domenica
17 Maggio 2026

Cade con lo scooter lungo via Marabina: muore un uomo di 54 anni

La vittima è il ravennate Marco Ceretti

Un uomo di 54 anni è morto nel pomeriggio di oggi, domenica 8 ottobre, in un incidente lungo via Marabina. La vittima si chiamava Marco Ceretti ed era residente a Ravenna.

L’uomo ha perso il controllo dello scooter, in direzione Ravenna (a circa un km dal ponte Bailey sui Fiumi Uniti di Lido di Dante), finendo nel fosso lungo l’argine e cadendo poi lungo l’asfalto.

Non risultano altri mezzi coinvolti. A chiamare i soccorsi un automobilista di passaggio. Sul posto gli uomini del 118, con anche l’elicottero, che non hanno però potuto fare altro che constatare la morte del 54enne. A gestire la circolazione e ad effettuare i rilievi di rito la polizia locale di Ravenna.

Da Burri al design: torna a Ravenna la Biennale di Mosaico Contemporaneo

Tre mesi di mostre, appuntamenti e installazioni dentro e fuori le mura della città di Ravenna. Il “percorso” si apre al Mar e si snoda attraverso monumenti, parchi, musei, chiese e laboratori alla scoperta del dialogo tra la tradizione musiva e l’innovazione moderna

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Torna a Ravenna per l’ottava edizione, dal 14 ottobre al 14 gennaio, la Biennale di Mosaico Contemporaneo, a cura di Daniele Torcellini.

L’appuntamento di quest’anno propone uno sguardo al presente del mosaico sullo sfondo delle testimonianze di epoca paleocristiana e bizantina. Nel corso di questi tre mesi monumenti cittadini, musei, chiostri, gallerie, laboratori di mosaico, spazi temporanei e simbolici diventano luoghi d’eccezione e occasioni di incontro in cui arte antica e contemporanea si rispecchiano l’una nell’altra.

L’esposizione del Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna è dedicata ad uno dei più importanti artisti italiani del Novecento, Alberto Burri, e apre un ricco cartellone di eventi tra arte, design, architettura, creatività e sperimentazione, dentro e fuori le mura della città.

MAR – Museo d’Arte della Città | Palazzo Rasponi dalle Teste | Biblioteca Classense

Il ricco percorso espositivo della Biennale parte dal Mar a che ospita in questi mesi “Burriravennaoro”, la mostra dedicata ad Alberto Burri, a cura di Bruno Corà.
L’esposizione ripercorre la storia dell’intenso rapporto che Burri, dalla fine degli anni Ottanta, ha intrattenuto con Ravenna. Concependo diversi cicli di opere ispirate alla storia e alla cultura artistica della città, l’artista, in una delle sue ultime serie, incarna e trasfigura nel contrasto di nero e oro, buio e luce, il dialogo tra l’attualità della città e la tradizione storica del mosaico ravennate.

Sempre al Mar un’esposizione che nasce con l’idea di mettere in risalto anche l’aspetto più progressista del mosaico contemporaneo ravennate, La memoria fisica della materia. La mostra,  attraverso una selezione di artisti e artiste di generazioni diverse, si concentra sulle pratiche sperimentali del mosaico di ambito ravennate, dagli anni ’70 ad oggi, in cui i materiali che hanno caratterizzato la tecnica nell’antichità sono esplorati nella loro presenza e concretezza, alla ricerca di forme, spazi, equilibri e contrasti, al di là di ogni intenzione figurativa. 01

Negli spazi del museo, accanto alle due esposizioni temporanee, è visitabile anche la Collezione di Mosaico Contemporaneo. Recentemente riallestita, ripercorre lo sviluppo che la tecnica del mosaico ha visto svolgersi a Ravenna dal secondo decennio del Novecento ad oggi.

A Palazzo Rasponi dalle Teste la mostra Episodi di Mosaico Contemporaneo vede design e mosaico dialogare e interagire nella produzione di nuovi e speciali oggetti destinati all’arredamento degli interni. Il progetto, a cura di Maria Cristina Didero, nasce coinvolgendo sei designer e creativi per l’ideazione di oggetti destinati ad essere lavorati a mosaico. Disegno industriale, tecnologie digitali di stampa 3D e di taglio dei materiali, abilità e sensibilità tipiche della lavorazione artigianale del mosaico convergono con ingegno, offrendo risultati di grande fascino e originalità.

I suggestivi spazi della Biblioteca Classense ospiteranno invece due eventi: il progetto Palianytsia dell’artista ucraina Zhanna Kadyrova (all’interno della Sala Mosaico), presentato per la prima volta in occasione della Biennale di Venezia nel 2022, che nasce dall’esigenze di testimoniare le drammatiche condizioni in cui l’artista e moltissimi suoi connazionali stanno vivendo in questo momento storico. In mostra sono presenti opere in pietra e un documentario a cura di Ivan Sautkin.

Nella Manica Lunga della biblioteca sono invece esposte le opere della sesta edizione del Premio Gaem – Giovani Artisti e Mosaico, a cura di Sabina Ghinassi e Paolo Trioschi. Il concorso nasce con l’obiettivo di promuovere, sostenere ed esplorare l’approccio al mosaico delle generazioni più giovani, sia nelle sue forme più identitarie, sia in quelle più sperimentali ed eccentriche. Il premio è suddiviso in tre sezioni: le prime due sono dedicate rispettivamente ad opere realizzate con materiali e tecniche tradizionali e ad opere che mettono in campo materiali e tecniche non convenzionali.

