione che condivideva con un 36enne maliano trovato ferito gravemente a poca distanza dalla vittima: l’uomo era nei pressi della barca Moro di Venezia in testa alla darsena di città. Il ferito risulta in regola con le norme di soggiorno. Nel momento in cui scriviamo sono ancora in corso accertamenti sui documenti della vittima.

I carabinieri nel nucleo investigativo e del reparto operativo indagano sulla vicenda: una delle ipotesi, al momento quella ritenuta più probabile, è che il ferito sia l’autore dell’omicidio, tragico epilogo di una lite scoppiata tra i due. Non ci sono ancora elementi su un possibile movente.

Gli inquirenti ascolteranno le testimonianze di altre persone che occupano i capannoni abbandonati, in condizioni di degrado e sporcizia, per ricostruire i momenti precedenti. La prima richiesta di intervento è arrivata al 118, non è ancora chiaro se la telefonata sia stata fatta dal ferito che ora è in ospedale o da qualcun altro degli occupanti dei capannoni che ha assistito all’aggressione.

La vittima è morta per una ferita alla gola. Non è stata trovata l’arma del delitto, ma diversi oggetti che potrebbero essere compatibili con le ferite riportate dai due giovani.

Un aiuto alle indagini potrebbe arrivare dalle immagini delle videocamere di sorveglianza. La zona del Moro è coperta, ma ancora più utile potrebbe essere quella installata sull’angolo dell’edificio di Ap rivolta verso la strada, proprio sopra al punto dove si è accasciato il 29enne poi deceduto.

Erboristeria Giorgioni ha aperto un nuovo punto vendita (e hub logistico) in via Maggiore

La storica Erboristeria Giorgioni ha aperto un nuovo punto vendita in via Maggiore 171, a Ravenna, che verrà inaugurato ufficialmente sabato 18 aprile dalle 18.130. Si tratta di un locale che si estende su una superficie di circa 300 metri quadrati e che rappresenta un importante investimento per l’azienda: oltre a offrire una gamma completa di prodotti, sarà anche il nuovo hub logistico di Erboristeria Giorgioni.

Con questa apertura, la storica attività consolida la propria presenza sul territorio arrivando a contare cinque punti vendita: tre a Ravenna (centro storico, San Rocco e la nuova sede di via Maggiore), uno a San Pietro in Vincoli e uno a Bagnacavallo.

Basket, dopo la sconfitta di Jesi torna in campo l’Orasì: la salvezza passa dal derby di Ferrara

Sconfitta dal sapore amaro per Ravenna sul campo di Jesi, che avrà l’obbligo di rifarsi domani sera (mercoledì alle ore 20.30)  a Ferrara, contro l’Adamant. In un palazzetto che evoca dolci ricordi durante gli anni di A2 – in particolare la vittoria contro la Fortitudo nel 2018 nella semifinale di Coppa Italia – i giallorossi sono partiti forte, governando per metà gara, prima di subire la rimonta da parte dei marchigiani per il 90-78 finale. Una delle poche note positive per Ravenna è stata l’impatto del neo acquisto Romeo, autore di 20 punti:  «Nel secondo quarto abbiamo perso un po’ il nostro ritmo, abbiamo smesso di fare ciò che avevamo preparato e ci siamo fatti prendere dal nervosismo – dichiara il play -. Nel terzo quarto abbiamo provato a riprendere la partita ma c’è stata po’ troppa frenesia in attacco e qualche errore banale in difesa. Dopo una sconfitta penso sia meglio giocare subito perché abbiamo  una chance importante di tornare in aperta e capire cosa abbiamo sbagliato. Sarà importante usare quello di buono che abbiamo fatto oggi per la partita di mercoledì a Ferrara che per noi è fondamentale».

Al palazzetto Giuseppe Bondi di Ferrara (palla a due mercoledì alle 20.30) è quasi un match-point salvezza per l’Orasì Ravenna, che nel caso di vittoria staccherebbe di 6 lunghezze gli estensi, mettendo virtualmente al sicuro la salvezza a due giornate dalla fine. I playout sono invece dietro l’angolo per l’Adamant: la contemporanea vittoria di Nocera sulla Virtus Imola porta i campani a +4 a tre giornate dal termine, con gli scontri diretti a favore: per uscire dalla zona calda Ferrara dovrebbe fare tre su tre e sperare che gli avversari perdano sempre. 

