mercoledì
20 Maggio 2026

Bruciano i rifiuti dell’alluvione, diossine nell’aria: i consigli dell’Ausl

Il Comune e l’Ausl consigliano ai residenti entro due km di consumare frutta e verdura solo se lavata e sbucciata, finestre chiuse se si sente odore di fumo

Incendio rifiuti Mezzano 21 giugno 2023I risultati dei primi campionati dell’aria fatti da Arpae nei pressi dell’incendio che sta interessando una discarica di rifiuti dell’alluvione a Mezzano, frazione di Ravenna, mostrano la presenza di diossine nell’aria. Le autorità competenti fanno sapere che il valore rilevato di diossine e furani (Pcdd/Df) è pari a 0,4 pg/mc (picogrammi per metro cubo): «Non ci sono valori normativi in materia – si legge in una nota condivisa da Arpae, Ausl Romagna e Comune di Ravenna –, ma si tratta di un valore superiore ai valori di riferimento proposti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’Oms suggerisce di tenere monitorata la sorgente qualora si rilevino concentrazioni superiori a 0,3 pg/mc».
La diossina più pericolosa per la salute (TCDD) è risultata inferiore al limite di quantificazione. Nessun problema per quanto riguarda idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e benzo(a)pirene, il cui valore rilevato è inferiore al valore obiettivo annuale per la qualità dell’anno.

Gli esiti fanno riferimento alle prime 12-14 ore seguenti all’installazione del campionatore ad alto volume per la ricerca di microinquinanti organici (21-22 giugno). La nota precisa che i valori delle diossine sono notevolmente inferiori a quelli rilevati a seguito di un incendio di portata molto vasta che che nel 2019 ha interessato la provincia di Ravenna, circostanza nella quale sono stati registrati valori tre volte superiori. Continuerà il monitoraggio da parte di Arpae dei livelli di concentrazione di questi composti.

Il problema principale rappresentato dalle diossine prodotte da un incendio è quello della ricaduta e della deposizione su prodotti vegetali che possono entrare nella catena alimentare.

Pertanto il Comune di Ravenna, sentito il parere dell’Ausl della Romagna, basato anche sull’esperienza maturata a seguito di incendi di più grandi dimensioni nell’ambito dei quali i valori delle diossine sono risultati nettamente superiori senza che venissero riscontrate ricadute sui prodotti vegetali, ciò nonostante, a scopo cautelativo, raccomanda ai cittadini che risiedono nell’area a due chilometri dall’incendio e in particolare nelle frazioni di Mezzano, Glorie, Ammonite e Borgo Masotti, di consumare frutta e verdura raccolta in questa zona solo dopo averla lavata accuratamente e sbucciata (se sbucciabile). È inoltre opportuno, quando il vento spira verso le abitazioni e di conseguenza si avverte odore di fumo, continuare a tenere le finestre chiuse e uscire solo se strettamente necessario.

Questo messaggio è stato diffuso alla popolazione anche attraverso pattuglie della polizia locale e volontari di Protezione tramite altoparlante.

Il Comune cerca case da affittare per agli alluvionati: si parte da 500 euro mensili

Fino al 24 luglio si possono proporre i proprietari di alloggi arredati e a norma e immediatamente disponibili

Affitti casa, Emilia Romagna: contributi per ridurre canoniIl Comune di Ravenna cerca alloggi per le persone che non possono far rientro nella propria abitazione perché inagibile a causa dell’alluvione che ha colpito il territorio. L’appello è rivolto ai proprietari di appartamenti sfitti e immediatamente disponibili.

È stato pubblicato un avviso pubblico rivolto a tutti i proprietari di immobili arredati e a norma con le vigenti prescrizioni in termini di agibilità ed abitabilità, che potranno essere affittati direttamente dal Comune o da soggetto appositamente individuato e assegnati alle famiglie colpite dall’emergenza alluvione. L’avviso resterà aperto fino alle 13 del 24 luglio e si può consultare al seguente link https://bit.ly/3NJfF5X.

