venerdì
15 Maggio 2026

«Non basta la scuola per educare alla affettività, servono altri spazi aggregativi»

La dirigente Stamboulis: «Il tema deve essere affrontato in aula con i ragazzi, ma non per farne una materia. Come posso dire a una persona che è insufficiente in emozioni?»

Polo Tecnico Professionale Di Lugo 1 (1)
Elettra Stamboulis, a sinistra, durante l’inaugurazione di nuovi spazi didattici al polo tecnico-professionale di Lugo

Da settimane l’opinione pubblica, dopo i recenti casi di femminicidio, si interroga sulla necessità di intervenire nell’educazione dei giovani apparentemente incapaci di prendere contatto con le proprie emozioni e di esprimerle in maniera assertiva e non violenta. Qual è il ruolo della scuola in tutto ciò? A chi va la responsabilità dell’educazione all’affettività? Di questo abbiamo discusso con Elettra Stamboulis, dirigente del Polo tecnico-professionale di Lugo.

Preside, cosa ne pensa dell’introduzione dell’educazione all’affettività nelle scuole superiori?
«Alcuni aspetti che toccano questo nucleo tematico esistono già all’interno dei documenti ministeriali e ciascun docente è libero di accoglierli: quando si parla di letteratura, ad esempio, si parla anche di sentimenti. Tuttavia, ci sono altri due lati della questione da considerare: il primo è che la scuola italiana si è sempre tenuta un po’ alla larga da questa area, pensando che l’educazione all’affettività e alle relazioni fosse un territorio di competenza della famiglia; il secondo è che declinare l’educazione alle emozioni in un curriculum non è facile. Con quali strumenti professionali gli insegnanti dovrebbero farlo? Una questione ulteriore è la necessità di stabilire più chiaramente all’interno dei curricula che questo tema non solo si può, ma si deve affrontare con i ragazzi. Tutto questo, però, non con la finalità di farne una materia a sé che possa essere oggetto di apprendimento e valutazione. Come posso dire a una persona che è insufficiente in emozioni?».

Non basterebbe un corso di psicologia?
«In generale, credo che le materie scolastiche non possano essere una risposta. Pensare che la scuola possa esaurire qualsiasi tema che concorre a tracciare la crescita di un umano è chiedere troppo, secondo me. Qualche anno fa, quando insegnavo letteratura, durante la lezione un ragazzo mi interruppe dicendo: «Basta! Io voglio sapere che cos’è l’amore». A quel punto decisi di fermarmi, gli chiesi di spiegarmi meglio e poi modificai il programma per venire incontro a questa richiesta, proponendo letture e pellicole a riguardo. La generazione precedente a quella odierna, d’altra parte, ha avuto un’educazione all’affettività e ai sentimenti anche attraverso i film e i libri, ma se un ragazzo di oggi ha visto solo action movies è difficile fare educazione all’affettività».

E in più gli adolescenti non leggono, secondo i dati riguardanti la diffusione della lettura…
«Sì, o comunque per loro la lettura dei sentimenti deve passare per forza attraverso Renzo e Lucia dei Promessi Sposi, che avevano un codice sociale, antropologico e storico molto diverso da quello che i ragazzi si trovano ad affrontare oggi».

Quale potrebbe essere la soluzione?
«La scuola da sola non basta. I giovani hanno bisogno di spazi di aggregazione che siano i loro e che siano liberi, meno eterodiretti dagli adulti, in cui poter crescere con più responsabilità. Ho visto con i miei occhi quanto sia stato importante per i miei alunni partecipare ai lavori post alluvione. Quando i giovani trovano uno spazio in cui dare senso al loro essere qui, allora avvertono un senso di pienezza. I ragazzi che fanno volontariato, che riescono a trovare spazi di aggregazione diversi oltre alla scuola, affrontano lì gli aspetti legati alla sfera dell’affettività. Il problema è che sono in pochi, anche perché gli spazi aggregativi oggi sono molto limitati. C’è molta solitudine, e da soli non si cresce».

