sabato
16 Maggio 2026

La maratona di Ravenna quest’anno parte dal Pala De André

Novità per tutte e tre le distanza. Al palazzetto sarà allestito anche l’Expo. Confermato l’arrivo in via di Roma

maratona ravenna

La 24esima edizione della Maratona di Ravenna Città d’Arte è pronta ad invadere le vie della città. Tra le grandi novità di questa edizione, i percorsi delle tre distanze previste per domenica 12 novembre che si rifaranno il look.

Tra le novità, la partenza dal Pala de André per tutte e tre le distanze principali dell’evento, mentre non cambia l’arrivo che resterà, sempre per tutte e tre le distanze, in via di Roma (con la sola differenza che la 10K avrà un traguardo esclusivo posizionato 100 metri prima dell’altro per permettere un deflusso dei partecipanti sicuro e adeguato).

Il percorso della Maratona di Ravenna toccherà nuovamente tutti gli otto monumenti dichiarati patrimonio dell’Unesco.

Il giorno della gara verrà messo a disposizione dei partecipanti un servizio di bus navetta gratuito per raggiungere il Pala De André. Chi lascerà la propria borsa al Pala de Andre’ la ritroverà all’arrivo in viale Santi Baldini, grazie ad un servizio di trasporto realizzato in collaborazione con il gruppo Consar e Angelini Autonoleggio.

Mai come quest’anno, quindi, l’Expo Marathon Village allestito al Pala de André sarà il centro nevralgico per accogliere il mondo dei maratoneti e dei ravennati. Al suo interno verrà creata una vera e propria città dello sport dove ci saranno maratone internazionali che racconteranno la propria gara, presentazioni, allenamenti gratuiti ma anche espositori che presenteranno e venderanno i propri prodotti in modo tale da conoscere le novità del mondo running e di tutti quei prodotti che possono servire a chi pratica questa attività.

Perde il controllo dell’auto e finisce fuori strada: grave un ragazzo di 25 anni

Ricoverato al Maggiore di Bologna dopo la sbandata a Villa San Martino

Un 25enne è gravissimo all’ospedale Maggiore di Bologna dopo essere uscito di strada con la propria auto poco prima dell’alba di oggi, venerdì 27 ottobre.

L’incidente è avvenuto a Villa San Martino, piccola frazione del Lughese.

Non ci sono altri mezzi coinvolti: il giovane – attorno alle 5 – ha perso il controllo della sua Toyota Yaris (le strade in quel momento erano anche bagnate a causa di una leggera pioggia) finendo contro un terrapieno e poi, dopo un testacoda, in un piccolo fossato di via Villa.

Sul posto gli uomini del 118 con anche l’elimedica, che ha trasportato d’urgenza il ragazzo (residente a Bagnara) all’ospedale Maggiore di Bologna.

 

Tra auto e casa avevano 80 grammi di eroina e 14mila euro in contanti: arrestati

Operazione della squadra volanti della questura cominciata con un controllo in strada

In auto avevano circa 80 grammi di eroina e mille euro, in casa di uno di loro c’erano 13.430 euro in contanti. Due extracomunitari sono stati arrestati a Ravenna dalla polizia nel pomeriggio del 25 ottobre per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio e uno dei due anche per irregolarità nelle norme di immigrazione.

L’operazione è iniziata in via Bidente dove una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico ha controllato un’auto con due persone a bordo. Gli accertamenti effettuati con la banca dati interforze sulle generalità hanno mostrato i precedenti dei due e a quel punto i poliziotti hanno approfondito il controllo trovando soldi e droga. La perquisizione si è poi estesa al domicilio di uno dei due.

Dopo una notte in cella di sicurezza in questura, come disposto dall’autorità giudiziaria, stamani nell’udienza di convalida in cui il giudice ha emesso per uno dei due la custodia cautelare in carcere, mentre per l’altro è stato adottato il provvedimento di espulsione con l’ordine di lasciare l’Italia entro sette giorni.

