martedì
19 Maggio 2026

Ai domiciliari il muratore accusato di palpeggiamenti a tre ragazze in una sagra

L’uomo di 64anni è stato arrestato sul posto, in aula si è difeso dicendo che si è trattato di urti accidentali dovuti alla calca di persone

È stato convalidato l’arresto del muratore 64enne residente a Imola accusato di aver palpeggiato tre ragazze (di 20, 19 e 14 anni) nella serata del 4 agosto nel corso della “Festa del Pargher” a Massa Lombarda dove avrebbe approfittato della calca di gente. Per l’uomo, che deve rispondere di violenza sessuale aggravata in quanto su una minorenne, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Lo si apprende dalle pagine de Il Resto del Carlino in edicola oggi, 9 agosto.

In occasione dell’udienza di convalida, l’accusato si è difeso dicendo di non avere voluto toccare le ragazze ma di averle involontariamente urtate a causa delle tante persone presenti alla sagra. Ci sarebbero sei testimonianze che riportano fatti diversi.

L’arresto era stato compiuto dai poliziotti del commissariato di Lugo e dai carabinieri della locale stazione tra le 21 e le 22. Il sospettato è stato fermato dalle forze dell’ordine chiamate a intervenire ed è stato riconosciuto sul posto dalle dirette interessate.

Un milione di euro per pompe migliori alla centrale idrica che serve il centro città

Risparmio energetico del 30 percento per l’impianto di via Antica Popilia costruito più di 50 anni fa per fornire acqua potabile anche alla zona nord-ovest del comune di Ravenna con una capacità di sei milioni di litri

Intervento Hera Su Elettropompe Via Antica PopiliaSono partiti i lavori di Hera per la ristrutturazione e il potenziamento della centrale idrica in via Antica Popilia a Ravenna realizzata negli anni Sessanta e da cui dipende la distribuzione dell’acqua potabile al centro urbano e alle località della parte nord-occidentale del comune. Nell’impianto sono presenti serbatoi in grado di accumulare fino a sei milioni di litri di acqua con una portata pari a circa 450 litri al secondo (una capacità in grado di riempire due autocisterne al minuto).

La prima fase dell’intervento prevede un investimento da parte di Hera di oltre 600mila euro e a cui vanno aggiunti altri 400mila euro circa per il completamento della seconda fase. Nel biennio 2016-2017 è già stato fatto un investimento di 375mila euro quando furono impermeabilizzate le coperture dei serbatoi e l’interno delle due vasche di stoccaggio.

Nella attuale manutenzione, per garantire la continuità dell’erogazione di acqua, il gruppo Hera ha programmato i lavori di revamping in due fasi. La prima fase in corso di attuazione prevede interventi di ammodernamento e potenziamento, che consistono nella sostituzione delle elettropompe con altre di nuova concezione in grado di fornire prestazioni energetiche migliori, con un risparmio energetico di circa il 30 percento, a tutto vantaggio dell’ambiente. Inoltre le nuove elettropompe alimenteranno direttamente la rete di distribuzione, variando in tempo reale la potenzialità per adeguarsi tempestivamente alle esigenze di acqua potabile della cittadinanza.

Grazie alla sostituzione delle elettropompe sarà possibile dismettere l’uso del serbatoio pensile della capacità di circa 800mila litri che sarà demolito successivamente, il cui mantenimento avrebbe richiesto un oneroso intervento di adeguamento sismico-funzionale.

Contestualmente saranno migliorati i sistemi di controllo di funzionamento da remoto dell’impianto, che consentono al polo tecnologico telecontrollo e call center tecnico reti e impianti di Hera a Forlì di monitorare 24 ore su 24 il funzionamento di tutte le apparecchiature, consentendo di intervenire immediatamente in caso di guasto, a garanzia del mantenimento di un livello di servizio d’eccellenza.