Il periodo di locazione previsto è di sei mesi con possibilità di rinnovo di ulteriori sei. Ai proprietari sarà riconosciuto un canone di locazione, sulla base dei criteri stabiliti per l’erogazione del contributo per l’autonoma sistemazione (Cas), ovvero:
400 euro mensili per il nucleo composto da 1 componente;
500 euro mensili per il nucleo composto da 2 componenti;
700 euro mensili per il nucleo composto da 3 componenti;
800 euro mensili per il nucleo composto da 4 componenti;
900 euro mensili per il nucleo composto da 5 o più componenti.

Il contributo è aumentato di 200 per ogni componente del nucleo familiare ultra 65enne, portatore di handicap o disabile con una percentuale di invalidità non inferiore al 67 percento.

I soggetti interessati dovranno inoltrare domanda secondo queste modalità: cartacea, il modulo va presentato all’Ufficio front office e accoglienza del servizio sociale associato, in via Massimo d’Azeglio 2, previo appuntamento prenotabile telefonando allo 0544 482550 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13; tramite Pec, il modulo compilato va inviato a serviziosociale.ravennacerviarussi@gmail.it unitamente a copia del documento d’identità, indicando nell’oggetto “Emergenza alluvione – avviso pubblico per acquisizione di manifestazione di interesse per il reperimento di alloggi privati”.

«Con questa azione – afferma l’assessore alle Politiche sociali e abitative, Gianandrea Baroncini – intendiamo agevolare l’incontro tra persone costrette fuori dalla propria abitazione a causa dei danni dell’alluvione e cittadini che hanno in disponibilità alloggi sfitti. Un provvedimento che si aggiunge a quelli messi in campo dalla Regione Emilia-Romagna come i contributi per l’autonoma sistemazione, i contributi di immediato sostegno, la rinegoziazione dei canoni di affitto».

Gli interessati alla procedura potranno richiedere chiarimenti scrivendo alla mail accoglienzasociale@comune.ra.it.

Tre gattini intrappolati in un tubo in un cantiere, due salvati con 5 ore di lavoro

I micetti di un mese di età erano bloccati in un foro di 15 cm di diametro a un metro di profondità: fondamentale l’intervento dei vigili del fuoco in supporto ai volontari di Enpa e alla protezione civile

Tre gattini di un mese di età sono caduti in un tubo di una fogna in un cantiere e sono rimasti intrappolati a un metro di profondità e dopo cinque ore di lavoro i volontari dell’ente protezione animali (Enpa) e vigili del fuoco sono riusciti a salvarne due. Il terzo è stato recuperato già morto. È la storia che arriva da Lugo, raccontata dagli stessi volontari che hanno partecipato all’intervento.

La chiamata di segnalazione è arrivata verso le 16 di ieri, giovedì 22 giugno, all’infermeria felina di Bizzuno: una ragazza informava di avere udito un miagolio disperato provenire da un foro di 15 cm di diametro nel cemento di un cantiere nelle vicinanze della macelleria Irca in via Carrara Arginello a Lugo.

Grazie all’aiuto di un membro della protezione civile Sar Team di Faenza viene inserita nel tubo una telecamera endoscopica professionale che permette di individuare i micetti un metro sotto al manto stradale, a sette metri in perpendicolare dal punto di probabile caduta. Il primo tentativo di spingerli fuori con un tappo di stracci spinto da un tubo fallisce.

Alle 20 arrivano i vigili del fuoco che utilizzano uno strumento in dotazione che si adatta alla larghezza del tubo e riesce a trascinare due gattini stremati.

«Erano neri, inzuppati e sfiniti. Li abbiamo lavati e pian piano è uscito il loro colore naturale – dicono le volontarie –. L’odore acre dell’acqua delle fogne non ti abbandona facilmente, nemmeno dopo una lunga doccia, ma quando stringi fra le braccia due minuscoli corpi impregnati da quell’acqua scura e appena salvati da un condotto fognario, senti solo il profumo della vita. La vita che trionfa, la vita che ha una forza pazzesca. E scoppi in un pianto liberatorio che per 5 ore ti ha attanagliato il cuore al pensiero di sentire quei miagolii strazianti senza trovare una via d’uscita».

