sabato
16 Maggio 2026

L’Ue boccia la mappatura delle spiagge, due mesi per le aste oppure rischio sanzioni

La Commissione europea con la direttiva Bolkestein del 2006 vuole concessioni a gara con durata limitata e senza rinnovi automatici, il governo ha prorogato a dicembre 2024 le scadenze e sostiene che non servano bandi perché il bene “spiagge” non è scarso. Bruxelles contesta la misurazione delle coste

4L’Unione europea il 16 novembre 2023 ha inviato al governo italiano una lettera con il parere motivato per la procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per la mancata attuazione della direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari (qui uno spiegone completo di tutta la vicenda). La comunicazione della Commissione Ue è il secondo passo nell’iter di infrazione. Ora l’Italia ha due mesi di tempo per rispondere alle istanze europee. In caso contrario, Bruxelles potrebbe passare al deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea che dovrà pronunciarsi con il rischio di sanzioni economiche per l’Italia.

Secondo la direttiva Bolkestein del 2006 le concessioni demaniali marittime devono essere messe a gara, rilasciate per una durata limitata e non possono prevedere un rinnovo automatico. Nel 2020 si è aperta la procedura di infrazione contro il governo di Roma. L’ultimo intervento del governo in materia è stato il decreto Milleproroghe, che aveva portato al 31 dicembre 2024 la validità delle concessioni assegnate senza gara, allungando di un anno la scadenza decisa dall’esecutivo Draghi.

Lo scorso 24 febbraio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato il decreto esprimendo riserve su possibili profili di incompatibilità con il diritto europeo e con decisioni giurisdizionali definitive: «Sono indispensabili, a breve, ulteriori iniziative di governo e Parlamento».

Il governo Meloni sostiene che la direttiva Ue del 2006 sulla liberalizzazione dei servizi e delle concessioni balneari non vada applicata alle spiagge italiane in quanto il bene “spiagge” non è scarso: da una mappatura delle coste risulterebbe che il 67 percento è privo di strutture. I calcoli del governo non convincono Bruxelles perché escluderebbero aree di minore accessibilità per condizioni naturali, come quelle rocciose, e altre aree, come quelle militari, che potenzialmente potrebbero ospitare strutture turistico-ricettive.

«La bocciatura della Ue al tentativo del governo di prorogare le concessioni balneari ha fatto perdere all’Italia un anno di tempo – ha commentato l’assessore regionale a Turismo e Commercio, Andrea Corsini –. Dodici mesi di promesse elettorali nocive in cui invece ci si sarebbe dovuti mettere al lavoro per presentare una proposta di buon senso. Un documento che la Regione Emilia-Romagna aveva elaborato più di un anno fa e che aveva trovato d’accordo tutte le Regioni. Con il risultato che ora, entro due mesi, si dovrà applicare la Bolkestein per non incorrere in sanzioni che sarebbero pagate da tutti i cittadini, oltre alla pioggia di ricorsi che arriveranno».

La proposta dell’Emilia-Romagna punta sul giusto riconoscimento del valore aziendale dell’impresa, degli investimenti realizzati e della professionalità degli operatori che hanno gestito finora il bene demaniale. Elementi che dovranno essere considerati tra i criteri di valutazione dei nuovi bandi di gara, insieme agli standard qualitativi dei servizi e alla sostenibilità sociale e ambientale del piano degli investimenti. Con l’esclusione del rialzo del canone demaniale che non dovrà essere oggetto di gara ma rimanere predeterminato per legge dallo Stato.

Inoltre, si ritiene necessario che Regioni e Comuni possano concorrere nella definizione dei criteri dei bandi di gara con l’obiettivo di valorizzare il paesaggio e gli elementi identitari della fascia costiera attraverso la qualificazione dell’offerta turistico-balneare, tenendo conto delle peculiarità dei diversi territori.

Altri elementi dovranno riguardare la valutazione circa il numero massimo di concessioni da rilasciare a ogni operatore economico, in modo da garantire l’adeguata pluralità e differenziazione dell’offerta nell’ambito territoriale di riferimento, e la determinazione di limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, anche per assicurare un congruo periodo al rientro degli investimenti.