Il sito web dove gli alluvionati possono selezionare arredamenti donati da privati

Il portale promosso dall’Unione dei Comuni si chiama “Se ti serve” e vuole facilitare la solidarietà e la generosità dei cittadini in modo continuativo

Sant'Agata sul Santerno (foto Marco Parollo)L’Unione della Romagna faentina ha promosso la creazione di un sito internet che servirà per mettere in contatto i bisogni delle persone alluvionate che hanno perso interi arredamenti con le offerte di tanti che mettono a disposizione gratuitamente mobili, oggetti o servizi. Nasce la piattaforma “Se ti serve”, completamente gratuita per gli utilizzatori, per continuare a raccogliere la solidarietà e la generosità dei cittadini in modo continuativo, ricordando che molti residenti, colpiti dall’alluvione, potrebbero non rientrare in casa ancora per diversi mesi e quindi il sistema offerto dalla piattaforma “setiserve.it” è ideale per la graduale ricostruzione.

Sulla piattaforma i privati potranno mettere a disposizione materiali utili che la popolazione colpita dall’alluvione potrà selezionare sulla base delle proprie necessità. Per poter usufruire dei servizi o farsi donatore, al primo accesso alla piattaforma verrà richiesta una semplice registrazione.

Il progetto è promosso dall’Unione della Romagna Faentina, realizzato per iniziativa dell’azienda Quinck, con il supporto di Glueglue, che ha realizzato il design funzionale e grafico della piattaforma, il designer Stefano Ollino, autore del brand in termini di logo e naming e dell’avvocato Vincenzo Tomasello, che ha sviluppato privacy policy e termini di utilizzo della piattaforma.

Le passioni dietro a 4 collezioni d’arte: in mostra da Bertelli a Cattelan

Fino al 20 agosto alla Torre del Magazzino del Sale una selezione di opere scelte dal curatore Claudio Spadoni tra le raccolte di quattro famiglie emiliano-romagnole. Ingresso gratuito tutti i giorni dalle 20 a mezzanotte

Sono passati alcuni decenni dall’epoca in cui avevo pensato seriamente al possibile acquisto di alcune opere di Maurizio Cattelan, ai tempi artista ancora del tutto oscuro. All’epoca studentessa a corto di soldi anche per beni di primo sostentamento, lasciai perdere. Avevo conosciuto l’attuale arti-star in occasione di un’intervista per una rivista specializzata e il suo lavoro mi sembrava geniale e del tutto promettente. Alcuni dei suoi primi lavori si trovavano esposti in un negozio di arredamento in pieno centro a Bologna ma non entrai neanche per avanzare la fatidica domanda del “quanto”.

Pazienza: la mia carriera di collezionista è stata stroncata sul nascere e nonostante alcune successive possibilità – ricordo un piccolo e bellissimo lavoro di Franco Angeli e uno dei microtappeti di Piero Gilardi, incontrati in un periodo in cui i prezzi erano ancora accessibili – presi la decisione di lasciar stare un mondo che non faceva per me. Non avevo e non ho la stoffa della collezionista nonostante l’intuito e quel poco di conoscenza acquisita nel tempo. Per collezionare occorre disponibilità economica, intuito, conoscenza, costanza nell’esplorazione, velocità di azione, spesso una vocazione da mecenati e sempre – sempre – una vera passione.

Mi soffermerei su quest’ultima qualità – la passione – che ha a che fare col desiderio bruciante di vedere e rivedere a propria volontà l’oggetto del desiderio. Il possesso – e ancora più se questo è un oggetto d’arte – è sì un elemento che stabilisce priorità e conferma prestigio sociale ma anche una sorta di grimaldello contro il fluire del tempo che incastona il desiderio al suo sorgere in una zona franca, fuori dallo scorrere delle ore. Permette di gioire dell’incontro con l’amato come se fosse sempre la prima volta. È forse per questo che non colleziono. Ma è ancora per questo, per ciò che è del tutto dissimile da noi, che ammiro la specie dei collezionisti, soprattutto quelli di opere d’arte.

