lunedì
11 Maggio 2026

Migranti, concluse le operazioni di sbarco e le visite sanitare – FOTO

Delle 202 persone provenienti principalmente da Bangladesh e Siria, 17 resteranno a Ravenna, mentre le restanti saranno trasferite nelle province della regione

 Sbarco Life Support

Sono terminate nella tarda mattinata di mercoledì 10 aprile le operazioni di sbarco delle 202 persone a bordo della nave Life Support di Emergency, attraccata alla banchina della Fabbrica Vecchia di Marina di Ravenna. Alle 18.20 al Circolo Canottieri si sono invece concluse le visite sanitarie, l’identificazione e il fotosegnalamento.

Sono stati registrati a bordo 169 uomini, 15 donne e 18 minori, la maggior parte dei quali provenienti dal Bangladesh (90 persone) e dalla Siria (76), ma anche si contano 20 migranti dal Pakistan, 4 da Egitto ed Eritrea, e singoli dal Ghana, dalla Palestina e dall’Algeria.

Al termine delle procedure di identificazione e segnalamento e dei controlli medici 17 migranti sono rimasti in provincia Ravenna, mentre i restanti sono stati trasferiti nelle varie province dell’Emilia Romagna: 45 (di cui 6 minori non accompagnati) andranno a Bologna, 41 a Reggio Emilia, 31 a Modena, 20 a Forlì-Cesena, 15 a Rimini, 14 a Parma, 11 a Ferrara e 8 a Piacenza.

Si tratta del decimo sbarco al porto di Ravenna da dicembre 2022, il secondo per numero di persone a bordo nave, dopo quello avvenuto il 3 gennaio scorso della Geo Barents con 336 migranti. In totale sono giunte al porto di Ravenna 1141 persone.

Il nuovo skate park “Sombrero” inaugura dopo una ristrutturazione da 355 mila euro

Il parco della ciclabile di via Isonzo sarà animato da due giorni di gare, incontri con esperti del settore, musica e food truck

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Il nuovo skatepark “Sombrero” nel parco della ciclabile di via Isonzo sarà ufficialmente inaugurato il 13 e 14 aprile. Da circa vent’anni l’area (situata in una posizione strategica tra Cervia e Milano Marittima e protetta perché non accessibile alle auto) è stata utilizzata per la disciplina sportiva dello skate. La recente riqualificazione della struttura ha richiesto un totale di 355 mila euro, di cui 107 mila finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con la legge n. 24/2003 e gli altri 248 mila dal Comune di Cervia.

Lo skate park è stato ristrutturato grazie a un piano complessivo di rivalorizzazione dell’area, denominato “In-Ludere – Quando il gioco si fa spazio”, che comprende anche l’installazione di un sistema di videosorveglianza e il potenziamento dell’illuminazione circostante. Dopo un confronto con le realtà sportive e associative, si è deciso di implementare ulteriormente il progetto, ampliando la piastra esistente (di circa 600mq) fino agli 800mq necessari all’omologazione per gare ed eventi di livello nazionale (omologazione Fisr – Federazione Italiana Sport Rotellistici).

Durante le due giornate di inaugurazione il parco sarà animato da gare, incontri, concerti e dj set.
Il primo giorno, dopo il taglio del nastro la struttura inaugurerà con la “gara junior”, mentre domenica si lascerà spazio alle vecchie glorie dello skate italiano e a una competizione dedicata ai “best-trick”. Il parco antistante sarà trasformato in un palcoscenico dove si alteranno band, dj e speaker che intervisteranno skaters e amici, offrendo agli appassionati uno sguardo privilegiato nel mondo dell’arte su quattro ruote e delle sua storia italiana.

Gli eventi saranno accompagnati dalla presenza di food truck con cibo e bevande e da un’esposizione di skate-art.

Il funzionamento dell’impianto è in carico in via transitoria e sperimentale, in attesa di decidere a chi sarà affidata la gestione della struttura, mediante procedura di selezi.one pubblica, al raggruppamento di associazioni composto dalla polisportiva Saline Romagna Women (capofila), dall’associazione ZiriaLab, dall’associazione Consorzio Cervia Centro e dalla cooperativa Atlantide (partners di progetto).