«In Emilia-Romagna- conclude Corsini- c’è in ballo il futuro di oltre 1.500 imprese, principalmente a conduzione familiare, che rappresentano un patrimonio fondamentale di esperienza e non solo per la nostra regione. Continuare a procrastinare, oltre a essere penalizzante per il Paese, è una decisione che rischia di avere conseguenze economiche e sociali gravissime».

I mosaici di Ravenna sulla copertina della guida Lonely Planet per l’Emilia-Romagna

Un dettaglio della volta del mausoleo di Galla Placidia a Ravenna è stato scelto come copertina per la nuova edizione della guida turistica Lonely Planet dedicata all’Emilia-Romagna

399167591 815062797295694 9180758162142445680 NLa nuova edizione della guida turistica Lonely Planet per l’Emilia-Romagna, in libreria dal 17 novembre, dedica la copertina a Ravenna. L’immagine scelta è infatti un particolare della volta a mosaico del mausoleo di Galla Placidia. «Una delle mie copertine preferite delle guide», ha detto Tom Hall, vicepresidente di Lonely Planet.

Nel 2021 Ravenna era stata inserita da Lonely Planet nella classifica delle migliori destinazioni di viaggio, Best in Travel categoria sostenibilità, per “Le vie di Dante”. «La scelta ha determinato un cambiamento nella percezione della destinazione all’estero. Ravenna è una destinazione unica», ha detto Hall, esperto di editoria di viaggio e ospite a Ravenna per Open Turismo lo scorso 9 novembre.

In città per la seconda volta, Tom Hall ha commentato i dati appena presentati dall’ufficio Statistica della Regione Emilia-Romagna, che nel periodo gennaio-settembre hanno visto aumentare le presenze in tutto il territorio del comune di Ravenna del 3 per cento e nella città d’arte del 12 rispetto ai primi nove mesi dell’anno scorso, ricordando proprio la nomina di Ravenna in Best in Travel, nel dicembre 2020 per l’anno 2021. «Le circostanze e le ragioni per cui Lonely Planet ha inserito Ravenna nella lista del 2020 sono molto rilevanti ancora oggi nel 2023 e lo saranno nel 2024 ed oltre».

Tra le novità della guida i focus sulle eccellenze locali: per Ravenna sono stati segnalati da Lonely Planet Luca Barberini, mosaicista, che ha avuto la capacità di trasferire la tradizione del mosaico in un contesto contemporaneo, e le nuove opere di street art della Darsena di città.

Tom Hall ha proposto anche un’analisi attenta sul tema del cosiddetto overtourism, o sovraffollamento turistico, che alcune destinazioni vivono e che di contro per Ravenna può rappresentare un’opportunità: «È una delle sfide che tutte le destinazioni mondiali, Italia compresa stanno affrontando. Ravenna, su questo punto, si trova in una posizione molto affascinante, ovvero può essere una destinazione alternativa quando parliamo di visitatori internazionali. Ravenna può diventare una reale alternativa ad altre destinazioni in Italia che sembrano avere immensi e non sostenibili flussi di visitatori. Ad esempio, il Tour de France passerà da qui e punterà i riflettori sull’intera regione, il libro di Judith Herrin, che è stato un best-seller nel Regno Unito ed in altri paesi, ha giocato un ruolo molto significativo nel diffondere la consapevolezza della storia di Ravenna oltre il classico».

Non ultimo il commento sul cibo: «Oggi la gastronomia è il primo elemento motivazionale che vediamo per il viaggio; e Ravenna ha una tradizione culinaria di tutto rispetto».

Il vicepresidente di Lonely Planet ha concluso con alcune riflessioni personali: «Come ho già detto, questa è la mia seconda visita in città ed entrambe le volte ho avuto la stessa sensazione; la definirei “nostalgia dell’oriente”, un desiderio di fare esperienza di qualcosa che è molto lontano. Posso dire di avere provato questa emozione molto più qui che in altre destinazioni, come Roma o Istanbul. Mi viene chiesto spesso di andare a parlare in molti posti nel mondo, ma sono qui perché penso onestamente che Ravenna sia una destinazione unica».

Hall collabora con molti case editrici di viaggio tra cui Epic Rides e Amazing Train Journeys ed è l’autore dei migliori consigli di viaggio di Lonely Planet. Contribuisce mensilmente alla rubrica di viaggio sulla rivista Bbc History. Collabora anche con una serie di altre riviste e giornali nel Regno Unito, Irlanda ed Europa. Per molti anni è stato l’autore della rubrica settimanale Ask Tom sia sul quotidiano Observer che sulla sezione viaggi online del Guardian.

