mercoledì
20 Maggio 2026

L’ingegnere faentino Dall’Oppio è il nuovo comandante nazionale dei vigili del fuoco

Incarico affidato all’attuale direttore regionale per l’Emilia-Romagna. I complimenti del sindaco di Ravenna

Carlo Dall'oppioL’attuale direttore regionale dei vigili del fuoco per l’Emilia-Romagna, l’ingegnere Carlo Dall’Oppio di Faenza, è stato nominato nuovo capo nazionale dei vigili del fuoco.

Michele De Pascale, sindaco e presidente della provincia di Ravenna, si è complimentato: «Voglio porgere all’ingegner Carlo Dall’Oppio le più sincere congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro per il prestigioso e importante incarico che andrà a ricoprire e che sono certo svolgerà con il consueto grande impegno, competenza e responsabilità, che ha dimostrato anche nell’eccellente gestione dell’emergenza alluvione che ha colpito i nostri territori. L’intera comunità del ravennate, di cui l’ingegner Dall’Oppio è stimato componente, essendo faentino di origine, è profondamente grata a lui e l’intero corpo dei Vigili del fuoco per il fondamentale e preziosissimo lavoro che hanno svolto durante i giorni terribili dell’emergenza alluvionale».

Al parco Safari una lezione di fisica per tutti con il prof influencer Schettini

Appuntamento sabato 1 luglio alle 15.30 sotto la pensilina, sarà anche possibile visitare il Parco. L’ospite è autore del libro La fisica che ci piace

Vincenzo SchettiniAl Safari Ravenna una lezione di fisica con il noto prof influencer Vincenzo Schettini: appuntamento sabato 1 luglio alle 15.30 sotto la pensilina del parco faunistico adiacente a Mirabilandia. Schettini terrà una lezione fondendo scienza, arte e intrattenimento, nel suo tipico stile noto a chi ha avuto modo di conoscerlo dai social. Al termine della lezione, al Safari Ravenna è previsto un incontro con il prof.

Inoltre, durante la giornata sarà anche possibile visitare il Safari e l’area pedonale, con oltre mille animali di circa cento specie differenti.

Schettini è un fisico, musicista e scrittore. Da anni dirige il gruppo gospel Wanted Chorus e insegna fisica nelle scuole superiori, divulgandola anche online con lo pseudonimo “La Fisica Che Ci Piace” e rendendola accessibile a tutti. Inoltre, cura la parte social di un programma di formazione di docenti italiani al Cern di Ginevra. Nel 2022 ha anche pubblicato il suo primo libro La fisica che ci piace, edito da Mondadori.

Fdi: «Profitti extra per Hera con l’alluvione, dovrebbe donare qualche milione»

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Stefano Bertozzi, la giudica un’azione «per obblighi morali»

Raccolta rifiuti a Sant'AgataHera sta ricavando profitti extra dalla ripresa post alluvione, ad esempio per le grandi quantità di acqua utilizzata per le attività di pulizia, e dovrebbe fare una donazione di qualche milione di euro a favore della collettività. È la sintesi del pensiero espresso da Stefano Bertozzi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Faenza.

Nella giornata di ieri, 28 giugno, si è riunita la Commissione permanente 3 del Comune dedicata al tema alluvione. All’ordine del giorno la questione delle utenze (in particolare acqua) e della tariffa rifiuti per tutte le famiglie alluvionate.

La quasi totalità delle famiglie e delle imprese si ritroveranno nei prossimi mesi, finito il periodo di sospensione, a dover sostenere costi esorbitanti per il consumo di acqua legato alle operazioni di pulizia delle proprie abitazioni e/o attività. In alcuni casi gli stessi soccorritori sono stati costretti ad utilizzare utenze domestiche per gli interventi in emergenza.

«L’assessore Ortolani – dice Bertozzi – ha spiegato in maniera formalmente ineccepibile il meccanismo alla base della tariffa, ha ribadito che la tariffa deve coprire il 100 percento del costo, ha spiegato il ruolo di Atersir, e i tempi che saranno necessari per arrivare ad un possibile, auspicabile, ma per nulla certo sconto, che nella migliore delle ipotesi diventerà reale non prima di fine 2024».

