domenica
17 Maggio 2026

Vena del Gesso patrimonio Unesco, timori alla cava: «Cento lavoratori a rischio»

Alla Festa dei Frutti Dimenticati allestito uno stand informativo gestito dai dipendenti di Saint-Gobain e Monte Tondo. Saranno presenti anche i sindaci di Casola e Riolo

Dolina Nei Pressi Di Monte Mauro Vena Del Gesso Romagnola

I lavoratori della cava di Monte Tondo a Casola Valsenio allestiranno uno spazio informativo per illustrare la precarietà della loro situazione occupazione dopo il riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco per la Vena del Gesso romagnola. Lo spazio sarà attivo oggi, 15 ottobre, dalle 14.30 nella tradizionale Festa dei Frutti Dimenticati di Casola.

«Le continue e strumentali accuse nei confronti dell’attività estrattiva mettono a rischio quasi cento posti di lavoro diretti, oltre al vasto indotto generato dallo stabilimento», dichiarano i dipendenti dello stabilimento Saint-Gobain, gruppo industriale francese che produce materiali per il mercato delle costruzioni. Sempre secondo i lavoratori, la chiusura delle attività di estrazione e conseguentemente della cava, rischierebbe di far collassare l’economia di Casola Valsenio (già fortemente compromessa dalle recenti alluvioni), provocando lo spopolamento e abbandono della vallata.

Al presidio odierno interverranno anche Giorgio Sagrini, sindaco di Casola Val Senio, Federica Malavolti, sindaca di Riolo Terme, la senatrice della Repubblica Marta Farolfi e l’ex senatore Vasco Errani. Insieme a loro, anche le voci dei rappresentanti di Coldiretti, Cia e Cuti Consai, oltre che quella del presidente dell’Unione dei Comuni Massimo Isola e dei consiglieri provinciali Stefano Bertozzi e Nicola Pasi.

A Faenza in venti giorni un centinaio di multe da 300 euro per rifiuti abbandonati

Il Comune ha messo in campo una squadra di controllori composta da polizia locale, dipendenti comunali e tecnici di Hera. Si aprono i sacchetti lasciati per strada per individuare i responsabili

Rifiuti2La raccolta rifiuti nel comune di Faenza è stata riorganizzata da Hera, in accordo con l’amministrazione comunale, all’inizio del 2023 e l’ultimo dato disponibile aggiornato allo scorso agosto dice che la differenziata è arrivata al 71 percento, 12 punti percentuali in più rispetto a un anno prima. Ora la questione cruciale sono i casi di abbandoni di immondizia per le strade: il Comune ha messo in campo una task force dedicata per individuare i responsabili e arginare il fenomeno.

Rifiuti3All’inizio del 2023 nelle aree residenziali, in quelle artigianali e nel forese è partito il “porta a porta” integrale per le diverse sezioni dei rifiuti (carta, vetro, plastica e lattine, organico, indifferenziato) che vengono raccolte secondo un calendario settimanale. In centro storico invece, anche per evitare l’esposizione di migliaia di bidoncini che avrebbero reso difficile la raccolta, si è optato per le cosiddette Isole ecologiche di base (Ieb) collocate in determinate zone (in buona sostanza si tratta di raggruppamenti di cassonetti stradali classici).

Il sistema di raccolta, sia quello nelle aree residenziali che in quella del centro storico, è stato accettato da molti ma, come accaduto in altre municipalità (mentre la Lega raccoglie firme per tornare al cassonetto), una porzione di irriducibili non accetta di adeguarsi al cambiamento e si rende protagonista di abbandoni illegali creando un problema di decoro e al limite della sicurezza sanitaria. Nelle settimane dopo le due alluvioni di maggio, dove tonnellate di oggetti sono stati abbandonati lungo le strade, si è assistito a una recrudescenza di abbandoni dei rifiuti tanto da creare vere e proprie discariche a cielo aperto.

Rifiuti3Decine le segnalazioni arrivate all’Ufficio Decoro Urbano e l’assessorato all’Ambiente del Comune di Faenza, la cui delega è in capo all’assessore Luca Ortolani, ha avviato una operazione ispettiva sul campo con una squadra costituita da personale della polizia locale, esponenti delle Guardie ecologiche volontarie (Gev), di Hera e dell’Ufficio Decoro. Sulla base delle segnalazioni dei cittadini, vengono fatti sopralluoghi nelle discariche abusive per ispezionare i rifiuti abbandonati. In 20 giorni dai contenuti dei sacchetti si è risaliti ai presunti responsabili, privati cittadini e aziende, qualcuna anche da fuori territorio, in totale un centinaio di irregolarità sanzionate.