Alla Torre del Magazzino del Sale di Cervia si possono incrociare questi oggetti di affezione e percepire palpabile nelle sale il desiderio che ha sostenuto ciascuna delle quattro collezioni emiliano-romagnole in mostra, selezionate da Claudio Spadoni. Raffinato intenditore, all’interno di ciascuna collezione il curatore ha scelto le opere più belle e rappresentative in modo da rendere lo spirito, le inclinazioni, le tacite promesse che intercorrono fra l’amante – o gli amanti nel caso di collezioni che attraversano generazioni della stessa famiglia – e i propri oggetti del desiderio.

Si parte dalla collezione Martelli acquisita attraverso due generazioni e incentrata soprattutto su autori di ambito bolognese dall’Ottocento agli anni ’70 del secolo scorso, fra cui Luigi Bertelli, Garzia Fioresi, Virgilio Guidi, Carlo Corsi, Giovanni Romagnoli, Ilario Rossi, Aldo Borgonzoni, Pompilio Mandelli, Sergio Romiti e Norma Mascellani. Alla generazione più lontana appartiene Mario de Maria (1886-1890), un bolognese di nobili origini che potè superare gli studi accademici della città natale recandosi fra i due secoli a Parigi, in Austria e Germania. Agli anni ’80 appartiene La danza dei pavoni, un olio da cui è chiaro il superamento del naturalismo francese e di quello made in Italy degli amici Costa e Cabianca che frequentava a Roma: il salto è piuttosto verso un Simbolismo rarefatto, molto in anticipo sui tempi di radicazione italiani del movimento che tanto piaceva a D’Annunzio.

La collezione di Ettore Mina Zattoni è rappresentativa di una passione in progress del tutto omogenea e di grande fedeltà al suo baricentro, orientato sulle estetiche concettuali apparse nel mondo dell’arte dagli anni ’70 del ‘900 ad oggi e che comprendono Arte povera, il vero e proprio Concettuale, azioni, performances e installazioni. Oltre a opere di Barucchello, Claudio Cintoli, Mario Ceroli, è esposto un dittico di Claudio Parmiggiani del 1969 d’apres Piero della Francesca, rinominato Ying e Yiang. Di Pistoletto invece è presente una superba serie di specchi datati al 1971 che catturano le immagini di animali, vivi e morti, e oggetti. Le lettere di Jannis Kounellis del 1962, una fotografia di una sua performance del 1974, una immagine di una performance del ’77 della coppia Marina Abramovic / Ulay eseguita a Bologna alla GAM sono ormai pezzi di storia intramontabili che piace rivedere.

Più eterogenea ma non per questo meno interessante è la collezione ravennate Franci che può far comprendere meglio l’esistenza di numerosi stili nelle scelte e acquisizioni. A differenza delle precedenti – basate su una fedeltà praticata ad oltranza – la terza collezione in mostra è più eterogenea nella scelta di opere databili fra gli anni ’60 e oggi. In questa professata infedeltà del discorso amoroso, appaiono le onde di innamoramenti repentini, i coups-de-foudre che trapassano da Ontani a Cattelan, da Carla Accardi a Hermann Nitsch, da Boetti, Fioroni, Paolini a Gilardi, Schifano, Arman e Sol Lewitt. Splendidi sono il tappeto di spighe tridimensionale di Piero Gilardi e la tela zuccherina di Aldo Mondino (1973-2014), così come la serie dei Segni particolari del 1997 di Giulio Paolini, tutti autori passati alla Loggetta lombardesca, oggi MAR, di Ravenna attraverso gli anni grazie a monografiche di grande respiro.

