lunedì
11 Maggio 2026

Protocollo firmato tra Ausl e Coldiretti per promuovere sani stili di vita a tavola

Cuochi contadini, aziende agricole Campagna Amica, agriturismi Terranostra e Ausl danno avvio a corsi di cucina salutare rivolti a cittadini e pazienti

Firma Protocollo Con PrefettoContribuire a promuovere il benessere nel piatto e la salute quale sano stile di vita alimentare è l’obiettivo del primo protocollo d’intesa tra Ausl Romagna e Coldiretti della provincia di Ravenna. Siglato nella mattinata di oggi, 24 aprile, all’agriturismo Martelli di Borgo Montone, il protocollo parte dal Piano Regionale della Prevenzione 2022-2025 ponendosi in continuità con gli obiettivi e gli indirizzi della Legge regionale 19/2018 rispetto allo sviluppo di sani stili di vita nell’ambito dei servizi sanitari, con l’obiettivo di riuscire a cambiare i comportamenti che determinano un rischio clinico per la salute stessa della persona, in quanto in grado di provocare malattie croniche generative non trasmissibili.

Sulla base delle indicazioni nazionali e internazionali (Linee Guida per una Sana Alimentazione Crea), che ribadiscono la necessità di coinvolgere ed incentivare nel cittadino, soprattutto se già fragile per patologia o altra situazione di difficoltà, la filosofia del corretto stile alimentare, il protocollo siglato tra Ausl Romagna e Coldiretti Ravenna darà attuazione a specifici percorsi di educazione teorico–pratico rivolti al miglioramento delle abitudini alimentari dei cittadini e/o pazienti con il coinvolgimento ove possibile anche di familiari e/o caregiver.

«Coldiretti Ravenna – spiega il presidente Nicola Dalmonte – già attiva sul fronte della promozione del cibo salutare, della filiera corta e dell’educazione alimentare attraverso i mercati, le aziende agricole e gli agriturismi delle reti Campagna Amica e Terranostra, nonché mediante il coinvolgimento del patronato Epaca e dei Movimenti Donne Impresa, Giovani Impresa e Senior – ritiene fondamentale questa nuova collaborazione con Ausl e si impegna ad offrire sia le materie prime utili agli interventi laboratoriali in coerenza alla rotazione stagionale sia, in ciascun distretto sanitario della provincia di Ravenna, un’adeguata location funzionale all’esecuzione dei laboratori pratici di cucina salutare che vedranno in cattedra i cuochi contadini di Terranostra affiancati ovviamente dal personale Ausl».

«Attraverso questi percorsi formativi – spiega la direttrice della Sanità pubblica, Raffaella Angelini – ci poniamo l’obiettivo di far conoscere le diverse tipologie di alimenti, le loro capacità nutrizionali, una corretta composizione di pasto completo e salutare, introdurre la conoscenza e la differenza tra abbinamenti alimentari corretti e abbinamenti da evitare, in quanto capaci di interferire con eventuali terapie mediche, ma anche far comprendere quanto sia importante riuscire a garantire la rotazione dei nutrienti nel corso della giornata, e non ultimo vogliamo incentivare un approccio costante ad una alimentazione corretta e sana che possa essere facilmente acquisita come abitudine alimentare all’interno delle famiglie con o senza soggetti fragili».

I percorsi di educazione alimentare teorico–pratica, il cui calendario e programma sarà divulgato nelle prossime settimane sui canali Ausl – saranno infatti aperti a tutti i cittadini-consumatori che intendano acquisire competenze relative alla preparazione di pasti che siano al tempo stesso salutari e gustosi attraverso l’utilizzo di prodotti, quanto più possibile freschi, territoriali, a filiera corta, stagionali e correttamente abbinati, al fine di consentire al partecipante di raggiungere e conservare nel tempo un reale ed effettivo benessere fisico e psicologico.

I laboratori pratico-didattici di cucina salutare si svolgeranno in ciascuno dei tre distretti sanitari della provincia (Ravenna, Lugo e Faenza) con la collaborazione dei cuochi contadini associati a Coldiretti e alle reti Campagna Amica-Terranostra rappresentati oggi da Gianluca Martelli, titolare dell’Agriturismo Martelli, sede su Ravenna dei corsi, nonché Presidente di Terranostra Ravenna, l’associazione per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio rurale di Coldiretti. «Promuovere il benessere e il gusto nel piatto partendo da prodotti locali, a km zero e di stagione e soprattutto rispettando ed esaltando le caratteristiche nutrizionali di tali  prodotti, è ciò che negli agriturismi Terranostra facciamo quotidianamente – afferma Martelli – bene, dunque, questa nuova collaborazione con Ausl che ci consentirà di educare al mangiar sano in un momento storico in cui origine e trasparenza delle produzioni e, quindi di ciò che rischia di finire sulle tavole degli italiani, è costantemente minacciato dal falso made in Italy che giunge dai Paesi Ue ed extra Ue».

