venerdì
17 Aprile 2026

Incappucciato e picchiato dal branco nel giardino della scuola

La prognosi per i lo studente 16enne aggredito da quindici coetanei è di 25 giorni per rottura del naso e lesioni

Bullismo

[+++AGGIORNAMENTO+++ La lettera della preside a genitori e docenti+++»]

Erano circa in 15 a inveire contro lo studente sedicenne, accerchiato e incappucciato dal branco prima di essere preso a calci e pugni nel cortile della scuola.
L’aggressione risale a ieri, 22 marzo, nel giardino dell’istituto Compagnoni di Lugo. Come riportato sul Corriere di Romagna, prima di scagliarsi contro il sedicenne, i compagni di scuola gli avrebbero coperto il volto con il cappuccio, per poi iniziare un pestaggio di gruppo (tutti contro uno) con incitamenti alla morte del giovane.

Mentre al sedicenne veniva rotto il naso a ginocchiate, qualcuno riprendeva il tutto con il cellulare e solo l’intervento di alcuni ragazzi di quinta ha potuto fermare il pestaggio.

Successivamente sul posto è intervenuta l’ambulanza, che ha trasportato d’urgenza il ragazzo al pronto soccorso dove è stato medicato e sottoposto alle radiografie del caso. La prognosi emersa è di 25 giorni, e alla rottura del naso si aggiungono un occhio tumefatto, lividi e lesioni e un possibile problema all’orecchio.

Il padre del ragazzo ha dichiarato che sporgerà denuncia facendo leva anche sui filmati in suo possesso.

Il Ravenna a Forlì per la missione sorpasso: il derby vale la promozione in C

Giallorossi secondi in classifica a meno 2 con 7  gare da giocare. Biancorossi già battuti all’andata e in Coppa Italia Dal 2000 in poi giocati 17 confronti: 8­5 per i bizantini che però ne hanno vinti solo 2 in trasferta nelle ultime 8

Benellistadio

Si giocherà domani (23 marzo) il derby tra Ravenna e Forlì. Chi vince mette le mani sulla promozione in serie C. Questa mattina  centinaia di tifosi ravennati si sono ritrovati al Benelli per incitare la squadra al termine della rifinitura della vigilia.

Oltre alla consueta rivalità campanilistica, è alta la posta in palio nel centesimo derby di campionato tra Ravenna e Forlì. Si gioca il 23 marzo allo stadio “Tullo Morgagni” di Forlì, 28esima giornata: al fischio d’inizio alle 14.30 i padroni di casa si presenteranno primi in classifica con due punti di vantaggio sugli ospiti. Dopo il 90’ resteranno sei partite (in cui all’andata i biancorossi raccolsero 2 punti in più dei giallo-rossi: 18-16).

Le due squadre arrivano al duello decisivo a passo spedito: hanno perso solo tre gare su 27, scavando un solco di 11 punti sul Tau terzo, hanno la miglior difesa a pari merito con 15 gol incassati, il Ravenna non perde da 21 partite, il Forlì da 6. All’andata al “Benelli” finì 2-0 per i giallorossi (9 novembre).

Il primo derby della Ravegnana si giocò il 23 gennaio 1921, come ricostruisce il giornalista Massimo Montanari nel suo libro “Ravenna Calcio, una passione infinita”: 1-0 per il Ravenna.

Tabella Derby Forli Ravenna

Il bilancio dei 99 scontri disputati finora in campionato nella storia delle due società dice 39 vittorie per il Forlì, 33 per il Ravenna e 27 pareggi. In questo secolo il bilancio delle 17 partite (6 in C2 e il resto in D) è 8 vittorie del Ravenna, 5 del Forlì e 4 pareggi.

Tra le sfide degli ultimi venticinque anni ne vanno ricordate due per il peso specifico. Ravenna e Forlì si affrontarono nelle semifinali dei play-off della C2 2004-05: 1-1 all’andata a Forlì, 3-1 a Ravenna al ritorno. I giallorossi poi superarono in finale la Cisco Lodigiani e andarono in C1. Quel Ravenna concluse l’annata con 31 partite consecutive senza sconfitte in campionato.