Enpa ringrazia tutti coloro che hanno reso possibile il salvataggio: chi ci ha chiamati, i tanti volontari impegnati, i cittadini accorsi «e gli eroi che noi romagnoli alluvionati conosciamo bene, la protezione civile e i vigili del fuoco».

Il rigassificatore di Piombino non verrà aggiunto a quello di Punta Marina

Fra tre anni la nave Golar Tundra lascerà la Toscana per andare più a nord nel Tirreno, a Vado Ligure

Golar Tundra RigassificatoreAl largo delle coste di Ravenna ci sarà un solo rigassificatore. L’impianto appena entrato in funzione a Piombino lascerà il porto toscano fra tre anni, come da accordi sottoscritti tra Regione e Governo, e andrà più a nord nell’alto Tirreno ad attraccare a Vado Ligure. L’ipotesi di un trasferimento a Ravenna, sfruttando la piattaforma al largo di Punta Marina che verrà messa in funzione alla fine del 2024, era tra quelle in campo. La notizia è riportata dai quotidiani locali in edicola oggi, 23 giugno, Resto del Carlino e Corriere Romagna.

Il termine concesso a Snam per comunicare la destinazione della nave rigassificatrice scade il 26 giugno, ma nei giorni scorsi in occasione di un evento al petrolchimico di Ravenna è trapelata la scelta già presa. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, è già stato nominato commissario come accaduto per i suoi colleghi in Emilia-Romagna e Toscana.

«La scelta di Vado Ligure va nella giusta direzione di coinvolgere più città portuali a fronte dell’esigenza di nuovi impianti e infrastrutture capaci di produrre nuova energia», affermano il segretario provinciale del Pri e vicesindaco Eugenio Fusignani unitamente a Giannantonio Mingozzi della direzione nazionale dell’Ederae presidente di Tcr.

«Come repubblicani continuiamo a considerare prioritario il tema dell’approvvigionamento energetico producendo nuove risorse capaci di rendere l’Italia più autonoma e meno legata alle condizioni ed ai prezzi di altri Paesi produttori; per questo Ravenna rimane città capitale dell’energia nella disponibilità dimostrata in più occasioni sia per ospitare la Bw Singapore sia per riaprire ricerca ed attività estrattive nei pozzi dell’Adriatico, ed è giusto che altre realtà come Vado Ligure siano pronte ad assumersi nuove responsabilità, seppure affrontando costi più alti visto il ripetersi di investimenti dopo quelli a terra ed a mare di Piombino».

Dall’Ausl appalto da 6 milioni di euro a un’impresa di bibite per fornire mascherine

La società è di Fusignano, il titolare è l’ex deputato Gianluca Pini, finito in carcere in una indagine della procura di Forlì. Ai domiciliari un dipendente della prefettura di Ravenna e un carabiniere. Accuse a vario titolo: ruffa aggravata e continuata, falso, ricettazione, frode in commercio e corruzione

Woman Wearing Face Mask 3869390Un’azienda nata per il commercio di bibite e alimentari, la Codice con sede a Fusignano, si è aggiudicata un appalto dell’Ausl Romagna del valore di circa sei milioni di euro per una maxi fornitura di quattro milioni di mascherine di importazione dall’Asia nella primavera 2020, nelle prime fasi della pandemia Covid. La dicitura “articoli medicali” sarebbe stata inserita nell’oggetto della società solo il giorno della firma del contratto con l’azienda sanitaria. E le documentazioni che attestavano la certificazione di qualità dei dispositivi protettivi sarebbero state aggiustate fittiziamente. In buona sostanza è questo il quadro accusatorio dell’inchiesta condotta dalla procura di Forlì che ha portato in carcere (e non solo ai domiciliari come scritto erroneamente ieri su queste pagine) il titolare della Codice, l’ex deputato della Lega, il 50enne Gianluca Pini.

