giovedì
23 Aprile 2026

Energia in aumento del 45%, le preoccupazioni di Confesercenti

La presidente Monica Ciarapica: «Le imprese non possono essere lasciate sole. Rafforzeremo i servizi di consulenza»

Ciarapica 2021web

Il 2025 è iniziato con un aumento dei costi energetici del 45 percento rispetto all’anno precedente per famiglie e per le imprese: «Siamo preoccupati da questo andamento afferma Monica Ciarapica, presidente Confesercenti d’Area Ravenna-Cesena poiché a livello nazionale si stima in oltre 10 miliardi di euro l’impatto sulla spesa di famiglie e imprese. Risorse che incideranno pesantemente sui consumi dei prossimi mesi, con conseguenza negative sulla rete distributiva italiana. Anche se la situazione non è ancora paragonabile alla crisi energetica del 2022, questi aumenti stanno ponendo famiglie e aziende italiane in una situazione di assoluta incertezza sul futuro».

Per aiutare le imprese ad attutire i costi energetici, da anni Confesercenti ha costituito un gruppo d’acquisto nazionale, Innova Luce e Gas, dove imprese e famiglie sono unite alla ricerca del risparmio seguendo la logica dell’unione per avere più forza. «In questa difficile situazione le imprese non possono essere lasciate sole – prosegue Ciarapica – per questo, per il 2025, rafforzeremo la consulenza rivolta sia alle imprese che alle famiglie per fornire assistenza sulle bollette di luce e gas. Aderire al gruppo d’acquisto è semplice, rapido ed ha portato vantaggi per tutti i soci. Ma lo sportello energia è molto di più: fornisce assistenza per tutte le tipologie d’impresa, comprese quelle stagionali. Un servizio utile anche solo per leggere e comprendere le bollette di luce e gas».

Passi avanti per NatuReef: continuano i sopralluoghi nell’area della foce del Bevano

Si è conclusa la seconda visita di monitoraggio per la creazione della scogliera naturale che proteggerà la costa favorendo l’aumento della biodiversità

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Si è conclusa la seconda visita di monitoraggio al progetto Life NatuReef da parte della Commissione Europea: l’idea è quella di realizzare una scogliera naturale di ostriche e sabellarie per la protezione della costa e l’aumento della biodiversità alla foce del torrente Bevano (qui un approfondimento di Alex Giuzio sul progetto).

La visita si è svolta giovedì 23 nella sede dei Laboratori di Scienze Ambientali del campus di Ravenna e si è conclusa con il sopralluogo del giorno successivo nell’area interessata dal progetto, il sito protetto della foce del Torrente Bevano, parte del Parco del Delta del Po.

Durante la due giorni, sono stati illustrati lo stato di avanzamento delle diverse attività in corso e i primi risultati ottenuti. In questa fase dei lavori sono stati conclusi i rilievi topografici, batimetrici, geologici, vegetazionali ed ecologici, raccogliendo dati sui fondali sottomarini e sulle loro comunità. Ingegneri e geologi del Comune e dell’Università hanno completato le simulazioni idrodinamiche e sviluppato una soluzione progettuale innovativa per la realizzazione della scogliera. Per altro è stato predisposto un piano per la sicurezza biologica dell’area e presi accordi per la fornitura di ostriche.

«Il progetto sta procedendo spedito con tutti i partner che lavorano all’unisono – commenta il coordinatore Massimo Ponti -. La ‘squadra’ è cresciuta coinvolgendo nuovi giovani ricercatori e consulenti, arrivando a circa 70 specialisti dei diversi settori, senza contare tirocinanti e laureandi di diversi corsi di laurea, affascinati da questa esperienza unica nel suo genere. In questi mesi abbiamo lavorato in stretta collaborazione con i diversi enti e le autorità competenti. Compatibilmente con i tempi tecnici e biologici, contiamo di procedere con la posa della base calcarea e con il suo ripopolamento quanto prima possibile».

