Dalla mucillagine al nuovo Burger King, passando per Tour de France e l’intervista al giovane ballerino entrato alla Scala
Una foto del nuovo Burger King di Ravenna postata sui social da Beppe Testa
Dopo la panoramica ragionata sulle notizie del 2024 in provincia di Ravenna, come da tradizione pubblichiamo oggi, 31 dicembre, anche quella che è una pura e semplice curiosità: la classifica dei dieci articoli più letti dell’anno su Ravennaedintorni.it. Più letti che – sottolineiamo – non significa certo più importanti…
Risalendo la classifica, al nono posto l’interessante approfondimento sulla mucillagine a cura di Alex Giuzio, pubblicato nel periodo in cui sulle coste ravennati il problema stava tornando d’attualità.
All’ottavo posto abbiamo deciso di appaiare idealmente due articoli sullo stesso tema (che sommati sarebbero però di gran lunga il più letto dell’anno), il passaggio del Tour de France: uno sul percorso completo pre gara e uno sul ritorno economico stimato dalla Regione.
La chiusura del punto vendita ravennate della catena Maisons du Monde al centro commerciale Esp, di ormai quasi un anno fa, è invece il settimo articolo più letto del 2024, dietro al nostro “Bombolone” sulla gaffe ministeriale su Traversara, scambiata per una località di collina.
Eccoci quindi al podio: al terzo posto troviamo l’intervista di Maria Vittoria Fariselli a un giovane aspirante ballerino ravennate, entrato quest’anno alla scuola della Scala di Milano. Medaglia d’argento per la recente apertura di un discount non food all’Esp, mentre l’articolo più letto del 2024 su Ravennaedintorni.it è la nostra notizia sulla chiusura del Lowengrube, appena sostituito da un nuovo Burger King. L’apertura di un locale, insomma, un tema sempre molto caro al popolo del web…
La colonna di fumo visibile da chilometri di distanza
Vasto incendio alla Sopred in località Ca’ Bosco, lungo via Sant’Alberto, alle porte di San Romualdo. La colonna di fumo è visibile a diversi chilometri di distanza.
Per cause in corso di accertamento, le fiamme sono divampate dalle balle di fieno stoccate nello stabilimento della storica cooperativa agricola attiva nel settore dell’erba medica e dei foraggi disidratati.
Sul posto i vigili del fuoco con varie squadre da tutta la provincia. La strada è stata chiusa per consentire le operazioni di messa in sicurezza.
Consegnate le borse di studio da parte dell’azienda Curti
La Curti Spa – azienda metalmeccanica di Castel Bolognese in questi mesi spesso nel mirino dei pacifisti per il suo coinvolgimento nell’industria bellica – ha assegnato le borse di studio destinate ai figli di collaboratori e dipendenti, premiando i migliori studenti. Si tratta di un’iniziativa giunta alla dodicesima edizione e che ha visto l’azienda distribuire premi per oltre 70mila euro nel corso degli anni.
L’assegnazioneè parte integrante del contratto di lavoro e il premio complessivo viene stabilito annualmente in base al premio di risultato aziendale. Le borse di studio sono suddivise in tre fasce: il 20 percento del fondo è destinato agli studenti con una media scolastica pari o superiore a 9/10 (90/100 per la maturità); il 50 percento premia i diplomati del quinto anno che proseguono gli studi universitari con un voto non inferiore ai 90/100; il restante 30 percento è riservato ai laureati con punteggi superiori ai 100/110 per percorsi tecnico/scientifici, 110/110 per altri indirizzi.
La gestione delle borse di studio è affidata a una commissione composta dalla direzione aziendale, dal consiglio di amministrazione e da due rappresentanti sindacali.
Quest’anno gli studenti che hanno ricevuto il riconoscimento sono stati otto: Tommaso Frontali, Elia Meci, Chiara Martelli, Fatima Krekic, Leonardo Preti, Gabriele Bentivoglio, Martina Cavallari e Caterina Cantelli.
