lunedì
18 Maggio 2026

Bovolenta debutta agli Europei firmando il match point: «Dedicato alla mia famiglia»

La favola del figlio di Vigor, azzurro a 19 anni. Coach De Giorgi: «Mi emoziona»

BovolentaIl ravennate Alessandro Bovolenta, 19 anni, figlio di Vigor – campione della generazione dei fenomeni azzurri, morto sul campo nel 2012 – ha debuttato in una gara ufficiale in Nazionale, mettendo a segno il punto finale nella vittoria per 3-0 dell’Italia contro il Belgio.

Come in una favola, andata in scena davanti a quasi 9mila spettatori alla Unipol Arena di Bologna nella serata di ieri, 28 agosto, nell’esordio azzurro agli Europei di volley 2023.

Bovolenta, entrato da poco, ha realizzato il punto decisivo con un attacco al quale il Belgio ha risposto con un’invasione.

«Ho vissuto questo esordio agli Europei con grande felicità – ha dichiarato “Bovo Junior” a fine partita – e ho cercato di vivere con serenità questo momento così importante. Questa sera un pensiero va alla mia famiglia e a tutte quelle persone che hanno creduto in me. A fine gara mia mamma mi ha abbracciato ed ho provato tanta felicità. Sto vivendo un sogno e dietro di me sento la fiducia dei miei compagni e questo mi dà tanta carica».

Soddisfatto naturalmente coach Fefè De Giorgi, che prima della partita aveva dichiarato: «Bovolenta mi ricorda suo papà Vigor, mi emoziona ma è una scelta tecnica precisa».

Emozionato anche lo staff della Consar Ravenna, dove Bovolenta si appresta a disputare un secondo campionato di A2, che ha esultato con un post sui social.

Nasce la task-force del Comune contro gli orti abusivi negli argini dei fiumi

È vietato l’accesso alle golene anche per il pericolo dovuto alla movimentazione di mezzi al lavoro per il ripristino degli argini

Uno Degli Orti Abusivi Apparso Ultimamente Nella Golena Del LamoneLungo i corsi dei fiumi nel comune di Faenza nelle aree golenali sulla sponda interna degli argini stanno tornando gli orti ma si tratta di coltivazioni abusive in virtù della permanenza in vigore dell’ordinanza emessa a maggio di quest’anno a causa delle emergenze alluvionali per vietare l’accesso agli argini.

È stato deciso di costituire una task-force per effettuare verifiche puntuali lungo i tratti arginali del comune per evitare che vengano realizzati orti incompatibili con gli interventi di ripristino degli argini e di posa delle condutture fognarie. I trasgressori, dopo una prima diffida verbale, sono punibili amministrativamente con una pena pecuniaria.

La polizia locale dell’Unione della Romagna faentina sta provvedendo a diffidare i responsabili e ricorda alla cittadinanza che è vietato ricostruire orti negli argini dei fiumi. Vista la competenza demaniale degli argini, la presenza di orti abusivi è stata segnalata anche alla Regione.

Oltretutto, vista la concomitanza dei lavori che l’Agenzia regionale della Sicurezza territoriale e protezione civile dell’Emilia-Romagna ed Hera stanno effettuando nei tratti arginali della città, qualsiasi compresenza di persone estranee ai cantieri con i grossi mezzi per il movimento terra, risulta rischiosa per la propria incolumità.

L’assessore regionale: «Servono risposte agli agricoltori custodi del territorio»

Sopralluogo di Mammi, titolare della delega Agricoltura, tra le aziende colpite dalle frane

Assessore Mammi A Casola 2Garantire la manutenzione adeguata alle reti dei territori rurali, procedere con gli interventi di somma urgenza per ripristinare le strade di collegamento e le strade intra-poderali, evitando il rischio di uno spopolamento della montagna, ripristinare rapidamente le infrastrutture idriche e procedere con gli interventi per riparare e intervenire sui danni causati dalle frane. Sono questi i temi affrontati oggi, 28 agosto, dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, durante un incontro a Casola Valsenio, nell’Appennino ravennate, con associazioni, imprese agricole, amministratori locali per fare il punto, anche sul versante agricoltura, sullo stato dei lavori, intervenire sul ripristino delle frane e sulle necessità primarie a tre mesi dall’alluvione.

L’assessore Mammi, al termine dell’incontro ha fatto diversi sopralluoghi presso imprese agricole colpite dall’alluvione. Si è recato anche nei luoghi oggetto dei primi ripristini da frana realizzati grazie alle risorse anticipate soprattutto dal Comune di Casola Valsenio, in collaborazione con Provincia, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Esercito e Protezione Civile.