Discarica abusiva sull’argine del fiume: la denuncia dei forestali

L’autore dell’illecito viveva in un capanno adiacente all’area ricoperta da rifiuti

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Nel corso dei più recenti controlli nelle aree vicine ai fiumi (poste sotto speciale attenzione anche a seguito degli eventi alluvionali) è stata ritrovata dai Carabinieri Forestali una discarica abusiva nei pressi dell’argine dei Fiumi Uniti, in località Lido Adriano.

Nell’area adiacente un capanno da pesca si trovavano decine di rifiuti di varia natura, pericolosi e non pericolosi, dagli scarti di demolizione edilizia ai rifiuti ingombranti domestici passando per ferro, fusti di vernici e apparecchiature elettroniche fuori uso.

Il responsabile dell’abbandono incontrollato, domiciliato nello stesso capanno, è stato prontamente identificato e denunciato a piede libero in quanto, a partire dall’ottobre del 2023, anche l’abbandono di rifiuti da parte del privato ha rilevanza penale.

Tutta l’area, classificata particolarmente vulnerabile in quanto potenzialmente soggetta ad esondazioni e su cui grava il vincolo paesaggistico, è stata sequestrata e sono in corso gli accertamenti per scongiurare il pericolo di inquinamento delle acque e del suolo, con la collaborazione di Arpae.

L’autore dell’illecito, se si atterrà alle prescrizioni per ripristinare lo stato dei luoghi e al pagamento della sanzione amministrativa prevista, potrà ricorrere alla procedura estintiva del reato. Diversamente, il procedimento penale riprenderà il proprio corso.

Racing Bulls verso le zero emissioni grazie all’accordo con Cefla

La scuderia di formula 1 installerà nel suo stabilimento di Faenza l’impianto Nova, per la produzione di energia sostenibile

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La scuderia di formula 1 Visa Cash App Racing Bulls ha unito le forze con Cefla, impresa imolese leader nel campo dell’engineering civile e industriale, con l’obiettivo di generare internamente la maggior parte del fabbisogno elettrico e termico dello stabilimento di Faenza, il tutto con zero emissioni. Un nuovo passo avanti nel percorso intrapreso dal team per raggiungere i propri obiettivi di neutralità carbonica, in linea con l’impegno assunto da Red Bull GmbH e dalla Formula 1.

Il progetto prevede l’installazione di Nova by Cefla, un impianto di fuel cell (pila a combustibile) a ossido solido, alimentato in modo sostenibile e che sfrutta un processo chimico privo di emissioni inquinanti e acustiche e che non richiede l’utilizzo di acqua.

Oltre a generare elettricità la pila a combustibile permette di recuperare allo stesso tempo energia termica, che può essere sfruttata per il riscaldamento dello stabilimento.

L’efficienza elettrica risultante dalla tecnologia delle fuel cell è superiore del 20% rispetto a quanto ottenibile con metodi convenzionali, con emissioni di Co2 pari a zero grazie all’utilizzo di combustibile sostenibile certificato.

Oltre ai benefici per l’ambiente derivanti dalla riduzione dei gas serra questa tecnologia, abbinata all’impianto fotovoltaico già installato, renderà lo stabilimento di Racing Bulls autosufficiente e sostenibile in termini di fabbisogno elettrico e termico.

Un ciclo di incontri alla Classense dedicato alle storiche dell’arte

In programma anche la seconda visita guidata alla mostra “I colori di un intellettuale: la raccolta Alberto Martini”

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La Biblioteca Classense organizza un ciclo di incontri per ricordare le donne storiche dell’arte che, in tempi e luoghi diversi, hanno dato un contributo fondamentale alla disciplina. Con impegno straordinario e passione costante, hanno dedicato la loro vita alla ricerca, lasciando un’eredità di studi significativa.