Bertozzi segnala le voci che stanno contribuendo alle maggiori entrate per la multiutility partecipata in maniera determinante da tanti dei comuni alluvionati: «I servizi di pulizia, spazzatura, raccolta, smaltimento rifiuti che vengono erogati fuori dai capitolati di gara attualmente attivi non sono fatti “al costo” ma contengono quote di profitto, legittime nulla da questionare, ma si tratta di profitti aggiuntivi legati ad un fatto calamitoso».

Il consigliere comunale di centrodestra ritiene che Hera, «per la storia che si porta dietro e per gli obblighi morali che ha», dovrebbe restituire alle popolazioni alluvionate quei profitti extra che sta incamerando. «Il sistema più efficace, pragmatico, rapido, ed anche doveroso, sarebbe invece quello di effettuare una donazione. Non una donazione simbolica di poche migliaia di euro, buona per finire sui giornali, ma una cifra compatibile con i numeri di bilancio di Hera che nel 2022, è bene ricordarlo, ha realizzato un utile al netto delle imposte di 372,3 milioni di euro. Un cifra compatibile con qualche milione di euro di donazione».

Opere antiche e contemporanee in dialogo per condividere dolore e speranza

A Faenza fino a domenica 2 luglio “Anàstasis”, a cura di Giovanni Gardini. Registrati oltre 3mila visitatori

Dopo aver registrato oltre 3mila visitatori, chiude domenica 2 luglio la bella mostra allestita a Santa Maria dell’Angelo a Faenza: curata da Giovanni Gardini, Anàstasis esplicita nel titolo il concetto della Resurrezione e nel rimanere fedele ad una vocazione spirituale dovuta allo spazio consacrato e all’intento della progettazione, concede a tutti la possibilità di accedere ad un messaggio di condivisione del dolore e della speranza.

In esposizione sono opere antiche e contemporanee che riescono a dialogare fra loro e con lo spazio fortemente connotato degli interni barocchi. All’ingresso accoglie il pubblico l’allestimento di Daniela Novello: Angolo di rotta # 2 è un’opera del 2017 che rinnova nella dura e sparsa visione di giubbotti di salvataggio in piombo la recente tragedia accaduta al largo della Grecia dove hanno perso la vita centinaia di persone e bambini.

A poca distanza il compianto in terracotta del 1997 di Fioravanti, pensato come coro di donne di strada attorno al Cristo, entra in contatto visivo con quello tradizionale del ‘500 proveniente da una chiesa di Brisighella e di bottega emiliano romagnola.

Sullo sfondo, a catturare l’occhio del visitatore è l’enorme scenografia ottocentesca di Romolo Liverani dedicata ai drammi del Venerdì santo, allestita nell’abside per cui era nata dopo un ottimo restauro.

Nella cappelle laterali sono presenti opere recenti di Samorì e Coltro insieme a opere antiche come la tela settecentesca di Francesco Bosi, un frammento di crocefisso del ‘400 e un volto di Cristo di Rouault del 1922.

Imponente è il lavoro di Lucia Bubilda Nanni dal titolo sonnambuli (2012-16) che in questo contesto assume un riferimento ad un’attesa di speranza. Della stessa autrice è l’evocativo allestimento immersivo e al buio di decine di ritratti cuciti a filo su tela che riprendono le immagini lasciate dai parenti per i loro morti, deposti anonimamente nell’ossario del cimitero di Ravenna. Alla luce dei cellulari, i loro volti riprendono per un attimo a esistere, richiedono un atto di pietà e memoria. E mentre ci ritroviamo a illuminarli con la luce dei cellulari, ci ritroviamo inconsapevoli a ricalcare le figure di una foto di John Stanmeyer che ha fatto il giro del mondo: l’immagine che ha vinto il Word Press Photo nel 2013 riprende alcuni emigranti nella notte, sul procinto di partire per mare da una spiaggia della Somalia, mentre cercano il segnale per mandare un ultimo messaggio ai loro cari.

Gli orari di apertura fino a domenica compresa sono 10-12.30 e 16.30-19.
Oggi, giovedì 29 giugno, alle 20.30, saggio di fine anno della Scuola di Musica Sarti con le offerte raccolte che andranno a favore della stessa scuola i cui spazi sono stati fortemente colpiti dall’alluvione.