Assessore Mammi A Casola«Gli agricoltori sono custodi del territorio – ha detto l’assessore Mammi – E per questo occorre accelerare e dare delle risposte, prima dell’inverno, puntando all’obiettivo di una ricostruzione totale delle infrastrutture con risarcimenti a chi ha produzioni vegetali distrutte e a quelle zootecniche danneggiate. Oggi la Giunta regionale ha deliberato le delimitazioni dei danni in agricoltura, nelle zone territoriali colpite dagli eventi alluvionali per danni alle produzioni vegetali, produzioni zootecniche, apistiche, le strutture aziendali e le infrastrutture interaziendali, così da essere operativi e trasmettere le perimetrazioni al Ministero. Inoltre, abbiamo lavorato per fare sì che il nuovo strumento di ristoro Agricat potesse risarcire fino al 100% dei danni, anche quelli provocati dalle frane. In questa fase possiamo contare su circa 150 milioni di euro, messi a disposizione dallo Stato e dalla Commissione europea, garantiti per le perdite produttive: un primo passo ma ben lontano dai danni complessivi in agricoltura che si aggirano attorno al miliardo di euro. Sono inoltre a disposizione anche 50 milioni per la ricostruzione e 21 milioni che arrivano dai fondi che abbiamo stanziato tra Psr e nuovo programma di Sviluppo rurale, in attesa del contributo del fondo solidarietà delle altre Regioni».

All’incontro erano presenti, tra gli altri il sindaco Giorgio Sagrini, il vicesindaco Maurizio Nati, rappresentanti delle associazioni agricole, il Consorzio di bonifica Romagna occidentale, gli ordini professionali e diversi imprenditori agricoli.

Attimi di paura a Lido di Dante: turista tedesco salvato dai bagnini

Foto Salvataggio Lido di Dante
I bagnini mentre salvano il turista tedesco a Lido di Dante

Ha deciso di fare il bagno nonostante il mare mosso e la bandiera rossa, rischiando però di annegare. Un turista tedesco è stato salvato da alcuni bagnini (anche uno fuori servizio) allertati dalla figlia, accortasi delle difficoltà del padre.

È successo a Lido di Dante, nel primo pomeriggio di oggi, 28 agosto.

L’uomo è stato trasportato sano e salvo a riva, dove ha potuto abbracciare la figlia e, fortunatamente, rifiutare i soccorsi dei sanitari giunti sul posto.

Schlein apre e chiude la festa dell’Unità di Ravenna. Tra i big Veltroni e Conte

Annunciati gli ospiti dei dibattiti al Pala De André, dal 30 agosto all’11 settembre

Elly Schlein

La segretaria nazionale Elly Schlein inaugurerà il 30 agosto (dalle 20.30) la festa dell’Unità di Ravenna, quest’anno nazionale, per portare all’attenzione nuovamente il tema dell’alluvione in Romagna, con il segretario provinciale Alessandro Barattoni che non manca di sottolineare nuovamente i ritardi del Governo.

La Schlein tornerà poi al Pala De André per la chiusura, l’11 settembre. L’area a disposizione del Pd quest’anno sarà dimezzata rispetto all’ultima festa nazionale, considerato il cantiere per il nuovo palazzetto e l’area già occupata dall’Omc, rinviato a ottobre per l’alluvione. Sostanzialmente, la festa si terrà solo nell’area del palazzetto e negli spazi più a ridosso di via Trieste.

Tra gli ospiti dei dibattiti politici (si parlerà tra le altre cose di Pnrr, sanità, salario minimo, violenza sulle donne…), alcuni big nazionali come Pier Luigi Bersani e Carlo Calenda, che si confronteranno sullo stesso palco l’1 settembre, Nicola Zingaretti e il commissario europeo Paolo Gentiloni (uno dopo l’altro, il 2 settembre), gli ex ministri Maria Stella Gelmini e Roberto Speranza (il 3 settembre per parlare rispettivamente di Rai e sanità pubblica), Debora Serracchiani e Alessandro Zan (il 4 settembre per parlare rispettivamente di giustizia e diritti), Maurizio Landini e Don Luigi Ciotti il 6 settembre parleranno di lavoro e legalità, prima di un intervento di Walter Veltroni sul riformismo democratico; Gianni Cuperlo (il 9 settembre con il giornalista Luca Bottura) e il giorno stesso l’ex premier Giuseppe Conte (in dialogo con il presidente della Regione Bonaccini).