Si parte giovedì 30 febbraio (17.30), con il primo incontro intitolato Rossana Bossaglia e l’elaborazione critica dell’arte della prima metà del Novecento. Interverrà Valerio Terraroli, del Centro Studi “Rossana Bossaglia” di Verona.

Giovedì 6 febbraio (17.30) si parlerà di Paola Barocchi. Uno sguardo attento al passato con strumenti moderni con Martina Nastasi della Fondazione Memofonte di Firenze, mentre l’appuntamento conclusivo di venerdì 14 febbraio sarà su Eva Tea (1886-1971): l’unità delle arti con Alberto Giorgio Cassani (Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna) e Sandro Scarrocchia (già professore all’Accademia di Belle Arti di Brera).

Oltre agli incontri, il programma della Classense prevede sabato 15 febbraio alle 11 si la seconda visita guidata gratuita alla mostra “I colori di un intellettuale: la raccolta ‘Alberto Martini’”, allestita nel Corridoio Grande della biblioteca (qui la nostra recensione).

Il Goldoni di Bagnacavallo candidato a diventare Patrimonio mondiale Unesco

È tra i teatri candidati all’iscrizione nella lista per il 2026

Teatro Goldoni Bagnacavallo
Due immagini del Goldoni di Bagnacavallo

Il “Goldoni” di Bagnacavallo è tra i teatri candidati all’iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale Unesco per il 2026 come “Sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra XVIII e XIX secolo” che, dopo la recente decisione interministeriale, inizia così il percorso ufficiale per il riconoscimento.

In tutto sono 18 i teatri di altrettanti Comuni delle regioni Marche, Emilia-Romagna (l’altro in regione è il “Mariani” di Sant’Agata Feltria, nel Riminese) e Umbria che sono stati scelti come testimonianza unica dell’eccezionale valore di un patrimonio culturale straordinario che riunisce i teatri condominiali più rappresentativi sviluppati tra il Settecento e l’Ottocento per volontà delle piccole comunità locali, con le quali hanno mantenuto nel tempo un forte legame.

«Ci uniamo ai ringraziamenti del presidente della Regione Michele de Pascale e dell’assessora alla Cultura Gessica Allegni a quanti hanno reso possibile il percorso di candidatura, in primis la Regione Marche e il Ministero della Cultura – ha detto il sindaco di Bagnacavallo, Massimo Giacomoni -. Siamo onorati che il nostro Teatro Goldoni sia stato selezionato per far parte di questo progetto, che vede coinvolti tanti altri prestigiosi teatri uniti da comuni caratteristiche non soltanto storico-architettoniche, ma sociali, civiche e artistiche. L’Ufficio Cultura del Comune e Accademia Perduta/Romagna Teatri hanno seguito i lavori preparatori del dossier di candidatura e continueranno a collaborare con la rete di soggetti che si è creata attorno a questo progetto che mira a valorizzare un elemento imprescindibile del nostro patrimonio culturale e sociale, il teatro».

A promuovere l’iniziativa, in qualità di capofila la Regione Marche, in collaborazione con le Regioni Emilia-Romagna e Umbria e i Comuni interessati, con il coordinamento del Servizio Unesco, l’assistenza degli uffici territoriali compenti del Ministero della Cultura, il supporto del Ministero degli Affari e della Cooperazione internazionale e la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unesco.