In collina Confcooperative chiede un ripristino concreto per evitare lo spopolamento

Diverse aziende stanno lavorando da settimane alla ricostruzione dei danni

Lavori nella valle del LamoneIn queste settimane post alluvione c’è chi sta lavorando a ogni ora del giorno e della notte per cercare di ripristinare i territori collinari, completamente devastati dalle migliaia di frane registrate, ed evitare così lo spopolamento. Sono le cooperative montane che si occupano di manutenzione forestale, stradale e dei corsi d’acqua. Fra queste la Montana Valle del Lamone con sede a Brisighella, la Montana Valle Senio con sede a Casola, la Cooperativa Territorio Ambiente (Cta) con sede a Premilcuore e la Clas di Bagno di Romagna. Queste imprese sono state chiamate dai Comuni, dalle Province di riferimento, dalla Protezione Civile e dagli altri enti che gestiscono il territorio alluvionato a eseguire lavori di estrema urgenza.

«Lavoriamo su due fronti – racconta Luigi Naldoni, direttore tecnico della Montana Valle del Lamone, cooperativa con circa 50 dipendenti soci, attiva dal 1974 –, nella parte alluvionata in pianura dove eseguiamo interventi diversi sui corsi d’acqua e dove abbiamo chiuso la rottura dell’argine del Santerno e nelle colline per riaprire le strade. Sono state settimane di lavoro intenso e ininterrotto 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. Al momento ci stiamo occupando solo degli interventi degli enti pubblici, non abbiamo le forze per esaudire le tante richieste che ci sono arrivate dai privati, imprese e cittadini, almeno finché la situazione di emergenza non rientra».

La rotta del fiume Santerno a San Lorenzo di Lugo che ha causato il crollo dell'ex mulino ParmianiSolo in queste ultime due settimane la Montana Valle Senio, cooperativa con 25 dipendenti soci, è riusita a dare riposo ai lavoratori almeno nei weekend. «Si sono fatti davvero in quattro e sono stati straordinari – dice Edoardo Visani, vicepresidente e direttore tecnico –. Per quanto riguarda la logistica stradale siamo riusciti a ripristinare i collegamenti più importanti nei comuni della Romagna faentina, ora ci concentreremo sulle strade demaniali e forestali con l’obiettivo di rendere agibili la viabilità verso gli agriturismi e le abitazioni più isolate. In sintesi stiamo concludendo la prima fase di questa emergenza, dopo questa inizia la fase di manutenzione dei lavori fatti e poi, si spera, arriverà il momento della progettazione a lungo termine».

La viabilità è stata in alcuni casi completamente ridisegnata, sono state costruite nuove strade per permettere a cittadini e imprese di poter raggiungere le loro case e il loro lavoro. «L’obiettivo principale è evitare lo spopolamento di questi territori – concordano i presidenti -. Siamo riusciti a fare tanto e in poco tempo, grazie alla buona collaborazione che si è creata fra tutti gli enti coinvolti. Adesso è arrivato il tempo delle risorse economiche per una nuova progettazione, che tenga conto di eventi straordinari come quelli che si sono verificati a maggio e che dia speranza e certezza a questi territori».

Il 27 giugno il governo ha nominato il generale Francesco Paolo Figliuolo come commissario straordinario per le alluvioni in Romagna: «Auguriamo buon lavoro al generale – commenta Mauro Neri, presidente di Confcooperative Romagna e direttore della Cooperativa Territorio Ambiente -. La nostra associazione e le cooperative montane che lavorano sui territori colpiti si mettono a piena disposizione. Siamo contenti che si sia sbloccata una situazione di stallo che poteva diventare critica e speriamo che questa nomina aiuti a snellire le procedure di avvio dei lavori e la loro programmazione».

Discoteca abusiva in spiaggia, sanzionato un bagno a Marina Romea

Mancavano le autorizzazioni per serate di intrattenimento danzante

Pexels Wolfgang 2747446C’erano i cartelli con la scritta “Divieto di ballo” e lo stabilimento balneare non aveva l’autorizzazione per serate danzanti ma circa trecento giovani stavano ballando. La polizia locale di Ravenna, intorno alle 23.30 di lunedì 26 giugno, è intervenuta in un bagno sulla spiaggia di Marina Romea dove era stata allestita una presunta discoteca abusiva. L’episodio è reso noto dalla polizia municipale con una nota di oggi, 29 giugno.