Attesi anche ospiti internazionali come la politica spagnola Iratxe García Pérez e l’ex ministsro di stato svedese Stefan Löfven.

Non sono invece stati invitati membri del Governo e non è atteso neppure il commissario per la ricostruzione post alluvione, il generale Figliuolo.

Da segnalare invece anche tanti nomi noti del giornalismo, tra cui lo stesso Bottura, Maurizio Molinari, Emiliano Fittipaldi, Enrico Mentana (in una serata di ricordo del compianto Andrea Purgatori), David Parenzo e Francesca Mannocchi.

Il programma completo, giorno per giorno, è a questo link: http://festaravenna.it/eventi/sala-dibattiti-salvador-allende/

Qui invece avevamo già presentato il programma degli spettacoli del palco centrale, mentre tornano per tre sere i burattini di Massimiliano Venturi.

 

Una passeggiata di 11 km lungo il Lamone tra leggende e tradizioni con picnic finale

Il 3 settembre partenza dal Palazzo San Giacomo alle 8.30, dopo il pranzo è possibile visitare la mostra d’arte nell’antica dimora della famiglia Rasponi

Palazzo San Giacomo RussiUna passeggiata mattutina di undici chilometri lungo il fiume Lamone per scoprire piccoli e grandi tesori della natura tra antiche leggende, tradizioni ed evoluzioni del tempo e pranzare con un picnic con prodotti locali. È la proposta di “Racconti in viaggio: il Lamone”, quarta edizione della passeggiata sulle tracce della storia rivolta a famiglie e sportivi organizzata da “Strada della Romagna”, con il patrocinio del Comune di Russi, del Comune di Bagnacavallo e dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Domenica 3 settembre il ritrovo sarà alle 8.30 a Russi, davanti a Palazzo San Giacomo (via Carrarone Rasponi), dove i partecipanti saranno accolti da guide esperte del territorio che li accompagneranno lungo un percorso di circa 11 chilometri dal grande fascino naturale e culturale. Storie poco conosciute e racconti del passato scandiranno la passeggiata lungo il fiume Lamone, durante la quale sarà possibile osservare la flora di fine estate del fiume.

Il percorso non è consigliato per i passeggini. I partecipanti sono invitati a portare con sé una borraccia con acqua, che verrà poi riempita ad ogni sosta. Obbligatorio un abbigliamento consono per una camminata su strade sterrate.

I volontari di Pro Loco di Russi e Associazione Traversara in Fiore permetteranno anche di scoprire storia e curiosità sulle tre chiese lungo il percorso (Santa Maria Assunta di Traversara, Oratorio di Santa Rosa da Lima, San Tommaso apostolo di Cortina di Russi). Sarà presente un punto di ristoro con frutta fresca del territorio.

Il rientro al punto di partenza, previsto per le ore 14 circa, sarà l’occasione per gustare in compagnia un pic-nic gourmet a base di prodotti Dop e Igp delle aziende agricole della Strada della Romagna.

Nel pomeriggio, alle 15, a cura di Pro Loco Russi, si terrà una visita guidata di Palazzo Rasponi, al centro di un importante progetto di restauro attuato negli ultimi anni. All’interno del palazzo è anche possibile visitare la mostra “Siembra directa”, una doppia personale di Oscar Dominguez e Ana Hillar, dedicata alla salvaguardia della natura e del suolo.

Il costo di partecipazione alla giornata (escursione + pic-nic) è di 15 euro (10 euro per i bambini fino ai 12 anni). Le iscrizioni al negozio Degriffè (via Giuseppe Ungaretti 34, Russi). Per chi partecipa alla camminata c’è la possibilità di fare la visita guidata alla mostra “Siembra directa” (piano terra e primo piano) a un costo ridotto di 5 euro, da regolare in loco o solamente al primo piano a un costo ridotto di 3 euro. Per informazioni: info@stradadellaromagna.it – tel. 338 1274770.

Scoperti mentre tentano un colpo al portavalori: tre ricercati in fuga su una Bmw

La guardia giurata a bordo del furgone si è insospettita per la presenza di due persone con la mascherina anti Covid nel parcheggio di un supermercato Coop

WhatsApp Image 2023 08 28 At 10.27.07Sventato un tentativo di furto ai danni di un furgone portavalori a Ravenna stamani, 28 agosto, nel parcheggio del supermercato Coop in via Gramsci. Le forze dell’ordine sono alla ricerca di tre uomini che si sono allontanati a bordo di una Bmw scura di grossa cilindrata.