La decisione del Comune «per promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto più sostenibili»
Il trasporto pubblico locale nell’area urbana di Faenza resterà gratuito anche per il 2025. L’amministrazione comunale ha infatti deciso di prorogare la gratuità, attualmente valida fino al 31 dicembre 2024.
La misura riguarda tutte le linee urbane di Faenza (Linea 1 (51): Piazza Bologna – via Bertoni; Linea 2 (52): Faenza FS – Centro Le Maioliche – via Granarolo; Linea 3 (53): Faenza FS – Zona Industriale – Centro Storico – Faenza FS; Linea 192: Graziola Centro Sportivo – Faenza FS – S. Lucia (attiva solo in inverno)) e le già gratuite navette elettriche Green-Go Bus (linee A e C).
«Questa politica – scrive in una nota il Comune – mira a promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto più sostenibili rispetto all’auto, ridurre sensibilmente il traffico cittadino e consentire un netto miglioramento della qualità dell’aria».
Michele de Pascale protagonista della scena politica, ma gli applausi sono tutti per la campionessa Sara Errani, da Massa Lombarda
Il 2024 è stato per la provincia di Ravenna un altro anno tristemente caratterizzato dall’alluvione, quella di settembre che ha colpito in particolare nuovamente il borgo di Faenza (dove famiglie hanno subìto tre alluvioni nel giro di poco più di un anno) e soprattutto la piccola Traversara, letteralmente devastata dal Lamone, con le immagini degli elicotteri impegnati nei salvataggi delle persone in fuga sui tetti delle proprie case che resteranno a lungo nei nostri ricordi.
Il ricordo della piccola Wendy in via Dradi
Restando nell’ambito della cronaca, il 2024 si era aperto con una tragedia immane che ha scosso la comunità ravennate e non solo, quella della piccola Wendy, la bambina di 6 anni uccisa (insieme al cane) dalla madre, Giulia Lavatura Truninger, lei invece miracolosamente salva dopo essersi lanciata con la figlia e l’animale domestico, la mattina dell’8 gennaio, dal nono piano del condominio di via Dradi in cui vivevano. Arrestata per omicidio pluriaggravato, ora la donna si trova in una clinica psichiatrica, giudicata «incapace di intendere e volere» e «socialmente pericolosa».
De Pascale mentre svuota la propria scrivania da sindaco a Ravenna, per poi trasferirsi in Regione
Ma il 2024 è stato un anno importante soprattutto per la politica, in provincia, con le elezioni amministrative che hanno visto una netta affermazione del centrosinistra, che ha perso solo a Brisighella – dove si è confermato il centrodestra per una manciata di voti – e ha visto invece eleggere i propri sindaci ad Alfonsine, Bagnacavallo, Casola Valsenio, Castel Bolognese, Cervia, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda, Russi, Sant’Agata sul Santerno e Solarolo. Ma il vero protagonista di questo 2024 è stato l’ormai ex sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, che è diventato (grazie al 57 percento delle preferenze ottenuto alle elezioni di novembre) il nuovo Presidente della Regione Emilia-Romagna (al posto di Bonaccini eletto nel parlamento europeo, qui i risultati delle elezioni in provincia), lasciando in anticipo la poltrona di Palazzo Merlato, che fino alle elezioni della prossima primavera sarà occupata dal “facente funzioni” Fabio Sbaraglia (assessore Pd nominato appositamente vicesindaco al posto di Eugenio Fusignani, declassato, sostanzialmente, in quanto esponente dei Repubblicani).
Foto tratta dal profilo Instagram di Sara Errani
Continuando in una ipotetica carrellata dei personaggi ravennati dell’anno, il posto più alto del podio lo merita senza dubbio Sara Errani, da Massa Lombarda, che nel 2024, a 37 anni, ha riscritto la storia del tennis italiano, vincendo tra le altre cose la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi (nel doppio donne insieme a Jasmine Paolini) e il titolo di doppio misto agli Us Open (con Andrea Vavassori), laureandosi infine campionessa del mondo a squadre con l’Italia alla Billie Jean King Cup. Qui i ricordi del padre, da noi intervistato recentemente.