Per i privati l’abbandono di rifiuti è considerato un reato amministrativo che comporta un’ammenda da 300 a tremila euro se il materiale abbandonato non è pericoloso, sanzione che può essere raddoppiata in caso di rifiuti pericolosi. Se, invece, il trasgressore è un soggetto giuridico, ad esempio un’azienda, la denuncia diventa penale, punita con arresto da tre mesi a un anno e con un’ammenda da 2.600 a 26mila euro (abbandono di rifiuti non pericolosi), oppure con arresto da sei mesi a due anni e ammenda da 2.600 a 26.000 (abbandono di rifiuti pericolosi). In ogni caso i trasgressori, siano essi soggetti privati o giuri- dici, sono obbligati al ripristino dello stato dei luoghi e a sostenere le spese per il recupero e per lo smaltimento dei rifiuti abbandonati. L’azione di contrasto però non si ferma qui.

Nelle immediate vicinanze delle Ieb sono stati installati pali che a rotazione ospitano telecamere con la possibilità di registrare anche di notte, intanto la polizia provinciale, nelle aree più sensibili e maggiormente esposte agli abbandoni, ha collocato foto-trappole nascoste. Sembra che l’azione messa a punto dall’amministrazione stia dando i primi risultati.

Un murale in omaggio a Banksy firmato da Refreshink per la Biennale del mosaico

In occasione dell’inaugurazione della Biennale del mosaico di Ravenna, la collaborazione con il festival Subsidenze porta Giovanni “Refreshink” Magnoli in città per un omaggio allo street artist Banksy nei giorni in cui potrebbe essere rivelata la sua identità

IMG 6987Nei giorni in cui in un tribunale di Londra potrebbe essere rivelata il vero nome dello street artist noto come Banksy, nei pressi del Museo d’arte di Ravenna (Mar) – sul muro esterno della scuola per l’infanzia Garibaldi – è stato rivelato un murale dedicato proprio al celebre artista la cui identità è rimasta finora nascosta. L’opera ravennate è firmata da Giovanni Magnoli, più noto come Refreshink, ed è visibile da oggi, 14 ottobre, in occasione dell’inaugurazione della Biennale del mosaico.

Si tratta infatti di pittura a mosaico per riprodurre “Il lanciatore di fiori” (Flower Thrower), uno stencil e pittura comparso nel 2003 a Gerusalemme, sul muro che separa Israele dalla Palestina: un uomo sta lanciando una bomba incendiaria, ma al posto dell’arma ha un mazzo di fiori. Una riproduzione è esposta proprio al Mar.

Il lavoro di Refreshink, che rientra nel progetto Iconosaik, è stato realizzato tramite l’associazione culturale Indastria che per la nona edizione del festival di arte urbana Subsidenze avvia una collaborazione con l’ottava edizione della Biennale di mosaico contemporaneo, in compartecipazione con il Comune di Ravenna. Alcune delle recenti opere realizzate da Refreshink sono visibili al Magazzeno Arte Contemporanea di via Mazzini fino al 26 novembre.

Dallo scorso anno l’attenzione di Magnoli si concentra principalmente sul mosaico romano e bizantino, tecnica antichissima che l’artista riporta su muro solo ed esclusivamente attraverso la pittura; non si tratta di un mosaico composto da tessere ma di una giustapposizione di campiture di colore atte a creare un effetto illusionistico che incuriosisce e stupisce.

L’idea di Iconosaik è riproporre l’arte musiva su muri metropolitani, veicolandone l’aspetto iconografico e facendolo dialogare con elementi della contemporaneità. Ecco allora “Le tre grazie” trasformarsi in tre ballerini di break dance, l’Angelo di Torcello del Louvre assumere le sembianze della Marilyn di Andy Warhol o ancora l’André the giant di Obey traslare nella cornice di un sontuoso mosaico romano del III secolo d.C.