La solitudine è dovuta anche all’uso incontrollato dei cellulari e dei social media?
«No, il motivo è un altro ed è specificamente italiano. Il motivo per cui abbiamo iniziato a discutere nuovamente del tema dell’educazione alle emozioni è stato un femminicidio. Il fatto che vi siano stati coinvolti ragazzi molto giovani ha colpito molto l’immaginario collettivo, ma non dobbiamo pensare che sia colpa della tecnologia, perché allora la situazione sarebbe la stessa anche negli altri Paesi. Qui invece i femminicidi aumentano, il Gender Gap Index è tra i più bassi in Europa, e anche il fatto che la prima donna presidente del Consiglio consideri svalutante il fatto di farsi appellare al femminile, dal punto di vista simbolico impatta moltissimo sull’autosvalutazione femminile italiana. Anche gli studi sociologici ci parlano di una “epoca delle passioni tristi”, che la narrazione di una generazione senza futuro contribuisce ad alimentare. In tutto ciò, l’educazione civica che si fa a scuola non è male, ma c’è ancora tanta strada da fare».

Qual è il problema di fondo?
«La scuola italiana è impostata in modo non montessoriano. Considerando che Montessori ha aperto le prime scuole all’inizio del Novecento, dobbiamo considerare la situazione odierna un dato di arretratezza culturale. Anche le neuroscienze ci hanno confermato che la logica trasmissiva interdisciplinare e basata sull’esperienza e sui laboratori funziona, ma ad oggi non viene messa in pratica. Per certi aspetti, siamo tornati indietro anziché migliorare. Il nostro problema non è fare nuovi documenti ministeriali, basterebbe leggere correttamente quelli che ci sono e capire che lì ci sono già tutti gli strumenti per agire, se si vuole. Però bisogna sentirne la necessità, e a volte ho l’impressione che non si percepisca questa urgenza da parte dei professori».

Un paio di settimane fa, durante un’assemblea degli studenti del suo istituto, è stata pronunciata una frase che ha suscitato delle polemiche per il suo contenuto. Ci spiega cosa è successo?
«I rappresentanti di istituto degli studenti hanno deciso di invitare degli ospiti per discutere della cultura hip hop. Alla fine di 4 ore di incontri e confronti c’è stato un contest di freestyle, nel corso del quale è stata pronunciata la frase incriminata “Tua madre è come una cozza perché si apre”».

Come ha reagito a quanto accaduto?
«Non ritengo di dover fare niente nei confronti dei rappresentanti di istituto. Quello era il loro spazio, la loro assemblea. In più, sono stati eletti dai loro compagni, che non sono stupidi e saranno capaci di giudicare con la loro testa. L’Assemblea di istituto è uno spazio di libertà democratico che esiste dal 1974 ed è normato. Io sono più turbata dal fatto che ci siano persone che si sono preoccupate di questo, perché significa che non riconoscono in questi ragazzi la possibilità di essere soggetti, anziché oggetti. Sono adolescenti, faranno certamente i loro errori… e comunque non sono stati loro a esprimere queste parole».

In ogni caso, l’educazione alla sessualità e alle relazioni non parte da qui…
«Certo che no. Piuttosto, quello che si stava facendo lì era educazione alla cittadinanza vera. Loro stavano agendo i loro diritti di cittadini e di rappresentanti democratici. Inoltre, hanno anche capito quali sono i rischi che questo comporta. Hanno capito cosa significa essere intervistati da un giornalista, essere accusati di qualcosa nel dibattito pubblico, essere giudicati… Hanno fatto un’esperienza completa ed educativa. Anche se i genitori venissero da me, ripeterei loro quanto detto, cioè che i ragazzi, nel loro spazio di democrazia, sono liberi di esprimersi e io non sono tenuta a censurare quello che dicono».

Rallenta la crescita, Confindustria rilancia il progetto “Città Romagna”

I dati del Centro Studi e il bilancio di fine anno del presidente Bozzi

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«In un periodo storico così difficile è ancora più alta la convinzione che sarà l’unione a fare la differenza. Nel 2024 sarà rilanciato con forza il progetto Città Romagna».