Ignazio Cipriani tra i tifosi nel giorno della presentazione in municipio
Restando in ambito sportivo, a Ravenna il 2024 sarà ricordato come l’anno dell’arrivo di Ignazio Cipriani – dell’omonimo colosso della ristorazione, nonché nipote di Raul Gardini – che dalla scorsa estate è il nuovo presidente del Ravenna Football Club, con un vice extra lusso come Ariedo Braida, tra i più grandi dirigenti sportivi della storia del calcio italiano. L’obiettivo dichiarato è quello di arrivare ai massimi livelli, partendo però inevitabilmente dalla serie D (il Ravenna ha chiuso il girone d’andata al secondo posto in classifica, a -1 dal Forlì capolista, con cui si giocherà l’unica promozione diretta in palio).
Il 2024 per gli sportivi romagnoli resterà infine indimenticabile per il primo storico passaggio del Tour de France in Romagna, anche in provincia di Ravenna, con un indotto milionario calcolato dalla Regione (che ne ha spesi 5, di milioni, per assicurarsi il passaggio).
Foto di Adriano Zanni
Tra i temi di cui si è dibattuto a Ravenna e dintorni non possiamo infine dimenticare quello sulle due torri Hamon demolite nel giro di poche settimane, nonostante le proteste degli appassionati di archeologia industriale, simbolo di una Ravenna che non c’è più, a cui abbiamo dedicato un numero del nostro settimanale.
Le ultime settimane dell’anno hanno poi visto l’inaugurazione in centro a Ravenna di due progetti attesi (e in ritardo) da anni: il museo Byron e del Risorgimento a Palazzo Guiccioli e, proprio il 30 dicembre, la rigenerazione dell’ex caserma Dante Alighieri, ora diventata un parco pubblico.
Per gli appassionati di classifiche, infine, da segnalare che la provincia di Ravenna risale quelle di Italia Oggi e del Sole 24 Ore per la qualità della vita (facendo una media, è da 19esimo posto in Italia).
Fino alle elezioni della prossima primavera, l’ex assessore è il “facente funzioni”
Nell’ultima seduta del 2024, il consiglio comunale di Ravenna ha approvato la delibera relativa alla decadenza di Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, dalla carica di sindaco. Giunta e consiglio comunale rimarranno in carica fino alle elezioni amministrative della prossima primavera. Fino ad allora le funzioni del sindaco saranno svolte da Fabio Sbaraglia – nominato vicesindaco nelle scorse settimane al posto del repubblicano Eugenio Fusignani – in veste di sindaco facente funzioni.
«Sono stati 8 anni e mezzo meravigliosi – ha dichiarato De Pascale – e sono molto orgoglioso di consegnare la fascia tricolore con lo stemma del Comune di Ravenna e l’emblema della Repubblica a Fabio Sbaraglia che esercitarà le funzioni di sindaco fino alle elezioni della prossima primavera, insieme alla Giunta e al Consiglio Comunale che rimangono in carica insieme a lui. Buon lavoro Fabio, siamo tutti con te!».
«È con grandissima emozione e responsabilità – sono state invece le parole di Sbaraglia – che raccolgo, a seguito del voto del Consiglio Comunale sulla decadenza di Michele de Pascale dalla carica di primo cittadino, le funzioni di Sindaco fino alle prossime elezioni amministrative. Saranno mesi di grande impegno nel portare avanti i progetti avviati e il programma di mandato che i ravennati hanno scelto. Cercherò di farlo con umiltà e disponibilità, sapendo di poter contare su una squadra di Giunta e su una maggioranza forti e affiatate. Un grazie grande a Michele per il lavoro fatto in questi otto anni e per il percorso che abbiamo condiviso fino a qui».