WhatsApp Image 2023 08 28 At 10.27.08Tutto è accaduto poco prima delle 10. Un furgone della ditta Battistolli, utilizzato per il trasporto di valori di entità limitata come banconote di piccolo taglio o monete, è arrivato al supermercato del centro commerciale Gallery per un’operazione tecnica. La guardia giurata a bordo si è insospettita per la presenza di due uomini nel parcheggio con la mascherina anti Covid.

Dopo aver messo in sicurezza i valori all’interno del negozio, la guardia giurata è uscita e ha trovato i due uomini nei pressi del furgone nel tentativo di entrare. L’arrivo del vigilante li ha fatti allontanare in fretta per salire a bordo dell’auto su cui li attendeva un complice.

Alla Festa dell’Unità tre serate tra burattini e bolle di sapone

Torna la rassegna a cura di Massimiliano Venturi, con spettacoli in esclusiva

Burattini festa unità

I viali della Festa dell’Unità al Pala De Andrè diventano un grande palcoscenico all’aperto per famiglie con “Burattini in festa”, tre serate (1, 4 e 11 settembre) che vedranno protagonista una selezione di compagnie e artisti, che si esibiranno a rotazione con spettacoli brevi e sempre differenti.

La rassegna, con la direzione artistica di Massimiliano Venturi, è un evento particolarmente dedicato a ragazzi e famiglie, basato su di una comicità popolare e un linguaggio immediato.

Grande spazio per i burattini, con ben 13 spettacoli che vedranno protagonisti lo stesso Massimiliano Venturi, Teatro Lunatico, I Pupi di Stac, All’inCirco, Mattia Zecchi, Jump_it, Atuttotondo, I Burattini della Commedia, Bubble on Circus e Ribelulla.

«Tra novità ed esclusive – commenta Venturi -, il programma offrirà un’ampia selezione di spettacoli che proporranno diverse declinazioni del teatro di figura, spaziando fino alla magia, al fachirismo e alle bolle di sapone. Tra le esclusive segnaliamo (il 4 settembre, ndr) lo spettacolo Folle di fuoco, della compagnia marchigiana Jump_it; un lavoro di grande suggestione e impatto scenico, che ritorna in scena a Ravenna come unica occasione dell’estate. Altra esclusiva è quella che lunedì 11 settembre vedrà protagonisti Alekos il Poeta delle bolle e Ribellula, artisti del BubbleOn Circus che si stanno affermando tra i più interessanti nel panorama internazionale delle bolle di sapone, e che proporranno per la prima volta in assoluto a Ravenna un doppio spettacolo, da palco e itinerante».

Ultimo “martedì d’agosto” in centro a Faenza tra solidarietà e il concerto di Godano

Il leader dei Marlene Kuntz ospite della rassegna che ha cercato di risollevare la città manfreda dopo l’alluvione

Faenza CentroDomani, 29 agosto, si terrà l’ultimo “martedì di agosto” in piazza a Faenza, rassegna che ha voluto riportare gli eventi e la socialità nel centro della città manfreda duramente colpita dall’alluvione.

E proprio a favore degli alluvionati sarà attiva durante la serata una raccolta fondi di Emergency, mentre verrà presentato in anteprima il libro “Faenza, Tieni Botta!” a cura della piccola casa editrice Tempo al Libro di Mauro Gurioli, con le testimonianze dirette e personali dei faentini Mirko Francesconi e Floriano Cerini, tra gli autori dei racconti-testimonianze presenti nel volume.

Grande ospite della serata sarà il cantautore Cristiano Godano, storico leader dei Marlene Kuntz (tra i gruppi più importanti della scena rock italiana), dalle 21 in piazza della Libertà, dove torna anche il mercatino contadino con degustazioni di frutta fresca locale.

Concerti e iniziative anche in altri locali e vie del centro storico.

Elena Bucci, le ragioni del cuore e la passione di vivere la scena

A tu per tu con l’artista per due volte quest’estate protagonista sul palcoscenico del Ravenna Festival. Una testimonianza sull’attuale valore del fare teatro

Elena Bucci Attrce Rosselli

Quest’estate ho avuto l’occasione e la fortuna di assistere agli spettacoli, Se resistere dipende dal cuore. Ascoltando Amelia Rosselli e Due regine, che hanno vista Elena Bucci protagonista come autrice, regista e attrice di questi due eventi teatrali prodotti e programmati al Ravenna Festival 2023. Partendo da queste messe in scena, ho cercato con una conversazione a tu per tu, di scoprire la vena creativa e gli interessi culturali della pluripremiata e sempre applauditissima artista del teatro italiano.  