Un po’ di storia

Il Teatro Goldoni fu costruito tra il 1839 e 1845, sulle spoglie dell’antico Palazzo Brandolini, da un progetto dell’architetto bolognese Filippo Antolini. Fu inaugurato nel 1845 con l’Ernani di Giuseppe Verdi e dedicato a Carlo Goldoni nel 1907.
L’interno ha pianta a ferro di cavallo ed è decorato da affreschi del ferrarese Francesco Migliari e da stucchi del bolognese Antonio Tognetti. Ai lati del proscenio si trovano sei medaglioni in legno intagliato e dorato raffiguranti personaggi illustri nati a Bagnacavallo o che ebbero rapporti con la città. Il sipario, originale, fu dipinto a tempera da Antonio Muzzi (1815 – 1894) e raffigura “La visita del senatore Camillo Gozzadini a Bartolomeo Ramenghi”.
Il Goldoni è stato ristrutturato negli anni Venti e nel dopoguerra, mentre negli anni Ottanta è stato fatto un intervento strutturale e l’adeguamento alle norme di sicurezza.
È di pochi anni fa un nuovo intervento di ristrutturazione, con il recupero degli arredi d’epoca, il ripristino della pavimentazione e la sostituzione delle poltrone in platea, finanziato dalla Regione e dal Comune di Bagnacavallo. La gestione del teatro, che può ospitare circa 400 persone, è affidata all’Accademia Perduta Romagna Teatro con spettacoli di prosa, teatro per ragazzi e concerti di musica leggera.

Nuova piscina, Comune: «Garantiremo alle società gli spazi acqua durante i lavori»

Niente più vasca “temporanea” da 50 metri: «Scelta dettata da esigenze tecniche imprescindibili»

Piscina Gambi Rendering
Un rendering della nuova piscina Gambi

 

Insieme ai lavori, sono in corso anche prove di riconciliazione tra il Comune e le 14 società del nuoto ravennate che, riunite in un coordinamento unitario, hanno criticato il progetto (a questo link la loro lettera di fine ottobre) della nuova piscina comunale di Ravenna (che verrà realizzata di fatto al posto dell’attuale, da demolire e ricostruire). Si tratta di un cantiere da 22 milioni di euro, svolto con la modalità della finanza di progetto, il cosiddetto project-financing: il vincitore del bando, il colosso Arco Lavori di Ravenna, investirà circa 15 milioni nella realizzazione e gestirà l’impianto per 25 anni – affidandolo alla Coopernuoto di Reggio Emilia.

In particolare, a fare infuriare le società è stata la modifica in corso d’opera del progetto, che prevedeva in prima battuta la realizzazione di una vasca da 50 metri nella zona dove si sta al momento lavorando (fuori dalla struttura attuale), da poter poi sfruttare una volta che si dovrà procedere alla demolizione di quelle attuali. Una promessa dell’allora sindaco Michele de Pascale, che è stata poi disattesa una volta definito il progetto definitivo, la scorsa estate, con la previsione di realizzare, al posto di quella da 50, una vasca da 25 (e quella più piccola per attività ludiche). Quella nuova da 50 verrà invece realizzata in un secondo momento, dopo la demolizione di quella attuale (qui il timing del progetto, da completare in due anni e mezzo)

Oggi (24 gennaio 2025), il Comune (rappresentato dall’assessore allo Sport Giacomo Costantini) in un incontro con le società «ha precisato che la scelta di realizzare per prime, nell’area libera a sud dell’impianto attuale, la vasca da 25 metri e quella ludico-multidisciplinare, è stata dettata da esigenze tecniche imprescindibili emerse nel corso del tempo, in primo luogo relative alle prescrizioni impiantistiche in recepimento di quanto imposto dai finanziamenti europei. Nella logica di non ricorrere a fonti fossili per il riscaldamento, è stata imposta la non installazione di caldaie a gas, rendendo l’impianto funzionante elettricamente; questa richiesta ha reso necessari importanti cambiamenti nella logica distributiva delle linee idriche con importanti modifiche nel posizionamento dei vani tecnici».

Le modifiche al progetto sono state inoltre motivate «da miglioramenti architettonico/funzionali che hanno permesso la razionalizzazione dei percorsi e la realizzazione (all’interno della nuova struttura che verrà realizzata dopo la demolizione di quella attuale, ndr) di una tribuna capace di 847 posti più 4 per le persone con disabilità, posta longitudinalmente alla vasca e quindi con la massima visibilità sui blocchi di partenza e di arrivo. Rispetto al piano di fattibilità tecnica-economica è stato anche inserito nella vasca da 50 metri un pontone richiesto dalle società sportive, struttura che permette il frazionamento della vasca in due da 25 metri o frazioni diverse, ma che comporta la realizzazione di una vasca lunga 51,50 modificando gli ingombri complessivi dell’edificio».