A Marina Romea ponti delle feste con centinaia di posti auto in meno sul lungomare

Lavori in corso in un tratto di un km di viale Italia per realizzare la pista ciclopedonale. Il Comune promette la conclusione per giugno

Foto 1Marina Romea dovrà affrontare gli afflussi turistici per i ponti festivi del 25 aprile e 1 maggio con centinaia di parcheggi in meno sul lungomare, così come già successo a Pasqua. Sul lato mare di viale Italia, nel tratto di un chilometro compreso tra via delle Valli e viale Ferrara, sono in corso da novembre i lavori da 750mila euro voluti dal Comune (con fondi Pnrr) per la realizzazione di un percorso ciclopedonale di tre metri di larghezza. Il cantiere occupa lo spazio riservato a quasi tutti i posti auto con un restringimento temporaneo della carreggiata. A lavori ultimati i posti auto scenderanno da quattrocento a duecento (non potranno più essere a spina di pesce ma dovranno diventare per forza in linea).

Foto 2Un’ordinanza comunale dello scorso autunno, ha ricordato di recente il consigliere di opposizione Alvaro Ancisi (Lpr), fissava l’esecuzione in quattro stralci tra il 27 ottobre 2023 e il 10 gennaio 2024. Alla fine di gennaio lo stesso Ancisi presentò una interrogazione al sindaco denunciando il cantiere fermo da tempo e le opere svolte sembravano corrispondere, secondo il cronoprogramma del progetto esecutivo, ad appena una settimana di lavoro. Il verbale di ripresa dei lavori allungò il termine per il completamente al 14 marzo 2024. Il 13 marzo l’amministrazione comunale, accogliendo la richiesta di proroga presentata dall’impresa appaltatrice, ha dilazionato il termine dei lavori di 90 giorni, cioè fino al 12 giugno.

Nella seduta del consiglio comunale dello scorso 26 marzo è intervenuta l’assessora Federica Del Conte (Lavori pubblici) per fare il punto alla vigilia di Pasqua, rispondendo al question time presentato da Ancisi: «I lavori hanno subito un ritardo per modificare la posizione in cui verrà sistemata l’illuminazione. Può anche darsi che l’impresa edile all’inizio non abbia impiegato un numero adatto di maestranze. Confermo che l’opera sarà fruibile per l’inizio della stagione che va considerata all’inizio di giugno quando chiudono le scuole». Del Conte ha comunque assicurato che nel clou della stagione balneare non ci saranno cantieri a intralciare le attività turistiche: qualora i lavori non fossero ultimati, verrebbero comunque interrotti per essere ripresi dopo l’estate, così come accaduto nel 2023 a Marina di Ravenna con il Parco marittimo negli stradelli retrodunali.

Per quanto l’assessora fissi l’inizio della stagione con la chiusura delle scuole, gli operatori della località turistica sono pronti per accogliere la clientela già ora e non mancano i timori per i disagi che potrebbero incidere sulla fruibilità del lido.

Una giornata per riscoprire la tradizione rurale delle croci a protezione del grano

Il 3 maggio all’azienda agricola Montone e poi al museo della vita contadina iniziative per recuperare le usanze della campagna

CS 83 Santa CroceUna croce con rami per ogni campo di grano da lasciare anche dopo il raccolto perché soltanto la forza della natura avrebbe potuto distruggerle. È l’antica pratica delle tradizioni rurali nota come “croci di maggio” perché si usava apporre le croci il 3 maggio.

E proprio il prossimo 3 maggio il Consorzio agrario di Ravenna, l’Associazione culturale La Grama e la pro loco di Russi promuovono una giornata di appuntamenti dedicati al “Giorno della Santa Croce” per la riscoperta di quelle tradizioni contadine che richiamavano alla memoria antichissimi riti di fertilità, cristianizzati e collegati alla celebrazione del ritrovamento della Croce di Cristo.

La giornata inizia alle 8 all’Azienda agricola Montone, Podere Sant’Anna (via Ravegnana 359) con la benedizione a cura di Don Luca e la piantumazione della Santa Croce a protezione del raccolto. A seguire, buffet e intrattenimento musicale con Luciano Ricci. Alle 18 alla Pieve di San Pancrazio la messa presieduta da Don Giorgio e la benedizione delle croci.

A conclusione della giornata al museo della Vita Contadina in Romagna di San Pancrazio, in via XVII Novembre 2/a, si terrà una serata divulgativa sul tema delle tradizioni rurali locali.

Una usanza locale, presente soprattutto nel contado, è quella di porre delle frasche alle finestre, il primo giorno di maggio. È possibile fotografare la propria finestra addobbata il primo maggio e inviare la foto all’indirizzo email proloco@comune.russi.ra.it entro il 2 maggio. Le migliori fotografie verranno presentate nel corso della serata del 3 maggio.

A Godo una giornata di sport e gastronomia per tutti con ciclismo, baseball e calcio

Il 5 maggio in via Rivalona dalle 8 le società sportive locali si presentano per invitare i giovani a scoprire le attività. Fuochi d’artificio in serata

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Una veduta dall’alto dei ragazzi impegnati nei tornei giovanili svolti a Godo

Il campo sportivo di via Rivalona a Godo, frazione del comune di Russi, ospita la prima festa dello sport. Appuntamento per domenica 5 maggio quando le società locali di calcio, baseball e ciclismo uniranno le forze per presentarsi al grande pubblico, in particolare bambini e ragazzi, dando a tutti la possibilità di avvicinarsi al mondo dello sport, di provare varie discipline e infine di scegliere quella più congeniale. Il tutto accompagnato da uno stand gastronomico aperto a pranzo e cena. A tutti i piccoli partecipanti verrà consegnato un gadget a ricordo della giornata. In caso di maltempo la festa sarà rinviata (per informazioni 338-8283997).