Nei confronti tra cugini, il Ravenna è imbattuto da cinque sfide (4 vittorie e un pari), l’ultima affermazione forlivese è il 2-0 al “Morgagni” del 30 aprile 2022 (D’Orsi e Magnanini sono gli unici della rosa attuale che giocarono tre anni fa). Dal 2000 a oggi sul terreno forlivese si è giocato 8 volte e il Ravenna ne ha vinte due (l’ultima è il 2-1 del 16 aprile 2023).

In Coppa Italia le sfide sono state una venti- na: la prima il 26 agosto 1973 (1-1 a Forlì in un girone che comprendeva anche il Bellaria), l’ultima l’1 settembre scorso (1-1 al 90’ al “Benelli” e vittoria giallorossa ai rigori).

L’associazione cittadina promuove un incontro per parlare di sanità pubblica

Appuntamento al centro sociale Il Tondo con alcuni dei rappresentanti di Ausl, Simg e commissione salute

Dottoressa
«La sanità pubblica deve rispondere alle esigenze dei cittadini e del territorio» con questo slogan l’associazione civica lughese “Per la Buona Politica” promuove l’incontro di martedì 25 marzo (20.30) al Centro sociale Il Tondo (via Lumagni, 30/32) per discutere di riorganizzazione della medicina territoriale, ruolo dei medici di famiglia (con un focus sulla continuità assistenziale, le aggregazioni funzionali, il confine tra libera professione e dipendenza dal sistema sanitario nazionale.
Interverranno nel corso dell’incontro pubblico il dottor Tiziano Carradori (Direttore Generale Ausl Romagna), il dottor Daniele Morini (Medico di famiglia, Segretario Generale Fimmg Emilia Romagna e Segretario Nazionale Organizzativo Simg), la dottoressa Eleonora Proni (Consigliera Assemblea Legislativa Emilia Romagna e componente Commissione Salute). Il dialogo sarà moderato da Grazia Massarenti e Silvano Verlicchi.

Inaugurato il macchinario per la radiochirurgia cerebrale più avanzata d’Italia

La struttura sanitaria di Cotignola ospita l’ultimo modello di “Gamma Knife”, la tecnologia all’avanguardia per il trattamento mini invasivo di tumori e lesioni infracraniche

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Il Maria Cecilia Hospital di Cotignola inaugura la tecnologia più avanzata d’Italia nel campo del trattamento mini invasivo di tumori e lesioni intracraniche. La cerimonia si è svolta ieri, 21 marzo, L’inaugurazione è avvenuta alla presenza della vice presidente di Aiop Regione Valentina Valentini e del presidente di Confindustria Romagna Roberto Bozzi.

A meno di due anni dall’alluvione che aveva reso inutilizzabile l’unica Gamma Knife presente in Regione, la struttura punto di riferimento in Regione per questo tipo di trattamenti si è dotata del nuovo modello Esprit di Elekta, la più moderna e performante apparecchiatura per la radiochirurgia stereotassica disponibile sul mercato. Ettore Sansavini, presidente di Gvm Care & Research commenta: «Oggi ci troviamo per inaugurare una nuova tecnologia ma anche e soprattutto per riaffermare un principio che guida ogni nostra scelta: è possibile superare le difficoltà con rapidità, efficienza e un forte senso di responsabilità verso il territorio e le persone che vi abitano, garantendo così continuità assistenziale, innovazione ed eccellenza nella cura».

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L’acquisizione della nuova Gamma Knife è espressione dell’impegno di Gvm per l’innovazione sanitaria del territorio, un investimento, infatti, che non solo potenzia l’offerta terapeutica locale, ma che rappresenta un’opportunità fondamentale per i pazienti, i quali potranno accedere a trattamenti all’avanguardia senza doversi spostare altrove: la nuova Gamma Knife offre infatti il maggiore comfort per il paziente e trattamenti privi di dolore e incisioni chirurgiche, un’elevata efficacia associata a una drastica riduzione o eliminazione degli effetti indesiderati, ridotti tempi di ricovero e minore durata della convalescenza.

