lunedì
28 Settembre 2026
l'intervista

Ultraleggeri che passione: 40 anni di voli alla scuola di Lido di Classe

L’associazione Ali di Classe rilascia brevetti e diventa luogo di ritrovo per gli 86 iscritti, i più giovani sono minorenni

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«Quando varchiamo il cancello della pista, lasciamo il mondo ordinario per immergerci in un mondo di sogni». Bastano poche parole a Gianfranco Cortesi, 82 anni e presidente del club ultraleggeri Ali di Classe dal 2009, per descrivere le attività del circolo e della scuola di volo.

Dal 1987 il club di Lido di Classe riunisce appassionati di volo, affiancando all’aviosuperficie quattro hangar per il rimessaggio dei velivoli. Il club offre inoltre un servizio gratuito di bike sharing dedicato ai piloti in visita dall’Italia e dall’Europa, che possono raggiungere in bicicletta il territorio circostante e la vicina spiaggia della Bassona. «Un esempio concreto delle possibilità dell’avioturismo sul territorio», sottolinea Cortesi. All’interno della club house non mancano poi i momenti conviviali pensati «per fare squadra, migliorare la sicurezza e mitigare la solitudine di uno sport prettamente individuale».

Dai 14 soci fondatori, due dei quali ancora attivi, si è passati agli 86 iscritti attuali. L’età media è compresa tra i 45 e i 50 anni e si registra una buona presenza di giovani: circa il 15 percento ha meno di 30 anni. «Avvicinare i più giovani al volo è una delle nostre missioni principali – continua il presidente – proprio per questo cerchiamo di mantenere prezzi accessibili. Vogliamo trasmettere il messaggio che il volo è uno sport per tutti e per tutte le tasche, non una disciplina elitaria. Alcuni ragazzi prendono il brevetto prima della patente».

L’età minima per iscriversi al corso è 16 anni, e le lezioni si suddividono in 18 ore di volo e circa 30 di teoria. Le classi possono ospitare fino a un massimo di 10/12 allievi-piloti per il conseguimento dell’attestato Vds. Per essere abilitati al volo è inoltre necessario superare gli accertamenti di idoneità psicofisica e i controlli antidroga, oltre a ottenere il nulla osta della questura, che certifica l’assenza di precedenti e di legami con gruppi ritenuti pericolosi. Il costo complessivo del corso si aggira sui tremila euro, a cui si aggiunge la quota annuale di iscrizione al club, pari a 250 euro. Dall’inaugurazione della scuola sono stati rilasciati oltre 400 brevetti.

Una volta ottenuto l’attestato, i soci possono volare liberamente sui quattro ultraleggeri del club. L’utilizzo non prevede un costo di noleggio: ai soci viene addebitato il carburante consumato, con una spesa di poco più di 100 euro per un’ora di volo. «Non usiamo normale benzina verde, ma carburanti più raffinati. Gli ultimi rincari ci hanno messo in difficoltà – spiegano il presidente Cortesi e Massimo Marcis, portavoce del club –, ma abbiamo scelto di attingere alle risorse del circolo per non gravare sui soci».

Nulla viene fatto a scopo di lucro: «Il nostro obiettivo è trasmettere e mantenere viva la passione per il volo. Negli ultimi anni in Italia hanno chiuso oltre 130 aviosuperfici, o sono state ridimensionate a campi di volo. I costi aumentano e le normative diventano sempre più stringenti, per resistere è necessario gestire le risorse con onestà e trasparenza, mettendo al primo posto gli interessi del circolo».

I costi più alti attualmente riguardano l’aspetto assicurativo, con polizze kasko complete da oltre 30mila euro l’anno, cui si aggiungono i controlli degli aeromobili a scadenza e le verifiche settimanali dei meccanici. La manutenzione dei quasi 700 metri di pista e dell’area verde circostante è invece affidata soprattutto al volontariato dei soci, affiancato da alcune recenti automazioni come il robot tagliaerba. Il costo di un aereo ultraleggero invece può variare dai circa 40mila euro per l’usato agli oltre 100mila per un modello nuovo.

Il club è intitolato all’eroe di guerra Ennio Tarantola, detto “Banana”. «Quando venne a trovarci e, ormai ultranovantenne, salì a bordo di un ultraleggero, si percepiva ancora tutta la sua emozione. Per noi è la stessa cosa: quella sensazione di libertà che si prova ogni volta che si decolla è impossibile da descrivere. Il nostro timore è che il nostro impegno costante e gli sforzi un domani vadano vanificati: è necessario trovare qualcuno che non sia soltanto appassionato, ma che abbia anche voglia di assumersi grandi responsabilità per garantire un futuro al club».

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