Gli agenti di polizia hanno trovato una postazione da dj con struttura reticolare e tralicci, numerosi diffusori dislocati in diversi punti all’interno dell’area frequentata dagli avventori, luci stroboscopiche e una parziale delimitazione dell’area attraverso l’impiego di pali con paravento e separatori in legno e plexiglass.

Il titolare dell’attività non è stato inoltre in grado di esibire il certificato di collaudo e conformità degli impianti, il nulla osta Siae, il piano di sicurezza redatto da professionista abilitato e la documentazione relativa alla prevenzione del rischio incendi.

Le mancanze, oltre alle previste sanzioni amministrative, daranno luogo a segnalazione ai competenti uffici comunali per l’emissione dei provvedimenti di diffida a svolgere intrattenimenti pubblici che, in caso di inosservanza, darebbero luogo alla sospensione dell’attività dello stabilimento. Al vaglio dell’autorità anche ipotesi di rilevanza penale.

Sul tetto della scuola Ricci Muratori 200 mq di pannelli fotovoltaici

Intervento da 210mila euro finanziato dal Pnrr. All’interno dell’edificio un monitor darà informazioni sul risparmio di CO2 e sull’energia elettrica prodotta

Pexels Los Muertos Crew 8853511Sul tetto dell’edificio che ospita la scuola primaria e secondaria Ricci Muratori, in piazza La Malfa a Ravenna, saranno installati i pannelli fotovoltaici. Il progetto ha ricevuto l’approvazione della giunta comunale. Il valore del progetto è pari a 210mila euro, finanziato nel Piano degli Investimenti 2023 e rientrante nell’ambito del Pnrr.

L’intervento punta a conseguire un significativo risparmio energetico, coniugando la compatibilità con le esigenze architettoniche e di tutela ambientale, risparmiando sul combustibile fossile e ottenendo una produzione di energia elettrica senza emissione di sostanze inquinanti.

L’impianto si comporrà di 118 moduli costituiti da silicio monocristallino di 1,68 metri quadri ciascuno, per una superficie complessiva captante di circa 200 metri quadri. L’impianto sarà collocato sulla falda orientata a sud della copertura della scuola primaria; inoltre all’interno del plesso verrà installato un monitor che darà informazioni puntuali sul risparmio di co2 e sull’energia elettrica prodotta.

«Il progetto – affermano l’assessore all’Urbanistica Federica Del Conte e l’assessore all’Ambiente Gianandrea Baroncini – si inquadra negli obiettivi di sostenibilità ambientale che questa Amministrazione intende perseguire con incisività e diffusione sempre crescenti considerando l’eticità insita nell’azione di produrre energia pulita, contribuendo alla tutela del mondo in cui viviamo e alla salvaguardia dell’ambiente a favore delle generazioni future».

Adeguamento sismico per un’ala delle medie Montanari: lavori da due milioni di euro

Il 75 percento della spesa sarà coperto da fondi Pnrr, il resto dal Comune. La sagoma resterà rettangolare ma con una superficie maggiore che darà più spazio alle sei aule

Aula
Immagine di repertorio

Una porzione delle scuole medie Mario Montanari di Ravenna, denominata “ala Callegari”, sarà sottoposta a un intervento di adeguamento sismico. La giunta comunale ha approvato il progetto definitivo-esecutivo. La somma complessiva è di due milioni di euro: 1,5 finanziati dal Pnrr e il resto da risorse comunali.

Da un punto di vista progettuale si è deciso di adottare la medesima sagoma rettangolare e la medesima ubicazione dell’attuale struttura, in quanto si è valutato che fosse la soluzione più idonea per i collegamenti con la parte restante della scuola, per la posizione migliore delle aule, tutte affacciate ad ovest su una zona fittamente alberata in grado di fornire l’adeguato benessere psicofisico per alunni e docenti e per non rendere più complessi i percorsi di esodo in caso incendio. Si è optato per aumentare la superficie attuale, riuscendo così ad ingrandire leggermente la superficie delle aule che restano sempre sei e ad aggiungere un ripostiglio e un bagno per gli insegnanti.