Terminati i lavori di rigenerazione e riconversione urbana che hanno restituito l’area alla città
Una foto dell’inaugurazione del parco all’ex caserma
Sono terminati i lavori di rigenerazione e riconversione urbana dell’area dell’ex caserma Dante Alighieri. Si tratta di un’area di proprietà del Comune di Ravenna, che da oggi viene restituita alla città come parco pubblico, intitolato a Francesca da Polenta e accessibile a tutti. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta oggi (nelle foto in alto, di Massimo Argnani). L’intervento, del valore di 3 milioni di euro, è stato cofinanziato per metà dal ministero delle infrastrutture e trasporti tramite il Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014/2020, con l’ausilio della Regione Emilia-Romagna.
Il parco è aperto tutti i giorni dalle 7.30 al tramonto e l’accesso avviene tramite due cancelli, uno in via Port’Aurea e uno su via Nino Bixio. Un terzo cancello permette l’accesso diretto dall’adiacente succursale del liceo classico Alighieri, i cui studenti potranno sfruttare il parco per svolgere attività all’aperto. Il giardino pubblico è accessibile a pedoni e biciclette; inoltre è possibile portare i cani al guinzaglio, mentre è vietato l’ingresso a tutti i veicoli motorizzati. In questa prima fase l’apertura sarà garantita dai volontari dell’Associazione nazionale carabinieri.
Nell’area, di circa 15 mila metri quadrati, si è provveduto alla messa in sicurezza permanente dei suoli e alla bonifica da amianto presente in diverse coperture, alla rimozione dell’asfalto e del cemento che ricoprivano interamente lo spazio e all’abbattimento della quasi totalità degli edifici, una volta utilizzati dai militari e privi di valore storico-culturale, a esclusione della polveriera, degli edifici di deposito e della torretta di avvistamento che sono stati invece mantenuti, anche come testimonianza di quella che è stata la destinazione d’uso dell’area in questi anni. È stato poi completato l’intervento di desigillazione e sono stati realizzati nuovi percorsi pedonali con materiali drenanti. Infine si è provveduto alla realizzazione di spazi di sosta con sedute e di un’area giochi.
Resta da completare l’allestimento dell’area verde. Il prato è già stato seminato e crescerà nei prossimi mesi, mentre in autunno si provvederà alla piantumazione delle alberature, delle piante arbustive e dei rampicanti, che saranno innaffiati tramite un impianto di irrigazione automatico a goccia. Tali interventi verranno realizzati grazie a un finanziamento del ministero della transizione ecologica per l’attuazione di opere per l’adattamento ai cambiamenti climatici in ambito urbano.
Lanciato il concorso dedicato alla nuova Arts & New Media room
Diego Miguel Mirabella, Vestiva inoltre una segreta felicità, 2024, tecnica mista e foglio d’oro, dimensioni ambientali, installazione site specific, Ravenna, MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna, Photo courtesy: Studio DMM
Il Mar di Ravenna è alla ricerca di un’idea per aprire il museo al mondo. Questo è l’obiettivo del concorso creativo dedicato alla nuova Arts & New Media room, che ha messo in palio tremila euro per l’autore della proposta più interessante.
La partecipazione al concorso è gratuita e rivolta a designer, architetti, tecnici, studenti, creativi e visionari da tutto il mondo. Scopo dell’iniziativa è trasformare la nuova Arts & New Media room in un ponte tra il museo e il pubblico globale, grazie a idee creative e accessibili, rendendo l’arte contemporanea accessibile, inclusiva e internazionale.
Si può candidare la propria idea sia come singoli che come gruppi, anche interdisciplinari. Le proposte devono essere inviate tramite il sito dedicato contest.mar.ra.it. I finalisti saranno invitati all’evento finale al Mar, che sarà una maratona creativa durante la quale le idee prenderanno forma con il supporto di mentor ed esperti. Le idee saranno valutate da una giuria di esperti in cultura e innovazione.
Le strutture esistenti sono 42, ma i giacimenti sono in esaurimento. Per evitare i costi di smantellamento, Eni li utilizzerà per lo stoccaggio di CO2.
Nei giorni scorsi Eniha annunciato che entro due anni smantellerà una decina di piattaforme per l’estrazione del gas in alto Adriatico. Le strutture si trovano su giacimenti esauriti, pertanto l’azienda ha deciso di dismetterle. Non è noto di quali si tratti.