È il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Romagna, il ravennate Roberto Bozzi, nei giorni scorsi dalla sede di Technogym a Cesena nel tradizionale incontro con la stampa per il bilancio dell’anno. «Diventa sempre più necessario rafforzare il territorio sotto ogni punto di vista: infrastrutturale, idrogeologico, culturale e identitario, partendo da caposaldi prioritari come energia e ambiente, connessioni e infrastrutture, stile di vita, welfare, conoscenze e formazione».

Leggendo i dati, al di là dell’emergenza climatica vissuta dalla Romagna, il centro studi di Confindustria evidenzia un rallentamento a livello generale rispetto al 2022, quando il Pil era cresciuto del +3,7%: per il 2023 il Centro Studi nazionale prevede un incremento annuo del +0,7%. La crescita nel 2024 è stimata al +0,5%, mentre a marzo scorso era oltre il doppio, +1,2%. Il rallentamento, che riguarda il secondo semestre 2023, è dovuto all’effetto negativo dei tassi di interesse elevati sulle imprese e sulle famiglie, e a una dinamica negativa del commercio internazionale.

«La Romagna non è immune da questo scenario, su cui gravano gli effetti dell’alluvione. La tenuta è stata ottima, ma i danni non sono scomparsi: le imprese colpite hanno ripristinato in tempo record, ma questo non significa che le difficoltà siano state risolte o i problemi cancellati».

Il Ravenna fa festa al Benelli e allunga in testa alla classifica

Serie D. Battuto il fanalino di coda con gol anche del neo arrivato Diallo

Foto Di Filippo Venturi
Foto di Filippo Venturi

Dopo tre 0-0 consecutivi, il Ravenna Fc batte 4-0 il fanalino di coda Borgo San Donnino e allunga in testa alla classifica del girone D del campionato di calcio di serie D, in attesa della partite di San Marino e Lentigione, sue più dirette inseguitrici.

Festa totale al Benelli per l’ultima partita casalinga del 2023 dei giallorossi, con il gol anche del neoacquisto Diallo (le altre marcature portano la firma di Tirelli, doppietta, e Sabbatani), in attesa del derby di alta classifica di Imola, in programma nel pomeriggio di mercoledì 20 dicembre, prima della pausa natalizia, e che potrebbe incoronare il Ravenna “campione d’inverno” al termine del girone d’andata.

Due nuove assessore e rimpasto in giunta a Faenza. A Italia Viva il Bilancio

Dopo Barzaglia, si è dimessa anche Rosetti, che lascia spazio alla “collega” di partito Camorani. Ritorna Sangiorgi

Camorani Isola Sangiorgi
Il sindaco con le due nuove assessore, Camorani (a sinistra) e Sangiorgi

Il sindaco Massimo Isola ha presentato le nuove designazioni che riguardano la giunta comunale di Faenza.

Il riassetto prevede la nomina di due assessore in sostituzione delle dimissionarie Milena Barzaglia (Pd) e – novità – la renziana Federica Rosetti e la riassegnazione di alcune deleghe agli attuali amministratori.

«In accordo con il sindaco e con Italia Viva ho deciso di fare un passo indietro rispetto al mio incarico di assessore al turismo nella Giunta comunale di Faenza – sono le parole di Rosetti, ormai ex assessora al Turismo -. Sono consapevole di come l’alluvione, insieme alle dimissioni dell’assessora Barzaglia per motivi personali, abbiano determinato la necessità di una modifica degli assetti all’interno della giunta comunale che prevede sia l’introduzione di nuove competenze relative alle deleghe del Bilancio concesse a Italia Viva, sia una ripartizione diversa delle responsabilità dei singoli assessori e dei partiti che compongono l’attuale maggioranza. Per questo motivo lascio la giunta con serenità, perché Italia Viva ottiene una delega più importante e di prestigio e sapendo che le scelte sono state concordate nel solo interesse di consolidare la capacità dell’azione amministrativa dei prossimi anni per affrontare le sfide che Faenza avrà davanti. Ringrazio in ogni caso il sindaco Massimo Isola, il capogruppo Alessio Grillini e Italia Viva per l’opportunità che mi è stata data, un’esperienza per me totalmente nuova a cui ho dedicata tutta me stessa. Nel panorama turistico romagnolo Faenza deve continuare ad essere ambiziosa giocando al meglio le proprie peculiarità territoriali e culturali uniche. Lascio una serie di progetti a cui stavo lavorando da tempo che spero potranno essere portati a termine. Il mio impegno attivo a favore della comunità proseguirà all’interno di Italia Viva in qualità di dirigente a livello provinciale».