Bolognese è invece la raccolta Cà la Ghironda, recentemente trasformata in un museo visitabile in un’area verde di 10 ettari a Ponte Ronca di Zola Predosa, comprensiva anche di un orto botanico. Di respiro internazionale e priva di orientamenti precisi sia riguardo a stili, tecniche e connotazioni geografico-culturali segue un ritmo di ampia oscillazione, reso uniforme dalle scelte oculate di Spadoni che seleziona un gruppo di bellissimi lavori di maestri storici italiani – Adami, Baj, Depero, Campigli, Turcato, Tancredi, Tano Festa – e internazionali come Rauschenberg, Hartung e Vasarely. Fra le opere più recenti c’è una bella fotografia scattata durante una prime performances di Vanessa Beecroft, una delle classiche in cui compare un gruppo di ragazze a figura tagliata che indossano le medesime calzamaglie color rosso. Rispetto ai lavori recenti di questa artista ormai interstellare, sempre interessanti ma più patinati di quello in mostra, appare consistente la prorompente resistenza dell’immagine – e della performance per chi ha avuto la sorte di assistervi – che indaga il processo di oggettivizzazione dei corpi femminili e dei dispositivi di spersonalizzazione da cui consegue l’enorme serie di malattie relazionali della nostra contemporaneità.

“Le passioni dei collezionisti: da Bertelli a Cattelan” – a cura di C. Spadoni – Cervia, Magazzino del Sale Torre; fino al 20 agosto 2023 – tutti i giorni dalle 20 alle 24 (ingresso gratuito).

Disposti 477 contributi dal fondo donazioni di 7 milioni di euro per gli alluvionati

Entro pochi giorni saranno pagati i primi 600mila euro distribuiti dal Comune di Ravenna a chi ha già fatto le domande per gli aiuti della protezione civile nazionale

Sant'Agata sul Santerno (foto Marco Parollo)Il Comune di Ravenna sta analizzando le richieste delle famiglie alluvionate per accedere al fondo da circa 7 milioni di euro raccolti grazie alle donazioni di privati e aziende (5 milioni sono stati donati da Eni) e ha disposto l’erogazione dei primi 477 contributi che saranno liquidati nel giro di pochissimi giorni per un totale di oltre 600mila euro.

A poco più di una settimana dall’apertura dei termini per richiedere i contributi, sono complessivamente 622 le domande pervenute. Per avere un dato indicativo di confronto, al momento nel comune sono 1.400 le domande di contributo di immediato sostegno (Cis) riconosciuto dalla protezione civile per un massimo di 5mila euro con autocertificazione per danni subiti nelle abitazioni.

La giunta ha già deliberato lo stanziamento di ulteriori mille euro, rispetto ai 5mila massimi previsti dalla protezione civile nazionale, per chi dichiara di aver sostenuto spese superiori al tetto di 5mila euro per i costi già ammissibili per il Cis.

Dal Comune è possibile ottenere anche un contributo aggiuntivo di duemila euro per chi al 30 giugno si trovava ancora fuori dalla propria abitazione e ha chiesto il Cas, contributo di autonoma sistemazione che viene erogato con una cifra mensile per chi ha trovato alloggio fuori di casa senza ricorrere alle strutture fornite dalle istituzioni.

I contributi sono a fondo perduto e i termini per la presentazione del modulo di richiesta sono ancora aperti: le informazioni sono sul sito del Comune.

Oltre alla possibilità di chiedere sin da subito l’integrazione ai contributi Cis di ulteriori mille euro e Cas di ulteriori duemila euro, il modulo da presentare al Comune consente anche di indicare sommariamente l’importo dei danni (riferiti a immobili in proprietà o altro diritto reale, in affitto o in comodato) scegliendo tra quattro fasce: meno di 5mila euro, fra i 5mila e i 25mila, fra i 25mila e i 50mila, sopra i 50mila.

Il Comune ha voluto effettuare questa ricognizione per stimare l’entità complessiva dei danni e quindi valutare gli ulteriori criteri per il riparto complessivo del fondo, che ammonta a circa sette milioni.