Le piattaforme per l’estrazione di gas metano sono una presenza tipica dell’orizzonte litoraneo ravennate. Alcune sono ben visibili, come Angela Angelina che si trova a meno di 2 chilometri dalla spiaggia di Lido di Dante; altre sono più piccole e lontane, altre ancora sono troppo distanti per essere avvistate dalla costa. Nelle acque al largo della nostra provincia ce ne sono 42, tutte di Eni, che è l’unico operatore presente nella zona. La prima fu costruita nel 1964 e misurava 5×5 metri. Oggi, invece, le più grandi strutture offshore tra Ravenna e Cervia hanno estensioni tra i 25 e i 165 metri per lato, con altezze superiori agli 80 metri, e possono ospitare fino a 40 lavoratori.
Il settore delle estrazioni di gas è molto sviluppato nel ravennate e ha connotato l’intero territorio. Le piattaforme generano circa tremila posti di lavoro in provincia secondo Unioncamere, ma anche gravi problemi ambientali come l’inquinamento, la subsidenza e l’erosione della costa. Una conseguenza evidente soprattutto a Lido di Dante, dove la spiaggia è ormai ridotta all’osso, nonostante le opere di difesa e di ripascimento a cui ha contribuito economicamente la stessa Eni, nel tentativo di compensare i danni provocati dalle sue attività. Inoltre il distretto energetico del fossile ha influenzato la percezione e la gestione della fascia marittima locale: in un’area geografica già sacrificata alle attività estrattive dei colossi dell’oil&gas, è più facile introdurre altre opere analoghe. Basti pensare all’esempio del rigassificatore di Punta Marina, che ha richiesto l’installazione di una piattaforma di 54×28 metri, del peso di 2800 tonnellate e a circa 8 chilometri dalla costa, per permettere l’attracco dell’enorme nave BW Singapore e delle altre imbarcazioni che la riforniranno. Insieme a una diga protettiva alta quanto un palazzo di quattro piani.
Lo scorso anno a Piombino, dove è stata prevista la costruzione di un’opera simile, ci sono state accese e partecipate proteste dei cittadini, tanto da costringere le autorità locali a chiedere lo spostamento del rigassificatore dal 2026 a Vado Ligure; dove a sua volta sono in corso delle mobilitazioni che non rendono affatto scontato il successo dell’operazione. A Ravenna, invece, l’opposizione contro il rigassificatore è stata minoritaria e pressoché ignorata: i lavori di costruzione sono in fase avanzata e la BW Singapore dovrebbe arrivare entro il prossimo febbraio. Addirittura, per un certo periodo il governo italiano avrebbe pensato di spostare proprio a Ravenna il rigassificatore tanto osteggiato nel Tirreno. Dove ne è stato già accolto uno, si pensa che se ne potrebbe piazzare un secondo.
In sostanza sembra che, in un territorio già alterato dalla presenza delle attività estrattive di fonti fossili, sia più semplice giustificare e far accettare la costruzione di altre infrastrutture pesanti. Questo anche oggi, nonostante le conseguenze della crisi climatica – provocata dall’inquinamento delle stesse fonti fossili – abbiano reso evidente la necessità della transizione energetica a favore delle rinnovabili. E nonostante proprio in Romagna, con le alluvioni, tali conseguenze siano più eclatanti che altrove.