Novarese, classe 1971, Magnoli si appassiona al mondo del writing dagli anni ’90. Nel nuovo millennio inizia a dipingere nei luoghi abbandonati, contesti che lo portano a reinterpretare soggetti legati al mondo naturale con particolare focus su suggestivi animali. Dal 2004 inizia la sua attività espositiva, tra mostre e festival importanti, progetti nazionali come la Biennale di Venezia.

Controlli straordinari della polizia stradale contro l’uso del telefonino al volante

Le pattuglie della sezione di Ravenna impiegate in una iniziativa coordinata dall’Unione europea

Polizia Stradale
Immagine di repertorio

Fino al 15 ottobre su tutte le arterie stradali europee di grande viabilità verranno intensificati i controlli di polizia per verificare il rispetto del corretto utilizzo alla guida di telefonini e cuffie. La polizia stradale di Ravenna ha predisposto sul territorio di propria competenza una serie di specifici servizi che si svolgeranno per l’intero periodo nell’arco di tutte le ventiquattro ore.

L’iniziativa ricade nell’ambito dell’operazione denominata “Focus on the Road” (concentrarsi sulla strada) promosso da una rete di cooperazione tra le polizie stradali dell’Unione Europea alla quale aderiscono quasi tutti i paesi membri, oltre a Svizzera, Serbia, Turchia e in qualità di osservatore la polizia dell’Emirato di Dubai.

La cooperazione tra le polizie europee ha l’obiettivo di ridurre il numero di vittime della strada e degli incidenti. Tale attività si sviluppa attraverso operazioni internazionali congiunte di contrasto alle violazioni commesse durante la guida, e alla effettuazione di specifiche campagne di informazione in tutto il continente europeo, con particolare attenzione ad alcune aree, ritenute strategiche.

Il Comune di Russi vende all’asta tre appartamenti: si parte da 65mila euro

In vendita anche un fabbricato in disuso e un parcheggio scoperto a San Pancrazio. Offerte in busta chiusa entro il 2 aprile 2024

Il Comune di Russi mette in vendita all’asta pubblica tre appartamenti, un posto auto e un fabbricato in disuso. Offerte solo in busta chiusa entro il 2 aprile 2024.

I tre appartamenti sono uno al primo piano di via Don Minzoni 28 (base d’asta 146.771 euro) e due al primo piano di via Maccabelli 2 (base d’asta 91.239 euro e 65.375 euro). A San Pancraio invece gli altri due immobili: il fabbricato in disuso è in via Molinaccio 86 (base d’asta 209.821 euro) e il posto auto scoperto non edificabile è in via Randi 28 (base d’asta 5.277 euro).

I dettagli degli immobili sono sul sito internet istituzionale (www.comune.russi.ra.it, nella sezione Albo Pretorio. Per maggiori informazioni rivolgersi a: Ufficio Gestione Beni Immobili, Area Lavori Pubblici in via E. Babini 1, tel. 0544 587607 (dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30, il martedì e il giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17), email: lavoripubblici@comune.russi.ra.it.

Le offerte dovranno pervenire a mezzo posta o tramite corriere o consegna a mano al Protocollo Generale dell’Ente, Piazza Farini 1 (dal lunedì al venerdì, ore 8.30-11.30, e giovedì pomeriggio, dalle ore 14.30 alle 17.30).

«I beni in questione – puntualizza la Sindaca Valentina Palli -, tre dei quali ex demaniali, sono rientrati nel Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari del Comune di Russi per il triennio 2023-2025 a seguito di un percorso di verifica della loro sostanziale marginalità nell’assolvimento dell’esercizio delle funzioni istituzionali. Per quanto riguarda gli appartamenti di via Maccabelli, in precedenza saltuariamente occupati da famiglie di  profughi, già da alcuni di anni risultavano non utilizzati. È stata inoltre esperita, con esito negativo, la procedura di verifica dell’interesse culturale. Si è ritenuto quindi di procedere alla loro alienazione ritenendo terminato il loro utilizzo istituzionale per scopi d’assistenza e beneficenza e quindi di monetizzare il ricavato della loro futura vendita. Più in generale per il Comune di Russi si tratta di un percorso di razionalizzazione del proprio patrimonio, che consentirà di incamerare risorse da destinare a progetti prioritari per l’Amministrazione. Tra questi, la realizzazione del secondo stralcio di “Casa Canterini”, immobile già sede della nota Associazione, che verrà utilizzato come palestra per le autonomie dedicata alla disabilità, nonché per la sistemazione dell’area perimetrale della Casa della Salute, destinata ad ospitare il futuro Ospedale di Comunità, secondo la logica di finanziare investimenti che mirino ad implementare la sanità di prossimità. La vendita degli immobili sarà pertanto funzionale ad investire in progetti socio-sanitari di altissimo spessore ed utilità per tutta la cittadinanza».