«L’apparecchiatura eroga un ventaglio di fasci radianti che irradiano con estrema precisione la porzione di tessuto malata con un “effetto chirurgico” ma senza craniotomia e preservando i tessuti sani del cervello – spiega il dottore Enrico Motti, Coordinatore dell’Unità Operativa di Neurochirurgia/Gamma Knife al Maria Cecilia -. Questo consente di intervenire su patologie tumorali e vascolari che in passato erano considerate incurabili o che venivano affrontate chirurgicamente con rischi elevati ed esiti incerti. La neurochirurgia e la microchirurgia hanno certamente ancora un ruolo insostituibile importantissimo, ma dove possibile si preferisce evitare la craniotomia eliminando il trauma chirurgico, raggiungendo spesso maggiori percentuali d’efficacia rispetto all’approccio tradizionale e riducendo o eliminando molti limiti della microchirurgia oltre alle recidive tipiche della neurochirurgia».

A Cotignola torna la festa della Segavecchia, tra storia, cultura e folklore

Si partirà da giovedì 27 marzo con un ricco programma di iniziative per tutte le età, fino ad arrivare al 574esimo rogo della vecchia di domenica 30

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A Cotignola torna la festa della Segavecchia, l’evento storico che unisce tradizione, cultura e intrattenimento giunto ormai alla sua 574esima edizione.
La festa prenderà il via giovedì 27 marzo con l’arrivo della Segavecchia in piazza Vittorio Emanuele II, accompagnata dai bambini della scuola primaria di Cotignola. Seguiranno il tradizionale rogo della vecchina, curato dall’asilo «Carlo Maria Spada», e lo spettacolo della Metallurgica Viganò. Venerdì 28 marzo si accenderanno i riflettori sulla musica con l’esibizione dei Basterdjazz, preceduta dall’apertura degli stand gastronomici con piatti della tradizione romagnola.
Sabato 29 marzo sarà una giornata dedicata alla cultura e all’intrattenimento: si parte con letture per bambini «Vecie, streghe e fattucchiere» in biblioteca, per proseguire con la conferenza sulla figura femminile in Romagna e la tradizione della Segavecchia «Dalla strega di Cotignola alle azdore romagnole», realizzato in collaborazione con il Sorelle Festival di Faenza. Nel pomeriggio «aperizumba» in piazza, mentre gli amanti del mistero potranno partecipare a «Detective per un giorno», un gioco a squadre all’ex ospedale Testi.
In serata si inaugurerà la mostra «Signorina» di Cuoghi Corsello a palazzo Sforza, seguita dallo spettacolo musicale dei Flints.
La Segavecchia Di Cotignola (3)
Domenica 30 marzo l’evento principale sarà il corso mascherato della Vecchia, con gruppi in costume e la partecipazione della Banda folkloristica di Dozza. La giornata si concluderà con la lettura della sentenza e il rogo della Vecchia, atto finale della festa.
Gli stand gastronomici della Pro loco saranno aperti dalle 19 il giovedì, venerdì e sabato, mentre la domenica saranno disponibili sia a pranzo, dalle 12, sia a cena dalle 18. Tra le specialità proposte i cappelletti, i garganelli, lo stufato di pecora, la salsiccia, piadine e pizze fritte. Non mancherà poi il tradizionale lunapark nel piazzale Savorani, aperto dal 22 al 30 marzo. Inoltre, saranno presenti numerose attività collaterali, come la pesca di beneficenza sotto i portici della Collegiata e laboratori artigianali curati dalle Donne Creattive.

Torna la “Cervia Run”, con una giornata dedicata ai più piccoli in attesa della gara

Questo weekend la Città del Sale ospiterà sei corse dedicate a sportivi, amatori e famiglie

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È partita questa mattina la “Cervia Run”, la due giorni dedicata allo sport nata nel 2023 su iniziativa di Marco Morigi (Bagno Marco 184). Come da tradizione, il giorno che precedere la gara ufficiale del 23 marzo è dedicato al mondo della famiglia e dei più piccoli.