Al momento questa la ripartizione delle dichiarazioni dei danni subiti:

  • 10 percento nella fascia sotto i 5mila euro;
  • 60 percento fra 5mila e 25mila;
  • 22 percento fra 25mila e 50mila;
  • 8 percento sopra 50mila.

«Al netto dei controlli che ovviamente verranno effettuati – dichiara il sindaco Michele de Pascale –, ci tengo a far notare il grande senso civico dei ravennati che ci consegnano nel complesso una visione dei danni in autocertificazione molto credibile e non certo sovradimensionata. Abbiamo deciso di stanziare subito le prime risorse ma ora saremo in grado di stabilire celermente nuovi criteri così da mettere a disposizione più risorse per chi ha avuto più danni, coerentemente con il criterio che ci eravamo dati, di indirizzare prioritariamente tali risorse ai cittadini colpiti dall’alluvione che hanno situazioni di maggiore difficoltà».

Il primo cittadino coglie nuovamente l’occasione per ricordare che l’ente locale sta facendo tutto ciò che è nelle proprie possibilità per offrire sostegno e mettere a disposizione risorse, «ma serve una risposta seria da parte del Governo Meloni riguardo gli indennizzi ai cittadini, alle cittadine e alle imprese colpiti dall’alluvione, non possiamo più attendere».

Tombola in piazza e fuochi d’artificio sul mare: Cervia è pronta per San Lorenzo

I festeggiamenti per il 10 di agosto nella località balneare sono una tradizione che risale a più di 150 anni fa. Dalle 17 concerto della banda cittadina. Gli stabilimenti aperti dalle 20 per la cena in in spiaggia

Cervia RA Fuochi Di San Lorenzo Ph.Katia Zaghini Archivio Comune Cervia CC BY NC SA 3.0 800Come ogni anno, Cervia si prepara a festeggiare la notte di San Lorenzo con particolare coinvolgimento. Il 10 agosto infatti per la località turistica ravennate è da tempo una ricorrenza dell’intrattenimento estivo. Il Comune ricorda oggi che un antico manifesto risalente al 1888 invitava alla già “tradizionale” festa di San Lorenzo “con tombola e fuochi d’artificio, alla estrazione delle doti, all’innalzamento dei globi aerostatici ed al ballo popolare allo Stabilimento”. Oggi come allora cervesi e turisti si riuniscono nella piazza Garibaldi, un tempo piazza Maggiore, per partecipare alla tombola di beneficenza. Si comincia alle 19.

È ancora il Comune a ricordare cos’era in passato San Lorenzo: «La tradizione riporta a un’epoca in cui i contadini andavano al mare con tutta la famiglia con carri e biroccini, si sistemavano al riparo dal sole con tende piantate nella sabbia e trascorrevano nel luogo prescelto, tutta la giornata. Avevano con loro il cibo per la giornata e mangiavano all’aperto sulla spiaggia. Le donne erano coperte da ampi e lunghi camicioni, preferibilmente colorati, per evitare che una volta bagnati lasciassero trasparire le forme». Ancora oggi, rifacendosi ad allora, si dice che a San Lorenzo un bagno vale per sette e si dice che il bagno in mare il 10 agosto abbia importanti poteri terapeutici.

Nella notte di San Lorenzo la spiaggia di Cervia si trasforma con cene a lume di candela, musica e l’emozionante spettacolo pirotecnico sul mare. Tutti gli stabilimenti balneari sono aperti e pronti ad accogliere gli ospiti dalle 20.

Alle 23 occhi all’insù per assistere ad uno spettacolo pirotecnico di grande suggestione. In caso di maltempo lo spettacolo sarà rinviato a venerdì 11 agosto sempre alle 23.

Prima della cena il programma prevede il concerto della Banda Cittadina in piazza alle 17, in Borgomarina il mercatino del giovedì sera e sotto alla Torre San Michele il concerto trap di Eclissi Stellari.