I Radicali tra energia, armi e Putin. Ne discute a Ravenna anche Pizzarotti

Igor BoniSabato 18 novembre alle 11 alla sala B di via Landoni 2, a Ravenna, il presidente dei Radicali Italiani, Igor Boni, presenta il suo libro “L’Italia e l’Europa alla canna del gas. Energia, armi, propaganda. Il ricatto di Putin e le risposte dei Radicali“.

A parlare del tema – ben esplicitato nel sottotitolo – ci saranno anche tra gli altri l’ex sindaco di Parma Federico Pizzarotti (presidente +Europa) e il sindaco Michele de Pascale.

Code e disagi in ospedale per lo sciopero: appuntamenti rinviati di un mese

Testimonianze da Faenza, con i prenotati costretti a ripresentarsi in un’altra occasione

Ospedale Faenza Sciopero

Lunghe code e disagi a Faenza, nella palazzina 13 dell’ospedale, dove ha sede il Cup e si effettuano anche i prelievi degli esami di laboratorio. Il motivo risiede naturalmente nello sciopero di Cgil e Uil contro la manovra finanziaria del Governo e in particolare nell’adesione del personale del laboratorio di Pievesestina, dove confluiscono i campioni prelevati dagli ospedali romagnoli.

All’ingresso un’addetta ha dovuto spiegare alle decine di persone prenotate i motivi dell’impossibilità a effettuare i prelievi oggi (17 novembre), indirizzando tutti agli sportelli per differire gli appuntamenti di esami particolari o a ripresentarsi domani, quando si aspetta un’altra giornata calda sul fronte degli afflussi.

Diversi utenti, ai quali erano stati prescritti esami particolari, si sono visti slittare gli appuntamenti, nella stessa sede, di circa un mese.

Bassa Romagna, la tassa rifiuti aumenta fino al 7 percento: «Ma non per l’alluvione»

I sindaci dei nove comuni dell’Unione fanno chiarezza dopo le lettere dei cittadini che stanno ricevendo i bollettini Tari: «Aumenti derivanti da una modifica del calcolo della tariffa avviata nel 2020. Abbiamo chiesto al Governo di esentare il pagamento 2023 per gli alluvionati»

Rifiuti Differenziata PlasticaLa tassa sui rifiuti (nota con la sigla Tari) nei nove comuni della Bassa Romagna è aumentata per l’anno in corso con una forbice che si attesta tra il 4 e il 7 percento. L’Unione dei Comuni fa sapere che sono aumenti generalizzati a livello provinciale: «Sono trasversali per tutti i Comuni e sono stati definiti ad aprile per l’anno in corso, dunque senza nessuna correlazione con l’alluvione. In nessun caso è stato tenuto conto delle spese che il gestore ha sostenuto per l’alluvione dello scorso maggio». La precisione delle istituzioni arriva dopo alcune lettere di cittadini e a articoli pubblicati dalla stampa locale.

«Gli aumenti sono contenuti entro i limiti già definiti e condivisi, derivanti da una modifica del calcolo della tariffa avviata nel 2020 – chiariscono i sindaci dell’Unione della Bassa Romagna -. Esiste un’Autorità nazionale per la regolazione dell’energia, reti e ambiente (Arera) che determina il piano economico finanziario del ciclo dei rifiuti, tenendo conto di costi variabili (come la quantità di rifiuti prodotti e smaltiti) e fissi (come per esempio la pulizia delle strade); entrambe le voci sono aumentate secondo paramenti determinati dalla legge e per le modifiche effettuate ai servizi. Il potere discrezionale nella determinazione delle tariffe Tari da parte di Comuni è pertanto nullo».

Le rate per il 2023 sono due invece di tre, come negli anni passati e come stabilito a seguito della sospensione di tutte le bollette disposta per l’emergenza; «anche per questo motivo l’importo dovuto può sembrare più alto se confrontato con una singola rata degli anni precedenti».

