mercoledì
20 Maggio 2026

Sul ponte mobile “strada sdrucciolevole”, mezzi “a passo d’uomo”: traffico in tilt

Continuano i disagi dopo la riapertura. In attesa di nuove verifiche

Strada sdrucciolevole. Procedere a passo d’uomo“. Si legge a Ravenna sui cartelli all’ingresso del ponte mobile sul canale Candiano, dopo che l’Autorità portuale – proprietaria dell’infrastruttura – aveva assicurato che i lavori sarebbero stati eseguiti a regola d’arte e i materiali risulterebbero conformi.

Per evitare nuovi incidenti – dopo quello avvenuto neanche due giorni dopo la riapertura al traffico e che ne aveva provocato una nuova interruzione – sono stati posizionati dossi artificiali per far rallentare i veicoli in transito.

Ma l’effetto combinato di segnaletica e dissuassori ha mandato nuovamente in tilt il traffico della zona, con code sia in via Trieste, sia in zona via dell’Industrie, finanche sul cavalcavia verso il quartiere San Giuseppe.

Diverse le segnalazioni sui social, dove ci si chiede se il ponte mobile sia stato effettivamente riaperto oppure no. La risposta, come detto, è “sì”: al momento è riaperto al traffico. Ma non si sa esattamente fino a quando, con Autorità Portuale che ha già annunciato una nuova chiusura per ulteriori verifiche.

I consiglieri comunali di Viva Ravenna, Filippo Donati e Nicola Grandi, hanno presentato un’interrogazione al sindaco, in qualità di responsabile della sicurezza della viabilità cittadina, perché verifichi che i dossi installati rispettino i requisiti di legge: «Da una prima lettura pare che il codice della strada non ne avrebbe consentito l’installazione». Contestualmente è stata inviata una Pec alla polizia municipale di Ravenna con la quale si chiede la medesima verifica.

«L’articolo 42 del Codice della Strada – dicono Donati e Grandi – dice che nei luoghi in cui vige un limite di velocità inferiore o uguale ai 50 km/h si possono adottare dossi artificiali ma solo su strade residenziali, parchi pubblici e privati, residence, ecc. mentre per il codice stesso e il relativo regolamento di attuazione all’articolo 179 sarebbe vietato l’impiego dei dossi sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali di veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto intervento».

La guida di Ravenna che diventa una vera e propria gita grazie alle nuove tecnologie

La presentazione all’Oriani, con l’illustratrice italiana di Harry Potter

Domani, venerdì 16 giugno, alle 18 nell’ambito della mostra Dante Plus, alla biblioteca Oriani, verrà presentata “Le Guide di CodyTrip”  viaggio a Ravenna, la nuova collana, realizzata da Alessandro Bogliolo e Serena Riglietti.

CodyTrip è un’avventura coinvolgente, un’esperienza formativa da vivere con la propria classe e la propria famiglia alla scoperta di luoghi, tradizioni, persone e saperi. CodyTrip usa in modo originale e semplice le tecnologie digitali e l’immaginazione per colmare le distanze e permettere a tutti di partecipare attivamente, interagendo in diretta con i propri compagni di viaggio e con il professor Alessandro Bogliolo, che guida le attività e “la gita”.
Saranno presenti gli autori.
Serena Riglietti è l’illustratrice della versione italiana dei libri di Harry Potter.

Riparte anche a Lugo la stagione estiva di cinema

Oltre settanta serate di proiezioni da giovedì 15 giugno all’Arena del Carmine

Chiostro Del CarmineRiparte da giovedì 15 giugno a Lugo la rassegna cinematografica estiva organizzata dal circuito Cinemaincentro, in collaborazione con il Comune, che anche quest’estate proporrà oltre settanta serate al chiostro del Carmine.

A QUESTO LINK IL PROGRAMMA COMPLETO

Anche in questa stagione un ruolo centrale sarà attribuito agli ospiti: protagonisti del mondo della produzione cinematografica che, grazie alla collaborazione con Fice (Federazione italiana cinema d’essai) incontreranno il pubblico all’interno di serate evento.

Una novità dell’estate 2023 sarà la campagna Cinema Revolution, a cui l’arena aderirà, che prevede per tutta l’estate l’ingresso a 3,50 euro a tutte le proiezioni di film italiani ed europei.