Investita da uno scooter mentre attraversa la strada, 82enne ferita

L’anziana era sulle strisce, trasportata al Bufalini di Cesena per il violento impatto sull’asfalto. Per il motociclista lievi traumi

WhatsApp Image 2023 08 09 At 09.48.22Una donna di 82 anni è stata investita da uno scooter mentre attraversava via Galilei a Ravenna, nei pressi del supermercato Conad. È accaduto oggi, 9 agosto, alle 8 circa. L’anziana era sulle strisce pedonali quando è stata colpita dal motociclista che viaggiava verso via Romea. In sella alla moto un uomo di 60 anni che ha riportato qualche escoriazione nella caduta. La donna è all’ospedale di Cesena, l’uomo a Ravenna. La strada è stata chiusa per l’intervento dei soccorsi.

Scontro tra due moto e una spazzatrice stradale, tre persone in ospedale

I feriti più gravi sono i due ventenni in sella. L’impatto in via Trieste a Ravenna, tutti i mezzi viaggiavano verso il centro città

20230809 083531Uno scooter e una motocicletta si sono scontrati con una macchina spazzatrice per la pulizia stradale in via Trieste a Ravenna alle 8 circa di stamani, 9 agosto, a poca distanza dall’incrocio con via Lanciani. Le conseguenze più gravi dell’impatto sono state per i due motociclisti, due ventenni che hanno riportato fratture ma non hanno mai perso conoscenza. Lievi traumi per il conducente della spazzatrice. I motociclisti sono stati trasportati in ospedale a Cesena mentre l’operatrice del mezzo speciale a Ravenna.

L’esatta dinamica dovrà essere chiarita dalla polizia locale che è intervenuta sul posto. Tutti i mezzi viaggiavano verso Ravenna e la spazzatrice è stata colpita sul fianco sinistro. Una delle ipotesi al vaglio è che il mezzo per la pulizia dell’asfalto fosse impegnato in una manovra quando è stato colpito dai due motociclisti.

Un tratto di via Trieste è stato chiuso al traffico per il tempo necessario a consentire i soccorsi e i rilievi.

Addio ad Alberto Casalboni, padre spirituale e “apostolico” di Dante

Era noto a Ravenna per la residenza nel convento dei frati di via Oberdan e i suoi notevoli studi sulla “Divina Commedia”. Il ricordo degli amici del “Cenacolo dei Cercanti” e dell’associazione “Romagna Camaldoli”

Padre Alberto CasalboniRiceviamo e pubblichiamo questo ricordo di padre Alberto Casalboni, frate dei Cappuccini molto stimato e amato a Ravenna, che è scomparso recentemente all’età di 86 anni, firmato da Enzo Morgagni e Chiara Schiffrer.

«Padre Alberto Casalboni ci ha lasciato. Si è spento nei giorni scorsi nel convento dei Frati Minori Cappuccini di Imola, dove risiedeva da alcuni anni, dopo la chiusura del convento ravennate di via Oberdan.

Era nato a Rimini nel 1937. Sulla sua formazione religioso-teologica che l’aveva portato al sacerdozio, aveva poi innestato percorsi di insegnamento e titoli accademici che spaziano dalle lettere classiche agli studi storici, giuridici, economici e politici, con laurea magistrale a Bologna in Relazioni Internazionali. Ha poi insegnato nei licei bolognesi Lingua e Letteratura Italiana, Storia, Geografia e Latino, viaggiando nei mesi estivi in tutto il mondo, dall’India all’America Latina, per riuscire a trasmettere ai suoi studenti una viva comprensione di popoli e di situazioni storiche e sociali, con attenzione prioritaria alla Cultura dei Diritti Umani.