Le assessore allo sport Michela Brunelli, alle politiche giovanili Bianca Maria Manzi e ai lavori pubblici Enrico Mazzolani hanno dichiarato: «L’amministrazione comunale, grazie anche ai finanziamenti della Regione, è riuscita a riqualificare un impianto sportivo e un’area che da tempo necessitava di una risistemazione complessiva. Il nuovo skatepark Sombrero ora si propone come punto d’incontro e luogo di aggregazione e di socializzazione. Si è giunti a compimento di un percorso sentito da tanti cittadini e dalle forze politiche, coinvolgendo tutte le realtà interessate, con le quali è stato aperto un confronto costruttivo e proficuo».

Torna nel cuore della città la fiera dedicata alle eccellenze gastronomiche

Piazza del Popolo e Piazza Kennedy ospiteranno gli stand di “Bell’Italia” e “Bella Romagna”, per quattro giorni all’insegna del gusto e della tradizione culinaria

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Torna nel cuore di Ravenna la mostra-mercato dedicata alle eccellenze gastronomiche locali e nazionali. Dall’11 al 14 aprile Piazza del Popolo ospiterà i banchi di “Bell’Italia”, con le loro specialità culinarie provenienti da tutto il Paese. In Piazza Kennedy si troveranno invece gli stand di quattro ristoranti del territorio e il food truck con una proposta centrata sulle specialità regionali.

In Piazza del Popolo sarà possibile acquistare e degustare le specialità italiane (dalla Sicilia al Trentino) dalle 9 alle 20, mentre gli stand ristorante di Piazza Kennedy saranno aperti dalle 18 alle 22 il giovedì e dalle 11 alle 22 il venerdì, sabato e domenica (con breve pausa pomeridiana). Il menù vedrà come protagonista la pasta ripiena, in tutti i suoi formati: e cappelletti, ravioli, tortellie dolci. I quattro ristoranti coinvolti in questa edizione sono: la Cucina del Condominio; il Mercato Coperto Ravenna/Casa Spadoni; il Radicchio Rosso; l’Ustarèia, a cui si affianca il Food Truck Gusto Parma, inaugurando una sorta di gemellaggio con altre località che offre la possibilità di provare altre specialità regionali, come ad esempio gli anolini in brodo.

Oltre all’offerta gastronomica, sabato e domenica mattina saranno organizzati in Piazza Kennedy laboratori di pasta fresca, piadina e stampe romagnole per bambini dal titolo “Bela Rumagna Kids e ch’i burdell”. Negli stessi spazi è stato allestita una struttura coperta dove si terranno incontri, show cooking e degustazioni.

Si parte con la presentazione di una ricerca dal titolo “I pubblici esercizi verso la sostenibilità e il risparmio energetico”, e si prosegue nei giorni successivi con gli appuntamenti dedicati al food, come la degustazione di formaggio in abbinamento a miele, vini, birre e confetture di Bell’Italia promossa da Parmigiano Reggiano, il confronto tra il cappelletto romagnolo e l’anolino di Parma, l’assaggio dei salumi di Officine Gastronomiche Spadoni e il gelato al Parmigiano Reggiano di Sbrino. L’osteria della Zabariona interverrà con un incontro sulle erbe spontanee di primavera, storiche protagoniste delle tavole romagnole, con la degustazione di preparazioni a tema proprio nella stagione degli asparagi selvatici, degli stridoli e dei rosolacci.

Dal 25 aprile si paga il parcheggio sui lidi. A Marina di Ravenna più strisce blu

La delibera del Comune in vista della stagione estiva. Confermata la gratuità del Navetto Mare

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Anche per la stagione balneare 2024 è confermata la gratuità del Navetto Mare, il cui calendario è in via di definizione, e dei parcheggi scambiatori a servizio di Marina di Ravenna e Punta Marina.

Confermate anche, per quanto riguarda la sosta sui lungomari dei lidi – Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido di Dante, Marina Romea, Lido Adriano, Lido di Classe e Lido di Savio – le tariffe già sperimentate lo scorso anno: 1 euro all’ora, con possibilità di forfait valido 9 ore al costo di 6 euro oppure di forfait giornaliero di 10 euro, nella fascia oraria dalle 9 al termine della sosta a pagamento.

Per tutti i posti auto regolati con parcometro, da giovedì 25 aprile a domenica 15 settembre i parcometri saranno attivi tutti i sabati (dalle 9 alle 2) e le domeniche (dalle 9 alle 22, tranne domenica 4 e domenica 11 agosto, quando saranno attivi dalle 9 alle 2). Dal 7 giugno alla fine di agosto anche i venerdì (dalle 9 alle 2). A questi si aggiungeranno il 25 aprile e il 1° maggio (dalle 9 alle 22) e il periodo dal 4 al 15 agosto (dalle 9 alle 2).