Nuova assessora al Bilancio e al Patrimonio sarà quindi Denise Camorani di Italia Viva, con esperienza in consulenza, contabilità, formazione e progettazione del terzo settore mentre le deleghe al Turismo e alle Parità di genere andranno a Simona Sangiorgi (Pd), docente e ricercatrice universitaria, già facente parte della precedente giunta guidata dal Sindaco Malpezzi.

«Con questi due innesti – dichiara il sindaco Massimo Isola – rafforziamo la compagine amministrativa di giunta. Denise e Simona sono persone di esperienza, conosciute e molto stimate. Le ringrazio di cuore per avere accettato questa sfida in un momento delicato per Faenza. Le alluvioni di maggio con la prima fase di emergenza e ora di ricostruzione rappresentano uno spartiacque, con un prima e un dopo. L’amministrazione comunale ha fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per affrontare la prima fase ma ora si apre uno scenario nuovo nel quale, oltre a continuare ad essere vicini ai cittadini alluvionati, alle imprese e ricostruire quanto acqua e fango hanno distrutto, occorre ripartire a progettare il futuro della città ad iniziare dai numerosi interventi del Pnrr già previsti. Per farlo avevamo bisogno di consolidare la macchina amministrativa sia in termini di competenze che di nuove energie. I criteri che hanno guidato le scelte di riassetto della Giunta sono orientati in questa direzione. Infine – conclude il sindaco – dopo aver già ringraziato Milena Barzaglia al momento delle sue dimissioni, mi preme farlo anche nei confronti di Federica Rosetti per i suoi quasi due anni a servizio della città. È entrata a far parte della squadra in punta di piedi con molta umiltà e ha impostato diverse progettualità in ambito turistico molto utili per il futuro».

La nuova riorganizzazione della Giunta prevede inoltre l’assegnazione al vicesindaco Andrea Fabbri della delega ai Lavori pubblici, all’assessore Luca Ortolani quella a Viabilità, trasporti e mobilità sostenibile, all’assessore Massimo Bosi la delega al Personale, mentre l’assessore Davide Agresti si occuperà anche di E-government e servizi informativi.

Questo il nuovo prospetto delle materie assegnate a ciascun assessorato.

Sindaco Massimo Isola: sanità, cultura, ceramica, Palio, partecipazione, affari istituzionali e legali, demografia, elettorale e stato civile.

Vicesindaco Andrea Fabbri: centro storico, sviluppo economico e attività produttive, lavori pubblici, progetti strategici, green economy, società partecipate

Assessore Davide Agresti: politiche sociali e contrasto alle disuguaglianze, politiche abitative, famiglia, Europa, gemellaggi, giovani, e-government e servizi informativi

Assessore Luca Ortolani: urbanistica, edilizia pubblica-privata ambiente, rigenerazione urbana, politiche energetiche, viabilità, trasporti e mobilità sostenibile

Assessora Martina Laghi: servizi educativi, istruzione-formazione-università, sport e impiantistica sportiva

Assessora Denise Camorani: bilancio, tributi, patrimonio e demanio

Assessora Simona Sangiorgi: turismo, marketing territoriale, politiche di genere

Assessore Massimo Bosi: legalità e sicurezza, polizia municipale, protezione civile, trasparenza, parchi e spazi verdi, diritti degli animali, personale

Medico di 56 anni agli arresti domiciliari dopo aver rotto il naso all’ex compagna

Accusato di stalking e lesioni aggravate. In passato la donna lo aveva già querelato per maltrattamenti

StalkingUn 56enne medico di Faenza è finito agli arresti domiciliari per stalking e lesioni aggravate nei confronti della ex compagna a cui il 20 novembre scorso, con un colpo sferrato con una borsa piena di libri, era giunto a fratturare il naso.