Tuttavia, tornando alle piattaforme offshore per il gas, negli ultimi anni si è molto discusso sul futuro incerto di questo settore. Oltre alla transizione energetica, a mettere in discussione la vita di queste strutture c’è l’esaurimento naturale dei giacimenti. Al largo di Ravenna, i pozzi attualmente produttivi sono circa un centinaio; ma molti di più sono quelli abbandonati perché esauriti. Per Eni smantellare le piattaforme sarebbe un costo; e come tutte le aziende, se può, preferisce evitarlo. Per questo, alcuni giacimenti vuoti saranno utilizzati per lo stoccaggio dell’anidride carbonica. Avviata lo scorso settembre, l’operazione per ora sta catturando solo la CO₂ emessa dalla centrale Eni di Casalborsetti, stimata in circa 25 mila tonnellate all’anno; ma entro il 2030 sarà sviluppato un progetto industriale per stoccare fino a 4 milioni di tonnellate l’anno di CO₂ a 3000 metri di profondità, provenienti da ogni parte d’Italia. L’obiettivo è arrivare a sotterrarne 16 milioni all’anno nel decennio successivo: si tratterebbe di una parte consistente dei 410 milioni di tonnellate annue di CO₂ emesse nel nostro paese. In questo modo l’anidride carbonica, che è uno dei gas più climalteranti, non resterà più in atmosfera a contribuire al riscaldamento globale. E il distretto di Ravenna, dopo essere stato per oltre mezzo secolo uno dei principali produttori nazionali di fossile, diventerà il luogo dove le emissioni inquinanti del fossile stesso finiranno nella profondità della Terra. Ma ciò non basterà a invertire la rotta, finché non si smetterà del tutto di utilizzare gas e petrolio.
I nomi e i profili dei professionisti che hanno assunto gli incarichi direzionali
Ausl Romagna ha nominato 37 nuovi direttori di struttura, di cui 4 dell’ambito cesenate, 7 del ravennate, 6 del forlivese e 16 del riminese. Inoltre, 2 ricoprono un ruolo nell’ambito provinciale Forlì-Cesena e 2 nell’intero ambito romagnolo. Tra loro ci sono figure “anziane” di nomina, che ricoprono l’incarico già da tempo, e altre che invece lo hanno assunto solo di recente. Alcuni professionisti provengono da altre aziende sanitarie, altri stanno proseguendo la propria carriera professionale all’interno dell’azienda sanitaria romagnola, mentre alcuni professionisti sono arrivati nell’ambito della collaborazione avviata con l’Università di Bologna.
Per quanto riguarda l’ambito provinciale ravennate, ecco le nuove nomine:
Nicola Fabbri ha assunto l’incarico di direttore dell’unità operativa di chirurgia generale 2 dell’ospedale di Ravenna;
Ignacio Javier Fernandez è nuovo direttore dell’unità operativa di otorinolaringoiatria;
Anna Maria Magistà è direttrice dell’unità operativa pediatria di comunità;
Cinzia Moretti è direttrice dell’unità operativa di immunoematologia e medicina trasfusionale;
Paola Navacchia è direttrice dell’unità operativa igiene alimenti e nutrizione;
Luca Saragoni è direttore dell’unità operativa di anatomia patologica;
Maria Chiara Silvani è direttrice dell’unità operativa Assistenza Farmaceutica Ospedaliera.
Con queste ultime nomine, salgono a 128 gli incarichi della dirigenza medica, veterinaria e delle professioni sanitarie conferiti dopo le apposite procedure selettive, dal 2020 a oggi dalla direzione generale di Ausl Romagna, a copertura dei posti vacanti.
I profili
Nicola Fabbri. 59 anni di Massa Fiscaglia (Ferrara), arriva dall’ospedale di Lugo, dove ha già ricoperto il ruolo di direttore dell’unità operativa di chirurgia generale. Intende in particolare implementare la chirurgia mininvasiva laparoscopica/robotica in campo oncologico gastrointestinale; sviluppare il percorso chirurgico per specifiche patologie con le unità operative di ematologia, nefrologia ed endocrinologia e attivare la creazione di un percorso specifico per il trattamento chirurgico del paziente anziano.
Ignacio Javier Fernandez. Quarantanovenne, nato a Cordoba (Argentina), professore associato di otorinolaringoiatria al dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna. Arriva dal Policlinico Sant’Orsola e a Ravenna intende in particolare sviluppare la chirurgia endoscopica dell’orecchio medio e della base cranica laterale; attivare un percorso multidisciplinare per la diagnosi e trattamento chirurgico delle paralisi del nervo facciale e implementare il percorso multidisciplinare oncologico testa-collo.