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Museo Nazionale | Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna | Liceo Artistico Nervi-Severini

La scena artistica che Ravenna esprime intorno al mosaico deve molto all’elaborazione pratica e teorica che si è incarnata nei luoghi della formazione.

Il Museo Nazionale ospita A come Accademia, O come Oroburri, a cura di Maria Rita Bentini e Paola Babini. La mostra, intorno ad un’opera di Alberto Burri di collezione privata, raccoglie le opere musive di giovani artisti del Biennio di Mosaico dell’Accademia di Bella arti.

Le attività del Liceo Artistico Nervi-Severini invece si orientano verso la valorizzazione di opere in mosaico, cartoni musivi, copie dall’antico, magazzini, laboratori, documenti e testimonianze per comprendere la linea di pensiero e l’atteggiamento didattico-metodologico dell’insegnamento del mosaico a Ravenna, sedimentati nella scuola dal 1959 ad oggi, con la cura di Elena Pagani, nella sede del Liceo di via Pietro Alighieri. Nella sede dell’ex-Chiesa Santa Maria delle Croci è ospitata una mostra dedicata al lavoro grafico degli studenti per la mappatura dei mosaici pubblici della città. Negli spazi iconici della Basilica di San Vitale si presentano infine installazioni e laboratori dimostrativi di scultura e mosaico bizantino ravennate.

Museo Classis | Domus dei Tappeti di Pietra

Dalle esperienze contemporanee all’antichità. La Biennale offre la possibilità di spostarsi nel tempo: un viaggio nella Ravenna del passato è offerto dal Museo Classis con le due nuove sezioni Abitare e Pregare a Ravenna, che, attraverso la magnificenza dei mosaici esposti, esplorano due aspetti cruciali della storia della città e del territorio: l’edilizia ecclesiastica e quella residenziale in età tardoantica.

La Domus dei Tappeti di Pietra presenta quattro iniziative legate alle molteplici suggestioni sensoriali e di significato che connotano uno dei più importanti ritrovamenti archeologici pavimentali della città. La discesa al di sotto della Chiesa di Sant’Eufemia conduce in un ambiente sotterraneo in cui sono esposti il Mosaico della Danza dei Geni delle Quattro Stagioni e il Mosaico del Buon Pastore, oltre a mosaici decorativi geometrici e floreali.
Sol Invictus di Stefano Mazzotti, apre il percorso nel cortile esterno. All’interno, Magma presenta l’installazione sonora, multicanale e site-specific, Lacune di Nuova Superficie (duo composto da Giovanni Lami ed Enrico Malatesta). Negli stessi spazi, esporranno anche Fornice Objects e Yuyu Zhao, con Microobjects, l’installazione in cui si intersecano stampa 3D e micromosaico, design e ricerca artista. Chiude il percorso Dimensione Ideale. In transito verso le comunità del duo Gaggia-Dubbini,dove una coperta azzurra ricamata con filo dorato, diventa superficie politica sulla quale agire, per indagare le tensioni sociali, politiche e ambientali della nostra epoca.

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Università di Bologna, Dipartimento di Beni Culturali sede di Ravenna

In collaborazione con l’Università di Bologna, partner della Biennale di Mosaico anche per un ciclo di conferenze dedicate ad Alberto Burri e al tema della responsabilità sociale delle imprese, nel contesto delle committenze artistiche e culturali, è il progetto di arte pubblica Catodica, di Luca Barberini. Venti mosaici dedicati all’influenza della comunicazione di massa, filtrata dalla sguardo amaro e ironico dell’artista, presentati lungo via Diaz, ai piedi del Palazzo dell’Università, nei vani dove campeggiavano venti schermi televisivi, tra fine anni ’80 e inizi ’90. Catodica ci invita a guardare, con un altro punto di vista, quella che allora era la sede del gruppo Ferruzzi, all’epoca guidato da Raul Gardini, che, a pochi metri di distanza, nelle vetrine d’angolo, avrebbe dovuto ospitare le opere di Burri, se la committenza non fosse stata bruscamente interrotta dalla morte di Gardini, durante gli eventi turbolenti di quegli anni.

Spazi in città

L’associazione culturale Marte, in collaborazione con il Molino Spadoni e con il Mar – Museo d’Arte della Città, presenta Porta Futurista, la prima mostra in Italia del collettivo anonimo Pomme de Boue. La mostra è allestita presso gli spazi del suggestivo Molino Lovatelli e desidera mostrare i lavori più recenti del gruppo, dando voce al valore storico del luogo per la città di Ravenna. Riaperto per l’occasione, il Molino, documentato fin dal 1237, è un importante esempio di archeologia industriale che ci parla della storia delle acque di Ravenna. Il collettivo Pomme de Boue, formatosi nel 2018 e originario dell’Ucraina, nasce sperimentando la street art nel tessuto urbano di Kiev, convivendo con i mosaici risalenti all’epoca sovietica e con i graffiti contemporanei. Le loro opere, collage di frammenti ceramici, pensati per luoghi specifici, si collocano lungo il confine tra arte e architettura, mettendo in campo contrapposizioni di forme e colori.