Il Comune invita i cittadini a iscriversi al sistema di allerta tramite telefonini

Alert System è stato utilizzato durante l’alluvione di maggio

Hand Macro Mobile Phone 116157Il Comune di Ravenna rinnova l’appello ai suoi cittadini a iscriversi al servizio di informazione telefonica Alert System per la distribuzione di messaggi di pubblica utilità in caso di emergenze. L’invito è in particolare rivolto alle famiglie che durante l’alluvione hanno ricevuto le telefonate in quanto i loro recapiti cellulari erano detenuti dal servizio Istruzione, ma non si sono mai iscritte direttamente.

Si invitano quindi ad iscriversi al servizio coloro che ancora non lo avessero fatto, registrandosi attraverso il modulo presente a questo link.

Il servizio di Alert System aiuta il Comune a svolgere una delle funzioni principali della Protezione civile, che è quella dell’informazione alla popolazione; e contemporaneamente garantisce ai cittadini il diritto di essere informati rapidamente e capillarmente su comportamenti da tenere o altre indicazioni utili in caso di emergenze.

L’invito ad iscriversi è inoltre rivolto in particolare alle famiglie che durante l’alluvione hanno ricevuto le telefonate in quanto il Comune disponeva dei loro recapiti cellulari lasciati all’ufficio Istruzione al momento dell’iscrizione dei loro figli ai servizi scolastici e impiegati solitamente per l’invio di sms in caso di chiusura delle scuole per neve, ad esempio, ma che non si sono iscritte direttamente.

L’iscrizione diretta è fondamentale in quanto prevede che l’iscritto indichi il proprio indirizzo esatto, requisito fondamentale per la creazione di liste di utenti collegate alle singole aree territoriali e frazioni del comune di Ravenna, in modo tale da poter mandare messaggi mirati qualora ci siano informazioni da fornire ai cittadini di una specifica area o frazione.

La Pigna: «Il Comune aveva 500mila euro pronti per Ortazzo-Ortazzino ma non comprò»

Un accesso agli atti della lista civica di opposizione fa emergere dettagli sulla vicenda delle aree naturali protette alla foce del Bevano che a marzo 2023 sono state scambiate fra due società immobiliari. E una di quelle figura tra gli sponsor del Ravenna Fc

Delta Del Po, Zone Umide
delta del Po, zone umide

Nel bilancio di previsione 2021-2023 del Comune di Ravenna, approvato dal consiglio comunale, era stato inserito lo stanziamento di 514.400 euro per l’acquisto delle aree naturali protette Ortazzo e Ortazzino di proprietà privata ma non fu presentata una proposta di acquisto. Lo rende noto la lista civica di opposizione La Pigna che ora chiede spiegazioni al sindaco Michele de Pascale: «Da un accesso agli atti è emerso che la somma non sia stata utilizzata in quanto “non risulta sia stata presentata una proposta di acquisto dell’area in questione per cui non si è presentata l’ipotesi se finanziare o meno l’intervento”».

Non essendo stato utilizzato, lo stanziamento è sparito dal successivo bilancio di previsione 2022-2024. «Indicando nella parte investimenti del bilancio comunale un valore di acquisizione per quest’area privata – si legge ancora in una nota de La Pigna –, significava quanto meno che vi fosse la volontà di effettuare l’operazione se non addirittura contatti, anche informali, già avviati con il proprietario di Ortazzo-Ortazzino. Perché non è stata acquistata l’area?».

Di Ortazzo e Ortazzino e del loro possesso si è parlato a lungo in agosto quando, dalla voce delle associazioni ambientaliste, è emerso che lo scorso marzo quei 500 ettari sono stati venduti tra due società immobiliari per circa 600mila euro senza che il Parco del Delta riuscisse a fare un’offerta pur avendo il diritto di prelazione.