Omc chiude con 14mila visitatori. Prossima edizione nell’aprile 2025

Più di 400 stand da 27 Paesi al Pala De Andrè di Ravenna per la fiera dedicata al mondo dell’energia

Chiusura OMC2023 2Si è conclusa a Ravenna nella mattinata di oggi, 26 ottobre, l’edizione 2023 di Omc, la fiera nella nuova veste dedicata al mondo dell’energia dopo essersi concentrata a lungo principalmente sugli idrocarburi. Secondo gli organizzatori ci sono stati oltre 14mila visitatori. Più di 400 stand da 27 Paesi; rappresentanze da Cipro, Libano, Algeria, Egitto, Mozambico, Iran, Malta e Libia, con qualificate presenze nei 4 panel istituzionali; interventi significativi del governo italiano e della Commissione Europea; 12 panel con stakeholder, esperti, manager e imprenditori; 18 sessioni tecniche; 26 presentazioni commerciali; grande partecipazione  nelle 4 sessioni  della Innovation Room (Starting up Challenge-ORA, Energy Hackathon, Call 4 ideas Med, Energy transition 4 school), cui hanno preso parte, tra gli altri, una start-up israeliana e ricercatori algerini, turchi, marocchini e iraniani; oltre 600 studenti in visita nel corso dei tre giorni.

«Omc 2023 si è caratterizzata per la ricchezza e il carattere strategico dei contenuti – affermano gli organizzatori –. Si è discusso di temi complessi come le prospettive delle aziende hard-to-abate; si è parlato nei diversi tavoli di decarbonizzazione, di fusione, di idrogeno, di sicurezza energetica, di digitalizzazione: tutti temi cruciali non solo per le prospettive delle aziende energetiche ma per il futuro di tutti. Nell’ultimo panel della tre giorni si è infine affrontato, per la prima volta in un’ottica unitaria, il tema della mobilità sostenibile, problema di grande attualità e interesse, con la partecipazione di aziende e associazioni del trasporto ferroviario, marittimo e aereo».

La manifestazione si è svolta a soli 5 mesi dalla tragedia dell’alluvione. Monica Spada, presidente di Omc, la definisce una sfida vinta: «Con il contributo di chi ci ha lavorato sodo, degli organizzatori e della città che ci ha creduto. Per questo dico grazie a Ravenna, la nostra capitale dell’energia. Ora il nostro impegno è partire da questa bellissima edizione del trentennale per continuare a rinnovare Omc, per farne sempre più un luogo di dibattito permanente sulle tematiche della transizione energetica aperto alle nuove generazioni, in vista del nostro prossimo appuntamento, che si terrà dall’8 al 10 aprile 2025».

In arrivo i nuovi centri di assistenza e urgenza per i casi a bassa complessità

Nuove strutture per alleggerire il lavoro dei pronto soccorso. In provincia di Ravenna ne sono previste due per ora

ospedale, ausl genericaEntro la fine del 2023 entreranno in funzione in Emilia-Romagna i primi 30 centri di assistenza e urgenza (Cau) che fanno parte della più ampia riorganizzazione delle cure primarie territoriali e del sistema di emergenza-urgenza regionale. In provincia di Ravenna ne sono previsti due: uno a Cervia e uno a Ravenna.

I Cau sono pensati per rispondere alla gran parte dei bisogni e delle urgenze a bassa complessità clinica e assistenziale, sgravando così i pronto soccorso, dove far confluire solo i casi più gravi. Sono strutture dotate di équipe medico infermieristiche adeguatamente formate, che, quando il percorso sarà completato, saranno attive H24, 7 giorni su 7, con un bacino d’utenza tra 35mila e 75mila abitanti. «L’obiettivo – si legge in una nota della Regione – è garantire a tutti i cittadini la cura migliore e un percorso di assistenza personalizzato, in tempi rapidi e senza lunghe attese».

Una campagna di comunicazione, anche multimediale, è pronta a partire dall’1 novembre per spiegare come funzionano e a quali bisogni danno risposta i Cau. Rivolta a tutta la popolazione, in cinque lingue (italiano, inglese, francese, arabo e cinese) spiega le finalità della riorganizzazione, le caratteristiche della nuova rete, la tempistica di attivazione, dove sorgeranno e come funzioneranno, per quali patologie sono indicati. Con una sezione domande/risposte disponibili online.