Su questo terreno si sono radicati molti decenni non solo di studio, ma di vero e proprio proselitismo, o almeno apostolato, dantesco, come attestano i cicli di lezioni, uno per anno e per cantica, da lui tenute per tutti i 10 anni della sua residenza presso il convento dei Frati Cappuccini di Ravenna. Per questo è stato insignito anche del prestigioso Lauro Dantesco ad honorem da parte del Comune.

Negli ultimi anni ha animato con la sua puntuale disponibilità e partecipazione l’impegno di approfondimento spirituale, teologico e storico portato avanti con gli amici ravennati del “Cenacolo dei Cercanti”.

In occasione del centenario dantesco ha pubblicato l’importante volume “Dante teologo e profeta della libertà”, col sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna, del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, dell’Associazione “Romagna Camaldoli” e del citato “Cenacolo dei Cercanti”

La sua delicata e stimolante presenza mancherà ai tanti che l’hanno conosciuto e amato».

La barca arenata davanti alla spiaggia è stata rimossa a spese del Comune

Deliberata una spesa di 120mila euro: una settimana di operazioni con lo spostamento anche di alcuni massi della scogliera per recuperare il relitto del 12 metri da diporto fermo a cento metri dalla battigia. L’amministrazione pubblica imputerà le spese al proprietario

Barca Arenata Lido Di Dante Foto Andrea Scarabelli
Foto di Andrea Scarabelli

Dopo quasi due mesi è stata rimossa la barca da diporto di 12 metri arenatasi nella notte tra il 17 e il 18 giugno di fronte alla spiaggia libera a sud di Lido di Dante, a circa cento metri dalla battigia. L’operazione è stata eseguita a spese del Comune di Ravenna, tramite l’impresa specializzata Ecotec di Rimini, in quanto il proprietario dell’imbarcazione non aveva provveduto autonomamente, nonostante l’intimazione da parte dell’amministrazione comunale. Il Comune imputerà le spese al proprietario dell’imbarcazione. La giunta aveva deliberato uno spesa da 120mila euro, tenendo in considerazione l’ipotesi più complessa. Ma, fa sapere l’assessore al Turismo Giacomo Costantini, il costo reale finale potrebbe essere inferiore.

L’operazione è iniziata l’1 agosto e ha richiesto una settimana. Si è operato per portare in galleggiamento la barca, utilizzando cinque pompe per svuotarla dall’acqua; durante tale intervento è emerso che la barca aveva tre falle. Una è stata riparata; le altre due erano impossibili da chiudere. Sono intervenuti i sommozzatori che hanno posato dei palloni sotto al relitto, per dargli la spinta di galleggiamento mancante.

Appena le condizioni del mare sono state favorevoli, dopo aver rimosso alcuni massi affinché il relitto potesse passare attraverso le scogliere, si è potuto fare arrivare la barca più al largo fino a un pontone che l’ha caricata e sarà provvisoriamente collocata in una banchina al porto, in attesa di venire portata, presumibilmente già nella giornata di domani, 9 agosto, in un deposito specializzato. Il Comune chiederà al proprietario di ritirare il relitto e anche in questo caso, se il proprietario non provvederà, interverrà nei suoi confronti a norma di legge.

«Ringrazio per la collaborazione la prefettura, la capitaneria di porto e Arpae che sono prontamente intervenute, ciascuna per quanto ha riguardato le azioni di propria competenza, per far sì che la situazione si risolvesse nella maniera migliore e più celere possibile – dichiara l’assessore al Turismo Giacomo Costantini –. Per quanto ci riguarda, abbiamo gestito la vicenda attraverso l’ufficio Demanio e l’avvocatura comunale, con la massima attenzione alla tutela ambientale e alla fruizione turistica. Naturalmente, come già detto, ci rivarremmo sul proprietario per le spese che abbiamo dovuto sostenere».

