A Cervia la Lega corre da sola e candida Cellini che promette strade senza buche

Tra le priorità dell’albergatore la condizione del manto stradale e la nomina di un assessore al Turismo che si occupi anche di promozione e gestione degli uffici Iat: «Salvini sul balcone a Forlì? Nessun gesto simbolico, io lontano da estremismi di destra e sinistra»

Il centrodestra a Cervia (28.700 abitanti) non è riuscito a costruire una coalizione per le elezioni comunali e la Lega si presenta da sola con il candidato sindaco Dino Cellini, albergatore locale che in passato ha avuto incarichi in associazioni locali. Lo abbiamo intervistato (qui invece l’intervista già pubblicata a Massimo Medri, a breve anche quelle agli altri candidati)

CSC 0031 (2)Nome: Dino
Cognome: Cellini
Data e Luogo di nascita: 21 gennaio 1959, Cervia
Titolo di studio: «Maturità scientifica, mi sono ritirato dalla facoltà di agraria quando mi mancavano due esami e la tesi dalla laurea».
Professione: «Albergatore e concessionario balneare».
Stato civile: «Sono separato dal 2014».
Reddito 2018: «46mila euro»,
Auto: «Autocarro Mercedes».

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Slogan elettorale: «Non ho scelto nessuno slogan, ma 4 principi fondamentali».
Coalizione: «Non è stato possibile fare accordi, quindi Lega»
Precedenti esperienze politiche: «Nessun incarico politico ma responsabilità dirette di associani locali con interessi pubblici».
Personaggio politico attuale che più stima: «Per il coraggio e la coerenza Matteo Salvini»
Orientamento religioso: «Agnostico».

Il primo provvedimento se diventasse sindaco?
«Il più urgente riguarda le strada della città ma è improponibile perché non si possono aprire cantieri a stagione cominciata, quindi subito la nomina di un Comandante della Polizia Municipale e un assessore al turismo».
Tra cinque anni cosa vedrebbe un visitatore venendo a Cervia che oggi non può vedere?
«Strade dove camminare a testa alta senza guardare a terra per il rischio di inciampare».
Qual è stata la mancanza più grave della passata amministrazione?
«Avere subito le prepotenze degli enti amici della sinistra che hanno avuto ricadute sul turismo e sulla qualità della vita dei cervesi».
Qual è stato l’intervento che ha più apprezzato?
«Avere completato il sottopasso che, a causa delle scelte sbagliate delle precedenti amministrazioni era in ritardo già di oltre 20 anni, rischiava un ulteriore ritardo».

Legacerviacellini

Il gruppo della Lega a Cervia con Dino Cellini, il sottosegretario Jacopo Morrone e la segretaria provinciale Samantha Gardin

Di che tipo di investimenti ha bisogno Cervia in tema di…
…sicurezza?
«Assolutamente un comandante della Polizia Municipale che si coordini con le altre forze dell’ordine».
…turismo?
«Un assessore che accentri sul suo ufficio la gestione delle politiche promozionali e la gestione degli uffici Iat».
…welfare?
«Investire sul volontariato locale che a 360° si occupi di anziani e adolescenti».

Cervia vive di turismo ed è la città che continua a registrare i redditi medi più bassi in provincia. Come se lo spiega?
«Il 90 pecento delle attività sono gestite da persone giuridiche e non da persone fisiche e queste società dividendo utili sempre più ridotti creano redditi individuali non alti, ma rimangono comunque società sane che riescono a continuare le attività».
Perché a Cervia non si è riusciti a costruire una coalizione attorno alla sua candidatura?
«Quando ho accettato la proposta di guidare il mio partito speravo di trovare gli altri partiti del Centrodestra pronti a lavorare insieme a me, ma non sono riuscito nemmno a scambiare due parole con alcun responsabile di Forza Italia e Fratelli d’Italia, loro erano semplicemente impegnati a fare altre cose e noi, ammetto, non abbiamo insistito molto per non sembrare molesti».
Lei potrebbe diventare il primo o uno dei primi sindaci leghisti in provincia: cosa ci dobbiamo aspettare? In altre città abbiamo visto, per esempio, la mensa negata ai figli di famiglie morose o liste di libri ritenuti inadatti per i bambini delle scuole….
«Io condivido i principi fondamentali della Lega ma ho la presunzione di ragionare con lamia testa e applicare il buon senso e ogni decisione sarà presa con questo modo di operare di concerto con chiunque abbia competenza dei singoli casi, ma se un testo scolastico sostiene che Gesù è morto di freddo è chiaro che sarà cambiato e non succederà mai che venga negato un pasto a un bambino».
Festeggia il 25 aprile? Cosa pensa di CasaPound? Era a Forlì quando Salvini si è affacciato dal balcone di piazza Saffi? Le è piaciuto quel gesto dalla inevitabile carica simbolica?
«Il 25 aprile per me rappresenta la fine di un conflitto mondiale e bisognerebbe festeggiarlo due volte, ma senza che qualcuno se ne appropri e lo trasformi in qualcosa di altro. Casa Pound è un’organizzazione di estremisti e io personalmente non condivido nessun estremismo né di destra né di sinistra. Ero a Forlì e Salvini non ha fatto nessun gesto simbolico, quando ha saputo che su tremila persone venute in piazza a salutarlo solo 200 erano entrato all’uscito della sala consigliare del Municipio, ha fatto l’unica cosa che gli permettesse di ringraziare quelle persone, si è affacciato e ha parlato a tutti, fosse stato sul palco all’aperto avrebbe fatto e detto le stesse cose».

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