Elena, come mai ha scelto di portare sul palco Amelia Rosselli, poetessa e musicologa del Novecento, le cui poesie sono sperimentali e spesso difficili da comprendere?
«Amelia Rosselli è una poetessa che ha avuto una grande fama e fa parte di un momento storico, culturale e politico nel quale si osava moltissimo e c’era una gran voglia di comunicare tra artisti e di esplorare. Roma era un grande luogo di incontro di artisti di tutte le matrici: per me è da sempre una fissazione riuscire a creare una comunicazione tra le arti. La stessa Rosselli dice “se potessimo tornare all’epoca dell’antica Grecia quando le arti, come la musica, la danza e il teatro, erano intrecciate”. Inoltre, Luigi Ceccarelli aveva lavorato negli anni ’80 con un gruppo di danza diretto da Lucia Latour e aveva registrato la voce di Amelia Rosselli, che partecipava a uno spettacolo ma cominciava a soffrire per le sue manifestazioni di schizofrenia. L’aveva registrata mentre leggeva una parte di Impromptu e Diario in tre lingue per inserirla nello spettacolo nel caso in cui lei non avesse potuto proseguire le repliche. Sono sempre stata affascinata dal mondo degli anni ’60, ’70, ‘80; un mondo creativo, potentissimo, libero, che rompeva le regole ogni volta e apriva nuove vie. Come allora, l’arte dovrebbe ascoltare il mondo dove è e creare nuovi mondi. Ero curiosissima ma anche spaventatissima perché non sono una musicista, tantomeno di elettronica, anche se conosco la musica e suono il pianoforte. Mi piace misurarmi con il mondo della musica. Abbiamo iniziato a lavorare con questa sfida: tutto il suono è la musica che esce dalla mia voce. E così è stato. Abbiamo cominciato a fare delle prove qui in Romagna improvvisando. L’improvvisazione ci permette, a ogni ripresa del lavoro, di modificare sia il testo sia il nostro modo di intendere questa musica».

Elena Bucci Ritratto Rosselli
Elena Bucci in “Se resistere dipende dal cuore. Ascoltando Amelia Rosselli”

La musica era centrale nello spettacolo come lo è nella poesia di Amelia Rosselli.
«Abbiamo cercato di rispettare la tensione a tenere avvinte la musica e la poesia: non sono scindibili nella poetica della Rosselli. Io, Luigi Ceccarelli e il direttore artistico del Ravenna Festival Franco Masotti ci siamo detti che ci sarebbe bisogno di tornare a raccontare al pubblico cosa succede: forse non si percepisce fino in fondo quanto ci sia solo la mia voce, quanto io debba lavorare come musicista e quanto Luigi da drammaturgo. Lo spettacolo si crea in gran parte con il pubblico al fine di riaprire una via di improvvisazione che sembra essersi chiusa a tratti».

Qual è stata la sua preparazione per Se resistere dipende dal cuore?
«Ho letto tutto quello che ho trovato: ho letto le poesie, le interviste, ho fatto delle selezioni perché ho pensato che la maggior parte del pubblico non sapesse neppure chi fosse Amelia Rosselli. Ho fatto delle scelte che potessero fornire una chiave a tutti, sempre rispettando la complessità. Non volevo mettere un muro che impedisse la comprensione. Dunque, ho prima immagazzinato tutto, poi ho fatto delle improvvisazioni e ho scelto all’impronta cosa era importante per me, poi mi sono rimessa a tavolino e ho rielaborato il testo. Io e Luigi abbiamo stabilito di inserire anche dei punti complessi come quelli di Spazi metrici o di Diario ottuso che però, messi in una cornice di un certo tipo, riuscivano a parlare non solo a noi che la conoscevamo ma anche alle persone. Spero che questo lavoro continuerà perché ogni volta si aprono degli squarci; tutto è intrecciato con il suono. Ho preso coraggio come musicista: mi sono trovata di fronte all’élite “Nuova consonanza”, formata da musicisti elettronici rigorosissimi che hanno, tra l’altro, vissuto in quegli anni. L’esito è stato talmente entusiastico che ha dato coraggio a entrambi per il piacere di mescolare le nostre arti. Sono sempre pioniera nell’apertura degli spazi e delle arti: si paga con della fatica iniziale, poi però dà una grande soddisfazione».