L’apposita delibera è stata approvata ieri, martedì 9 aprile, dalla giunta e nei prossimi giorni sarà emanata anche la relativa ordinanza.

«Con questa delibera – affermano gli assessori alla Mobilità Gianandrea Baroncini e al Turismo Giacomo Costantini – ampliamo anche l’offerta di sosta a pagamento a Marina di Ravenna, al termine di un percorso in cui ci siamo confrontati con la località sulle azioni complessive da mettere in campo, oltreché sulla mobilità del lungomare legata all’attivazione della corsia preferenziale nei giorni festivi e prefestivi. Con questa delibera andiamo a recepire gli stimoli venuti da più parti per prevedere l’inserimento dei parcheggi a pagamento anche in viale Lungomare, via Ciro Menotti, nel primo tratto adiacente di viale Zara (fino a via Mameli), tra piazzale della Marina e via Marinara, tra via Lungomare e via De Revel. Un’azione che servirà a garantire una maggior rotazione a favore del turismo, del commercio, della ristorazione anche in paese o a risolvere situazioni in cui senza stalli segnalati a terra si genera una sosta molto disordinata o addirittura si incentiva quella impropria. Ovviamente tutti questi parcheggi blu seguiranno lo schema generale sia come calendario che come tariffa».

«Mi vergognavo per il colore della mia pelle, ma ora mi sento “fortunatamente” nera»

In Classense la divulgatrice Nogaye Ndiaye con il suo libro autobiografico che parla di riscoperta delle proprie origini e razzismo interiorizzato: «Durante le presentazioni ho ricevuto anche insulti»

Nogaye Ndiaye

Nogaye Ndiaye ha 26 anni, si è recentemente laureata in Giurisprudenza e vive nei pressi di Milano. Nata in Italia da genitori senegalesi, per gran parte della sua vita ha dovuto fare i conti con forme più o meno violente di discriminazione dovute al colore della sua pelle, arrivando a percepire il proprio aspetto e la propria origine come una colpa. Dal 2020 gestisce una pagina Instagram (@leregoledeldirittoperfetto) in cui fa attivismo e divulgazione con il sostegno di oltre 60 mila follower. Lo scorso novembre ha pubblicato per Harper Collins Fortunatamente nera – il risveglio di una mente colonizzata, un libro che vuole parlare di razzismo interiorizzato e di riappropriazione identitaria e culturale partendo dall’esempio del proprio vissuto e arrivando a sviscerarlo nella sua universalità.

Ndiaye sarà alla Biblioteca Classense il 10 aprile (ore 17.30), per un incontro pubblico della rassegna “Scritture di Frontiera”, a cura di Matteo Cavezzali, realizzato nell’ambito del Festival delle Culture 2024.

Da quanto tempo si occupa di divulgazione sui social?
«Il mio profilo nasce nel 2020, in piena pandemia. Credo che il “periodo Covid” abbia risvegliato molte coscienze, tra cui anche la mia. Inizialmente parlavo di università e metodi di studio, condividevo le mie difficoltà accademiche e piccoli trucchi per superarle. Iniziai a parlare anche di diritti civili, in maniera coerente con il mio percorso di studi e molto distaccata. Non mi ero mai mostrata in volto, cercavo di evitare certi commenti e di mantenere il progetto il più possibile al di sopra delle parti. Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, però, iniziai a notare segnali preoccupanti dai media del nostro paese, tra i tanti, telegiornali e comici che usavano insulti razzisti in prima serata, invitando gli spettatori a riderci su. Vedevo legittimati sullo schermo gli stessi atteggiamenti e gli stessi termini che mi venivano rivolti nei periodi dell’infanzia e dell’adolescenza, facendomi tanto soffrire. Ritrovai una poesia che avevo scritto a soli 13 anni, Bianca o nera – sfortunatamente nera: parlava degli appellativi che mi venivano dati dai compagni di classe e dal senso di vergogna e di inadeguatezza che provavo per il mio essere nera. Decisi di leggerla su Instagram, mettendoci la faccia e dando per la prima volta un volto al mio account, sentendomi “fortunatamente nera”. Da quel momento non ho mai smesso, raccontando la mia vita e le mie esperienze come studentessa, come donna, come nera e come neurodivergente perché, nel frattempo, è arrivata anche la diagnosi di Adhd, la vera radice dei miei “inciampi” scolastici».