Al Mar un grande omaggio al fumetto con le mostre della Coconino Press

Da Pazienza a Kamimura Kazuo, oltre 800 tavole al museo di Ravenna dal 15 giugno al 30 luglio

Sarà un’estate di ripartenza all’insegna dell’arte e della cultura. È quello che si augurano gli organizzatori di Coconino Fest, che torna a Ravenna con una seconda edizione. Gli eventi, organizzati dalla casa editrice Coconino Press di Bologna in collaborazione con il Comune di Ravenna, vedono quest’anno il loro cuore pulsante nel Mar, che ospiterà nelle sue sale dal 15 giugno al 30 luglio ben 8 mostre di autori del fumetto, dai più noti – come Andrea Pazienza, Paolo Bacilieri, Manuele Fior, Tuono Pettinato e Kamimura Kazuo – agli esordienti BeneDì, Rambo Pavone e Silvia Righetti, per un totale di più di 800 tavole.

«Il MAR per noi è una scommessa vinta» – dichiara orgogliosamente Ilaria Bonaccorsi Gardini, amministratore delegato di Coconino Press, che considera la mostra «un momento di grande rilancio emotivo» in una città come Ravenna che «trasmette un senso di casa». Tanti, in realtà, i dubbi iniziali sulla realizzazione di questa seconda edizione, dovuti principalmente al disastro dell’alluvione. La decisione, alla fine, è stata quella di proseguire per trasmettere un segnale di ripartenza e fiducia all’insegna dell’arte e della cultura, impegnandosi al contempo nella ricostruzione con un’iniziativa solidale: gli incassi del bookshop del Mar nei primi tre giorni della mostra saranno infatti devoluti alla Biblioteca Manfrediana di Faenza e ad altre realtà culturali attive nel territorio romagnolo.

La mostra Love Comics sancisce «l’ingresso di una nuova arte nei musei», continua Bonaccorsi.

Al suo interno i visitatori potranno osservare da vicino le tavole originali di opere quali Gli ultimi giorni di Pompeo di Andrea Pazienza, artista celebrato nel trentacinquesimo anniversario della sua scomparsa, Hypericon di Manuele Fior, BACGSP (Basta a ciascun giorno la sua pena) di Paolo Bacilieri, biografia di Piero Manzoni ancora in fase di lavorazione, e Love di Kamimura Kazuo, le cui tavole, arrivate direttamente dal Giappone, sono esposte a Ravenna in prima mondiale assoluta.

La mostra è concepita come «un viaggio nel tempo e nello spazio» dalla Bologna di Pazienza al Giappone di Kamimura e dai grandi maestri ai giovani autori emergenti che si incontrano su un terreno comune quale è la “nona arte”, qui valorizzata nella sua componente tecnico-visiva.

C’è però un ulteriore aspetto che caratterizza il fumetto, ovvero la sua natura transmediale. Ecco allora che, in apertura della mostra, si darà spazio a un dialogo tra arte, musica, cinema e letteratura con un festival dedicato. Dal 15 al 18 giugno il Mar, la Rocca Brancaleone e il bagno Hana-Bi ospiteranno il Coconino Fest.

Per venerdì 16 giugno sono previsti due incontri per omaggiare Andrea Pazienza nell’anniversario della sua morte, tra cui un reading realizzato da Emidio Clementi, leader della band Massimo Volume. Sabato 17 giugno alle 17 Paolo Bacilieri e Roberto Cantagalli, direttore del Mar, parleranno dell’ultima opera dell’artista incentrata su Piero Manzoni. Seguono un incontro alle 18 su Kamimura Kazuo, l’evento sportivo “Krazy for football” allo Stadio Mattei del Villaggio Anic (ore 19.45) e dalle 22 il Coconino Krazy Party all’Hana-bi, con musica dal vivo e un live painting degli artisti Rambo Pavone, Silvia Righetti e Alice Milani che dipingeranno le saracinesche dello stabilimento.

Il Coconino Fest si chiuderà domenica 18 giugno alle 21.30 con la proiezione del film Pantafa di Emanuele Scaringi alla Rocca Brancaleone, pellicola che ha ispirato il graphic novel Malanotte di Marco Taddei e La Came. All’evento saranno presenti l’attrice Kasia Smutniak e il produttore Domenico Procacci.