Ravenna Foce Bevano Ortazzo Turismo Comunicattivi DJI 0571 (1)L’area è costituita da terre e acque, spiagge e dune, boscaglie, pinete e zone umide. È stata acquistata a marzo 2023 dalla Cpi Real Estate Italy, una Spa italiana controllata da Cpi Property Group, società immobiliare che oggi ha sede in Lussemburgo dopo essere stata fondata in Repubblica Ceca nel 1991 dal magnate Radovan Vitek, immobiliarista già coinvolto nelle vicende legate ai progetti per il nuovo stadio della Roma. Secondo quanto riportato da un articolo del sito Il Post, l’area è stata venduta per 580mila euro con queste precisazioni nell’atto: 56.915,91 euro (più Iva) per i fabbricati in parte diroccati, 51.654 euro per i 90 ettari di terreni a destinazione edificabile, 306.532 euro per i terreni a destinazione agricola e 164.897 euro per i terreni aventi destinazione né agricola né edificabile. I quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna nell’edizione del 30 agosto hanno riportato la notizia del passaggio del pacchetto azionario di controllo della Cpi Real Estate Italy a un’altra società lo scorso giugno. Il proprietario di Ortazzo e Ortazzino sarebbe quindi ora qualcun altro ma con una procedura che ha impedito al Parco di esercitare un nuovo diritto di prelazione.

La compravendita dei terreni conclusa a marzo è arrivata nell’ambito della procedura di liquidazione volontaria avviata sei anni fa dalla società Immobiliare Lido di Classe con sede a Roma (con capitale sociale di 255mila euro, detenuto da Italmobiliare spa, Banca Nazionale del Lavoro, Parsitalia spa) che aveva comprato l’area agli inizi degli anni Settanta con il progetto di realizzare un villaggio turistico con stabilimenti balneari e un porticciolo per piccole imbarcazioni alla foce del Bevano. È sempre Il Post a ricostruire cosa accadde 50 anni fa. Il piano regolatore del Comune aveva dato l’assenso all’edificazione di 5 milioni di metri cubi di cemento, poi ridotti a tre nel 1975. I lavori erano già iniziati (realizzate due strade, oggi coperte dalla vegetazione) quando vennero bloccati grazie alle denunce delle associazioni ambientaliste tra cui il Wwf. Il 31 luglio 1975 il pretore Vincenzo Andreucci ordinò il sequestro dell’area sulla base della Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale firmata nel 1971 in Iran.

«La storia dell’arte oggi deve raggiungere un pubblico vasto, non specialistico»

Il vicedirettore del museo diocesano di Faenza, Giovanni Gardini, è guida turistica, divulgatore, giornalista e professore a contratto all’Università di Bologna: la «passione per la narrazione», tra Cartoline su Ravenna&Dintorni e teatro…

Giovanni Gardini

Giovanni Gardini, di origini cervesi ma ravennate d’adozione, direttore della Raccolta Lercaro di Bologna e vice direttore del Museo Diocesano di Faenza, lavora come docente agli Istituti Superiori di Scienze Religiose di Rimini e di Firenze e come professore a contratto per l’università di Bologna, oltre che come guida turistica, divulgatore e giornalista pubblicista. La rubrica “Cartoline da Ravenna” su queste pagine porta infatti la sua firma. Dopo gli studi a Bologna, Ravenna e Roma, e grazie all’incontro con lo studioso Don Giovanni Montanari, approfondisce la storia dell’arte paleocristiana impegnandosi a trasmettere la memoria attraverso le immagini.

Il suo lavoro di divulgazione si declina in diverse forme, come convivono tra loro? 

«Le mie sembrano attività diverse tra loro, ma sono legate da un filo conduttore: la passione per la narrazione. Anche i miei studi, tra arte paleocristiana e contemporanea, sembrano lontani, ma sono in realtà accomunati dalla ricerca di un nuovo linguaggio. L’arte paleocristiana nasce cercando nuove forme e figure per tradurre la propria esperienza di fede, mentre l’arte contemporanea cerca nuove parole, nuovi simboli per parlare al mondo di oggi. Entrambe creano un nuovo linguaggio attraverso l’immagine. Anche nel ravennate questi mondi coesistono e sono vicini. Quando lavoravo al Museo Arcivescovile di Ravenna, ad esempio, curai “Lacrime” con opere di Lucia Bubilda Nanni, una mostra che univa i ricami su tulle dei volti dell’ossario del cimitero di Ravenna alle iscrizioni funerarie del lapidario del Museo Arcivescovile, creando un dialogo tra le antiche lapidi e i volti dimenticati».