Ciò premesso, il Comune ha annunciato che la demolizione dell’attuale vasca da 50 per 21 metri (mentre quella nuova sarà di 51,50 per 25) avverrà nell’estate del 2026, sottolineando come per allora saranno fruibili la nuova vasca da 25 («comunque più grande dell’attuale, passando da una misura di 25 metri per 12 e una profondità di 130 centimetri a una misura di 25 metri per 21 e una profondità di 180 centimetri») e quella ludico-multidisciplinare.

Nel frattempo, il Comune si è organizzato per garantire alle società sportive gli “spazi acqua” di cui hanno bisogno. Ha chiesto loro di quantificarli e si dichiara «pronto a pubblicare un’indagine di mercato per reperirli presso strutture adeguate per la stagione 2026/2027 e, qualora ciò si rendesse necessario, anche successivamente». I costi a carico delle società sportive non cambieranno. Inoltre all’interno del bilancio comunale a partire dal 2026 è stato previsto «un fondo a copertura di eventuali maggiori costi per gli atleti che dovessero andare ad allenarsi fuori Ravenna (e questo non riguarderà solo il nuoto ma anche altre discipline sportive per le quali a Ravenna non ci siano strutture adeguate)».

All’incontro erano presenti anche i rappresentanti del soggetto costruttore della nuova piscina comunale, Arco Lavori, e del soggetto gestore del futuro impianto, Coopernuoto, individuato da Arco Lavori. Una scelta quest’ultima, contestata dalle società ravennati, che si sentono escluse dalla gestione.

«Partendo dall’assunto che il rifacimento del centro nuoto è assolutamente necessario, per la comunità e per il nuoto ravennati – si legge a questo proposito nella nota inviata alla stampa dal Comune -, per quanto riguarda la gestione va ricordato che la caratteristica principale del sistema di finanziamento attraverso il quale la struttura sarà realizzata, quello del project financing, è proprio quella di prevedere che il ristoro del finanziamento stesso, per la maggior parte a carico di soggetti privati anche se l’opera è pubblica o di pubblica utilità, sia garantito dai flussi di cassa previsti dall’attività di gestione dell’opera stessa. Replicando un modello gestionale che è analogo a quello di molti altri Comuni, al soggetto gestore saranno in capo le attività più prettamente “commerciali” (ad esempio nuoto libero, Cre, acquagym, riabilitazione, pre parto eccetera). Per quanto riguarda i corsi di avviamento al nuoto e i corsi di nuoto preagonistico, è emersa la volontà di approfondire il confronto nell’ottica di raggiungere il migliore equilibrio possibile tra sostenibilità finanziaria dell’investimento e miglior fruizione della struttura, pur essendo evidente che ci sono ancora diversi elementi da vagliare, non facili da valutare compiutamente a distanza di almeno due anni dall’entrata in funzione del nuovo impianto. In particolare per quanto riguarda l’attività agonistica e le prospettive di crescita di ogni singola società è stata anche ipotizzata la possibilità di creare una realtà comune, insieme al soggetto gestore, che possa portare a valorizzare le eccellenze locali nella Federazione italiana nuoto».

Spacciavano droga in una casa occupata abusivamente: due arresti

Un uomo e una donna senza fissa dimora sorpresi con un etto di hashish e 11 grammi di cocaina

Spaccio Droga

Avevano occupato abusivamente un’abitazione e sono stati sorpresi al suo interno a spacciare droga. I due spacciatori, un uomo e una donna, entrambi italiani, pluripregiudicati e formalmente senza fissa dimora, sono stati arrestati nel Faentino dai carabinieri, al termine di una serie di servizi di osservazione, con appostamenti, e una approfondita attività di indagine.