Il provvedimento, come riportato dai due quotidiani locali, è scattato in esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Ravenna sulla base delle indagini della polizia coordinate dal Pm Marilù Gattelli.

Secondo quanto riferito dalla donna davanti alla squadra Mobile ravennate, la relazione era andata avanti per circa cinque anni. Al termine, lui era sempre ossessionato dal pensiero di sapere cosa facesse e chi frequentasse lei tanto da arrivare a chiedere informazioni anche ai figli. In passato la donna lo aveva già querelato per maltrattamenti, accettando a suo dire la richiesta dell’uomo di non costituirsi parte civile. Sul punto, la difesa al termine dell’interrogatorio di garanzia di ieri mattina davanti al Gip, ha depositato la sentenza di assoluzione definitiva.

In quanto al 56enne, ha negato ogni forma di stalking precisando di non avere più alcun contatto con la ex se non per la consegna dei figli. E ha ridimensionato l’episodio del colpo con la borsa piena sostenendo di averla lanciata sulle ginocchia della ex, la quale si trovava in auto. Alla luce di ciò, la difesa ha chiesto la revoca della misura o una sua attenuazione. Il giudice si è riservato. (Ansa.it)

La “pericolosa” moda di regalare cuccioli per Natale: «Bisogna essere consapevoli»

I consigli utili del veterinario della clinica di Russi, Matteo Galliani

Dog Christmas Xmas BulldogMancano ormai pochi giorni al Natale e tutti si aspettano un bel regalo. Molto spesso, soprattutto i più piccoli – dotati di una fantasia inesauribile – vorrebbero un bel cucciolo. E così sono tanti i genitori o i nonni che assecondano questo sogno, pensando di fare il regalo più bello del mondo. Rischiando invece di fare un danno perché quella che si vede come una bellissima sorpresa di Natale – sia esso un gattino, un cagnolino o anche un animaletto apparentemente meno impegnativo – è in realtà un obbligo di aderire a un impegno che durerà anni e anni. E non si può poi fare come accade a volte coi giocattoli che vengono messi in un angolo o persino buttati via. Fa pensare il fatto che, secondo alcune statistiche, circa il 40 per cento di cani e gatti regalati a Natale sia destinato a diventare un randagio entro l’estate successiva.

Questo ovviamente non vuol dire che sia sbagliato regalare un cucciolo, ma lo è senza le dovute precauzioni, e quindi se fatto come un gesto superficiale, frutto di un capriccio o spinti dall’impulso di fare un regalo originale senza aver prima valutato tutte le possibili conseguenze. «L’esperienza di vita con un animale – afferma il medico veterinario Matteo Galliani della Clinica Veterinaria di Russi – deve essere consapevole, per le responsabilità che comporta. Molto spesso è difficile resistere ai desideri dei bambini. Io stesso che sono un papà di due bambini, mi rendo conto che se fosse per i miei figli ci sono giornate in cui dovrei tornare a casa con venti animali. Ma questo non può accadere, perché poi non sarebbe possibile inserirli bene nell’ambiente domestico e nella vita frenetica di tutti i giorni».