È cambiato il modo divulgare la storia dagli inizi della sua carriera a oggi?

«Sicuramente. Secondo me, il giusto approccio si basa sulla narrazione, e non sull’erudizione. Con il mio lavoro cerco di rendere partecipi le persone della meraviglia dell’arte. Apprezzo anche la figura del divulgatore che si muove attraverso i social, sono molto incuriosito da questo approccio, ma ho poco tempo per dedicarmici. Certo, è importante che nella narrazione non sia la figura istrionica del divulgatore a sovrastare l’opera stessa. Credo che vadano sfruttate tutte modalità che ci sono date per fare cultura. Oggi più che mai trovo fondamentale raggiungere un pubblico vasto, non specialistico. È anche per questo che è nata la rubrica “Cartoline da Ravenna”». 

Come è nata la rubrica e quando?

«Spesso nel corso dei miei studi mi trovavo davanti ad aneddoti e curiosità storiche poco adatti alla pubblicazione scientifica, ma comunque accattivanti e degni di nota, così nel 2017 mi presentai da Fausto Piazza – allora direttore di Ravenna&Dintorni, testata che già apprezzavo – proponendogli la mia idea di una rubrica che potesse diffondere ai cittadini approfondimenti tra il serio e il faceto sulla storia di Ravenna attraverso le immagini delle “cartoline”. La prima, Quando Corrado Ricci “non le mandava a dire”, raccontava del battibecco tra l’archeologo e un vicino infastidito dai sarcofagi recentemente scoperti davanti alla sua proprietà. Questa curiosità era anche un pretesto per informare il lettore di come nei primi del Novecento, in piena guerra mondiale, a Ravenna si facesse comunque ricerca storica e archeologica ad alti livelli. Ad oggi sono state pubblicate più di 270 cartoline».

Crede che i cittadini ravennati siano interessati alla storia della città e consci del suo patrimonio?

«È da oltre cent’anni che Ravenna “promuove” il suo patrimonio, e c’è molta attenzione da parte della città per il suo valore e la sua storia. Trovo che Ravenna faccia un’ottima proposta in ambito culturale. Certo, la tutela e la promozione in questo ambito non è mai sufficiente, e sono sicuro che nasceranno nel tempo altre iniziative interessanti; la città è molto vivace intellettualmente. Io per primo sono rimasto piacevolmente sorpreso dal riscontro di “Storie di Ravenna” (che torneranno questo inverno nell’ambito della stagione teatrale di Ravenna, ndr)».

Come è nato anche questo progetto?

«Poco prima della pandemia fui contattato da Alessandro Argnani, co-direttore di Ravenna Teatro, che aveva in mente un progetto di narrazione a teatro che coinvolgesse me e lo storico Alessandro Luparini. Pensava che il nostro metodo di divulgazione fosse simile e appassionante e, dopo un primo incontro, abbiamo iniziato a progettare queste “storie” di Ravenna. Questi racconti, sotto la regia di Ravenna Teatro, assomigliano a un trebbo, sono una serie di narrazioni legate tra loro da un fil rouge. Parlando di Teodora, ad esempio, si può passare dall’Imperatrice alla parola d’ordine usata durante la resistenza, fino ad arrivare alla squadra di pallavolo ravennate. Sul palco, insieme a noi, si alternano docenti, esperti e storici. I dialoghi sono accompagnati dalla lettura di alcuni brani chiave da parte di un attore e, nelle ultime edizioni, anche dalla proiezione di brevi filmati e da musica dal vivo».

Il Giro d’Italia 2024 passa nella Romagna alluvionata: 50 km in provincia di Ravenna

La tappa 13 è in programma il 17 maggio 2024, un anno esatto dopo gli allagamenti: la carovana toccherà Faenza, Lugo, Conselice

Il Giro d’Italia 2024 passerà nella Romagna colpita dall’alluvione esattamente un anno dopo gli allagamenti. Il 17 maggio 2024 è infatti in programma la tredicesima tappa Riccione-Cento (179 km di pianura) che toccherà Cesena, Forlì, Faenza, Lugo e Conselice (circa 50 km in provincia di Ravenna).

Il percorso della corsa rosa è stato presentato ieri, 13 ottobre. Sei tappe per velocisti, due prove contro il tempo per un totale di 68,2 km, cinque tappe di montagna con quattro arrivi in salita e otto tappe mosse, molto insidiose, saranno il menù del 107esimo Giro in programma dal 4 al 26 maggio. 42.900 i metri di dislivello nei 3.321,2 chilometri totali da percorrere. Partenza dal Piemonte con una tappa che rimarrà nella storia del Giro: il 4 maggio infatti, nella ricorrenza delle celebrazioni della tragedia del Grande Torino, la Corsa Rosa toccherà il Colle di Superga per rendere omaggio agli “Invincibili”. Arrivo a Roma dove il Giro terminerà per la sesta volta nella sua storia. La Cima Coppi sarà il Passo dello Stelvio con i suoi 2.758 metri mentre la salita del Santuario di Oropa sarà la Montagna Pantani. Tornano gli sterrati nella Viareggio-Rapolano Terme, Tappa Bartali.

Incidente su una nave al largo, marittimo portato a terra dalla guardia costiera

L’uomo è caduto da due metri e ha riportato un trauma alla spina dorsale, trasportato al Bufalini di Cesena

La guardia costiera ha soccorso un marittimo a bordo di una nave battente bandiere olandese in navigazione al largo di Ravenna. Nel pomeriggio di ieri, 13 ottobre, l’uomo, di nazionalità croata, è caduto da due metri di altezza riportando un trauma spinale e il comandante ha inviata una richiesta di assistenza medica. La motovedetta CP847, con il personale del 118 a bordo, ha affiancato la nave e trasbordato il ferito con la gru di bordo. In banchina a Ravenna l’ambulanza lo ha trasportato fino all’elicottero del 118 che l’ha trasportato al Bufalini di Cesena.

La Lega raccoglie firme per tornare al cassonetto: «I bidoncini sporcano le strade»

La segretaria e consigliera comunale Roberta Conti chiede che il Comune di Faenza faccia dietro front e cancelli il nuovo sistema «Non abbiamo ancora chiesto ai lavoratori quale sacrificio stiano facendo per la raccolta domiciliare: aumentano fatica e rischio infortuni»

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«Serve una rivoluzione di piazza per far comprendere all’amministrazione comunale di Faenza e a Hera il completo fallimento di questa raccolta rifiuti?». È la domanda sollevata pubblicamente da Roberta Conti, segretaria e consigliera comunale della Lega a Faenza. Da mesi il partito di Matteo Salvini attacca il cambio di sistema per la raccolta rifiuti: «Migliaia di cittadini stanno firmando per il ritorno al cassonetto e presto presenteremo una mozione con un picchetto davanti a Hera».

Secondo conti i cittadini faentini non ne possono più dei contenitori, i cosiddetti bidoncini che in alcuni quartieri del comune vanno esposti in strada per il passaggio del netturbino: «Hanno già dimostrato la loro inutilità ed aumentato la sporcizia in città».

C’è poi la questione legata ai mezzi di raccolta: il camion della raccolta rallenta il traffico e «pare addirittura di vedere, in un video postato sui social che la raccolta fra indifferenziata e organico venga mischiata». La consigliera comunale Roberta Conti si interroga anche sulle ricadute per i lavoratori: «Non abbiamo ancora chiesto ai lavoratori quale sacrificio stiano facendo per raccogliere porta a porta i sacchetti, ma immagino la fatica e il rischio infortuni che aumenta notevolmente. Il fallimento della giunta Isola è sotto gli occhi di tutti e non basterà un rimpasto per sanare la rabbia dei cittadini».

Conti chiede che Faenza ripensi il sistema di raccolta e torni alla conformazione passata che prevede i cassonetti nelle strade delle zone residenziali, artigianali e del forese.

Un incendio sulla banchina del terminal Ifa è stato spento in poche ore senza feriti

Intervento del vigili del fuoco con mezzi di terra e navali

391738895 877895117027864 4423107989330795465 NUn incendio si è sviluppato nella serata di ieri, 13 ottobre, al porto di Ravenna al terminal Ifa sulla banchina sinistra. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco in poche ore. Non si sono stati feriti. È stato il sindaco Michele de Pascale a darne informazione dalla sua pagina Facebook. Non sono noti ulteriori dettagli della vicenda.

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