Elena Bucci Rosselli Scena
Elena Bucci in scena con il sound designer Luigi Ceccarelli

Ha messo anche in scena Due regine, in cui le due storiche protagoniste sono Elisabetta Tudor e Maria Stuart, due donne e due rivali…
«La loro è una forma di rivalità nell’arte o nel potere che però diventa emulazione e ammirazione l’una dell’altra. È conferma del percorso che si sta facendo per dare spazio a una creatività di minoranze sottomesse. Questo è stato ed è ancora così, quando si parla del potere del genere femminile; basta guardare i numeri e non possiamo non riscontrarlo. All’inizio Due regine l’avevo fatto da sola, l’avevo scritto immaginando di fare io le regine con due voci diverse. Poi quando Chiara Muti mi ha proposto di lavorarci insieme, io ho sviluppato un po’ la parte di Elisabetta, ho connesso meglio le due ed è uscito questo nuovo lavoro, dove alla base c’è l’immagine della vicinanza, seppure in una guerra continua, di queste due donne. La guerra è indotta da un’impossibilità di incontro generata da un sistema di potere che era troppo forte e troppo radicato per essere cambiato nel corso di una vita».

Come si avvicina la vicenda di Due regine alla nostra epoca?
«È molto vicina alla nostra storia. Basta vedere la gestione del potere: siamo in un’epoca in cui stanno ritornando gli assolutismi; è come se la gente non sapesse più che cosa farne della democrazia e stiamo correndo verso una sovranità quasi pre-settecentesca. È una tendenza mondiale risolvere le situazioni con le guerre e manovrare il potere attraverso il divide et impera. Allo stesso tempo però c’è il tentativo di alcuni di privilegiare la pace e la cultura come hanno fatto le due regine. Elisabetta e Maria non hanno mai scisso il potere dalla diffusione della cultura e dell’arte; sono voci solitarie in quell’epoca, rivoluzionarie e avanti sui tempi. Elisabetta in qualche modo ha cercato di usare la diplomazia per evitare le guerre e per fare in modo che il popolo si istruisse. Nella sua gestione del potere il pensiero, la riflessione e la strategia politica non erano solo una forma di opportunismo per un potere personale ma erano messe al servizio per il benessere di tutti. In generale, ci sono tantissimi elementi che offrono degli spunti per la contemporaneità. C’è il bisogno di entrare nei particolari della storia per avere una luce sul presente, in cui siamo smarriti spesso da notizie contraddittorie».

Elena Bucci Chiara Muti Due Regine
Elena Bucci e Chiara Muti (foto Luca Concas)

Come nasce la collaborazione con Chiara Muti?
«Con Chiara che aveva intrapreso la carriera di attrice ci siamo incrociate molti anni fa. La madre Cristina Mazzavillani, allora presidente e direttrice  del Ravenna Festival – che ha creato insieme agli altri direttori artistici Franco Masotti e Angela Nicastro – mi ha dato fiducia sin da subito nei miei progetti solitari. Ho iniziato con una trilogia di testi di Nevio Spadoni. Ho lavorato subito per lei e mi ha dato in mano un progetto su Galla Placidia dentro la basilica di San Vitale di notte. È stata un’emozione incredibile. Dopo mi è stato proposto di fare la regia su Francesca da Rimini per Chiara Muti e poi abbiamo creato un lavoro insieme sull’amore di Teresa Guiccioli e Lord Byron e ci siamo trovate bene e abbiamo proseguito con un lavoro su Shakespeare e su Dante. Dopo un’interruzione – Chiara ha lavorato soprattutto come regista nell’opera lirica ed è andata a vivere in Francia per un po’ – abbiamo intessuto un filo di grande vicinanza sia sulla concezione del lavoro artistico femminile sia sul modo di lavorare. Tra noi non c’è rivalità ma c’è emulazione: ognuna di noi ammira nell’altra quello con non ha e cerchiamo di mettere insieme il nostro patrimonio. Entrambe abbiamo il desiderio di dare questo segnale di vicinanza, complicità e felice collaborazione tra donne».