Anna Maria Magistà. 52 anni di Putignano (Bari), già direttrice facente funzione del servizio, intende in particolare promuovere la cultura della prevenzione nella rete delle alleanze tra servizi socio sanitari, educativi e scuola, sostenendo percorsi formativi e progetti condivisi che rispondano ai bisogni di salute dei bambini e delle famiglie.
Cinzia Moretti. 54enne nata a Faenza, già responsabile del servizio, intende implementare gli ambiti di assistenza ai pazienti con anemia cronica e le attività di donazione e raccolta di sangue, plasma e cellule staminali, con particolare attenzione allo sviluppo dei percorsi per un ottimale impiego della risorsa sangue.
Paola Navacchia. 66 anni di Forlì, arriva da Bologna, dove aveva ricoperto il ruolo di responsabile dell’unità operativa di igiene alimenti e nutrizione nel dipartimento di sanità pubblica. Intende in particolare sviluppare e potenziare l’attenzione ai corretti stili di vita, per la prevenzione delle malattie croniche a tutte le età, a partire dall’infanzia.
Luca Saragoni. Bolognese di 58 anni, già direttore facente funzioni del servizio, è professore associato del dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna. Tra gli obiettivi del suo mandato, creare “expertise” dedicate alle varie patologie, soprattutto in campo oncologico, al fine di garantire un livello assistenziale di qualità; favorire una fattiva integrazione tra assistenza, didattica e ricerca.
Maria Chiara Silvani. 48 anni, ravennate, con già un incarico di facente funzioni del servizio, è impegnata in particolare allo sviluppo di progetti di farmacia clinica, nei quali il farmacista ospedaliero collabora attivamente in team multidisciplinari, anche nell’ambito dei dispositivi medici, per contribuire al governo dell’innovazione.
I bizantini battono Reggio Emilia al Pala De Andrè e tornano in vetta alla classifica
La gioia di Consar Ravenna al termine del match contro Reggio Emilia
La Consar Ravenna chiude l’anno con la dodicesima vittoria in questo campionato, la sesta consecutiva, e ritorna al vertice della classifica grazie alla concomitante sconfitta di Brescia. Il 3-0 rifilato dai bizantini alla Conad Reggio Emilia è il timbro a una prestazione di alto livello, sublimata dal primato di battute vincenti, ben 15, record stagionale dell’intera A2.
La cronaca della partita
Coach Valentini è ripartito da dove aveva terminato con la vittoria di Fano, con Zlatanov nello schieramento di partenza in coppia con Tallone. La formazione è stata completata dalla diagonale Russo-Guzzo, dai centrali Canella e Copelli e dal libero Goi.
Due muri di fila di Canella e Tallone determinano il primo scatto del primo set (4-2), subito rintuzzato dalla Conad Reggio Emilia per l’immediata parità a quota 4. Guzzo dai 9 metri fa saltare la ricezione ospite e fissa il nuovo +2 (11-9) e un errore in attacco della Conad decreta il +3 Consar (12-9) e il primo time out reggiano. Guzzo alimenta la fuga (14-10) e Ravenna si issa fino al 16-10. Fanuli prova a cambiare la diagonale inserendo Partenio e Stabrawa e Reggio sembra trarne beneficio, piazzando un parziale di 2-6 per il 18-16. Copelli con un potente ace allarga di nuovo il divario (21-17). Un altro ace di Zlatanov firma il 24-20, poi la Conad prova a reagire segnando due punti con Guerrini, ma ci pensa Canella a chiudere i conti per il 25-22 finale.
Il secondo set inizia punto a punto, poi un errore reggiano, Canella con un ace e Tallone a muro portano la Consar a +3 (8-5). Russo piazza l’ace del 10-6 e apre l’impressionante raffica di servizi vincenti – saranno 7 alla fine del secondo set – su cui la Conad alza bandiera bianca. È di Russo il punto che chiude il set.