Il villaggio davanti al bagno 184 si è aperto ufficialmente alle 9.30, con il ritiro dei pettorali allo stand Tecnocasa. Il programma vero e proprio è partito invece alle 14, con un talk del nutrizionista Stefano Masini e l’avvio della “Kids Run” (dedicata a bambini di elementari e medie) a blocchi a partire dalle 15. A seguire, partirà la “Family Run” (una passeggiata non competitiva per la famiglia).
Quando l’ultimo concorrente avrà tagliato il traguardo, ci si sposterà al bagno Marco 184 di Cervia, dove “Il Gelato di Jessica” offrirà una degustazione a tutti i bambini. Durante il pomeriggio è prevista anche l’animazione del mago Milko e uno spazio ludico curato dalla libreria “Bubusettete” di Cervia.

Domani invece la gara ufficiale, sotto l’egida della Fidal Nazionale che certificherà i tracciati omologando nelle classifiche federali tutti i risultati delle gare competitive. Le prime novità riguardano il percorso che, a differenza della prima edizione, transiterà anche lungo viale Italia. Inoltre, è stato aumentato in modo significativo il numero dei punti ristoro collocati sul tracciato. Oltre alla mezza maratona di 21 Km si potrà correre anche la 10,5 Km, una 5km solidale e una staffetta “Lui&Lei”. Al termine delle gare tutti i partecipanti saranno premiati con una medaglia simbolica.

«Riapriamo la porta originaria di San Vitale» la proposta del presidente Unesco

L’idea è stata lanciata durante la presentazione del libro di Osiride Guerrini sulle piazze di Ravenna: «La più importante della città è quella che non si vede»

Basilica San Vitale

«La piazza più importante di Ravenna è quella che non si vede» così Antonio Patuelli, Presidente della Cassa di Ravenna e neo Presidente della Commissione Italiana per l’Unesco, ha lanciato la proposta di riaprire la porta di San Vitale, almeno una volta l’anno, per restituire ai cittadini lo scorcio originario sulla capitale imperiale.

L’occasione è stata quella della presentazione del libro “Di Piazza in Piazza” di Osiride Guerrini. Patuelli, esperto e appassionato di storia anche locale, ha setacciato la città piazza per piazza, svelando scenari sconosciuti e porzioni di città rilette con la prospettiva della città imperiale, romana, bizantina, comunale e pontificia, che per 350 anni dall’inizio del 400 alla metà del 700 è stata capitale.

«Il libro di Osiride Guerrini è tutto da leggere – ha iniziato Patuelli  – e già il titolo è emblematico. Non ci sono tante città in Italia che abbiano un complesso di piazze così articolato: ma Ravenna è policentrica, come lo sono la sua storia e la sua cultura e la città ne è il riflesso. Qui il cardo ed il decumano non si incontrano in un’unica piazza, come avviene di solito: qui lo sviluppo è stato multicentrico per una ragione ben precisa. Il nostro maestro di IV e V elementare Bruno Benelli, poi sindaco di Ravenna ci insegnava infatti che la città è stata fondata sette secoli prima di Roma, su delle palafitte, ed è la risultante dell’incrocio di fiumi, fiumicelli, argini e dislivelli di cui oggi vediamo la traccia, come in una sinopia».

La capitale imperiale è visibile nel Mausoleo di Galla Placidia vicino alla Basilica di San Vitale, ma oggi l’ingresso è distorto: quello principale non è la discesa dalla scaletta e nemmeno quello dei flussi turistici dal giardino, ma sarebbe simmetrico rispetto all’abside e alla zona musiva, costruito così perché dall’ingresso si provasse, frontale e immensa, l’emozione del complesso absidale. Oggi l’ingresso di San Vitale è visibile solo da una porta di vetro nel secondo chiostro, quasi sempre chiusa. «Propongo invece di aprire la porta almeno una volta all’anno, per esempio il giorno di San Vitale – continua Patuelli -. La piazza che non si vede è proprio qui: questo è il centro imperiale, tra largo Giustiniano e l’ex Caserma Gorizia, ora parcheggio, e il complesso monastico. Lo slargo tra San Vitale e Santa Maria Maggiore è magico, ed è emblematico perché distingue l’ambiente bizantino da quello romano con il primo campanile che è la premessa dei minareti e l’altro è il classico campanile dell’esarcato».