Una terza persona, un tossicodipendente, è stato trovato in possesso di una piccola quantità di droga, appena acquistata, ed è stato denunciato a piede libero.

In tutto, i carabinieri hanno sequestrato quasi un etto di hashish, 11 grammi di cocaina, due bilancini di precisione, vario materiale per il confezionamento della droga e oltre 1.200 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio. I due arrestati dovranno rispondere, come detto, anche del reato di “invasione di terreni o edifici”.

Perdite idriche a Ponte Nuovo, lavori alla rete per 1,4 milioni di euro

L’investimento di Hera grazie a fondi Pnrr. Lavori al via entro gennaio. Dureranno un anno

Rete Acquedotto

Entro gennaio partiranno i lavori di riqualificazione della rete acquedotto per risolvere il problema delle perdite idriche in nove vie di Ponte Nuovo, a Ravenna. L’intervento, previsto in ambito Pnrr, grazie a un investimento di 1.400.000 euro, si propone di migliorare l’efficienza, la durata e la qualità della rete dell’acquedotto mediante l’adozione di un approccio integrato che comprende una serie di interventi mirati alla riduzione delle perdite idriche – spiegano da Hera.

In particolare, sono previsti il rinnovo e l’ammodernamento di 2.650 metri di rete acquedottistica e la sostituzione di 350 allacci nelle vie Ancona, Pesaro, Comacchio, Fano, Jesi, Senigallia, Falconara, Macerata e Urbino.

Le opere, che avranno una durata di circa un anno, consistono nella realizzazione di nuova rete adiacente a quella esistente, per cui non ci saranno modifiche di rilievo all’assetto territoriale di superficie. Inoltre il cantiere sarà organizzato secondo stralci funzionali per limitare il più possibile l’interferenza con la viabilità e quindi i disagi dei residenti.

Hera ricorda infine che per segnalazione guasti, rotture, emergenze varie è attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette il numero gratuito di pronto intervento 800.713.900 per i servizi acqua, fognature e depurazione.

Faenza ricostruisce la scuola Il Girasole: sarà sopraelevata e circondata dal verde

L’istituto per l’infanzia era stato completamente distrutto dall’alluvione di maggio 2023

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Il Comune di Faenza ha presentato il progetto della nuova scuola per l’infanzia “Il Girasole” che sostituirà la precedente struttura di via Calamelli, andata completamente distrutta dall’alluvione del 16 e 17 maggio 2023. La nuova struttura, realizzata nello stesso lotto della precedente, sarà sopraelevata, così da poter utilizzare l’area sottostante come area verde a disposizione dei bambini.

La nuova scuola, che sorgerà sul lotto di 3.500 metri quadrati, avrà una superficie utile di circa 1.200 metri quadrati e ospiterà le quattro sezioni come quella attuale. Inoltre la struttura avrà altri spazi didattici innovativi, oltre alla cucina e ai servizi.

Il progetto, firmato dall’architetto Antonio Bandini, ha un costo totale di circa 5 milioni di euro.

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In provincia di Ravenna aumenta la popolazione, calano i disoccupati e i lavoratori

La fotografia della provincia per Ires-Cgil: redditi più bassi della media regionale, ma cresce il Pil del +1%

Lavoro Ufficio

In occasione dell’assemblea generale della Cgil di Ravenna del 21 gennaio all’hotel Cube di Ravenna, è stato presentato il rapporto dell’Ires sull’andamento economico della provincia. L’Osservatorio sull’economia e il lavoro arriva alla sua quarta edizione e offre un’analisi delle diverse dimensioni socio-economiche, utilizzando una vasta gamma di fonti e dati, da quelle Istat per gli aspetti demografici, a quelle Inps, Istat, Siler, Prometeia per lo studio del mercato del lavoro e delle dinamiche economiche e occupazionali.

