Pini (Lega) non si ricandida: «Una mia scelta personale, ma non lascio la politica»

Dopo 12 anni in parlamento, il deputato uscente di Fusignano fa un passo indietro. «Le scelte di Salvini? Faccio parte della minoranza e resto convinto che la Lega debba restare una sorta di sindacato dei territori del Nord, ma questo prescinde dalla mia decisione»

Gianluca Pini

Gianluca Pini

C’era chi sperava in un duello Pagani (Pd)-Pini (Lega) nell’uninominale di Ravenna, duello tra due deputati uscenti del territorio che sicuramente avrebbe riservato sorpreso. Invece a tentare l’impresa per il centrodestra alle prossime elezioni politiche sarà la consigliera comunale della Lega, a Ravenna, Samantha Gardin (e l’ex candidato sindaco Massimiliano Alberghini al Senato), con Pini fuori dai giochi. E viste le sue posizioni di minoranza sempre ribadite all’interno della Lega – che di certo non hanno favorito altri esponenti leghisti nell’ottenere posti eleggibili – era facile pensare che nonostante il ruolo importante di Pini negli ultimi anni, gli indicatori sulla “produttività” e la presenze che lo vedono sempre ai vertici delle classifiche, fosse stato in qualche modo vittima di regolamenti interni. Invece, il deputato che vive a Fusignano ci spiega: «Da tre mesi avevo detto con miei collaboratori e vertici a livello nazionale e locale che non avevo intenzione di ricandidarmi. Quindi era una cosa risaputa all’interno e concordata. Dopo dodici anni da parlamentare in cui non credo si possa dire che mi sono limitato a scaldare la sedia, è arrivato il momento di riprendermi la mia vita, tornare a curare i miei affetti, il mio lavoro che non ho mai del tutto abbandonato, per fortuna c’era mio fratello a seguire le cose. Io ho sempre coltivato molti interessi e Roma dopo un po’ ti consuma».

Ma in questa scelta quanto conta la virata nazionale e sovranista di Salvini che ha addirittura tolto la parola nord dal simbolo elettorale? «Come ho detto si tratta di una scelta al 90 percento dettata da ragioni personale, ora ho bisogno di nuove sfide. Poi, come ho detto prima e continuo a dire adesso, sono convinto che la Lega Nord debba restare una sorta di sindacato di questi territori. Del resto c’è stato un congresso e, come noto, faccio parte della minoranza, ma questo prescinde dalla mia decisione di non ricandidarmi. Il simbolo sulla scheda? È solo un contrassegno elettorale che mi auguro sia di passaggio, una questione di tattica. A me interessa invece la strategia».

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Ma, attenzione, non si tratta di un addio definitivo alla politica, semmai solo dalle prime file. «Sono a disposizione di amici e persone adesso candidate come il segretario nazionale della Lega Nord Romagna (Jacopo Morrone, ndr), Samantha Gardin e Massimiliano Alberghini. Sarò più che contento di dare una mano e qualche consiglio. Sono convinto che se la possano giocare, e in particolare nei collegi uninominali dove, secondo i sondaggi, c’è una situazione di bilico e anzi in uno dei due pare in lieve vantaggio il centrodestra».

Comunque vadano queste politiche, nonostante la lunga militanza e l’esperienza, Gianluca Pini compie quest’anno appena 45 anni e ha quindi tutto il tempo per tornare nelle prime file della battaglia politica in futuro.

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