Per consentire una rapida esecuzione dei lavori, dovendo garantire l’attività scolastica, si è optato per una soluzione costruttiva parzialmente prefabbricata con pareti in legno tipo Xlam, in grado di consentire una più rapida esecuzione dell’edificio rispetto ad un sistema costruttivo di tipo tradizionale.

Si è optato per l’utilizzo di materiali altamente performanti da un punto di vista termico, acustico e di rispetto delle normative antincendio. Tutti gli impianti che saranno installati rispondono a criteri di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico. Il nuovo edificio sarà autonomo da un punto di vista del riscaldamento e sarà alimentato senza l’utilizzo di combustibili fossili, tramite una pompa di calore posizionata su soletta esterna al fabbricato, alimentata da energia generata dai pannelli fotovoltaici integrati nella copertura. La nuova ala scolastica sarà ad alta prestazione e ridurrà il più possibile i consumi dovuti al suo funzionamento e l’impatto nocivo sull’ambiente.

«Questo importante intervento – afferma l’assessora ai Lavori pubblici Federica Del Conte – si aggiunge ai numerosi che recentemente abbiamo approvato per rendere gli edifici scolastici più sicuri, accoglienti ed efficienti. Un impegno considerevole e di assoluta priorità perché le scuole sono frequentate per molte ore al giorno da studenti, docenti e personale amministrativo e devono essere accoglienti e funzionali».

 

All’Alighieri debutta uno spettacolo corale con protagonisti anche attori disabili

Frutto del laboratorio realizzato a Ravenna da Maurizio Lupinelli e Nerval Teatro

Debutta oggi (giovedì 29 giugno, ore 21) al Teatro Alighieri di Ravenna, all’interno della programmazione di Ravenna Festival, Marat/Sade. Le due rivoluzioni, uno spettacolo di Nerval Teatro con il gruppo di attrici e attori disabili del progetto Il teatro è differenza. In scena, accanto a loro, Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol di Nerval Teatro, Marco Cavalcoli (già Premio Ubu 2022 come Miglior Attore), Carlo Garavini e Miriam Russo. La regia dello spettacolo è di Maurizio Lupinelli, che porta a compimento un percorso pluriennale di laboratorio con un grande spettacolo corale, che giunge all’indomani dei molti lavori realizzati con il parallelo Laboratorio Permanente di Rosignano Marittimo.

Il laboratorio Il teatro è differenza è un progetto di inclusione sociale attraverso il teatro, esportato a Ravenna nel 2019 sulla falsariga del Laboratorio Permanente toscano attivo dal 2007. L’esperienza romagnola si svolge in stretta collaborazione con il Comune di Ravenna (Assessorato alle Politiche Sociali) e coinvolge gli utenti di tre cooperative sociali cittadine: La Pieve, San Vitale e Selenia. Un laboratorio che non si presenta come un’esperienza sporadica, bensì come una attività di lungo respiro strutturata nel corso dell’intero anno e che coinvolge, per una settimana ogni mese, circa 25 partecipanti tra i 25 e i 70 anni con disabilità fisiche o psichiche e che saranno i protagonisti dello spettacolo.

Marat/Sade. Le due rivoluzioni chiude il primo ciclo ravennate, curato da Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol, e si fa ponte per l’avvio di una nuova fase di lavoro che partirà con l’autunno.

Liberamente ispirato al testo Marat/Sade. La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat di Peter Weiss, nell’elaborazione affidata al ravennate Eugenio Sideri, a sessant’anni dalla prima pubblicazione dell’opera del drammaturgo tedesco, lo spettacolo vede anche il coinvolgimento di un’ulteriore piccola comunità della città, ovvero un gruppo proveniente dall’esperienza della non scuola del Teatro delle Albe e dalle associazioni teatrali del territorio. Complessivamente 14 giovani attrici ed attori al centro di una importante sfida formativa sia teatrale che sociale ed umana.