Regalare un animale a una persona che non si sa quanto possa essere pronta ad accoglierlo, alla fine è dunque una cosa che si ritorce contro tutti: contro l’animale che non verrebbe trattato nel migliore dei modi, contro la persona che vivrebbe il tutto come un peso. Ma, alla fine, con le rinunce di proprietà a rimetterci sarà soprattutto l’animale che finirà al canile. «Se proprio volete regalare un animale – spiega Galliani -, accompagnate la persona stessa a sceglierselo. Secondo le statistiche infatti il 100 per cento di chi vuole davvero un animale, lo va a prendere, lo porta a casa e poi lo tratta bene. Il primo requisito dunque è la consapevolezza di diventare proprietari. In secondo luogo, è necessario conoscere bene l’animale con cui si desidera convivere per non avere brutte sorprese. Ci sono infatti precise esigenze di spazio, di abitudini e anche di trattamenti sanitari di cui tener conto. Per avere tutte le informazioni del caso, è bene chiedere ai medici veterinari o a tutti i vari tecnici ed educatori competenti che potranno anche consigliare il tipo di razza o se preferire un maschio o una femmina».

Un’altra questione per Galliani riguarda poi la scelta fra un animale di razza o meno. Così come è comprensibile il desiderio di un cucciolo di razza, lo è altrettanto il pensiero di rivolgersi a un cane curato e custodito in un canile – che non è per forza di serie B – a cui dare una seconda chance. In denitiva, l’etica allevatoriale da una parte, un modo di lottare contro il randagismo dall’altra.

Può essere meno impegnativo prendere altri animaletti domestici che non siano cani e gatti? «Non proprio, anzi – precisa il medico veterinario -. Conigli, furetti, tartarughe, criceti, pesci, hanno spesso esigenze alimentari o abitudini di vita così particolari da non essere così facilmente rispettate e le cui conseguenze possono essere pericolose per gli animali e gli esseri umani stessi». Una valida alternativa, per testare la propensione a diventare proprietario di un animale? «L’adozione a distanza che favorisce un percorso di avvicinamento all’animale, con visite periodiche e regolari. Ci sono tante associazioni che si occupano di questo tipo di servizio».

La storia dell’Europa nei ricordi dei giovani che l’hanno attraversata

Al Rasi il 21 dicembre lo spettacolo ideato e diretto da Alessandro Argnani

Camilla Berardi

Giovedì 21 dicembre, alle 21, al teatro Rasi di Ravenna, va in scena lo spettacolo L’Europa non cade dal cielo. Cronistoria sentimentale di un sogno, di un’idea, di un progetto.

Dopo l’esordio dell’11 dicembre e le repliche in matinée rivolte in particolare a scuole medie, superiori e studenti universitari, lo spettacolo sarà quindi rappresentato anche nell’orario serale per consentire ad un pubblico sempre più ampio di potervi assistere.

L’evento, a firma Ravenna Teatro, è realizzato nell’ambito del progetto EuRoPe LIVE e promosso dal Centro Europe Direct della Romagna del Comune di Ravenna.

Ideato e diretto da Alessandro Argnani, si tratta di un racconto a due voci che ha come nucleo centrale l’Unione europea, a partire dalla sua nascita fino ai giorni nostri.

Due giovani attori ravennati, Camilla Berardi e Massimo Giordani, percorrono la storia d’Europa, attraverso una narrazione corredata da immagini e accompagnata da una playlist musicale legata ai periodi storici raccontati, in un intreccio che mette in luce l’immaginario e gli ascolti delle giovani generazioni nei diversi momenti della vita dell’Unione europea.

«Cos’è l’Europa, e cosa è stata, per generazioni di giovani che l’hanno attraversata e vissuta? – si chiede Laura Orlandini, autrice del testo -. Abbiamo voluto provare a raccontare l’integrazione europea attraverso le vite delle persone: un decennio alla volta, un percorso di avvicinamento e di contraddizioni, di culture condivise e di conflitti, di grandi trasformazioni economiche e sociali. Cercando di raccontarne anche le spaccature, i nodi dolenti, e quelle reti di scambio formate dalle persone in movimento, dalle idee in circolo, dalle necessità della vita e dai sogni di cambiamento. Partendo dalle origini, nella spinta ideale sorta tra le macerie della guerra, fino all’oggi carico di interrogativi. Tutto osservato attraverso gli occhi di due ventenni, simbolo della generazione che sempre è protagonista più viva della storia».