La giornata proporrà un articolato programma di varie iniziative volto a incuriosire chi vorrà partecipare. Ogni società metterà a disposizione i propri tecnici e atleti, che presenteranno le rispettive discipline. «Ci si divertirà – anticipano le società organizzatrici – si starà insieme, si giocherà, si mangerà, si ascolterà musica, si avrà modo di conoscere gli sport da vicino e, perché no, di innamorarsene per poi iniziare a praticarli. Speriamo di riuscire a coinvolgere molti giovani e di poterli affascinare».

Programma

Ore 8 – Apertura cancelli. Iscrizione alla pedalata Ciclostorica La Godese, 40 km di percorso nella campagna. All’arrivo… Pasta Party!

Ore 10.30 – Partita di campionato di baseball under 12

Ore 12 – Apertura stand gastronomico.

Ore 15 – Partita di Slow pitch. Ciclo cross per tutti i bambini ciclomuniti e con caschetto. Partita di campionato di calcio II Categoria

Ore 18 – Apertura stand gastronomico. Musica e divertimento con Marioromario e Angelo Savini.

Ore 20 – Chiusura della festa con fuochi artificiali

Il Comune deve abbattere 62 pioppi cipressini in viale Galilei: «Sono pericolanti»

Controlli visivi e strumentali mostrano difetti delle piante che non possono essere messe in sicurezza con interventi meno drastici

Viale Galilei a RavennaIl Comune di Ravenna rende noto che dovrà abbattere 62 alberi in viale Galilei perché pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada. Si tratta di pioppi cipressini che manifestano sintomi e difetti significativi, riscontrati in una prima fase con il controllo visivo e avvalorati poi dalle indagini strumentali: «La sicurezza è ridotta al punto che qualsiasi intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente».

Viale Galilei è lungo circa 1.500 metri tra via Ravegnana e via Romea e gli alberi sono su entrambi i lati a ombreggiare anche una pista ciclopedonale. Il problema è emerso nell’ambito dei monitoraggi periodicamente svolti da Azimut per conto del Comune, finalizzati a valutare le condizioni degli alberi comunali sulla base di quanto indicato nel contratto per la manutenzione del verde pubblico.

I monitoraggi sono affidati ad un tecnico esterno specializzato nell’analisi della stabilità degli alberi. Da tali monitoraggi scaturiscono le indicazioni utili ai fini della definizione degli interventi da eseguire su ogni singola pianta: potature (rimonda del secco, potatura di riduzione ed altre), consolidamenti e, nel caso la valutazione evidenzi criticità estreme, l’abbattimento.

Gli esami della stabilità si basano su una metodologia denominata Vta (Visual tree assessment), che mette in relazione l’aspetto meccanico con quello biologico. La valutazione tende a mettere in analisi la resistenza del legno e di conseguenza la possibilità di schianto. Il metodo è basato sull’analisi delle singole parti in relazione alle condizioni ambientali di crescita e alle caratteristiche fisiche del sito d’impianto, e viene accompagnato da un’analisi strumentale qualora il professionista lo ritenga indispensabile.

Ignoti rimuovono la bandiera di Israele voluta sul municipio dal consiglio comunale

I capigruppo decidono di rimuovere anche la bandiera della Palestina che era stata esposta, insieme a quella della Pace e a quella dello stato ebraico, con una mozione votata all’unanimità

Cessate Il Fuoco OraI capigruppo dei partiti in consiglio comunale a Faenza rendono noto che nella mattinata di oggi, mercoledì 24 aprile, ignoti hanno rimosso la bandiera di Israele esposta sul loggiato del municipio insieme alla bandiera palestinese e a quella della pace, oltre allo striscione con la scritta “Cessate il fuoco ora”. L’esposizione delle tre bandiere era stata decisa con una mozione votata all’unanimità dal consiglio comunale il 23 marzo scorso. I capigruppo hanno deciso di rimuovere anche la bandiere della Palestina.

«La mozione approvata conteneva un messaggio chiaro – si legge nella nota dei capigruppo – volto a chiedere un immediato cessate il fuoco, consapevoli che la soluzione dei drammi che stanno vivendo i popoli nella striscia di Gaza può passare solo attraverso una pacificazione, una normalizzazione e un reciproco riconoscimento di Israele e Palestina. La presenza delle due bandiere, con in mezzo il vessillo della pace, era un grido alla pace, consapevoli che la strada per la soluzione del conflitto passi anche dal riconoscimento e dalla presa di consapevolezza della necessità di creare due stati per due popoli».

Lavori sui binari, per tre mesi modifiche ai treni tra Bologna, Ravenna e Rimini

Dal 12 maggio al 16 agosto intervento da 23 milioni di euro sulla linea tra Castel Bolognese e Russi, cambia il servizio ferroviario

240523 Lavori Fra Faenza E Forlì (2)Per tre mesi i collegamenti ferroviari Bologna-Ravenna e Bologna-Rimini subiranno modifiche, con differenze nei tempi di percorrenza rispetto al solito, per consentire i lavori di rinnovo dei binari fra le stazioni di Castel Bolognese e Russi. Il periodo del cantiere è previsto dal 12 maggio al 16 agosto 2024.