Morì sul lavoro, sindacati parti civili al processo contro Marcegaglia e Cofari

L’incidente nel 2021: il 63enne Hysa Bujar rimase schiacciato da un coil di acciaio mentre manovrava un carroponte. Prossima udienza il 5 ottobre

Incidente Gru MarcegagliaNel processo in tribunale a Ravenna contro i vertici delle aziende Marcegaglia e Cofari, per la morte di un operaio in un incidente sul lavoro nello stabilimento di via Baiona nel 2021, i sindacati confederali saranno ammessi come parte civile. Così ha deciso il giudice per l’udienza preliminare Corrado Schiaretti nell’udienza del 10 giugno. La prossima udienza è fissata per il 5 ottobre. I sindacati coinvolti sono Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, assistiti rispettivamente dall’avvocata Ilaria Morigi e dagli avvocati Giuseppe Fortino e Claudio Cardia.

Il fatto: ecco come è morto Hysa Bujar

La mattina del 15 luglio del 2021 al Centro servizi dello stabilimento Marcegaglia di Ravenna perse la vita il 63enne Hysa Bujar, schiacciato da un coil mentre manovrava un carroponte. L’uomo era un dipendente della Cofari che lavora con un appalto di Marcegaglia. «Dalla perizia disposta dal pubblico ministero – affermano i sindacati – emergono le evidenti responsabilità delle aziende. I legali del sindacato si adopereranno per supportare in ogni modo le tesi della pubblica accusa, affinché emergano le responsabilità della morte Hysa».

È intenzione del sindacato Cgil, se le norme e le scelte processuali degli imputati di parte datoriale lo consentiranno, costituirsi parte civile in tutti i processi per infortuni che comportino lesioni gravi o la morte del lavoratore. «Auspichiamo che in tutti i casi di gravi infortuni sul lavoro trovi applicazione la Legge 231 del 2001 che prevede che le società rispondano in caso di lesioni gravi o morte derivate dalla mancata osservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni».

Cisalfa: 500mila euro di danni per gli allagamenti, riapertura prevista il 29 giugno

Il negozio di abbigliamento e attrezzature sportive in via Faentina intanto ha fatto una donazione di 200mila euro alla Provincia di Ravenna

L'area alle porte di Ravenna dove sorge Cisalfa nei giorni post allagamentiIl negozio Cisalfa di Ravenna in via Faentina, punto vendita di abbigliamento e attrezzature sportive, ha subito danni per circa mezzo milione di euro a causa degli allagamenti che hanno riguardato la frazione di Fornace Zarattini e le aree a ridosso del canale Magni. L’azienda punta a riaprire le porte dal 29 giugno. Le informazioni sono rese note da Stefano Pochetti, presidente del gruppo Cisalfa.

«Il negozio di via Faentina ha subito importanti danni. Lo store era adeguatamente assicurato per affrontare anche situazioni di emergenza come questa e siamo attualmente in fase di valutazione dei massimali e delle franchigie previste. Stiamo lavorando anche per garantire il recupero di quanti più prodotti risultino ancora idonei e per ripristinare al più presto il negozio nella sua piena funzionalità».

Intanto Cisalfa scende in campo a supporto della comunità ravennate. Attraverso una donazione di duecentomila euro alla Provincia, approvata tramite delibera del consiglio di amministrazione il 26 maggio, Cisalfa ha scelto di offrire un aiuto concreto alle istituzioni e alla popolazione.

Cisalfa è un gruppo italiano fondato nel 1988 che sviluppa, produce e rivende prodotti di abbigliamento, calzature e attrezzature sportive in più di 155 punti vendita in Italia con oltre tremila dipendenti.

I vestiti macchiati dell’alluvione diventano pezzi unici: vendita di beneficenza

Nel weekend agli Archivi Mazzini di  Massa Lombarda. Il ricavato per le scuole di Sant’Agata, Fruges e Conselice

Sabato 17 e domenica 18 giugno la moda incontra la beneficenza. A un mese esatto dall’alluvione, gli Archivi di ricerca Mazzini di Massa Lombarda presentano «S-Macchiati»: una speciale vendita di capi il cui ricavato andrà devoluto interamente alle strutture scolastiche di Sant’Agata sul Santerno, Fruges e Conselice, comunità duramente colpite.