Come nasce invece il libro?
«Dopo due anni di attivismo, online e offline, sentivo che continuava a mancarmi qualcosa. Un giorno, dopo una manifestazione che mi aveva dato modo di parlare davanti a tantissime persone, sono andata da mia madre e per la prima volta le ho confessato di essere finalmente pronta a vedere il Senegal. Durante il nostro viaggio, oltre a documentare tutti ciò che vedevo sui social per fornire una contro-narrazione all’idea falsata che si ha dell’Africa come grande insieme indefinito di miseria e povertà, ho scritto anche un diario, dove appuntavo azioni e spostamenti, ma soprattutto le mie emozioni. Al mio ritorno sono stata contattata dagli agenti di Harper Collins, mi dissero che mi stavano “tenendo d’occhio” e che avrebbero voluto inserirmi tra i loro autori. Mi chiesero se avevo un’idea e beh, ce l’avevo. Mentre scrivevo quel diario, ammetto di aver desiderato che si trasformasse in un libro, ma non mi aspettavo che sarebbe successo così in fretta».

Come mai essere pronta per questo viaggio ha richiesto più di vent’anni?
«È stato un “viaggio al contrario”: siamo abituati alle storie di immigrati che lasciano il loro paese in favore dell’Italia, ma non viceversa. Ho passato gran parte della vita recidendo qualsiasi legame con il Senegal, lo racconto approfonditamente all’interno del libro. Per anni ho cercato di annullare la mia identità senegalese per uniformarmi ai miei compagni e allontanarmi dalle critiche. Volevo  dimostrare di non essere come “loro”, come quegli immigrati che venivano tanto condannati dal sentire comune. Sono arrivata a cambiare il mio nome, che nessuno riusciva a pronunciare correttamente in “Noghina”, nel tentativo di ricalcare una sonorità italiana. Fortunatamente nera racconta due storie, quella di Noghina, la ragazzina che scopre l’esistenza di creme schiarenti e pensa di iniziare ad usarle, rinnega le sue origini e il suo essere, e quella di Nogaye, la donna che sono ora, attivista e fiera della sua identità».

Quali altri temi vengono affrontati in “Fortunatamente nera”?
«Si parte dal viaggio: sia fisico, in Senegal, che metaforico, nel percorso di accettazione e riappropriazione. Si parla poi di razzismo interiorizzato e di micro-aggressioni che accomunano il vissuto di tantissime persone razzializzate, a prescindere dall’età. Queste esperienze personali vengono rafforzate dagli studi e dalle riflessioni di intellettuali afroamericane. Durante un anno di studi negli Usa ho scoperto che fuori dall’Italia le cose funzionavano già diversamente, entrare in contatto con saggi e ricerche di queste studiose poi mi ha fatto capire che lì tutto aveva già un nome: il “razzismo interiorizzato”, la “fragilità bianca”, concetti che avevo sperimentato sulla mia pelle ma che non sapevo avessero una valenza universale. Una delle più grandi trappole del razzismo è farci credere che siamo soli, che siamo “pazzi” o troppo sensibili, quando in realtà ci stiamo ritrovando a condividere un dolore reale».

Ci saranno altri libri in futuro o pensa di aver “chiuso il cerchio” raccontando la sua storia?
«Sono passati solo quattro mesi dall’uscita del libro e scriverei già tutto in modo diverso. Sento di avere ancora tanto altro da dire e non vedo l’ora di farlo, qualche nuovo progetto a livello letterario esiste già ma non posso ancora rivelare nulla. Devo dire però che immaginavo l’esperienza da scrittrice diversamente: ho iniziato il tour di presentazione del libro pensando che sarebbe stato tutto fantastico, ma ho finito molti incontri piangendo. Ho scoperto che tante persone presenziavano solo per offendere o fare opposizione: ora so che quando si aprono le domande è come lanciare i dadi, e ho imparato a farci i conti. Per il resto, mi piacerebbe proseguire i miei studi con un dottorato per indagare anche a livello legislativo in maniera più approfondita la sfera dei diritti civili».

Seduti in strada a litigare, poi aggrediscono i carabinieri: coppia arrestata

La donna ha cercato di sfilare il cinturone di uno dei militari. Il giudice ha disposto l’obbligo di firma nei comuni di residenza

È finito con due arresti – per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale oltre al rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale – la serata di sabato per una coppia, lei 50enne di Bologna mentre lui 42enne domiciliato a Ravenna, entrambi con precedenti di polizia.

Erano le 22.30 del 6 aprile quando un equipaggio del nucleo operativo radiomobile della compagnia dei carabinieri di Ravenna, mentre transitava nel pieno centro del capoluogo, veniva avvisato da alcuni presenti, preoccupati ed intimoriti, dal fatto che nella adiacente via Gardini vi erano un uomo e una donna che litigavano animatamente, venendo anche alle mani.