Già lo scorso settembre, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, alla struttura commissariale e al presidente Atersir (ente territorialmente competente in Emilia Romagna), gli amministratori locali della provincia di Ravenna hanno segnalato la forte criticità connessa alle agevolazioni tariffarie da disporre per gli utenti del servizio idrico integrato e rifiuti e per richiedere un provvedimento urgente.

«Abbiamo chiesto al Governo di esentare integralmente dal pagamento della tassa rifiuti per il 2023 i cittadini e le imprese colpiti dall’alluvione e dagli eventi calamitosi di luglio – proseguono i sindaci -, sollecitazione effettuata anche per le utenze luce, acqua e gas. Auspichiamo e sollecitiamo, anche tramite l’Autorità, una risposta concreta in tempi utili per la scadenza perentoria della seconda rata, prevista a dicembre. Nella delicata situazione finanziaria che anche i Comuni stanno vivendo non ci sono, infatti, altre possibilità se non un intervento della struttura commissariale».

I sindaci ricordano che in Bassa Romagna è stato scelto di destinare le donazioni ricevute attraverso la raccolta fondi dell’Unione a oltre 1.300 famiglie del territorio, per un totale di oltre 600mila euro (oltre i 150mila destinati al bando imprese della Camera di commercio), che hanno ricevuto subito un contributo per sostenere le spese di ripristino. «Restiamo convinti di questa scelta e ne rivendichiamo il valore per la nostra comunità, e cogliamo l’occasione per ringraziare gli assistenti sociali per lo straordinario lavoro di supporto che hanno affrontato e stanno tutt’ora affrontando».

Si dimenticano il bidoncino della differenziata fuori casa: multa da 118 euro

Lo sfogo di una famiglia ravennate: «Almeno avrebbero potuto lasciarci prima un avviso…»

Organico
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Una multa da 118 euro per aver dimenticato fuori casa il bidoncino dell’umido. A riceverla, una famiglia del quartiere Nullo Baldini, a Ravenna.

Lo racconta con ulteriori dettagli il cittadino multato al Corriere Romagna, in edicola oggi, 17 novembre. Che non farà ricorso, dice, senza però riuscire a trattenere il rammarico, sottolineando come il bidone non fosse certo d’intralcio alla circolazione. «Avremmo auspicato almeno un avviso, prima della multa» – dice ancora al Corriere il ravennate, che spera di aver messo così almeno in guardia altri concittadini.

Un libro per aiutare le biblioteche: esce la raccolta di racconti “Riemersi”

In libreria (e in allegato al Corriere della Sera) dal 17 novembre. Con diversi autori, a cura dallo scrittore ravennate Cavezzali: «Hanno aderito tutti con grande entusiasmo»

Cavezzali Presentazione Riemersi
Cavezzali e Camporesi, con il sindaco Michele de Pascale, alla presentazione della Classense

Esce oggi (17 novembre) per l’editore Solferino in libreria – e in edicola con il Corriere della Sera – un volume di racconti dal titolo Riemersi, Romagna 2023 storie per un’alluvione (240 pagine, 15,50 euro) che unisce alcune tra le più importanti e interessanti penne nostrane per la curatela di Matteo Cavezzali, scrittore ravennate, organizzatore di festival letterari e sperimentatore di linguaggi narrativi (a Cesenatico si è appena conclusa la prima edizione di una rassegna dedicata al podcast curata dallo stesso Cavezzali), nonché storico collaboratore di questa testata per cui cura una rubrica di recensioni letterarie.

Il tema e filo conduttore è proprio quello dell’alluvione di sei mesi fa e Cavezzali per questo progetto è riuscito a mettere insieme firme di autore di chiara fama quali Carlo Lucarelli, Marco Missiroli, Silvia Avallone, Mariangela Gualtieri, Simona Vinci, Cristiano Cavina, Lorenza Ghinelli e autori altrettanto interessanti, per quanto forse ancora meno noti, come Gianni Gozzoli e Francesco Zani. Il tutto impreziosito dalle foto di Silvia Camporesi, che in quei giorni sono diventate il simbolo della tragedia ma anche della resistenza di questi territori. Gli introiti sono destinati alle biblioteche colpite dall’alluvione di maggio.

Dopo l’anteprima alla Classense di Ravenna il 15 novembre alle 17.30, tra i primi appuntamenti in cui il libro sarà presentato ci sarà quello di Lugo il 22 novembre alle 21 alla Biblioteca Trisi con Gozzoli  e poi il 28 novembre a Faenza (sempre in biblioteca, alle 20.30 con Cavina). 