La rappresentazione (durata di 55 minuti – atto unico) è accompagnata da un momento di dialogo tra il pubblico, il regista, gli attori, il team del progetto EUphoria (coordinato dalla cooperativa LibrAzione, anch’esso in collaborazione con Regione Emilia-Romagna e Centro Europe Direct).

La proposta, unica nel suo genere, è il frutto della collaborazione con l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, l’Unione della Romagna faentina, i Comuni di Bagnacavallo, Cervia, Russi e Faenza, volontarie e volontari della campagna MoreIn24 del Parlamento europeo, del Servizio Civile Universale e di svariate associazioni.

Lo spettacolo si sta svolgendo in forma itinerante e, a conclusione, sarà stato rappresentato in cinque comuni e teatri della provincia tra cui, oltre a Ravenna, Cervia, Russi, Bagnacavallo e Faenza.

Altre date: il 20 dicembre, alle 10, al teatro Goldoni di Bagnacavallo; il 23 dicembre alle 10.45 al teatro Masini di Faenza.

Per info. e prenotazioni: 333.760 5760 e volontari@ravennateatro.com.

L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna assume due nuovi agenti della polizia locale

Per partecipare al bando basta maturità e patente. Domande entro l’8 gennaio

4L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha indetto un bando per l’assunzione di due nuovi agenti di Polizia locale.

Le principali attività del ruolo riguardano – si legge in una nota – “azioni di vigilanza e controllo del territorio, attività di pattuglia, compilazione e redazione di atti negli ambiti di infortunistica stradale, polizia giudiziaria, edilizia e commerciale; inoltre, attività relative al procedimento sanzionatorio e progetti per la sicurezza urbana”.

Per candidarsi è necessario essere in possesso del diploma di maturità e della patente di categoria B (autoveicoli) e non aver riportato condanne penali.

Gli esami prevedono una prova scritta, una prova orale e una prova di efficienza fisica (corsa) su un percorso di mille metri.

Per partecipare è necessario inviare la propria candidatura sul portale www.inpa.gov.it accedendo con Spid o Cie entro le 9.30 di lunedì 8 gennaio.

Due spari nella notte a Santerno. Ferito un uomo al braccio e alla gamba

Indagini dei carabinieri. La vittima non è grave. Dubbi sul tipo di arma utilizzata

Carabinieri Notturna

Violenta lite nella notte tra venerdì e sabato a Santerno. Ad avere la peggio un uomo di una cinquantina d’anni – di origini straniere, residente in zona – finito in ospedale con ferite presumibilmente da arma da fuoco al gomito e al ginocchio.

Ancora non è chiaro se sia stata utilizzata un’arma vera e propria o una replica per il softair. Almeno due, comunque, i colpi partiti.

L’aggressore è riuscito ad allontanarsi facendo perdere le proprie tracce. Ancora non sono chiari i motivi che lo hanno portato a sparare.

Sul posto i carabinieri, alla ricerca di elementi utili per l’indagine, in attesa in primis di raccogliere la testimonianza completa dell’uomo ferito, che non risulta essere in gravi condizioni.

L’episodio è avvenuto dopo le 23 in strada, nei pressi della farmacia del paese e di un bar in zona.

Chiude Maisons Du Monde all’Esp: tutti in coda per la liquidazione totale

Il celebre marchio di negozi di mobili e arredi resterà solo a Faenza

Maisons Du Monde Ravenna Chiusura

File lunghe decine di metri alle casse, ieri pomeriggio, e oggi (16 dicembre) gente fuori ancor prima delle 9 ad aspettare l’apertura. È quanto sta accadendo al punto vendita Maisons Du Monde – celebre catena di negozi di mobili e arredi – al centro commerciale Esp di Ravenna.

La notizia, infatti, è che ne è stata annunciata la chiusura e di conseguenza anche una liquidazione totale dal 15 dicembre al 27 gennaio, giorno in cui si abbasseranno per sempre le serrande del negozio di Ravenna, dove evidentemente il marchio non riscuoteva il solito successo.