In entrambe le date, dalle 9 alle 19 all’esterno di uno degli hub degli Archivi Mazzini, in via Castelletto 108 a Massa Lombarda, sarà possibile scegliere tra una selezione di capi vintage che potranno spaziare dal mondo militare all’abbigliamento da lavoro, dallo streetwear alle magliette iconiche degli anni ’90, oltre a pezzi inglesi e americani dei decenni scorsi, divisi tra camicie, giubbotti e giacche.

L’idea che ha dato il nome all’evento nasce dalle conseguenze che la furia dell’acqua ha lasciato sui vestiti del negozio Mazzini in via Baracca a Lugo, una delle tante strade del centro finite completamente allagate. Danni ingenti che ora sono diventati un’opportunità per contribuire ad aiutare gli alluvionati del territorio.

«I vestiti del negozio erano tutti cartellinati – spiega Attilio Mazzini – e il contatto prolungato con l’acqua ne ha trasferito la sagoma e i colori sui tessuti. Una macchia che non permette più di venderli, però l’effetto ottenuto è talmente bello che abbiamo pensato a come ribaltare quel disastro in un tocco di unicità. La stampa smacchiata su quei capi non è infatti replicabile e quindi li rende tutti pezzi unici e oggi è la storia che c’è dietro a rendere emozionante possederne e indossarne uno. È come se fosse rimasta un’impronta, una traccia indelebile di ciò che ha devastato il nostro territorio. A questi abbiamo aggiunto altri nostri capi che nella loro “vita precedente” sono stati comunque smacchiati, lavati e igienizzati».

«Questo tragico evento ha creato un impatto fortissimo nella nostra società – ha aggiunto la figlia Benedetta -. È nata una forte condivisione e collaborazione di aiuti nei più svariati modi. In molti abbiamo indossato abiti sporchi e usurati con la stessa fierezza e orgoglio di chi sfila ad una elegante serata di gala. Si è diffuso un senso di appartenenza che da tempo non si osservava e che si è sviluppato in tutte le comunità colpite e non. La macchia è divenuta simbolo di partecipazione e aiuto, la macchia è stata sdoganata. Per questo ‘S-Macchiati’ vuole essere emblema del concedersi un capo vissuto che porta tracce di storie, momenti ed emozioni».

Il ministro: «L’esame di Maturità semplificato l’ha richiesto il sindaco De Pascale»

Valditara sottolinea come la decisione sia stata presa dopo le segnalazioni dei territori. Morrone (Lega): «Basta polemiche»

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«La deroga alla normativa che regola l’esame di maturità è stata considerata necessaria dall’Ufficio scolastico regionale in seguito all’emergenza alluvione, così come era accaduto dopo il terremoto in Emilia e a L’Aquila. Di qui, la decisione di prevedere l’esame con la sola prova orale che ho puntualmente comunicato il 7 giugno scorso in Cabina di regia dove erano presenti il presidente della Regione Emilia-Romagna e i presidenti delle Province interessate. La richiesta in particolare era arrivata al ministero dal presidente della Provincia e sindaco di Ravenna Michele De Pascale che aveva sollecitato la predisposizione di un esame semplificato già il 5 giugno, preoccupato per gli studenti che avevano perso tutto durante l’alluvione. Ma la medesima istanza mi è arrivata anche da altri territori colpiti e da associazioni studentesche».

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, durante la breve visita in Romagna accompagnato dal parlamentare Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, chiarisce le motivazioni che hanno determinato la decisione di prevedere un esame semplificato in Romagna.

Due le tappe toccate dal ministro, a Lugo ha visitato il Polo Tecnico Professionale Marconi-Compagnone, a Forlì l’Istituto Comprensivo n.5 Tina Gori al Quartiere Romiti pesantemente danneggiato dall’alluvione.

«Spero che da oggi si plachi anche la polemica pretestuosa sull’esame orale – ha commentato Morrone a margine della visita – alimentata con evidente strumentalità da certi esponenti del Pd e della sinistra, compresi docenti e studenti di area, in particolare a Cesena. Può darsi che non fossero stati messi al corrente che la richiesta dell’esame semplificato era arrivata non solo in tempi utili, ma addirittura da De Pascale. E forse il sindaco e presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca, che domenica, sulla stampa locale, ha parlato di ‘tempistica un po’ goffa e tardiva’ e che la decisione non avrebbe ‘il pregio né dell’immediatezza, né dell’attenta riflessione e della condivisione’, era disattento quando il provvedimento è stato comunicato tempestivamente in Cabina di regia e dietro richiesta di un suo collega».