L’analisi si concentra poi su altre zone cruciali per la città, come Piazza di San Francesco: «Questo era il centro della città più antico di Piazza Maggiore, perché già esistente nel periodo di Dante e sicuramente ne ha ospitato i funerali – spiega il presidente Unesco -. La zona Dantesca è un altro centro della città, zona talmente importante e significativa, al centro tra l’altro del fortilizio edificato dai Da Polenta, che addirittura Benedetto Croce, allora ministro della Cultura, le assegnò cospicui finanziamenti».

Di qui il passo è breve verso Piazza del Duomo e Piazza dell’Arcivescovado: «Altro centro storico fondamentale: il Duomo andrebbe però visto da dietro, dove la sua zona originale con la vecchia Basilica a cinque navate che va confrontata alla vecchia Basilica di San Pietro a Roma, e che vanta la più antica cappella arcivescovile al mondo. Altro centro, significativamente simmetrico rispetto al Duomo, è la Basilica degli Ariani che anche qui richiama Roma, ovvero il Battistero di San Giovanni in Laterano con la pianta ottagonale, ed il Battistero di Pisa». Infine, Patuelli racconta quello che oggi è ritenuto il centro principale della città: «Piazza del Popolo è una locuzione recente: originariamente si chiamava Piazza Maggiore, come a Bologna. La piazza nasce quando l’imperatore non c’è più ed emerge il pluralismo, è l’elemento che rappresenta la libertà del libero comune, diverso dalla simbologia millenaria teodoriciana e religiosa. Qui il Palazzo del Governo, che era talmente importante e imponente da avere al suo interno anche un carcere, e il Palazzo oggi del Comune, con cui era collegato interamente da  una porta oggi murata. Passaggio che riscoprimmo con il sindaco Matteucci».

In chiusura, un approfondimento sulle  piazze artificiali novecentesche, come Piazza Kennedy, Largo Firenze, Piazza dei Caduti, Piazza Renato Serra e Piazza Andrea Costa, che raccontano lo sviluppo recente della città.

Lavori al via per l’asilo a Montaletto: è il secondo nido comunale di Cervia

Il progetto ha richiesto un investimento da oltre un milione e 900 mila euro cofinanziato con i fondi del Pnrr. L’attivazione del servizio è prevista nel 2026

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Partiranno lunedì 24 marzo i lavori per il nuovo asilo nido del Comune di Cervia, che sorgerà a Montaletto, di fianco alla Scuola elementare Buonarroti. Si tratta di un ampliamento importante dei servizi per le famiglie: attualmente, a Cervia è presente un solo nido comunale ( il “Piazzamare” in via XXII Ottobre), non sufficiente a dare risposte al tutte le famiglie che richiedono il servizio.

Il progetto prevede la costruzione di una struttura in grado di ospitare 48 bambini e nella quale attivare diverse tipologie di servizi, in modo da poter dare numerose risposte alle esigenze delle famiglie. I lavori, che dovrebbero durare circa un anno, prevedono un investimento di 1.936.590 euro, di cui 1.152.000 euro finanziati con risorse Pnrr e 784.590 euro dal Comune.

«L’idea è quella di combinare le esigenze pedagogiche e il benessere del bambino nei suoi primi anni di vita attraverso una struttura integrata nell’ambiente circostante, che tenga conto della relazione con la città e la sua collettività, del contesto climatico, della salubrità ambientale e delle energie rinnovabili» spiegano dal Comune.