Ocean Viking: visite mediche al Circolo Canottieri, minori ospiti in una ex caserma

La nave della ong Sos Mediterranee arriverà a Ravenna il 30 ottobre e farà sbarco a “Fabbrica Vecchia”, poi i 47 migranti soccorsi nel Mediterraneo verranno trasportati alla Standiana per l’identificazione

Verranno utilizzati gli spazi del Circolo Canottieri al bacino Standiana di Savio per le visite mediche e le identificazioni di polizia dei 47 naufraghi in arrivo a Ravenna alle 15 del 30 ottobre (non più il 29 come inizialmente previsto) con la nave Ocean Viking che li ha soccorsi in mare.

La decisione è stata presa dalla prefettura vista la presenza in quei giorni di una nave da crociera al terminal passeggeri di Porto Corsini, la struttura utilizzata in occasione dei quattro precedenti sbarchi avvenuti negli ultimi dieci mesi (294 in totale i migranti arrivati finora). Lo sbarco dalla Ocean Viking, al terzo attracco a Ravenna, verrà quindi fatto sulla banchina di Marina di Ravenna nei pressi di “Fabbrica Vecchia”. I migranti saranno trasportati con bus della Croce Rossa fino al Circolo Canottieri e al termine di tutti i controlli e visite sanitarie saranno accompagnati dai vari gestori nei Cas (centri di accoglienza straordinaria) della provincia.

I 47 naufraghi sono stati soccorsi in due diverse circostanze. I primi 29 sono stati trovati il 23 ottobre al largo della Libia a bordo di un barchino in vetroresina (23 migranti di nazionalità siriana, 3 del Sudan e 3 del Bangladesh). Altri 18 migranti (15 del Bangladesh e 3 egiziani) sono stati imbarcati in seguito. Il totale dei minori non accompagnai è ora 11.

Per i primi 29 era stato già deciso che resteranno tutti nei centri della provincia di Ravenna, in particolare i minori non accompagnati saranno ospitati nell’ex caserma dei carabinieri a Santa Maria in Fabriago di Lugo data in gestione dalla prefettura alla Cooperativa il Solco in associazione con la Croce Rossa di Lugo. Per gli ulteriori 18 imbarcati sarà deciso nelle prossime ore se resteranno tutti a Ravenna o ripartiti a livello regionale.

«Dopo che la prefettura aveva emesso un bando per la gestione dell’ex caserma come Cas – afferma il sindaco di Lugo Davide Ranalli – abbiamo sempre tenuto informato il presidente della Consulta e lo stesso abbiamo fatto in queste ore. Riteniamo comunque necessario convocare nei prossimi giorni una riunione della Consulta dove chiameremo anche i gestori per fare in modo che la comunità entri in contatto con la futura gestione dell’ex caserma in un’ottica di conoscenza e scambio».

Banchetti del Pd nelle piazze per la petizione a favore di sanità e salario minimo

Il 28 ottobre a Ravenna e il 31 ottobre a Mezzano

Prosegue la raccolta firme del Partito democratico su sanità e salario minimo. I cittadini potranno firmare le petizioni sabato 28 ottobre dalle 15.30 alle 18.30 in piazzetta Barbiani a Ravenna e martedì 31 ottobre dalle 9 alle 12 a Mezzano.

«La proposta di salario minimo – si legge in una nota – è un atto di responsabilità per contrastare povertà, esclusione sociale e per garantire maggiori diritti sul lavoro. Ci sono tre milioni di lavoratrici e lavoratori che aspettano questo provvedimento di dignità. La proposta del Partito Democratico, condivisa dalle opposizioni, rafforza la contrattazione collettiva e fissa anche una soglia di 9 euro l’ora, sotto la quale non si può scendere nemmeno nella contrattazione».