Lo spettacolo è prodotto da Ravenna Festival e Nerval Teatro, con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Comune di Ravenna/Ass. Politiche Sociali, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Otto per Mille della Chiesa Valdese, Romagna Acque – Società delle Fonti S.p.A, La Ruota Magica ODV, con il contributo delle donatrici e donatori della raccolta fondi A ciascuno la sua parte promosso da IdeaGinger, con la collaborazione di Ravenna Teatro e delle Coop. Soc. La Pieve, San Vitale, Selenia di Ravenna.

Per info e prenotazioni: tel. 0544 249244, email tickets@ravennafestival.org.

Torna il festival su culture e gastronomia internazionale, dedicato all’Amazzonia

Da giovedì 29 giugno a domenica 2 luglio. Ogni sera musica e spettacoli per le vie del centro

Festival Bagnara Di RomagnaTorna la quindicesima edizione del Popoli Pop Cult Festival di Bagnara di Romagna, un appuntamento con le culture e la gastronomia internazionale: si terrà da giovedì 29 giugno a domenica 2 luglio.

L’appuntamento di quest’anno è dedicato all’Amazzonia nelle sue molteplici sfaccettature culturali ed etniche e nel suo valore di foresta vitale per il pianeta, che si estende per sei milioni di chilometri quadrati e in nove diverse nazioni.

Animazioni e spettacoli animeranno le vie del centro, con il palco principale allestito in piazza Marconi e performance artistiche nella Rocca e nelle vie del borgo nel corso dell’intera serata.

In piazza Marconi ogni serata ci sarà musica diversa con Corretto Samba, che inaugurerà il festival con una parata alle 20.30 di giovedì 29 giugno, i Willos Irish music (venerdì), i Del Barrio & Indio Atuca (sabato), Jack guitar e il coro dei rifugiati (domenica).

In Rocca e per le vie del borgo ogni sera musica e spettacoli tra tango argentino del trio Tangofonici, il cantautorato pop di Meddie, il violino klezmer e yiddish di Paolo Buconi, balli da Brasile, Thailandia e Perù, danze azteche, il flamenco di Alquimia Flamenca, la capoeira con Mestre Dito & Coquinho Baiano e i ritmi africani della Costa d’Avorio con i Benguè.

Venerdì 30 giugno tornerà il concorso gastronomico Il piatto più buono – Eurovo per Popoli 2023, con una giuria tecnica presieduta da Elena Morlacchi da Masterchef 11. La premiazione avverrà nella serata di sabato.

Grande spazio come sempre riservato alla gastronomia internazionale, a partire dalle 18.30, con 23 stand di altrettanti Paesi (tre in più dello scorso anno): Angola, Albania, Argentina, Armenia, Austria, Brasile, Camerun, Cuba, Filippine, Francia, Grecia, Germania, Georgia, Iran, Marocco, Messico, Perù, Romania, Spagna, Thailandia, Vietnam, Pakistan, Stati Uniti. Nelle giornate di sabato e domenica, alcuni stand proporranno i loro piatti anche all’ora di pranzo.

Festival Amazzonia Bagnara Di RomagnaIl premio popoli, che dal 2016 viene assegnato a personalità che si siano distinte a livello nazionale e internazionale per aspetti umanitari e solidali, diplomatici, scientifici e divulgativi, ambientali e culturali in genere, quest’anno verrà conferito a Amazonia Onlus per l’impegno internazionale perseguito con costanza da oltre vent’anni in favore dell’Amazzonia.

Tutte le sere dalle 18.30 il pubblico troverà anche diverse mostre. Amazzonie a cura di Brasil Festival e associazione Terra Brasilis, nella sala consiliare della Rocca e nel seminterrato (sala Sant’Apollinare); Mani d’oro Amazzonia di Patricia Muniz nella sala Sant’Apollinare che proporrà anche il laboratorio BotanicArte; La via degli artisti, mostra d’arte collettiva lungo via Roma con possibilità di acquisto di opere per beneficenza per progetti legati ai danni causati dall’alluvione; Un poster per la pace a cura della scuola media di Bagnara, in piazza Marconi. Aperture serali straordinarie del Museo del castello, del museo Mascagni e del museo d’arte sacra.