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Per gli aspetti ambientali è stata posta particolare attenzione alla ricerca del miglior rapporto con la posizione e il clima locale, all’orientamento dell’edificio, al risparmio energetico, al contenimento dei consumi grazie all’utilizzo di tecnologie solari, al contenimento dei consumi d’acqua con sistemi di recupero e valorizzazione delle acque meteoriche e di scarico, all’ottimizzazione degli impianti di produzione del calore, ai sistemi di coibentazione dell’edificio, all’illuminazione e alla climatizzazione naturale e, infine, all’introduzione di sistemi trasparenti di controllo.

Il prossimo 7 aprile, alle 20.30, l’Amministrazione comunale presenterà il progetto all’incontro mensile del Consiglio di zona di Montaletto-Villa Inferno. L’attivazione del servizio è prevista nel 2026.

Anneriscono le telecamere e fanno esplodere il bancomat nella notte

Si cerca ancora la banda artefice del colpo all’Atm di via del Piratello. Sul posto carabinieri e vigili del fuoco per valutare l’entità del danno

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L’esplosione è arrivata intorno alle 22.30 di ieri sera (21 marzo) quando il bancomat della filiale di Crèdit Agricole di Via del Piratello a Lugo è stat0 assaltato da quella che si pensa essere una banda di rapinatori. Prima del colpo, i malviventi avrebbero oscurato le telecamere di videosorveglianza, complicando la ricostruzione della dinamica dei fatti ancora in essere da parte dei carabinieri del nucleo locale.

La tecnica usata per il colpo sembra essere quella “della marmotta”, che permette di estrarre i soldi dagli sportelli senza che questi vengano macchiati dal getto di inchiostro, utilizzando un particolare strumento in metallo per l’esplosione. I ladri hanno quindi portato via gran parte del contante caricato nell’Atm in vista del weekend.

Sul posto, oltre ai carabinieri, sono intervenuti tempestivamente anche i vigili del fuoco, per valutare eventuali danni alla struttura causati dall’esplosione. Dai primi accertamenti, le problematiche riguarderebbero solo gli arredi interni del locale e dovrebbero essere risolte entro il fine settimana, con la possibilità di vedere la banca riaprire già da lunedì. Continuano intanto le indagini dei carabinieri.

Con la candidatura di Verlicchi a sindaco di Ravenna la destra si divide in tre

La consigliera comunale uscente correrà per la lista civica “La Pigna”

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È Veronica Verlicchi la quinta candidata a sindaco di Ravenna: in corsa per la nomina da primo cittadino troviamo Alessandro Barattoni (sostenuto dalla coalizione di centro-sinistra), Marisa Iannucci, per la sinistra più estrema, candidata con il sostegno di Ravenna in Comune, Potere al Popolo, Pci e Rifondazione e una destra divisa in tre tra Nicola Grandi (sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Viva Ravenna), Alvaro Ancisi (Lega, Popolo della Famiglia e Lista per Ravenna) e infine Veronica Verlicchi, consigliera comunale uscente e già candidata alle scorse amministrative, che correrà per la lista civica la Pigna.

L’annuncio della candidatura è stato dato ieri sera (21 marzo) nel corso della prima cena elettorale della lista, al Grand Hotel Mattei.

La stagione del Museo Civico si apre con una mostra in ricordo di Ermes Bajoni

In esposizione 70 lastre che ripercorrono la storia dell’artista. Sempre a lui verrà intitolato il Laboratorio di incisione delle Cappuccine