La squadra reggiana prova a reagire nel terzo set, con coach Fanuli che schiera un sestetto con quattro cambi, con Partenio in regia e Stabrawa opposto, Sighinolfi al centro e Suraci in attacco. Il nuovo assetto sembra funzionare: la Conad vola sul 2-8 e poi allunga fino all’8-15, divario sancito da un muro di Sighinolfi. Ma sull’attacco di Copelli, Ravenna riaccende la luce: prima arriva un break di 5 punti con due ace di Guzzo e un muro di Zlatanov per il -2 (13-15), poi Feri a muro segna il -1 (16-17) e un errore ospite consegna la parità a quota 17. La parità resiste fino a quota 22, poi un errore della Conad e due ace di fila di Copelli chiudono set e partite.
«Dal punto di vista tecnico, il servizio questa sera è stato il fondamentale più importante», ha dichiarato coach Valentini al termine della partita. «Abbiamo fatto 15 ace: sono molto contento per questo dato, ma sono contento anche per il buon livello di gioco sviluppato dalla squadra fin dall’inizio. Dobbiamo rivedere qualcosa dell’inizio del terzo set, però i ragazzi hanno lavorato di squadra, hanno fatto bene nella correlazione muro-difesa e sono stati bravi a recuperare quello svantaggio».
Dopo la decisione del giudice di pace, Ancisi (Lista per Ravenna) chiede di rimuovere le strutture
Dopo l’annullamento, da parte del giudice di pace, di tre multe inflitte a una cittadina ravennate, Lista per Ravenna torna a chiedere la sospensione degli autovelox non omologati. A intervenire sul tema è il consigliere comunale Alvaro Ancisi, che ricorda di avere presentato un ordine del giorno lo scorso 2 maggio. Quest’anno le contravvenzioni prodotte dagli autovelox fissi situati nel territorio comunale sono state oltre 100 mila, quasi il doppio rispetto al 2023, anche a causa dell’installazione di due nuove strutture in via Reale a Mezzano e in via Bellucci in città.
«Questo “proficuo” risultato giustifica che la giunta de Pascale abbia previsto, nel bilancio comunale del 2025, lo stesso incasso del 2024 per le “attività di controllo e di repressione delle irregolarità”, all’incirca 13 milioni e 350 mila euro», sottolinea Ancisi. «Come se la Cassazione, organo massimo della giustizia italiana, non avesse stabilito, con ordinanza del 18 aprile 2024, che gli accertamenti eseguiti con autovelox e velobox privi di omologazione, compresi tutti quelli del Comune di Ravenna, sono fuori legge e le contravvenzioni che ne derivano illegittime».
Ancisi rende nota la storia di una cittadina ravennate, che aveva scritto a Lista per Ravenna per chiedere consiglio su come presentare ricorso contro tre verbali di contravvenzione ricevuti, di cui due dal Comune di Ravenna con l’autovelox di Mezzano e uno dal Comune di Alfonsine. La lista civica aveva assistito la signora nella presentazione del ricorso al giudice di pace di Ravenna, che lo scorso 8 e 9 dicembre le ha dato ragione, annullando i tre verbali di contravvenzione.
Conclude Ancisi: «Pur essendo stato bocciato il nostro ordine del giorno per sospendere l’attività dei velox non omologati, insistiamo almeno sull’altra nostra proposta, secondo cui l’iniziativa dei cittadini può anche esercitarsi, più semplicemente per entrambe le parti, attraverso una richiesta, rivolta al Comune stesso, di annullamento in autotutela dei verbali in questione, con obbligo (secondo la circolare del ministero dell’interno n. 66/1995) che gli atti siano trasmessi al prefetto perché proceda al loro annullamento. È ormai evidente che ognuno, in caso di non accoglimento della sua richiesta, può anche sollevare denuncia per omissione di atto d’ufficio. Insomma, se il Comune non vuole in via generalizzata sospendere l’attività dei velox finché non saranno omologati, quanto meno eviti che i cittadini debbano ricorrere in tribunale per avere lo stesso risultato invocato, sottraendo tempo ai suoi uffici, ma pure a quelli dell’amministrazione comunale, rinunciando anche a infierire con chi chiede solo la legge sia rispettata».