«Ravennantica srl: 170mila euro di perdite coperte dalla Fondazione. A che serviva?»

La lista civica La Pigna denuncia il caso dell’azienda controllata dall’ente di cui era presidente l’attuale assessore comunale Elsa Signorino: «Creata per dare lavoro agli amici». Dalla fondazione assicurano che la società – ora acquisita – è servita per operare nel restauro

Sergio Fioravanti e Elsa Signorino

Costituita nel 2010 per volontà della Fondazione Ravennantica – all’epoca presieduta dall’attuale assessore alla Cultura del Comune, Elsa Signorino – ora è in liquidazione dopo una serie di perdite per oltre 170mila euro complessivi (dal 2011 al 2015 compresi) ripianati dalla stessa fondazione che la controlla al cento percento e che, come noto, riceve contributi pubblici da Stato, Regione e Comune. È il riassunto per sommi capi delle vicessitudini societarie di Ravennantica srl: i dati vengono resi pubblici – bilanci alla mano, che abbiamo avuto modo di visionare – dalla lista civica La Pigna, e in particolare dalla coordinatrice Veronica Verlicchi, che in un comunicato mette in dubbio l’utilità della Srl, creata a suo dire «solo per dare lavoro “agli amici” della presidente».

La versione della fondazione – i cui vertici, contattati al telefono, si riservano di commentare nel merito solo in futuro – è naturalmente diversa: la società è stata creata per operare nel campo del restauro in particolare nell’ambito dei Paesi del Mediterraneo, come anche avvenuto, e sarebbe stata colpita dalla crisi di quel bacino e più in generale del settore. Da statuto, la società si occupa poi anche di gestione di servizi “necessari e accessori per la fruizione e la gestione dei beni artistici e culturali in genere”.

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Veronica Verlicchi della Pigna

Tornando alla storia, il 28 dicembre 2010 – ricorda Verlicchi in un comunicato inviato ai giornali – viene stipulato un contratto d’affitto d’azienda tra la stessa Ravennantica srl e la ditta individuale Prp di Paola Perpignani, la persona che ha tuttora la direzione tecnica dell’azienda, «mentre il compagno, Paolo Raccagni – sottolinea la coordinatrice della Pigna portando avanti la propria teoria – assume il compito di consulente scientifico della controllante Fondazione Ravennantica».

Il consiglio d’amministrazione della Srl ricalca i vertici della controllante Fondazione, con Signorino presidente, Lanfranco Gualtieri vice e Sergio Fioravanti (già direttore della fondazione) consigliere. I tre rimangono in carica senza interruzione fino ai primi mesi del 2016, quando Ravennantica srl viene messa in liquidazione “per la perdita/riduzione del capitale al di sotto del minimo legale”. Liquidatore della società viene nominato lo stesso Fioravanti.

La Pigna sottolinea la performance della società in questi anni – con le perdite che sono state ripianate dalla Fondazione, anche con prestiti infruttiferi, come da bilanci pubblici – chiedendosi come mai sia stata costituita un’azienda «senza un benché minimo progetto d’impresa. Attraverso il sostegno e il controllo di Ravennanatica srl – continua Verlicchi – la fondazione ha di fatto portato avanti una concorrenza sleale verso i tanti e capaci mosaicisti ravennati che non hanno potuto acquisire i lavori di restauro musivo commissionati dalla fondazione».

Nell’aprile dell’anno scorso Ravennantica srl è stata ceduta definitivamente alla Fondazione, dieci giorni dopo il contratto di compravendita formalizzato con Paola Perpignani, «il cui stipendio – accusa Verlicchi, prima poi di sottolineare come la Signorino sia invece stata “premiata” con un ruolo da assessore nella nuova giunta De Pascale – va ora a gravare le già precarie casse della Fondazione».

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