Ogni sera, inoltre, sarà possibile contribuire alla raccolta fondi Romagna, Tè böta, con cui poter acquistare attrezzature per la prevenzione e la sicurezza territoriale, da dotazioni di brande a idrovore, fino a una torre faro con generatore. Un ringraziamento verrà poi dedicato, venerdì 30 giugno, anche ai tanti amici di Bagnara che hanno aiutato nella fase emergenziale del maggio scorso.

Per ulteriori informazioni contattare il Comune di Bagnara di Romagna al numero 0545 905516, visitare le pagine Facebook e Instagram del festival oppure il sito www.popolipopcultfestival.com.

Convenzioni culturali: ecco dove vanno i 540mila euro all’anno del Comune di Ravenna

Stilata la graduatoria. L’assessore Sbaraglia: «Così garantiamo continuità progettuale»

Teatro Alighieri
Il teatro Alighieri di Ravenna

È giunta al temine la procedura, avviata con un avviso pubblico, per l’individuazione delle realtà culturali con le quali il Comune di Ravenna si convenzionerà per il quinquennio 2023-2027 (con effetto retroattivo per i primi mesi dell’anno), suddivise in cinque aree tematiche: musica, arti performative, arti visive, promozione culturale e letteraria, attività cinematografiche.

Sono stati messi a disposizione dal Comune complessivamente 540mila euro per ciascuno dei cinque anni considerati. La cifra è circa l’11 percento in meno di quella stanziata nel 2018, in occasione del bando quinquennale scaduto a fine 2022.

Le cinque commissioni che hanno valutato i progetti presentati, composte da esperti per le varie aree tematiche, hanno valutato le singole proposte culturali tenuto conto di precisi parametri quali-quantitativi, esplicitati essi stessi nell’avviso pubblico. I progetti sono stati finanziati sulla base degli esiti delle valutazioni delle commissioni, fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Per gli altri progetti comunque ammessi sarà possibile richiedere una compartecipazione, che potrà essere valutata in base alle disponibilità di bilancio (a partire da oggi, i soggetti proponenti i diversi progetti riceveranno una comunicazione dal Comune).

In particolare, oltre alla qualità artistica delle proposte formulate, si è posto l’accento sulla capacità dei progetti di integrarsi con il contesto socio culturale locale e nel contempo di proiettare l’offerta culturale ravennate in una dimensione regionale e nazionale, riservando spazio ai giovani e ai processi educativi. Premiato infine il carattere inclusivo dei progetti, le capacità di costruire proposte aggreganti più realtà culturali, l’attenzione alla multiculturalità e alla sostenibilità.

Le convenzioni culturali si affiancano ad altri strumenti, quali ad esempio l’erogazione di contributi e forme di compartecipazione e concessione a vario titolo di spazi comunali che restano attive e svincolate dall’esito di questo bando. Va poi sottolineato come le fondazioni Ravenna Manifestazioni (la fondazione che organizza il Ravenna Festival) e RavennAntica e Ravenna Teatro (che ha in gestione la Stagione dei Teatri di Ravenna) sono finanziate con bandi separati dal Comune.

«In un contesto di risorse che in questi anni ha visto una sensibile contrazione – dichiara l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – siamo soddisfatti di riuscire comunque a sostenere progetti culturali pluriennali investendo 540.000 euro per ciascuno dei prossimi cinque anni. Il lavoro delle commissioni è stato difficile e prezioso, dovendo misurare proposte di attività con proporzioni, caratteristiche e contenuti anche estremamente diversi tra loro. Nella consapevolezza che il contesto in cui ci muoviamo non sempre permette di accompagnare proporzionalmente la crescita che le attività hanno maturato nel tempo, ne esce un quadro complessivo che garantisce una fondamentale continuità progettuale ai soggetti selezionati e che permetterà loro di avere basi certe su cui lavorare».

