Tacconi, confessioni hot: «Mai in bianco la sera prima di una partita con la Juve»

L’ex portiere dei bianconeri (vincitore di due scudetti e della prima Coppa Campioni portata a Torino) giocherà al Benelli di Ravenna un’amichevole per il 60esimo compleanno: «La verità è che non avevo voglia di allenarmi. Platini non mi voleva in squadra negli allenamenti perché dal lunedì al sabato non ero affidabile»

«Chi l’ha detto che il sesso fa male la sera prima delle partite? Per me, alla vigilia dei grandi appuntamenti, era un rito da santificare: il giorno prima non andavo mai in bianco, ma in campo facevo sempre la mia parte che fosse campionato o Coppa dei Campioni». Così parlò Stefano Tacconi, l’ex portiere della Juventus e della nazionale che si trova attualmente a Milano Marittima per organizzare, in collaborazione con l’agenzia Ale Piva Production, una partita benefica allo stadio Benelli di Ravenna il 19 maggio in occasione del suo 60esimo compleanno.

Con i bianconeri vinse due scudetti, una Coppa Italia, una Coppa Uefa, una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. In azzurro ha raccolto molto meno: «Mister Vicini vedeva molto di più Walter Zenga, uno bravo, niente da dire, ma anche uno che aveva vinto molto meno del sottoscritto». Nonostante il palmares che ne fa uno dei portieri più vincenti che l’Italia abbia mai avuto, il perugino affida all’agenzia Ale Piva le sue confessioni: «La verità è che non avevo molta voglia di allenarmi. Quando, durante la settimana, facevamo le partitelle, Platini non mi voleva mai in squadra perché sapeva che io, dal lunedì al sabato, tra i pali non ero affidabile. Io volevo sentire il profumo dell’erba vera, quando in campo la domenica c’erano in palio i tre punti. Solo in quelle occasioni mi caricavo e davo il meglio di me stesso».

E quando si parla di Juventus non si può ignorare l’impresa contro il Barcellona nei quarti : «Ero convinto che la Juve ce l’avrebbe fatta – spiega l’ex portiere bianconero – anche prima del 3-0 dell’andata avevo detto che il Barcellona non era superiore. Forse loro avevano qualcosa in più come individualità, ma quando parliamo di assetto tattico e di gioco di squadra, tra la Juve e gli spagnoli, come ha dimostrato il campo, c’è una differenza abissale. La semifinale con il Monaco? Difficile, ma andremo a Cardiff. E a quel punto può succedere di tutto».

Durante il soggiorno in riviera non è mancata una visita all’amico Francesco Iasi del ristorante “Al Pirata” di Cervia: «Sono un grande intenditore di cucina – rivela Tacconi – perché io stesso mi diletto spesso ai fornelli. Il mio piatto forte sono le mazzancolle al vapore. Un piatto che potrebbe, a buon diritto, far parte dei menù dei più prestigiosi ristoranti italiani…».

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