Resterà aperto, in provincia, solo il negozio Maisons Du Monde del centro commerciale Le Maioliche di Faenza.

Un mosaico delle allieve del liceo artistico per il Presidente della Repubblica

Raffigura lo stendardo presidenziale. Il 21 dicembre la consegna ufficiale

Mosaico Presidente Repubblica Liceo Artistico RavennaDa un accordo consolidato l’estate scorsa con il dirigente scolastico Gianluca Dradi – oggi a Roma con un incarico al ministero dell’Istruzione – è nato un progetto del liceo artistico di Ravenna per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ieri, 15 dicembre, è stato infatti consegnato al tenente colonnello Domenico Veliani dell’Ufficio Cerimoniale del Presidente, un mosaico raffigurante lo stendardo presidenziale. Il lavoro è stato realizzato nel laboratorio di mosaico della professoressa Elena Pagani dalle allieve della classe 5 D/E “Arti Figurative Mosaico”: Blessing Aimuanmwosa Oghogho, Melania Mondino, Gaia Pescosolido, Alice Zauli, con l’assistenza tecnica di Silvia Facchini e Paola Nappini.

La consegna ufficiale, alla quale parteciperanno, in delegazione, le artiste coinvolte, insieme allo stesso Dradi e all’attuale dirigente scolastico del liceo ravennate, Paolo Taroni, è prevista per giovedì 21 dicembre all’areoporto “Francesco Baracca” di Centocelle a Roma.

La Camera di Commercio stanzia 25 milioni per i prossimi 5 anni: «Largo ai giovani»

Cinque le priorità dell’ente, dalle infrastruttura alla sostenibilità

Foto Guberti Fronte CCIAA
Giorgio Guberti

«Sarà un mandato con lo sguardo rivolto ai giovani. Nel pieno di una grande trasformazione, i giovani intravedono possibilità inesplorate e quando è data loro l’occasione di concretizzare una visione, di investire le loro migliori energie, di partire dalla scienza e dalla tecnologia per intercettare e soddisfare i bisogni emergenti, aprono un’impresa e generano sviluppo».

Con queste parole Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, ha delineato il nuovo Piano strategico approvato all’unanimità, la scorsa settimana, dal Consiglio camerale al cui interno siedono i massimi rappresentanti del mondo dell’impresa, del lavoro, delle professioni e del consumo. 25 milioni di euro, nei prossimi 5 anni, le risorse stanziate dalla Camera di commercio e cinque le priorità: Pubblica amministrazione semplice e digitale; Ecosistema sostenibile; Imprese solide, innovative e internazionali; Infrastrutture; Giovani, agenti di sviluppo economico.

Messa in sicurezza della Superstrada Ferrara-Mare, della Strada Statale 3bis ‘Tiberina’ (E45), nel tratto romagnolo di 88 chilometri che collega in direzione nord-sud la provincia di Ravenna alla provincia di Forlì-Cesena, e della Strada Statale 309 Romea; attivazione della Zona Logistica Semplificata; sostegno alla doppia transizione, digitale ed ecologica; nascita e sviluppo di nuove imprese; formazione e lavoro; valorizzazione del turismo e del patrimonio culturale; certificazione per la parità di genere, contrasto alla burocrazia e all’illegalità, sostegno all’occupazione e alle imprese femminili e giovanili.

Queste le principali azioni di intervento messe a punto dalla Camera di commercio: misure, quelle della massima istituzione economica del territorio, che guardano tutte alla crescita e allo sviluppo.

Scorrendo nel dettaglio il Piano degli interventi, particolare evidenza assumono poi i progetti e i contributi alle imprese per nuove assunzioni, i progetti di sviluppo dell’internazionalizzazione e dell’export digitale, l’inserimento a tempo di esperti di energia, la creazione di reti e la diffusione delle tecnologie Impresa 4.0. Implementate, infine, le attività per la promozione della sostenibilità ambientale e sociale, la vigilanza sui mercati e sui prodotti a tutela dei consumatori e quelle relative alla composizione negoziata delle crisi d’impresa.

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