Le accuse mosse dagli inquirenti sono truffa aggravata e continuata, falso, ricettazione, frode in commercio e corruzione.

I fatti, come accennato, risalgono alle prime settimane della pandemia da Coronavirus, quando la reperibilità di protezioni come le mascherine era una missione impossibile. La proposta della società Codice di Pini sembrò una soluzione perfetta. Lo disse anche Marcello Tonini, dirigente dell’Ausl ascoltato in consiglio comunale a Ravenna quando a dicembre 2020 arrivò in discussione un’interrogazione della lista civica La Pigna che aveva presentato un esposto: Ausl aveva accolto l’offerta di Pini perché i fornitori abituali non erano disponibili.

Per il pubblico ministero ci sono documenti falsi e privi di rilevanza giuridica, di cui Pini era consapevole. Mentre per l’azienda sanitaria l’urgenza del reperimento è stata la molla ad agire. Secondo le valutazioni della procura, gli indagati non si curavano della salute pubblica o di quella degli operatori sanitari per lucrare sulla pandemia.

Dal resoconto dei quotidiani in edicola oggi, 23 giugno, nelle carte dell’inchiesta sarebber ricostruiti i passaggi in cui Pini dialoga con un interlocutore in Oriente a proposito delle certificazioni necessarie. Che riguardavano due aspetti. Da un lato i requisiti sanitari necessari per incontrare le richieste dell’Ausl. Ma dall’altro anche quelli per varcare i confini doganali. E infatti tra gli arrestati c’è anche il 52enne Marcello Minenna, ex direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e  attualmente assessore della Regione Calabria.

Originario di Bari, Minenna è economista e professore a contratto di Teorie e Politiche per lo sviluppo economico all’Università La Sapienza di Roma e di Econometria finanziaria e Finanza empirica all’Università telematica San Raffaele. In passato, Minenna era stato anche assessore nella giunta Cinque Stelle a Roma. Pini avrebbe promesso a Minenna di accreditarlo con i vertici del suo partiti per favorire la sua carriera.

La trama che emerge sullo sfondo dell’indagine è quella in cui Pini sembra far valere le proprie conoscenze maturate grazie a tre legislature come deputato in Parlamento (dal 2006 al 2018). Dal 1999 al 2015 il maroniano Pini è stato anche il segretario della Lega Romagna, che nell’organizzazione leghista è sempre stata distinta dall’Emilia. Al congresso del 2017 si schierò con il candidato autonomista Gianni Fava contro Matteo Salvini. Alle elezioni del 2018 decise di non ricandidarsi per tornare a dedicarsi a tempo pieno alle sue attività imprenditoriali.

Tra i destinatari delle 34 ordinanze di custodia cautelare figurano, tra gli altri, persone che avrebbero agito in concorso con Pini per facilitare l’operazione mascherine o per altri episodi di corruzione. Ai domiciliari il 62enne Sergio Covato, dipendente delle prefettura di Ravenna da 23 anni ed ex consigliere comunale in città dopo essersi candidato a sindaco con Alleanza nazionale nel 2006. Domiciliari anche per Pino Daniele, 53enne carabiniere in forza alla squadra di polizia giudiziaria della procura di Ravenna dal 2020 dopo essere stato a lungo al comando della stazione dell’Arma a Cotignola.

Bonaccini al Governo: «1,8 miliardi prima dell’autunno per evitare ulteriori guai»

Consegnata dalla Regione la prima stima complessiva dei danni: 8,8 miliardi

Mattarella E Bonaccini In Volo Sui Territori Alluvionati«Dopo l’alluvione il governo ci ha chiesto una stima dei danni e lavorando giorno e notte abbiamo consegnato la prima stima di 8,8 miliardi. Non servono tutti subito, ma ne servono 1,8 per sistemare frane, fiumi e strade prima dell’autunno, per evitare che nuove piogge possano causare ulteriori danni. Noi vogliamo collaborare col governo, ma abbiamo bisogno di risposte».

Lo ha detto, parlando dei danni dell’alluvione, il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ospite di Omnibus su La7.