Associazioni | Antichi Chiostri Francescani | Biblioteca Oriani

L’Aimc – Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei rinnova l’appuntamento con la mostra-concorso Opere dal Mondo. Ospitata presso gli spazi degli Antichi Chiostri Francescani la mostra La luce del nero e dell’oro, a cura di Rosetta Berardi e Maria Grazie Marini, propone una selezione di opere di artisti e artiste di provenienza nazionale e internazionale, invitati a mettere in relazione il proprio lavoro con la poetica di Alberto Burri, alla ricerca di un dialogo condotto con grande libertà interpretativa, sia espressiva che tecnica.

Dis-Ordine allestisce negli spazi del Mar La Città Morta, in collaborazione con la Fondazione Raul Gardini. All’interno del progetto si incontrano architettura, design e mosaico. Negli spazi di via D’Azeglio Dis-Ordine presenta invece Nomos Empsychos, mostra personale di Fabio Tramonti. Impegnata anche sul fronte della riqualificazione urbana, l’associazione avvia il progetto di arte pubblica dedicato a via Portone, storica via di Ravenna che negli anni è stata abitata da artisti e artiste di diverse generazioni. Inoltre, in collaborazione con il Liceo Artistico Nervi-Severini, con l’Accademia di Belle Arti e con il Mar, presenta la dettagliata Mappa del Mosaico Contemporaneo a Ravenna.

Cna Ravenna presenta Racconti di Città Invisibili, nel chiostro della Biblioteca Oriani. Presentata in anteprima alla Jordan National Gallery of Fine Art di Amman e nata in parallelo al Concerto dell’Amicizia del Maestro Riccardo Muti che l’edizione del RavennaFestival di questo 2023 ha dedicato allo scrittore Italo Calvino, la mostra presenta le opere di una selezione di laboratori di mosaico delle due città, impegnati nella reinterpretazione di alcune significative opere pittoriche del museo giordano.

Gallerie | Laboratori | Spazi temporanei

Ad arricchire ulteriormente un’offerta di attività è anche la partecipazione alla Biennale di gallerie d’arte, spazi espositivi temporanei e laboratori di mosaico di Ravenna, protagonisti di altri numerosi eventi, mostre personali e collettive, presentazioni, incontri, che contribuiscono così a diffondere il mosaico in tutta la città. La mostra collettiva Anemoni è ospitata dalla Fondazione Sabe per l’Arte; la mostra personale di Mariateresa Sartori, L’aria ha un peso, da Monogao21; la mostra personale di CaCo3, L’idea del vuoto, da niArt Gallery; Tessuti Digitali, a cura di Alessandra Carini in collaborazione con Giovanni Gardini e Fondazione Lercaro, presso Mag – Magazzeno Arte Contemporanea; Subsidenze urban art festival 2023, a cura di Marco Miccoli, presenterà un’opera dedicata al mosaico; Emily Miller esporrà The War Isn’t Love, al Museo Nazionale.

All’interno di Biagetti design Club si presenterà l’installazione musiva di Felice Nittolo per Raffaello Biagetti, Albero della libertà, negli spazi dell’Ordine della Casa Matha avrà luogo la mostra Orizzonte di Penzo + Fiore (Red Lab Gallery).

All’interno della Pallavacini 22 Art gallery si susseguiranno nel periodo della Biennale tre mostre personali: Alessandra Rota con Battiti per minuto, Sibylle Luqyet con Deae, e Vsevolof Prokhorov con Non mi lamento di niente e mi piace tutto.

Al B&B Santa Maria Foris Tessere di memoria, di Lea Contestabile

Lungo la Darsena di città sarà esposto il progetto La chiamata, di Loretta Merenda, realizzato dal Gruppo Arte e Pratiche Artistiche – Casa delle Donne Ravenna; Al Darsena Pop Up l’installazione La fiumana e la lumaca, a cura di Mariella Busi De Logu, Edoardo Missiroli e Giancarlo Gramentieri.

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Fuori Ravenna

La Biennale di Mosaico Contemporaneo si estende anche oltre il perimetro delle mura cittadine, con iniziative che toccano Bologna, Faenza, Riccione e le più vicine Fusignano e Sant’Alberto.

Tre le iniziative a Bologna: Dalla materia la luce, la doppia personale di CaCO3 e Davide Maria Coltro, all’interno della Raccolta Lercaro; Nella sede dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, la mostra personale di Paolo Racagni, La memoria o il desiderio del tempo, e la mostra Musica da camera.

A Faenza è in scena la toccante mostra collettiva, Dove abita l’uomo: luoghi, relazioni, intrecci, a cura di Giovanni Gardini, nella Chiesa di Santa Maria dell’Angelo.

A Riccione, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Villa Franceschi, ospita la mostra personale di Silvia Naddeo, Turbolenta.

Il Museo Civico di S. Rocco di Fusignano ospita Ti verrà dietro la città, mostra personale di Vittorio d’Augusta, a cura di Claudio Spadoni.

Il Museo di Scienze Naturali NatuRa di Sant’Alberto rende omaggio al mosaicista Romolo Papa, esponente dello storico Gruppo Mosaicisti dell’Accademia di Ravenna, con una mostra dedicata ai cento anni dalla sua nascita.

Nei primi otto mesi del 2023 a Ravenna i pernottamenti sono cresciuti. Flop Cervia

L’anno dell’alluvione ha visto il boom degli stranieri e della “città” nel comune capoluogo. Ma il dato provinciale è negativo

Turisti

In provincia di Ravenna nel mese di agosto – tradizionalmente il più importante dell’anno in quanto a flussi turistici – sono stati registrati circa 1,7 milioni di pernottamenti, quasi il 7 percento in meno rispetto all’agosto 2019, l’ultimo prima della pandemia. E il 2,4 percento in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Per quanto riguarda i turisti, il dato è inferiore a quello di luglio (296mila contro 308mila circa), in calo dell’8 percento rispetto al 2019 e del 2 percento rispetto all’anno scorso.

Dati negativi (si tratta di quelli regionali in attesa della validazione Istat) che vanno a chiudere con il segno meno anche il bilancio dei primi otto mesi del 2023, l’anno – è sempre bene ricordarlo – della grande alluvione che ha colpito in particolare la provincia di Ravenna, con danni diretti e – in questo caso – anche indiretti, in termini di comunicazione. Sono 5.262.509 i pernottamenti dei primi otto mesi (-6 percento rispetto al 2019 e -2,4 rispetto all’anno scorso), a fronte dell’arrivo di circa 1,2 milioni di turisti (-2 percento sul 2022; -5 sul 2019).

Analizzando i dati per comune, registra un forte calo Cervia, che si conferma comunque la meta turistica principale della provincia con oltre 2,7 milioni di pernottamenti in otto mesi (quasi il 9 percento in meno rispetto al 2019 e oltre il 5 rispetto all’anno scorso) e 640mila turisti (-2 percento rispetto all’anno scorso e -4 rispetto al 2019).

Ravenna, invece, è sostanzialmente stabile rispetto all’anno scorso, con circa 2,2 milioni di pernottamenti (in crescita dell’1,3 percento rispetto ai primi otto mesi del 2022 e in calo del 2,7 percento rispetto allo stesso periodo del 2019) a fronte di 477mila turisti (in calo dello 0,4 percento rispetto al 2022 e del 3,6 percento rispetto al 2019). A mantenere a galla il comune capoluogo sono stati gli stranieri (l’11 percento in più di presenze rispetto al 2022, a fronte di un calo del 2 percento degli italiani) e in particolare la performance della “città”, dove i pernottamenti (pur restando meno di un quarto di quelli del mare) sono cresciuti dell’11,5 percento rispetto all’anno scorso (con un +17,1 dei visitatori stranieri) e addirittura del 18,3 rispetto al 2019. Stabili invece i pernottamenti sui lidi ravennati rispetto all’anno scorso (ma in calo di oltre il 6 percento rispetto al 2019).

«Possiamo dire che è stato un vero miracolo che ha compiuto l’intero comparto – è stato nei giorni scorsi il commento dell’assessore al Turismo del Comune di Ravenna, Giacomo Costantini, riferendosi ai danni dell’alluvione -, dimostrando una grande resilienza a cui vanno aggiunti gli investimenti che come Amministrazione comunale abbiamo fatto e che stanno dando i loro frutti».

L’appello di Elisa dalle zone alluvionate di Faenza: «Vergogna, subito i fondi»

La cantante premiata dal Mei. Anche Dolcenera sta con i romagnoli: «Continuate a manifestare»

La superstar Elisa ha lanciato un appello alle istituzioni dai luoghi alluvionati di Faenza. «È vergognoso che la situazione sia ancora questa – ha detto la cantante – le istituzioni dovrebbero stanziare subito fondi per l’emergenza per fare in modo che la gente possa tornare alla propria vita, recuperare le abitazioni e i posti di lavoro. Gli alluvionati non vanno lasciati soli».

L’occasione è stata la premiazione di Elisa al Mei, il Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, che quest’anno ha voluto organizzare una serie di iniziative per tenere alta l’attenzione sul tema.

Elisa dopo aver ritirato il premio in piazza, ha effettuato un sopralluogo nelle zone alluvionate – dove il patron Giordano Sangiorgi aveva organizzato una serie di concerti acustici – così come la collega Dolcenera, anche lei pronta a lanciare un appello: «Romagnoli, continuate a manifestare, per tenere alta l’attenzione».

Omicidio di Rimini, minacciata la sorella ravennate della vittima: «Ora tocca a te»

Una telefonata inquietante poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Pierina Paganelli, uccisa a coltellate

Pierina Paganelli
Pierina Paganelli

Arrivano anche a Ravenna le indagini per l’omicidio di Pierina Paganelli, 78 anni, uccisa a coltellate dopo aver partecipato a un’adunanza di preghiera al tempio dei testimoni di Geova, nella notte tra martedì e mercoledì scorso nel garage di un condominio di via Del Ciclamino, a Rimini.

È emerso infatti che l’assassino, o un suo complice, due ore dopo il ritrovamento del cadavere, avrebbe telefonato alla sorella della vittima, residente a Ravenna, annunciando che la prossima sarebbe stata lei: «Adesso tocca a te», il messaggio arrivato da una voce maschile.

Una telefonata – sottolinea il Corriere Romagna in edicola oggi, 8 ottobre – che potrebbe spalancare una nuova chiave di lettura anche sull’investimento di Giuliano Saponi, primogenito di Pierina: un pirata della strada mai identificato lo avrebbe travolto e quasi ucciso all’alba del 7 maggio scorso mentre andava a lavorare al termovalorizzatore di Coriano.