Torna il cinema all’aperto anche a Bagnacavallo. «80 serate, un’esperienza unica»

Dal 16 giugno al parco delle Cappuccine. Dopo l’alluvione, gli organizzatori hanno scelto di non fare pagare gli sponsor

Bagnacavallo Cinema 2021 1Al via la 39esima edizione, della rassegna di cinema all’aperto di Bagnacavallo, che si svolgerà da venerdì 16 giugno fino al 3 settembre al parco delle Cappuccine. Rassegna organizzata per il 18esimo anno dal Cinecircolo Fuoriquadro.

A QUESTO LINK IL PROGRAMMA COMPLETO

«Saranno realizzate ottanta sere consecutive di cinema – hanno anticipato gli organizzatori – esperienza forse unica e comunque straordinaria, non soltanto per la nostra regione, in una città delle dimensioni di Bagnacavallo. In questo momento di grande difficoltà, come gestori dell’Arena delle Cappuccine sentiamo l’urgenza di trasmettere un messaggio di speranza e solidarietà, perché sappiamo che non possiamo far finta di nulla. Ecco perché abbiamo preso una decisione importante: abbiamo scelto di confermare le sponsorizzazioni per le attività commerciali coinvolte nel nostro progetto, rinunciando al pagamento. È una scelta che anche per noi rappresenta un sacrificio, ma vogliamo offrire un gesto concreto di supporto, dimostrando che siamo al loro fianco in questo momento di ricostruzione».
Quest’anno l’arena parteciperà all’iniziativa “Cinema Revolution” del Ministero della Cultura, una promozione con un prezzo unico per lo spettatore di 3,50 euro per tutti i film italiani ed europei.
La prima parte della rassegna partirà il 16 giugno fino al 26 luglio la seconda dal 27 luglio al 3 settembre. Grazie a questo sarà possibile recuperare le proiezioni annullate causa maltempo e programmare possibili ulteriori incontri con registi e attori.
Ci sarà una selezione dei migliori film della stagione cinematografica e gli incontri di “Accadde domani” in collaborazione con Agis e Fice-Emilia-Romagna.
Gli incontri della prima parte saranno l’11 luglio con il regista Luca Scivoletto per il film “I pionieri” e il 26 luglio con l’attore Pier Luigi Mecchia per il film “Gigi la legge”.
Le proiezioni inizieranno alle 21.30.
L’arena si trova in via Berti 6.

Nel solo comune di Ravenna presentate già 1.450 domande per i primi risarcimenti

I contributi per l’autonoma sistemazione e l’immediato sostegno potranno essere richiesti rispettivamente entro il 30 giugno e il 30 agosto

Faenza (foto Marco Parollo)

Sono circa 1.450 le domande finora pervenute al Comune di Ravenna per l’ottenimento del CasContributo di autonoma sistemazione (destinato ai cittadini che a seguito dell’alluvione hanno dovuto abbandonare le proprie case e che hanno trovato un alloggio alternativo, ad esempio da parenti o amici) e dell’acconto del Contributo di immediato sostegno (3.000 euro, che a saldo possono salire a 5.000, per le famiglie la cui abitazione principale è stata allagata).

Nel dettaglio, circa 800 domande riguardano il Cas e circa 650 l’acconto del Contributo di immediato sostegno, per un totale di circa 1.450 (naturalmente uno stesso nucleo familiare può avere presentato domande per entrambi i contributi).

A queste si aggiungono circa 180 domande per il comodato d’uso gratuito dei deumidificatori messi a disposizione dalla Croce Bianca di Bolzano (anche in questo caso i nuclei familiari che hanno presentato tale domanda possono aver fatto richiesta anche per le altre due forme di contributo).

I termini per la presentazione delle domande di Cas scadono il 30 giugno (così come quelli per il comodato d’uso gratuito dei deumidificatori), quelli per l’acconto del contributo di immediato sostegno il 30 agosto (quelli per il saldo il 31 ottobre).

Il Cas non è destinato a chi abbia usato come alloggio alternativo una seconda casa o una sistemazione messa a disposizione dal Comune di Ravenna e che gli importi previsti su base mensile sono di 400 euro per nuclei famigliari composti da una sola persona, 500 euro per due persone, 700 per tre, 800 per quattro e 900 per nuclei di cinque o più persone; e vengono aumentati di 200 euro per ogni componente del nucleo familiare con più di 65 anni (dall’1 maggio) o con disabilità o invalidità non inferiore al 67%. L’erogazione delle somme effettive è parametrata dividendo l’importo mensile per il numero dei giorni del mese di riferimento moltiplicato per i giorni di mancata fruibilità dell’abitazione.