Si tratta di un investimento di circa 23 milioni di euro che prevede il posizionamento di 50 chilometri di nuove rotaie (pari a 25 chilometri di doppio binario), la sostituzione di oltre 40mila traverse in cemento armato, il risanamento di quasi 20mila metri cubi di pietrisco. Circa 80 tecnici saranno impegnati nei cantieri, con numerosi mezzi d’opera. Fra questi due veri e propri treni-cantiere, ciascuno della lunghezza di circa 500 metri.

L’obiettivo dei lavori eseguiti da Rete ferroviaria italiana (Rfi) è aumentare l’affidabilità della linea, compreso il tratto pesantemente danneggiato dalle alluvioni dello scorso anno.

Le attività si svolgeranno prevalentemente durante la notte, ma comporteranno una temporanea riduzione della capacità della linea con conseguenti modifiche al programma di circolazione dei treni. Nel corso dei lavori si renderà necessaria la chiusura di alcuni passaggi a livello, quando interferenti con le aree di cantiere, con modifiche alla viabilità che verranno preventivamente comunicate.

Il servizio ferroviario sarà modificato come segue:

dal 13 maggio al 6 luglio

  • tutti i regionali fra Bologna e Ravenna e fra Bologna e Rimini via Ravenna seguiranno il percorso via Faenza;
  • la tratta fra Castel Bolognese e Ravenna via Solarolo/Lugo/Bagnacavallo sarà servita da 21 corse treno, con orario funzionale a consentire a Castel Bolognese l’interscambio con i treni deviati via Faenza. I tempi di percorrenza complessivi saranno di 60/65 minuti per effetto dei rallentamenti imposti dai cantieri;
  • previste inoltre 6 corse treno fra Castel Bolognese e Lugo, integrate con altrettante corse bus in connessione da e per Ravenna e 2 corse treno fra Castel Bolognese e Bagnacavallo.

dal 7 luglio al 16 agosto

  • tutti i regionali fra Bologna e Ravenna e fra Bologna e Rimini via Ravenna seguiranno il percorso via Faenza;
  • la tratta fra Castel Bolognese e Ravenna via Solarolo/Lugo/Bagnacavallo sarà servita da 21 corse treno, con orario funzionale a consentire a Castel Bolognese l’interscambio con i treni deviati via Faenza. I tempi di percorrenza complessivi scenderanno a 54/56 minuti per effetto dell’avanzamento dei cantieri.
  • previste inoltre 12 corse treno fra Castel Bolognese e Russi.

“Arrivano dal mare!” torna per la 49esima edizione con 60 spettacoli dal mondo

Un ricco ventaglio di proposte tra mostre, laboratori e spettacoli per tutta la famiglia. Da quest’anno, anche una sezione notturna per adulti dedicata al “comico-erotico”

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Il Teatro del Drago si prepara alla 49esima edizione del del Festival Internazionale dei Burattini e delle Figure Arrivano dal Mare!: cinque giorni di appuntamenti tra Ravenna e Gambettola, con sessanta spettacoli di 32 compagnie dall’Italia e dal mondo. Tra le novità, rassegna notturna di comico-erotico dedicata al pubblico adulto.

Le esibizioni saranno accompagnate da tre mostre, una installazione, laboratori per adulti e bambini, un corso di alta formazione, una conferenza internazionale, e alcune presentazioni di libri.

A sostenere la storica compagnia e famiglia d’arte di burattinai del Teatro del Drago, i Comuni di Ravenna e di Gambettola, Ater Fondazione, Regione Emilia-Romagna e Ministero della Cultura.

«Il festival quest’anno – dichiara la direzione – indaga le fragilità umane, così presenti in questa nostra società tanto “dorata” quanto disastrata, le sue insicurezze emotive, le certezze di ideali svaniti che lasciano “senza parole” davanti alle tragedie quotidiane, piccole o grandi che siano. Dubbi, domande a cui l’arte visionaria della figura nelle sue molteplici follie prova a dare delle risposte laddove forse di risposte non ce ne sono. Il Teatro di figura, in questo gioco di anime molteplici, ha quella capacità di affondare nell’essere umano, perché umano non è, dell’uomo si nutre, per offrire una visione diversa, ma possibile».

L’edizione 2024 del festival propone un cartellone trasversale che va dalla prima infanzia con gli spettacoli Cat, Bird and Fish, Caro Lupo3PigsLa Sinfonia dei giocattoli alla sezione “notturna”, passando per spettacoli che affrontano la violenza di genere, oppure opere realizzate con l’uso dell’intelligenza artificiale e a sostegno alla comunità Lgbtq+, (come nello spetacolo-installazione Artificial Intelligence dello spagnolo Andres Beladiez e la sua mostra Complex Universes, o l’esibizione Simple Machine di Ugo Dhaes, che mette in scena robot organici mossi da un’intelligenza artificiale).