Con un’altra raccolta di firme si chiede una sanità pubblica e universalistica: «Per non lasciare nessuno indietro, specialmente in un Paese come il nostro dove aumentano i bisogni di una popolazione sempre meno giovane. sollecitando il Governo nazionale affinché adotti, già a partire dalla prossima Legge di Bilancio, politiche che tutelino e potenzino il sistema sanitario nazionale e affinché accantoni al più presto quel modello di sanità privata e iniqua».

Il tifoso arrestato non potrà accedere agli stadi per otto anni

Provvedimento pesante nei confronti del 26enne che ha lanciato una bottiglia contro un pullman di supporter rivali all’esterno dello stadio Benelli di Ravenna. Non è ancora stato chiarito perché il veicolo si sia trovato davanti al bar degli ultrà giallorossi

Il bar ritrovo dei tifosi del Ravenna di fronte alla curva MeroPer il 26enne tifoso del Ravenna Fc arrestato il 22 ottobre, dopo aver lanciato una bottiglia contro un pullman di tifosi avversari all’esterno dello stadio Benelli, arriva ora un divieto di accedere alle manifestazioni sportive per otto anni. È il cosiddetto Daspo, deciso dalla questura. Lo si apprende dalla lettura del quotidiano Il Resto del Carlino in edicola oggi, 26 ottobre.

La gravità del provvedimento è determinata soprattutto dai precedenti del supporter giallorosso che aveva già subito un Daspo per il periodo di un anno fino al 2021 ed è stato denunciato per rissa.

L’accusa a carico dell’ultrà è danneggiamento (nessuno è rimasto ferito nell’episodio) e l’arresto è stato eseguito nella cosiddetta forma differita: il giorno dopo, come consentito dalle norme, per evitare un escalation di tensione nei momenti concitati precedenti alla gara e poiché l’identificazione è stata fatta con l’ausilio delle telecamere comunali di via Cassino.

Attualmente il giovane è agli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al lavoro dopo aver comunicato gli orari degli spostamenti alle forze dell’ordine.

Nell’udienza di convalida che si è svolta il 23 ottobre, l’indagato ha ammesso di aver compiuto il gesto e si è scusato, precisando di voler risarcire il danno causato al veicolo della tifoseria del Sangiuliano City (la rottura del lunotto).

La partita tra romagnoli e lombardi era classificata a “medio rischio” e la gestione del servizio di sicurezza era stata argomento di una riunione del comitato provinciale per l’ordine pubblico. A distanza di quattro giorni dall’accaduto la questura non ha ancora reso noto come mai un pullman di una tifoseria ospite, con a bordo 20-30 persone, sia transitato di fronte al bar ritrovo degli ultrà giallorossi. Un episodio già accaduto in passato ma che, per esplicita affermazione del questore Lucio Pennella nei mesi scorsi, non sarebbe dovuto ripetersi più.

La chiesa di San Francesco sarà ristrutturata, è chiusa dal terremoto del 2012

L’edificio di culto in piazza Carducci necessita di interventi strutturali che saranno realizzati grazie ai fondi del Pnrr

Nell’ambito di un accordo con la prefettura di Ravenna, il Comune di Bagnacavallo ha affidato gli incarichi di progettazione preliminare per i lavori finalizzati alla riapertura della chiesa di San Francesco in piazza Carducci.

Chiusa dal 2012 in seguito al terremoto, la chiesa – di proprietà del Fec (Fondo edifici di culto) – necessita di interventi strutturali di messa in sicurezza e di restauro degli elementi architettonici e artistici. Ciò diviene ora possibile grazie ai fondi del Pnrr che il ministero dell’Interno ha già stanziato per consentire l’avvio dei lavori, una volta completato l’iter progettuale.

«Il nostro Comune – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Ravagli – si è reso immediatamente disponibile a collaborare con Fec e prefettura per arrivare finalmente all’obiettivo di riaprire la chiesa di San Francesco, che rappresenta un importante edificio di culto e non soltanto per la comunità bagnacavallese. Edificio che in passato è stato anche più volte sede di importanti iniziative culturali e artistiche grazie al notevole impegno del gruppo dei volontari di San Francesco».

Il progetto, unendosi ai lavori Pnrr di rigenerazione urbana attualmente in corso da parte del Comune nell’ex convento di San Francesco, consentirà di restituire alla città un complesso di valore storico e architettonico.

Per 300mila euro il Comune assegna due ettari per 12 anni per un’area sosta camper

In viale dei Lombardi verrà realizzata un’area attrezzata con piazzole di 40 mq per camper con servizi informativi, wifi, fotovoltaico, lavanderia, spazio per cani

Schermata 2023 10 26 Alle 15.18.01Lido di Classe avrà una nuova area per la sosta dei camper: 23mila metri quadrati in viale dei Lombardi all’altezza del canale Pergami. L’area di proprietà comunale è stata aggiudicata alla ditta “Area sosta di Panzavolta Andrea”, tramite asta pubblica. La ditta aggiudicataria, che ha sede a Savio, ha offerto 25.032 euro annui come canone di locazione (l’importo a base d’asta era 20mila euro all’anno) per un contratto di locazione di dodici anni, rinnovabile per ulteriori sei.

Si tratta di una aggiudicazione provvisoria, in attesa che vengano compiute tutte le verifiche formali necessarie a quella definitiva. Una volta terminate le verifiche di rito sulle autodichiarazioni presentate dall’aggiudicatario, quest’ultimo avrà a disposizione sei mesi per presentare il progetto e richiedere il permesso per costruire. Data la classificazione urbanistica dell’area, la realizzazione dell’opera è legata, tra le altre cose, all’ottenimento del nulla osta dal Parco del Delta nonché dell’autorizzazione paesaggistica da parte delle autorità competenti.

L’area di sosta sarà immersa nello spazio verde in corso di attuazione con il comparto urbanistico concertato di Lido di Classe Nord del quale costituisce un beneficio pubblico visto che è pervenuta al Comune con la cessione gratuita da parte dei soggetti attuatori del comparto stesso. Sono previste piazzole di almeno 40 metri quadri al fine di permettere una migliore fruizione dello spazio sia per l’equipaggio che per il camper; l’ingresso dell’area con custode e/o videosorveglianza in remoto; un desk turistico coperto (anche senza personale) in cui sia possibile reperire informazioni e indicazioni turistiche della zona, delle iniziative sportive e degli eventi organizzati nella località e nel comune; un sistema wifi gratuito; un’area con distributori automatici dei beni di prima necessità; un punto attrezzato con lavatrici e asciugatrici a gettone; un’area attrezzata per il lavaggio delle stoviglie; servizi igienici dotati di docce calde, asciugacapelli, lavelli e camerini/fasciatoi per i bimbi più piccoli che dovranno essere dotati di pannelli per il solare termico; pannelli fotovoltaici integrati per ricavare energia elettrica per l’illuminazione e per la corrente alle colonnine elettriche. Inoltre dovrà essere realizzata un’area “Dog garden” attrezzata e recintata, dotata di fontanelle, colonnine porta sacchetti e contenitori per la raccolta dei rifiuti animali e infine un punto attrezzato per manutenzione e riparazione biciclette.

Anni Albers: il design è anonimo e senza tempo

Il il 27 ottobre, al Polo delle Arti di Ravenna, un incontro (anche in musica) dedicato all’artista del Bauhaus e al suo libro “Sul design”

Venerdì 27 ottobre, alle 17.30, al Polo delle Arti  di Ravenna (piazza Kennedy 7, all’interno dell’VIII Biennale di Mosaico Contemporaneo, Laura de Cesare e Stefano Mirti presentano il libro di Anni Albers – allieva del Bauhaus, maestra tessitrice e insegnante al Black Mountain College (Carolina del Nord), dal 1933 al 1949 – Sul design (Johan & Levi, 2023, prefazione di Nicholas Fox Weber). Per l’occasione, Nicholas Scherzoso, Giulia Aurora Forlani e Nicola Argelli, allievi del Conservatorio “G. Verdi”, eseguiranno le Six Melodies for Violin and Keyboard di John Cage (1950), dedicate a lei e al marito Josef Albers dal grande musicista loro collega.

Anni Albers (Berlino, 1899 – Orange, 1994), in un testo del 1947 dal titolo Design: anonimo e senza tempo, poneva la domanda fondamentale per chiunque si accinga a realizzare un oggetto: come fare, in modo «che sia funzionale» e «il cui aspetto soddisfi il nostro senso estetico»? Non era una questione peregrina, dal momento che, a suo giudizio, «se ci guardiamo intorno oggi, siamo circondati da cose che rispondono all’una o all’altra di queste esigenze, raramente a entrambe». Paradossale, se a dirlo è stata un’allieva di quella grande scuola, il Bauhaus di Weimar e di Dessau, il cui scopo era proprio quello di riuscire a conciliare le due esigenze, forma e funzione. E Anni proponeva come soluzione «un ritorno all’artigianato», per «toccare con mano la materia prima», sapendola ascoltare e mettendo in secondo piano «la nostra individualità». E, in aggiunta a ciò, chiariva: «È meglio lasciar parlare il materiale, piuttosto che parlare noi. Il design che grida: «Sono un prodotto di Tal de Tali!» è pessimo design». Questo è anche l’unico modo perché «il nostro lavoro non risulti datato, che non porti l’impronta di un periodo di tempo troppo circoscritto, ritrovandosi un giorno a essere vecchio anziché antico».

Anni Albers Al Telaio.
Anni Albers al telaio al Black Mountain College (North Carolina State Archives)

In un altro testo del 1944, Un aspetto del lavoro artistico, Anni aveva scritto: «Lottare con un materiale indocile è il modo migliore per imparare una disciplina costruttiva» e «Lavorando con un materiale impariamo a rispettarlo». Anni, non a caso una donna, è contro ogni priapismo dell’ego, di solito appannaggio degli uomini. Una visione, la sua, molto orientale. Lei si è sempre definita un’artigiana e mai un’artista. Da artigiana, ha creato tessuti – al Bauhaus, avrebbe voluto iscriversi al laboratorio di pittura murale, ma, a causa della sua gracilità fisica, dovette “ripiegare” su quello di tessitura – che sono pezzi unici, e che, a ben osservarli, hanno molto a che vedere con delle composizioni a mosaico. È impossibile riassumere in un breve articolo di presentazione tutti i temi affrontati da Anni nei suoi testi, dal rapporto tra tessitura e architettura – la tenda del nomade – al rapporto arte-artigianato-produzione industriale, al tema della decorazione.

L’unico modo per comprendere l’importanza del suo pensiero, purtroppo ancora poco noto, è comprare e leggere il suo libro Sul design. Un’ultima citazione, in conclusione, tratta dal testo Il design del 1943, che ci fa ritornare a quell’oriente che tanto ha influenzato lei, così come tutto il mondo occidentale, da van Gogh al Bauhaus: «Dobbiamo imparare a scegliere ciò che è semplice e duraturo anziché ciò che è nuovo e individuale […]. Ciò significa ridurre invece di aggiungere […]. Le nostre case sono sovraccariche di oggetti solo occasionalmente utili che […] dovrebbero avere un’esistenza solo temporanea. E invece ci si attaccano addosso come noi ci attacchiamo a loro, limitando la nostra libertà. Il possesso può degradarci».

Less is more, iI meno è il più, come insegnava Ludwig Mies van der Rohe.

Biografia di Anni Albers di Maria Teresa Badalucco

Anni Albers Studio Di Tessitura
Anni Albers nel suo studio di tessitura al Black Mountain College, 1937

Anni Albers (1899-1994) è stata una delle maggiori artiste tessili e grafiche del Novecento, tessitrice, scrittrice, insegnante ha trasformato i suoi tessuti d’arredamento e i suoi tessuti pittorici in una forma d’arte dove i filati diventano i principali elementi visivi. Annelise Elsa Frieda Fleischmann, questo il suo nome da nubile, nacque a Berlino nel 1899, divenne studentessa del Laboratorio di tessitura presso l’innovativa scuola del Bauhaus di Weimar (1922-1925) e di Dessau (1925-1932), dove incontrò il pittore, scrittore e teorico del colore Josef Albers (1888-1976); i due si sposarono nel 1925 e da quel momento poi si fece chiamare semplicemente Anni.
Nel 1933, dopo la chiusura del Bauhaus, i coniugi Albers si trasferirono negli Stati Uniti e per sedici anni Anni Albers insegnò tessitura al Black Mountain College, in North Carolina. Nel 1949, fu la prima designer tessile a meritarsi una personale al MoMA. L’anno successivo la coppia si trasferì a New Heaven, nel Connecticut, dove Anni continuò a tessere e a scrivere. Nel 1959 fu pubblicato il suo saggio On Designing, poi seguito nel 1965 dal suo testo più importante e innovativo sull’arte tessile, On weaving. Dopo la morte di Josef Albers nel 1976, Anni continuò a concentrare i suoi sforzi artistici sul design dei tessuti e sull’arte grafica, nell’infaticabile ricerca di nuovi linguaggi espressivi, fino alla morte, avvenuta nel maggio del 1994 ad Orange, nel Connecticut.

Pallavolo: è morto Giuseppe Brusi, il creatore della leggendaria Teodora

È morto Giuseppe Brusi, aveva 81 anni e da tempo lottava contro una grave malattia. Fu ispiratore della Teodora e del Messaggero

Giuseppe BrusiLutto nel mondo sportivo di Ravenna e non solo, in particolare nella pallavolo: a 81 anni è morto Giuseppe Brusi, l’artefice della leggendaria Olimpia Teodora e poi l’ispiratore, insieme al gruppo Ferruzzi, dell’epopea, breve ma vincente, del Messaggero. I momenti più entusiasmanti del volley ravennate tra anni ’80 e ’90 sono legati al nome di Brusi, originario di Cervia e inserito nella hall of fame dei dirigenti del volley. Da anni lottava con la malattia che lo aveva colpito. Su tutti i campi di pallavolo nel prossimo weekend verrà osservato un minuto di silenzio in sua memoria.

La carriera di Brusi parte con l’Olimpia Teodora all’inizio degli anni Ottanta. Nel 1987, dopo aver vinto 7 scudetti consecutivi con l’Olimpia, insieme a una cordata d’imprenditori locali passa al settore maschile e rileva il titolo sportivo dalla Casadio iscrivendo la squadra al campionato di serie A2 maschile. Grazie al gruppo Ferruzzi, arrivato tra il 1989 e il 1990 a Ravenna inizia la rivoluzione del volley. Arrivano i due giocatori più rappresentativi degli Usa: Karch Kiraly e Steve Timmons, insieme a loro ci sono anche Andrea Gardini, Fabio Vullo e Vigor Bovolenta ed è subito scudetto. In Brasile nel 1991 il Campionato del Mondo per Club. Nel 1992 in Grecia la Coppa dei Campioni. L’anno successivo partono gli americani e arriva a Ravenna Renan Dal Zotto, insieme a lui Geovane e Fomin e con loro un’altra Coppa dei Campioni; la terza arriverà poi nella stagione 1993/94.

«Brusi passa alla storia dello sport della nostra città, e in particolare della pallavolo, che ha contribuito a fare grande grazie alle sue conoscenze, le sue capacità di essere sempre un passo davanti agli altri, la sua determinazione e la sua mentalità vincente – si legge in una nota divulgata dalla società Porto Robur Costa –. Amava le sfide, Giuseppe, e le sapeva vincere. Mancherà a noi e mancherà alla pallavolo cittadina, che continuava a seguire, prodigo di consigli e anche di qualche critica costruttiva, anche in questi ultimi tempi in cui era minato dalla malattia. Il Porto Robur Costa 2030 si stringe in un grande abbraccio alla famiglia, a Rina, Barbara e Bianca, le donne della sua vita». Una delegazione del club parteciperà ai funerali.

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