Per quanto riguarda il contributo di immediato sostegno, i cui destinatari sono i nuclei familiari che hanno la dimora principale, abituale e continuativa in un’unità abitativa che è risultata allagata, a titolo di esempio si citano tra le spese che possono essere ristorate con tale contributo (e che dovranno essere documentate): la pulizia e rimozione di acqua, fango e detriti, gli interventi su elementi strutturali e impiantistici; spese per mobili ed elettrodomestici, ma anche – per la prima volta in una situazione di calamità – acquisto dell’abbigliamento, stoviglie e utensili, ed eventuale materiale didattico per i figli. Al contributo di immediato sostegno si aggiunge un ulteriore contributo forfetario di 750 euro a titolo di concorso alle spese connesse alla predisposizione della perizia asseverata, necessaria per impostare futuri provvedimenti che regolamentino i contributi per il ripristino complessivo dei danni.

Sul sito del Comune di Ravenna, al link https://www.comune.ra.it/alluvione-ravenna/contributi-indennizzi-ristori/ sono presenti tutte le informazioni sui diversi contributi, alcune risposte alle domande più frequenti, i moduli per la presentazione delle domande, le sedi e le modalità di presentazione.

Inoltre, per informazioni aggiuntive, è stato istituito un numero telefonico dedicato, lo 0544.485080, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18, il sabato e la domenica dalle 8 alle 13.

A Bagnacavallo una serata tra gin tonic e vini, con i concorrenti di Masterchef

Evento benefico sabato 17 giugno al chiostro dell’Antico Convento per le famiglie alluvionate

Sabato 17 giugno, dalle ore 17 alle 24, al chiostro dell’Antico Convento di San Francesco, in via L. Cadorna 10, a Bagnacavallo, si svolgerà l’evento benefico organizzato dall’Associazione Ginclinazione Aps e Ultras Bagnacavallo, col patrocino del Comune.

Oltre alla selezione di gin locali (Gin Tuono di Faenza e Gin Primo di Cesena) e vini del Consorzio “Il Bagnacavallo”, ad animare la serata la presenza di Nicola Longanesi e Francesco Girardi che, direttamente da MasterChef 12 Italia, torneranno a cucinare insieme per la loro Romagna. Durante le serata, sono previsti musica e dj-set.

Sarà inoltre possibile acquistare le t-shirt dell’evento, realizzate da Lab84.

Tutto il ricavato della serata (al netto delle spese sostenute) sarà devoluto alle famiglie della zona colpite dall’alluvione, mediante l’acquisto di buoni spesa, da utilizzare nelle attività commerciali associate al Consorzio in Bassa Romagna e a Bagnacavallo Fa Centro.

«La colpa è del cambiamento climatico. Il rigassificatore peggiorerà la situazione»

L’attacco di Anna Fedriga, portavoce ravennate di Fridays for futureAnna Fedriga

La 23enne Anna Fedriga è la portavoce a Ravenna di Fridays for future, il movimento internazionale di protesta che chiede una giustizia climatica con azioni politiche che prevengano il riscaldamento globale.

Anna, quando hai iniziato a partecipare agli scioperi per il clima e come è nata la tua passione per la difesa dell’ambiente?
«Il primo sciopero a cui ho partecipato è stato quello del 15 marzo 2019, il primo a tenersi in città. La difesa dell’ambiente e la lotta al cambiamento climatico è stata sempre una cosa che mi ha interessato. Credo che tanti della mia generazione ci siano cresciuti con questa consapevolezza. Le cose poi si sono concatenate da sole: era il periodo in cui la lotta di Greta era più visibile e con un gruppo di amiche e amici abbiamo deciso di fare la nostra parte».

Da quanto tempo siete attivi come gruppo? Quanti siete?
«A Ravenna da quattro anni. Eravamo studenti e studentesse delle superiori, poi con il tempo si sono aggiunte altre persone. Ad oggi del gruppo organizzativo a livello comunale siamo in sei-sette, però poi con gli scioperi raccogliamo più gente, anche se non come con i primissimi».

Veniamo alla questione più attuale. Cosa ne pensate del disastro dell’alluvione in Romagna? Si poteva evitare?
«La causa primaria chiaramente è il cambiamento climatico. Alla fine siamo arrivati al punto in cui ne sentiamo veramente, tangibilmente e in maniera massiva le conseguenze. Il clima in Italia si sta sempre più tropicalizzando, abbiamo avuto una lunghissima siccità e poi delle piogge di una mole che tutti hanno riconosciuto come assolutamente atipica e inedita. Questa di sicuro è la prima causa; ce ne sono poi tantissime altre più contingenti, come la mala gestione del suolo, soprattutto in Emilia-Romagna, ma anche problemi di manutenzione alla rete fognaria, come accaduto a Faenza. Se continuiamo a mettere del cemento per terra, la terra l’acqua non la può più prendere. Quanto accaduto dovrebbe “svegliare” chi – soprattutto i potenti – ancora si rifiuta di crederci, ai cambiamenti climatici. Sono già qui. Ora bisogna lavorare per non farli arrivare oltre, perché quello che ci aspetta in futuro, purtroppo, è questo».

Che giudizi avete della politica locale?
«C’è un’attitudine ridicola e pericolosa del sindaco De Pascale in primis, ma anche di tutti i suoi “compagni”, di dare la colpa agli ambientalisti che non vogliono togliere le nutrie e gli alberi dai fiumi. Come se non fosse lui a decidere alla fine quello che si fa in Comune, come se gli ambientalisti avessero tutti questo potere decisionale. Bisogna guardare in faccia le proprie responsabilità e prendersele. Il fatto che adesso stiano giocando a scarica barile è veramente becero. Dicono ad esempio che siamo noi quelli meschini a manifestare, quando in realtà le manifestazioni erano programmate da mesi. È accaduto a Faenza con la prima alluvione, in cui c’era già una manifestazione nazionale contro il rigassificatore programmata e ovviamente l’abbiamo usata anche come occasione per parlare della questione».

Il Comune di Ravenna non fa abbastanza per la tutela dell’ambiente secondo voi?
«Le politiche più progressiste dal punto di vista ambientale di De Pascale sono, per così dire, “pop”, tali da poter essere racchiuse in un piccolo slogan. Per esempio, nelle scuole ora ci sono le fontanelle dell’acqua, che è una cosa bellissima, però allo stesso tempo il problema credo sia altrove. Le politiche locali sul clima e sull’ambiente non sono politiche strutturali, veramente impattanti e che abbiano un vero peso, o comunque quelle che ci sono sono insufficienti. Per un progetto Agnes che viene portato avanti ci sono una sfilza di altri progetti “omicidi” che vengono promossi con molta più foga e convinzione perché portano soldi e voti».

Parli del rigassificatore, immagino…
«Esatto, che altro non è che un impianto che ci terrà legati per altri 25 anni ai fossili, una fonte energetica che ci sta letteralmente uccidendo non soltanto a lungo termine, ma anche nell’immediato: la Pianura Padana è una delle aree più inquinate in generale dove ci sono più tumori alle vie respiratorie, problemi cardiovascolari legati alla qualità dell’aria. È assurdo che si voglia puntare su un impianto del genere in una città come Ravenna, che sappiamo da decenni essere una di quelle che andrà sott’acqua nel 2050».

Come giudichi invece la partecipazione dei giovani? Sono più sensibili riguardo alla lotta al cambiamento climatico o c’è ancora disinteresse?
«Noi un po’ ci siamo cresciuti con questa consapevolezza. Ci sono persone che ci credono di più, altre che ci credono di meno, altre ancora che non ci credono per nulla purtroppo. Questo dipende da tantissimi fattori come l’educazione e il percorso che ognuno di noi fa. Penso che ci sia una base molto più solida rispetto alle generazioni precedenti, una consapevolezza più radicata. Credo però che ci sia anche da un lato un po’ di saturazione, dall’altro una difficoltà di guardare in faccia il problema, perché fa paura: noi sappiamo che è una cosa che ci colpirà direttamente, inciderà sulle nostre vite in maniera potente e incontrollata, ci sentiamo destinati. Penso che questo faccia molta paura e in alcuni casi scatta un meccanismo di rimozione. In generale, però, c’è un’ottima consapevolezza e un certo malcontento anche tra i non attivisti».

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