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La serata inaugurale del festival, mercoledì 22 maggio al Teatro Rasi di Ravenna (ore 21), propone in prima nazionale Edith and me, una collaborazione con Linea Rosa sul nuovo spettacolo di Yael Rasooly, artista israeliana di grande talento, per la regia di un altro grande maestro: Neville Trenter. Yael, già ospite del Festival in precedenti edizioni, è una delle performer più intense, creative, drammatiche e ironiche della scena internazionale del Teatro di Figura. In questo lavoro, Yael e Edith (Piaf), portano lo spettatore in un viaggio immaginativo, colorato, bello e avventuroso, un percorso altalenante che è istericamente divertente in un momento, per poi diventare doloroso e commovente nel momento successivo, arrivando ad affrontare anche il tema della violenza sessuale.

Il festival avrà un’anteprima a Gambettola sabato 4 maggio (ore 18) alla Stazione degli Artistidove sarà inaugurata la mostra Tra i fili di una eredità: la collezione di burattini dei Salici-Stignani, in collaborazione con il Museo Entografico (Met) di Santarcangelo di Romagna, che rimarrà aperta fino alla fine del festival: un’occasione per ammirare la collezione che, a causa dei lavori di ristrutturazione del museo, non può essere attualmente visibile altrove.

Il Festival dedica inoltre una sezione per adulti presentando 6 lavori, con diverse tecniche del teatro di figura, di cui 3 a firma femminile. Sono del resto numerose le artiste e studiose presenti al festival a testimonianza di un loro sempre maggiore coinvolgimento nell’arte della figura.

I titoli della sezione sono: Post Hot It di Beatrice Baruffini (22 maggio, Teatro Rasi), sorta di breviario erotico che indaga i meccanismi della seduzione; Flirt di e con Silvia Torri (compagnia Creature Ingrate, 23 maggio, Teatro Rasi), sulle avventure sessuali di una ragazza moderna interpretate da un preservativo femminile; Bozzoli, sempre della compagnia Creature Ingrate, una riflessione sui sex workers (25 maggio, Artificerie Almagià); Eté69 di Alain Moreau e Jean Dekoninck (24 maggio, Arteficerie Almagià): un viaggio indietro nel tempo, all’estate del ’69, con una mitica due cavalli; Toccami di Eleonora Longobardi (25 maggio, Artificerie Almagià, in collaborazione con Linea Rosa) che esplora l’autoerotismo femminile; Luminosi di Emanuela Dall’Aglio (25 maggio, Teatro Rasi), che mette in scena la lotta infantile e grottesca tra i due vertici maschili di un triangolo amoroso. «Abbiamo scelto di implementare la rassegna con la sezione “notturna” per indagare l’eros con uno sguardo originale, leggero e poetico – fanno sapere dalla direzione – un aspetto che fino ad oggi era rimasto un po’ in secondo piano, ma che ora il teatro di figura ci permette di esplorare, con spettacoli sul genere sempre più frequenti nella scena europea».

Il focus sull’empowerment femminile prosegue nella giornata del 23 maggio con la conferenza internazionale sul tema Figure di donna (Biblioteca Classense, ore 10) a cura di Cariad Astles, Cristina Grazioli e Yael Rasooly e con la presentazione, a Palazzo Rasponi (ore 15), del podcast Le donne raccontastorie a cura della burattinaia Margherita Cennamo, Francesca Tancini e Nader Ghazvinizad, che esplora la difficoltà ancora attuale per una burattinaia di trovare il proprio spazio nel mondo del teatro di figura e del libro di Giuseppina Volpicelli Piccoli personaggi grandi incanti, dedicato alla Signora e Maestra del Teatro di Figura Italiano, Maria Signorelli, in dialogo con il critico Alfonso Cipolla.

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Come da tradizione grande attenzione viene data alle proposte per le scuole e le famiglie, con tanti spettacoli all’aperto e al chiuso, negli spazi della Rocca Brancaleone e dei Giardini Pubblici a Ravenna, di Piazza Pertini e della Sala Fellini a Gambettola. Ma anche a workshop come il laboratorio I pupi per bambini a cura di Sara Cuticchio, figlia del maestro Mimmo Cuticchio (Museo La Casa delle marionette, Ravenna).

Da non perdere anche Tuttatesta, performance di videoteatro (Teatro Rasi, 23 maggio ore 21) di e con Davide Calvarese, divertente, comico e grottesco affresco di una “società ordinata” turbata da un’ospite inatteso; la danza poetica contemporanea e di figura dei franco-alemanni Dirtz Theatre nello spettacolo Short stories(25 maggio, ore 18 – Teatro Rasi) vincitore del Premio EffeA2 – European Festival Association, in collaborazione con il Festival Golden Sparkle (Serbia), Ater e Cantieri Danza e Input Festival (Croazia) e Prefaby, originale progetto visivo e sonoro con immagini e animazioni di Plata Company (Rep. Ceca). Nella performance, il pubblico incontra liberamente i temi della vita quotidiana in un condominio di cemento, simbolo del sogno di vivere nei Paesi dell’ex blocco orientale.