Le convenzioni 2023-2027 nel dettaglio

La parte più consistente riguarda la musica, che riceve circa la metà dei fondi complessivi a disposizione (ma circa 15mila euro in meno rispetto a cinque anni fa).
In particolare, la società cooperativa Angelo Mariani (che organizza rassegne di musica classica) riceverà 60mila euro l’anno (contro i 70mila del 2018); Emilia Romagna Concerti (sempre per la classica) 57mila (circa 5mila in più rispetto a cinque anni fa), l’associazione culturale Bronson (che organizza festival di musica rock e contemporanea) ne incasserà 53mila (rispetto ai 45mila del 2018) e Jazz Network, per le sue rassegne di jazz e dintorni, 50mila (6mila in meno rispetto al 2018). A completare il quadro della musica ricevono 17mila euro Young Musicians European e La Corelli, capofila del progetto insieme alle associazioni Galla e Teo e Mousike, mentre 15mila euro vanno al Teatro Socjale di Piangipane (in linea con il 2018).
Sono stati ammessi ma non riceveranno finanziamenti (con lo strumento della convenzione) Collegium Musicum Classense, Circolo Arci Scintilla e Mikrokosmos.

Per quanto riguarda le arti performative, complessivamente i finanziamenti restano stabili rispetto alle passate convenzioni.
A ricevere la quota maggiore è la società cooperativa E (30.500 euro), davanti a Cantieri Danza (associazione nota in particolare per il festival di danza urbana Ammutinamenti) con 28mila euro (circa 5mila euro in meno rispetto al passato) ed ErosAntEros con 27mila (più del doppio rispetto al 2018, quando non esisteva però il loro festival internazionale Polis). Il Teatro del Drago perde oltre 7mila euro e ne riceverà 24mila all’anno, mentre restano sostanzialmente stabili i finanziamenti per Accademia Perduta Romagna Teatri (che a Ravenna si occupa in particolare della rassegna di comico), con 15.500 euro. Guadagna alcune migliaia di euro l’associazione Nanou (che incasserà dal Comune 12mila euro l’anno), entra in convenzione Bialystok Produzioni del burattinaio Massimiliano Venturi (in aggregazione con Atuttotondo) con 9.500 euro mentre gli ultimi 10mila euro vanno a Capit, in aggregazione con le associazioni Schurr e Canterini.

Passiamo al comparto della promozione letteraria. L’associazione Onnivoro di Matteo Cavezzali (Scrittura Festival e rassegna letterara Il Tempo Ritrovato) vede leggermente aumentare i contributi fino a quota 25mila euro l’anno; l’Università per gli Adulti Bosi Maramotti stabile a 7mila euro, mentre il Centro Dantesco scende (di poco) a 6mila.

Per quanto riguarda le arti visive, si dividono equamente 6mila euro Bonobolabo (marchio ormai simbolo della street art a Ravenna) e Rete Almagià, mentre sono ammessi e non finanziati Maison Random e le associazioni Sguardi in Camera e Panda Project.

Infine, per quanto riguarda il cinema, Start (in aggregazione con Ascig e Pagine) incasserà 43mila euro l’anno, Ravenna Cinema 16mila e Italsar 11mila.

Ponte mobile chiuso altri tre giorni: servono lavori per rendere il fondo più ruvido

Il rifacimento dell’asfalto ha richiesto un mese di cantiere e ora l’Autorità portuale ritiene necessari altri interventi anche per togliere i dossi. Saranno installati rilevatori di velocità

Il ponte mobile in via Attilio Monti a RavennaIl ponte mobile di Ravenna verrà chiuso al transito per tre giorni, dal 3 al 6 luglio 2023, perché ha bisogno di ulteriori lavori di manutenzione per migliorare il risultato ottenuto con i lavori svolti nel mese di maggio in cui è rimasto chiuso per rifare il fondo stradale. È la decisione assunta dopo l’attività di monitoraggio svolta nella mattinata di ieri, 27 giugno.

«L’esito di tali controlli tecnici – si legge in una nota dell’Autorità portuale che è proprietaria del manufatto – è stata la certificazione di un miglioramento dell’aderenza del manto stradale determinata dall’usura dovuta al passaggio dei veicoli sul ponte in queste settimane. Nonostante il buon esito di tali verifiche, si è valutato di procedere alla esecuzione di lavori per accentuare la ruvidezza della pavimentazione e poter da subito rimuovere i dossi attualmente posizionati sulle rampe del ponte».

Sul ponte è da sempre in vigore il limite di velocità a 30 km orari: «Al fine di garantire il rispetto del limite per la necessità di ridurre le sollecitazioni cui è sottoposta la struttura ed assicurare condizioni di sicurezza nei transiti, a breve saranno posizionati sul ponte dei rilevatori di velocità».

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