lunedì
18 Maggio 2026

Faenza riparte con un weekend di busker e una serata di “rinascita nel Borgo”

Faenza Busker

Faenza riparte e il centro torna ad animarsi dopo la distruzione portata dall’alluvione.

Sabato 9 e domenica 10 nelle piazze centrali e in corso Mazzini si svolgerà l’appuntamento, ormai giunto alla nona edizione, organizzato dalla Croce Rossa, “Buskers Faenza – La fucina dei sogni”. Saranno quattordici gli artisti di strada, musicisti, circensi, attori, a esibirsi dalle 18 alle 24 il sabato, e dalle 16 alle 22 la domenica.

In via Europa l’appuntamento con il “Borgo rinasce” è invece per il 12 settembre con una serata di negozi aperti, aperitivi, degustazioni, cene nei dehors dei locali, mercatini lungo il viale e musica live e spettacoli per i più piccoli per tornare a vivere il quartiere dopo la tragica alluvione di maggio.

L’evento, organizzato dal Consorzio Faenza C’entro e promosso dall’Amministrazione Comunale, si svolgerà dalle ore 18. Le strade interessate saranno chiuse al traffico. Il programma completo delle iniziative è disponibile su www.faenzacentro.it.

Il prefetto vieta la vendita di alcolici e la festa studentesca “trasloca”

L’evento in programma inizialmente in piazza a Faenza è stato spostato all’ultimo minuto in una discoteca

Pexels Mark Angelo Sampan 1587927

Doveva essere un grande evento per “festeggiare” l’inizio dell’anno scolastico e la ripartenza di Faenza dopo l’alluvione, per la prima volta in pieno centro. La festa studentesca “The Square” – rinviata a causa dell’alluvione – era già stata presentata anche in Comune, dove Amministrazione e organizzatori avevano dato appuntamento per oggi, venerdì 8 settembre, in piazza del Popolo, per una serata di discoteca a cielo aperto.

Gli stessi promotori dell’iniziativa, però, hanno deciso di cambiare location solo due giorni prima. Il motivo è spiegato oggi sulle pagine del Corriere Romagna: il prefetto ha vietato la vendita di alcolici, nell’ambito della festa e anche per tutti i locali che si affacciano sulla piazza. Per questo motivo, gli organizzatori – che avevano già previsto modalità di identificazione molto stringenti, per consentire l’acquisto di alcolici solo ai maggiorenni – hanno preferito spostare tutto in una discoteca, all’ex Tek, in via Proventa 50. Anche e soprattutto per non danneggiare i locali della zona, che avrebbero dovuto vivere una serata di festa.

Riolo Terme, il nuovo ponte pedonale sul Senio crolla durante il collaudo

I lavori erano terminati a fine agosto. L’opera era stata finanziata con 150mila euro di fondi europei

Riolo Terme Passerella Pedonale Crollata

A Borgo Rivola, nel territorio comunale di Riolo Terme, è crollata durante il collaudo la nuova passerella ciclo-pedonale sul fiume Senio.

L’opera, attesa da anni, era stata completata a fine agosto e già nello scorso weekend era stata attraversata a piedi da tante persone, nonostante fosse in attesa di collaudo. Che ha dato esito decisamente negativo: durante le prove di carico è infatti crollata sotto il peso di 500 chilogrammi al metro quadro.

Il ponte era stato realizzato grazie a circa 150mila euro di contributi ottenuti dalla Regione attraverso i fondi europei per la valorizzazione delle risorse ambientali.

Dal gruppo nanou alla danza della Primavera Araba: i protagonisti di Ammutinamenti

Pubblichiamo due approfondimenti, a cura rispettivamente di Linda Landi e Roberta Bezzi, sugli artisti protagonisti di questi primi giorni del festival di danza urbana Ammutinamenti. Cliccando qui è possibile consultare il programma completo.

Le artiste e gli artisti italiani

Urutau
Urutau, di Collettivo Cinetico

Pluralità, apertura, memoria e visione sono le parole chiave di Ammutinamenti 2023: con la salda regia di Cantieri Danza, dai luoghi storici agli spazi nuovi, l’eterno circolo della creazione nella danza d’autore è un patrimonio che ha radici forti e sguardo aperto che volge al possibile.

Come le artiste e gli artisti italiani protagonisti di questa venticinquesima edizione, a partire dal gruppo nanou, pagina di spessore della danza di origine ravennate che presenta Arsura (l’8 e il 9 settembre in sei repliche al museo Mar già a partire dalle 15.30). Il nuovo lavoro ha come protagonisti proprio il tempo e la reazione del corpo dinanzi al vuoto, “un attimo sospeso, carico di dramma, in cui osservare le macerie dell’accaduto” ed è frutto del confronto artistico tra Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci che ne è anche l’interprete.

I giganti di CollettivO CineticO tornano all’Almagià (l’8 e il 9 settembre alle 21) con Urutau. extinction party, performance rituale partecipata aperta e preceduta da un workshop di preparazione condotto dall’anima del collettivo, la coreografa Francesca Pennini. Ispirata all’omonimo volatile, Urutau (in italiano il Nittibio) viene denita come “un ibrido tra un rito sacricale e un rave party congelato” e vede in scena un singolare allenamento telepatico tra i performer, che travalicano lo spazio fisico per toccare quello contemplativo, seguendo le linee guida del “fitoness”, delicata pratica meditativo-esperienziale liminare alla vita del mondo vegetale, ludicamente praticata dal collettivo in opposizione al rumoroso e mainstream concetto di fitness.

Nicola Galli e la sua personale visione coreograca ci portano invece Sull’orizzonte della Penisola di Boscoforte nelle Valli di Comacchio (domenica 10 alle 17). La performance nasce come site-specic in collaborazione con Trail Romagna nell’ambito del festival ItineRa e consiste in un invito a scoprire il camuffamento di un corpo danzante nella natura, alla ricerca di una nuova integrazione tra umano e paesaggio.

Altra voce accreditata della danza di ricerca italiana è Silvia Gribaudi che, con la sua inconfondibile cifra ironica, è autrice e interprete di A corpo libero (sabato 9 alle 10.30 ai giardini pubblici e alle 20.30 al centro sociale La Quercia), una riflessione sulla condizione femminile che prende le mosse dall’imperfezione della fisicità, intesa come epidermide di un universo interiore.

NeverStopScrollingBaby dell’esordiente collettivo italo-belga VITAMINA è invece costruito intorno all’idea di “un flusso continuo di informazioni, un gioco di accelerazione e impulsi ormonali”. Al centro della coreografia (domenica 10 alle 17.30 all’Almagià) è la nostra realtà iperconnessa, sempre tesa alla ricerca del sensazionale, che porta al tipico gesto dello scrolling, ovvero lo scorrimento compulsivo sullo schermo che crea eccitazione e nel contempo frustrazione.

La giovane Compagnia Bellanda con L’incontro (domenica 10 alle 16.30 e alle 18.30 al centro commerciale Esp) indaga invece le relazioni e le complesse dinamiche che si sprigionano quando si intesse un rapporto con l’altro: diversità, identità e pregiudizio sono i poli catalizzatori di un contatto che chiama in gioco equilibrio e fiducia.

Infine, Adriano Bolognino selezionato dal gruppo dei Visionar* di Ravenna, presenta (lunedì 11 alle 18.30 alla Fondazione Sabe per l’arte) Come neve che intreccia le sensazioni piacevoli dell’infanzia davanti a una nevicata alla finestra e il senso di comunità, rispecchiato anche nella scelta dei costumi, realizzati all’uncinetto da un gruppo di appassionate autocostituitosi durante la pandemia.

Linda Landi

Un festival anche internazionale

Compagnia Ertza Otempodiz Ph Asier Zabaleta
Ertza

Guarda oltre conne la XXV edizione del Festival Ammutinamenti, in cui spicca la presenza di diversi artisti stranieri: il vietnamita Tu Hoang, il libanese Bassam Abou Diab e la compagnia spagnola Ertza di cui fanno parte anche performer mozambicani.

Il coreografo e danzatore vietnamita Tu Hoang porterà il duetto Trial, venerdì 8 settembre alle 18 in piazza San Francesco. In scena, lo stesso Hoang insieme a Tuan Tran, darà prova di armonia e sincronicità, con rapidi impulsi e precisi movimenti della mano. I due uomini finiranno per competere tra loro, gareggiando fino a perdersi l’uno nell’altro e a evolversi in due identità separate. Nel 2018 la sua creazione ha ricevuto più riconoscimenti al concorso internazionale di coreografia di Copenhagen, tra il terzo premio, il premio del pubblico e il premio B.oom festival production. Ha anche vinto il primo premio al New Dance For Asia a Seul e il premio del pubblico alla Tanzplattform Bern 2019. La danza di Hoang, che da anni vive a Rotterdam, è unica in quanto combina elementi di Kung Fu e Tai Chi e le influenze più occidentali del contemporaneo e dell’hip hop urbano.

Sabato 9 settembre alle 22, nella cornice delle Artificerie Almagià, il libanese Bassam Abou Diab presenterà al pubblico del festival il suo Eternal che concentra l’attenzione sul corpo nel periodo della Primavera Araba, un movimento politico che si oppone ai sistemi sociali e politici esistenti in Medio Oriente e in Nord Africa. Un esempio di come la danza possa diventare un elemento di ribellione contro un sistema politico radicale. In particolare, Bassam – unico performer sul palcoscenico – parlerà del rapporto con il suo personale “Grande Fratello”, proponendo una serie di sequenze di danze ribelli creata proprio per opporsi a questa autorità. Dopo aver mosso i primi passi come attore e ballerino di dabke, nel 2021 ha fondato il Beirut Physical Lab, un’organizzazione che mira a sostenere gli artisti emergenti della danza contemporanea e del teatro fisico, concentrandosi su formazione, spettacoli, ricerca e collaborazioni artistiche a livello locale e internazionale.

Da non perdere anche la compagnia spagnola Ertza, nata nel 2004 sotto la direzione del danzatore e coreografo Asier Zabaleta, con lo spettacolo Otempodiz, lunedì 11 settembre alle 17.30, di nuovo in Piazza San Francesco. Un lavoro sul tempo e sul suo diverso valore: in Occidente, dove è qualcosa di oggettivo, indipendente dalle persone, che si misura, si compra, si vende, si pianifica; in Africa dove al contrario è qualcosa di soggettivo, strettamente legato alle persone, che può essere “abitato” e che non manca quasi mai. La danza unifica, in quanto consente di vivere il tempo stesso in un presente assoluto. Il progetto è il risultato di un processo di scambio e di creazione artistica bilaterale tra Mozambico e Spagna. Sulla coreografia di Zabaleta, danzano Fenias Nhumaio e Deissane Machava.

Roberta Bezzi

Tenta di rapinare due coppie di anziani in zona stazione: arrestata una 40enne

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Ha tentato di rapinare due coppie di anziani nei pressi della stazione di Ravenna.

Prima ha tentato di sottrarre una borsa, con modi violenti, dandosi poi alla fuga a mani vuote; poi si è impossessata di un portafoglio, con tanto di successiva colluttazione, riuscendo in un primo momento a scappare con un bottino di 700 euro.

La donna – una 40enne di Lugo con precedenti – è stata bloccata (grazie anche all’aiuto di un passante) dalla polizia nell’ambito dell’intensificazione dei controlli nella zona ed è stata arrestata e portata in carcere.

È morto Brini: nel ’93 portò per la prima volta al ballottaggio la sinistra

A ricordarlo è il vicesindaco repubblicano Fusignani, che venne eletto in consiglio con la sua coalizione

Ezio Fedele Brini
Ezio Fedel Brini (a destra) in una foto con il vicesindaco Fusignani e La Malfa

È morto a 76 anni Ezio Fedele Brini, che nel 1993 portò il candidato del Pds Pier Paolo D’Attorre al ballottaggio, prima volta nella storia a Ravenna.

Brini si candidò a sindaco di un’alleanza che comprendeva anche il Pri, che oggi lo ricorda con una nota inviata alla stampa dal vicesindaco Eugenio Fusignani.

«Quell’esperienza politica – scrive Fusignani -, fu la prima che cercò di unire forze politiche in una visione di un centrosinistra, sulla scorta dell’esperienza di governo con la formula del centrosinistra voluta da Ugo La Malfa e anticipando l’Ulivo pensato da Romano Prodi del quale il Pri fu tra i fondatori. E non a caso Alleanza per Ravenna con Brini portò al ballottaggio il compianto Pierpaolo D’Attorre, candidato a sindaco della coalizione Pds, che poi divenne sindaco anche con voti di altre forze, quandanche queste si fossero presentate al primo turno con autonomi candidati a sindaco. Con Ezio Brini vennero eletti 7 consiglieri comunali che, con lui capogruppo e sulla scorta del corposo programma elettorale proposto, costituirono un gruppo di vera opposizione, sempre nel merito e mai preconcetta, poiché l’unico obiettivo era quello di lavorare per il bene della comunità e non contro il governo. Ricordo quell’esperienza che mi vide tra gli eletti e, dunque, parte di quel gruppo, che mi ha dato il piacere di lavorare per la città al fianco di Ezio. Per questo lo ricorderò sempre come un lavoratore instancabile con un carattere frizzante, qualità che seppero esaltare le sue profonde e riconosciute conoscenze tecniche. Alla famiglia Brini il cordoglio mio personale e di tutti i Repubblicani della provincia di Ravenna».

Ingegnere civile, libero professionista, si è sempre occupato di trasporto e infrastrutture e a Ravenna non mancano le sue opere, come il sottopasso in viale Europa. Anche dopo l’impegno politico, non mancava di intervenire per cercare di portare un contributo al fine di cercare di migliorare la viabilità di Ravenna. Qui, per esempio, la nostra intervista sul tema del sottopasso di via Canale Molinetto.

I funerali si svolgeranno domani, venerdì, alle 15 alla camera mortuaria di Ravenna, poi la salma sarà cremata.

Ezio Fedele Brini lascia la moglie Anna e il figlio Jacopo.

Il dramma dell’abbandono in scena al Teatro Rasi fino all’8 settembre

La produzione Studio Doiz con gli attori Carpinelli e Gera interroga l’umanità alle prese con un futuro sempre più ostile e incerto

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Lorenzo Carpinelli e Alice Gera

Non servono grandi scenografie per costruire uno spettacolo con la S maiuscola. È sufficiente una combinazione riuscita di effetti sonori, visivi e, naturalmente, di interpretazioni ispirate. Laddove mancano quasi del tutto oggetti e colori – fatta eccezione per il neon rosso presagio di un pericolo imminente – sono le voci e i corpi a riempire la scena polverosa e apocalittica di Abbandono, l’ultima produzione di Studio Doiz inserita nella rassegna “Approdi” di Ravenna Teatro in collaborazione con il Cisim di Lido Adriano.

La regia di Roberto Magnani e la scrittura di Iacopo Gardelli si interrogano sul destino di un’umanità afflitta da guerre e disastri climatici, in rotta verso un futuro (inevitabilmente?) apocalittico. Un uomo (Lorenzo Carpinelli) e una donna (Alice Gera), coppia di fatto ma dal legame disfunzionale, è in attesa di ottenere un passaggio verso un “di là” – forse un altro pianeta – dove ricominciare da capo. Intorno a loro, la sabbia continua a cadere e a coprire ogni cosa, riducendo istante dopo istante la vita sulla Terra.

Abbandono racconta l’essere umano alle prese con la propria (auto)distruzione e con le scelte obbligate che ne conseguono. Cosa comporta l’andare via, se tutto ciò che ci rappresenta e ci definisce viene lasciato indietro a morire? «Noi siamo quello che lasciamo. Se non lasciamo più niente, non siamo più niente», mormora la protagonista, afflitta dal dubbio: restare o partire? Abbandonare gli altri o salvare se stessi? “Lui” ha già preso la sua decisione, con una rabbia soffocata e desinata ad esplodere violentemente; “Lei”, invece, porta la speranza dentro di sé. Lo spettacolo mette in scena il dramma della perdita, che è anche, e soprattutto, la perdita di sé stessi per rinascere in un altrove auspicabilmente migliore.

L’ambientazione apocalittica-distopica cui la letteratura, il cinema e le serie tv ci hanno abituato, con un moltiplicarsi di prodotti culturali negli ultimi decenni, con Abbandono viene trasferita sulla scena teatrale, dove l’esperienza immersiva è a carico della scenografia (scarna, essenziale), delle luci (fredde, intermittenti, sinistre) e dell’accompagnamento sonoro coinvolgente ed evocativo (a cura di Giacomo Bertoni), una vera e propria spalla per il carico emotivo sostenuto dagli attori in scena. Alla fine, si esce dalla sala un po’ frastornati, consapevoli di non aver assistito al “solito” teatro e con una domanda in testa che esige risposta: cosa succede dopo? Abbandono è il primo atto di un racconto di vita destinato, malgrado tutto, a proseguire, così come quello di ognuno di noi.

Lo spettacolo è in scena al Rasi fino a venerdì 8 settembre (ore 21 giovedì 7, ore 19 venerdì 8), ma è sold-out. Info: ravennateatro.com

A Faenza undici artisti rileggono il tema dell’abitare

Al Museo Diocesano il percorso espositivo Dove abita l’uomo. Luoghi, relazioni, intrecci, curato da Giovanni Gardini

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Una fotografia di Richard Betti

Inaugura venerdì 8 settembre (ore 18) Dove abita l’uomo. Luoghi, relazioni, intrecci, mostra che il Museo Diocesano di Faenza, in collaborazione con il Comune di Faenza e il Comune di Ravenna, ha incentrato sul tema dell’abitare.

Undici artisti rileggeranno questo tema complesso, qui declinato secondo varie sfaccettature. Felice Nittolo, con l’opera Porziuncola, una preziosa dimora in mosaico, richiama al tempo quotidiano dell’abitare e alla dimensione interiore dell’uomo; Andrea Salvatori presenta Grande Testone (svuotatasche), un omaggio al David di Michelangelo che qui assurge a immagine dell’abitare la mente; Daniela Novello, attraverso una serie di borsoni in piombo, invita a riflettere sulla precarietà della vita.

Poi Chiara Lecca, Jessica Ferro e Marisa Zattini, che con le loro opere indagano il fragile equilibrio dell’uomo con la natura; Marco Parollo, Andrea Bernabini, Richard Betti, Adriano Zanni con le loro fotografie, a tratti intime e delicate, guardano l’alluvione che ha colpito la Romagna nel mese di maggio. L’opera di Matteo Lucca crescerà in stretto dialogo con i visitatori, che saranno invitati a cristallizzare nell’argilla il gesto potente della stretta di mano.

La mostra, a cura di Giovanni Gardini, sarà visitabile dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18.30. Fino al 7 gennaio. Allo spazio espositivo di Santa Maria dell’Angelo, nella via omonima.

Paolo Nori e Isabella Ragonese in città per il 702° annuale della morte di Dante

Le iniziative di sabato 9 e domenica 10 settembre, ci sono anche Ermanna Montanari e Marco Martinelli

Ragonese
Isabella Ragonese

Sabato 9 e domenica 10 settembre Ravenna ricorda Dante nel 702° Annuale della morte, con due giornate dantesche organizzate dalla Biblioteca Classense. Si inizia sabato 9 (ore 15) con la visita guidata a cura di Giulia Liguori alla mostra Il Dante di Wolfango in Classense. A seguire, alle 16, l’ultimo incontro delle Letture Classensi 2022/23: col coordinamento di Loredana Chines, ordinaria di Letteratura Italiana presso l’Università di Bologna, nella sala Dantesca della Classense verrà presentato il volume n. 51 delle Letture, intitolato Dante e l’eredità dei classici, a cura di Stefano Carrai (Ravenna, Longo Editore, 2023).

Sempre sabato (ore 10.30, 11.30 e 17), a Casa Dante Fondazione RavennAntica organizza le visite guidate La Ravenna di Dante, tra Romanticismo e contemporaneità, tenute da Nicola Ghinassi e Veronica Quarti (prenotazione consigliata al 320-9539916). Alle 16, a Casa Dante, ecco anche la visita animata per i più piccoli a cura della sezione didattica di Fondazione RavennAntica, dal titolo C’era una volta Dante Alighieri. La giornata si concluderà alle 18 alla Tomba di Dante con L’ora che volge il disio, lettura perpetua della Commedia dedicata al canto XXI del Paradiso, a cura di Stefano Carrai.

Domenica 10 la giornata si apre invece nella sala Dantesca della Classense (ore 10), con la Prolusione, tenuta quest’anno da Paolo Nori. Scrittore, traduttore ed esperto di letteratura russa, Nori terrà un intervento dal titolo I sandali di Dante.  Alle 11 ci si sposta verso la zona Dantesca, insieme al sindaco Michele de Pascale e all’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia. Davanti alla Tomba di Dante, Ermanna Montanari e Marco Martinelli, fondatori del Teatro delle Albe, leggeranno il Canto II dell’Inferno con la partecipazione delle cittadine e dei cittadini della Chiamata Pubblica, che dal 2017, con la produzione di Ravenna Festival e del Comune di Ravenna, lavorano insieme alle Albe per “mettere in vita” le cantiche della Divina Commedia.

Nori
Paolo Nori

La lettura verrà introdotta da un’intensa lirica da loro richiesta a Nevio Spadoni sulla recente alluvione, un gesto di solidarietà e memoria per la nostra terra. I due fondatori delle Albe hanno inoltre coinvolto un’interprete d’eccezione, l’attrice, drammaturga e regista Isabella Ragonese, che leggerà dall’arengo del Palazzo della Provincia il Canto V dell’Inferno, mentre il Coro Ludus Vocalis Ragazzi, diretto da Elisabetta Agostini, realizzerà un intervento canoro.

Alle 11.45 sarà poi la volta della Messa di Dante, la consueta celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo emerito di Verona, mons. Giuseppe Zenti, nella basilica di San Francesco, mentre alle 12.45, all’interno della Tomba di Dante, si terrà la Cerimonia dell’Olio, la tradizionale offerta dell’olio al sepolcro del Poeta da parte del Comune di Firenze. La giornata si concluderà alle 18 quando il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, sarà protagonista della Lettura perpetua e reciterà il XXII canto del Paradiso.

Tutte le info su vivadante.it

Donano all’ospedale il ricavato di un torneo in memoria del figlio morto

I genitori di Enrico Gobbi, scomparso due anni fa, hanno voluto appoggiare il reparto di Dermatologia di Ravenna

Donazione Dermatologia Ravenna
Paride Gobbi, padre di Enrico; Michela Tabanelli, direttore U.O. Dermatologia Ravenna; Francesca Gobbi, madre di Enrico, e Francesca Bravi, direttrice Sanitaria Ausl Romagna

Per ricordare Enrico Gobbi, un giovane ragazzo scomparso poco più di due anni fa a causa di un tumore maligno della pelle, i genitori hanno devoluto al reparto di Dermatologia dell’ospedale di Ravenna il ricavato di un torneo di beach tennis svoltosi a Cervia in sua memoria. Questa mattina, nei locali della direzione sanitaria dell’ospedale di Ravenna, i genitori di Enrico, Paride e Francesca, sono stati accolti da Francesca Bravi, direttore sanitario Ausl Romagna, e da Michela Tabanelli, direttore dell’Unità Operativa di Dermatologia, che ha seguito e accompagnato Enrico nel suo percorso clinico, dalla diagnosi fino al tragico epilogo.

Un incontro commovente, ripercorso dalle parole di Michela Tabanelli, che dice di aver «avuto la fortuna di conoscere Enrico e seguire lui e la sua famiglia lungo tutto il percorso di cura, anche se purtroppo la forma tumorale aggressiva che lo aveva colpito, nonostante le terapie, lo ha portato nel giro di pochi anni alla morte. Questo importante atto di generosità da parte dei genitori di Enrico verrà impiegato per migliorare i servizi di assistenza ai pazienti dermatologici, in particolare per creare una nuova sala d’attesa più accogliente, nell’ambito di un progetto di umanizzazione dell’accoglienza e delle cure. La sala d’attesa della dermatologia di Ravenna sarà dedicata ad Enrico e affiggeremo una targa commemorativa, in modo che il suo ricordo rimanga vivo e sia da stimolo per tutto il personale, a continuare a svolgere il proprio lavoro in maniera umana, affrontando le sfide quotidiane con lo stesso coraggio che ha contraddistinto la battaglia di Enrico contro il tumore».