Matteo, quando e come nasce l’idea del libro?
«Quando dopo l’alluvione vidi i danni terribili procurati alle biblioteche di Faenza e di Lugo, due luoghi a cui sono molto affezionato, ho subito iniziato a pensare a cosa potevo fare per aiutarle. Sono andato a spalare il fango e sistemare, ma poi mi sono detto che potevo fare di più. visto che l’unica cosa che so fare è raccontare le storie ho pensato che forse si potevano aiutare le biblioteche con un libro. Ho chiamato un po’ di amici scrittori e hanno subito aderito tutti con grande entusiasmo, così abbiamo creato questo bel gruppo di lavoro».

Come hai scelto gli autori e che risposta ti hanno dato quando li hai contattati?
«Ho pensato agli autori che amo di più leggere e che hanno un legame forte con queste zone. Così ho sentito autori che sono nati e cresciuti qui, come Simona Vinci e Carlo Lucarelli, ma anche romagnoli che ora vivono fuori come Marco Missiroli, o autrici che hanno deciso di trasferirsi qui, come Silvia Avallone. Ne è emerso un bel gruppo, molto affiatato». 

Quali racconti ti hanno sorpreso di più?
«Mi ha sorpreso la varietà. C’è chi si è concentrato sull’alluvione, come Zani o Cavina, chi invece ha preferito raccontare lo spirito romagnolo come Missiroli, chi invece ha calato le sue storie noir nell’ambientazione della alluvione, come il racconto di Carlo Lucarelli. C’è poi chi è ricorso alla poesia come Mariangela Gualtieri, e l’originale testo di Gianni Gozzoli che è stato letto anche in eurovisione e musicato da un’orchestra di giovani talenti europei». 

Come ricordavi prima, sei stato a Faenza alla Manfrediana, una delle biblioteche più colpite, a spalare fango. Che ricordi hai di quei giorni a sei mesi di distanza?
«Terribili. Sono immagini e sensazioni che non dimenticherò mai. C’era molta tristezza e rassegnazione, perché pareva una sfida impossibile. Poi nei giorni seguenti, grazie ancora ai molti arrivati ad aiutare, l’umore è cambiato, sono arrivati l’entusiasmo e la fiducia, e ci siamo rimboccati le maniche». 

A sei mesi di distanza, cosa ti aspettavi sarebbe successo e non è successo o cosa è successo che non ti saresti mai aspettato?
«Beh, se da una parte ci sono stati grandi progressi, dall’altra c’è ancora moltissimo da fare, e c’è tanta rabbia per le tante promesse fatte dal governo e non mantenute. Per questo credo siano importanti iniziative come Radici di Rai Radio3 e come questo libro nato in collaborazione con Il Corriere della Sera, perchè tengono accesi i riflettori sulla alluvione in Romagna, perchè nel resto d’Italia in molti si sono già dimenticati di noi». 

A chi andrà esattamente il ricavato delle vendite?
«Andranno alle biblioteche pubbliche colpite dall’alluvione, quelle di Faenza, di Lugo e le altre più piccole che hanno subito moltissimi danni. Ovviamente non sono fondi sufficienti, ma sono comunque un sostegno».  

Lo stabilimento affossato dall’alluvione: quasi 100 lavoratori ancora senza certezze

All’Essentra di Cervia la produzione delle confezioni dei medicinali è ferma. Danni da oltre 20 milioni, la proprietà non esclude la chiusura definitiva

alluvione essentra

Tra le vittime dell’alluvione c’è anche l’ex Farmografica di Cervia, oggi Essentra Packaging – Mayr-Melnhof, colosso internazionale della produzione di imballaggi e confezioni in campo farmaceutico e medicale.

Quello di Cervia è uno dei due stabilimenti italiani: a Piacenza si producono le confezioni di alluminio dei medicinali e i foglietti illustrativi; nella Città del Sale invece le confezioni esterne e si completa il confezionamento. Ma solo fino allo scorso maggio, quando l’alluvione ha praticamente distrutto i macchinari della sede di via Di Vittorio, con danni stimati in almeno 20-25 milioni di euro. Da allora si è in attesa di un annuncio ufficiale dell’azienda, che ancora invece non si è espressa e mette sul tavolo tre diverse ipotesi. Come confermato nell’incontro in prefettura del 14 novembre con istituzioni e sindacati e in quello in Confindustria del 16 novembre.

Le possibilità sono quelle di tornare a produrre nello stesso stabilimento, da riqualificare e rinnovare, o in alternativa traslocare in una sede vicina, sempre nel comune di Cervia. Ma non è esclusa neppure l’ipotesi peggiore, quella della chiusura definitiva.

Le istituzioni – ci racconta Saverio Monno, segretario generale della Slc Cgil della provincia di Ravenna – hanno dimostrato una grande disponibilità, promettendo garanzie in vista di investimenti futuri dell’azienda, sottolineando come «in Romagna le aziende le attiriamo, non siamo soliti farle andare via».

«Ora ci aspettiamo che l’azienda passi ai fatti, dopo che in questi mesi ha comunque garantito e anticipato ai dipendenti, attraverso lo strumento della cassa integrazione, lo stipendio al cento per cento». Sono poco meno di cento i lavoratori a Cervia, che in questi mesi, nonostante il fermo produttivo, sono stati operativi negli uffici e nei controlli di qualità delle confezioni la cui produzione è stata momentaneamente delocalizzata in Spagna e in Polonia. Il 19 novembre scade la cassa integrazione e ora i sindacati si aspettano – oltre a una proroga degli ammortizzatori sociali (per cui l’azienda si sarebbe già impegnata, oltre a garantire lo stipendio per i restanti dieci giorni di novembre) – che l’ipotesi della chiusura svanisca in fretta. «Anche perché una chiusura a Cervia ci farebbe pensare male anche per l’altra sede di Piacenza…». 

L’omaggio post-punk al calciatore “nostalgico” Pierluigi Casiraghi

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Di NotteÈ uscito venerdì 10 novembre su tutte le piattaforme digitali Casiraghi, il singolo d’esordio del duo post punk Di Notte, formato dal chitarrista ravennate Luca Malatesta (dei The Doormen) e dal cantante bolognese Domenico Aloi.

Si tratta di un tributo a Pierluigi Casiraghi, iconico calciatore in attività negli anni ’90 in particolare in Juventus, Lazio e Chelsea. La dedica è inequivocabile: il brano esordisce con un riff di chitarra elettrica sovrastata dalla telecronaca di una partita.

Il singolo è stato pubblicato da Mia Cameretta Records ed è distribuito da GoodFellas.

A Ravenna un rito laico in memoria delle vittime di transfobia

Al Centro Antidiscriminazioni Lgbti+ un rituale dedicato alle persone scomparse a causa di violenza e intolleranza

Eva Sassi CroceIl Centro Antidiscriminazioni Lgbti+ in collaborazione con Arcigay Ravenna propone un’occasione per onorare e commemorare le vite delle persone trans perse a causa della violenza e dell’intolleranza. Il rito laico si svolgerà il 18 novembre alle ore 18, al Centro Antidiscriminazioni Lgbti+ di via Berlinguer 7.
A guidare il cerimoniale, Eva Sassi Croce (attivista transfemminista), attraverso un’esperienza «artistica e coinvolgente» con campane di cristallo. Durante la serata, Christian Leonardo Cristalli, responsabile delle politiche trans in segreteria nazionale Arcigay, offrirà riflessioni e prospettive sullo stato attuale e sulle azioni necessarie per combattere la transfobia.
L’evento è gratuito e aperto a tutti. Per ulteriori informazioni, chiamare il numero 0544.1796279 o contattare sportello@antidiscriminazione.lgbt

La scrittrice ravennate Alice Keller nella terzina finalista del Campiello Junior

Nella sezione 11-14 anni, con il suo romanzo “Fuori è quasi buio”. Sabato 18 novembre alla Rocca la presentazione

Alice Keller Legge Fuori E Quasi Buio Risma Edizioni

La scrittrice ravennate Alice Keller è finita pochi giorni fa nella terna finalista della terza edizione del Premio Campiello Junior (categoria 11-14 anni) con il suo ultimo romanzo Fuori è quasi buio. La cerimonia di premiazione si terrà in marzo.

Nel frattempo, Keller – autrice di molti libri per l’infanzia e per ragazzi, tra albi illustrati, romanzi e graphic novel tradotti anche all’estero – lo presenterà sabato 18 novembre (ore 18) a Ravenna, alla Rocca Brancaleone, nell’ambito della rassegna del sabato pomeriggio curata da Ivano Mazzani, in dialogo con Lisa Bentini, docente e collaboratrice di testate culturali.

Fuori è quasi buio è la storia di due fratelli che, dopo la morte della mamma, scappano senza una meta precisa e trovano riparo in un capanno abbandonato. Simone, il più grande, deve stare attento a non far agitare Mattia, che altrimenti smette di respirare. E Mattia non parla, se non a gesti: la mano sul gomito è pane, il cerchio sul petto è abbraccio, il pugno è neve. L’incontro con Mercy, una ragazza con una famiglia altrettanto difficile ma piena d’amore, farà capire ai fratelli che non c’è niente di male a chiedere aiuto e che un’altra idea di “casa” è possibile.

Comune e privati insieme per promuovere il turismo: ecco la fondazione Cervia In

Fanno parte della squadra, tra gli altri, l’aeroporto di Forlì, Mirabilandia e le Terme

fondazione cervia in

È stata presentata ufficialmente alla città la fondazione Cervia In – operativa già da questa estate – che nasce dalla volontà di collaborazione tra il Comune e operatori privati territoriali, con l’obiettivo di promuovere e commercializzare Cervia come destinazione turistica.

La fondazione è composta dal Comune di Cervia e da sei diversi operatori privati, che ne sono i fondatori: Consorzio Welcome Cervia, Terme di Cervia, Cooperativa Bagnini Cervia, Atlantide Soc. Coop. Sociale, Adriatic Golf Club Cervia, Forlì Airport srl. Ad aggiungere il proprio sostegno sono poi stati Mirabilandia, che è entrata da subito nella compagine, e alcuni operatori privati che hanno già presentato domanda di adesione quali Arcadia Viaggi, Media Tip, Adriasport. A questi si aggiunge la Cassa di Ravenna, unico parner bancario del progetto.

I compiti che le sono stati assegnati alla fondazione sono la promozione della città di Cervia e la sua immagine turistica a livello nazionale ed internazionale, la gestione dei servizi turistici e di attività che hanno come obiettivo principale il rafforzamento del brand della destinazione. A questo si aggiunge poi il servizio di commercializzazione attraverso la creazione di una rete capillare che veda protagonista il sistema ricettivo, ristorativo, di intrattenimento e culturale in grado di fornire un’offerta adeguata ad una domanda sempre più esigente e meno fidelizzata.

Per quanto riguarda i progetti futuri, il 2024 sarà l’anno di Discover Cervia, portale di destinazione fortemente innovativo. La sua realizzazione permetterà non solo di commercializzare i prodotti e snellire il lavoro degli attuali operatori ma diventerà uno strumento diretto per tutti coloro che sul territorio vorranno vendere stanze ma soprattutto servizi ed experience.

La Fondazione dovrà affrontare la riforma degli uffici di informazione turistica, fortemente voluta dalla Regione Emilia-Romagna, rendendoli degli strumenti altamente innovati e a misura del “Turismo 4.0”. Contestualmente sarà potenziato l’ufficio Iat della Torre San Michele con nuovi servizi e aperture serali durante la stagione estiva.

Infine uno sguardo alla formazione: la fondazione si è fatta promotrice in collaborazione con Iscom e Accademia dell’Ospitalità, di corsi totalmente gratuiti rivolti agli operatori turistici aventi a tema il revenue marketing.

«Un compito importante quello che ci è stato assegnato e cercheremo di svolgerlo al meglio con il supporto di tutti – ha commentato il presidente Luca Sirilli -. Il nostro obiettivo è quello di far crescere l’appeal della destinazione e al contempo sostenere il tessuto economico. Si tratta di strutture ricettive certo, ma anche di piccole e medie imprese dell’indotto, fino ad arrivare a stakeholder che credono nello sviluppo della nostra destinazione e ci hanno sostenuto e accompagnato. Mi auguro che da oggi le adesioni crescano perché solo con una squadra robusta e la creazione di un sistema virtuoso si possono affrontare le sfide difficilissime del nuovo mercato turistico».

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