     Ermes Bajoni
Sarà la mostra-evento dedicata a Ermes Bajoni (artista bagnacavallese scomparso nel febbraio 2023) a inaugurare la stagione espositiva del Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo. 
La mostra “Qui, altrove. Omaggio a Ermes Bajoni” vuole essere un omaggio da parte dell’amministrazione comunale e del Centro Culturale a una figura fondamentale per la crescita artistica delle istituzioni culturali cittadine. Bajoni, ex direttore del Museo Civico delle Cappuccine, è stato tra i promotori della costituzione del Gabinetto delle Stampe antiche e moderne, oggi riconosciuto a livello nazionale e non solo, e per questa istituzione culturale ha poi svolto l’incarico di consulente scientifico.
Le lastre di Bajoni (delle oltre 300 prodotte nel corso della sua carriera 70 sono esposte) saranno in mostra fino al 2 giugno 2025, in un percorso che esplora e ripercorre l’attività grafica di uno dei più importanti incisori italiani contemporanei. Nelle sue opere, soggetti naturalistici e misteriosi si alternano a sguardi lenticolari fino all’iperrealismo su quelli che sembrano dettagli quotidiani insignificanti. Bajoni si prende gioco della società contemporanea, denuncia scenari drammatici, o si lascia andare alla nostalgia del mondo e dell’immaginario dell’infanzia. Insieme a una ricerca sulla semantica del segno incisorio, grande protagonista delle stampe di Bajoni è comunque l’uomo, quasi mai direttamente presente, ma sempre suggerito attraverso le sue tracce e la sua assenza.
La mostra fa parte del circuito Biennale_Off: «Ermes Bajoni – dichiara il direttore del Museo Civico, Davide Caroli – è stato sin dalla prima edizione tra i membri del comitato scientifico della Biennale, ed è per questo motivo che abbiamo deciso di inserire all’interno di questo contesto la mostra, che abbiamo pensato di dedicargli sin dal momento della sua scomparsa. È un omaggio a un caro amico, a un grande artista, a una personalità lungimirante che ha contribuito a fare del nostro museo un punto di riferimento nel panorama incisorio. Grazie alla generosità della vedova Maria “Lora” Tonini  il Museo sta acquisendo in donazione un importante corpus di opere grafiche di Ermes».
La Biennale_OFF continuerà poi a giugno negli spazi dell’ex Convento di San Francesco con la mostra di Serena Gattini, vincitrice del Premio per giovani incisori organizzato nell’ambito della 3a Biennale di incisione. Nel prossimo periodo, lo spazio del laboratorio interno al museo sarà intitolato proprio a Bajoni.
“Qui, altrove. Omaggio a Ermes Bajoni” sarà visitabile il martedì e mercoledì: 15-18; il giovedì 10-12 e 15-18;  venerdì, sabato e domenica: 10-12 e 15-19. 21 e 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno: 10-12 e 15-19. RChiuso a Pasqua e di lunedì

Condannato a 12 anni per tentato omicidio dopo aver sparato fuori dal night

Alla sentenza si aggiungono 3 anni e 4 mesi per ricettazione d’arma da fuoco. La difesa annuncia il ricorso

Tribunale Processo Giudice

È stato condannato a 12 anni di carcere per tentato omicidio il 49enne di origine albanese arrestato lo scorso ottobre per aver sparato a un conoscente fuori da un night club. L’ aggravante dei futili motivi è esclusa, Ma alla condanna si aggiungono 3 anni e 4 mesi per ricettazione di arma da fuoco.

La pistola con cui sono stati esplosi i colpi infatti è una semiautomatica calibro 9×21 che risulta rubata e denunciata. La sentenza è stata disposta dal gip Federica Lipovscek al termine del rito abbreviato.

Inizialmente per l’uomo (già in carcere e con precedenti per spaccio) erano stati richiesti 19 anni di reclusione (poi ridotti a 13 con il rito abbreviato), mentre la difesa chiedeva l’assoluzione per il tentato omicidio e il minimo della pena per la ricettazione.

La vittima invece, un 42enne ghanese, si è costituita parte civile e ha accettato i 3mila euro di risarcimento per le ferite riportate nello scontro.

Secondo i legali del 49enne infatti la perizia balistica sulla traiettoria dei quattro proiettili esplosi la notte del 5 ottobre fuori dal “Bolero” di Castel Bolognese dimostrerebbe che gli spari sono stati diretti verso al basso, e non verso al viso come sostenuto dall’accusa. Nessuna telecamera però ha registrato l’esatta dinamica dell’accaduto e il processo si è basato sulle dichiarazioni delle figure coinvolte. Per questo, i legali della difesa, Chiara Belletti e Nicola Casadio annunciano la volontà di ricorrere in appello.

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