Ha aperto un nuovo supermercato in via Faentina

Si tratta di un punto vendita Eurospin, con 15 addetti

CS 122 Inaugurazione Eurospin Russi

Ha aperto in via Faentina Sud, a Russi, un nuovo punto vendita Eurospin. Nella mattina di giovedì 22 giugno il taglio del nastro in presenza della sindaca Valentina Palli.

Eurospin, con sede legale e amministrativa in provincia di Verona, è presente in Italia da trent’anni. Si autodefinisce il più grande gruppo discount italiano, «con 1.200 punti vendita e più di 20 mila dipendenti».

«Il punto vendita di Russi conta 15 addetti, con prospettive occupazionali in crescita – dettaglia la sindaca -. Si tratta di un progetto avviato da anni, che si concretizza con l’apertura di oggi. Questo intervento ha inoltre consentito al Comune di incrementare il Piano degli investimenti per una cifra che supera i 600mila euro, da impiegare in una logica di valorizzazione del tessuto urbano comunale e delle attività presenti».

 

Le associazioni economiche chiedono al Governo i fondi stanziati e un commissario

Dal Tavolo dell’imprenditoria della provincia di Ravenna arriva un nuovo appello al Governo affinché venga nominato urgentemente un commissario per la ricostruzione della Romagna danneggiata dall’alluvione.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente l’intervento congiunto firmato da Agci Romagna; Cna e Confartigianato di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; Confcommercio Ravenna, Confcooperative Romagna; Confesercenti Cesena-Ravenna; Confindustria e Legacoop Romagna.

«L’alluvione che lo scorso maggio ha duramente colpito la Romagna, ferendola in due occasioni distinte nell’arco di appena quindici giorni, costituisce, per intensità, un evento con cui le comunità e le istituzioni coinvolte dovranno misurarsi per lungo tempo.

Mentre, infatti, ad oltre un mese di distanza, è ancora difficilmente quantificabile una stima realistica dei danni, il sistema delle imprese ha ben chiara la consapevolezza che l’impatto di questa catastrofe sull’economia sortirà effetti negativi, sia nel breve che nel medio e lungo periodo, interessando i comparti colpiti direttamente, ma anche le loro filiere e le aziende di ogni dimensione.

Le ripercussioni negative non escludono nessuno dei settori produttivi – agricoltura, industria e artigianato, commercio, ma anche logistica e trasporti, turismo, pesca – e interessano migliaia di attività produttive, lavoratori e famiglie romagnole.

La Romagna non può aspettare a lungo la messa in opera di interventi che sono essenziali per una ripartenza effettiva: il post alluvione richiede contributi da parte del Governo che devono essere tempestivi, capienti e devono potersi concretizzare rapidamente in interventi sui territori. Allo stesso tempo, naturalmente, si rendono necessarie anche le semplificazioni amministrative indispensabili a questa fase di emergenza.

Riconosciamo l’importanza strategica del DL n.61/23 (“Alluvione”), ma riteniamo contestualmente preoccupante il fatto che neanche i primi 1,6 miliardi messi a disposizione – una prima parte delle risorse che saranno necessarie alla ripartenza –siano ancora nella piena disponibilità dei territori colpiti.

Va poi affrontato, con visione e lungimiranza, il tema della sicurezza del territorio: gli allagamenti di centinaia di chilometri quadrati di campagne e città e le oltre seicento frane ancora attive su colline ed Appennino, devono richiamare le istituzioni alla programmazione ed al finanziamento di un piano straordinario di messa in sicurezza idrogeologica della Romagna, che parta dal considerare gli argini dei fiumi e dei torrenti infrastrutture al pari delle strade.

Un obiettivo che deve essere parte integrante della ricostruzione, come indicato con precisione dai Sindaci che hanno partecipato agli incontri istituzionali tenutisi negli ultimi giorni, insieme al sostegno diretto alle imprese e ai cittadini.