Lei è  fondatric e animatrice della compagnia Belle bandiere, avete ancora sede a Russi?
«C’è questa sede ideale che è a Russi. In realtà noi siamo nati a Bologna, tra Bologna e Russi. L’esperienza da cui è nato il primo spettacolo è all’interno del teatro di Leo de Bernardinis. Abbiamo creato un gruppo molto numeroso e forte che ha portato alla riapertura del teatro a Russi, della chiesa settecentesca, dell’ex macello, palazzo San Giacomo in mezzo alle campagne, case rurali. Questi spazi erano tutti chiusi. Per riaprire il teatro abbiamo fatto spettacoli ovunque, anche in ex fabbriche dismesse. Forse non abbiamo mai raccontato a dovere la nostra storia. Eravamo talmente impegnati nel lavoro che non ci siamo dedicati abbastanza alla campagna promozionale. Se fossimo stati in una grande città forse saremmo stati più visti. Abbiamo fatto un progetto chiamato “Archivio vivo”, attraverso il quale stiamo riordinando i materiali. Di fatto, non abbiamo nulla da un punto di vista politico, non abbiamo alcun incarico ufficiale, nessuna concessione di direzione artistica e nessuna convenzione. Quando abbiamo bisogno del teatro ci viene concesso, ma non abbiamo alcun potere decisionale sulla stagione. Collaboriamo con moltissimi enti, ma la nostra sede spirituale è qui. Spesso ospitiamo attori o tecnici. Abbiamo ottimi rapporti con il Comune di Russi».

È singolare, a volte viene raccontata la storia delle istituzioni e dei luoghi, ma raramente la storia delle persone che poi li creano.
«Io faccio laboratori dappertutto ma mi sarebbe piaciuto evidenziare in maniera pubblica quello che sta succedendo qui a Russi: molti artisti si rivolgono a me e al mio compagno d’arte, l’attore e regista Marco Sgrosso, e li aiutiamo a portare a termine i testi e gli spettacoli, creiamo delle situazioni di studio e lavoro. Spesso coinvolgo gruppi di artisti per occasioni di condivisione di percorsi e di una possibile trasmissione di saperi. Pochi mesi fa ho parlato con la Sindaca al fine di creare un centro qui, dove sia visibile ai cittadini e al paese il lavoro di creazione – che magari in altri luoghi è più valorizzato – e provare a valorizzarlo. Mi piacerebbe dare una forma più visibile a un lavoro sotterraneo che prosegue da anni».

Elena Bucci Iscena Due Regine
Elena in “Due Regine” (foto di Luca Concas)

Che obbiettivi avete in particolare sul piano culturale ma anche sociale?
«C’è un desiderio di rendere più animati questi spazi, in un momento in cui si rischia di perdere un alfabeto comune con le nuove generazioni. Alcuni non hanno gli strumenti per capire quali sono i codici del teatro. È un mio desiderio aprire un percorso di alta formazione in cui il lavoro degli appassionati si incrocia con quello dei professionisti senza confondersi ma arricchendosi gli uni con gli altri. Vorrei un percorso continuativo per ricreare un tessuto di condivisione di un percorso artistico. Me ne ero andata via da Russi e, dopo aver fatto un percorso altissimo con Leo de Bernardinis, sentivo dentro di me che volevo misurarlo con la vita quotidiana. È come se volessi pagare un debito con la mia terra provando a costruire. Abbiamo riaperto dei luoghi ma non basta: c’è bisogno che quei luoghi siano pieni di gente che crede nella creatività aperta al mondo. Non vogliamo creare delle isole. È molto importante viaggiare, vedere cosa c’è nel mondo e ricostruirlo nei propri luoghi di appartenenza e avere il desiderio di creare luoghi di alta creazione al di là delle città. Non vorrei vedere delle città sovraccariche di segnali in un deserto. Il nostro è un piccolo paese che dovrebbe essere collegato in ogni angolo per la bellezza che produce. Ogni luogo è un palcoscenico. La sensazione condivisa è che alcuni fanno un lavoro di sensibilizzazione e che spesso vince la politica degli scambi: spesso si preferisce far esibire un personaggio televisivo per non affaticarsi troppo, andando incontro al pubblico. Non sempre tuttavia il pubblico resta soddisfatto. Siamo in un momento di imbarbarimento dovuto anche a una perdita di contatto con gli ambienti culturali. Sarebbe bene lavorare sulla formazione del pubblico e sulla divulgazione dei linguaggi sottili e del potere».

Il teatro quindi è una forma di istruzione, un’ambito della conoscenza, secondo lei?
«Il teatro affronta degli argomenti che l’informazione e il giornalismo non affrontano più. È come se dovessimo fare un salvataggio da arca di Noè; è un momento molto delicato per salvaguardare la cultura nelle sue mille sfumature. È un processo che va di pari passo: la perdita delle specie animali e vegetali con la perdita delle mille sfumature dei linguaggi artistici. La bellezza è nella molteplicità ed è lì il suo mistero».