Completano il programma i laboratori per adulti Costruzione di una baracca pantografo all’ex macello di Gambettola a cura di Maurizio Mantani e il workshop Physical Puppet Theatre di danza e figura per professionisti; le mostre La montagna di vetro (Almagià), Meneghissima (Palazzo Rasponi), a cura di Alvise Crovato e Valerio Saccà, che ripercorre la figura della maschera simbolo di Milano e 45 anni di Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli, a cura di Teatro del Drago (Palazzo Rasponi). L’attenzione del festival per le giovani compagnie si esplica inoltre con lo spettacolo di teatro politico Alle armi di Hombre Collettivo (24 maggio, Artificerie Almagià), che indaga il valore economico, politico e simbolico delle armi, tra teatro d’attore, d’oggetti e proiezioni.

Ospiti privilegiati del festival saranno le ragazze e i ragazzi del Corso di Alta Formazione Animateria, diretto da Teatro Gioco Vita in partnetariario con Fondazione Simonini e Teatro del Drago che saranno protagonisti anche di tre masterclass tenuti da Alain Moreau, Yeale Rasooly a Dirtz Theater.

Il gran finale della 49a edizione del Festival dei burattini e delle figure Arrivano dal Mare! sarà domenica 26 maggio, a Gambettola, con la Fish parade, festosa e variopinta parata dei pesci koinobori con i bambini e le bambine della locale scuola primaria e la partecipazione della banda di Gambettola a cura di Michele Cafaggi; e ancora, spettacoli in piazza Pertini e al Teatro comunale, e dj set all’ex Macello per una festa finale a ingresso libero.

I biglietti per gli spettacoli sono acquistabili sul sito (dove è possibile consultare anche il programma completo degli appuntamenti) e nei luoghi degli spettacoli, a partire da un’ora prima dell’evento. Tutti gli eventi all’aperto e le mostre sono a ingresso gratuito.

Due palestre per judo e boxe al posto di un ex supermercato, costo 1,4 milioni

Investimento del Comune su un edificio di sua proprietà in via Macello Vecchio. Sarà realizzata anche una sala civica. Approvato il progetto esecutivo

Un rendering del progetto per l'edificio di via Macello VecchioLa giunta comunale di Lugo ha dato il via libera al progetto esecutivo per la ristrutturazione dell’edificio dell’ex supermercato Di Più in via Macello Vecchio, di proprietà comunale, dove troveranno posto due nuove palestre per le attività sportive del judo e della boxe. L’investimento è di 1,4 milioni di euro, interamente coperti con risorse dell’amministrazione comunale.

Si tratta di un intervento di rigenerazione urbana di un edificio a piano terra che originariamente era un fabbricato per lavorazioni artigiane e, negli anni ‘90, ha cambiato la destinazione ed è diventato un supermercato. Il recupero prevede che, oltre alle due palestre, venga realizzata anche una saletta civica con ingresso indipendente.

Le due palestre con pavimento in legno saranno rispettivamente di 242 metri quadrati per il judo (dove sarà appoggiato il Tatami) e 159 metri quadrati per la boxe, con i relativi spogliatoi, servizi igienici, docce. Tutti questi locali hanno già ottenuto il parere favorevole da parte del Coni per le attività non agonistiche.

Il prossimo passo, dopo l’approvazione del progetto esecutivo, è la pubblicazione della gara per il successivo affidamento dei lavori.

Il parcheggio su via Macello Vecchio rientra nei lavori ripristino post alluvione che interessano piazza Garibaldi e che verranno realizzati a partire dal prossimo maggio.

La mostra: le Sedie Pensanti di BubyPerry, il modernariato tra arte e concetto

Dal simposio tra Margherita Hack e Peggy Gou alla riunione famigliare tra maiali giudicanti: l’artista ravennate Lucia “Bubilda” Nanni racconta la collaborazione con Elisa Perini, in un progetto che trasforma il modernariato in arte e concetto

 OSR6494Lucia “Bubilda” Nanni, ravennate classe 1976, approccia all’arte fin dall’infanzia, grazie alle giornate trascorse nello studio dello zio scenografo. Sogna una formazione artistica, ma viene indirizzata dalla famiglia verso quella scientifica, laureandosi poi in Filosofia all’università di Bologna. Ora le sue opere fondono concetto e indagine attraverso il particolare segno grafico della macchina da cucire.

Tra i suoi progetti più importanti, diverse riflessioni sul mondo entomologico e Lacrime, un censimento dell’ossario ravennate. Dal 2022, il sodalizio con un’altra artista ravennate, Elisa Perini (1973), ha dato vita a un nuovo ciclo, quello delle Sedie Pensanti, firmato “BubyPerry”, pseudonimo nato dalla crasi dei loro nomi e simbolo di una nuova identità condivisa.

L’ultimo lavoro di BubyPerry, dedicato ai “Suidi Pensanti”, è stato esposto all’M45 di Milano, nell’ambito della settimana del design, nella collettiva “Così lontano, così vicino” dedicata a quattro artiste (insieme a Nanni e Perini, Gisella Chaudry, Mara Fabbro e Alice Padovani). Da venerdì 19 aprile, SediMenti, i Gioielli Indiscreti, la prima serie di Sedie Pensanti, è esposta a Ravenna, negli spazi della Boutique Fantasque (via Cavour).

Nanni, come nasce BubyPerry?

«Da un rapporto di profonda amicizia tra me e Elisa Perini. Entrambe abbiamo sempre portato avanti progetti personali, passando comunque molto tempo insieme. Questa è un’altra forma della nostra amicizia. Il suo lavoro è da sempre incentrato sul materiale: dopo gli studi archeologici, si è trasferita in Spagna e ha lavorato come restauratrice al Museo Valenciano della Preistoria, dedicandosi allo studio dei materiali inorganici che ha perfezionato tra master e impieghi nei musei più importanti in giro per il mondo, come il British Museum. È lei a ricercare i pezzi di antiquariato e modernariato che usiamo come base per le nostre opere. Il suo amore per gli oggetti, che la porta anche a collezionare ombrelli e stranezze, si fonde alla perfezione con la mia anima analitica e filosofica, che mi fa entrare in profonda connessione con le cose».

E le Sedie Pensanti invece?

«Vedevamo la sedia come un oggetto a sé, un elemento essenziale, come una “piccola casa” dove si rimane soli e pensanti. La nostra prima serie,“SediMenti, le sedie pensanti come Gioielli Indiscreti”, è un cenacolo di figure femminili, dedicato a Moderata Fonte, signora veneziana del ‘500 che scrisse “Il merito delle donne”, un trattato pubblicato postumo sul rapporto tra uomo e donna, con evidenti critiche protofemministe. In queste pagine si intrecciano i racconti di sette donne, che parlano di desiderio e mancanza di libertà. C’è chi è nubile, vedova o zitella, chi ama la musica e chi le scienze, tante possibilità di vivere la femminilità accomunate dallo stesso bisogno di libertà. Tra le ispirazioni, anche “I gioielli indiscreti”, un libretto licenzioso di Diderot che immaginava una corte esotica messa in subbuglio dall’improvvisa capacità di parola degli organi sessuali delle cortigiane. Nel nostro simposio di Sedie Pensanti si mischiano, tra gli altri, i volti di Marie Curie e Maria Montessori, Clara Schumann e Peggy Gou, ed è bello pensare cosa si sarebbero dette in questo incontro. Siamo molto giocose nel nostro lavoro, ci siamo divertite a immaginare anche di cosa avrebbero potuto effettivamente parlare le loro vagine. Magari quella di Margherita Hack avrebbe avuto qualcosa da dire sugli astri…»

 OSR6466Dopo il simposio al femminile, una collezione dedicata alla figura del maiale, come mai è stato scelto proprio questo animale per rappresentare il nuovo ciclo?

«Ho iniziato a studiare l’iconografia legata al maiale preparando le scenografie per uno spettacolo di Andrea Spreafico, che ha debuttato in Norvegia la scorsa estate. Più studiavo il maiale e più mi innamoravo di lui, e lo stesso è stato per Elisa. Ci siamo innamorate del suo coraggio e della sua libertà, del suo “grufolare incessante” da cui tanto mi sento rappresentata. Abbiamo deciso di riscattarlo: oggi ogni epiteto legato al maiale è offensivo e dispregiativo, ma un tempo non era così. Ai tempi di celti e romani il maiale era simbolo di coraggio e forza, un animale libero e difficile da domare. Prima viveva nell’immensità dei boschi e oggi si trova stipato negli allevamenti intensivi, noi abbiamo cercato di ridargli una sua dignità. La somiglianza tra uomini e maiali poi è impressionante: non solo a livello medico, per la compatibilità di alcuni organi e del tessuto epidermico, ma proprio per il suo sguardo, più simile a quello umano di quello di qualunque scimmia. Questo sguardo ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione della serie, che non vede i suidi solo pensanti ma anche giudicanti, come in un rimando alla scimmia di Restif de la Bretonne e al suo occhio di condanna verso gli abomini del genere umano. I Suidi Pensanti sono a tutti gli effetti una famiglia: Raimondo, il capostipite, figli e nipoti: è facile immaginarli un po’ giudicanti riuniti in una stanza».

L’utilizzo della macchina da cucire ha un significato particolare nella produzione di questi ritratti?

«È stato un caso in realtà. Dipingevo in giardino e vedevo gli insetti cadere sulla pittura fresca. Pensavo agli scritti di Walter Otto e Ernst Jünger, alla presenza divina dentro le cose e al paragone del nazista come insetto senza coscienza. Ho iniziato a riflettere sull’intelligenza materica dell’insetto: il suo corredo genetico è la sua sapienza, mentre noi per crearla abbiamo bisogno di studi e biblioteche. Ho iniziato ad indagarne la personalità e a innamorarmi della forma che racchiude la sua essenza: la bellezza della mosca e la sinuosità della zanzara. Così sono nati i primi ritratti di insetti, oltre che gli arazzi dedicati ad alcuni miei oggetti “totem”, come ad esempio i cotton fioc. Per realizzare queste opere sovrapponevo strati su strati di fili e stoffe, ma ad un certo punto non volevo più usare colla. Avevo bisogno di un nuovo strumento che mi permettesse di “attaccare” i tessuti, e ho provato la macchina da cucire, senza aver mai nemmeno fatto un corso di cucito. Facevo ciò che volevo fare nel modo in cui mi riusciva di farlo. Ho creato anche collezioni di vestiti, sempre “improvvisando”. Una mia collezione di giacche è stata presentata anche al Salone del Mobile nel 2018. Per creare le mie opere uso una vecchia macchina in acciaio, con pedale elettrico, uno strumento praticamente indistruttibile, che sopravvive alle generazioni. Non a me però, ne ho già rotte tre…»

Quella dei “Suidi Pensanti” è quindi la seconda esposizione nell’ambito della settimana del design, che rapporto c’è tra le due esperienze?

«In entrambe le occasioni ho avuto modo di esporre in spazi meravigliosi e di vivere una bellissima esperienza. Nel 2018 ho presentato le mie giacche, grazie a una collaborazione con Diamante Marzotto, nel quartiere Santa Marta, una delle zone più di rilievo in città. Quest’anno, grazie a Marco Bertoli e Angelo Enrico, abbiamo esposto all’interno del quadrilatero della moda, in una bellissima galleria nelle vie più centrali di Milano. Devo dire che l’esperienza di quest’anno si è fregiata di un valore unico: quando ho conosciuto le artiste con cui avremmo diviso lo spazio espositivo, mi è girata la testa. È scattata una complicità immediata, non sono abituata ad aprirmi così tanto e scoprire in questo modo il lavoro e la personalità delle altre artiste che mi circondano. Sono rimasta sorpresa e meravigliata».

 OSR6437All’interno del vostro percorso artistico rimane un qualche tipo di legame particolare con la città di Ravenna?

«Nel mio caso credo sia innegabile. Ritengo l’esposizione all’ossario di Ravenna la più importante che abbia mai fatto, un censimento dei volti “dimenticati”, della parte allora inagibile del cimitero della città. Un progetto a cui ho dedicato molti anni del mio lavoro, e che ancora si sta evolvendo. Anche il primo ciclo di Sedie ha un suo legame con la città: per gli scatti ufficiali abbiamo deciso di riportare metaforicamente gli strappi trecenteschi di Santa Chiara (conservati al Museo Nazionale, ndr) nella loro “sede”: l’abside di quello che oggi è il teatro Rasi. Ancora oggi devo ringraziare la allora conservatrice del Comune, Giorgia Salerno, e Alessandro Argnani di Ravenna Teatro, oltre che Elisa Emaldi e Serena Ciliani del Museo».

Cosa c’è nel futuro di BubyPerry?

«Tra i prossimi lavori, un nuovo ciclo di sedie legato alla numismatica, ispirato dalla bellissima raccolta del Museo Nazionale di Ravenna. Ho la casa piena di libri sull’argomento e non vedo l’ora di iniziare. Il nostro è un connubio destinato a durare e che non ha separazioni: integriamo saperi e conoscenze, guardiamo insieme mostre e passeggiamo per le città cercando scambi e ispirazioni».

Sicurezza sul lavoro: falsi attestati di formazione, imprenditore denunciato

Controlli dell’Ispettorato in un cantiere di Ravenna: gli operai risultavano formati ma non avevano seguito i corsi

Edil6Un imprenditore dell’edilizia è stato denunciato dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Ravenna per false attestazioni e omessa formazione sulla sicurezza dei lavoratori. Gli accertamenti hanno riguardato un cantiere edile a Ravenna dove sono stati trovati al lavoro numerosi operai che risultavano formati per mansioni a “rischio alto” o “antincendio”, “primo soccorso” e “responsabile lavoratori per la sicurezza”. Dai riscontri è stato rilevato che 10 attestati risultavano mai rilasciati dall’ente formatore. Attestati apparentemente conformi, che nei fatti esponevano a gravi rischi per l’integrità psico-fisica gli operai, che venivano occupati nel cantiere edile senza l’obbligatoria ed idonea formazione.

Sequestrati 150 kg di cocaina su una nave cargo, potevano rendere 25 milioni di euro

Indagine congiunta di polizia di Stato e guardia di finanza contro il traffico di droga: recuperati 150 kg di cocaina da una nave in entrata al porto di Ravenna

Un carico di 150 kg di cocaina è stato trovato su una nave cargo battente bandiera delle Isole Marshall, giunta in rada a Ravenna dal nord Europa durante la notte tra il 16 e il 17 aprile. Il valore della droga recuperata può essere stimato in oltre 5 milioni di euro all’ingrosso e circa 25 milioni di euro se rapportato alla vendita al dettaglio (oltre 300mila dosi). Si tratta di un’operazione congiunta tra polizia di Stato (squadra mobile) e guardia di finanza (nucleo di polizia economico-finanziaria).

La cocaina era suddivisa in 139 panetti protetti da un confezionamento impermeabile e nascosti all’interno delle condotte delle prese a mare, situate a circa 9 metri di profondità dalla linea di galleggiamento. Per il ritrovamento sono intervenuti i sommozzatori del reparto operativo aeronavale di Rimini delle Fiamme Gialle che hanno scandagliato la parte immersa dello scafo, rinvenendo, dopo diverse ore di attività e nonostante le difficoltà legate alle pessime condizioni meteo-marine, diversi involucri. Gli inquirenti sottolineano che l’operazione ha inciso significativamente sull’approvvigionamento di cocaina in ambito nazionale.

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