Il documentario sulla storia della discoteca Cocoricò all’arena di Bagnacavallo

Prima della proiezione incontro con il regista. Inizia il tour di visioni in Romagna e non solo

14 Nov Fra 49Il documentario Cocoricò Tapes è un viaggio visivo e sonoro negli anni ‘90, alla scoperta di quel rito collettivo che è stata la discoteca più famosa d’Europa in quell’epoca durante la direzione artistica di Loris Riccardi, e sarà proiettato alle 21.30 dell’8 agosto a Bagnacavallo all’Arena delle Cappuccine all’interno della rassegna “Bagnacavallo al cinema”.

Non solo una proiezione: ad aprire la serata, infatti, ci sarà anche l’incontro con il regista Francesco Tavella e con la produzione, presenti in arena per incontrare il pubblico (biglietto d’ingresso 3,50 euro).

Immagini e video d’archivio inediti girati all’interno del locale accompagnano il racconto degli intervistati: Cocoricò Tapes, attraverso il ritratto di una generazione, regala un viaggio nel tempio del divertimento, teatro di espressioni e tensioni artistiche, politiche e sociali, uno spazio che accoglieva emozioni e angosce di tempi passati e presenti (qui la nostra recensione firmata Albert Bucci)

Il film, sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission, ha debuttato a giugno in anteprima mondiale al Pesaro Film Festival, a luglio è stato presentato in concorso a Ortigia Film Festival dove ha poi vinto il Premio “Sebastiano Gesù” come miglior documentario. Ora si prepara al suo tour che lo porterà nelle arene estive dell’Emilia-Romagna e non solo.

Cocoricò Tapes vede la regia e il soggetto di Francesco Tavella, la sceneggiatura di Francesco Tavella e Matteo Lolletti, con la fotografia di Luca Nervegna, il montaggio di Luca Berardi e la musica di Matteo Vallicelli. La sua realizzazione è stata possibile anche grazie al prezioso supporto di più di 200 donatrici e donatori che, catturati dallo spirito del progetto, hanno deciso di partecipare e diffondere la campagna di crowdfunding sulla piattaforma Idea Ginger.

Queste le successive proiezioni:

19 agosto a Senigallia a Ribeca Electropark
22 agosto a Bellaria a Bff Open Air – Arena Roma
26 agosto Santarcangelo a Nòt Film Fest
28 agosto a Venezia a Campo dei Gesuiti
1 settembre a Cesena a arena San Biagio

«Con il decreto Omnibus il Parlamento può stanziare un miliardo di indennizzi»

Il sindaco di Ravenna esorta i parlamentari romagnoli a fare squadra per sfruttare l’occasione offerta da una norma inserito del Dl del 7 agosto

Giorgia Meloni In Prefettura A Ravenna 2Il decreto cosiddetto “Omnibus” varato ieri, 7 agosto, dal governo Meloni non ha accolto la proposta avanzata dalle istituzioni delle aree alluvionati per spostare sugli indennizzi a famiglie e imprese alluvionate circa un miliardo di euro non spesi e in larga parte non più spendibili in ammortizzatori e fondi per l’internazionalizzazione.

È un decreto in cui ci sono norme sul contrasto ai granchi blu, sulle licenze taxi, sui compensi ai manager del ponte sullo stretto, sulla microelettronica e su tanti altri argomenti più o meno strategici e all’art.22 c’è anche una modifica tecnica al dl.61 sull’alluvione. «Questa piccola norma – commenta il sindaco Michele de Pascale – in realtà consente al Parlamento in sede di conversione di accogliere la nostra proposta e stanziare almeno un miliardo per i primi indennizzi. Noi continueremo ad insistere con la presidente Meloni, ricordandole i suoi impegni sul 100 percento di indennizzi, ma i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione ora possono agire anche senza il consenso del Governo. Spero che tutti i parlamentari romagnoli lavoreranno in squadra senza guardare alle magliette di partito ma solo ai cittadini e alle imprese colpite. Non c’è più tempo da perdere».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi