lunedì
15 Giugno 2026

Dopo l’alluvione, è ripartita la produzione di succhi di frutta di Conserve Italia

A Barbiano di Cotignola al lavoro per tornare alla piena produzione entro la fine di giugno

È ripartita la produzione di succhi di frutta nello stabilimento di Conserve Italia a Barbiano di Cotignola, duramente colpito dall’alluvione del 16 e 17 maggio.

«Dopo ventisei giorni trascorsi a ripulire e ripristinare reparti produttivi e magazzini danneggiati da acqua e fango, abbiamo fatto ripartire una prima linea di confezionamento succhi, dedicata ai brik formato famiglia, e successivamente ne sono state riattivate altre – spiega Gabriele Brignani, direttore operativo di Conserve Italia –. Siamo impegnati in una ripresa graduale delle attività e in base al nostro cronoprogramma contiamo di riportare lo stabilimento di Barbiano in piena produzione entro la fine di giugno».

Già il lunedì successivo all’alluvione, Conserve Italia aveva ripristinato la spedizione delle merci da Barbiano così da ristabilire quanto prima le forniture ai clienti. La ripresa delle attività produttive arriva invece dopo sedici giorni effettivi di stop imposto da acqua e fango, un periodo durante il quale l’azienda ha potenziato la produzione di succhi nel vicino stabilimento di Massa Lombarda, senza però arrivare a coprire i volumi lavorati a Barbiano.

«Quando la mattina di giovedì 18 maggio siamo riusciti faticosamente ad entrare nella fabbrica con l’acqua fin sopra alle ginocchia, era difficile prevedere una ripartenza della produzione in tempi così rapidi – aggiunge Pier Paolo Rosetti, Direttore Generale di Conserve Italia -. Il merito va ai tanti collaboratori che si sono prodigati per ripristinare il prima possibile le attività, sacrificando anche weekend e ponti festivi pur di favorire una veloce ripartenza».

«La quantificazione dei danni è ancora in corso – conclude Rosetti – e riguarda le conseguenze sui macchinari e gli impianti, le scorte di magazzino che sono andate perdute a causa del fango e il prolungato stop in un periodo di massima produzione come quello estivo, quando lavoriamo la frutta conferita dai nostri soci agricoltori».

Lo stabilimento di Barbiano lavora 45.000 tonnellate di frutta all’anno proveniente dalla filiera agricola locale, producendo circa 150 milioni di litri di succhi commercializzati in vari formati e confezioni con i marchi Valfrutta, Yoga, Derby Blue e Jolly Colombani. In questo sito sono impiegate circa 300 persone tra addetti dell’azienda (fissi e stagionali) e personale esterno stabilmente impiegato nei servizi.

Al via lavori di ampliamento della sede del corso di laurea in Medicina e Chirurgia

Intanto, Fondazione Flaminia riduce il canone di affitto mensile per gli studenti alluvionati

Fondazione Flaminia si è attivata per sostenere gli studenti e le studentesse del Campus di Ravenna colpiti dall’alluvione.

Il Cda dell’ente di sostegno all’università ravennate – insieme ad amministrazione comunale, soci ed enti sostenitori – ha deliberato l’adozione di una misura di agevolazione economica che prevede una riduzione pari al 20 per cento del canone di affitto mensile a carico degli studenti che alloggiano negli appartamenti gestiti da Fondazione Flaminia e che provengono dalle aree emiliano-romagnole coinvolte nel recente disastro idrogeologico.

Sono inoltre partiti i lavori di ampliamento dell’attuale sede del corso di laurea in Medicina e Chirurgia all’interno dell’ospedale Santa Maria delle Croci.

L’intervento – possibile grazie a un investimento di circa un milione di euro da parte di Fondazione Flaminia, Università di Bologna e Asl Romagna – consentirà di aumentare gli spazi destinati al corso di studi per una superficie complessiva pari a oltre mille e cento metri quadri ricavando cinque aule didattiche e tre aule studio, a cui si aggiungono cinque studi per docenti e vani tecnici.

L’ampliamento consentirà di ospitare la presenza del corso di laurea che quest’anno è giunto all’attivazione del quarto anno.

Furante l’annuale festa di fine anno accademico, gli studenti di Medicina e chirurgia hanno organizzato una lotteria per raccogliere fondi che sono stati già consegnati alla Croce Rossa sede di Ravenna a favore della popolazione colpita dall’emergenza alluvione. Oltre a questo gesto, assieme a numerosi studenti degli altri corsi di laurea del Campus di Ravenna, gli studenti hanno partecipato nelle scorse settimane ad attività di volontariato per aiutare i territori alluvionati.

Elio e le Storie Tese in concerto il 10 e l’11 ottobre all’Alighieri di Ravenna

Con lo spettacolo che segna il ritorno della band dopo lo scioglimento

Elio E Le Storie Tese Ultimo Concerto

“Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo” è il titolo delle spettacolo che segna il ritorno in tour di Elio e le Storie Tese.

La band, diretta per l’occasione da Giorgio Gallione, torna nei teatri per una serie di date in partenza dopo l’estate. E gli “Elio” saranno anche a Ravenna, il 10 e l’11 ottobre al Teatro Alighieri.

In un comunicato stampa si legge: «Sfiniti dal dover rispondere quotidianamente ad almeno 20 persone a testa che chiedono “Quando tornate insieme?” e “Ma non vi eravate sciolti?” (per non parlare del tasso), Elio e le Storie Tese risolvono il problema tornando nei teatri da ottobre».

I biglietti sono già disponibili in prevendita a questo link.

 

Per il commissario alla ricostruzione è tutto fermo, De Pascale critica il governo

Il sindaco giudica un errore l’azione dell’esecutivo: «Non solo nel non utilizzare il presidente di Regione, ma anche nel non assumersi la responsabilità di qualsiasi altra decisione»

Insediamento tavolo permanente per ricostruzione alluvioneIl governo Meloni prende ancora tempo e non decide sulla scelta del commissario per la ricostruzione dopo l’alluvione in Romagna. Niente di nuovo su questo fronte anche dopo che oggi, 15 giugno, si è insediato a Palazzo Chigi il Tavolo permanente per la gestione dell’emergenza coordinato dal ministro Nello Musumeci (Protezione Civile).

La delegazione dell’Emilia-Romagna ha presentato un aggiornamento della stima dei danni e il governo ha chiesto copia di tutta la documentazione per verificarla. «In merito al nominare un commissario – fa sapere il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, che era al tavolo a Roma – ci ha informato che è intenzione del Governo di farlo in un secondo momento. Ritengo che il Governo stia commettendo un errore grave, non solo nel non utilizzare il presidente di Regione come fatto per il terremoto del 2012, ma nel non assumersi nemmeno la responsabilità di prendere qualsiasi altra decisione. Il tavolo verrà a breve riconvocato, sperando di ricevere presto le risposte che il nostro territorio attende con ansia».

Il 92,6 percento di chi frequenta un corso alla scuola Pescarini trova lavoro

L’ente di proprietà dei 18 Comuni della provincia fornisce percorsi gratuiti di operatore impianti termo-idraulici, operatore meccatronico dell’autoriparazione, operatore impianti elettrici intelligenti

Ravenna scuola Pescarini

Alla scuola di formazione professionale Angelo Pescarini di Ravenna la percentuale di allievi dei corsi gratuiti per ragazzi che hanno trovato lavoro dopo la qualifica è passata dall’85 percento del 2021 al 92,6 nel 2022. È un dato comunicato dal presidente Sergio Frattini all’assemblea dei soci, composta dai rappresentanti dei 18 Comuni della provincia, che nella riunione di oggi, 15 giugno, ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2022 con un utile di 65.685 euro.

La scuola Pescarini, che ha sedi a Ravenna, Faenza e Lugo, nel 2022 ha organizzato sia corsi gratuiti e finanziati dal Fondo Sociale Europeo, sia attività a mercato come il corso per Operatore Socio Sanitario. In totale 2.025 partecipanti per un totale di 16mila ore di formazione. Sono stati complessivamente 193 gli studenti, di età compresa tra i 15 e i 18 anni, che hanno seguito i percorsi gratuiti di operatore impianti termo-idraulici, operatore meccatronico dell’autoriparazione, operatore impianti elettrici intelligenti.

La scuola si è occupata inoltre dell’inserimento lavorativo di persone con disabilità attraverso l’attivazione di tirocini, l’erogazione di 544 ore di formazione e 1.660 ore di accompagnamento e sostegno. A sostegno della transizione scuola-lavoro di giovani con disabilità sono stati assistiti 38 studenti, con 1.664 ore di orientamento e 576 ore di formazione a loro dedicate. Il progetto è stato realizzato in partnership con sei enti di formazione accreditati, i Servizi Sociali dei tre distretti provinciali e l’Asl di Ravenna, erogando il sostegno in otto scuole superiori di secondo grado.

Nell’ambito del Progetto Regionale per Donne Vittime di Violenza che riguarda tutta l’Emilia Romagna in collaborazione con i Centri antiviolenza sono state assistite complessivamente 303 donne per l’avvio al lavoro (70 nella provincia di Ravenna).

La capacità della scuola di radicarsi nel territorio e sul mercato del lavoro è testimoniata dalle 327 aziende, in prevalenza dei settori elettrico, servizi e manifatturiero meccanico che ospitano gli allievi in stage e tirocini (159 svolti nel 2022), e dalla collaborazione ormai consolidata con agenzie per il lavoro quali Randstad, Umana e Adecco.

Il 2,56 percento delle aziende del commercio alluvionate a Faenza non riaprirà

Le statistiche della Confesercenti Faenza per capire l’impatto delle due alluvioni sul tessuto commerciale cittadino: «Corso Garibaldi rischia la desertificazione»

Faenza Alluvione 1
Faenza, 22 maggio

Il 2,56 percento delle aziende del commercio che sono state alluvionate a Faenza non riaprirà l’attività e un altro 2,56 percento chiuderà almeno un punto vendita, avendone altri. I dati arrivano a quasi cinque settimane dal secondo e più grave evento alluvionale del 16 maggio e sono stime della Confesercenti faentina – essa stessa colpita nelle sedi di via Bettisi a Faenza e via Garavini a Castel Bolognese – che prova a fare le prime considerazioni del violento impatto sul tessuto economico del settore commerciale e turistico. Le imprese maggiormente colpite sono nell’area compresa tra via Renaccio/via Lapi e corso Garibaldi con profondi segni anche in corso Saffi.

L’associazione di categoria sta assistendo le aziende per la ricognizione dei danni, le comunicazioni agli enti, le casse integrazioni e le domande di sospensione o trasferimento delle attività e riesce a fare una prima statistica. Fatto 100 il numero di imprese complessivamente colpite dagli eventi, il 20,5 percento riaprirà, ma non si conoscono le tempistiche, che sono molto variabili in base alla gravità dei danni subiti. Il 2,56 percento procederà a trasferirsi temporaneamente in attesa che l’immobile torni fruibile. Quasi il 36 percento delle imprese coinvolte ha fatto ricorso o sta ricorrendo alla cassa integrazione, confermando le conseguenze anche occupazionali.

Venturi Chiara
Chiara Venturi

«L’impatto è visibile a occhio nudo – dichiara la Direttrice di Confesercenti Faenza, Chiara Venturi – con un grave deperimento del tessuto commerciale in corso Garibaldi che rischia la desertificazione. Saranno necessari molti anni per ricostruire il centro commerciale naturale come lo conoscevamo. Come durante l’emergenza Covid, si riconosce il valore del commercio di vicinato solo quando ci sono estreme condizioni emergenziali».

L’associazione sviluppa anche considerazioni sulle dinamiche del mercato immobiliare: «Sicuramente ci saranno ripercussioni anche nell’ambito residenziale e abitativo e ci preoccupa la tenuta sociale laddove, nelle aree a rischio desertificazione commerciale, verrà meno anche il presidio del territorio e la funzione sociale che garantisce il commercio. Lavoreremo incessantemente con tutte le Istituzioni per sostenere al meglio le imprese e la tenuta dei tessuti commerciali». Conforta l’Associazione la ripresa del mercato ambulante che si riconferma punto strategico di aggregazione e servizio in tutti i Comuni dell’Unione della Romagna Faentina.

La Regione aggiorna la stima dei danni causati dall’alluvione: 8,8 miliardi di euro

La nuova cifra è stata comunicata al governo Meloni a Roma nella riunione del Tavolo permanente tra esecutivo e enti locali. Il presidente Bonaccini chiede nuovamente la nomina del commissario alla ricostruzione prima possibile. E serve anche personale: almeno 70 unità tra progettisti e direttori dei lavori per interventi urgenti di ripristino

Emergenza alluvioni in Emilia-Romagna. Esondazione del fiume Montone ed allagamento del quartiere Romiti a ForlìLa Regione Emilia-Romagna ha aggiornato la stima dei danni causati dalle alluvioni di maggio e ora il conto, ancora provvisorio, arriva a 8,8 miliardi di euro. Il rendiconto, richiesto dal governo Meloni, è stato presentato oggi, 15 giugno, a Roma a Palazzo Chigi al primo incontro del Tavolo permanente fra l’esecutivo e gli enti locali coordinato dal ministro alla Protezione civile, Nello Musumeci. Della delegazione della Regione faceva parte anche Michele de Pascale, sindaco e presidente della Provincia di Ravenna e presidente dell’Unione province italiane.

Quasi la metà dei danni riguarda fiumi, strade e infrastrutture pubbliche: oltre 4,3 miliardi di euro. Di questi, 1.8 miliardi per le spese già sostenute e primi interventi urgenti attuati con immediatezza (oltre 6.300 quelli previsti o già in cantiere) e 2,4 miliardi per ulteriori 3.145 interventi di ripristino dei danni.

I danneggiamenti a privati registrano una prima stima di 2,1 miliardi: oltre 70.300 gli edifici certamente coinvolti dal maltempo (di cui 1.890 da frane). Un conteggio ancora provvisorio, dato che è ancora in corso il perfezionamento delle analisi dei tiranti idraulici delle aree allagate.

Per quanto riguarda le imprese, quelle potenzialmente danneggiate sono 14.200 per un totale di 1,2 miliardi di euro (una stima anche questa che sarà perfezionata non appena verrà ultimato il conteggio dei danni delle aziende presenti sui territori collinari e montani). Una somma che non contempla tuttavia né il ripristino delle scorte né la perdita di fatturato correlata all’evento.

Infine, il comparto agricolo, tra i più colpiti: le imprese danneggiate e coinvolte sono 12mila per 1,1 miliardi di danni tra la stima di perdite di produzione, i ripristini fondiari, i terreni persi e gli animali coinvolti dall’alluvione.

Al Governo è stata fatta richiesta anche del fabbisogno di nuovo personale per far fronte all’emergenza: almeno 70 unità tra progettisti e direttori dei lavori per interventi urgenti di ripristino di opere idrauliche, altre 80 per interventi contro il dissesto idrogeologico e il ripristino della mobilità a supporto di comuni e province.

«Il tema delle risorse e dei tempi delle coperture è cruciale – ha detto il presidente della Regione, Stefano Bonaccini –. Diversi sindaci ci segnalano che i funzionari fermano le ruspe perché non hanno copertura finanziaria. I primi 230 milioni di euro messi a disposizione li abbiamo già spesi. E anche sui rimborsi, vanno garantite subito famiglie e aziende: abbiamo avviato d’intesa con la Protezione civile nazionale il percorso per fare arrivare rapidamente i primi cinquemila euro a chi ha avuto danni nelle case, con un primo acconto di tremila già entro metà luglio, ma ora sono necessari oltre 500 milioni per le imprese per i primi acconti da 20mila euro».

Bonaccini sostiene che dalla ricognizione di tutti gli interventi realizzati in questi anni per il contrasto al dissesto idrogeologico emerge che la Regione Emilia-Romagna ha programmato e realizzato opere molto più della media nazionale e che l’evento di maggio non ha precedenti e che tutti i modelli sono superati e che ora è necessario aggiornarli. Alla luce di questo Bonaccini è tornato a chiedere che il governo decida in fretta chi nominare come commissario alla ricostruzione.

Il ministro Musumeci ha assicurato la massima attenzione da parte del governo e la disponibilità, dopo una verifica del Piano, a fornire gradualmente le risorse che si renderanno necessarie, dando priorità ai primi interventi finalizzati alla messa in sicurezza dei fiumi maggiormente compromessi e al ripristino dei collegamenti viari con i centri abitati rimasti isolati.

Cia-Conad ha raccolto 200mila euro per aiutare gli alluvionati

In totale i punti vendita coinvolti sono stati 127: destinati 10 centesimi per ogni scontrino emesso in un certo periodo. L’amministratore delegato: «Solo la prima di una serie di azioni di solidarietà»

 

Panzavolta Bonaccini Pelliconi

La rete dei soci Conad della Romagna e la cooperativa Cia (Commercianti indipendenti associati) sono riusciti a raccogliere 200mila euro per offrire un sostegno concreto alle popolazioni colpite dalle inondazioni di maggio. In totale i punti vendita coinvolti sono stati 127, per un totale di 75 soci. L’assegno è stato simbolicamente consegnato al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervenuto a Bagnacavallo all’evento “Il dolore e la forza della cooperazione”, organizzato da Legacoop.

L’iniziativa si è svolta con un meccanismo già consolidato: i negozi delle province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna e Repubblica di San Marino hanno destinato 10 centesimi per ogni scontrino emesso durante un periodo di tempo definito. La Cia ha poi provveduto a integrare la raccolta.

L’obiettivo di 100mila euro che ci si era prefissati originariamente è stato dapprima abbondantemente raggiunto e successivamente raddoppiato. I fondi raccolti dai soci Conad sono stati destinati alla Protezione civile della Regione Emilia-Romagna e versati sull’apposito conto corrente bancario dedicato all’emergenza.

«Questa iniziativa – dichiara l’amministratore delegato di Cia-Conad, Luca Panzavolta – si è sviluppata sin dalla prima ondata di forti piogge di inizio maggio ed è poi continuata durante l’emergenza. È solo la prima di una serie di azioni di solidarietà che ci accingiamo a mettere in campo insieme al nostro consorzio nazionale e annunceremo nelle prossime settimane».

In municipio le celebrazioni del tricolore under 19 della Porto Robur Costa

L’assessore allo Sport, Giacomo Costantini, ha accolto una delegazione della società e della squadra che ha vinto il campionato giovanile. Il presidente Rossi: «Dal prossimo anno anche l’under 13 femminile». A2 al via, il coach Bonitta: «Presto i primi ingaggi»

La sala del consiglio comunale di Ravenna è stata lo spazio dove stamani, 15 giugno, si è celebrata la vittoria della Porto Robur Costa nel campionato under 19 di pallavolo. L’assessore allo Sport, Giacomo Costantini, ha fatto gli onori di casa e ha aperto il momento di riconoscimento con i complimenti più vivi per la vittoria «e per aver riportato il titolo in una città dove la pallavolo è molto amata».

Per la società erano presenti il presidente Matteo Rossi, il coach e direttore sportivo Marco Bonitta e Mario Boccaccini, titolare di Creditpartner Ideas & Job Coface, sponsor della finale regionale che è stata disputata a Ravenna, insieme all’azienda Fassa Bortolo. In rappresentazione della squadra una delegazione composta da i due alzatori Filippo Mancini e Samuele Candito, i due centrali Lorenzo Pollini e Lorenzo Tomassini e gli schiacciatori Mattia Falzaresi e Giovanni Pascucci.

Il presidente Rossi ha preso la parola per sottolineare che il progetto Porto Robur Costa che nasce dalle giovanili: «Stiamo preparando anche una squadra under 13 femminile. Lo sport è veicolo di valori ed è fondamentale nella crescita di ragazzi e ragazze, e proprio per questo la Robur si impegna nella costruzione di squadre giovanili». L’allenatore Bonitta, analizzando il lato sportivo della vittoria, evidenzia che il campionato è stato vinto da favoriti, con voci e pressioni: «Non è mai facile vincere quando tutti ti danno per favorito e ti caricano addosso enorme pressione. Per questo è una grande impresa sportiva. I ragazzi fanno parte di un gruppo che da anni lavora e gioca in modo unito e coeso».

In conclusione c’è stato spazio anche per parlare della prima squadra che si presenterà al via della prossima stagione per la seconda volta di fila in A2: «Stiamo portando a termine una serie di contatti e con alcuni giocatori siamo ormai in dirittura d’arrivo. Fra qualche giorno dovremmo essere in grado di cominciare a ufficializzare queste trattative che ci lasciano tranquilli sulla possibilità di disputare un campionato di alto livello. Non partiamo però con la presunzione di puntare direttamente alla Superlega».

Soddisfatto anche Boccaccini: «Dietro a questa vittoria c’è tutta la loro qualità, il loro talento, e c’è anche un lavoro di preparazione svolto in maniera efficace. Ma c’è un progetto che riguarda il futuro del volley a Ravenna che comincia ad avere i tratti giusti, che ha il senso della continuità quotidiana».

Il roster completo dell’Under 19 campione d’Italia

Alzatori: Samuele Candito, Filippo Mancini.
Opposti: Alessandro Bovolenta, Leonardo Capiozzo.
Centrali: Robert Stefan Chirila, Giacomo Minniti, Lorenzo Pollini, Lorenzo Tomassini.
Schiacciatori: Luca Falzaresi, Mattia Orioli, Giovanni Pascucci, Ranieri Truocchio.
Liberi: Leonardo Chiella, Simone Orto.
Coach: Francesco Guarnieri.
Vice-coach: Matteo Baroni.

Ecco come funziona il sistema delle analisi delle acque del mare in Emilia-Romagna

Le acque del mare Adriatico in Emilia-Romagna vengono analizzate da Arpae per misurare la concentrazione di due batteri per garantire la balneazione in sicurezza

Pexels Kellie Churchman 1001682Dopo le grandi piogge che sono state tra le cause dell’alluvione in Romagna, i ­fiumi hanno scaricato in mare detriti e residui di vario tipo, provocando come prevedibile diversi giorni di divieti di balneazione, in particolare nei lidi nord ravennati a partire già dalle prime analisi di inizio giugno. Dal 15 giugno tutta la Riviera Romagnola è balneabile. Ma come funziona il sistema di controlli della qualità delle acque del mare in Emilia-Romagna?

Quali batteri vengono analizzati nelle acque del mare?

Per stabilire se si può fare il bagno in mare senza rischi per la salute si misura la concentrazione di due batteri: escherichia coli e enterococchi intestinali. I prelievi dei campioni di acqua e le analisi vengono svolti dal personale di Arpae, l’agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente, a bordo di mezzi della guardia costiera. L’attività di controllo deriva da una direttiva della commissione europea del 2006 e vale quindi per tutti i Paesi dell’Ue (in Italia è stata recepita dal decreto legislativo 116/2008). «Tutte le 15 regioni italiane che affacciano sul mare sono tenute a eseguire i controlli», spiega il biologo Giuseppe Bortone, direttore generale di Arpae in Emilia-Romagna.

I 98 punti di prelievo dei campioni di acqua di mare in Emilia-Romagna

I 130 km di costa dell’Emilia-Romagna sono stati divisi in 98 tratti di lunghezze variabili a seconda della conformazione del litorale (in provincia di Ravenna sono 21 nel comune capoluogo e 5 a Cervia). In ognuno di questi tratti è fi­ssato un punto di prelievo, de­finito con precise coordinate geografi­che, a una profondità fi­ssa a circa cento metri dalla battigia, in un orario compreso tra le 9 e le 16. La legge stabilisce che si faccia almeno un prelievo al mese durante la stagione turistica balneare. «Una delibera della giunta regionale fi­ssa il calendario che viene inviato al ministero della Salute. Le date quindi sono fissate prima dell’inizio della stagione e non vengono modi­ficate, a meno che non ci siano eventi climatici con condizioni meteomarine tali da rendere impossibile l’uscita in mare». Le prossime date previste nel 2023 sono: 3 e 31 luglio, 28 agosto, 18 settembre. Ma potrebbero essere modifi­cate visto lo spostamento di quelle di maggio e giugno.

I livelli massimi di batteri nell’acqua di mare per un bagno senza rischi

La normativa ­fissa delle soglie massime di presenza dei due microrganismi ogni cento millilitri: 500 per escherichia e 200 per enterococchi. «Sono livelli di sicurezza molto bassi per la massima precauzione». Basta lo sforamento di uno dei due parametri per portare all’ordinanza di divieto di balneazione. Ogni campionamento oltre la soglia fa scattare la ripetizione del test ogni 24 ore ­no al rientro nei limiti. Il valore medio in un quadriennio de­finisce la classifi­cazione delle acque secondo quattro categorie: eccellente, buono, suffi­ciente, scarso. Nel 2022 tutte le acque ravennati hanno confermato il valore di eccellenza per il quarto anno di ­fila. Due numeri per avere un quadro più chiaro: abitualmente il dato di escherichia e enterococchi si attesta sotto a 10, il primo campionamento di ­ne maggio post alluvione fece registrare quota 24mila.

I batteri non sopravvivono in acqua salata e il mare migliora in fretta

Nella quasi totalità dei casi, i dati fuori soglia rientrano in 24-36 ore. La spiegazione la fornisce Bortone: «Il decadimento della loro concentrazione è rapido per due ragioni. La prima è legata alla loro provenienza e cioè i corsi di acqua dolce che hanno un livello di depurazione eccellente ma in circostanze particolari possono raccogliere acque chiare e acque nere per l’apporto di forti piogge che di solito hanno breve durata. La seconda ragione è perché l’acqua salata non è un ambiente favorevole alla loro riproduzione».

Valori dei batteri in mare entro i limiti, tutta la Riviera Romagnola è balneabile

Le nuove analisi hanno mostrato il miglioramento della situazione nei sette punti in provincia di Ravenna

Pexels Vjapratama 2526398Tutta la Riviera Romagnola torna balneabile. Lo confermano gli esiti dei campionamenti, effettuati il 14 giugno da Arpae (agenzia regionale per la protezione e l’ambiente), nei dieci punti risultati precedentemente “oltre soglia”, di cui tre nel riminese e sette in provincia di Ravenna, su 98 località esaminate (qui la mappa interattiva con i dettagli).

Valori nella norma quindi per i sette punti campionati in provincia di Ravenna: Casalborsetti, 100 metri a nord della foce del canale Destra Reno, 80 metri a sud della foce dello stesso canale e la zona del Camping; Marina Romea; sempre a Marina Romea 100 metri a nord della foce del Lamone e 100 metri a sud della stessa foce; a Lido di Savio 150 metri a sud della foce del fiume Savio.

Per quanto riguarda il riminese, sono dunque rientrati nella norma i parametri che avevano richiesto l’interdizione dai bagni in mare a Viserba-Spina-Sacramora, nel tratto di 100 metri a sud della foce dell’Uso in comune di Bellaria-Igea marina e in quello di 50 metri a sud della foce del Marano, in comune di Riccione.

Possono essere quindi revocate le ordinanze di divieto provvisorio alla balneazione emesse dai sindaci.

Coldiretti: «Dove c’era l’acqua ora c’è una crosta di limo che soffoca le radici»

La preoccupazione dell’associazione di categoria per riportare i campi alla produzione: «Necessario arare in profondità per rimescolare gli strati del terreno. Persa la produzione di frutteti e vigneti per i prossimi quattro o cinque anni»

Fango E Limo Nei CampiL’acqua se n’è andata e ha lasciato il posto a una crosta impermeabile di limo e sabbia che soffoca le radici delle piante. È lo scenario delle campagne in pianura in Romagna a un mese dall’alluvione così come come viene descritto dalla Coldiretti che lancia un allarme per le coltivazioni. E in collina non va meglio: frane attive con terreni agricoli distrutti, interi vigneti ed uliveti trascinati a valle e strade interrotte.

«I raccolti di ortaggi, grano orzo, mais, girasole, colza e soia coperti dal fango sono andati completamente perduti – sottolinea la Coldiretti – ma per recuperare la funzionalità dei campi e tornare a seminare è necessario arare in profondità per rimescolare gli strati del terreno e diluire la presenza di limo e sabbia in superficie. Frutteti e vigneti stanno morendo per asfissia radicale con la perdita di produzione per i prossimi quattro o cinque anni».

In pericolo – sottolinea la Coldiretti – è un territorio con oltre 25mila ettari di frutteti con nell’ordine pesche e nettarine, kiwi, albicocche, susine, pere, kaki, ciliegi e castagni mentre in altri 25mila ettari sono piantati vigneti ma ci sono anche migliaia di ettari coltivati ad orticole come patate, pomodoro, cipolla e altro anche per la produzione di sementi. Oltre 60mila ettari sono coltivati a grano duro per la pasta, grano tenero per il pane, orzo, sorgo e mais. Su altri 7mila ettari si estendono le coltivazioni di girasole, colza e soia.

Frutteti DevastatiL’alluvione – ricorda Coldiretti – ha devastato un territorio con 21mila aziende agricole e allevamenti in una delle aree più agricole del Paese con una produzione lorda vendibile della Romagna pari a circa 1,5 miliardi di euro all’anno che moltiplica lungo la filiera grazie ad un indotto di avanguardia, privato e cooperativo, nella trasformazione e distribuzione alimentare che è stato fortemente compromesso. Ai danni sulla produzione agricola – evidenzia Coldiretti – si aggiungono quelli alle strutture come gli impianti dei frutteti, le serre, gli edifici rurali, le stalle, i macchinari e le attrezzature perse senza contare la necessità di bonificare i terreni e ripristinare la viabilità nelle aree rurali con frane nelle aziende e lungo le strade.

Ma a pesare c’è anche il fenomeno del dissesto idrogeologico – riferisce la Coldiretti – con oltre 30mila persone che vivono in aree a rischio per pericolo di frane tra Ravenna, Rimini, Forli Cesena e Bologna, assieme a più di duemila unità locali di imprese secondo l’ultimo rapporto Ispra. Sono centinaia le aziende agricole che rischiano di scomparire con terreni letteralmente ingoiati da frane, voragini e smottamenti ma a preoccupare – sottolinea la Coldiretti – sono anche i danni alle infrastrutture con strade interrotte con difficoltà a garantire cura agli animali isolati per le interruzioni nel sistema viario ma anche la commercializzazione dei prodotti scampati al disastro. Nelle aree collinari – precisa la Coldiretti – sono crollati terreni coltivati a seminativo, erba medica, intere vigne e boschi di castagno ma preoccupa anche la situazione degli allevamenti e degli alveari di api che sono state decimate.

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