A fronte della richiesta di fornire le proprie generalità, la coppia ha aggredito i militari. In particolare la donna tentava di strappare il cinturone di uno dei due carabinieri, ma il suo intento veniva bloccato sul nascere.

Entrambi arrestati, sono stati processati per “direttissima”. Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto per entrambi l’obbligo di presentazione al posto di polizia di residenza e contestuale divieto di allontanamento dai loro comuni.

Uno dei 202 naufraghi sulla Life Support: «Non volevo partire, ci hanno minacciato»

La nave della ong Emergency arriverà a Ravenna il 10 aprile dopo 4 giorni di navigazione dal soccorso in acque internazionali. Le parole di un 44enne siriano partito con moglie e due figli due mesi fa

Una foto delle operazioni di soccorso della nave Life Support«La barca su cui dovevamo salire in più di cento a Sabratha era piccolissima, in legno, non ci saremmo mai stati tutti. Insieme a mia moglie abbiamo detto che saremmo tornati indietro. Ci hanno risposto che se non fossimo saliti ci avrebbero sparato». È la testimonianza di un uomo siriano di 44 anni, uno dei 202 naufraghi che arriveranno al porto di Ravenna domani, 10 aprile, a bordo della nave Life Support della ong di Emergency dopo quattro giorni di navigazione dal soccorso in acque internazionali in zona Sar libica. La testimonianza è stata raccolta dal personale di Emergency e resa nota alla stampa tramite una nota scritta. Quello di domani sarà il decimo sbarco a Ravenna in 15 mesi, in totale 1.141 persone. Il nono risale al 21 marzo ed era stata ancora la Life Support.

Il 44enne lavorava in uno studio di design e ha lasciato la città di Homs in Siria due mesi fa con la moglie e due figli. «Ho deciso di lasciare la mia città perché non avevo modo di mandare i miei figli a scuola con la certezza che sarebbero tornati a casa».

Il racconto dell’uomo descrive lo scenario siriano: «Non è un Paese sicuro per vivere. Homs è stata una delle città più colpite dalla guerra. Ci sono ancora tante milizie; molte vengono dal Libano. Ogni giorno venivano a chiederci soldi perché ci lasciassero in pace: ci puntavano contro i fucili ed eravamo costretti a pagare. I miei figli erano in pericolo e non avrebbero avuto un’istruzione. Si svegliavano, tremando, a ogni sparo che sentivano. Mi chiedevano di fare qualcosa per farli stare al sicuro. Abbiamo raccolto i soldi necessari per il viaggio. Abbiamo preso uno zainetto a testa e siamo partiti».

Dalla Siria all’Egitto e poi in Libia, per alcuni giorni a Bengasi poi il trasferimento a Sabratha, a ovest di Tripoli. «L’unico modo per proseguire era pagare più soldi: ci hanno chiesto 1.000 dollari per il viaggio in auto che separa Bengasi e Sabratha. Dopo qualche giorno a Sabratha, alcune persone armate sono venute di notte e ci hanno detto che dovevamo andare».

Il soccorso in mare, svolto dalla Life Support, si è concluso alle 8.30 del 5 aprile. I 202 naufraghi si trovavano su due diverse imbarcazioni precarie tra loro molto vicine. Lunghe circa 12 e 10 metri, erano partite da Sabratha e da Zawiya in Libia. Le imbarcazioni, entrambe sovraffollate, erano state individuate tramite radar. Tra i 202 naufraghi 169 uomini adulti, 15 donne adulte e 18 minori (due di 2 anni, due di 2 e 3 anni, uno di 6 anni, uno di 7 e uno di 9) di cui 6 non accompagnatiLe persone soccorse provengono da Bangladesh, Egitto, Eritrea, Ghana, Pakistan, Palestina, Siria.

L’attracco è in programma alla banchina di Fabbrica Vecchia (Marina di Ravenna) alle 7 di domani. Saranno fatti sbarcare per primi i nuclei familiari con bambini, poi i minori non accompagnati, le donne singole e i restanti naufraghi. Verranno tutti trasferiti al Circolo dei Canottieri della Standiana dove si svolgeranno le visite sanitarie e tutti gli adempimenti di polizia e dei servizi sociali. I migranti saranno poi ripartiti tra le varie province della Regione Emilia-Romagna secondo un nuovo piano elaborato di concerto con il Viminale e la prefettura di Bologna: 45 a Bologna di cui 6 minori non accompagnati, 11 a Ferrara, 20 a Forlì Cesena, 31 a Modena, 14 a Parma, 8 a Piacenza, 41 a Reggio Emilia, 15 a Rimini, infine a Ravenna ne resteranno 17.