Importanti parole di apprezzamento al percorso di cura intrapreso dal figlio sono state espresse dalla mamma di Enrico, Francesca. «Se non ci sono parole per esprimere il dolore per la perdita di un figlio, con il nostro gesto vogliamo esprimere tutta la gratitudine in primis a Tabanelli per la disponibilità sempre dimostrata anche fuori orario di servizio, a rispondere alle domande di nostro figlio e a seguire tutta l’evoluzione del percorso, non solo da un punto di vista clinico. Un ringraziamento che estendiamo a tutto il reparto di dermatologia, di Radiologia e di Oncologia, dove Enrico ha terminato i suoi giorni di vita».

Francesca Bravi, direttrice sanitaria di Ausl Romagna, ringraziando i genitori per l’importante gesto, ha richiamato l’importanza della prevenzione. «Purtroppo Enrico è stato colpito da una rara variante di melanoma che per la sua aggressività, non è stato possibile curare. Ma ancora oggi il rischio di melanoma viene sottovalutato. Se per altre forme tumorali l’adesione agli screening è alta, la prevenzione per questa forma tumorale, attraverso la mappatura dei nevi è ancora bassa. Accanto all’importanza di una maggiore sensibilizzazione della popolazione su questo aspetto, è importante ricordare la rete integrata e strutturata esistente in Ausl Romagna con l’Irst di Meldola che ha messo insieme la cura e il trattamento delle malattie oncoematologiche con la ricerca delle tecniche e dei farmaci più innovativi e a cui tutti i cittadini in egual modo e con gli stessi trattamenti di prossimità, possono accedere».

Allo stadio di Lugo si celebrano i 50 anni di Borgorosso Football Club

Sabato 9 settembre proiezione del film con Alberto Sordi girato in gran parte proprio nello stadio lughese nel 1970

Sordi

Il cineclub “Italo Zingarelli” di Lugo propone un evento speciale per celebrare i 50 anni del film con Alberto Sordi Il presidente del Borgorosso Football Club, uscito nel 1970 e diretto da Luigi Filippo d’Amico. Nel film venne dato ampio risalto allo stadio Muccinelli di Lugo, ed è proprio allo stadio che sabato 9 settembre (ore 21) verrà proiettata in maxi-schermo la celebre pellicola che portò la Romagna sullo schermo nazionale e che ancora oggi riscuote tantissimo apprezzamento.

La serata si aprirà alle 20.30, quando verranno intervistati alcuni degli attori del film, che vide la partecipazione di molti cittadini lughesi. Quindi ci sarà la proiezione del film nel contesto del torneo internazionale di calcio giovanile di Lugo 1982, con la presenza di squadre dal territorio, così come da Francia, Scozia e Ungheria.

A corollario delle celebrazioni è stata anche allestita una mostra fotografica che verrà inaugurata giovedì 7 settembre alle ore 18 presso l’Hotel Ala d’Oro in via Matteotti 56. Sono stati ritrovati infatti scatti inediti che saranno i protagonisti dell’esposizione a ingresso libero e visitabile fino a domenica 24 settembre.

Il cardinal Matteo Maria Zuppi al Grand Hotel Mattei

Il presidente della Conferenza episcopale italiana tratterà il tema “La responsabilità educativa ci coinvolge tutti”

Zuppi

Venerdì 8 settembre, alle 20.45 al Grand Hotel Mattei di Ravenna, si terrà l’incontro con il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, sul tema “La responsabilità educativa ci coinvolge tutti”. Saranno presenti e porteranno i loro saluti il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, e l’arcivescovo di Ravenna, monsignor Lorenzo Ghizzoni. L’incontro, a cui la cittadinanza è invitata, è patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Ravenna.

«Considerata la grande emergenza educativa che tutti abbiamo sotto gli occhi e la passione umana del cardinale sui temi dell’educazione – commenta l’associazione Amici di Enzo – abbiamo pensato di proporre un appuntamento importante sulla tematica educativa, come sempre all’inizio di un nuovo anno scolastico, utile al nostro lavoro di educatori, ma anche alla vita di ciascuno di noi. Una grande occasione, per ascoltare un cardinale che, negli ultimi tempi, è protagonista assoluto non solo nel panorama della chiesa cattolica, ma in quello culturale e politico del mondo».

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