La moglie di Saponi – Manuela Bianchi, nuora della vittima, che ha ritrovato il cadavere mercoledì mattina – è stata ascolta nuovamente dagli inquirenti della squadra mobile di Rimini e il sostituto procuratore Daniele Paci. In Procura anche due condomini, marito e moglie, molto vicini alla famiglia Bianchi tanto che l’uomo è ritenuto essere l’amante della stessa nuora di Pierina Paganelli.

Si continua a scavare sulla vita, quindi, dei residenti nel condominio dove il killer dopo essersi nascosto nel buio del garage ha sferrato 17 coltellate uccidendo la pensionata.

Un’azione corale di teatro civile per ricordare la frana del Vajont

Iniziative anche a Ravenna, Brisighella e Bagnacavallo a sessant’anni dalla tragedia che costò la vita a 2mila persone

Vajont PaoliniTrent’anni fa Marco Paolini diede voce e corpo al racconto della frana del Vajont, potente narrazione per palcoscenico e per la televisione di una tragedia che costò la vita a duemila persone. Un anno fa, Paolini ha chiesto a Marco Martinelli del Teatro delle Albe di “riscrivere” in chiave corale il suo monologo, un testo che ha segnato la storia del teatro italiano.

La sera di lunedì 9 ottobre, a sessant’anni esatti da quel drammatico giorno, quel racconto diventerà VajontS 23, azione corale di teatro civile messa in scena in contemporanea in 130 teatri in tutta Italia e anche all’estero.

Al teatro Rasi di Ravenna la narrazione è affidata agli attori Alessandro Argnani, Camilla Berardi e Roberto Magnani; corifeo Marco Saccomandi; con il coro delle cittadine e dei cittadini del Cantiere Malagola. Produzione Ravenna Teatro, un progetto di Marco Paolini per La Fabbrica del Mondo realizzato da Jolefilm in collaborazione con Fondazione Vajont.
Lo spettacolo è alle ore 21 a ingresso gratuito (i posti sono terminati, ma verrà istituita una lista d’attesa a partire dalle 20). Anche in diretta streaming su sanmarinortv.sm e su San Marino Rtv – canale 831 del digitale terrestre, canale 520 Sky Tv e canale 93 di Tv Sat.
Domenica 8 ottobre alle 18 è prevista una prova aperta al pubblico fino ad esaurimento posti. La sala aprirà alle ore 17:30.

A Bagnacavallo, La Bottega dello Sguardo, biblioteca-mediateca dedicata alle discipline dello spettacolo, propone la lettura corale Del Vajont e d’altre acque: una drammaturgia di Renata M. Molinari nata dall’intreccio tra il testo di Marco Paolini e gli scritti di 11 cittadine e cittadini della Romagna, soci e amici della Bottega. Inizio lettura ore 21, ingresso gratuito previa prenotazione (fino ad esaurimento posti). Per informazioni: info@labottegadellosguardo.it e tel. 0545 62536.

Al Teatro Pedrini di Brisighella, nel foyer, in attesa del restauro della struttura,  l’orazione civile troverà una sua dimensione in un’opera scritta per l’occasione dai fratelli Gianni e Paolo Parmiani, che hanno collegato il dramma del Vajont all’alluvione in Romagna. Seguiranno alcuni brani musicali inerenti al rapporto dell’uomo con l’ambiente, proposti da un gruppo di musicisti composto da Franco Randi (basso e chitarra),Giancarlo Gallegati, Ugo Farolfi (chitarra e voce) e dalla cantante Stefania Cattani.
Concluderanno la serata i fratelli Parmiani, recitando alcune parti dell’opera sul Vajont di Marco Paolini poi tutto si fermerà alle 22.39, per un momento di riflessione.

 

 

«La biblioteca di storia contemporanea più importante d’Italia è a Ravenna»

Il direttore dell’Oriani: «Più di 130mila documenti oltre al fondo originario unico al mondo: tutti i grandi biografi di Benito Mussolini sono passati da qui»Biblioteca Oriani 1

Forse non molti ravennati sanno che la biblioteca “Alfredo Oriani”, inizialmente intitolata a Benito Mussolini, è la più importante d’Italia nel suo specifico ambito: la storia contemporanea. L’edificio che la ospita dal 1936, costruito da Giulio Ulisse Arata dove un tempo sorgeva Casa Rizzetti, è parte integrante della zona dantesca, perché è a pochi passi dalla tomba del Sommo Poeta. A parlarne è lo storico Alessandro Luparini, direttore dal 2014. 

Luparini OrianiLuparini, c’è dunque di che essere orgogliosi a dirigere questa biblioteca…

«Sì, e dovremmo esserlo tutti… Per questo, a ogni incontro con il pubblico e ogni volta che ne ho la possibilità, invito a riflettere sull’importanza di questo patrimonio cittadino. Non è scontato che la più importante biblioteca di storia contemporanea si trovi a Ravenna, e non a Milano, Roma, Firenze o Torino. A dire il vero c’è la “Caetani” di Roma ma è una biblioteca di storia moderna e contemporanea, quindi qualcosa di diverso ancora».

Può offrire qualche numero per rendere l’idea del patrimonio dell’Oriani?

«Sulla base di dati aggiornati alla prima metà del 2023, a parte il fondo originario, la biblioteca dispone di oltre 130mila documenti fra monografie, periodici e materiali vari. Nello stesso periodo, i prestiti sono stati 3.368. La sua rilevanza nazionale è testimoniata anche dagli alti prestiti interbibliotecari, soprattutto da fuori regione. Questo vuol dire che abbiamo testi che non si trovano altrove».

E il fondo storico originario?

«Questo rappresenta un nostro punto di forza perché è un fondo unico al mondo per la storia del fascismo e fra le due guerre mondiali. Tutti i grandi biografi di Mussolini sono passati da qui per i loro studi. Anche questo è un altro elemento di orgoglio per la città di Ravenna. Il fondo, che apparteneva alla biblioteca mussoliniana, comprende oltre 20mila monografie, più di 8mila opuscoli e oltre 244 periodici».

Qual è la vostra politica di acquisto di nuovi libri?

«Cerchiamo di conciliare la ricerca scientifica, prestando attenzione a volumi che dobbiamo per forza avere per gli specialisti anche a costo di darli in prestito solo una volta ogni tre anni, con l’alta divulgazione ossia con tutti quei libri che – al contrario – vanno spesso in prestito per un pubblico di appassionati di storia contemporanea».

Quanto è importante il rapporto col pubblico?

«Direi che è fondamentale e da parte nostra ce la mettiamo tutta pur con un organico molto ridotto di sole 4 persone, me compreso. Siamo molto attenti a dialogare con i nostri lettori, comunicando tramite newsletter gli acquisti settimanali o allestendo – in un apposito punto informativo – le referenze bibliografiche in occasione di determinate ricorrenze e anniversari, per stimolare la curiosità. Per esempio, in occasione del colpo di Stato in Cile, abbiamo offerto spunti di lettura ricordando i libri sul tema usciti dagli anni Settanta a oggi».

Com’è cambiata la fruizione della storia contemporanea negli ultimi decenni?

«Enormemente. L’altro giorno stavo riordinando le foto di eventi relativi agli anni Settanta e Ottanta, per lo più convegni e presentazioni di libri che ogni volta facevano registrare il pienone nelle sale, attirando anche tanti giovani. Quell’epoca è finita per sempre, il pubblico si è ridotto, probabilmente per la crisi della politica e della rappresentanza, a cui la storia contemporanea è per sua natura sensibile. A meno che non ci sia un nome di grande richiamo, oggi è difficile fare numeri importanti. Però abbiamo comunque uno zoccolo duro di appassionati».

Quali iniziative riuscite comunque a portare avanti, in parallelo all’attività bibliotecaria in senso stretto?

«La biblioteca è un’emanazione della Fondazione Casa Oriani che, da sempre, promuove una serie di iniziative culturali. Anzitutto la pubblicazione di due riviste: “I quaderni del Cardello”, una sorta di house organ incentrato sugli studi locali, e “Memoria e Ricerca”, una delle più importanti a livello europeo da trent’anni a questa parte. Poi, periodicamente, organizziamo seminari, mostre, presentazioni di libri, alternando la ricerca scientifica all’alta divulgazione, e i convegni. Il prossimo appuntamento è per il prossimo 20 ottobre al teatro Rasi, con un convegno incentrato sulla figura di Enrico Mattei».

Poi c’è anche la rassegna “InContemporanea”…

«Sì, la promuoviamo da qualche anno, in collaborazione con il Dipartimento di Beni culturali della città e l’Istituto storico della Resistenza, per invitare la cittadinanza a esplorare le radici del presente. Gli incontri sono sempre molto seguiti dai nostri affezionati. La fluttuazione del pubblico, come detto, dipende molto dalla presenza o meno di nomi di richiamo. Per esempio, quando è stato presentato il primo volume della sagra mussoliniana di Antonio Scurati, allo “ScrittuRa Festival”, avevamo gente fino al tetto».

Tornando alla lettura, quali sono gli autori più letti?

«I primi che mi vengono in mente sono Paolo Mieli e Alessandro Barbero».

Che ruolo hanno oggi questi studiosi?

«A livello personale sono un grande sostenitore della divulgazione, io stesso la faccio a modo mio. Spesso però molti grandi nomi tendono a semplificare e le loro affermazioni vengono prese come oro colato… In tutto questo credo che ci sia una responsabilità dei veri storici che non sanno comunicare con un linguaggio accessibile a tutti. Questo si traduce nel fatto che, nel dibattito politico o giornalistico, la storia contemporanea venga presa poco in considerazione. Non stupisce che spesso si sentano dichiarazioni senza fondamento ma non smentite perché gli storici accademici non vengono coinvolti».

Un’ultima considerazione legata invece all’attualità, alla recente alluvione. Che danni ha riportato il Cardello con il suo parco a Casola Valsenio che appartengono alla Fondazione Oriani?

«La casa museo si è salvata, mentre alcune problematiche sono emerse negli edifici limitrofi come la sala Pifferi molti utilizzata per gli eventi culturali. Per riparare le emergenze la Fondazione ha stanziato una somma importante, ma si confida nell’aiuto della Regione. Per quanto riguarda il parco, invece, c’è ben poco da fare: sembra sia stato bombardato, per la presenza di frane».

“La serva padrona” ai tempi di Youtube: nuova produzione in prima all’Alighieri

Coinvolti anche il Conservatorio, l’Accademia di Belle Arti e Ravenna Teatro

Presentazione La Serva Padrona DSC 3809 07 Ottobre 2023 Ph. Emma Graziani

Un attempato scapolo borghese, la serva che lui stesso ha cresciuto, un servitore muto e solo all’apparenza stolto: di questi tre personaggi si compone La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi, la cui popolarità fin da subito oscurò il dramma per musica, Il prigionier superbo, di cui era intermezzo. E che, quasi tre secoli dopo – era, al suo debutto, il 1733 – diventa una nuova produzione teatrale in prima al Teatro Alighieri di Ravenna martedì 14 novembre alle 20.30 (dedicata invece alle scuole la matinée).

Unendo importanti soggetti culturali della città – il Conservatorio “G. Verdi”, l’Accademia di Belle Arti, Ravenna Teatro e Teatro Alighieri – La serva padrona offre l’occasione di apprezzare i giovani cantanti Paolo Leonardi, Elena Salvatori e Sveva Pia Laterza e l’ensemble strumentale diretto da Federico Ferri con Mirko Maltoni al cembalo, mentre la regia di Roberto Magnani re-immagina il titolo per la nostra epoca e la nuova generazione di nativi digitali. Se Magnani cura anche scene, luci e costumi, Alessandro Tedde di Produzione Antropotopia è alla regia video e Beatrice Pucci, docente del corso di Applicazioni digitali per le arti visive dell’Accademia, coordina le video animazioni create dai suoi studenti.

Nell’affiancare pagine di Pergolesi a nuove composizioni di Gabriel De Pace e Damiano Ferretti (autori rispettivamente del Preludio e dell’Intermezzo su testo di Pierfrancesco Venturi), la messa in scena reinventa l’intreccio tra convenzione, seduzione e divario economico nel linguaggio di YouTube, del cosplay e dello streaming.

Il Teatro Galli di Rimini, coproduttore dello spettacolo, ne ospita la replica mercoledì 15 novembre alle 20 (giovedì 16 la recita per le scuole riminesi).

«Dopo il meritato traguardo del passaggio da Istituto Musicale a Conservatorio, il Verdi guarda già avanti – spiega Anna Maria Storace, Direttrice dell’oggi Conservatorio di Ravenna – La serva padrona è la prima produzione con cui ci misuriamo e siamo lieti di avere al nostro fianco, per questa nuova esperienza, soggetti che sono parte integrante e attivissima della storia dello spettacolo dal vivo a Ravenna. Grazie anche allo speciale legame con l’Accademia di Belle Arti e nella convinzione che il teatro musicale sia un naturale punto di dialogo fra linguaggi diversi, valorizziamo e mettiamo a cimento le competenze di giovani e promettenti cantanti e strumentisti, ma anche di alcuni allievi della classe di composizione, che con il coordinamento del loro docente il maestro Mauro Montalbetti, hanno ideato un preludio strumentale e un intermezzo che, eseguito fra primo e secondo atto dell’intermezzo pergolesiano, dà voce al servitore muto. Primo violino dell’ensemble sarà, eccezionalmente, Alessandro Tampieri, che nel segno della nostra nuova collaborazione con Accademia Bizantina sarà protagonista anche di una masterclass».

La serva padrona secondo Magnani accompagna gli spettatori nella camera da letto di uno streamer, ovvero Uberto (il basso Paolo Leonardi), un ricco content creator dedito a dirette video. Serpina (il soprano Elena Salvatori) è la sua “serva”, forse una donna delle pulizie o governante, forse soltanto una ragazza che condivide la sua casa e, appassionata di cosplay, adora indossare i panni di una provocante cameriera. A osservare e commentare azioni e baruffe ci sono centinaia di utenti abbonati che abitano la chat sul canale social di Uberto e che, al pari degli spettatori, spiano il piccolo e buffo universo sul palcoscenico.

Sono due le tipologie di scenografie video realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Ravenna, l’una digitale e animata principalmente con la tecnica del rotoscopio, l’altra con la tradizionale tecnica stop-motion, in cui ogni pezzetto di carta prende vita fotogramma per fotogramma.

Prevendite da lunedì 9 ottobre, Biglietteria Teatro Alighieri – tel. 0544 249244 – www.teatroalighieri.org

Biglietti 10 euro, under 14: 5.

 

Piazza XIII Giugno, costi raddoppiati: ora ci vogliono 1,4 milioni di euro

Lavori al via all’inizio del 2024. Prosegue il contenzioso tra il Comune e un privato

Piazza XIII Giugno

Il consiglio comunale di Lugo ha votato il 28 settembre all’unanimità una variazione di bilancio corposa che contiene al suo interno importanti risorse per il rifacimento di piazza XIII Giugno. Negli ultimi mesi è emersa, anche attraverso le video ispezioni, la necessità del rifacimento dei sottoservizi, in particolare le fogne e gli allacci insistenti sulla piazza. Questo aspetto, unito all’aumento dei costi delle materie prime e della bonifica del suolo, ha portato a circa 1,4 milioni di euro il valore complessivo dell’intervento. La variazione di bilancio contiene tra le sue voci 687.500 euro per la piazza che si aggiungono ai 712.500 euro già previsti.

I lavori potranno essere avviati a inizio 2024 per evitare che il cantiere crei problemi nel periodo natalizio.