«Per arrivare al porto sicuro assegnato abbiamo impiegato quattro giorni di navigazione – afferma Domenico Pugliese, comandante della Life Support –. La scelta di assegnare un porto lontano espone i naufraghi a ulteriori ingiustificate sofferenze, quando dovrebbero essere fatti sbarcare il prima possibile in un posto sicuro. Ha conseguenze anche sull’operato della flotta civile perché implica che ulteriori risorse sono utilizzate per fare fronte a costi inutili di navigazione».

Sulla Life Support di Emergency opera un equipaggio di 29 persone tra marittimi, medici, mediatori e soccorritori, è alla sua diciottesima missione nel Mediterraneo Centrale. In totale ha portato in salvo 1.542 persone.

Il 19 aprile in via Cavour riaprono le porte dello storico Palazzo Guiccioli

Per celebrare il secondo centenario della morte di Lord Byron. Saranno tre i musei, sotto la direzione di Alberta Fabbri

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Una foto dei lavori degli anni scorsi in via Cavour

Il 19 aprile potranno finalmente essere per la prima volta aperte le porte, chiuse da decenni, di Palazzo Guiccioli, una delle più importati e imponenti residenze storiche di Ravenna, affacciata su via Cavour. Il recupero del palazzo è ormai alla fase conclusiva del lungo, complicato, intervento di restauro che impegna la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna dal 2011 quando si avviò il percorso di interlocuzione con il Comune per l’acquisto dello stabile.

La scelta del 19 aprile, non è casuale: il presidente della Fondazione Ernesto Giuseppe Alfieri l’ha individuata perché coincide con le Celebrazioni del secondo centenario dalla eroica morte di Lord Byron, a Missolungi, in Grecia, il 19 aprile del 1824.

Il grande poeta inglese fu ospite a Palazzo Guiccioli, dove ebbe residenza stabile presso il conte Alessandro Guiccioli e la sua giovanissima consorte Teresa Gamba. In questi giorni nasce a Ravenna la sede italiana della Byron Society, diffusa in oltre 40 paesi nel mondo, con la denominazione di Italian Byron Society.

Lord Byron sarà il protagonista del Museo Byron, che la Fondazione sta realizzando nell’ala nobile e storica del palazzo, proprio nelle stanze che furono abitate dal poeta. Nello stesso edificio prende forma anche il Museo del Risorgimento e troverà accoglienza anche il Piccolo Museo di Bambole e altri Balocchi – Collezione Graziella Gardini Pasini.

Tre musei riuniti nell’appena costituito complesso di Palazzo Guiccioli che la Fondazione ha affidato alla curatela di Alberta Fabbri, ex storica conservatrice del Mar e reduce dall’esperienza all’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia Romagna, a Bologna.

Il 19 aprile, sarà possibile visitare le Sale Byroniane di Palazzo Guiccioli dalle 15 alle 18. Per accedervi sarà necessario premunirsi di prenotazione (www.palazzoguiccioli.it).

Le celebrazioni del Bicentenario di Byron iniziano con questa importate anteprima e con altri eventi pubblici di rilievo. In mattinata, negli Antichi Chiostri, il presidente della Fondazione Giuseppe Ernesto Alfieri, affiancato dal presidente del Gruppo La Cassa di Ravenna e dal sindaco Michele De Pascale, illustrerà in una conferenza stampa alla presenza delle autorità cittadine, lo stato dei lavori di allestimento museale degli ambienti restaurati di Palazzo Guiccioli, insieme alle collaborazioni che si stanno concretizzando intorno al nuovo complesso Museale.

Nel pomeriggio seguiranno le visite a Palazzo, su prenotazione.

In serata, alle 21, nella Basilica di San Francesco, Byron e la sua attività poetica saranno affidate a Franco Nero, che darà voce alla affascinante vicenda byroniana, tratteggiando la sua permanenza in Palazzo Guiccioli a fianco della bellissima Teresa Gamba, poi la sua fuga verso il Granducato di Toscana, la Liguria e infine la Grecia, dove trovò la morte. Ma anche gli infiniti caroselli amorosi, le passioni, gli ideali di un uomo che con il suo mito ha sedotto intere generazioni. E con l’uomo, il poeta, del quale Franco Nero leggerà pagine intense.