Quali sono i suoi progetti artistici  futuri? Su cosa sta lavorando?
«Ho moltissimi progetti diversi e grazie a queste collaborazioni riesco a moltiplicare gli incontri e questo mi piace tantissimo. A breve riprenderemo i lavori La canzone di Giasone e Medea e Nella lingua e nella spada (ispirato alle vite e alle opere di Oriana Fallaci e di Aléxandros Panagulis, ndr) per portarli nel tempio di Segesta. Riprendo il lavoro su Laura Betti che si chiama Bimba. Riallestiremo Risate di gioia, spettacolo che è dedicato alla memoria degli attori. Insieme ad Angela Malfitano riprenderò il lavoro Per magia. In mezzo a questo fiume di progetti ci sarà anche un lavoro su Ibsen, La casa dei Rosmer, che debutterà nel 2024, che parla di che cosa significa conservare e che cosa significa rinnovare. Avere memoria del passato non significa fermare la storia ma evolverne le esperienze, i contenuti e le rifrazioni. Ogni volta dobbiamo nutrirci del passato e trasformarlo. Dunque, riprendiamo gli spettacoli già fatti tenendoli in vita e allo stesso tempo creiamo nuovi progetti. Spero che nell’autunno inizieremo il lavoro Il circolo delle arti per poi arrivare a una apertura ufficiale dei laboratori nella primavera o nell’estate prossima».

L’ex pornostar Selen a Cervia per presentare il gusto di gelato che ha ideato

Un cioccolato crudo mantecato al peperoncino di Caienna, nato dall’amicizia tra Luce Caponegro e l’imprenditrice del settore Jessica Galletti. Appuntamento il 29 agosto

4cb35969 4d9e 4ec0 8805 3f90392f3d20L’ex pornostar ravennate Selen, al secolo Luce Caponegro, ha ideato un gusto di gelato in collaborazione con l’amica gelataia Jessica Galletti e martedì 29 agosto dalle 21 il prodotto sarà presentato a Cervia alla gelateria “Il gelato di Jessica” al civico 1 del Lungomare Gabriele D’Annunzio.

Il “gelato di Selen” è un cioccolato crudo mantecato al peperoncino di Caienna: «È la sintesi – si legge in una nota dell’ufficio stampa della ex diva del cinema hard che oggi è imprenditrice nel settore del benessere – di un percorso di ricerca condiviso fra la sexy-icona dell’era analogica e la master-gelataia di Cesenatico, creatrice del gelato “sano” e titolare dal 2014 di tre omonimi punti vendita a Cesenatico, Cesena e appunto Cervia».

Dall’amicizia tra Luce e Jessica è nato un gusto di gelato che le due donne definiscono così: «Una prelibatezza artigianale dagli effetti afrodisiaci, ma anche un alimento sano e naturale senza grassi vegetali idrogenati né emulsionanti, realizzato con fave di puro cacao e addolcito con zucchero integrale del fiore di cocco bio».

Trovata nelle reti di un peschereccio, la tartaruga Violet torna libera dopo le cure

Un esemplare di Caretta Caretta è stato adottato dal Soroptimist Club di Ravenna che ha sostenuto la riabilitazione nel centro ambientale Cestha a Marina di Ravenna

IMG 20230826 WA0016Violet è tornata in mare. Una tartaruga Caretta Caretta, pescata accidentalmente dalle reti a strascico di un peschereccio al largo di Cesenatico alcuni mesi fa, è stata liberata in mare aperto oggi, 27 agosto, dopo le cure riabilitative ricevute al centro Cestha (Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat) di Marina di Ravenna.

IMG 20230826 WA0013Della custodia e delle cure si è fatto carico il Soroptimist club Ravenna. L’adozione della tartaruga, alla quale è stato dato il nome di Violet per ricordare Violet Richardson Ward la prima presidente del Soroptimis International (club femminile che nasce nel 1921 ad Oakland, California), rientra nel programma del progetto Mared’Amare che i club Soroptimist costieri della Romagna (in particolare Ravenna e Rimini) stanno sviluppando già da due anni, accogliendo così anche le indicazioni dell’Onu. Mared’Amare è un progetto volto alla conoscenza, sensibilizzazione e diffusione dei valori dell’ecosistema mare e delle sue risorse.

Alla liberazione in mare hanno partecipato i volontari del Cestha accompagnati dalla presidente e da alcune socie del Soroptimist club Ravenna.

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