Demografia

Dal punto di vista demografico, si evidenzia che al 1° gennaio 2024, la popolazione residente nella provincia di Ravenna era 388.982 abitanti, con un incremento negli ultimi tre anni che segue la fase di contrazione demografica proseguita dal 2013 al 2021. Tuttavia, rispetto al 2013, la contrazione della popolazione residente nella provincia di Ravenna è pari a 4mila persone in meno (-1,5%). Fra il 2013 e il 2023, la
provincia ha registrato un calo del 27,5% di bambini nati.

Questo fenomeno si accompagna a un invecchiamento della popolazione, evidenziato da un indice di vecchiaia provinciale pari a 226, che indica una proporzione di anziani più che doppia rispetto ai giovani sotto i 15 anni. A compensare questo dato, almeno in parte, l’attrattività del territorio per cittadini di altri paesi o altre aree italiane. In particolare, il numero di cittadini stranieri residenti nella provincia è in leggero incremento: al 1° gennaio 2024 sono 48.693 e costituiscono l’11,4% della popolazione residente, dato comunque più basso di quello medio emiliano-romagnolo (12,9%, il dato più alto fra le venti regioni italiane), seppure superiore a quello nazionale, attestato al 9%.

Macroeconomia

L’economia provinciale ha registrato, come il resto della regione e il Paese, un aggravamento dopo il mese di maggio 2023, anche a seguito dell’alluvione. Nonostante questo, il sistema produttivo sembra essere complessivamente riuscito a contenere gli effetti congiunturali negativi. Per il 2023, il valore aggiunto della provincia è stimato secondo i dati Prometeia a +0,4% rispetto al +0,8% regionale. Le stime di crescita per il 2024 segnano un +1,0% (+1,1% per l’Emilia-Romagna).

Gli eventi di maggio 2023 hanno avuto un impatto negativo per l’agricoltura (-13,0%) e l’industria in senso stretto (-0,9%). L’incremento del valore aggiunto reale è stato sostenuto principalmente dalle costruzioni e dai servizi, terziario che da solo determina il 70% del valore aggiunto provinciale. Tuttavia, è importante notare che il tasso di crescita di entrambi i settori si è ridotto. Al 31 dicembre 2023 si registrano sul territorio provinciale 32.865 imprese attive, il dato più basso dal 2002. Questa tendenza negativa è destinata a proseguire poiché i primi nove mesi del 2024 mostrano un’ulteriore significativa contrazione. Per quanto riguarda le esportazioni, dopo un biennio di crescita, si registra in provincia una riduzione dell’8,9%, in contro-tendenza rispetto al +1,4% registrato per l’Emilia-Romagna.

Occupazione

Nel mercato del lavoro, nel 2023 in provincia si registra un decremento di circa 2.300 occupati rispetto al 2022, corrispondente a un -1,3%. Rispetto al 2019, si arriva a conteggiare una perdita di oltre 4.700 occupati, ossia un calo del 2,7%, a fronte del -0,1% registrato in Emilia-Romagna. Il calo di medio periodo ha interessato più le donne degli uomini, più i lavoratori autonomi dei dipendenti, più gli occupati dell’industria e dei servizi. Conseguentemente, il tasso di occupazione provinciale passa dal 70,2% del 2022 al 69,4% del 2023. In parallelo, nel 2023 nella provincia di Ravenna è diminuito il numero delle persone in cerca di occupazione, fattore che porta il tasso di disoccupazione a scendere dal 5,4% del 2022 al 4,6% del 2023, per la prima volta dal 2020 più basso del tasso della regione Emilia-Romagna, rimasto quest’anno stabile al 5,0%.

Secondo i dati Siler il 2023 si chiude con un incremento di circa 3.720 posizioni di lavoro in più, un dato pressoché doppio rispetto a quello del 2022. La crescita è attribuibile ai contratti di lavoro a tempo indeterminato, che hanno registrato un incremento di 2.981 unità, a fronte del +746 registrato per gli avviamenti con contratto di apprendistato, tempo determinato e lavoro somministrato.