Chiediamo a gran voce che sia nominato senza più alcun indugio un Commissario straordinario per la ricostruzione, poiché la stessa richiede immediata operatività, una conoscenza del tessuto economico e sociale romagnolo, unitamente al consolidamento di un sistema di relazioni con le diverse istanze dello Stato (tra cui, in primis, Comuni, Province, Regione)».

Incendio nella notte in un appartamento al sesto piano, muore una donna di 63 anni

È successo a Ravenna, nel quartiere Nullo Baldini. Evacuati gli altri residenti, che stanno bene

Una donna è morta in un incendio divampato nel cuore della notte tra giovedì e venerdì nel proprio appartamento di via Santucci, a Ravenna, nel quartiere Nullo Baldini.

L’allarme è scattato poco dopo le 2 alla palazzina al civico 31, con le fiamme ben visibili anche in strada provenienti da un appartamento al sesto e ultimo piano.

Sul posto i vigili del fuoco che hanno salvato una persona al quinto piano che non era inizialmente uscita in strada come il resto dei residenti, fatti subito evacuare. Ma i pompieri non hanno potuto fare nulla invece per la donna dell’abitazione incendiata, trovata riversa sul pavimento vicino alla porta d’ingresso.

Le operazioni di spegnimento sono durate diverse ore. Sul posto anche la polizia e gli uomini del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della donna, una 63enne ravennate, Manuela Zanutto.

Ancora incerte le cause dell’incendio.

 

L’arte che sta dalla parte del suolo, nuova mostra a Palazzo San Giacomo

Con le installazioni “site specific” di Oscar Dominguez e Ana Hillar

Palazzo San Giacomo a Russi
Palazzo San Giacomo a Russi

Siembra Directa, l’arte che sta dalla parte del suolo è il titolo della mostra che inaugura oggi, venerdì 23 giugno, alle 18, a Palazzo San Giacomo a Russi.

Le prime due parole del titolo in spagnolo significano “semina diretta”, metodo agricolo molto diffuso in Argentina che consiste nel seminare il terreno senza ararlo, e richiama anche un modo di apprendere privo di sovrastrutture e condizionamenti.

Il tema scelto da Alessandra Carini, curatrice dell’esposizione e che già si era occupata della mostra del 2022 dal titolo “Alla Natura” (vera e propria restituzione alla città dell’edificio), sarà ancora quello della salvaguardia della natura e più precisamente del suolo, «risorsa essenziale che sta esaurendosi e sulla quale c’è ancora poca consapevolezza». Per questo motivo Carini ha scelto di essere affiancata dall’esperto Paolo Pileri, ingegnere ambientale e professore di Progettazione e pianificazione urbanistica al Politecnico di Milano, da anni impegnato nella divulgazione e salvaguardia del suolo.

L’esposizione sarà divisa in due parti: il piano terra, dove verrà esposto materiale fotografico e video in collaborazione con Ispra e Sipe, dedicato al suolo e la situazione in cui oggi versa, e il primo piano, che ospiterà le installazioni site specific di Oscar Dominguez e Ana Hillar, artisti argentini residenti a Faenza da più vent’anni.

La mostra sarà visitabile fino al 24 settembre e in occasione dell’apertura il Palazzo torna visitabile anche grazie al ciclo di appuntamenti di visite guidate in compagnia di guide turistiche abilitate. Si comincia già il 24 giugno alle 17.30 con Cristiana Zama. La tariffa di ingresso può variare, gratuito per i ragazzi under 10. Prenotazione obbligatoria entro il giorno precedente la visita (ore 14) cliccando sul link disponibile sul sito del Comune di Russi o chiamando il numero 0544 587642 durante gli orari di apertura dell’Ufficio Cultura o mandando un’email a cultura@comune.russi.ra.it. 

I musicisti “con tavolino” nei ritratti di Roberto Masotti

Al Museo Nazionale fino al 30 settembre la mostra omaggio del Ravenna Festival

Mostra Masotti Museo Nazionale

Era un lavoro paziente e meticoloso quello di Roberto Masotti; un lavoro che cominciava prima degli scatti – iniziava, piuttosto, con l’interesse per la musica, specie quella di ricerca e sperimentazione. Al “fotografo della musica” scomparso l’anno scorso, Ravenna Festival dedica la mostra You Tourned the Tables on Me, curata dalla compagna di vita e scatti Silvia Lelli.

A seguito dell’alluvione che ha colpito Lugo, la mostra originariamente prevista alle Pescherie della Rocca è stata riprogrammata al Museo Nazionale di Ravenna (via San Vitale 17), grazie alla collaborazione della Direzione Regionale Musei Emilia-Romagna.

Dal 22 giugno al 30 settembre la Manica Lunga del Museo accoglie centoquindici ritratti di musicisti contemporanei “con tavolino”: tra il ’74 e l’81, un vecchio e malconcio oggetto di arredo, acquistato in un campo rom alla periferia di Milano, divenne infatti co-protagonista di un percorso fotografico che solo uno spirito visionario, tenace e ironico come quello di Roberto Masotti poteva concepire con la complicità dei suoi soggetti – da Juan Hidalgo a Philip Glass, da Luciano Berio a John Cage, da Michael Nyman a Steve Lacy, Demetrio Stratos, Brian Eno…

Alluvione, in provincia stimati danni per 12 milioni di euro agli impianti sportivi

Sono 16 le strutture coinvolte. La Regione: «Vogliamo salvaguardare l’attività di base»

Campo Sportivo Santagata Santerno
Il campo sportivo di Sant’Agata sul Santerno danneggiato dall’alluvione

Sono 16 gli impianti sportivi pubblici danneggiati dalla alluvione in provincia di Ravenna per un totale provvisorio di 12 milioni di euro di danni.

Il dato emerge da una prima stima dell’impatto che l’alluvione del maggio scorso ha avuto sulla rete dell’impiantistica sportiva regionale (135 gli impianti danneggiati in Emilia-Romagna per un conto di 24 milioni), che è stata presentata oggi (22 giugno) alla Conferenza regionale sullo Sport, l‘organo consultivo della Regione per la promozione e la programmazione delle attività sportive, riunita alla presenza del Capo della segreteria politica della Presidenza di Giunta, Giammaria Manghi.

«Far ripartire al più presto le attività sportive nelle zone colpite dall’alluvione è un obiettivo a cui abbiamo iniziato a lavorare fin da subito – sottolinea il presidente della Regione Stefano Bonaccini -. Per questo, oltre all’importante interlocuzione con il Ministero, i Comuni e gli Enti locali, è fondamentale il dialogo con le istituzioni sportive e gli enti di promozione dello sport per individuare insieme le priorità per ripartire. Recuperare gli impianti significa salvaguardare lo sport di base e quegli spazi di socialità che molto importanti per le comunità. Senza dimenticare le tante persone che vivono di sport, e che in questo momento vedono a rischio il loro posto di lavoro».

Il lavoro di ricognizione, che proseguirà, ha l’obiettivo di quantificare con precisione i danni e di descrivere dettagliatamente la situazione, Comune per Comune.

I sopralluoghi sul territorio, i colloqui con i sindaci e con gli amministratori locali delegati, e i confronti con le Federazioni e gli Enti di promozione sportiva hanno evidenziato un quadro di danni ingenti che hanno riguardato sia gli impianti veri e propri (campi in erba, campi sintetici, superfici in parquet ecc.) che hanno bisogno di un totale rifacimento, sia gli impianti di natura tecnica, in particolare quelli elettrici e di illuminazione.

Si segnalano, inoltre, danni alle attrezzature e ai materiali sportivi (porte, canestri ecc.) e danni generali alle strutture a causa del deposito di uno strato fangoso sulle superfici.

Il Dipartimento per lo sport ha già stanziato 5 milioni di euro per i primi interventi legati all’emergenza, soprattutto per liberare gli impianti dal fango, mentre i prossimi stanziamenti saranno destinati a ripristinare, dove possibile, la funzionalità degli impianti e, dove necessario, la loro ricostruzione.

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