La serata, promossa dalla Fondazione, è a ingresso libero, fino a esaurimento posti.

Difficile prevedere la fine dei cantieri in centro, rinviata la fiera biennale

La giunta dell’Unione della Bassa ha deciso anche di non vincolare le nuove amministrazioni che si insedieranno a giugno

La 29esima edizione della fiera biennale di Lugo, che avrebbe dovuto svolgersi nel 2024, sarà riprogrammata a una data da definirsi. La giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha preso questa decisione in vista dei cantieri di ripristino post-alluvione che a partire dai prossimi mesi interesseranno le aree centrali e le piazze di Lugo, proprio dove si trovava il cuore della manifestazione fieristica (l’ultima si tenne dal 10 al 18 settembre del 2022).

«Oltre alla difficoltà di prevedere la durata e il calendario dei cantieri di ripristino – si legge in una nota diffusa dalla Rocca –, la giunta ha condiviso la necessità di non vincolare le nuove amministrazioni che si insedieranno nel mese di giugno (al voto 8 Comuni su 9, ndr) a un format che andrà necessariamente rivisto nei suoi elementi essenziali, per incrementarne la partecipazione di pubblico ed espositori. Nelle scorse settimane la decisione è stata condivisa anche con le associazioni di categoria della Bassa Romagna e con l’organizzatore».

Un caso di Dengue a Ravenna: disinfestazioni nel raggio di 100 metri

I consigli dell’Ausl contro la diffusione delle zanzare

Nella giornata di oggi (9 aprile) è stato segnalato al Servizio Igiene Pubblica dell’Ausl della Romagna un caso accertato di Dengue in una persona residente a Ravenna e rientrata in Italia dall’estero.

Si tratta di una malattia virale molto diffusa in alcuni Paesi tropicali, che si trasmette attraverso la puntura di zanzare appartenenti al genere Aedes (come le “zanzare tigre”) e nella forma classica si manifesta con febbre elevata, cefalea, dolori articolari e muscolari ed emorragie più o meno gravi.

A scopo precauzionale, per evitare la diffusione del virus, nonostante non sia ancora presente una importante circolazione di zanzare vettore della malattia, il Comune di Ravenna su indicazione del Servizio Igiene Pubblica ha programmato l’esecuzione da parte di operatori specializzati di un intervento straordinario di disinfestazione nel raggio di 100 metri dall’abitazione in cui risiede la persona con sospetta malattia. Si tratta di un intervento previsto dal Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi.

Saranno pertanto eseguiti trattamenti adulticidi nelle aree pubbliche con un prodotto a base di piretroidi per abbattere le zanzare adulte presenti, da ripetere per tre giorni consecutivi nelle prime ore del mattino. Contestualmente durante queste giornate saranno eseguiti trattamenti antilarvali nei tombini, nelle caditoie stradali e anche nelle proprietà private mediante interventi “porta a porta”.

L’Ausl coglie l’occasione per ricordare che la diffusione delle zanzare può essere prevenuta tramite la lotta larvicida, per questo da aprile a novembre occorre usare periodicamente i prodotti larvicidi. Inoltre è importate seguire alcuni semplici accorgimenti preventivi da mettere in atto in aree sensibili come balconi, cortili, giardini, cimiteri e orti:

● Eliminare i sottovasi e, dove non è possibile, evitare il ristagno d’acqua al loro interno

● Pulire accuratamente i tombini e coprirli con una rete zanzariera evitando che si intasino dopo le piogge

● Rimuovere sempre gli sfalci d’erba e tenere il giardino pulito

● Non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con apertura rivolta verso l’alto

● Mantenere pulite fontane e vasche ornamentali, introdurre eventualmente pesci rossi che sono naturali predatori delle larve di zanzara

● Controllare periodicamente le grondaie mantenendole pulite e non ostruite

● Svuotare settimanalmente e tenere puliti gli abbeveratoi e le ciotole per l’acqua degli animali domestici

● Coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana

Gambizzato davanti al bar per un debito di droga, spaccia dall’ospedale: tre arresti

Ordinanza di custodia cautelare per tre persone per i fatti accaduti a Santerno il 15 dicembre 2023: un uomo che ha fatto fuoco contro la gamba di un debitore e il ferito stesso che distribuiva cocaina dal letto dell’ospedale con la complicità della moglie

Il momento della cessione di cocaina in ospedaleHa sparato due colpi di pistola al ginocchio di un cliente che gli doveva dei soldi per della droga e lo ha fatto a volto scoperto davanti a un bar perché il messaggio arrivasse anche a altri debitori. È la ricostruzione fatta dai carabinieri del nucleo investigativo di Ravenna per spiegare le vicende avvenute il 15 dicembre 2023 a Santerno. A distanza di quattro mesi sono state arrestate tre persone di nazionalità albanese residenti nel comune di Russi. Un’ordinanza di custodia cautelare per l’uomo che ha fatto fuoco (un 35enne di Godo) per lesioni e tentata estorsione, ma anche per il ferito e la moglie di quest’ultimo (un 47enne e una 39enne di San Pancrazio). I due coniugi devono rispondere di spaccio: lei portava la droga al compagno e lui la distribuiva dal letto di ospedale con la prima consegna di 50 grammi di cocaina fatta appena un’ora e mezza dopo essere uscito dalla sala operatoria per i colpi di pistola.

I fatti di Santerno

Verso le 22.15 del 15 dicembre scorso due uomini sono entrati in un bar nei pressi dell’incrocio tra via Santerno Ammonite e via della Repubblica nella piccola frazione del forese ravennate e hanno portato fuori un uomo che si trovava all’interno. Due colpi di pistola (arma e bossoli non sono stati trovati, si ipotizza un revolver) e poi la fuga precipitosa. Chi ha premuto il grilletto ha passato un periodo all’esterno tra Svizzera, Germania e Belgio. Sull’accompagnatore nella spedizione di Santerno sono in corso maggiori approfondimenti per eventuali sviluppi investigativi.

SKSP4971La vittima tenta di depistare le indagini

Oltre alla raccolta delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del bar e dei dintorni, i carabinieri hanno avviato le indagini interrogando i presenti al bar e la vittima dell’agguato. Ma il 47enne – con precedenti anche per reati contro il patrimonio – inizialmente è stato poco collaborativo e ha provato a indirizzare gli inquirenti su una pista falsa facendo riferimento a vicende personali in ambito sentimentale. Un paio di giorni dopo il cambio di versione.

Spaccio in ospedale

Per raccogliere informazioni, i militari hanno piazzato una microcamera e una cimice nella camera dell’ospedale dove è stato ricoverato l’uomo ferito. Le intercettazioni ambientali hanno permesso di raccogliere le indicazioni date dall’uomo alla moglie su come suddividere la droga e preparare le dosi da spacciare. La donna ha portato lo stupefacente nascosto in un calzino e la prima delle due cessioni da 50 grammi ognuna avvenute in ospedale c’è stata poco dopo quando un uomo da Ferrara è andato a far visita al ferito. Una volta uscito dal nosocomio, il 47enne ha portato avanti l’attività facendosi accompagnare perché impossibilitato a camminare autonomamente.

RAEB0275Giro di spaccio consistente

Alcuni dettagli lasciano intendere che il volume di droga movimentato fosse consistente. Innanzitutto la gravità della spedizione punitiva. Poi i cento grammi venduti in ospedale. E infine i ritrovamenti nelle perquisizioni delle abitazioni: 50 grammi di hashish e 26mila euro in contanti a casa di chi ha sparato, 105 grammi di cocaina lanciati dalla finestra dalla vittima quando ha visto arrivare i carabinieri.

Il commento degli investigatori

«L’episodio di Santerno ha rappresentato una preoccupante escalation nel giro dello spaccio locale – hanno sottolineato il procuratore capo Daniele Barberini e la sostituta procuratrice Lucrezia Ciriello –. Stiamo parlando di due persone che agiscono a volto scoperto in un bar per dare una lezione a una persona e a tutti gli altri con cui avevano affari. Non poteva restare impunito un atto di questa gravità». Allo stesso modo il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Andrea Lachi, ha evidenziato che non si gambizza un uomo per un debito di poca importanza, a conferma che la droga movimentata era in grandi quantità.

Controlli antidroga fuori dalle scuole: tre studenti multati per gli spinelli

Segnalati alla prefettura e sanzionati per violazione del regolamento del Comune di Ravenna

Spinello1

Operatori della Polizia Locale di Ravenna, ieri mattina (8 aprile), nel corso di servizi straordinari davanti ad alcuni istituti scolastici della città (in particolare, nell’area della stazione), hanno sorpreso tre studenti intenti a fumare spinelli contenenti cannabis (equivalenti, in totale, a circa 2,36 grammi).

Oltre alla segnalazione in prefettura, così come prevede la norma per l’uso e la detenzione di modiche quantità, nei confronti dei giovani si è proceduto alla contestazione del relativo verbale per violazione al Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Ravenna.

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