Dopo aver osservato il turno di riposo causa rinvio (al 22 aprile) della partita contro Chiusi, torna in campo anche Tema Sinergie Faenza nel turno infrasettimanale. Mercoledì 15 aprile alle 20 lo farà a Roma, contro una Luiss in grande difficoltà di risultati. «La partita in casa della Luiss Roma sarà importante per consolidare la nostra attuale posizione in classifica – spiega coach Lorenzo Pansa -. In caso di vittoria potremmo avere qualche piccola speranza per raggiungere il sesto posto, ma poi ci saranno ancora tre partite e tutto si deciderà alla fine. Nonostante stia attraversando un momento difficile, la Luiss continua ad avere forza e qualità nel roster, una grandissima profondità nelle rotazioni e atletismo di alto livello. Dovremo ripartire dalla solidità mostrata a Nocera, contrastare il loro atletismo sfruttando il campo aperto e trovare gli spazi in area, perché contro simili avversari non sarà semplice».

L’opposizione dopo l’omicidio: «Situazione fuori controllo. Bisogna fare qualcosa. Silenzi imbarazzanti del vicesindaco»

Non tardano ad arrivare le reazioni politiche al nuovo caso di cronaca che sta facendo scalpore a Ravenna e dintorni. Sui social è la lista civica La Pigna (che già aveva presentato un question time sul caso dei tetti distrutti in via Fiume Abbandonato) a gridare allo scandalo, dopo la notizia dell’omicidio in darsena: «Una città allo sbando, la situazione completamente fuori controllo – scrive La Pigna -. Anni di negazione del problema sicurezza da parte dei sindaci De Pascale e Barattoni. Il sistema di accoglienza e di integrazione del Comune di Ravenna è fallimentare . I ravennati hanno paura: se la risposta è quella di continuare a far finta che il problema non esista, addossando la colpa ai cittadini che hanno una percezione sbagliata, la situazione è destinata a degenerare. Ci vuole un cambio di passo. Chi abita a Ravenna e si macchia di atti criminali deve stare in galera oppure allontanato».

In una nota inviata alla stampa, tuonano anche i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia, che parlano di un «quadro di crescente insicurezza che non può essere ignorato. Di fronte a questa escalation, il silenzio del vicesindaco è assordante e incomprensibile. È legittimo, anzi doveroso, chiedersi quali siano le sue dimensioni politiche e amministrative di fronte a una situazione che richiederebbe presenza, responsabilità e parole chiare. Tacere in momenti come questo equivale a sottrarsi al proprio ruolo il che oggi non è accettabile».

«Al sindaco – continua la nota di Fratelli d’Italia – si chiede invece un atto immediato e concreto: riferire in Consiglio comunale (possibilmente già nella giornata odierna, poiché ne ha facoltà) e di spiegare come (e se) intenda andare oltre i luoghi comuni sull’accoglienza di cui ha inondato ieri la stampa. Non è più tempo di rinvii o dichiarazioni generiche o di scaramucce politiche.  I cittadini hanno diritto di sapere, con precisione, quali misure si intendono adottare per garantire sicurezza, prevenzione e controllo del territorio. Servono risposte puntuali su quali interventi immediati verranno messi in campo, quali risorse verranno attivate, quali azioni di coordinamento con le forze dell’ordine sono previste e comunque quale ruolo e quale livello di attenzione e pro attività stia mettendo il vice sindaco nella questione oltre che fatti ovvero quali strumenti si intendono utilizzare per evitare il ripetersi di episodi simili. La città non può restare sospesa tra paura e silenzi istituzionali. Chi amministra ha il dovere di parlare, a Ravenna serve una politica del fare, ai ravennati va spiegato e soprattutto occorre agire. Ora».

 

Omicidio in darsena a Ravenna: un 29enne trovato con la gola tagliata in via Antico Squero

Un 29enne di origni senegalesi è stato ritrovato senza vita, con la gola tagliata, in via Antico Squero, lungo la pista ciclabile nei pressi della sede dell’Autorità portuale nella darsena di Ravenna. A poche centinaia di metri, nei pressi del Moro di Venezia, è stato soccorso un uomo di 36 anni, originario del Mali, ferito ma non in gravi condizioni.

I carabinieri indagano per omicidio. Tra le ipotesi una lite degenerata. La vittima – secondo le prime informazioni, di origini senegalesi – è stata ritrovata attorno alle 4 delle notte tra lunedì e martedì. Ancora non è chiaro se siano coinvolte altre persone.

Via Antico Squero è stata chiusa al traffico per consentire lo svolgimento delle indagini, a cui stanno partecipando anche polizia e finanza. Sul posto la Pm di turno Ylenia Barbieri.

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