martedì
14 Aprile 2026
il dibattito

Il sindaco in consiglio comunale: «Mai sottovalutato il tema della sicurezza. Ma è un problema nazionale diffuso»

Dopo l'omicidio in darsena. Tra le richieste dell'opposizione (ancora) l'esercito e l'invito a convocare il prefetto a Palazzo Merlato

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«Non abbiamo mai sottovalutato né sottaciuto i problemi di sicurezza. Non abbiamo mai negato che chi commette reati vada assicurato alla giustizia. Ma le amministrazioni comunali non possono fare tutto e ci sono cose che non competono loro». Il sindaco Alessandro Barattoni interviene in consiglio comunale nel giorno dell’omicidio in darsena, sottolineando come i recenti casi di cronaca (oltre all’omicidio, il riferimento è alle molestie sessuali ai danni di un’anziana in ospedale e ai tetti divelti in via Fiume Abbandonato) siano diversi fra loro e non si possa generalizzare. «Ci sono stati sgomberi e interventi – commenta il sindaco, riferendosi in particolare all’operazione ai giardini Speyer – e il problema si è spostato di qualche strada o di qualche quartiere. Bisogna intervenire alla radice, non spostando il problema: rafforzare il contrasto alla povertà, in collaborazione con le associazioni del terzo settore, per lasciare ai margini meno persone possibili».

Il sindaco ha quindi annunciato di aver richiesto la convocazione urgente del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e allo stesso modo di aver chiesto più forze dell’ordine sul territorio. «Abbiamo emanato ordinanze, sottoscritto patti con la Regione, preso impegni per rafforzare organici e numero delle telecamere. Ma non possiamo mettere agenti in ogni angolo della città». Barattoni ha quindi sottolineato come si tratti di un’emergenza nazionale. «I dati Censis del 2025 ci dicono che il 75 percento dei cittadini (dato che sale all’82 tra le donne) dice che negli ultimi 5 anni girare per le strade è diventato più pericoloso. Ogni mattina le prime pagine dei giornali delle varie città hanno sempre in primo piano notizie di cronaca. Notizie che non hanno confini né colore politico. Non smetteremo nemmeno per un secondo di chiedere al Governo di intervenire e al parlamento di legiferare su tutto ciò che può aiutare le forze ordine nel loro lavoro».

Nel corso delle varie repliche, dall’opposizione si sono levati diversi appelli, in primis quello di Alberto Ancarani di Forza Italia, che chiede di convocare il prefetto in consiglio comunale per un confronto pubblico, sottolineando anche come il Comune potesse fare di più per mettere in sicurezza e sgomberare i luoghi abbandonati della darsena da dove è partita la lite che ha portato all’omicidio. Veronica Verlicchi della Pigna ha rilanciato la proposta di richiedere l’intervento dell’esercito, invitando il sindaco a opporsi a nuovi sbarchi di migranti e ad attivare nuovi presidi della polizia locale nei lidi e nel forese. Nicola Grandi di Fratelli d’Italia chiede conto del silenzio del vicesindaco con delega alla Sicurezza e invita ad agire, contestando il progetto Sai (il Sistema di Accoglienza e Integrazione) e invitando la maggioranza a pensare prima alla sicurezza, poi all’accoglienza. Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, sottolinea come in questi anni le proposte dell’opposizione per migliorare la situazione in questi anni – soprattutto nei giardini Speyer – siano state sempre bocciate dalla maggioranza, mentre Gianfranco Spadoni rilancia l’idea del vigile di quartiere, citando l’esempio di Forlì.

Dall’altra parte, è intervenuto il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Luca Cortesi, sottolineando come episodi simili, se non più gravi, avvengano come noto anche in città guidate dal centrodestra (facendo l’esempio dell’omicidio Bongiorni a Massa), dove le opposizioni non alimenterebbero però simili polemiche. «Il tema dell’ordine pubblico è nazionale, dobbiamo cercare di fare fronte comune verso il Governo. L’Emilia-Romagna, in media, è la terzultima regione d’Italia come numero di agenti delle forze dell’ordine e dovremmo tutti fare pressioni per far cambiare le cose». Un riferimento poi a chi chiede la chiusura dei centri di accoglienza o dei progetti di solidarietà: «Lasceremmo più gente in strada, peggiorando la situazione. Come ha contribuito a fare il Governo tagliando il Fondo per la Povertà, con conseguenze devastanti».

Un appello all’unità è stato infine lanciato anche dall’opposizione da parte di Filippo Donati di Viva Ravenna che invita a non strumentalizzare i casi di cronaca, né da una parte né dall’altra, accusando però la maggioranza di aver sottovalutato il problema.

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