Retribuzioni

Tasto dolente è quello delle retribuzioni: i dati Inps indicano un livello medio per i lavoratori privati non agricoli della provincia pari nel 2023 a 23.069 euro annui, più basso di quello calcolato per la regione Emilia-Romagna (25.486 euro). In particolare risulta ancora evidente e marcato il differenziale salariale di genere. Anche considerando i redditi medi delle dichiarazioni fiscali del 2023, emerge come la provincia di Ravenna, con una media di 22.118 euro, si posizioni in regione al quart’ultimo posto.

Cassa integrazione

Nel 2023, le ore di Cassa integrazione guadagni complessivamente autorizzate nella provincia di Ravenna sono state 2.853.391, segnando un +68% rispetto all’anno precedente.

Reddito di cittadinanza

Nel 2023 il reddito e la pensione di cittadinanza sono stati percepiti da 3.318 nuclei familiari (erano 4.224 nel 2022), corrispondenti a più di 5.930 individui coinvolti.

Ambiente e territorio

Infine, l’Osservatorio si concentra sulle condizioni dell’ambiente e del territorio. I dati Ispra del 2023 mostrano che la provincia di Ravenna ha un consumo di suolo del 10,3%, superiore alla media dell’Emilia-Romagna (8,9%) e a quella nazionale (7,1%), con il comune capoluogo all’11,1%. La pericolosità idraulica (rischio di alluvioni) interessa il 22,2% del territorio provinciale, quasi il doppio rispetto alla media regionale (11,6%). La pericolosità franosa è inferiore, interessando il 6,5% del territorio, rispetto al 14,6% regionale.

Rifiuti

In termini di produzione di rifiuti urbani, l’Emilia-Romagna è tra le regioni meno virtuose con 640 kg pro capite all’anno, mentre Ravenna registra 727 kg, influenzata dal turismo. Tuttavia, per quanto riguarda la raccolta differenziata, la regione si distingue per virtuosità, con un tasso del 77,2% nel 2023, superiore alla media italiana del 65%. La provincia di Ravenna supera la media regionale con un 78,3%, evidenziando una tendenza positiva negli anni.

Bagnacavallo, nuovo mercato coperto: lavori al termine entro la primavera

La struttura è stata riqualificata con 400 mila euro provenienti dal Pnrr

Sopralluogo Mercato Coperto Bagnacavallo
Gli interni del mercato coperto appena ristrutturati

Sono in procinto di concludersi i lavori del progetto di rigenerazione urbana dell’ex mercato coperto di Bagnacavallo, finanziati nell’ambito del Pnrr. La struttura di via Baracca, in pieno centro storico, è stata riqualificata negli spazi interni (illuminazione, pannelli fonoassorbenti, tinteggiatura) e nelle due torrette laterali.

L’unico passaggio che resta da completare riguarda il rifacimento della pavimentazione della piazzetta di accesso, mentre sul retro si interverrà nel collegamento con il cortile di Palazzo Vecchio. Le opere, per un importo di circa 400 mila euro, sono realizzate dalla ditta Safer di Lugo e si concluderanno questa primavera.

«Assieme al cantiere di San Francesco e a quello del complesso delle Cappuccine, quello dell’ex mercato coperto è il terzo intervento di rigenerazione urbana che vedrà la sua conclusione questa primavera», commenta l’assessore ai lavori pubblici Francesco Ravagli. «Questo spazio così suggestivo tornerà quindi a essere a disposizione del Comune e della comunità per continuare a lavorare assieme sulla valorizzazione del centro storico e dei prodotti tipici del territorio».

Per seguire passo passo l’avanzamento dei lavori dei nove cantieri Pnrr e di quello per la realizzazione del sottopasso di via Bagnoli è stata creata un’apposita sezione speciale sul sito del Comune, al link www.comune.bagnacavallo.ra.it/Argomenti/Speciali/PNRR

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