Piazza XIII giugno è oggetto da anni di una controversia giudiziaria dopo che il Comune nel 2017 ha promosso un’azione di fronte al Tar dell’Emilia-Romagna contro Foro Boario srl (azienda che ha realizzato i lavori in virtù di una convenzione stipulata con il Comune) per chiedere il pagamento della fideiussione.

La vicenda è ancora in corso ma, a seguito di una precisa volontà dell’Amministrazione di poter realizzare i lavori nonostante la causa sia in corso, il Comune ha avviato il progetto di rifacimento.

Il Cisim riapre (senza tessera) con il concerto della leggenda Dan Stuart

 

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Il Cisim di Lido Adriano riapre le porte per la stagione 2023/24 in una nuova forma, da quest’anno, infatti, non è più necessaria la tessera per accedere allo spazio.

Primo evento della stagione sarà domani (domenica 8 ottobre) il concerto in solo di Dan Stuart che vede il suo ritorno in Italia dopo oltre quattro anni di assenza. Fondatore dei Green on Red e uno degli artefici del movimento Paisley Underground che spopolò nella California dei primi anni ’80 facendo la storia della musica rock americana.

Dan Stuart ripercorrerà in parole e musica la sua carriera solista e con i Green on Red attingendo dal suo vasto songbook per uno show solista intimistico, che coinvolgerà anche gli episodi letterari della sua attuale carriera di scrittore e della pubblicazione del suo ultimo romanzo Marlowe’s Revenge.

Ingresso unico 8 euro. Concerto dalle 21.30.

Torna la Notte d’oro: in piazza il comico Vernia, mostre aperte anche di sera

Il programma di sabato 14 ottobre, con le inaugurazioni della Biennale del Mosaico

Notte Oro 2022

Torna sabato 14 ottobre la Notte d’Oro a Ravenna, con il titolo “Splendori di cultura e divertimento”, quest’anno arricchita dagli appuntamenti della Biennale di mosaico contemporaneo.

Dopo il successo dello scorso anno torna in piazza del Popolo alle 21, uno spettacolo comico, con Giovanni Vernia, ad ingresso gratuito.

Dalle 19 alle 20.30 a Palazzo Rasponi dalle Teste è in programma l’appuntamento con la musica elettronica di Cemento Atlantico, sempre ad ingresso gratuito.

Performance musicale speciale sarà quella al Mar-Museo d’arte della città di Ravenna, dalle 22 all’1.30, ad ingresso grautito, a cura di Magma che presenta i live di Aïsha Devi e Tadleeh e il dj-set di Raphael (Danse Noire).

Dedicati ai bambini anche due momenti: alle 15.30 a Tamo Mosaico, RavennAntica for kids, laboratorio di mosaico e visita all’interno del museo; dalle 19 alle 22 nella Sala Holden della Biblioteca Classense, accesso libero Golden Holden, giochi da tavolo per tutti i gusti.

Durante la Notte d’Oro sarà in vigore l’ordinanza che vieta la vendita “per asporto e il consumo di bevande in bottiglie di vetro, lattine e altri contenitori atti ad offendere” (fatta eccezione per i tavoli e gli spazi opportunamente allestiti) e che disciplina gli orari di svolgimento delle attività di piccolo trattenimento musicale nell’ambito del centro storico, delle principali strade limitrofe e in area Darsena.

Il 2023, come detto, è anche l’anno della VIII Biennale di Mosaico contemporaneo: durante la giornata della Notte d’oro sono in programma inaugurazioni, a partire dalle 10 di mattina fino alle 21.30, mentre sono in programma aperture serali speciali delle mostre e e dei luoghi espositivi, tra musei, gallerie d’arte, scuole, antichi chiostri, attività commerciali.

Tutto il programma nel dettaglio a questo link.

Scene troppo forti: rimossi i quadri anti Putin della pittrice ucraina: «Vergogna»

Tolte dopo due giorni le opere di Valeriya Pershyna al circolo Portoncino. «Vogliamo stare tranquilli»

Al centro sociale Il Portoncino di Ravenna sono stati censurati i quadri di una pittrice ucraina perché considerati troppo “urticanti”. Si tratta di una serie di opere che denunciano l’aggressione russa in Ucraina, tra cui anche una in cui Putin viene ucciso da una donna con una coltellata.

Valeria PerscinaL’autrice si chiama Valeriya Pershyna, da anni residente a Ravenna. Sui social ha espresso la propria rabbia: «Vergognoso! I miei quadri che parlano dell’aggressione putiniana sono stati tolti dal muro. Hanno detto che non vogliono la politica e vogliono stare tranquilli! Altre armi non ne ho, continuerò a “combattere” con la mia arte».

I quadri sono rimasti nel centro sociale appena due giorni. Dall’associazione “Ravenna incontra l’arte”, che aveva organizzato la mostra, fanno sapere sul Carlino Ravenna in edicola oggi (7 ottobre) che i temi trattati avrebbero urtato la sensibilità dei soci del circolo: «L’associazione non vuole conflitti al suo interno».

«Quali quadri credevano che dipingessi? – replica la stessa Valeriya Pershyna, intervistata dal Carlino – Cosa pensano che abbia davanti agli occhi un’ucraina in questo momento? L’arte deve mordere, graffiare. Chi dipinge non lo fa perché gli altri si sentano rassicurati. Io non comincerò a ritrarre fiori solo perché il racconto della guerra urta la sensibilità di qualcuno».

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